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23° CAD anno 2012 9° Corso Infermieri di Sala Operatoria 1° SESSIONE PROFESSIONE, FORMAZIONE, ORGANIZZAZIONE Moderatore: S. Montemurro (PA) Formazione infermieristica perioperatoria: Ruolo di una società scientifica AICO S. Casarano (Tricase LE)
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Il collega Casarano ci illustrerà quali possono essere gli impegni della società scientifica
rispetto alla formazione infermieristica sempre in saloperatoria. Vediamone le proposte.
Buongiorno e grazie per l'invito. Volevo dire che il fatto che AICO ha una sua storia
a livello nazionale di presenza importante nelle sale operatorie in qualità di infermieri
formatori ha voluto che l'associazione entrasse nel numero delle società scientifiche da
poco tempo. Questa è stata una grande sfida che abbiamo voluto affrontare e speriamo di
esserne capaci. In realtà quello che si cerca di fare e di contribuire nella comunità
scientifica infermieristica attraverso una rete di informazioni e quindi di
raccolta di dati e questa significa ricerca utilizzando un rigore scientifico
ovviamente serio e divulgare il risultato della ricerca questa è la
finalità in realtà di una società scientifica attraverso la formazione
della comunità scientifica infermieristica quindi una sfida
importante. In realtà col decreto del 31 maggio del 2004 il ministro Sirchia cerca di dare struttura
al riconoscimento delle società scientifiche. In realtà è un percorso non compiuto. AICO si
annovera tra i sistemi di formazione CM, ha voluto anche diventare provider con la nuova normativa,
svolge attività di collaborazione con le istituzioni sanitarie e attività di aggiornamento professionale, quindi aveva pieno titolo per entrare ovviamente a far parte delle società scientifiche.
Quindi bisogna assolutamente dare credibilità alle ECM, anche perché è l'unico ambito dove l'infermiera si debba riconoscere per la sua formazione,
attraverso il quale il professionista della salute si mantiene aggiornato per rispondere ai bisogni dei pazienti,
alle esigenze del servizio sanitario e del proprio sviluppo professionale.
La formazione continua in medicina comprende l'acquisizione di nuove conoscenze, abilità e attitudini
utili ad una pratica competente ed esperta. Perché leggere questo?
Perché in realtà la credibilità della formazione passa attraverso un sistema assolutamente rigoroso,
addirittura fino a dover dare accreditamento ai formatori
perché non tutti i paesi europei o comunque nell'ambito del panorama mondiale
hanno questo sistema così avanzato.
In realtà per poter acquisire queste buone pratiche è necessario oggi più di ieri
spendere una parte delle proprie energie per l'aggiornamento.
Questo lo sappiamo, gli operatori della salute hanno l'obbligo deontologico
di mettere in pratica le nuove conoscenze e competenze per offrire un'assistenza qualitativamente utile.
In effetti le università danno il loro contributo ma sappiamo che la formazione di base risulta effettivamente solo un pilastro della formazione infermieristica
soprattutto in ambito operatorio questo ovviamente è estremamente delicato.
Prendersi quindi cura dei propri pazienti con competenze aggiornate senza conflitti di interesse in modo da poter essere un buon professionista della sanità.
Questo è il diktat che ci dà l'ECM. Quindi la formazione in ECM è un sistema di alimentazione di competenze dei professionisti in rapporto al profilo professionale e posizione nel contesto organizzativo.
Anche questo aspetto è estremamente enfatizzato perché il contesto organizzativo determina il profilo del professionista.
È una garanzia di indipendenza dalla formazione continua dal sistema di sponsorizzazione senza conflitti di interesse.
Una società scientifica dovrebbe perseguire questo obiettivo.
All'interno della struttura sono stati coinvolti, parlo sempre di ECM, il Ministero della Salute ovviamente, le commissioni nazionali, gli operatori sanitari, le società scientifiche.
Inoltre le tipologie di organizzazione, oltre a quelle universitarie e degli istituti scientifici, le società scientifiche e le associazioni professionali in campo sanitario.
Devo dire che questo è effettivamente quello che è. La specificità del ruolo viene lasciata, quindi la formazione del ruolo degli infermieri saloperatori viene lasciata alle associazioni del campo.
Passiamo quindi tra il 2010 e il 2011 da un sistema di accreditamento eventi, vi ricordate i referi che dovevano poi valutare la bontà dei contenuti scientifici degli eventi formativi,
ad un sistema in cui nel 2012 ormai conclamato di accreditamento provider.
Ciò significa che il cambiamento che è avvenuto attraverso l'Agenas è stato estremamente importante.
Gli obiettivi che si sono dati sono di ampio respiro, sottolineato quelli che magari più da vicino
interessano il settore di sala operatoria, la sicurezza del paziente, ci stiamo lavorando tanto,
Management sanitario, aspetti di relazione, multiculturalità, etica, bioetica e dentologia. Quindi si passa attraverso un sistema di accreditamento dei provider nazionali e regionali con l'attribuzione dei crediti formativi da parte degli stessi provider.
Questo significa che all'interno del sistema rinnovato ECM ci sono stati anche degli aspetti puramente pratici di sapere quanta competenza ha acquisito per cui andare a misurare ogni professionista sul portafoglio ovviamente di competenze, sarebbero il numero dei crediti in realtà.
In realtà nasce così il dossier formativo. È una novità assoluta, se ne parla poco perché ahimè non è applicato, è uno strumento di programmazione e valutazione del percorso formativo del singolo operatore o del gruppo di cui fa parte.
Non è in realtà un portafoglio delle competenze ma ne è un precursore. All'interno del dossier formativo a chi spetta predisporlo? Sono in corso le definizioni ovviamente quando i lavori sono in corso non finiscono quasi mai ma dovrebbero gli ordini, i collegi e le associazioni certificare ciò che il professionista è e per quanto riguarda il dossier formativo di gruppo è l'azienda sanitaria che dovrebbe occuparsene.
Quindi i crediti formativi da ottenere sono sempre 150, ovviamente per questo triennio così sono stati definiti, alcuni di noi fanno molta fatica a raggiungerli, alcuni invece non li raggiungono per niente.
Quindi la vera novità dell'accreditamento degli eventi è l'attribuzione dei crediti formativi da parte degli stessi provider, all'interno di criteri ovviamente organizzati e strutturati in modo tale da offrire la possibilità sia nell'azienda, quindi nel gruppo professionale a cui appartengono o singolarmente, sia attraverso gli eventi sponsorizzati e non regionali e nazionali di raggiungere questi famosi 150 crediti.
AICO ha voluto ovviamente diventare provider quindi Agenas lo ha riconosciuto come tale, si è dato una struttura, un organigramma molto rigido per cui il legale rappresentante diventa la Presidente Maria Caputo e la struttura è un comitato scientifico composto da un coordinatore da componenti, i responsabili di segreteria, i responsabili amministrativo, i responsabili della qualità e i responsabili informatico.
Questa struttura è già in essere e Agenas ha riconosciuto per questo AICO provider.
Il comitato scientifico per Agenas è l'unico responsabile della scientificità dei programmi formativi, quindi è stressato continuamente il concetto della veridicità di quello che si dice perché può essere in questo caso misurato,
lasciando autonomia alle regioni per quanto attiene la programmazione degli eventi e programmi scientifici
che devono essere visionati dai membri del comitato scientifico per apporre laddove occorra le necessarie correzioni.
Quindi l'accreditamento provider AICO vede un controllo della qualità molto severo sugli eventi formativi
che devono rispondere in termini di documentazione di contenuti e sull'albo dei relatori.
Diciamo che in un discorso che la dottoressa Linetti ha passato alla comunità infermieristica di sala operatoria ci sono alcuni slash che sono effettivamente molto importanti ma ancora non li vediamo applicati.
dove voleva dare una certa distinzione nella formazione sia in contenuti prevalentemente gestionali
dove occorre la gestione inutile dare contenuti esclusivamente di produttività
sia in termini alcune volte prevalentemente o esclusivamente di produttività
evidentemente dettati dalle esigenze delle aziende.
Passiamo alle società scientifiche che da più di un secolo costituiscono il fulcro della medicina scientifica nel nostro paese.
Ricordiamoci che non ne facevamo parte, quindi parliamo esclusivamente di società scientifiche mediche.
Quindi in circa 300 associazioni maggiori sono riuniti oltre 120.000 medici, essi producono centinaia di riviste, anche noi la produciamo, mediche di formazione, formazione ce ne occupiamo da tanto, congressi nazionali e internazionali e sono a loro volta associate alle società specialistiche internazionali di riferimento come noi.
La società scientifica italiana associa più di un terzo dei medici appunto, costituisce il maggior elemento associativo della medicina del nostro paese, ci sembrava un passo importante entrare nella comunità scientifica attraverso il riconoscimento per lo meno anche informale ma formale di essere società scientifica per dare ai nostri associati il massimo che si possa ottenere da una qualità di associato.
Il richiamo che faceva Andreula sul fatto che a questo punto bisogna riconoscersi e farne parte significa anche essere credibili a livello nazionale.
E si offrono il più alto livello di formazione infatti in ricerca e promozione della salute del nostro paese.
Quindi il riconoscimento delle società scientifiche a fronte di questa straordinaria prestigiosa presenza non hanno mai però goduto di alcun riconoscimento formale.
In effetti Sirkia ha iniziato il percorso, anche questo non portato a termine. Per esempio le società scientifiche mediche si confrontavano con i sindacati, i sindacati sono formalmente e legalmente riconosciuti.
Quindi il decreto nasce nel lontano 2004, il decreto si ispira ad alcune considerazioni che sono riconoscere le società scientifiche il ruolo di garanti non solo della solidità delle basi scientifiche degli eventi formativi ma anche della qualità pedagogica e della loro efficacia.
La finalità è quella che, analogamente ad altri paesi, le associazioni scientifiche hanno il prevalente scopo di promuovere il costante aggiornamento degli associati e devono quindi svolgere attività finalizzate ed adeguate ed adeguare le conoscenze professionali a migliorare le competenze e le abilità clinico-assistenziali, tecniche manageriali e i comportamenti degli associati stessi al progresso scientifico e tecnologico,
Con l'obiettivo di garantire efficacia, proprietezza, sicurezza ed efficienza alle prestazioni sanitarie erogate.
Questo lo dice il Ministro quando decide che le società scientifiche debbano essere formalmente riconosciute.
Parimenti a quello che dice è anche che le società scientifiche sono chiamate a svolgere anche attività di collaborazione con il Ministero della Salute, quello che ci auspichiamo.
Le regioni e le istituzioni sanitarie pubbliche per la elaborazione, diffusione e adozione delle linee guida e dei relativi percorsi diagnostico-terapeutici e la promozione dell'innovazione e della qualità dell'assistenza.
Un po' quello che ci chiedeva Andreola di entrare nel discorso, di rivedere alcuni aspetti che il Ministero adesso chiede che siano rivisti.
I requisiti erano quelli di essere comunque delle associazioni di formazione, l'esigenza di definire i requisiti essenziali che le società scientifiche devono possedere per svolgere le richiamate attività con particolare riferimento alle attività formative nell'ambito del programma ECM.
Lo facciamo da tanto tempo, AICO è cresciuta negli ultimi anni e grazie a questa crescita si è potuto ovviamente ambire ad entrare nella comunità scientifica e infermieristica.
perché era necessario un decreto secondo le ragioni del Ministro
ritenuto in ragione del ruolo che le società scientifiche
devono svolgere nell'ambito del sistema sanitario italiano
e delle implicazioni che il contributo culturale e scientifico delle stesse
può comportare per lo sviluppo e la qualità delle attività sanitarie e mediche del Paese
parole bellissime che però in effetti adesso trovano davvero difficoltà ad essere adempiute
Quindi che il riconoscimento delle stesse si debba provvedere con il decreto di un ministro.
Questo è stato fatto ma alla fine in realtà non è poi stato compiuto.
Quindi necessità di un riconoscimento, svolgere le attività di collaborazione con le istituzioni sanitarie e le attività di aggiornamento professionale
di cui in premessa le società scientifiche, medico e chirurghi, veterinari, odontoiati, farmacisti, associazioni tecnico-scientifiche, tecnici della riabilitazione devono avere un riconoscimento attraverso l'applicazione dei criteri che il Ministro aveva stabilito.
Quindi le caratteristiche erano per essere riconosciuti ai sensi del decreto le società tecnico-scientifiche dovevano possedere rilevanza di carattere nazionale con organizzazioni presenti in almeno 12 regioni e rappresentatività di almeno il 30% dei professionisti attivi.
Che vuol dire che per noi il fatto associativo è un problema estremamente importante.
Le associazioni tecnico-scientifiche però non si dovevano scambiare per tutela sindacale, questo era molto chiaro, e mossi invece dall'evidenza deontologica ed irriducibile differenza tra l'attività sindacale e quella di ricerca e di formazione scientifica svolta dai provider di eventi ECM per ribadire l'esclusività della funzione formativa non fungibile.
Quindi la comunità scientifica ha interesse pubblico nella formazione permanente degli operatori sanitari che è meglio realizzata dalla condivisione dei saperi e delle abilità nell'ambito delle comunità scientifiche.
A vedere lontano questo ha portato praticamente l'AICO a voler far parte di un tavolo tecnico che è stato costituito da circa un anno, cosiddetto TISO.
Il tavolo tecnico, di cui adesso vi farò vedere il documento di programmazione, è un elemento di novità a livello nazionale, di cui ovviamente siamo fieri di farne parte.
Le società scientifiche italiane, la SIC, la COI, il Politecnico di Milano e la società, la SIARTI, quindi gli anestesisti e gli infermieri di sala operatoria adesso fanno parte di questo tavolo, che è un tavolo interdisciplinare, interprofessionale di sala operatoria.
Qual era l'intento? Una forma di collaborazione tra società scientifiche di differenti profili professionali, nata spontaneamente per far fronte alle crescenti necessità di un approccio condiviso, come diceva Andreola, finalmente in sala operatoria gli attori si sono diventati impotuti.
Questo significa che le aree di attività sono quelle ovviamente specifiche di sala operatoria attraverso l'analisi dei percorsi del paziente, riferimento alla fase pre-operatoria, intra-post-operatoria, recupero e attraverso l'attività di governo clinico.
In effetti questa novità ci ha portati a prendere atto che il ruolo di AICO in questi anni è diventato evidentemente importante, il riconoscimento ovviamente va a chi ha portato AICO a questo livello, speriamo solo di essere capaci di affrontare le sfide future.
Il prodotto atteso è quello di costituire il tavolo attraverso la promulgazione di documenti e raccomandazioni congiunte delle società scientifiche aderenti al TISO, quindi è un'ambizione molto appetibile per quanto ci riguarda.
Concludo, le società scientifiche devono definire i propri spazi, rivendicarli ed appropriarsene, devono individuare i confini tra etica e compatibilità giuridica e creare un terreno comune d'azione con gli ordini professionali.
Questo è quello che speriamo di riuscire a fare, creare una rete di informazioni, quindi raccogliere dati, fare ricerca attraverso il rigore scientifico per arrivare alla divulgazione dei dati stessi.
Questo è AICO, grazie.
Grazie, i commenti sarebbero tanti parlando di formazione ma li faremo sicuramente dopo, comunque aver parlato dell'AICO come un mediatore culturale di formazione formale e informale ci sostiene molto in questo cammino, grazie ancora.
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