Get 20% off your first order with code EARLY at checkout. View plans
Get 20% off your first order with code EARLY at checkout. View plans
Get 20% off your first order with code EARLY at checkout. View plans
25° CAD anno 2014
This video hasn't been analyzed yet
Sign in to run AI analysis or transcription.
Pronto Maurizio?
Sì, Marco, siamo qua.
Ciao, ciao.
Vediamo in cartouche.
Sì, quando direi, quando vuoi.
Siamo pronti, allora, noi intanto il caso clinico, beh, ve lo presento dal mio aiuto,
dottor Sannagiotto, così intanto vi facciamo vedere, ma se avete già l'immagine intraoperatoria
si vede una classica ernia paresofagea.
Sì, l'ho iato, enorme, sì.
Bene, buongiorno, di nuovo con noi.
Vado a presentarvi il secondo caso clinico della giornata.
Come vedete è un intervento per ernia paresofagea.
Si tratta di una signora, 71 anni, buone condizioni generali, alla remota c'è un'isterectomia per miomatose e un'ipertensione arteriosa ben controllata.
Da circa tre mesi ha un dolore etrosternale, epigastrico, postoprandiale, associato a sazietà.
L'abbiamo studiata con un torace e c'è un riscontro di una opacità retrocardiaca con livello idroaereo,
e quindi abbiamo poi passato a fare una tubo digerente prime vie
con la dimostrazione di un'ernia natale del fondo gastrico
pare esofagea di una certa dimensione come vedete
dalle immagini radiologiche
dal punto di vista funzionale abbiamo studiato con la gastroscopia
che conferma il quadro clinico
la manometria dimostra un less
che ha una pressione di circa 37 mm di mercurio
il corpo esofageo ha onde peristaltiche normali
e quindi l'intervento che andremo a fare sarà una plastica secondo Nissen
grazie
ecco allora sì
aggiungo che la signora aveva una sintomatologia classica
ernia paregiofagea
quindi non aveva un vero reflusso
chiaramente ma aveva rigurgiti e disfagia saltuaria
ecco questa è l'ernia
i troccar sono posizionati
per chi c'era come prima per la calasia
quindi per tutta la patologia dello iatus
è così, nel senso che c'è un troccar
da operatore da 10 mm
o da 11 in sovra umbilicale
tre dita trasverse
sopra l'umbilico
e il trocar operatore sull'emia d'ome sinistra da 10
e altri 3 trocar da 5, quindi 5 trocar.
Allora, questa è l'ernia, la vedete?
Si, si vede bene.
Questa è la pinza dell'aiuto che durante l'intervento chiaramente tiene così.
Allora, il concetto, come sapete meglio di me, è quello di ridurre tutto il sacco,
perché altrimenti il rischio della decidiva è questo,
quindi bisogna andare a ridurre completamente il sacco dell'ernia paregiofagea.
poi discuteremo Marco sul discorso
già affrontato stamattina
protesi sì
protesi no, perché per come
vediamo insieme il tutto
sì
il BMI del paziente
è la signora
non ho un BMI ma è bella tosta
bella tosta
è piccola, bassa
e corpulenta
adesso il peso, esatto, non lo so se
no va bene
60 kg per 1,50 m
però è conformata da un metro e cinquanta già questo è sufficiente. Io il tempo per le
paresofagee è quello sempre dell'ernia tali, il primo tempo vado a ricercarmi come prima il
pilastro destro, qua chiaramente si vede bene, e l'incrocio tra il pilastro destro e il pilastro
sinistro. Chiaro che qua come vedete io devo ridurmi completamente tutto il sacco altrimenti
poi la vedremo bene sia la pleura di destra che la pleura di sinistra vedete come comunque io
sto tenendo il sacco vedete come il sacco comunque si riduce bene già vediamo l'esofago eccolo qua
stavamo dicendo maurizio che sono veramente bellissime immagini arriva con segnale tra
l'altra parte la tua abilità veramente bene mi fa piacere le macchine sono buone poi che
Che indicazioni date?
L'indicazione che do io è quella della sintomaticità, Marco,
perché chiaramente quando uno...
Cioè queste qua sono ernie che si portano avanti da chissà quanti anni,
quindi è chiaro che cominci a pensare a un intervento
nel momento in cui queste sono ernie sintomatiche,
perché poi questa non è la solita Nissa in classica,
l'interventino da mezz'ora,
questo può essere un intervento anche importante, come si vede,
e quindi credo che bisogna porre un'indicazione in base anche alla sintomatologia del paziente e alla clinica.
Certo, e ha esperienza d'urgenza?
No, io ho esperienza di abbastanza, ne ho fatte parecchie, diciamo così, ernie, paresofagiae giganti,
non ho esperienza in urgenza, non me ne sono capitato.
Ecco qua si vede bene già il pilastro di sinistra, il freno gastico l'abbiamo già fatto,
Dopo di che, una delle cose che ritengo importanti nelle pareesofagee è proprio la manovra che poi faremo qua dietro perché uno pensa che il fondo gastrico sia questo, non è assolutamente vero perché nelle pareesofagee si forma una capsula dietro sul retroperitoneo che bisogna isolarsi completamente questa zona qua.
Poi vedremo che magari il fondo sarà questo qua dietro, però lo affrontiamo passo per passo, prima affrontiamo come avete visto la capsula, cioè la riduzione del sacco, questo è importante che il pilastro sinistro venga ben, eccolo qua, qua finisce il pilastro sinistro, ok, ritorniamo.
Maurizio mi senti? Sì, ciao Francesco.
io ti sto controllando
già da prima stamattina
hai riconosciuto subito la tua voce
prima ho visto, ho commentato
anche Gianandrea da Abano
adesso però ho rubato
un attimo il microfono
però volevo farti un saluto
e complimenti perché si vede
benissimo
è un bel caso
anche molto molto interessante
Sai però che tutti sanno che io e te siamo amici, per cui...
Infatti, basta. Cedo il microfono. Ciao. Un saluto a tutti e buon lavoro.
Buongiorno, sono Costanzo Natale.
Buongiorno, ciao.
Ciao. Con gli amici ci si intende facilmente, il collega che ci ha chiesto il microfono poco fa.
Ho sentito la presentazione del caso, sto guardando le cose che stai facendo, manovre estremamente gregge, il sacco sta venendo via tutto, come avevi previsto?
Sì, le manovre io le ho abbastanza codificate, sai, come vedi io comincio da destra del paziente, vado a sinistra solo per farmi, e questo vale anche per le nene italiclassiche, i reflussi classici, vado a sinistra solo per farmi il freno gastrico, poi ritorno a destra, perché ritengo che uno dei momenti principali sia proprio questo, trovarmi l'incrocio dei pilastri,
dopodiché seguo come vedi
la parete laterale del pilastro sinistro
avendo aperto bene
il freno gastrico dall'altra parte
io non faccio nessun'altra manovra se non passare
di là dove è già aperto, vedete che si intravede
già lo stomaco che è questo
dall'altra parte, quindi io non faccio altro
adesso che passare
di là dove si vede che sono già passato
le manovre devono essere assolutamente delicate
come sempre in chirurgia
fettuccia, io metto una fettuccia come sempre
come tutti insomma per circondare
Qui il sacco, qua si può discutere sul cosa facciamo del sacco, qua sapete che in letteratura ci sono varie opinioni, c'è chi dice basta ridurlo completamente come in questo caso ormai il sacco è completamente ridotto e lasciarlo lì, c'è chi dice invece togliamolo, mi piacerebbe sentire la vostra opinione e discutere con voi, quindi facciamo anche quello che riteniamo opportuno assieme.
Vediamo quanto occupa questo sacco, quanto salutia e tutto quanto.
Ecco, io la fettuccia lascio, l'assistente, l'aiuto qui lascia lo stomaco preso prima, chiudiamo qua.
Ok, un giro, tieni così, ci isoliamo ancora un pelino qua perché ancora non è ben isolato, ma comunque si vede bene.
Ai ai ai, molliamo qua, torna indietro con questo thunder che hai davanti, brava Sonia,
tieni proprio, tieni così per piacere, stanco, ok, ecco qua. Chiaramente questa è una cosa
importante perché poi definiremo se sia il caso di mettere punti, protesi o qualunque altro,
ma comunque dobbiamo vederci bene. Allora vi dico la mia esperienza, io ho fatto uno anche
l'altro preferisco sinceramente se possibile cioè se i pilastri sono buoni
e per questo che io mi sono bene i pilastri quindi sono dei pilastri
consistenti cosa che non sembra fare una struttura fare una struttura ben fatta
non mettere protesi questo però dipende molto il soggettivo
cioè nelle pareti esofagee abbiamo molto spesso dei pilastrini che ormai da anni
qua mi sembra che i pilastri non siano malissimi. Questi mi sembrano robusti
non devo dire che non sono male
a vederli così sembrano robusti
proprio
si vederli così non sono male
ok vediamo un po' il discorso del sacco
perché saremo già pronti fondamentalmente
veniamo giù con il sondone
adesso io calibro sempre
e continuo a calibrare
con una sondona di Maloney
o da 46 o da 52 a seconda del paziente
French
e la uso sia per calibrare
chiaramente la diatoplastica
sia per calibrare successivamente
l'anisse. Ecco questo è il nostro sacco, mi dai ancora qua che vediamo il da farsi. 46, questa è piccolina.
Cosa mi consigliate di fare di sto sacco? Io non ho mezza idea, ci do, però lo volete sentire voi.
Non è che il nostro consiglio possa, però lasciare un sacco così e poi fare un duplicazio
arrotolandoci sopra
allo stomaco
sembra una cosa fastellata
sono assolutamente d'accordo
io infatti credo che l'indicazione
Maurizio, io lo resecchiamo di principio
sono d'accordo anch'io
anche perché
non credo che sia
un indice
cioè non credo che perché si prevengano
le recidive come si dice
secondo me perché è un indice di buona
dissezione circonferenziale
e riduzione di esofagone d'addome
in sostanza
io sono assolutamente d'accordo
io lo reseco sempre
perché credo che sia fondamentale
resecarlo per un semplice motivo
perché poi quando faccio la nissen
deve essere una nissen che deve essere vera
senza intralci
deve avere la sua funzione
non deve avere
gli spessimenti che possono
modificare poi dal punto di vista
funzionale l'intervento
insomma
Ok, adesso il dottor Pegoraro che è il nostro anestesista scende con il sondone, quando stai scendendo ci dici Maurizio che mi fermo così guardiamo che scende, ok, allora aspettiamo, guardiamo il sondone che entra sempre, vieni Maurizio, eccolo qua, lo vedete?
è già qua
vi faccio vedere
si vede benissimo
scusate un attimo perché io
prima che scenda preferisco sempre
questa è la punta Maurizio
retininezzo il corpo
puoi venire giù se non senti nessun tipo di
contrasto
ok basta così grazie
allora vedete che
l'esofago si è ben ben riempito
ok così
finiamo di togliere il sacco
questo lo ritengo
Lascio dello stomaco, quindi mi fermo qui.
Maurizio, scusa se disturbo, eravamo qua a parlare con il professor Croce che stava guardando il tuo intervento.
Ah, carissimo professore, se me lo saluti.
Che saluto, professore.
Eh sì, si diceva, forse è trattenuto ancora un po' in a... ecco, da quella parte, esattamente da quella.
Eh sì, volevo vederci meglio togliendo il sacco.
certo certo perfetto professore non sbaglio assolutamente d'accordo allora facciamo questa
manovra qua questa è la pleura di destra la si vede qua guardiamo un attimino questa è la
pleura di sinistra vediamo se anche qua c'è qualcosa che tiene pochino forse è sì io credo
che questa manovra qua che io faccio sempre conviene farla alla fine dopo aver tolto il
sacco si è più liberi di tirare e di andare a vedere io mi accontenterei ditemi la vostra
sì sì perché poi ecco anche professore croce ok altrimenti se tu allora adesso possiamo qui
essere qui a discutere mi sembra che questo pilastro sia buono arriva fino a sotto qua è
È un buon pilastro.
Non so cosa pensate.
Vi sto facendo vedere questa manovra appositamente.
Se mettiamo due punti su quei primastri,
probabilmente l'orifizio rimane il buono, insomma, sopra.
È giusto.
Su condivido.
Chiedete un'opinione al professor Croce, che è il maestro qua.
Cosa farebbe?
Sentiamo il professor Croce che dice.
Non risponde.
Ok.
Allora, qui uso dell'etimo, quindi un filo diverso.
il professore ha un atteggiamento eclettico
del tipo
comincerei a dare i punti
e poi vediamo come viene
su protesi sì o no
vi confesso
che mi immaginavo
la protesi te la metti sopra
conoscendo il professor Croce
direi qua
anche se io non sono anzianissimo
ma sono 20 anni abbondanti
se non 25 che lo conosco
per cui
ecco io cerco di prendere come vedete
molto
molto
Molto. Molto. Io credo che questa sia una buona presa. Mi sposto la cava come vedete. Anche qua come vi ho detto per chi c'era stamattina io mi trovo bene soprattutto nei pilastri proprio perché tengono bene. Far dei punti con lo spinginodo, delle semi chiavi con lo spinginodo. Vi assicuro che mi tengono molto bene.
Per il resto faccio sempre strutture intracorpore e nodi intracorpore, ma questo mi viene veramente bene.
Quindi qua Carlo, Carlo, questo qua Carlo.
Chiaro che qua bisogna stare attenti anche a non segare, eh.
Perché non è solo questione di avvicinare, ma non segare i muscoli.
Ecco, una delle tips and trick, come si dice, cioè che ho imparato dal professor Bardini, che voi conoscete,
è quella ultimamente di mettere a volte, quando i pilastri sono proprio deboli,
metto una piccola cover di prolene
a cavallo dei pilastri
un po' come usanza dei cardiochirurghi
quando fanno i pledge e quelle cose lì
per non segare i pilastri
questo che uso che filo è?
questo è un Etibon
non riassorbibile
è un 2.0
un po' ancora
qua possiamo andare anche qua
e vediamo un po'
stavamo ascoltando le perle del professor
Croce, Maurizio
lui diceva
guarda il pilastro di sinistra
in effetti ha un aspetto piuttosto
congruo, mentre invece
quello di destra è filiforme
uno
avrebbe
l'idea di prendere
ampiamente anche a destra
che in realtà è facile che secondo il terzo punto
invece strappi
lasciando il buco
poi in realtà vicino alla cava
qui diceva l'uscita del lago
e a metà del pilastro
ma qua sì, prima forse sì
qua potrebbe essere
io qua mi sono tenuto
la cava è qua, la sto spingendo
quindi si potrebbe tenersi
forse un po' più in qua
diceva, no, più nel
più nel muscolo
qui, vero?
hai sentito anche Roberto Russo che lo diceva
ciao Roberto
questi sono gli eterni dilemmi delle paresofagie questo punto non mi pare malissimo anche se si è
un po' trappato qua è tirato molto il pilastro di destra in alto prego scusa il pilastro di
destra è tirato molto in alto adesso vediamo dico il prossimo punto di qua non c'erano molte
alternative a mio modo di vedere, perché se volevamo avvicinarlo lì dovevo andare.
Mi posso tenere un pochettino più alto qui e più basso qui e
vediamo come viene. Vi confesso una cosa che è un discorso
così un po' da bar forse, ma ultimamente ormai quasi da parecchio, insomma quasi da
un anno diciamo così, noi siamo abituati a far tutto con la tridimensionale.
Adesso mettere gli aghi, tornando con la laparoscopia tra virgolette tradizionale,
vi assicuro che mi trovo un po' in difficoltà. Il nostro cervello probabilmente si
abitua facilmente a tornare alla normalità. Un po' più alto. Posso andare un po' più basso ma
quando si tratta di plastiche dell'Oiatus qui lo spinginodo ti permette di tenere bene il nodo.
a mio modo di vedere
è molto più vantaggioso
che fare un nodo intracorporeo
come siamo abituati
sai che mi stai convincendo
credo che
almeno vedere come risponde lì
assolutamente guarda Marco
provaci
sì perché a volte
anche se lo dai doppio
tende
soprattutto questi che
scivolano un po'
assolutamente
da quello che sto facendo
perché mi incuriosisce la cosa
perché vorrei imparare anche io
Parli con me?
Sì, sì, con te.
No, no, assolutamente.
Guarda, sembra di essere a casa.
Molto meglio che a casa.
No, no, non esagerare.
No, dico davvero.
Stavo ascoltando il professore per quello che ho avuto esitazione.
Forse un po' più sopra.
Un po' più sopra?
Sì, forse un po' più sopra.
È che ho paura che...
E' più il muscolo, più il muscolo, più il muscolo.
la mia paura è sempre che di andare troppo sopra a destra
poi veramente si strappi
però così mi sembra buono
non è che ho tantissimo ancora
considerando le mitiche due dita
io lo metterei un po' vicino
se si potesse liberare un pochino qua in alto
qui a sinistra
a me pare un'ottima idea
no a destra?
a destra a destra
alla mia sinistra volevo dire
sei a destra
un pensiero che avevo avuto poco fa
e mi pare ottimo prima di mettere questo punto qua
togliendo questa
questa briglia che sta
in superficie
questa qui
è questo diaframma
ma forse qualcosina potremmo anche aver guadagnato
punto
io prenderei più muscolo
ecco sì
non andrei molto più alto
e basta così
forse basta così
Eh direi proprio di sì, anche perché comunque c'è un sondone con due dita classiche, diciamo così, open da misura mi sembra.
Adesso comunque vediamo se è soddisfacente o meno.
Se porti lo spinginodo più in avanti, più in alto.
Sì, bene.
Allora, vediamo un po' cosa si sembra.
Cosa dite?
Facciamo più niente.
Io mi accontenterei sinceramente.
Sì, sì, non facciamo più niente.
mi sembra che la plastica possa essere
saluti ragazzi
ok
Maurizio
noi
almeno
da 5 anni
4 anni in qua
in questi casi sopra i 5 cm di iato
mettiamo la protesi
però è ovviamente
una scelta personale
però
biologica
biologica?
sì
e scusami se ti chiedo
ma il motivo della biologica?
la prevalenza di complicanze
relative ai materiali
protesico sintetico
sull'oiato
ecco questa è una fase
che ritengo fondamentale
che è quella di vedere bene
il retroperitoneo qui
nelle ernie così grandi
ti trovi bene col Tantabit?
Devo dire di sì, è entrato nel nostro uso quotidiano e devo dire che è un'ottima combinazione, un compromesso tra la velocità e la dissezione delle ultrasuoni e la coagulazione di una radiofrequenza bipolare.
cerchiamo di capire allora prima di andare avanti cerchiamo di capire molla un pochino
ok allora questo dovrebbe essere se siete d'accordo l'apice del fondo sì certo potrebbe
essere anche sufficiente credo se facciamo una prova perché non andrei a fare chissà quale di
sezione se non serve così per piacere così allora l'apice del fondo dovrebbe essere questo ok
ok mi pare che tutto sommato cosa dite penso che va bene certo hai sporcato velocemente
puliamo scusate andiamo a vedersi qual è il punto di qua che dovrebbe essere questo è il
primo punto li vediamo di qua considerate sempre che dentro abbiamo un 46 c'è un sondone e questa
è la nissa in classica allora adesso la solita manovra tu molli qua punto questo hai detto che
lo strisci intercorporeo o sempre? Sempre uguale, mi trovo benissimo Marco. L'ho visto, mi hai
convinto. Anche se lo uso solo qua perché per il resto faccio tutto intra, però devo dirti che
nell'aiatus mi trovo bene, non tirarmelo via. Allora torna indietro che vedo dove è finito,
ci ho messo un po' troppo, ma non mi preoccupa. In genere metto tre punti e un punto metto tra
l'apice della valva posteriore destra, destra posteriore e il pilastro di destra alla fine.
questo porta aghi dovete darmene un altro no non si apre il porta aghi datemi un porta aghi
maurizio anche anche nella malattia da reflusso fissi la valva è uguale pilastro uguale non lo
facevo lo faccio da un po' di tempo non so neanche perché lo faccio ma mi piace e sinceramente mi dà
come l'idea che non migri in torace sono quelle cose sai che si fanno dopo ti chiedi perché le fai
e sinceramente non vorrei tanto ma non migra in torace questa rimaneva no non credo proprio però
la metterei così a me piace ecco vedete seppure con la sonda è una bella plastica floppy punto
dottor Pegoraro fratta un attimo ti chiedo di togliere il sondone per favore potete già
cominciare a sfilarlo grazie sì sì vai vai forbici ecco io adesso ho finito tolgo il
sondone così lo vediamo assieme la plastica, vada vada sta andando benissimo
ok allora la valva senza sondone, mi pare che possa
andar bene, per quanto riguarda la plastica che ci interessa mi pare
altrettanto che possa andar bene perché comunque insomma se noi consideriamo il
diametro della punta della Johanna questa è la punta credo che sia una
una signora che sia coperta da eventuali recidive e possa anche mangiare bene.
Niente, scendiamo con il sondino nasogastrico, con un salem,
io li lascio il sondino fino al giorno successivo, che faccio il transito.
14, grazie.
E ho finito.
Maurizio, complimenti.
Grazie.
C'è stato un momento in cui hai avuto tutta la scuola del professor Croce,
qui c'era Marco Azzola.
Tutti, anche Marco.
Eh sì, certo.
Complimenti.
Arrivederci, complimenti.
Grazie, saluto a tutti, grazie mille.
Ciao Maurizio.
AI Chat
Sign in to chat with this video using AI.