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23° CAD anno 2012
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Ha 59 anni la paziente, appendicectomizzata, tonsillectomizzata, isterectomizzata, ha un'epatopatia cronica attiva su base alimentare con espressioni macronodulari,
operata di colecistectomia laparoscopica a ernia ombelicale recentemente e successivamente ha fatto una RCP per una stenosi papillare.
ha avuto una recidiva
e ha un laparocere sul trocalo ombelicale
con diastasi dei muscoli retti
è stata fatta un'indagine anche con
per operatori anche una valutazione con TAC, TC
e questo è troppo difficile che me lo chiedi
perché io non ce l'ho scritto
per Luigi non so dove sia andato
è piccolo il difetto per cui non serve un attacco
Non credo perché essendo un difetto di dimensioni ridotte l'attacca non era necessaria.
Va bene, perché da qui noi vediamo un bel addome disteso e allora non si capisce dove...
Sì, ma diciamo che la paziente è anche un po' sovrappeso.
Per fare una battuta per questo è che l'abbiamo dato da fare a Olmi.
Grazie.
Tutto a posto.
Allora?
Allora potete cominciare perché noi abbiamo dato il via, si può partire.
Ok, allora, buongiorno a tutti, abbiamo fatto l'opnemo peritoneo con ago di Verres in ipocondrio sinistro in sede sottocostale,
allarghiamo, facciamo l'incisione per l'ingresso del nostro trocar, utilizzando...
Posso togliere la scialitica che così va via la...
ecco perfetto
utilizziamo un troccar ottico
per l'ingresso
vedete il nero
siamo in cavità addominale
e a questo punto esploriamo
hai utilizzato
un'ottica da 0 o da 30°
per entrare
nel dome hai utilizzato un'ottica da 30°
un'ottica da 30°
si riesce a vedere anche con un'ottica da 30°
agevolmente l'ingresso
Non ho delle belle immagini sul monitor.
Noi vediamo sempre l'esterno, abbiamo una mega-equipe.
C'è molto contrastato.
Quindi il primo trocker è in ipocondrio sinistro che è il trocker della mano destra per cui sarà il trocker operativo.
Il secondo troccar sempre da 10 per l'ottica lo mettiamo invece sulla linea umbilicale trasversa a livello dell'ascellare anteriore.
Si può vedere un'immagine più o meno di lato?
No, non è possibile perché la giraffa è rimasta nell'altra sala per l'intervento successivo.
Ah, va bene, ok, non c'è problema. Allora se ci passano le immagini esterne così vediamo. Passiamo le immagini interne, sì, adesso, perfetto. Bisognerebbe agire sull'ottica perché vedi che è molto contrastata.
comunque le immagini sono buone
ok, puliamo l'ottica
voi vedete bene?
perfetto
adesso no, perché abbiamo tolto
l'ottica
una pinza
e mi da le forbici
sì, direi che
l'immagine è buona
mi attacca la corrente
io però
vedo male, non ho luce
e mi spara
Non è proprio a fuoco Stefano, è piccolino il difetto.
Sì, il difetto è un difetto piccolino di 4 cm, la paziente ha una modesta diastasi dei retti sopra sotto ombelicale, c'è qualche aderenza omentale.
Io vedo malissimo però, mi fa vedere il fegato, vediamo innanzi.
Questa è il suo fegato, vedete che è un fegato bruttissimo, direi macronudulare, virando anche al micro.
Se quello lì non si può mettere lì, quel monitor, eh no ma è proprio, vedi che è proprio l'immagine che è super contrastata e non definita.
Però io non, vedi, se vedi io non vedo niente. Si può togliere un po' di contrasto? Ok, prova a dare un po' di luce. Vai, vai.
Ok, perfetto. Adesso vedo anch'io. Vediamo un po' di aderenze, per cui iniziamo con la riduzione del contenuto erniato. Mi metti un po' a fuoco? Non va l'elettrico? Mi attacchi il disettore?
Sì, si può portare a 60 la luce. Riprovo.
Quel difetto non era mai stato trattato?
Il difetto era stato trattato, ok funziona, penso con una plastica diretta, se non vedo reti.
La desiulisi è la parte sicuramente più fastidiosa e importante dell'intervento.
In questo caso si può tranquillamente usare la corrente monopolare, non ci sono almeno in apparenza anse, direi che l'indicazione comunque è giusta, è una paziente epatopatica con un difetto non grossissimo, però un difetto comodo.
Preferisco nel caso di questa paziente non usare le forbici ma usare il disettore perché nel caso di piccoli sanguinamenti dell'omento posso tranquillamente con il disettorino afferrarli e provvedere alla loro emostasi.
Questo è il colletto del difetto, vediamo di ridurre completamente tutto il contenuto, questo è il cercine del difetto, adesso proseguiamo con la nostra adesiolisi verso la regione sovrapubica in modo da completare l'alisi delle aderenze.
probabilmente lì c'è un altro difetto
per cui conviene
conviene farsi
le aderenze qua al davanti
che mascherano la parte
posteriore
probabilmente quel difetto
forse può essere
legato al
al fannesti che ha fatto
vediamo
l'emostasi perché la
paziente è abbastanza
delicata
Esatto, ok, vieni qua Gio.
Con quel fegato ci si poteva aspettare anche dei collaterali molto più evidenti.
Sì, molto più evidenti, però diciamo che come la si tocca sanguina.
Ok, tanto poi ricontrolliamo subito l'emostasi anche dopo.
Ce l'ha una bipolare, così al limite per completare, vieni qua a vedere Gio.
Ma dall'esterno si apprezza un difetto anche in quella zona, in quella regione?
No, dall'esterno no. Questo per cui è uno dei vantaggi della laparoscopia che permette di vedere ovviamente completamente tutta la parete addominale e di vedere anche i piccoli difetti che dal davanti probabilmente non sempre sono visibili.
Vabbè che non hai dormito stanotte. Scusate ma abbiamo perso il cavoluce. Vedete che comunque i pazienti epatopatici sono un attimino più fragili e delicati per cui conviene sempre lavorare con la corrente monopolare.
L'ideale sarebbe avere sulla mano sinistra a questo punto la pinza bipolare che può essere usata come pinza da presa e coagulo bipolare e sulla destra le forbici o un disettore monopolare.
In questo caso si fa l'emostasi ancora prima di terminare il tessuto.
Ciao, sono Antonio Prescia, infatti ti stavo chiedendo proprio questo. Io ho avuto esperienze malati tipo questo con un cirotico e ho usato anche io la Bivolaro, anzi a volte ho usato anche l'ensile con la quale mi sono trovato molto bene. Volevo un tuo parere.
Ma direi che sicuramente avere la bicolare e la corrente monopolare aiuta sicuramente in questi pazienti.
L'ideale sarebbe, volendo e potendo spendere, addirittura avere il disettore ad ultrasuoni, col quale siamo sicuri di avere un'emostasi completa sia sul versante parietale sia sul versante delle aderenze che poi lasciamo in cavità.
il tempo
bisogna avere un po' di pazienza
e poi
sta andando bene
grazie
che vediamo
attaccarlo
con la pinza non posso fare un'eccessiva trazione
perché questo
aumento sanguina
solo a guardarlo
dobbiamo dire che c'è un rumore
fortissimo nell'audio da qualche parte
noi nell'auricolare sentiamo
un rumore molto di fruscio, molto forte
sentite il rumore delle elettrobisturi
o un fruscio?
ora non più
andiamo avanti qui
che viene indietro
tu quindi avevi previsto
che tipo di difetto che dovevi
riparare, questo non lo avevi previsto?
questo non era previsto perché non era
non risultava
dall'anamnesi e non risultava
nemmeno vedendo ovviamente la paziente prima dell'intervento ma non sono sicuro che neanche che sia un difetto, anche se dava l'annesti sapevi che c'era un fannesti, ma in quel caso dal momento che avevi più difetti, noi siamo qui per stressare,
In questo caso, quando ci sono più di un difetto e quindi la strategia può cambiare, può essere valido eseguire un attacco? Vogliamo dire quando è necessaria una diagnostica su mentale più raffinata?
Di solito noi facciamo un'ecografia nei laparoceli piccoli, nei grossi laparoceli facciamo un'attacca o una risonanza per meglio studiare anche la tipologia dei tessuti della parete, però solo sui laparoceli molto grossi.
In questo caso è ovviamente misconosciuto il difetto e penso che un'ecografia sarebbe bastata.
Probabilmente avrebbe magari anche visto questo difetto, non sono ancora sicuro che lo possa essere.
Scusate se mi intrometto, ma sono i poni? L'ecografia è stata eseguita?
Perfetto.
Quindi il difetto che ha è soltanto quello che si apprezza anche clinicamente e che hai già risolto.
Questa è un'aderenza sul fannestil, è soltanto o mentale.
Lo dico sia ecograficamente che clinicamente.
Perfetto, grazie Pierluigi.
Prego, prego.
Vieni qua.
Come voi sapete i dubbi vanno eliminati.
Ok, pulisci l'ottica.
Puliamo l'ottica un attimo.
Senti Pierluigi?
È sporca.
Allora noi ci chiediamo qui, sempre nell'ottica di discutere, siamo qui per discutere quindi le risposte verranno alla fine, la validità della lisi di queste adereze.
Cioè, riprendiamo il discorso, abbiamo una clinica che ci mette un difetto orniale in evidenza, le altre cicatrici sono tranquille, un esame strumentale ci chiede un'ecografia e non un'attack perché il difetto è piccolo, l'ecografia ci dimostra solo un difetto orniale, andiamo a fare un'esplorazione, riduciamo il difetto e quindi il riscontro clinico è sicuramente quello da paroscopico, vediamo questa che non sta bene.
Tenendo conto del tipo di paziente, vorremmo sapere qual è l'obbligo, l'utilità di questa aderenza di visi di aderenza.
allora io ti ringrazio per la domanda
però la dovresti rivolgere a Olmi
non a me
io se dovessi esprimere un mio parere
non avrei
non sarei andata ad eseguire
l'intervento di adesiolisi
perché in una paziente che ha
un quadro diciamo probabilmente
anche disquagulopatico
avrei evitato
però è una impressione mia
personale
quindi non
probabilmente la nostra impressione
fosse stata una paziente normale
senza problemi
ma no guarda non sono d'accordo
per me tutti i gesti inutili
in chirurgia vanno evitati
per cui
io personalmente non l'avrei fatto
però
sicuramente
ha avuto un doppio
difetto
perché aveva un doppio
e quindi voleva andare bene
Mi dai la pipolare adesso?
Allora, avendo ovviamente un'incisione di Fannesti,
avendo delle aderenze sotto l'incisione,
non puoi non fare la desiolisi per andare a vedere se c'è o meno un difetto,
anche perché se no tu copri il difetto umbilicale,
la diastasi sovra-umbilicale,
e poi magari gli lasci un piccolo laparoccele nella sede del Fannesti.
Altra cosa, questa aderenza, se avete visto, non era mica un'aderenza chiusa,
faceva un ponte tra la parte sovramesocolica e la parte sottomesocolica dell'addome,
per cui può causare delle occlusioni per delle brille, per cui conviene sicuramente fare la desiolisi.
Adesso poi guardiamo bene, fatemi prima fare l'emostasi, guardiamo bene la parete dove è stato fatto il funnesty.
Ok, gira l'ottica, adesso andiamo a controllare, ce l'ha un aspiratore?
Non ti disturbiamo, parliamo con Pierluigi.
Sì, dimmi.
Dunque, abbiamo due strategie, la tua e la sua diciamo.
Allora tu non avresti tolto l'aderenza perché in ogni caso, che sia coagulopatica o no, lui invece si pone il problema di andare a vedere questo fanestilio, scoprire l'aderenza e vedere sotto qual è il difetto di parete. Quindi di questo vorrei che ne discutessimo.
Sono principi di trattamento che sono dettati da esperienze diverse e da giudizi personali.
Lo sai che la standardizzazione la possiamo raggiungere con difficoltà sul tipo di tecnologie e sulle metodiche di riparazione.
Per quanto riguarda le scelte e le opzioni cliniche, ognuno è libero di pensare come crede meglio.
Insomma, ora non si sta parlando di argomenti completamente distanti l'uno dall'altro, però è una questione di esperienze e di capacità di gestire il problema secondo diverse ottiche.
Mi hanno insegnato che tutto quello che non è necessario è dannoso, quindi io mi sarei comportato diversamente, ma l'esperienza del dottor Olmi credo che sia estremamente ampia e superiore alla mia per quanto riguarda l'esperienza alla paroscopica da parocele, per cui il suo giudizio in questo caso è sovrano.
No, non è sovrano, anzi se ne può parlare tranquillamente. Secondo me se c'è una cicatrice e c'è un'aderenza sotto la cicatrice la lisi va fatta proprio per il vantaggio della laparoscopia, a parte la riparazione mini-invasiva, la possibilità di vedere tutte le cicatrici dall'interno per cui escludere la presenza di piccoli difetti che potrebbero ovviamente diventare...
diventare un secondo momento e poi
rioperare la paziente
per cui secondo me
in presenza di aderenze sotto
una cicatrice chirurgica
conviene
fare la disolisi, andare a proprio vedere
la cicatrice per escludere la presenza
di altri
piccoli difetti
in questo caso la paziente
sono assolutamente d'accordo con Stefano
sono Francesco
una volta che tu ti trovi in una situazione
nel genere è corretto andare a valutare, ma se vi ricordate all'inizio della presentazione
del caso clinico avevo chiesto se era stata fatta un'attacca, perché oggigiorno soprattutto
in pazienti plurioperati bisogna fare una strategia completa preoperatoria a mio avviso
e con l'attacca si può valutare quello che poi si può andare a sistemare durante l'intervento.
per cui, però sì, una volta che sei dentro
e trovi delle aderenze che fanno
ponte, che possono creare problemi
sicuramente
vanno lisate
adesso lì sembra
dopo che hai fatto tutto quel lavoro
sembra comunque che il difetto più che altro
un difetto diastatico ci sia
sì, adesso completiamo
la lisi
qui c'è il vero labbarocele
adesso ripuliamo
un po' meglio la parete per poter, puliamo la telecamera che è un po' sporchina, adesso andiamo
a ripulire la parte sovrambilicale in modo da ripulire bene il difetto, la parete addominale
e poi andiamo a vedere se la parte dell'incisione del fannesti può essere un difetto o è una
semplice diastasi. La paziente conferma una diastasi di retti che viene evidenziata anche
anche all'ecografia, quindi è un dato di fatti. Il problema è il trattamento, questo è un argomento molto interessante, il trattamento dell'ernia umbilicale, che non è in questo caso, questa è una parocele, quindi una problematica ben più diversa e ampia, e la diastasi dei retti, sarà un argomento che tratteremo al congresso unico di chirurgia a settembre a Roma, perché effettivamente è un argomento borderline.
c'è un altro difetto
ed è esattamente dove è stato messo
il trocar
della sede
epigastrica
sovrombilicale
il vantaggio della laparoscopia
come si può ben vedere
è quello che ti offre un panorama
completo di questo
difetto che altrimenti
approcciato per via open sarebbe
rimasto misconosciuto
eccolo qua, possiamo allargare
appena appena il colletto, avete visto che
allargando il colletto il difetto
viene ridotto
in addome
qua c'è un altro difetto
vedete
anche qui allarghiamo
appena appena
ed è fuori
vedete il vantaggio poi della
paroscopia, è la stessa roba che dicevamo
della cicatrice sotto
che secondo me ha tutte
le ragioni logiche
per poter, anzi per dover, essere fatta l'adesiolisi.
A Pierluigi, così lasciamo un po' lavorare anche lui, perché comunque lo dico anche a te Stefano.
L'utilità dell'Attac ci avrebbe aiutato anche nel definire meglio la strategia chirurgica
e soprattutto credo in un consenso col paziente, perché se noi siamo arrivati in sala sapendo che c'era un unico difetto,
Il paziente credo sia stato informato di questo. Noi andiamo in laparoscopia e diciamo sempre che eventualmente ci sono dei difetti e li ripariamo. Ma anche informare il paziente meglio di quello che sono i difetti mi sembra anche una correttezza in più.
sicuramente più informazioni
dai al paziente e meglio è
l'importante è avere con il paziente
un rapporto chiaro
per cui tu sai che
gli devi correggere un difetto
che se poi vengono fuori sono due
nulla osta che vengano riparati
senza necessità di consenso
cioè il consenso più è preciso e meglio è
siamo perfettamente d'accordo
ma non credo che sostanzialmente
in questo caso cambi
no no ma io non dico
Anzi il paziente quando sa che ha più di un difetto e che noi gli evitiamo un intervento a distanza di anni è felicissimo, non ci mancherebbe, questa è una delle cose che il paziente è ultra contento che tu gli hai riparato qualcosa in più.
Casomai può essere utile la diagnosi prima per fare una strategia che in questo caso mi sembra corretta aver approcciato il difetto per via laparoscopica e non per via opere come avremmo fatto in altri casi.
Per Luigi Paolo, io ho ascoltato il mio pensiero e la mia strategia, io penso che quando si deve procedere con la riparazione della parità terminale, soprattutto per via open ma anche per via laparoscopica, l'attacco sia veramente un momento, uno step fondamentale perché dà dei contributi di diverso genere,
A parte il fatto che ti dà la panoramica di tutti i muscoli larghi, di tutte le diastasi, ma soprattutto quando viene effettuata e deve essere effettuata con manovra di valsalva ti permette di vedere qualsiasi tipo di ripeto.
Non va neanche dimenticare che poi può dare anche un contributo diagnostico imprevisto. Noi abbiamo una diversa casistica di persone che hanno poi trovato una patologia associata che altrimenti non avremmo neanche potuto riconoscere.
Insomma, prima di protesizzare, perché questo è il termine, un paziente, diciamo per tutta la vita, anche con protesi che saranno anche larghe, come prevedo che succederà in questo caso,
credo che sia fondamentale avere prima una conoscenza della parete e degli organi intraperitoneali che ci dà soltanto la vita.
Il concetto che esprime è giusto, è condivisibile, bisognerebbe farlo condividere anche ai radiologi che mi obiettano quando io faccio le richieste di TAC e le mettono in seconda fila rispetto ai volumi di urgenza e di altro profilo tipo oncologico che sono preferiti.
Per cui credimi per me è difficile, non ti dico quasi impossibile, ma è molto difficile fare eseguire un'attacca all'interno dell'ospedale dal momento che il nostro servizio di radiologia lavora in continuazione per l'urgenza e quindi se non è particolarmente un paziente a rischio o in gravi condizioni non riesco facilmente a fargliela fare.
i tempi d'attesa sono di mesi
per cui alla fine
io ho la necessità
di trovare la finestra giusta
chirurgica e talvolta
non coincide con i tempi radiologici
e questo è il perché
talvolta io non riesco a fare
l'attacca a questi pazienti
come purtroppo succede
Pierluigi è un bel messaggio
nel senso che tu hai qualche difficoltà
ma un messaggio che ti viene fuori
è un messaggio che ti viene fuori ai giovani
è quello che la diagnostica
va fatta bene
ribadiamo il concetto di Paolo
protesizzare con una grande protesi
un addome e non sapere
poi bene il resto che c'è in addome
non va bene
quindi messaggio
a posto, a posto, sanguina più niente
l'emostasi
l'emostasi è a posto
allora
io ho preparato la parete
adesso ve la facciamo vedere
la parete sia sopra
sia sopra che sotto
in modo da alloggiare la mia rete
e vediamo che la cicatrice
del
del fannesti era solo un'aderenza
non c'è nessun difetto
non c'è neanche una diastasi
la parete è molto buona
quindi come diceva
la clinica e l'ecografia
per cui il difetto è questo
ombelicale di circa 4 cm
e questi due
difetti
adesso ve li fanno vedere dall'esterno
mi dai un pennarello
sì, semmai siccome
diciamo l'ottica non si vedeva
la parte laterale, se tu potessi prendere
l'ottica della laparoscopia
e farci vedere dall'esterno
la parete laterale dell'addome
che prima non abbiamo visto, così vediamo
allora ve la facciamo vedere con l'ottica
esatto, con l'ottica
così vedete la posizione
dei trocar
trocar in ipocondrio sinistro
per la mano destra, il trocar
per l'ottica e il trocadar 5 nipocondrio sinistro per la mano sinistra questo è un messaggio molto
laterale molto laterale si proprio per calcolare lo spazio di lavoro con l'overlap della rete che
deve essere di almeno 4 5 centimetri questo è il difetto principale del dell'aparocele umbilicale
e questi sono gli altri due difetti questo in corrispondenza del del di un trocadar e quest'altro
che era probabilmente legato all'incisione umbilicale.
Ok?
Sì, perfetto.
Certo.
È possibile? Pronto? Pronto.
Paolo Negro è sempre lì?
Ecco, Paolo, io ho fatto, mi sono permesso di chiedere a Stefano di unificare questi tre difetti di la parruccele
in modo da trasformarlo come vuolsi, in modo da darti lì la spinta per poter parlare un attimo delle classificazioni dei difetti di incisione, come hai visto prima, li abbiamo unificati in modo da dare una dimensione che corrisponde alla sommatoria dei tre difetti.
Ezio, chi meglio di te?
No, no, no, per carità, io faccio...
No, no, no, il discorso qua è che io sono come Pippo Baudo qua, quindi non posso permettere di farlo scienziato, quindi lascerei a te e a Vincenzo il discorso sulle classificazioni, con la classificazione dell'European Energy Society e tutto quanto.
Ecco io posso dirvi soltanto questo, che mentre per l'ernia inguinale l'European Air Society ha codificato e sta diffondendo ormai non soltanto in Europa ma anche negli Stati Uniti dove comincia ad essere accettata una classificazione che credo sia diventata di riferimento per la letteratura internazionale o perlomeno è auspicabile che diventi, per l'ernia incisionale e per l'ernia ventrali la problematica è ancora in corso.
Sono state pubblicate già delle prime indicazioni per una classificazione dell'ernia incisionale e dell'ernia ventrale, ma non è definitiva.
Penso che la vede con questa.
Quindi probabilmente va introdotta anche un criterio di pi greco, che dia quindi il senso anche della circonferenza che ha un'ernia incisionale.
Credo che ne dovremo parlare ancora, per chi non la conosce faccia pure riferimento alla proposta che è stata pubblicata un anno fa sulla rivista Ernia, dove appunto c'è una proposta, però è in fieri.
quindi io non credo che ancora oggi noi possiamo fare riferimento a quella proposta, ma dobbiamo aspettare ancora un po'.
Una raccomandazione, come dice giustamente Angela.
Queste sono delle raccomandazioni ai quali ci possono aiutare, darci degli aiuti, diciamo, ma non delle verine guida.
Allora, cominciamo a posizionare la protesi, è una protesi in polipropilene rivestita da monocrille,
è la Physiomesh
è una protesi che può essere
tranquillamente ritagliata
in questo caso abbiamo scelto una protesi
da 20x15
possiamo ritagliare leggermente
gli angoli
per dargli un po' la forma
ovale
ho già preso le misure fuori
il difetto in totale
potresti far vedere la rete sul difetto
per vedere il laver lap
grazie
ho almeno 5 cm
Per margine. La rete la arrotoliamo come una sigaretta per introdurla all'interno della cavità.
Io la conosco, però devo farti alcune domande. La puoi arrotolare da un lato o dall'altro?
Mi dai un'altra pinza? La puoi arrotolare in qualsiasi senso anche perché come altre protesi non ha un verso definito per il versante parietale o il versante viscerale.
È una protesi che ha buona memoria, vedete che è introdotta in cavità, praticamente si è subito aperta, scivola bene sia sui visceri e è una protesi...
La manovra, quella della desuflazione, farai ora?
No, io non la uso, nel senso che io preferisco prendere la protesi e metterla direttamente a contatto con la parete, bisogna avere un po' di pazienza, cercare di spalmare la nostra rete per cercare di farla attaccare alla parete addominale.
Questa cosa è una cosa bellissima, prima con le altre reti era difficile mettere, questa da sola va quasi da sola.
Questa si attacca quasi da sola, adesso io ho il marker, vedete qua è trasparente, il marker della rete centrale mi corrisponde al difetto principale.
Per cui io sono sicuro che la mia protesi ha un ottimo overlap, lo vedete qua in trasparenza il buco principale del difetto.
Sono ampiamente alto, questa è la riga che in teoria, certo sezionato, il concetto è sempre quello di preparare bene la parete, quest'altro marker mi aiuta sull'identificazione di quella che è la linea mediana della parete.
io posso cominciare a sospendere la mia protesi. Sospendo il punto craniale e il punto caudale, a questo punto non vado a fissarla qui perché vedete me la potrei spostare e rubarmi overlap qui.
Allora preferisco ovviamente vedere il difetto, la centratura del difetto e calcolarmi e cominciare a fissare da questo lato.
Faccio una modica pressione con la mano dall'esterno per mettere il sistema di fissaggio, che è il Secure Strap, in modo da poter far entrare la clip, che è una clip riassorbibile, in maniera assolutamente perfetta.
Il sistema ha anche una zigrinatura, che è quella parte biancastra, che permette di stendere la prote.
Vedete, io posso agganciarla e stenderla.
Allora Stefano mi sembra giustissimo e dobbiamo proprio, tu siccome sei perfetto, allora dobbiamo sottolineare perché sembra tutto naturale, questo concetto che ha detto Stefano di fissare prima questa parte diciamo anteriore è fondamentale perché quando uno comincia a fissare prima posteriormente alcune volte succede che sia un po' a cartoccia la rete e invece prima davanti puoi stenderla dietro.
Le caratteristiche di queste clip, a parte che sono, diciamo, la caratteristica è quella che eventualmente noi possiamo tagliarle, rimuoverle e riposizionarle, giusto Stefano?
Sì, giusto, anche se una clip dovrebbe essere possibilmente messa subito in modo corretto.
Sì, questo è fondamentale.
Il vantaggio è che questo strumento perdona certi errori, io posso anche, vedete in questo caso, non fare una pressione dall'esterno, schiacciare solo dall'interno con lo strumento e il sistema di fissaggio, vedete, la parte, una delle due branche resta leggermente fuori ma l'altra branca della clip invece è perfettamente agganciata, vedete, alla fascia.
A questo punto io procedo, il messaggio è quello che conviene ovviamente comprimere leggermente dall'esterno per poter far sì che la clip entri nel modo più corretto, anche nelle angolazioni più difficili è possibile comunque far sì che la clip entri in profondità.
A questo punto, la rete, abbiamo visto come si posiziona, non c'è un verso, l'averla per rispettato, per quanto riguarda il posizionamento delle clip, oltre ad aver messo quelle 4 clip di repere che te la fissano, come ti comporti?
Fai una corona, una doppia corona, hai problema nello spessore, alcuni dicono che questo tipo di clip se la rete non è sottile o negli obesi, ci puoi stressare un po' questi concetti a te molto noti?
Allora, negli obesi non c'è nessun problema, comunque la tecnica è quella di ripulire la parete addominale per vedere la fascia, per cui anche i pazienti particolarmente obesi il problema è un problema semplicemente di tecniche di disezione.
Enzo Mandala, volevo chiedere una cosa a Stefano Olmi, abbassiamo il penneumo quando mettiamo la rete o no?
Guarda, io quando metto questa rete non lo abbasso perché la rete segue perfettamente la curvatura della parete addominale e per di più mi aiuto con lo strumento a stendere ulteriormente per tirare ulteriormente la mia protesi.
Io sono d'accordo, questa rete si presta proprio a questo, ha la meraviglia che è autoadesiva, trasparente, si vede l'overlap e anche il second trap, non per fare la sviolinata alla ditta, ma è realmente per ora una delle migliori protesi che ci sono in commercio.
Il margine esterno, la corona esterna è stata fatta, vedete che anche la distanza tra le clip, a differenza di altre protesi, di altri sistemi di fissaggio, è abbastanza larga, la protesi è ben distesa per cui si possono utilizzare anche un numero minore di graffette.
Vedete la protesi come è tirata?
Sì, sì.
Ok, io a questo punto faccio la corona esterna, adesso faccio la corona interna, a circa un centimetro dal difetto.
Io lo vedo per trasparenza, vedete la protesi è trasparente per cui lo vedo, ma oltretutto ho il marker esterno che ho disegnato col pennarello,
per cui se non dovessi vedere perfettamente dall'interno il margine del difetto, io ho comunque il mio reprevisivo,
sul quale io faccio la seconda corona di, questo è l'altro difetto, per cui sto al suo esterno,
lo vedete questo è l'altro ancora difetto, per cui io faccio una vera corona.
Posso farti qualche altra domanda?
Sì.
Allora, come in questo caso la paziente è molto particolare, perché c'è il rotica eccetera,
quando sotto questa rete
quando metti in posizione una clip
ti sanguina, che fai?
mi dà ancora il seco strepe
quando non ho capito, scusa
vedi come in basso a destra
questo?
se sanguina non c'è nessun problema
nel senso che con la bipolare o attraverso la rete
o dietro la rete posso fare una minima
una minima emostasi
adesso finisco di fissarla qua
un attimo
questo se si succede è una clip della corona esterna
quella è una clip della corona esterna
e se ti faccio vedere, mi dai la bipolare un attimo
io lo so però tu capisci
che devo stressare
non succede assolutamente niente
io mi posso mettere, vedete, dietro
alla rete
a parte che il sanguinamento è già
no, è minimo
è una roba
il problema si pone più quando
vedete, se io vado sulla protesi, cioè non fa niente
io tocco vicino
alla graffetta e faccio l'emostasi
Se questo può succedere in una clip di una corona interna, fai lo stesso e mostrasi con la bipolare?
Faccio lo stesso e mostrasi con la bipolare, io posso passare attraverso la rete e vado a coagulare l'eventuale mia clip.
vedete la protesi è fissata
anche con la corona interna
vedete bene il margine del difetto
il primo, il secondo
qua
e il terzo
per cui la protesi, la nostra corona esterna
ben distesa
la nostra corona interna ben distesa
la protesi mi sembra
sufficientemente tirata
senti, volevo dirti
io ne ho fatti alcuni
in diversi casi con questa
Una delle caratteristiche, non so se capita anche a te, è nel post-operatorio che questi non hanno nessun dolore.
Sì, noi stiamo controllando i pazienti in cui utilizziamo questo sistema di fissaggio e devo dire che hanno un dolore la prima giornata minimo, la prima giornata e la seconda giornata post-operatoria e a una settimana il dolore è praticamente assente.
mi dai le forbici che faccio saltare
quella robina lì
dammi le bipova
no attaccamela alla corrente
ok
chiedo il comune della Turri se hanno domande
non hanno domande
io ti devo dire i complimenti
da tutti noi
poi un'ultima domanda
posizioni mai qualche colla o altro?
colla la uso
sui piccoli difetti
sui piccoli difetti
o sui laparoceli di confine, per cui se avessi un difetto sottocostale potrei tranquillamente fissare la parte costale con della colla o comunque con delle clip meno profonde di queste nello spazio intercostale.
cioè quello che faccio io è o uso la colla
o uso le MS che hanno una buona capacità
di presa, non entrano tantissime
nello spazio intercostale riescono tranquillamente
a fissarmi la rete
direi che la rete è a posto
il controllo delle mostasi
sotto l'abbiamo fatto è a posto
controlliamo l'estrazione
dei troccar e
vogliamo dirti un'altra domanda
prima di uscire, ma tu strategicamente
dal momento che il FANES
non c'è il problema ora, avresti
Si è allungata una protesi, messa più lunga e coperta anche quel difetto?
No, non l'avrei... l'ho controllata dall'esterno e dall'interno, è una cicatrice durissima,
non ci sono segni di difetto e sicuramente non è una cicatrice che darà esito a un laparocire.
Mi sono limitato a scendere di circa 4 dita sotto il margine del difetto.
Adesso col pennarello se volete vi facciamo vedere i margini della rete che abbiamo posizionato, andiamo verso il basso, ok, è qua, vediamo qua lateralmente, è qua, vediamo qua sopra, è qua, vediamo di qua, ok vedete che anche senza fissare, sospendere la rete, ok gira l'ottica, vi faccio vedere,
Anche senza sospendere la rete come si fa con altre protesi, con dei punti, quattro sospensori, abbiamo un overlap sui difetti di tranquillamente tre dita qua, tre dita qua, tre dita qua e tre dita qua.
Per cui la protesi è perfettamente centrata sul difetto.
Faccio vedere meglio dall'alto.
Benissimo, veramente i veri complimenti, abbiamo visto altro e quindi tu sei stato didattico, c'è un faccino lì che ti guarda, è contento, l'hai trattato bene, quindi sì sì, una paziente del genere veramente sei stato molto bravo.
Allora controlliamo le, grazie a voi, no guarda che non salgono, meglio controllare questa, buono buono, guarda quello da 5, Paolo sei contento anche tu di questa procedura?
Ho seguito benissimo, ma non avevo dubbio perché conosco bene la validità di Stefano, per cui ho seguito benissimo con una protesi che ritengo che sia una protesi di una managgevolezza veramente innovativa e quindi complimenti in modo particolare.
Grazie a voi. L'ultima cosa, ecco, quello che conviene sempre fare nei laparoceli è poi un bendaggio compressivo dei difetti utilizzando una garza e del fixumol che almeno noi facciamo al tenere per il paziente per una settimana.
Quando poi giunge per rimuovere i punti, il paziente continua per altri dieci giorni con una pancera.
in modo questo da scongiurare al minimo il problema del sieroma e permettere alla protesi certo di rimanere bene, aderire bene alla parete addominale.
Chiudiamo i difetti delle brecce dei troccar con un punto di sutura e basta, abbiamo finito.
Fate solo sottocute e cute?
Come?
Fate solo sottocute e cute?
No, no, prendiamo la fascia, la vedi?
Un po' di fascia?
Sì, sì, prendiamo sempre la fascia, anche perché se no sottocute non serve a niente.
se no poi se ne formano altri
ok noi abbiamo finito
Pierluigi è contento di questo intervento?
il padrone di casa è contento?
spero di sì
Pierluigi è un attimo assente
comunque era molto contento
benissimo
io volevo semplicemente approfittare
dell'occasione visto che
l'ho tirato fuori io
il discorso della classificazione
e effettivamente
è una classificazione in fieri
con Pierluigi siamo andati su internet e siamo riusciti a scaricare questo bellissimo articolo
a cui alludeva prima Paolo Negro, che sarebbe questo, lo leggete?
No.
Che è la classificazione delle ernie primitive e incisionali della parete addominale.
che è la proposta della European Hernia Society
che distingue le ernie e la paroceli
come della linea mediana
cioè della parte mediana dell'addome
o della parte laterale
e a sua volta distingue la parte mediana e laterale
come epigastrica umbilicale
e laterale come spigeglio e lombari
Poi nella parte mediana ci sono 5 posizioni che sono M1, M2, M3, M4 e M5, la prima di un'estensione diciamo craniocaudale di 3 cm, la terza di 3 più 3 cm che sono sottosifoidea, epigastrica, ombelicale, sottombelicale e sovrapubico.
poi ci sono le laterali al di là della linea semicircolare, quindi io consiglio a tutti quelli che, alle persone che si occupano dell'argomento e mi pare che sia voi che il pubblico lì presente sia lì perché è interessato all'argomento,
di andarsi a scaricare da Ernia del 2009, volume 13, pagina 407 la classificazione in modo che la possa utilizzare perché come si diceva prima è fondamentale utilizzare una classificazione in modo da confrontare i risultati e le complicazioni.
Questo per questo tipo di ernie ma ancor più è fondamentale che finalmente si adotti univocamente e credo nel nostro paese la classificazione che è anche parte dei chirurghi italiani delle ernie inguino-crurali in modo da non vedersi più scritto come si usava nel 1700 ernia indiretta, ernia diretta oppure obliquo esternia diretta e obliquo interna senza la classificazione.
aver dato ad esse una dimensione.
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