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24° CAD anno 2013 FERRARI plastica per via laparoscopica
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No, sono il dottor Ferrari, aiuto di Pugliese, allora stamattina iniziamo con un primo intervento
che è un laparocere per via laparoscopica, a seguire c'è un intervento di un'emicolettomia
a sinistra per un'eteroplasia del sigma. Io non riconosco la voce, con chi è che siamo
in collegamento? Sono Fernando Preto. Ah, buongiorno. Per cui noi siamo pronti, inizieremmo.
Eh, prego. Vi vediamo bene, leggiamo la scheda che è una donna di 70 anni, con peso di 70
un BMI di 29
e ASA 2
perfetto
la signora
scusa, chi sta parlando con me?
il mio collaboratore
che è il dottor Magistro
si, sono Fernando Preta
buongiorno
in anamnesi la signora
quadrantectomia mammaria sinistra per un tumore
sempre in follow up da oltre 10 anni, isterectomia per i miomi uterini 20 anni fa, un'appendicectomia
e una laparotomia ovviamente ombelico pubblica sia in esiti di taglio cesareo pregresso e
poi come abbiamo visto dell'isterectomia. L'obectomia polmonare inferiore sinistra per
per delle bronchiectasie, essendo anche lei seguita per un problema di plastico.
L'esordio della malattia, diciamo che da circa sei mesi la signora, ma noi pensiamo che clinicamente
questo problema sia insorto da molto più tempo, l'insorgenza di questa tumefazione in sede epogastrica
para mediana destra, completamente irriducibile, con però episodi al subincarceramento.
Clinicamente la signora poi all'esame obiettivo abbiamo riscontrato una piccola hernia umbilicale con un difetto anche all'estremità superiore, quindi craniale, della cicatrice umbilicopubica, quindi possiamo dire che ci sono tre difetti.
C'è anche un'immagine TAC, se andiamo avanti con l'altra diapositiva, in cui si vedono un po' i tre difetti sia in scansione sagittale che assiale che coronale.
L'intervento, come diceva il dottor Sperrari, sarà quello di una plastica per via laparoscopica.
Adesso passo la parola a lui.
Abbiamo iniziato l'intervento quando approcciamo il laparocero per via laparoscopica,
induciamo il pneumo peritoneo sempre con l'ago di Verres.
Avete le immagini esterne?
Sì, sì.
Sì, per cui ho disegnato qua l'arcata costale.
Questa era la pregressa cicatrice.
Qui si evidenzia maggiormente clinicamente il difetto ipogastrico, qui probabilmente c'è un altro piccolo difetto.
poi possiamo discutere su come studiamo i pazienti soprattutto quando hanno un BMI elevato
per cui con difetti piccoli per portarli all'intervento chirurgico
noi in questi pazienti eseguiamo sempre un'attacca senza mezzo di contrasto
per avere una mappatura dei difetti e quindi programmare una strategia operatoria
Se ne è discusso parecchio anche le varie consensus conference, l'ultima che c'è stata a settembre della COI, a cui noi abbiamo partecipato proprio in qualità sullo studio dei difetti di confine.
per vedere se si riusciva a delineare qualche linea guida per capire se era indicato o meno
un approccio laparoscopico su questo tipo di difetti di confine. Poi magari ne possiamo
parlare in corso di intervento mentre parliamo anche di dettagli tecnici. Comunque TAC per
per studiare la paziente. Iniziamo sempre l'intervento con il pneumo peritoneo con
l'ago di Verres, noi per scuola del professor Pugliese solitamente usiamo la tecnica open,
scusate un attimo, mi dai che il pneumo ce l'abbiamo, usiamo il pneumo peritoneo con
l'ago di Verres in questi casi perché è meglio avere l'addome disteso per poter
scegliere dove posizionare i trocar, per cui adesso abbiamo l'addome bello disteso, questo
probabilmente è il difetto principale, qui c'è un piccolo difettino, noi dobbiamo essere
molto laterali, ha una cavità importante questa signora, per cui adesso con l'addome
disteso scegliamo dove posizionare il primo trocar. L'ingresso è con trocar ottico, il
Il primo trocar lo mettiamo proprio in sede, direi di metterlo qui in sede di Ago di Verres.
Un filino più sotto perché dobbiamo stare molto laterali per poter poi prevedere di mettere le spiraline, la corona e fissare la rete.
Dobbiamo avere dello spazio dal mio lato, per cui dobbiamo sempre stare molto laterali.
Ok, per la camera. Mi date l'immagine principale qua? Grazie.
fuoco ok la luce c'è ci sono delle aderenze con dell'omento vediamo questo è sempre un
momento lasciatemi l'immagine lasciatemi l'immagine dentro ragazzi abbiamo delle
aderenze con l'omento ok cerchiamo l'ago di verres per vedere di non aver fatto
troppi danni ovviamente qua dietro l'omento adesso poi lo controlleremo lasciamo dentro
Entro l'ago di Verres, scegliamo il posizionamento del secondo trocar, utilizziamo ancora un trocar da 10 perché poi ci servirà per spostare l'ottica.
Le immagini sono buone?
Sì, ottimo.
Siamo bassi, sì stiamo bassi perché arriveremo qua con la protesi per cui qui c'è una vena, evitiamola.
10, 10.
il numero dei tracker da posizionare molto noi dipende poi dall'entità del difetto e dalle
dimensioni della protesi cambiamo l'ottica così vediamo i quotanti superiori dove avevamo delle
aderenze eccolo qua lago di Verres perfetto qui dietro c'è il difetto principale che è qua ok
Allora, a questo punto dobbiamo scegliere, mettiamo qui, ovviamente ce ne serve un altro, comunque iniziamo con un trocar qui da 5 mm, sempre in fianco sinistro e iniziamo l'analisi delle aderenze.
Un'ottica da 5 non lo so per me.
ma si per poter
girare
quindi partendo con due trocker
da 5 e uno da 10 intende?
si
non sempre
di routine no
perché poi poter girare
l'ottica da 5 non ha la stessa qualità
d'immagine almeno
noi la stessa
dell'ottica da 10
spesso usiamo l'ottica da 5
quando per esempio dobbiamo andare
controlateralmente perché dovendo mettere magari mesh di grosse dimensioni preferiamo aggiungere
un trocar dal lato controlaterale rispetto a quello dell'operatore per poter fissare bene
la protesi. Noi riteniamo non è un problema, non lesiniamo sul numero dei trocar perché un trocar
in più da 5 non succede assolutamente nulla è molto più importante posizionare la protesi
bene e fissarla bene insomma piuttosto che lesinare sul numero dei trocar tutto è in relazione poi
alle dimensioni del difetto ok iniziamo con la lisi dell'aderenza il pedale scusa allora sulla
l'alisi delle aderenze possiamo discutere
comunque qualsiasi domanda
è ben accetta
noi
vediamo molto bene
proprio per una questione di
scusate alzate un pochettino
il letto e lo ruotate verso Vincenzo
Vincenzo è il nostro
strumentista che ringraziamo
Giuseppe è l'aiutante
di sala, l'altro strumentista
la dottoressa Crespi è la nostra anestesista
ormai di fiducia
lisi delle aderenze come in realtà è il tempo principale dell'intervento è anche quello più
delicato in un in questo nella parrucciere perché un addome operato noi quindi con le possibili
le aderenze, è un po' un controsenso parlando di introduzione del lago di Verres, del primo
peritoneo con il lago di Verres, spesso si dice che l'addome operato è quello più rischioso
da un certo punto di vista per il lago di Verres, perché non sappiamo, anche a noi sono
capitati non spesso ma degli inconvenienti però più che collago di verres con il trocar cioè con
il primo trocar perché era il momento più e tu puoi avere anche l'addome che si gonfia poi
puoi entrare entrare col trocar ottico noi non tantissime abbiamo un'esperienza ormai abbiamo
Abbiamo passato i 500 casi di interventi laparoscopici con questa tecnica,
sui laparoceli e pochissime però lesioni intestinali sono quelle che poi sono le più temute.
Bisogna stare attenti, però è molto importante entrare secondo noi con l'agodivero e il trocarotico
proprio per scegliere una corretta disposizione dei trocar.
perché è fondamentale altrimenti rischi di trovarti molto vicino al difetto,
adesso puliamoci un attimo così abbiamo una piccola macchia,
per cui essere poi in difficoltà sul posizionamento della protesi.
Molto dipende anche dai progressi interventi, dal tipo di laparotomia che hanno fatto,
perché noi sappiamo ormai che ci sono degli addomi più difficili in termini di aderenza,
che ci aspettiamo
questo è il difettino
che clinicamente non si
apprezzava bene
si vedeva bene l'attacca
che è sull'apice
voi avete anche l'immagine esterna
in cartuscia
questo qui è il difetto
in sede sottombellicale
che era piccolino
la possibilità in laparoscopia
poi di esplorare
tutta la cicatrice
è uno di quei
di quei punti che vengono ritenuti un vantaggio insomma di questa tecnica qua
sulla lisi delle aderenze allora in questo caso qui andiamo a forbici anche attivate coagulate
perché sono aderenze mentali e possiamo stare relativamente tranquilli
rigorosamente si va a lama fredda quando ci sono aderenze viscerali
a questo ormai sono dati mi sembra un po' acquisiti, possiamo usare vari strumenti anche se ci sono importanti aderenze o mentali si possono usare anche benissimo gli ultrasuoni, è importante essere accuratini perché poi i sanguinamenti
un fastidioso
sì, nel posto operatorio
possono usare qualche, per cui
con calma, questo è il tempo
veramente in questo caso qui è
abbastanza direi agevole, adesso poi
vediamo il difetto principale sotto
perché è solo
parzialmente riducibile
anche qua ci abbiamo
allora in un caso come questo
verifichiamo bene, usiamo un'ottica
a 30 gradi, non so se l'ho detto perché
è molto importante
è molto importante avere le varie direzioni
un difetto come questo è molto importante circondarlo
essere sicuri che non ci siano aderenze
o visceri impegnati nel difetto
dopo di che ci possiamo lavorare
allora se io tiro
di solito in un caso come questo sono tranquillo che non ci siano anse
se è sufficiente si potrebbe prendere anche un uncinetto, allargare un filino il buco
e poi frazionare delicatamente per ridurre il contenuto del difetto.
Dammi un'altra pinzetta, la bipolare ce l'abbiamo.
Usate pressioni andato di manistando?
Sì, la pressione di lavoro durante la fase di settura e di preparazione della parete è a 12 mm, poi c'è tutto invece nel momento in cui della misurazione, dopo ne parliamo, bisogna assolutamente ridurre la pressione.
qui si è incarcerata questa roba qua gentilmente ciccia scendi ok ok ridami le forbici vincenzo
c'era sotto l'ombelico questo se avete il cartouche fuori questo è l'ombelico e questo
questo era il difettino dove c'era impegnato il verifico che dentro non ci siano residui
che poi nel posto operatorio, allora il buco è vuoto, si danno poi dei sieromi che sono
vieni questo qui è il difetto più grosso mi sembra che si impegni anche qui
questa fase. Indispensabile. Ci si può aiutare dall'esterno? Si, di solito si può fare una
contropressione dall'esterno, però c'è un cercine dove è attaccato, per cui bisogna
prima lavorare solo un po' di qui, un po' di là, insomma circondarlo. La porta, si.
altro contenuto non ne abbiamo dentro dopodiché questo è il peritoneo per cui poi partiremo perché
in un difetto così ipogastrico dobbiamo arrivare a scoprire il pube quindi ad abbassare la vescica
di solito mettiamo e facciamo gonfiare in questi difetti qua la vescica adesso qui tagliamo questo
ponte per cui se mi gonfiate la vescica vediamo qual è il bordo una pinza ce la stacchiamo così
ok abbiamo fatto mettere una prolunga al catetere vescicale lo mettiamo sempre al catetere vescicale
perché dobbiamo vedere dove è il limite della vescica probabilmente questa è vescica per cui
dovremmo poi partire con la dissezione perché sui difetti ipogastici è
importante arrivare a scoprire il pube, il cuper bilateralmente, i vasi epigastici
che mi sembra che si intuiscono qua bilateralmente naturalmente e allora
bisogna stare attenti alla... qui si sta gonfiando la vescica lo vedete? si si si
vedete. Ditemi ogni tanto quanto liquido mettete dentro così abbiamo un'idea
Questo è il bordo della vescica, metti 200 che vediamo bene la cupola vescicale, il peritoneo che è scivolato dentro nel difetto, noi lo apriremo a questa altezza, seguiamo questa linea in modo da scivolare e arrivare al pube, 200, ok.
Ok, quindi si vede bene il bordo, per cui noi partiamo un filino più alto.
I residui della fenomenalità, adesso ci creiamo lo spazio.
facciamo sempre, questo flap poi lo riattacchiamo che può essere un vantaggio perché così
almeno parzialmente copriamo la parte di protesi che va sul pube, noi sui difetti se non so
la sua esperienza o il suo giudizio, riteniamo che questo tipo di difetti abbiano una bella
indicazione all'intervento, adesso non la dovete sgonfiare perché l'ho identificata
per cui non dobbiamo fare danni, una volta identificato qual è il bordo la sgonfiamo
perché la vescica distesa è più, comunque stavo dicendo che i difetti di questo tipo
qui, hanno una bella secondo me indicazione all'intervento laparoscopico perché abbiamo
Abbiamo un punto di ancoraggio che è molto buono, che è il pube, da lì una protesi se è ben fissata non si sposta.
E sono poi quelli più difficili da riparare dall'esterno?
Anche per via aperta, no? Perché in open sia quelli sottocostali, sotto xifoidei così, pulisci qui una...
Scusate un attimo che ci puliamo, sono quelli che rappresentano più un problema anche in aperto, no?
In aperto, certo.
Sì, sono molto diverse, nel senso che l'ipogastrico e la paroscopia è un argomento a parte rispetto a un sottocostale o a un sottoxifoideo, anche da un punto di vista tecnico.
Ok, andiamo avanti, tiriamo giù, piano piano, io qui tocco, scusate, via questo, poi si può discutere anche sulla chiusura, c'è chi questo tipo di difetto lo chiude con dei punti, abbiamo visto che facendo per la consensus conference della COI, facendo una ricerca bibliografica, c'è chi questo tipo di difetti anche sulle linee mediane li chiude con dei punti,
prima di posizionare una protesi
ciao Manuela
sempre anche quando si deve mettere sotto trazione
noi abbiamo una nostra convinzione su questo
che ci siamo un po' convertiti alla chiusura dei difetti
quindi a una sutura con una tecnica intracorporea
in continua sui difetti laterali
ma sui difetti mediani no
perché abbiamo visto che per esperienza
poi col tempo anche la non chiusura della linea mediana
non dà tutti questi problemi
il problema della ricostruzione
della corretta fisiologia della parete
insomma possiamo discuterne
però non ne siamo così convinti
anche perché col tempo poi la protesi lavora
facendo riavvicinare per cui si forma una certa continuità di parete.
Poi il concetto è cosa facciamo, qual è il nostro obiettivo nella correzione della parrucciere.
Questa per esempio è una paziente anziana, abbiamo la necessità come domanda di ricostruire la linea mediana.
In aperto quando si decide di chiudere una porta ipogastrica generalmente c'è una struttura trasversale?
Sì, poi c'è sempre un'altra questione interessante, quando si fa un laparoscopio in aperto, la questione di dire approcciamo un laparoscopio per via laparoscopica,
mettiamo dei limiti, perché è un altro argomento aperto, quali sono i limiti di dimensioni, porte grosse fino a quanto, 5 centimetri, 10 centimetri, non maggiori di 15,
Insomma, però sappiamo benissimo, almeno mi sembra che anche in aperto le porte più grosse di 10 cm, poi ricostruire la linea mediana non è così semplice, anche con varie tecniche, per cui spesso e volentieri poi non si ricostruisce in effetti la linea mediana sui grossi difetti.
e noi le soddisfazioni più grossi ce le abbiamo sui grossi difetti perché poi bisogna tener conto
anche dei costi di questa metodica per cui porte piccole forse il dubbio è sulle porte piccole non
sulle porte grosse come indicazione ok adesso seguiamo il piano e scendiamo sulla vescica sul
pube scusate adesso il punto è non abbiamo più aderenze dobbiamo prepararci i piani dove
posizionare la rete. Qui abbiamo un piano da seguire che è il piano muscolare, siamo a fine
corsa ragazzi, non so se ci arrivo. Si può spingere un filo il trocker? No, no, no, lì c'è da fare un
po' di emostasi. Lo vedete la sintesi? Questo è il nostro punto, poi la prepariamo un filino più
sotto in modo da poterla avere tutta bene esposta e io qui ho finito la mia corsa non
ci arrivo più identifichiamo adesso scivoliamo questi sono gli epigastrici si vedono ok il
limite di dissezione laterale per preparare il flap peritoneale cioè battere il peritoneo è
appena lateralmente agli epigastici, è importante averli belli esposti, ben memorizzati in
testa, perché poi quando andremo a fissare la protesi su questo bordo è importante sapere
dove sono e del motivo per cui vengono preparati ed esposti. Scusate ma devo spingere un po'
sulla pancia di questa signora perché la forbice è arrivata a fine corsa, è sicuramente
interessante viene fuori l'arnietta e corrigiamo anche quella prevenzione
ovviamente il difetto principale, questa è la linea mediana, l'ornietta umbilicale,
vediamo come mi dice il dottor Magistro, che è più bravo di me a fare questi interventi,
ma si è appena accennata, comunque andremo a coprirla, qui non c'è bisogno di niente,
Un'altra cosa importante è avere la parete pulita da grasso in modo poi da andare a fissare la protesi utilizzando, noi utilizziamo delle spiralline metalliche, le protac, per cui il grasso va un pochettino rimosso.
comunque penso che a questa altezza siamo ben sopra la cicatrice ombelicale per cui
adesso prenderemo due misure questo è l'ombelico da qui a qui almeno ci sono 5 o 6 forse anche di
più centimetri per cui io direi qua basta mi fai rimuovere la garza che non la lasciamo dentro
un'altra pinza grazie. Allora noi adesso abbiamo iniziato come gruppo questa esperienza nel 2002,
mi tieni il troca? Grazie. Fanno un'altra pulita e abbiamo iniziato con una dual mesh della Gore,
Sono 11 anni di esperienza, abbiamo fatto ormai più di 500 casi e ci siamo trovati bene.
Il problema della dual mesh ha sicuramente dalla sua una grossa esperienza come utilizzo, perché se si va ad esaminare la letteratura su questo argomento,
sicuramente le casistiche più importanti sono relative proprio all'utilizzo di questa
protesi. E' una protesi che dà delle buone garanzie sul versante addominale nel senso
di aderenze, è sicuramente visto il tipo di materiale una protesi che per essere inglobata
Quindi, insomma, per aderire sul versante parietale ha bisogno di più tempo.
Per lo spessore, proprio per questo motivo qui, il fissaggio della protesi noi lo facciamo con le spirali metalliche.
Proponi di dolore?
Che sono quelle un pochettino più...
Di dolore, il dolore cronico esiste, è ben controllabile comunque,
comunque rarissimamente a noi per esempio non è mai capitato di dover ricorrere a una rela paroscopia
o a un reintervento per rimuovere delle spirali proprio per un dovere che era cronico e non controllabile.
Sicuramente nel decorso postoperatorio si fanno sentire.
Poi bisogna stare molto attenti con le spirali perché se si formano aderenze si formano a livello delle spirali,
non della protesi, la protesi in tempi brevissimi viene rivestita da un neoperitoneo che fa
da bariola con le ansie intestinali, abbiamo, qua c'è una bella arteriolina che mi dà
una bipolare, è sempre importante comunque prima controllare, come dicevamo prima, le
mostasi, perderci un attimo di tempo, dammi un'altra gazzina, hai visto che c'è un piccolo
misurare e prendere le misure, misurare il difetto, dobbiamo, abbassiamo il pneumo peritoneo
ritornino a 6, decisi, sulla misurazione del difetto ci sono varie possibilità, su un
difetto di questo tipo qua, di questa sede, il primo repero è il pube, per cui è fisso,
quindi abbiamo il pube qua, l'immagine esterna la vedete? Sì. Adesso sgonfiamo, già ci
facciamo un'idea sgonfiamo bene lascia pure aperto chi c'è qua dobbiamo giocare un attimo
con si io la metterei proprio a zero perché voglio prenderla ok così abbiamo l'addome
completamente sgonfio è importante prendere le misure d'addome completamente sgonfio perché
se prendiamo le misure ad addome insufflato quindi disteso abbiamo una sovrastima del
il difetto, proprio perché c'è una concavità, un centimetro, quindi abbiamo il pube, abbiamo
il difettino piccolo che abbiamo identificato bene sotto ombelicale, dobbiamo coprire la
cicatrice ombelicale, risalire almeno 5 centimetri oltre l'ombelico, quindi segniamo con una
dermografica, la cicatrice ombelicale non era un vero e proprio difetto, per cui noi
noi a questo punto dal difetto più piccolo, più prossimale, abbiamo una distanza di 9 cm,
quindi un overlato, se lo riusciamo a mettere qua, di 9 cm.
Dal pube, che è qui identificato, abbiamo una lunghezza di 27 cm.
Lateralmente, rinduciamo un attimo il pneumo, ce l'hai fatto tu,
lo mettiamo a 6 così vediamo se il difetto che abbiamo segnato in precedenza è quello più grosso o inferiore
ecco per esempio questo è sovrastimato se lo vedete
nel senso che non è così grande ma in realtà il bordo del difetto è qua
questa era tutta tasca sottocutanea
si vede?
si
per cui il difetto è molto più piccolo
Sì, ed è mediano, questo è il difetto.
Sì, adesso lo tiriamo via, grazie, adesso lo tiriamo via, il dottor Magisto che è sempre precisissimo, mi fa vedere che adesso lo togliamo, comunque finiamo di prendere le misure,
poi ci ritorniamo
allora da questo difetto che è quello più grosso
dobbiamo calcolare un overlap
in base
allora l'overlap
minimo è di 5 cm
poi più aumenta il difetto
più deve aumentare in proporzione
l'estensione dell'overlap
in questo caso qui 5 cm
essendo un difetto piccolo
è sicuramente sufficiente
abbondiamo un po'
lo portiamo a 7
e qui 7, quindi vuol dire che di diametro trasverso abbiamo un 18 ad addome gonfio,
quindi forse anche un pochettino di meno. Quindi abbiamo 27 per 18 centimetri. A questo
punto, scusate un secondo che come tiriamo via il residuo di grasso che c'è dentro
nel difetto, dammi una pinza, due pinze, gli astasi, questo è un vinto che si è attaccato
dottoressa Caspi di abbassare un pochettino la voce, ok, dammi con la forbice, intratteni
prossimo paziente ok pinza rischiamo di lasciare dentro questo sempre attenzione verificare bene
questo dubito di riuscire a tirarlo fuori intero lo rompiamo si apprezzava meglio dall'esterno
E' certo, l'addome è sgonfio, non ti preoccupare, metti la valvola, sempre, sempre, perché poi soprattutto in questi pazienti un po' obosi è difficile, però poi si vede, ok, due,
Un pezzettino, questo è attaccato, dove era l'altro? Forse ce n'è un altro pezzettino là sotto, segui, segui, segui, a spizzi che boccone bisogna tirare fuori, o si mette un sacchetto o altrimenti ci vuole pazienza, scusate.
No, no, apprezziamo, il risparmio di dispositivi è particolarmente gradito.
sì bisogna stare attenti perché già di per sé non è proprio un intervento economico
un pezzettino questo è attaccato questo è attaccato questo è staccato
ok toglilo quello lì e non lo vedi
ok va bene quindi abbiamo deciso che abbiamo detto 27 per 18
18, la rete sarà una 20x30, possiamo aprirla, garze non ne abbiamo più dentro, bene, allora
adesso ci prepariamo la protesi, mi fai cambiare i guanti? Adesso magari possiamo spostare
l'inquadratura che prepariamo la protesi, Carmelo mettimi per favore l'ago sopra, quello
lo distale e i due laterali. Mi sono dimenticato di posizionare i due, di solito mettiamo dei
reperi con degli aghini, in questo caso qua non sulla margine inferiore perché è rappresentato
dal pube, ma sulla margine superiore dove andremo a posizionare l'estremo prossimale
della protesi e i due margini laterali qua risulta anche una verifica del piano senti
non puoi scoprirlo questo tavolo da cadavere no ok grazie un terreno qua piano la protesi
Alla proposito una dual mesh di un millimetro di spessore. Si vede? Sì, avete l'immagine?
Sì, sì. Ok, la dividiamo in due così segniamo la metà. Avremo la parte bassa che identifichiamo,
la parte alta, ci segniamo la linea mediana, i due margini laterali, se questo è alto,
Questo è il versante intraddominale, questo è il versante paritale, quindi questo diventa il destro del paziente e questo il versante sinistro.
ok di solito in questi tipi di difetti il margine il bordo inferiore della protesi questa è una 20x30
per cui avremo anche un overlap maggiore rispetto a quello che ci serve tieni Vincenzo un dito qua
io di solito stondo un pochettino la parte bassa per non andare troppo laterale ok sopra abbiamo
tantissimo spazio per cui non ci serve la usiamo tutta allora si possono mi faceva notare vincenzo
nostro strumentista se volevo dei punti di sospensione in questo caso qua si possono
mettere due punti di sospensione laterali e uno sull'apice prossimale io di solito non li metto
con un addome, questo è un addome compliante, la protesi è una protesi importante perché
è una 20x30, però ritengo di avere abbastanza campo, poi il primo punto andremo a fissarla
sul pubio per cui abbiamo un repere fisso, dopodiché la strasciniamo e la portiamo in
alto, comunque mettere dei punti di sospensione sicuramente può agevolare, soprattutto su
protesi grandi. Adesso bisogna arrotolarla con cura perché è spessina la protesi, per cui una
protesi 20x30 però se riesco ad arrotolarla bene può entrare tranquillamente da un trocar 10-12.
un attimino di pazienza scusate ma sono tutte fasi che poi anche queste sono tutti particolari
noi la bagniamo appena appena un po' per agevolarne lo scorrimento all'interno del troco sono tutte
piccole cose che poi ci aiutano nella allora dentro una pinza siamo 12 dipendiamo per favore
mettiamola 12 così ho un po' più di camera di lavoro adesso per prepararmi la protesi e non
ho sempre, ok, non ci sono grossi problemi a spiegare anche una protesi a dispiegare
quindi ho da aprire una protesi di questo tipo qui, adesso vediamo se però ho centrato
perché non ho controllato su che verso, no, l'abbiamo messa al contrario, questa va di
là e questa va di qui, questa deve essere là, a, su e questa giù, sinistra, qui ho
ho fatto un errore io perché ho preso con la pinza per portarla dentro il lato sbagliato,
non ho controllato, ok, la nostra protesi, questo tocca, va bene, va bene perché poi
non riesco poi a portarla sotto, non ci arrivo, ok, in questo tipo di difetto partiamo subito
a posizionare, a fissare la protesi sulla sinfisi pubica, ce la solleviamo, qui non
non c'è bisogno in questa fase di ridurre il pneumo peritoneo, poi dovremo ridurlo dopo
quando dovremo andare a dispiegarla, devo vedere bene dove è la sintesi ragazzi, è
dice che, fammi vedere e controllare bene dove andiamo a posizionare questa perché
Ok, la voglio rivedere, è sotto, non riusciamo a metterlo un po' di più? Bisogna portarlo un po' più sotto, ok grazie, qui l'esatto è una sensazione tattica,
in senso di sentire, l'ago è sulla linea mediana, vedete che punge un filino lateralmente,
quindi tirano indietro un attimo, mi sposto un po', ok, ne mettiamo un'altra, anche qui
siamo sull'osso, ok, adesso riduciamo il pneumo peritoneo, lo portiamo a 7, portiamo
poi vediamo vedete che rispetto alla facciamo scendere l'ago mettiamo in
addome l'ago siamo abbondanti eh non l'abbiamo usata tutta si potrà anche
sagomare un filino questa è una rete che è facilmente sagomabile che è un altro
vantaggio siamo a 6 7 ok sì allora due e mezza
Sì, sì, sì, c'è la linea di collegamento fino ai due mezzi.
Allora, adesso abbiamo un primo peritoneo a sei.
Controlliamo il dispiegamento della rete, se è una rete bella tirata, c'è una concavità, quindi la seguiamo, la seguiamo.
Non dobbiamo farla troppo tirata perché poi, ole, dobbiamo tirarla più dietro l'ago, dobbiamo portarla più sulla linea mediana, giù l'ago.
Vediamo se abbiamo, sì, siamo sulla linea mediana, la recuperiamo ancora 2 mm, ricontrolliamo se la rete è stesa da sopra, è ben distesa, a questo punto andiamo a fissare l'apice superiore.
La pinza per favore, la controtrazione, è importante fare una controtrazione dall'esterno in modo da affondare bene tutto il protac.
adesso in questo caso in questo momento è importante perché noi siamo andare a
fissare la protesi contralateralmente il rischio è quello di trascinare la protesi
e quindi di guadagnare molto dalla parte opposta e quindi rubare spazio poi
e stoffa da questa allora quindi bisogna stare attenti in questi casi con di questi tipi di
difetti noi possiamo anche fissare e posizionare qualche protac sulla linea mediana in modo da
evitare questo trascinamento della protesi per cui se il primo difetto piccolo qua noi abbiamo
spazio per mettere dei protac anche sotto sulla linea mediana in modo che poi quando andremo a
fissarla lateralmente la linea mediana è un repere perché visibile per cui questo siamo
esattamente sull'ombelico stiamo un po' più su qui siamo sulla linea mediana in sede sovra
ombelicale scendiamo una pinza sotto ragazzi così me la sollevate grazie perfetto ne mettiamo
qualche di un'altra sotto qui siamo sempre sulla linea mediana la mia mano fa contrattrazione
qui siamo tra l'ombelico e il difetto ok a questo punto senza trascinarla troppo possiamo andare a
fissarla sui lati quante clip mettere come metterle a che distanza metterle è ancora
un argomento aperto si tende sempre di più comunque come norma a metterne di meno proprio
per evitare le problematiche c'è chi adotta una tecnica mista quindi con protac di questo tipo
e altri clip riassorbibili ed è una buona possibilità secondo me che verificheremo
collante su questo tipo di protesi no almeno noi riteniamo non usiamo perché come tenuta
cioè affidare la tenuta della protesi al collante no, certe volte può essere utile metterla per
esempio sui difetti sui difetti sottocostali o sottoxifoioi dove bisogna portare la protesi
oltre l'arcata costale dove naturalmente non si potranno andare a posizionare delle clip
può essere utile proprio per che la protesi si attacchi al, qua ci sono gli epigastici quindi
attenzione, si attacchi al peritoneo in regione sottopostale. Metteremo un filo più alta, ok,
Ok, controlliamo sotto, ci tocchiamo, non so come mai, ma ci tocchiamo.
Ok, andiamo a finire di fissarcela sotto, che l'apriamo, ce la distendiamo qua lateralmente,
adesso vediamo se riusciamo a mettere le protac dal mio lato, che è quello un pochettino più complicato.
Volevo fissare il bordo qua, se riesco.
sono sempre dal troker superiore
qui ci sono gli epigastrici
ragazzi
li spostiamo
ok
veniamo su da me
una pinza sotto che solleva
a questo punto il troker
bisogna tirarlo decisamente
a filo
ok
se avete l'immagine esterna
vedete il lavoro
la mano
che crea una perpendicolarità sul protac, ma vedete la direzione del protac, io praticamente
sono quasi verticale col trocar qua, è questo il motivo per cui se avete un campo ampio
noi operiamo sempre con il braccio dal lato dell'operatore aperto, che è un altro piccolo
particolare, se ce l'avessi qua lungo il fianco questo lavoro non riuscirei assolutamente
a farlo, adesso cambiamo l'ottica, io devo venire qua a mediano, è un lavoro di pazienza
perché poi ogni protac deve essere posizionata con estrema accuratezza, non avere fretta
a sparare perché se resta fuori, noi abbiamo visto in caso di reinterventi che mezzo ricciolino
del protac fuori è causa di aderenza cioè lì ci si attacca qualcosa sempre ok qui siamo laterali
da me giusto quell'altro lo possiamo anche togliere ragazzi abbiamo rispetto al fuori
se riesci finite sforzo inutile e si però attacca su una 20 per tenta ragazzi sono tre per cui ok
finiamo questo bordo che ce l'abbiamo qua bene ok qui ci siamo qua ci siamo stiamo sempre lavorando
a 6 eh la pressione adesso qui sono un po' più vediamo qua se riesco a metterci qualcosa si
Sì, abbiamo proprio il bordo della protesi sul decorso degli epigastici.
Siamo fortunati, dobbiamo stirarli e spostarli con la trazione.
Questi sono gli epigastici, qui ho sbagliato, c'era una protesi, no, buono, buono.
Quella là sotto là, però di qui ci spostiamo perché vengo dall'alto.
qua c'è la corda, qui andiamo a posizionare praticamente delle protesi, scusate delle tac come per l'ernia, quando si fa l'ernia laparoscopica, vengo dall'alto, la tecnica di fissaggio noi facciamo tutto un giro di tac sul bordo e poi in un caso come questo dove non c'è un grosso difetto,
per cui in caso di difetti larghi, attenzione qua ragazzi, piano, in caso di difetti larghi mettiamo anche un giro di tac sul bordo del difetto per evitare che la protesi scivoli dentro il difetto,
in caso di questi casi qua mettiamo delle poi del non essendoci l'effetto trascinamento perché
i buchi sono piccoli metto delle protac sparse allora qua siamo tranquilli qui no qui ce ne
sta un'altra ricontrolliamo i vasi sono lì molto vicino qui basta qui andiamo a rimettere dei
punti qui c'è il nostro la nostra simfisi bisogna andare calmi perché tende a scivolare ci ne sta
un'altra ok ci mancava dall'altra parte una pinza dentro mi abbassa questo grazie così aspetta
sul pube è difficile magari 10 ma può essere io qui scivola qui tiene bene vediamoci gli epigastrici
anche da questa parte epigastrici qui siamo tranquilli qui siamo tranquilli cavolo ci
seguiranno anche da questa parte uguale eh speculare mettiamoli qua cerchiamo di fare
casini ok qui tieni vincenzo che qua devo andare in contrapressione ok va bene cominciamo a sparare
abbiamo un bordino con i nostri epigasti no no no va bene va bene va bene ci manca un pezzettino
qualche clip aspetta indietro un attimo che forse c'è un bordo qua che voglio verificare ok li hai
contate no qui no qui si qui c'è già dobbiamo tenerne qualcuna per riperitonizzare eh io direi
e basta, qui non possiamo andare più laterale perché ci sono i vasi, qui dobbiamo lasciarli
il flappino perché ci sono i vasi, se i vasi sono qui, qui ci sta e anche qua, se voi siete
d'accordo io non farei più altro, adesso vi sospendiamo il peritoneo senza dargli troppa
attenzione dove sono i nostri amici qui non è che c'è sangue che dobbiamo andare a controllare sono
sul bordo quindi stiamo un filino laterali dammi un'altra pinza che me lo sospendo perché sotto
molti non la fanno
mi sembra un'unzione
vai Carmelo
grazie
questo non c'entra, dammi l'aspiratore un attimo
che tolgo quelle cose lì
questo è collano, è meglio non sospenderlo
questo è quello che c'era dentro
il bordo è questo, ok
qui c'è già
ok
ok
mettiamo vicino qua
io finirei così ottimamente ok adesso chiudiamo sempre gli accessi da 10 non ho visto quanto è
lo spessore della cute di questa signora qua per cui lo possiamo chiudere dall'esterno altrimenti
utilizziamo un suture passer un altro dispositivo per chiudere gli accessi gli accessi li chiudiamo
sempre, un'ultima panoramica direi che terminiamo così insomma. Bene. Ok, vi ringrazio per
l'attenzione. Grazie, complimenti. Grazie a voi. Tecnica eccezionale. È proprio buono
professore. Va bene, ci risentiamo fra il cambio del paziente con il prossimo paziente?
Sì sì sì. Perfetto, va bene. Grazie.
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