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24° CONGRESSO DI CHIRURGIA DELL’APPARATO DIGERENTE VIDEOFORUM Presidenti: L. CASCIOLA (Spoleto) A. D’ANNIBALE (Roma) A. MORALDI (Roma) Moderatori: A. ELIO (San Bonifacio VR) G. GASPARRI (Torino) P. GENTILESCHI (Roma) L. MASONI (Roma) M. F. PANZERA (Milano) F. RULLI (Roma) G. SALVINI (Roma) Riparazione robotica di ernia iatale gigante con interposizione di Dual-Mesh L. Morelli, S. Guadagni, C. D’Isidoro, R. Pisano, M. A. Belluomini, M. Baglioni, G. Caprili, G. Di Candio, F. Mosca
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Il terzo video è una signora che aveva una grossa ernia iatale con localizzazione oltre
che dello stomaco, gran parte dello stomaco anche di colon, che però qui ora il video
inizia già che una parte dello stomaco era già stata ridotta dopo l'ingresso in cavità
e anche il sacco comincia già ad essere liberato.
Ho messo questo video perché penso che anche lì si cerca di capire un pochino le indicazioni
chi ha il robot, almeno in linea di massima, un po' ce lo chiamano gli amministratori
ma un po' anche le nostre coscienze, cioè cercare di utilizzarlo nel modo migliore
C'è una tecnologia comunque dispendiosa, giustamente non deve stare fermo però non deve essere neanche utilizzato laddove gli interventi si possono fare tranquillamente senza grossi problemi con altre tecniche.
che è la paroscopia, dove la paroscopia è già consolidata e dove non si pensa che ci
possano essere vantaggi. La plastica di un'ena iatale normale, dove i pilasti comunque sia
sono ben affrontabili, dove l'eventuale plastica dell'aiato si può fare tranquillamente senza
grossi problemi, probabilmente non ha grosso senso, non ci sono grossi vantaggi della robotica.
Ci sono però casi, questo per esempio potrebbe essere uno, un paio di giorni prima però purtroppo non mi è venuto il video, ne avevo fatto un altro molto simile in cui c'era anche il pancreas erniato in torace, una parte del corpo pancreatico era erniato e il buco del difetto era talmente ampio che era impossibile chiudere il difetto avvicinando semplicemente i pilastri del diaframma.
Quindi si è reso necessario in tutti questi casi e poi anche in altri che abbiamo in casistica nostra di dover interporre una bella protesi per chiudere il difetto.
Credo che la robotica in un caso come questo possa venire in aiuto in due fasi, una è quella della riduzione perché quando ci sono arene così grosse, innanzitutto i bracci robotici sono molto lunghi, si entra molto bene nel torace, si arriva tranquillamente in sede elettrocardiaca e un intervento che probabilmente la paroscopia diventa un intervento molto challenging può acquisire caratteristiche di un intervento non dico semplice ma quasi.
fatto in robotica, quindi da un lato questa fase che è la fase della riduzione dell'ernia e del sacco erniario, poi qui si prova a vedere i pilastri ma è impossibile avvicinarli perché il difetto è veramente eccessivo e quindi, o quantomeno avvicinarli senza tensione, per cui si prende le misure con una liga loop, misure orientative del difetto,
l'asse lungo
poi l'asse più corto
si tirano fuori le fettucce
e si sagoma un dual mesh
più o meno a misura
di quello che è il difetto
poi inizia la fase ricostruttiva
e anche qui
punti in laparoscopia
se chi ha molta esperienza
è senz'altro in grado
di fare una ricostruzione di questo tipo
Per la diffusione di questo tipo di metodica con la tecnica mini-invasiva su anche più larga scala, avere a disposizione l'abilità che offre il robot da Vinci nell'apporre punti di struttura,
soprattutto quando i punti sono molti e devono essere ben attenuti e garantire una plastica fatta bene nel tempo, penso che questo tipo di tecnologia possa sicuramente dare qualcosa in più rispetto alla sua laparoscopia.
Questo era un caso dimostrativo di come l'abilità che offre il Da Vinci nel manipolare e nel suturare per ottenere risultati anche su casi complessi come questo.
Qui si vedono un pochino di punti, ovviamente i punti da ammettere sono tanti, devono essere messi circonferenzialmente e poi non solo, in genere in questi casi anche se questa paziente non aveva grossi sintomi di reflusso, i sintomi erano prevalentemente da ingombro mediastinico, aveva tutto lo stomaco con sede elettrocardiaca, aveva frequenti extassistolie, aveva problemi prevalentemente di disturbi di tipo toracico.
però nonostante non avesse un grosso reflusso, in genere sono abituato a fare anche una plastica dell'oiato, questa non avendo una sintomatologia del reflusso molto importante, ho eseguito una plastica parziale secondo Toupet per evitare di avere problemi di disfagia post operatoria.
plastica che a mio avviso
in un caso come questo è utile anche per
solidarizzare in qualche modo
il fondo gastrico
e la zona dell'esofago
ridotta al
mesh e quindi all'odato esofageo
per evitare poi il rischio di
dislocazione superiore che potrebbe
esporre a
complicanze anche severe
si vede che si mettono un paio di punti
nel prendere l'esofago e il fondo
gastrico si mette
si solidarizza il tutto
anche al mesh
devo dire che di questi casi
negli ultimi due
diciamo di questa importanza
di queste dimensioni, negli ultimi due anni
me ne sono capitati per ora sei
quindi col mesh
diciamo questo tipo di
estensione di protesi
per ora hanno fatto tutti i controlli anche
post operatori con
i vari digerenti a distanza
nel follow up al momento
nessuno ha avuto recidiva
di erniazione in ambito toracico. Qualcuno ha avuto inizialmente un minimo di disfagia che però si è risolta nel giro di poco con degli piccoli accorgimenti dietetici e più o meno tutti sono ritornati ad un'alimentazione spodine normale.
Mi complimento anch'io perché sono video di ottima fattura con una magnifica tecnica, non mi chiedo solo sulla rete, se quelle reti che sono dual mesh forse sono più resistenti di quelle potrebbero essere meglio utilizzate in queste voluminose ernie da rotolamento.
praticamente, e se non è il caso a volte di pensare di fare una gastropessi.
Sicuramente una possibilità da prendere in considerazione.
Complimenti per i video, bellissimi, tecnica niente da dire.
La perplessità unica è solamente sull'utilizzo del robot,
ma non parliamo di queste cose che abbiamo detto sul rapporto di costi e benefici.
Sul discorso delle reti la mia perplessità è analoga a quella,
ma ho sentito che anche in aula grande questa mattina abbiamo fatto qualche considerazione.
nella mia esperienza, di circa una cinquantina di erne ghiattali, in cui 8 casi abbiamo messo delle reti,
e in due di questi, controllati a due anni, abbiamo la rete che fa capolino dentro l'esofago.
Le abbiamo lasciate lì, perché sono stati riscontri occasionali, ho visto che nell'altro posto, nell'altra sala,
le hanno tolti, però sicuramente è un problema che dovremmo cominciare a porci.
Corcione poneva il dubbio se non fosse il caso di usare una rete biologica, punto di domanda.
Perché indubbiamente questo qui è un problema che adesso magari non verrà ma più avanti ci sarà.
Sicuramente devo dire che quando è necessario utilizzarle sono dispositivi che non si mettono mai a cuore leggero anche perché la consistenza di quel tipo di rete effettivamente hanno una consistenza abbastanza elevata e sicuramente il dubbio che possano creare un problema di quel tipo rimane sempre.
Io per il momento non ho avuto mai questi problemi, però ovviamente è un follow up in fieri e quindi sono pazienti che stiamo controllando e al momento stanno bene.
Complimenti, ottima normalità, ottima dimostrazione. Noi nel Lazio siamo poverelli, la mia esperienza di robot sul retto è solo di pazienti privati fatti in una clinica attrezzata con il robot, fatto retto e fegato.
Sul retto basso i vantaggi sono per me pochi, ma io ho cominciato a fare il retto nel 1998, quindi direi che per chi non ha la possibilità di avere il robot, il raggiungimento della parte distale che tu dici che giustamente nel paziente obeso e maschio è complessa,
si può ovviare da sotto
non solo facendo una dissezione intersfiterica
come primo tempo ma anche utilizzando
dei device transanali che ti consentono
seguendo un po' le orme
di lesi
di salire su per 5, 6, 7, 10 cm
quindi poi ti rincontri successivamente
in alto
l'unico vero problema quando cominci da sotto
è perforare in maniera corretta
la fascia endopelvica che è la parte
dura della dissezione
comunque direi che il robot
chi ce l'ha sicuramente sono d'accordo con te
un solo docking perché se no il doppio docking
mi sembra pleonastico
sulle reti, non voglio fare pubblicità
ma c'è una ditta che produce
lo stesso prodotto che tu hai utilizzato
che fa una rete riassorbibile sintetica
che siccome va abbastanza bene
l'unico appunto, io generalmente
un punto posteriore sui pilastri
lo metto sempre
un punto di raccordo ai pilastri
la parte posteriore
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