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32° Congresso Chirurgia Apparato Digerente anno 2021 Simposio Chirurgia Bariatrica Marco Antonio Zappa Bypass gastrico con fundectomia e stomaco esplorabile Direttore/Responsabile Chirurgia Generale Ospedale Fatebenefratelli Sacco Milano
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pronto ma maria paola ci sei salvesi buonasera buonasera e questo il nostro
video vero perfetto perfetto allora diciamo che la dottoressa maria paola giusti ci commenta
a questo intervento in Relive che è stato fatto prima perché per ragioni di organizzative
non sarebbe stato possibile trasmetterlo in dato odierna. Quindi la dottoressa Giusti
del gruppo del grande professor Marco Zappa, quindi ringraziamo il dottor Zappa e la dottoressa
Giusti per essere qui con noi. Prego dottoressa.
Buongiorno a tutti, grazie a voi dell'opportunità
vi mando i saluti anche del professore
che non è potuto essere presente
il
dipendente del caso clinico era un paziente
di 44 anni con 41
di BMI
che è in terapia
senza altre comorbidità
non ha mai avuto
precedenti chirurgici addominali
noi come ite
proprietario gli dobbiamo sempre
grazie all'addome
ovviamente il film è multidisciplinare con la vista psicologica e dietologica, che non hanno posto controindicazioni all'intervento.
Noi ci diamo sempre alla cavità addominale, prima stiamo facendo un primo esperitoneo con l'ago di Verres,
sottocostale sinistra, nel pulpo di Palmer, e introduciamo poi successivamente, come avete potuto notare, un trocar ottico.
Come altro posizionamento di trocar, noi posizioniamo due trocar da 12 mm rispettivamente in fianco destro e in fianco sinistro, come potete vedere dall'immagine, in modo tale da poter avere accesso da entrambi alla suturatrice.
e poi un trocar da 5 mm sotto il tifoideo e un altro trocar da 5 mm in fianco di destra,
due dita sotto il margine hepatico.
Allora, quello che vi presento è il bel patriatico con diatomi di stomaco esplorabile,
noi andiamo a misurare 7 cm di alfardias e in questo modo andiamo a segnare il nostro
Da qui iniziamo anche appena sotto a questo punto, iniziamo la nostra scherificazione del fondo gastrico, in genere per questi tipi di interventi preferiamo utilizzare la radio sequenza.
Qui come vedete c'è l'aiuto che prende lo stomaco, che tira lo stomaco, mentre il primo operatore si aiuta trascinando la mente in modo tale da cercare di accedere alla retrocavità degli epipoli.
esattamente come per una sviluppa di gastrectomy.
Qui stiamo aggiornando qualche aderenza, l'operatore ovviamente è il professor Zappa.
Ecco qui, come potete vedere, accediamo alla retrocalità dell'epilipto.
A questo punto iniziamo la filetrizzazione del fondo drastico fino all'angolo di inizio.
Perché la fundectomia?
La fundectomia per due motivi, innanzitutto da un punto di vista ormonale permette una riduzione dell'agrelia e questo aiuta a diminuire ancora di più il senso di fame da parte dei pazienti e secondariamente perché ci agevola per quanto riguarda il confezionamento di questo tipo di bypass.
pass. Noi inizialmente avevamo iniziato a eseguire dei pass di atodamento italiani,
quindi su gastroplastica verticale. In laparoscopia però diventava veramente difficile poter
accedere con la CEA a eseguire questo tipo di intervento e anche l'anastomosi con la
presenza del fondo diventava difficoltosa. Quindi il professor Lestico e il professor
sordata, hanno poi ideato questo tipo di intervento e si è visto che anche da un punto di vista
ormonale aiuta nell'allineamento delle partenze. Siamo riusciti a pubblicare le nostre casistiche
in modo tale da rendere un intervento come intervento standardizzato conosciuto e i risultati
sono sovrapponibili a quelli di un bypass tattico tradizionale, non abbiamo alterazioni
nonostante manteniamo una comunicazione tra la tasta gastrica superiore e la parte di storaco escluso al transito alimentare.
I risultati sono comparabili con il bypass classico RUENGUAI?
Sì, sono comparabili, infatti abbiamo anche recentemente pubblicato una casistica di 7 anni,
sia in termini di calo e di comorbidità, sia appunto in calo ponderale.
o trattamente sì
per il momento
abbiamo degli ottimi risultati
abbiamo con noi
la dottoressa Castagneto
dottoressa Giusti
che è la nostra discussante moderatrice
co-moderatrice
Lidia hai domande
da porre?
non ti sentiamo
sì, mi sentite
e sono intervenuta solo da poco
quindi non ho potuto
seguire la primissima parte
quindi non so come voi posizionate i trocar in questo caso, se sono sovrapponibili rispetto al bypass classico
e per quale motivo in particolare eseguite questo tipo di intervento, se è solamente perché appunto volete esplorare la parte di stomaco
che appunto invece non è più esplorabile nel bypass alla RU standard
standard. Allora i trocara, noi in genere utilizziamo il trocara ottico, circa un 20 cm dal processo
psicoideo, posizioniamo due trocara da 12 mm in fianco destro e in fianco sinistro a formare
come una seminumere, vuole davvero una triangolazione perfetta. Poi un 5 mm sotto psicoideo e un 5 mm
in fianco destro, molto laterale, circa 2 cm sotto il margine costale e del trope dell'aiuto
che sarà ad aiutare molto il primo operatore, soprattutto nelle trazioni. Il motivo per cui
noi decidiamo di fare questo tipo di intervento è proprio esclusivamente l'esplorazione
dello somato escluso, perché purtroppo al giorno d'oggi le tecniche per poter esplorare
dello stomaco escluso sono poche e possibili sono in centri selezionati, altrimenti l'unico
modo per esplorarlo sarebbe un intervento chirurgico. Con questa tecnica invece tramite
una banale gastroscopia si può accedere alla parte di stomaco che non deve passare
nel cibo. Interessante soprattutto nei pazienti con metaplasia intestinale, in modo da tenere
sotto controllo questa parte di stomaco, anche perché sono stati pubblicati dei capi
di letteratura di cancro a livello dell'antogastico. Noi abbiamo avuto un caso e l'abbiamo scoperto
proprio tramite una semplice gastroscopia, grazie a quella abbiamo potuto constatare
un cancro a livello precoce per cui era un T1 e la paziente tuttora poi è in follow
up, sta bene, dopo aver avuto l'intervento poi di un gastrointestino.
No esatto, mi chiedevo questo, se effettivamente era stata guidata da una brutta esperienza in passato, quindi ha risposto perfettamente alla domanda.
E quindi voi iniziate accedendo alla retrocavità a livello della grande curvatura elettrica?
Esatto, esattamente, l'inizio è praticamente identico a un intervento di filigasterectomy,
abbiamo preso il punto da lì, quindi accediamo alla retrocavità, facciamo tutta la filigastrizzazione
della curva gastrica, andiamo in genere, noi preferiamo mettere delle clip, ma per motivi
che abbiamo avuto un paziente che aveva sanguinato da un vaso di goscopede, quindi a livello
dei vasi gastrici direi che preferiamo mettere anche una clip emostatica e li vediamo bene
fino all'angolo di isca.
e quindi l'accesso
diciamo
a livello della piccola curva lo fate solo
in un momento successivo
sì, avrò successivamente
la prima parte operatoria
è la fondectomia
più tardi vedrà proprio il posizionamento
scalibrato su una sonda da 36 French
della venderella
in eptfe
che è un vece vascolare
assolutamente compatibile
con il corpo macro
Qui come potete vedere infatti eseguiamo le stesse manovre di un'attività strex, ovvero liberiamo bene tutte le aderenze anche posteriori in modo tale da aprire a libro lo stomaco e in questo momento avendo liberato tutto chiediamo alla metodista di introdurre la sonda da 36 French come potete vedere in modo tale da posizionare, questo ci farà da calibro per il confezionamento della tasca d'asso superiore e l'altezza è appunto di 7 cm quindi dovremmo effettuare questo segno.
accediamo con una suturatrice lineare in carica parenchimale. Per curiosità avete
sottoposto i pazienti a un dosaggio ormonale ad esempio della grelina? No, noi
purtroppo non abbiamo potuto, noi principalmente quando abbiamo iniziato
questo tipo di intervento non eravamo in un ospedale più periferico quindi non avevamo la
possibilità di fare dosaggi ormonali. Sarebbe molto interessante non so se ci
ci sono studi a riguardo? No, no, sì, l'interesse è assolutamente sì, perché appunto sarebbe
un modo tale da dare una quantizzazione al tutto. In questo momento per noi diventa un
po' difficile poter effettuare questo tipo di studio, ma ovviamente sarebbe la nostra
intenzione farlo, proprio per andare a vedere poi anche da questo punto di vista i miglioramenti.
ci riferiamo ai livelli di grelina e invece da un punto di vista delle
complicanze avete visto differenze rispetto al bypass test di costandar
soprattutto intendo ecco pistole ad esempio a livello della insomma subito
sotto l'aggiunzione no di pistole no abbiamo avuto ovviamente complicanze a livello della
della vendorella. Inizialmente il vendaggio della vendorella lo facevamo per via paragassica
e lì abbiamo avuto un po' di casi, infatti abbiamo preferito in un'esperienza anche da
vendaggio tassico eseguire la per via pantacica. In questo modo abbiamo avuto meno casi, in
totale abbiamo avuto solo 4 erosioni, quindi un 2% dei casi e si trattano esattamente come
come l'erosione del vendaggio, quindi nel momento in cui capita questa complicanza,
oltretutto in 3 casi su 4 era capitato in pazienti che avevano avuto un'ulcera a livello anastomotico,
quindi probabilmente l'infiammazione data dall'ulcera ha creato l'erosione della venderella all'interno della tasca gastrica
e siamo riusciti a rimuoverla endoscopicamente, quindi sezionando la venderella e rimuovendola endoscopicamente.
Successivamente abbiamo visto che permaneva un cercene fibroso, quindi abbiamo eseguito poi delle gastro di controllo, abbiamo visto che il passaggio rimaneva comunque valido e soprattutto la cosa che ci preoccupava era una dilatazione di questo passaggio e questo non è capitato.
solo in una paziente, solo la prima paziente a cui era capitata questa complicanza
aveva dei problemi, dei disturbi a questo livello
e quindi l'abbiamo convertita in un bypass cattico tradizionale.
Altre differenze no, le complicanze sono le medesime
per cui cambiamento, occlusione, niente di diverso
oppure dei recenti dall'anastomosi ovviamente
però niente di diverso da un tradizionale bypass.
Qui come potete vedere, infatti con la suturatrice stiamo effettuando tutta la linea di sutura
per terminare la fundectomia.
Importante è la fazione a livello dello stomaco, in maniera tale da difendere bene lo stomaco
e quando andiamo a posizionare la suturatrice, tendenzialmente aspettiamo sempre i canonici
20 secondi come consigliato.
In questo momento stiamo andando a fare le emostasi a livello appunto della trancia che
sanguinato un pochino, a prescindere dal fatto che abbia sanguinato meno, noi comunque sempre
poi facciamo un sovracito della trancia con le pinze metalliche. Qui andiamo a prendere
il fondo gastrico all'estremità più estremamente possibile in modo tale da avere una trazione
migliore e permettere un agevole passaggio della suturatrice. Controlliamo infatti con
la pinza e sempre con la carica per infimare dobbiamo eseguire l'ultima sezione. Mentre nella
sleeve noi sull'ultima carica andiamo a posizionare un rilettimento finger guard, in questo caso
non è del passato, non lo riteniamo necessario, non abbiamo avuto mai problematiche. Completata
la trancia abbandoniamo momentaneamente il fondo, lo andremo a rimuovere solo alla fine
dell'intervento e andiamo a situare le mosse a livello della trancia gara. In particolare
l'eclipo andiamo a posizionare a livello dell'aggiunzione tra le due suturatrici, tra le due sacchierate.
E questo tipo di intervento ha completamente sostituito nella vostra pratica clinica il
bypass gastrico standard?
Sì, noi ormai facciamo sempre questo, esattamente. Ecco, questo è il momento del posizionamento
della venderella, quindi è il secondo step. Noi andiamo ad aprire la parte flaccida,
muscolare ed eseguiamo qui il passaggio quindi retrogastrico. Fondamentale per eseguire un
passaggio agevole senza problematiche è aver pulito bene dalle aderenze, da tutte le aderenze
dello stomaco precedentemente. Qui infatti stiamo osservando un pochino di difficoltà
nel passaggio, per cui andiamo a controllare nuovamente, ecco qua si vede bene il passaggio
dove deve avvenire, qui però vediamo la difficoltà nell'andare nel passaggio della pinza, quindi
in questo caso è sempre bene non spingere, non forzare per evitare di creare lesione,
ma di andare a vedere qual è la problematica e la problematica sono delle aderenze che
prima non avevamo visto e che quindi dobbiamo andare a liberare.
E come scegliete il livello su cui posizionare la banderella?
standardizzato a 7 cm
ah quindi
perché ad esempio noi
la transizione
diciamo orizzontale
per creare il pouch gastrico
nel bypass gastrico
lo facciamo tra la seconda
e la terza arcata
vascolare
più o meno siamo là
come misura poi alla fine vediamo
che cade sempre più o meno a quel livello
però l'abbiamo standardizzato
con una misura
non misuriamo l'inizio con una fettuccia in modo tale che comunque ogni volta sia uguale invece
vedo che la diciamo la pouch la parte longitudinale è particolarmente stretta diciamo che noi tendiamo
a farla leggermente più larga non so se lo facevate utilizzate una sonda diversa quindi
quindi noi la calibriamo sulla sonda da 36 French.
Ecco, qui vedete il passaggio, quindi che a questo punto diventa agevole,
avendo liberato bene tutte le aderenze.
La benderella che andiamo a posizionare è una benderella di 9 cm in EPTFE,
che è quindi patch vascolare.
Quindi quando utilizziamo questo tipo di benderella è quella che ci ha dato meno problemi di tutti
per quanto riguarda appunto le erosioni.
La andiamo a chiudere sul sondone in modo tale da cercare di standardizzare anche questo atto operatorio con dei punti con un filo non riassorbibile di trecciato.
Andiamo quindi a verificare la corretta, a vedere se si può chiudere in maniera corretta.
Manteniamo ovviamente il sondone in sede proprio perché la andiamo a chiudere sulla sonda.
In questo modo noi abbiamo inizialmente, per essere sicuri che non ci fosse passaggio tramite la bennarella, facevamo in prima giornata poi post-operatoria un gastro-grafin, un tubo di gelente con gastro-grafin e notavamo come il passaggio fosse esclusivamente o comunque quasi esclusivamente a livello dell'anastomosi.
Quello che può passare tramite questo pertuso è esclusivamente qualche liquido, quindi un pochino di acqua e nulla di più.
Questo dimostra anche dei risultati che sono sovrapponibili.
Cerchiamo di stenderla ovviamente il più possibile e ogni volta che andiamo a ribassare il punto, come potrete vedere adesso,
cerchiamo di stringerla sempre di più perché poi una volta che si rimuove il sondone in realtà sembra apparentemente larga
Fissata, sì viene chiusa con questi fili, non fissata allo stomaco, se quello si intende
no, non facciamo il passaggio tramite lo stomaco perché temiamo che quello possa essere una
causa di erosione, quindi non fissata direttamente allo stomaco. Ma il fatto di non fissarla
non può essere causa di slippage? No non c'è mai capitato perché come vede noi siamo partiti
dalla sezione esattamente della fundezionia esattamente a quel livello quindi mantenendo
comunque sotto lo stomaco direttamente più largo non c'è mai capitato di avere uno slippage
della stessa. Quanti casi avete fatto finora? Finora siamo a più di 300 casi, abbiamo fatto
fatto uno studio anche multicentrico con l'ESTI, per cui sono molti di più.
Sì, e il follow-up a quant'è?
A sette anni.
Sette anni?
Sette, sì.
Il calo ponderale è comparabile a quello del bypass Rue-en-Guay?
Sì, non abbiamo avuto differenza.
A questo punto facciamo indietreggiare il sondone all'anestetista
e sfruttiamo la sonda per andare poi a eseguire l'atomia per il confezionamento dell'anastomisi.
Noi eseguiamo sempre la tecnica dual loop in questo tipo di interventi.
Aiutandoci in questo modo andiamo a eseguire l'atomia posterolaterale
in modo tale da avere un'anastomisi dal latero laterale posterolateralmente.
Il fatto di fare la posteriore permette lo scarico direttamente nell'anastomisi
ed è più difficile che quindi possa passare anche semplicemente dell'acqua o dei liquidi
tramite la venderella.
Quindi dobbiamo l'atomia, vedete poi facciamo retrarre ovviamente la sonda in esofago
e a questo punto andiamo a reperire il trice per iniziare il conteggio dell'ansia biopancreatica.
Andiamo a sollevare la matanza mentale, qui vediamo che abbiamo delle difficoltà
per cui non andiamo a trazionare qui di tanto, ma andiamo a vedere la motivazione,
troviamo delle aderenze al fianco sinistro della paziente che quindi andiamo a disare e liberare.
Noi tendenzialmente l'omento non lo sezioniamo quasi mai,
è che capita raramente spesso negli uomini con un BMI superiore ai 50-55 di BMI
perché dopo abbiamo magari un'attrazione troppo alta delle ansie intestinali, quindi preferiamo sezionare l'omento.
A me più tendenzialmente non andiamo mai a sezionare l'omento.
non vogliamo attrazionare troppo per evitare ovviamente i sanguinamenti in ogni posto sanatorio.
Dato che avete un lungo follow-up per questi pazienti, mi chiedevo se magari allontanandosi dall'intervento
e magari effettuando un transito li potesse comunque ripassare di nuovo qualche cosa
attraverso quella bendelella, magari allargandosi o altro?
No, abbiamo studiato all'inizio, ovviamente abbiamo fatto dei controlli.
Nel primo anno facevamo controllo sia con l'autoscopia, sia con il tubo digerente
e fortunatamente non vedevamo assolutamente alterazioni rispetto all'iniziale.
Abbiamo ovviamente dei casi di wet regain, quelli ovvio come tutti con partite di liberatura, ma i pazienti mantengono assolutamente il peso e avendo fissato la bandiera con dei punti non riassorbibili non abbiamo alterazioni da questo punto di vista del passaggio.
Anzi a volte il passaggio è agevole, oltretutto aveva pubblicato in letteratura il dottor
Leuratti con il dottor Caviani che avevano dimostrato appunto il passaggio sempre agevole
e a volte anche bisogna forzare leggermente tramite il passaggio proprio perché comunque
aveva molto stress.
Ecco qui come potete vedere siamo arrivati quindi al, finalmente siamo riusciti a liberare
tutte le aderenze, andiamo al trice e noi andiamo a contare 50 cm per quanto riguarda
l'ansia digiopancreatica. Con la tecnica del loop manteniamo tutte le ansie in questa prima
fase alla destra dell'operatore. L'aiuto va a prendere l'ansia intestinale a livello
contato con i 50 cm e andiamo a seguire quindi l'atomia a livello dell'ansia. In genere
utilizziamo una carica 45 per l'anastomosi. C'è stato un periodo in cui abbiamo fatto
uno studio, una comparazione tra carica 45 e carica 30 per l'anastomisi, a vedere se
c'era una differenza a livello di calore fonderale, ma non era stato poi statisticamente significativo,
quindi abbiamo continuato con la 45, tenetemi, usiamo quella. A questo punto quindi andiamo,
portiamo l'ansia intestinale a livello dello stomaco, ci aiutiamo, abbassiamo di nuovo
La membrella ci aiuta per trazionare lo stomaco perché come vedete è molto posteriore e quindi diventa un pochino difficile eseguire l'anastomosi.
E questo, trazionando la membrella, cerchiamo di avere una visione migliore per l'introduzione della staplera.
Trazionando la prezzo sembra piuttosto larga.
Sì, perché siamo andati a rimuovere la sonda e quindi a fare molto l'asta.
In realtà poi nel passaggio, anche a livello di gassoscopio, non è poi così larga come sembra apparentemente ed è il motivo per cui inizialmente andavamo a stringere sempre di più con i punti quello che vi ho spiegato prima quando andiamo a chiuderla, in modo tale da lasciarla il più stretta possibile.
Stiamo cercando di fare un device che possa essere standardizzato, stiamo quasi addirittura ad arrivo per cui potrebbe poi avere anche la standardizzazione proprio con un device apposta, lo stiamo studiando il professor Zappa con il professor Letti.
Noi andiamo a chiudere la breccia anastomotica per quanto riguarda i punti cardinali, quindi gli angoli, con Bicryl 4.0.
Successivamente l'anastomotica la chiudiamo con una struttura in continua con un T-Block 4.0.
trazionerà questo punto in modo tale da alzare l'anastomosi e agevolare il primo operatore
poi nella sua chiusura, soprattutto nella parte più posteriore, che altrimenti risulterebbe
con una visione difficoltosa.
Da un punto di vista del decorso postoperatorio come vi regolate?
Noi non lasciamo il sonnino in sede, posizioniamo però invece un drenaggio, quello preferiamo comunque continuare a metterlo, nonostante facciamo blu di metilene durante l'intervento poi lo vedremo, in prima giornata post-operatoria somministriamo blu di metilene per ossa alla paziente, se è negativo quindi non vediamo sparnimenti tramite il drenaggio, a quel punto la paziente inizia a bere già a mezzogiorno,
la sera iniziamo una dieta con latte e yogurt e dal giorno dopo partono con una semiliquida apposta per i bariatrici
e andranno a casa in dieta semiliquida per un mese.
In genere rimangono ricoverati 3-4 giorni.
Quindi il transito postoperatorio non lo fate?
Adesso non lo facciamo più, lo facevamo all'inizio, l'abbiamo studiato all'inizio, adesso non lo esitiamo più.
Quindi non avete bisogno di confermare che sotto non passi niente?
No, provvediamo poi dai risultati.
Quindi in tutti i transiti che avete fatto era sempre la via dell'Ansa?
Sì, quasi esclusivo della via dell'Ansa, per cui abbiamo deciso poi col tempo di non eseguirlo più.
E li dimettete quindi in seconda giornata?
No, in terza o quarta giornata.
Dottoressa, mi scusi, il controllo del transito che dice lei è preferenziale nell'ANSA, avete fatto un controllo anche con un pasto marcato o solo con liquido?
Un pasto solido marcato o solo con liquido?
No, solo con il gastrografin, perché in teoria essendo il gastrografin molto fluido è il primo che dovrebbe passare più velocemente durante la venerella, in realtà questo che è quello più fluido passa direttamente nell'asso intestinale, per cui ci siamo affidati a quello. Passi marcati non li abbiamo mai fatti.
Chiediamo ai colleghi che ci ascoltano se ci sono domande, scrivete pure nella chat che noi li passiamo alla dottoressa Giusti.
abbiamo mandato questo video apposta
proprio per far vedere che possono succedere
poi ovviamente dei complicati durante
l'intervento, quindi nell'andare a posizionare
la suturatrice abbiamo
sperifonizzato appena appena lo stomaco
per cui preferiamo andare
a posizionare dei punti
di chiusura per la sperifonizzazione
per essere più sicuri poi nel post intervento
la paziente poi non ha avuto
problematiche al riguardo
questo mi sembra soprattutto
Soprattutto un rischio di questo tipo di approccio perché nel bypass gastrico standard essendoci già il pouch separato dal resto dello stomaco non c'è questo stesso rischio.
No certo, soprattutto facendo l'anastomosi posteriormente perché l'anastomosi anteriore sarebbe più facile da fare, però preferiamo farla posteriore perché all'inizio la eseguiamo laterale, infatti iniziando a farla latero-posteriore abbiamo avuto migliori risultati dal punto di vista del colgato grafino del passaggio e quindi proprio l'anastomosi posteriore è il trucco per avere un passaggio sicuro nell'alto alimentare.
ovviamente questo comporta un pochino più di difficoltà
nella costruzione dell'anastomio
nel confezionamento della testa
però questo viene erroneamente
Dottoressa una domanda
circa le possibili complicanze a lungo termine
che mi dice dal punto di vista
della possibile complicanza
del reflusso gastroesofageo
No, nei reflussi
non abbiamo
differenze rispetto a un bypass gastrico
tradizionale, quando andiamo a fare
poi la gastroscopia in generale la facciamo
a 1, 2, 3 anni
l'abbiamo fatta per i primi anni
l'abbiamo fatta a 1, 2, 3 anni, adesso la facciamo
standard a un anno dall'intervento
e a 3 anni dall'intervento
reflusso, anche reflusso biliare
non ne abbiamo mai constatato
non hanno reflusso biliare?
no, cioè può esserci un pochino di reflusso
ovviamente a livello del remnant
ma che non dà oltre
la bingarella
veramente abbiamo trovato del reflusso
In quel caso ovviamente si può pensare a una conversione a base del gas tradizionale
se quello dovesse essere la causa.
Partiamo sempre dal punto più posteriore a eseguire la chiusura della breccia
proprio per avere una visione migliore dal basso verso l'alto
altrimenti inizialmente la facevamo anteriormente e posteriormente
ma poi ci si andava a chiudere l'ultimo tratto, la visione era inferiore
quindi non eravamo in sicurezza al 100% con la chiusura dell'anastomica e abbiamo preferito quindi invertirla.
In questo modo non abbiamo mai avuto problematiche importanti.
Inizialmente l'anastomica la chiedevamo a punti staccati, tutto in Viking 4.0,
poi quando abbiamo iniziato ad utilizzare questo filo ci siamo trovati molto comodi,
anche perché ovviamente il confezionamento dell'anastomica diventava più rapido.
Non abbiamo avuto i piaceri nel postoperatorio differenti rispetto ai punti staccati,
che noi abbiamo continuato a utilizzare
diciamo a distanza
dall'intervento è sovrapponibile con
pazienti
sottoposti a bypass
UNY
sì esattamente sia nella nostra
casistica sia nella casistica
del professor Lettico
noi abbiamo fatto il lavoro insieme
è stata appunto solo una paziente
quella che vi ho descritto precedentemente
che abbiamo convertito
per la ripresa di peso o per altri motivi no per il motivo era stato uno dei primi episodi
di erosione della benderata per fare queste casche aveva una stensi che però dava fastidio diceva di
avere disturbi per cui abbiamo seguito la conversione dopo la conversione è migliorato
quindi probabilmente era diventato stenotipo ma andava ad incidere anche a livello della
L'altro lato per cui preferiamo utilizzare questa tecnica è perché ci sono capitati casi di coledocolipiasi che siamo riusciti ovviamente a gestire tramite RCP5.
Certo, questo penso sia uno dei vantaggi principali, perché poi questi pazienti molto spesso fanno una calcolosi dopo l'intervento.
Esatto. Noi in genere, non so voi come gestire la situazione, noi in genere se all'ecografia preoperatoria abbiamo già una coledipiasi eseguiamo l'intervento in contemporanea,
quindi sia il raccastico che la colicistectomia
se prenderci la colicistectomia
lì piace, ovviamente no
e abbiamo avuto dei casi successivi
di colegi e colegi
che siamo riusciti a gestire
senza problematiche
noi anche facciamo la colicistectomia
in concomitanza dell'intervento bariatrico
se ovviamente è presente
una calcolosi della colicisti
devo dire che non ci sono
Sono capitati casi di calcolosi della via biliare dopo bypass, almeno non finora.
Però ecco, questo penso sia il principale vantaggio di questa tecnica.
Esatto.
No, io volevo chiedere, dottoressa, una cosa sui vantaggi della possibile esplorazione
dello stomaco residuo, l'accesso alla via biliare, su questo non si discute.
No, volevo capire bene, il ruolo della benderella è quello di facilitare l'effetto bypass, cioè nel senso evitare in quella sede che ci possano essere un enlargement e quindi rendere vana l'anastomosi gastrodigionale. Qual è il ruolo della benderella esattamente?
No, il ruolo della vendarella è cercare di evitare una dilatazione a livello dello stomaco, cioè secondo noi l'idea della vendarella è quello che il rischio, se non metterla avremmo paura che ci possa essere sì un passaggio di cibo perché noi non andiamo a tenere presto lo stomaco.
Inizialmente infatti sarà pensato al vendaggio gassico, ma il vendaggio gassico poi non poteva funzionare a tal senso.
La venderella invece mantiene un restringimento a livello del passaggio e quindi impedisce il passaggio del cibo.
c'è un pochino fibroso, quindi impedisce il successivo passaggio poi del cibo.
Mentre non metterla, non avendo mai provato non possiamo dirlo con certezza,
però non metterla magari abbiamo paura che possa esserci più una dilatazione
poi a livello dello stomaco e il passaggio possa essere più agevole a quel punto del cibo
e quindi viene vanificato poi però il salo ponderale.
Quindi l'idea è quella di creare un'ostruzione,
mentre il passaggio del gastroostocopio è assolutamente agevole e senza problematiche.
Ecco noi a questo punto siamo andati avanti
prima quello che avevamo fatto
volevamo farvi vedere un passaggio fondamentale
nella tecnica del loop
andare a controllare sempre l'ultima alza
prima di andare a eseguire l'atomia
in modo tale da evitare di trovare sorprese
a questo punto andiamo a cantare
150 cm da gastroenteronastosi
e portiamo tutte le alze intestinali
poi alla sinistra dell'operatore, in modo tale da poi avere il ruolo dell'aiuto è proprio questo,
cercare di portare con sé, in modo tale da creare spazio per il confezionamento poi dell'anastomosi,
tutto neanche alla sinistra dell'operatore e rendere adevere il conteggio.
Noi vediamo la misurazione appunto di 150 cm e a tale livello andiamo a confezionare poi l'intervento dell'anastomosi.
Qui l'aiuto va a frazionare, il vantaggio della tecnica Zoloop è che non cambiamo mai la posizione, l'operatore fa tutto tra le gambe del paziente.
A questo punto l'aiuto va a sospendere l'anta ai 150 cm e andiamo a eseguire la secondatomia in modo tale da posizionare poi la vasca.
Ecco questo è il punto un pochino più difficoltoso perché ovviamente siamo molto vicino al troca
per cui andiamo a sgonfiare il palloncino del troca, lo andiamo a retrarre in modo tale da rendere più agevole
l'introduzione della suturatrice.
In questo caso utilizziamo una suturatrice retta.
fare già le più possibili releanze.
In questa freccia andiamo a chiudere esattamente come la prescindente anastomosi,
quindi facciamo gli estremi con gli angoli con vari rilassamenti,
necessitamente in continuo a colpire l'olio.
anche in questo caso lo teniamo come appoggio a questo punto
in modo tale che l'aiuto andrà a sospendere l'anastomato
portandola più centrale, più caniale
in modo tale da agevolare poi il colpaccio della testa
perché siamo molto vicini alle coste
quindi in questo momento l'operatore ha di seguire il primo punto
per cui la trazione dell'aiuto è fondamentale per agevolare poi il successivo conflitto.
Come vedete la trasciniamo,
è portata con centramenti stranieri in modo tale da dare più spazio al primo operatore.
Allora, noi in genere siamo un centro di eccellenza per cui stiamo sui 100 interventi l'anno,
stiamo un 70% bypass e un 30% sleep.
Ah, addirittura? Interessante. Quindi fate, insomma, controtendenza, ecco.
Perché, allora, diciamo che nel caso in cui il paziente presenta un'ernia diatale o un reflusso importante,
quindi con un isofacito in stato di grado B, noi preferiamo non eseguire la sfida per la problematica del reflusso.
E quindi a quel punto proponiamo direttamente il beta-ascassico, ovviamente tutti con la maggior parte dei pazienti
siccome è mai superiore ai 40
tranne in caso di pazienti con
diabete medico
di vendaggi non ne fate più?
pochi
ormai in ambulatorio i pazienti
tendenzialmente quando propone il vendaggio
tendono a rifitarlo
prima perché ormai sono molto informati
anche i pazienti, sanno come è
la differenza comunque
hanno spesso amici
che hanno fatto il BIV
piuttosto che il BIPAS
e altre volte rifiutano l'idea di avere il corpo estraneo
di dover seguire una dieta similita per tanto tempo
quindi i pazienti che candidiamo al vendaggio sono veramente po' esigui ormai
mentre all'inizio erano la maggior parte
Ma invece nei pazienti diabetici avete visto differenze con il bypass normale
o è sovrapponibile anche da questi buoni tassi di remissione?
Assolutamente sì
Sì, la remissione soprattutto nei pazienti che è da pochi anni che presentano il diabete
e che non sono insulino dipendenti.
Negli altri casi abbiamo visto comunque una riduzione della terapia.
Dottoressa, questi pazienti che bisogno hanno dal punto di vista integrazione poi nel lungo periodo
in termini di ferro, elettroliti, calcio, vitamina eccetera eccetera,
che risultati avete da questo punto di vista?
Allora noi inizialmente diamo tutte le supplementazioni in dimissione, li seguiamo poi per quanto
riguarda il primo anno a 1, 3, 6, 9, 12 mesi con gli esami ematici e poi una volta ogni
6 mesi per gli anni successivi e abbiamo visto che abbiamo avuto un caso, abbiamo una paziente
con dei problemi importanti di anemia, però anche una paziente che scartamente aderisce
alla compliance, tendono a prendere gli integratori e quindi è capitato di doverle fare anche
delle costruzioni di sangue, altrimenti abbiamo visto che la supplementazione maggiore che
devono mantenere è la vitamina D e a volte noi precauzionalmente facendo la fundectomia
preferiamo dare una supplementazione di B12 per i primi 6 mesi. Dopo i 6 mesi se i valori
sono buoni, li andiamo a sospendere e non abbiamo grosse problematiche.
Tengiamo comunque a consigliare al paziente di mantenere un multivitaminico a vita, quello
sì.
Una domanda che sorge spontanea, che riguarda ovviamente la possibile dumping syndrome.
Sì, abbiamo avuto pochi casi di dumping, devo essere sincera.
Quanti casi, scusi, quanti?
Pochi casi, se devo dare una percentuale siamo sul 2% non di più, tendenzialmente sono pazienti che aderiscono poco alla dieta e che quindi tendono a mangiare nonostante sia spiegato, nonostante la dieta olga e tutto quanto, tendono magari e soprattutto qui e là con il tempo ad assumere col gelato, abbiamo notato molto col gelato, piuttosto che ovviamente carboidrati dolci
e non rispettano, sono i pazienti che
evidentemente non rispettano la dieta
Certo, i carboidrati semplici
Bene
Ecco, nel confezionamento di questa anastasia in particolare
bisogna stare attenti
al non prendere la parete posteriore
a noi era capitato
una paziente che in prima giornata post-operatoria
ha avuto un vomito
iniziato ad avere vomito di liare
e quando siamo andati poi a reintervento
era fatto un nostro errore tecnico
nel senso che
a livello della parte più caudale
avevamo pensato anche in parte alla parete posteriore
quindi avevamo noi creato una spenosi con l'ansia alimentare
in questo caso avevamo rifatto un bypass
tra l'ansia alimentare e l'ansia comune
in modo tale da ripassare l'anastomia
e avevamo un buon risultato
per quel motivo l'aiuto tende ad aprire e chiudere l'anca
proprio per cercare di mostrare perfettamente la parete posteriore
poi noi andiamo sempre a porre un punto di scarico
a questo livello, a livello delle graffe posteriormente
perché in questi pazienti dove le ansie intestinali
e soprattutto nei gambi obetici
tendono a succedere molto e si ha una maggior frazione
per cui preferiamo dare un punto di scarico
perché c'è capitato purtroppo un caso
da cui mi lo facciamo da quella volta
che ho avuto un'esperienza negativa
con un paziente in cui la bile filtrava da questo punto
quindi non avevamo avuto una vera deiescenza dell'anastomasi
ma un filtraggio di bile attraverso questa parte posteriore della sutura pulice meccanica
da lì andiamo a fare questo punto quindi di scarico
e problemi di tale livello non ne abbiamo più avuti
ci impieghiamo un secondo per cui preferiamo posizionarlo
Invece la chiusura degli spazi mesentarici la fate alla fine dell'intervento o no?
No, non è necessario perché non è uscito l'anticoico, come vedrà dopo l'apertura del meso è veramente minima, utilizzando la cosa in caso al lupo è veramente minima l'apertura del meso, quindi non è necessaria e non abbiamo mai avuto problematiche di all'interno.
A questo punto noi, avendo terminato le due anastomosi, per terminare la tecnica Codolup e quindi terminare l'intervento, dobbiamo andare a sezionare tra le due anastomosi.
Prima però preferiamo fare la prova del blu di metilene in modo tale che in questo modo, mantenendo la comunicazione, possiamo controllare entrambe le anastomosi.
Per cui chiediamo all'anestesista di rientrodurre il sondone che aveva lasciato in esofago,
andiamo a chiudere con una pinza come potete vedere al di sotto delle anastomosi,
l'aiuto chiude la entero entero, il primo operatore va a chiudere la gastro entero,
questo sarebbe il punto dove noi dovremmo andare a fare la chiusura,
il quale ve lo stiamo mostrando, ma prima andiamo a effettuare la prova del blocco.
Non so se voi siete soliti farla sempre, anche intraoperatoria, la prova del blu in epilene.
Noi tenitamente preferiamo comunque effettuarla.
Sì, sì, sempre. Sia nel bypass cassego che nella slip lo facciamo sempre.
In questo momento potete anche verificare se si gonfia lo stomaco.
Esatto.
Stiamo facendo scendere il sondone.
E vedete come il sondone ha preso direttamente la via della gastromosi.
non ha avuto difficoltà nella difesa nel passaggio
quindi proprio anche la sonda
qui la resistenza è andata molto veloce nella discesa
il passaggio è andato direttamente tramite l'anastomosi
quindi non ha avuto problematiche
per quello che vi dicevo prima
quindi il passaggio è proprio diretto nell'anastomosi
e qui potete vedere che si sta gonfiando
alla prova del blu
andiamo a controllare che non ci siano spandimenti
sia a livello dell'entero-entero
che a livello della gastro-entero
in genere utilizziamo una
60-90 cc di zubini di miele
dottoressa sarebbe interessante
sapere
cosa succede con il pasto
solido
quindi
se voi fate così tanti casi
costa veramente poco fare
un pasto marcato
avere un'idea
è un ottimo suggerimento
potrebbe essere utile andare a studiare
sì, avere un'idea di quello che accade
anche se i risultati ovviamente ci dicono
che quello che accade
noi lo
diciamo che lo desumiamo dai risultati che avete
però sarebbe interessante saperlo
insomma così
sì, per avere un'idea di qual è il vero passaggio
poi attraverso la bellerella, assolutamente
bene
qui stiamo andando a controllare molto l'anastomosi
perché ci siamo accorti che era
quando è andato a sezionare
il filo di chiusura
è vero che si blocca e è autobloccante
però era un po' corta la coda
e quindi abbiamo preferito
chiaramente di posizionare
un altro punto di bloccaggio al filo
visto che si era retratto un pochino
non perché abbiamo avuto spandimenti
perché appunto non si sono visti
e non si è blu in giro
questo punto è dato da questa motivazione
quindi l'intervento con
la sezione
tra le due nascose
utilizziamo una carica a 60
bascolare. Andiamo a fare il passaggio, andiamo ad aprire il meso, non vedo l'apertura quindi
sinistra in modo tale da essere più agevole l'operazione. È utile il double loop, sono
d'accordo, l'unico problema è che lascia o da un lato un candy cane troppo lungo oppure
un cul de sac troppo lungo dall'altro. È il motivo per cui noi invece non lo facciamo
portiamo sull'anza e poi la sezioniamo
prima di fare quella piedanza
perché sennò rischia di fare
un candy cane un po' a lungo
che può dare comunque
un po' di fastidio, un po' di
weight regain eccetera
quindi è un po'
controproducente da questo punto di vista
No certo, noi infatti
cerchiamo di stare il più vicino possibile
il più vicino possibile
con la rastomodi
per creare
la minor risposta che è possibile. Anche in questo caso andiamo a fare il sopraggitto
con l'elettricità. L'avvantaggio del dual loop è sicuramente il fatto di non cambiare
mai posizione, il fatto che l'operatore lavora sempre al centro con la visione sempre
all'aspetto. E poi c'è il minor rischio, abbiamo notato che con questa tecnica c'è
è bassissimo il rischio di rischiare di montare sbagliata l'anima.
Stiamo andando a controllare le mostri a livello delle aderenze che abbiamo utilizzato precedentemente
e poi terminiamo l'intervento con il controllo della vascolarità con il verde indocianina.
Fate quindi pure il verde indocianina?
Sì.
E lo fate intraoperatoriamente per un motivo di perfusione?
così andiamo a controllare la perfusione
di tutta la parte
sia della tasca gastrica
l'angolo di ischia che si è ben perfuso
sia delle varie anastome
però soltanto dopo
al termine dell'intervento
non guida
l'eventuale sezione
no
lo eseguiamo al termine
per andare un po' di controllo
in particolare controlliamo il cul de sac
che può essere la parte che
andiamo a scolarizzare un pochino
Quindi vedete bene la differenza tra la parte di stomaco che ovviamente non capta, è sempre spazzato, invece il...
E che dosaggi fate nel paziente obeso?
Allora noi usiamo 3 mg su chilo per cui in una tela tirata a 50.
3 mg pro chilo?
Sì.
Un bel dosaggio.
Ecco, quella è la funzionalità monocromatica, si vede benissimo ancora meglio quella proprio
l'ottima vascolarizzazione, mentre lo sfumato escluso ovviamente non viene capace.
E con questa tecnica avete mai evidenziato delle zone di ipoperfusione?
C'era capitato di visualizzare della zona di ipoperfusione a livello del QDSH dell'entero-entro
e per cui abbiamo deciso di riprosizionare, di retecare di nuovo, esatto.
Ovviamente non possiamo sapere se quello ci avrebbe creato un problema dopo,
però visionando questa ipovascolarizzazione abbiamo preferito rifare la questione.
La parte di stomaco escluso la andiamo a rimuovere tramite la breccia del trocara di...
Allora, scomita, anche scomita.
andiamo a fare
la profute non è necessario
allargarla
rimane con il 12 mm del trocara
andiamo ad allargare un pochino
invece a livello della fascia
e poi andiamo a chiudere
la fascia con
dei punti di reverbera
in modo tale da cercare di evitare
il meno possibile la possibilità
di la parrocchia di defogare
una cosa che non l'ho detta all'inizio
noi fissiamo sempre all'inizio
le brecce di troca
con la narotina al 7%
in modo da dare meno dolore
post-superatorio al paziente
Bene, complimenti
è molto interessante
Grazie
Dottoressa Giusti
noi la ringraziamo
Grazie a voi per l'opportunità
Porti i nostri ringraziamenti
anche al nostro presidente Zappa
Assolutamente
Ci congratuliamo con lui e con la sua
equipe, vi ringraziamo per aver
partecipato e averci dato questa
opportunità di assistere a questo
intervento, va bene? Grazie a lei, grazie
per la possibilità. Benissimo, grazie
Lidia. Grazie a voi, arrivederci.
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