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13° CORSO PER INFERMIERI DI SALA OPERATORIA 4° SESSIONE LAPAROSCOPIA E SET PROCEDURALI L’INNOVAZIONE CHE CONVIENE Moderatore P. M. Picco (Gallarate, VA) Il risparmio visto dal clinico E. Restini (Bari) Il risparmio visto dal Coordinatore P. Zanchi (Bergamo) Il risparmio visto dal Risk Manager M. B. Di Sciascio (Chieti)
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Buongiorno, ben arrivati alla sessione dedicata all'utilizzo dei set procedurali in videolaparoscopia.
Siamo Mollickel Care, un'azienda che nasce come produttore di tessuto non tessuto per le sale operatorie
e oggi è con particolare piacere che siamo qui perché abbiamo colto questa occasione per lanciare sul mercato
il nostro nuovo portfolio dedicato agli strumenti laparoscopici.
da anni ci impegniamo nel portare l'efficienza nelle sale operatorie
e lo facciamo attraverso l'utilizzo dei set procedurali
ovvero dei dispositivi che al loro interno contengono tutto ciò che di monouso serve per fare un intervento chirurgico
non sarò io a raccontarvi l'efficienza che porta il prodotto all'interno di un processo
che ruota intorno all'intervento chirurgico
ma ci aiuteranno in questo percorso il dottor Restini che modererà anche l'incontro,
il signor Zanchi e la dottoressa Di Sciascio.
In particolare il dottor Restini ci parlerà dell'efficienza del risparmio
che viene generato dal punto di vista del clinico,
il signor Zanchi dal punto di vista del coordinatore di sala operatoria
e la dottoressa Di Sciascio invece ci racconterà come l'utilizzo dei set procedurali
impatti positivamente sulla gestione dal punto di vista del rischio clinico.
Quindi lascio la parola al dottor Restini.
Grazie Paola, ringrazio l'AICO per aver organizzato questo incontro.
Sono particolarmente contento perché come vicepresidente della società italiana di
chirurgia endoscopica abbiamo fatto un lungo percorso per affiliare l'AICO alla SICE intendendo
la professionalità specifica
che ha l'infermiera di sala operatoria
negli interventi chirurgici
che è stata stressata
in maniera diciamo assolutamente
percepibile
a qualsiasi chirurgo
da quando facciamo la broscopia o robotica
perché in realtà
la confidenza che bisogna avere
tra chirurgo e ferrista
con i materiali è assolutamente
maggiore
di quella che c'era una volta
in chirurgia tradizionale
Mi hanno dato un argomento che dice il risparmio dal punto di vista del chirurgo. Vado avanti con questo. Io dirigo il dipartimento di chirurgia di questo ospedale privato di 470 letti.
il mio dipartimento
ha queste specialità
quindi io devo tenere a bada
i toracici, i chirurghi
gli urologi, il vascolare, l'oculistica
l'otorini, i plastici
e la maxillofacciale
adesso da qualche mese anche con l'urgenza
ma nell'ospedale
abbiamo un dipartimento cuore
che ha una cadochirurgia
molto pesante con emodinamica
da quasi 2000 procedure all'anno
un dipartimento donna
con una sinologia che fa quasi 300 interventi, con la ginecologia che è imperversa,
l'ortopedia con le sue protesi, abbiamo fatto nel blocco operatorio della chirurgia generale
abbiamo fatto 7.500 interventi e la chirurgia generale ne ha fatti 1.300.
Quindi l'efficienza di processo per noi è vitale.
uno perché siamo privati, due
perché noi abbiamo un sistema
di saloperatore, 5 saloperatori
che contrariamente ad Empoli
non ha specializzato le sale
quindi le sale sono multidisciplinari
e quindi in ogni sala si può far tutto
e quindi il fatto di poter standardizzare
le procedure per tutte le sale
facendo in modo che alle
10 di sera ci possa essere
contemporaneamente il paziente
che dalle nostre parti qualche sparato
ce l'abbiamo o la donna
che deve partorire o il chirurgo
moscio che sta finendo l'intervento chirurgico
quindi avere una
diciamo standardizzazione dei processi
è vitale
non abbiamo ancora un affidamento
come ho visto
a Brescia
non abbiamo una società in service che fa
diciamo soluzioni ospedaliere
quindi lo facciamo in casa tutto questo processo
e quindi ci affidiamo
a molte esperienze
e molto buonsenso
ma il risparmio
Quando parliamo di soldi o quando alcuni chirurghi mi dicono
ma io voglio risparmiare, gli chiedo, ti fai 7,40?
Perché se ti sei fai 7,40 allora parli di soldi.
Ma se tu vuoi la commercialista, non parlare di risparmio,
perché evidentemente non è un argomento di cui sei capace di gestire le dinamiche.
E poi, quando un qualche chirurgo mi dice
ma io consumi troppi device, eccetera,
io sto in un ospedale dove non mi danno le procedure
ho detto vabbè ma tu vuoi risparmiare
ma tu in che ospedale stai?
perché se sei in un ospedale pubblico
non azienda ospedaliera o policlinico
i soldi di cui parli sono i soldi del monopoli
perché tu vieni pagato a spesa storica
quindi qualsiasi risparmio tu possa fare
è fatuo
è soltanto un indice di benchmark
cioè di valore economico
diciamo di valutazione
e quindi
quando parliamo di risparmio
cerchiamo di declinare in che cosa può essere interessante parlare di risparmio
secondo me c'è una votazione economica che non deve fare a casa propria con la
propria dinamica io penso alla brescia sempre ho visto
una strutturazione molto buona ma ricordo che il sistema sanitario lombardo
ha una sua logica che una logica di equiparazione pubblica e privata in cui
in cui anche i tetti di spesa sono diventati storici, quindi non abbiamo il convenzionamento,
cioè che il privato ha un tetto oltre il quale non può andare e quindi è una limitante nella sua capacità economica.
Un risparmio di tempo che è quello che tutti conosciamo, in cui il ferrista ha appena finito di deporre il faralacone delle ferre,
il chirurgo dice che fa presto, perché il tempo, la velocità, sembra la rapidità, sono due cose diverse.
Secondo me il risparmio fondamentale, quello etico, è la prevenzione di infezioni al sito chirurgico
che ha un costo elevatissimo e su questo argomento ho rubato diapositive che Paolo ha presentato
a un congresso aico a Varese, la prevenzione di hepatite C e la prevenzione dell'HIV.
quindi
quando mi dicono
io in ospedale risparmio eccetera
mi sono inventato tanti anni fa
io faccio corsi di management per chirurghi
dal 95 al 96
la regola dell'uno
c'è un reparto di chirurgia
io ho fatto un esempio
un reparto di 32 posti letto
non ci sono più adesso
il reparto di 20, 16, 18 posti letto
ma un reparto così fatto
quindi 32 posti letto, 6 medici
una caposolidità di infermieri e 5 consigliari
dovrebbe fare un intervento
per posto letto a settimana
con peso medio 1
il risultato matematico
su 3 sarebbe 1400 interventi
ma considerando etico
che l'efficienza del sistema
cioè la vecchietta
che è stata ricoverata con la colica
che poi aveva mangiato fichilina
che non operi
perché non dobbiamo considerare
la chirurgia o un reparto medico
o nella nostra attività paragonabile alla Fiat o ad altre strutture industriali, ma in un reparto in cui ci sia un 75% di DRG chirurgici rispetto ai recovery,
il break-and-ban point è 1.000 interventi. Per cui se un reparto chirurgico fa meno di 1.000 interventi non c'è risparmio che tenga,
perché non si paga i suoi costi fissi
quindi
quando parlano di risparmio
tirate fuori i numeri
cioè tirate fuori dove siete
e che cosa fate
sarebbe carino
avere questo break even point
ma
nella mia regione
pochissimi reparti chirurgia
raggiungono il break even point
e ovviamente il break even point
può essere
Mentre il risparmio è fatto in relazione a quale intervento in più riesco a fare o quanto più complesso lo faccio, nel senso che aumentando il numero di interventi, aumentando il peso medio, ho un ricavo marginale, cioè fatturo più di quello che è il mio break-even point, che significa che questo è il vero risparmio.
Cioè che le mie risorse hanno permesso di curare più persone o viceversa ho fatto in modo che più persone possano avere nell'unità economica un intervento diciamo moderno perché il mio dipartimento si conduce al fatto che diciamo io faccio la proscopia dal 90 in questa struttura,
da 2004 abbiamo portato
la mininvasività a tutti i reparti
da 2004 abbiamo avuto il Da Vinci
da 2007-2008
lavoriamo con la radiochirurgia con Cyberknife
gestito dai chirurghi
quindi un apparecchio di radiochirurgia che è usato
come strumento chirurgico quindi
è un progetto complesso
molto difficile perché ovviamente
al sud è tutto più difficile però
è una cosa che è diciamo entusiasmante
ma io mi batto
ogni volta
per l'imbroglio del costo per procedura
quando uno arriva e dice ma quanto mi costa
questo intervento
io dico sempre va bene, se tu mi dici
vuoi sapere quanto costa il pieno, dimmi
quanto mi costa il vuoto
cioè se io ho
una procedura
ma tu mi fai usare le strutture
meno della loro efficienza, faccio un esempio
delle sale operatorie, nessuna
sale operatoria dovrebbe chiudere le due
perché quella sale operatoria
teoricamente ogni sale operatoria
dovrebbe fare 750 interventi
all'anno, questa è la
media, diciamo, standard. Quindi, per
raggiungere il mio break-even point, o c'ho due
saloperatorie o una saloperatoria
non mi basta. Tornando sempre
al discorso, ma qual è il minimo indispensabile
per campare
come reparto? In realtà
possiamo lavorare su altri
diciamo, tipi di
risparmio. Quindi, sul risparmio economico
facciamoci a capire
di che stiamo parlando.
Perché quelli che tirano fuori deficienze
di codice, sì, bene,
dimmi quanti dipendenti c'hai
quanti interventi fai
qual è il tuo budget e come lo raggiungi
perché poi il resto sono dettagli
uno si perde ma sono
per stare all'acqua del mortaio
una delle ipotesi è utilizzare
i kit procedurale standardizzati
poiché noi siamo
terra a terra
abbiamo fatto una cosa banale
abbiamo fatto tre kit
che ho chiamato restini verdi, restini gialli e restini rossi
a complessità variabile
nel senso che se arriva
la gravidanza extra
è un codice verde
perché tutto sommato
c'è l'emoperitone, ma tutto sommato
è giovane, in buone condizioni, non ci sono problemi.
Se arriva il paziente con la
colicistite acuta, anziano, settico
è un codice giallo, cioè un paziente che ha
una surgenza e nel kit abbiamo aumentato
il materiale necessario
per operare. Se arriva lo sparato
è il codice rosso, cioè è una cosa
che dentro c'è tutto quello che
nella nostra esperienza, ho detto lo sparato
per dire un'urgenza importante in cui è possibile ancora fare la paroscopia
perché se, sapete, siamo in un momento instabile dobbiamo per forza aprirlo.
Questa è la procedura, la ferrista apre il pacco, questo è un pacco verde, questo è un pacco giallo,
ci sono anche strutturatrici, strumenti e procedure, quindi in pratica da sola prepara tutto il campo sterile,
prepara l'ammalato, vedete un chirurgo
monello senza mascherina
ho avuto una foto
è stata una foto a tradimento con la mia
divisina americana che serve a rendere
più allegra la sala operatoria e coprire la panza
ma la ferrista praticamente
è pronta e se vedete
questi sono gli strumenti che Manly
ha prodotto per
non per me, diciamo, per la laparoscopia
e quindi sono dei prodotti
monouso e quindi
nello scarico del materiale
il set procedurale addentro
anche i trocarri, i ferri
quindi noi possiamo fare una tracciabilità
abbiamo semplificato la vita
perché un solo codice connota tutta quanta la
situazione. Vi faccio
vedere, questo è il layout
della sala operatoria
per praticamente tutti gli interventi
se vedete
la ferrista
fa il cameraman, perché noi abbiamo
anticipato negli anni 90
il surgical assistant
cioè tutte le nostre strumentiste
sono cameraman, sanno utilizzare la telecamera, sanno utilizzare la camera woman, e quindi quando andiamo a parlare di risparmio, anche questo bisogna dire, cioè quante persone bisogna al tavolo operatorio?
Per legge due chirurghi, ma il terzo chirurgo è sostituito, diciamo, egregiamente dalla camera woman, nel caso l'intervento venga convertito, l'assistente in più è un divergente rotostatico molto performante che il Thompson.
Questa è un'aggiunta che abbiamo fatto mettere, questa è una cuffia che copre la telecamera con un vetrino in cui l'ottica e la telecamera non sono a contatto, questo è per i pazienti con HIV, per avere la certezza che non ci sia la contaminazione della testa della telecamera, che si sono tutte autoclavabili ma sappiamo che la vita operativa si riduce moltissimo.
L'analisi di costo sui grandi numeri non li posso dare, vi porto, prendete per buono quello che i nostri ospiti ci stanno offrendo, ma che in realtà ci permette di dire che si può arrivare fino al 40% del risparmio del tempo di allestimento di un tavolo operatorio.
Ma quello che secondo me è assolutamente più importante ed etico, diciamo, è la prevenzione del sito chirurgico. In realtà noi abbiamo una normativa europea abbondantemente negletta, perché hanno giurato nel manico fra standard e normativa, per cui in realtà sappiamo che è meglio non usare più il cotone.
Però tutti i saloperatori nostri hanno cotone. In realtà però ci sono i requisiti e le caratteristiche necessarie perché il problema è un problema importante anche di costo perché quando ci sono 22 mila morti per infezione ospedaliere e i costi in Europa che sono un aggiuntivo di 12 miliardi nel sistema sanitario italiano sono 11 miliardi
Quindi vuol dire che noi spendiamo 113 miliardi del sistema nazionale, vuol dire che un 10% lo potremmo risparmiare utilizzando migliori pratiche mediche.
Il motivo della contaminazione lo volevo raccontare io, ripeto queste sono le diapositive che ho rubato a Pava Picco presentando al vostro congresso,
Questo è l'obiettivo, bisognava stabilirlo, e quindi sul fatto che soprattutto nell'urgenza un kit in tessuto non tessuto serva a abbattere il rischio delle infezioni ospedaliere, a mio parere rappresenta un vero caposaldo difendibile sul risparmio in stato operatore.
Non risparmi subito, ma risparmi certamente nel tempo. Il tessuto tessere non si può neanche utilizzare, gli stanni non sono più quelli, sapete per quale motivo? La traslocazione batterica, il trasferimento sui teli bagnati, certamente è la causa più evidente.
mi ricordava
ieri un mio ferrista
di 25 anni fa
che noi cercavamo tanti anni fa aumentando
i tedi 2, 3, 4, 5
di cercare di
mantenere un campo sterile
e alla fine della sua operatoria
il tavolino era sempre bagnato
quindi sapevamo bene che
è un po' come il drenaggio in chirurgia
i chirurghi lo mettono per stare tranquilli
ma poi lo mettiamo tutti sapendo
che poi non funziona
Ma il sistema per poter effettivamente ridurre le infezioni legate all'inquinamento, soprattutto al campo bagnato,
e utilizzare tessuti che siano compatibili, che siano ammissibili con la normativa europea.
Quindi sia il tessuto stesso è riutilizzabile che il TNT.
Il risparmio sulla prevenzione dell'HCV purtroppo, soprattutto in alcune regioni,
io parlo della mia regione, l'epatite C è endemica e se voi pensate che l'anno scorso la Puglia ha sforato la spesa sanitaria nazionale
e la spesa sanitaria regionale perché su 315 milioni di spesa farmacologica regionale noi abbiamo speso 60 milioni
soltanto per fornire un farmaco, il farmaco per l'epatite C e lo stiamo fornendo soltanto ai poveretti che hanno i fibroscamp 3 e 4
cioè quelli fibrotici e cirrotici, se io trovo una ragazza di 20 anni che ha un alto titolo di virus
e che quindi potrebbe essere il miglior candidato al trattamento, non glielo posso far dare.
Allora, se io, fra l'altro, avendo epatite C endemiche, io ho il dovere e l'obbiettivo di considerare ogni atto chirurgico
potenzialmente a rischio di infezione di HCV, sia per il paziente ma anche per il personale.
Quindi in realtà ho un doppio obbligo morale.
Sul problema del risparmio per la prevenzione dell'HIV in realtà l'ho voluto sottolineare
perché quando abbiamo avuto l'invasione in Puglia dei richiedenti asilo,
Una delle cose, oltre all'aumento obiettivo della tubercolosi, perché purtroppo la scambia di tubercolosi sono estremamente diffuse nell'Africa subsahariana, in realtà non abbiamo assistito a un aumento della prevenzione HIV, ma penso che noi dobbiamo sempre ricordarci che la Bibbia ci diceva estute parati.
Perché in un giorno di marzo a Bari ti può capitare 20 cm di neve e non ti saresti mai aspettato. È la stessa prudenza che bisogna avere per queste cose e bisogna averle in sala operatoria. Grazie.
Grazie dottor Restini. È sempre bello poter vedere che si collega il discorso del risparmio a un discorso di sicurezza del paziente chirurgico.
E se mi permette sfrutterò il discorso del 7.30 la prossima volta che qualche cliente mi parla.
7.40.
7.30 lo fai tu.
Benissimo.
Lasciamo la parola al signor Zanchi che invece ci parlerà dell'efficienza vista a questo punto invece dal coordinatore del blocco operatorio.
Buonasera a tutti.
Sono Gian Paolo Zanchi, coordinatore del blocco operatorio del Bolognini di Seriate che è uno dei quattro ospedali della nuova azienda sociosanitaria territoriale.
Noi abbiamo appena cambiato la legge, la legge 23 che ha stravolto un pochettino quello che fino a poco tempo fa erano aziende ospedaliere, si è aggiunto il territorio, tanto per semplificare le cose.
la mia azienda è composta da una serie di ospedali
questi sono i quattro per acuti
l'ospedale di riferimento che è l'ospedale dove lavoro io
che è l'ospedale Bologna di Seriate
abbiamo a 7 km un ospedale che è quello di Alzano
poi ci trasferiamo al lago
nell'ospedale di Lovere
per arrivare in montagna
in una location fantastica, che è quella dell'ospedale di Piario, che era un ex sanatorio, quindi immaginate l'ospedale nella foresta.
Quindi è un'azienda che si espande su un territorio abbastanza esteso, insomma da 0 a 40 km.
Nella struttura dove lavoro io abbiamo sostanzialmente diverse unità operative che hanno standardizzato il kit.
In modo particolare la chirurgia generale che è una chirurgia che fa molta laparoscopia, poi vedremo velocemente i numeri, oculistica, ortopedia e traumatologia, ostetricia e ginecologia, ORL e urologia.
Il mio ospedale ha 277 posti letto pari a 84 di questi sono di tipo chirurgico.
L'attività laparoscopica. Circa 700 interventi laparoscopici all'anno. Lavoro con il professor Lorenzo Novellino, uno dei pionieri della laparoscopia in Italia.
Facciamo interventi di chirurgia oncologica a fegato, colon, timo, procedura che prevede l'asportazione del timo utilizzando due semplici ingressi da 5 o un'incisione al collo, quindi non praticando sternotomie.
chirurgia della parete, ernie e la parocelli con tecnica laparoscopica,
chirurgia dell'ogliato e esofageo, calcolosi della coleciste e delle vie biliari,
la chirurgia androidina, in particolare del surrene.
Dopodiché abbiamo i nostri ginecologi con la patologia utero ed annessi
e stanno strutturando attività laparoscopica anche sul pavimento pelvico.
Noi siamo partiti da lontano cercando di strutturare dei kit
che all'epoca prevedevano solamente tessuto non tessuto, uno degli aspetti che abbiamo cercato di controllare era proprio quello che in qualche modo anticipava il dottor Sestini, impilavamo tessuto di cotone sperando che tutto andasse bene.
Dopodiché la situazione è evoluta, ci siamo agganciati ad una gara all'interno della regione
attingendo materiale dagli ospedali civili di Brescia.
Per cui siamo anche riusciti, oltre che a strutturare diversamente i kit,
a avere un miglioramento di tipo tecnologico, un servizio assolutamente efficiente
e una logistica del magazzino è veramente molto interessante.
Quali sono i benefici di strutturare un kit in chirurgia laparoscopica?
Molti di questi sono già stati anticipati dal dottor Sestini, li riprendiamo rapidamente.
Un miglior controllo della sepsi è assolutamente evidente, immaginate di avere un kit con X presidi all'interno
e aprire un pacco solo o, come si faceva poco tempo fa, aprire 50 pezzi.
È chiaro che in queste manovre si può arrivare a far sì che qualcosa non vada per il verso giusto.
Abbiamo cercato di introdurre prevalentemente il monotelo specialistico verso il set universale,
cioè i chirurghi hanno cambiato le loro abitudini, il chirurgo tipico è quattro teli, uno ai piedi, uno alla testa e due laterali
e questo ci ha permesso naturalmente di avere delle performance diverse perché il monotelo permette di essere drappleggiato molto bene,
il campo può essere preparato da una persona solamente o avere film integrati che aumentano la performance del telo.
Abbiamo deciso ovviamente all'interno della discussione di adottare diversi teli laparoscotici ovviamente perché le divisioni sono diverse e hanno esigenze un pochettino diverse.
Per riparare un campo con un custom kit, evidentemente,
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