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13° CORSO PER INFERMIERI DI SALA OPERATORIA 2° SESSIONE INFERMIERI IN SALA OPERATORIA: LA COMPETENZA PER I MIGLIORI ESITI DELLE PROCEDURE CHIRURGICHE Moderatore S. Casarano (Tricase, LE) La scelta dell’emostatico appropriato per ogni sanguinamento: Il ruolo dell’infermiere C. Arrigoni (Brescia)
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E passiamo al secondo relatore, Arrigoni di Brescia, che appunto ci parlerà sulla scelta dell'emostatico appropriato per ogni sanguinamento e il ruolo dell'infermiere.
Prego.
Buongiorno a tutti. Sono Chiara Arrigoni, referente del settore blocco operatorio cardiovascolare e oculistica dell'Istituto Ospedaliero Fondazione Poliambulanza di Brescia.
Oggi andremo a parlare quindi di emostatici, di quanto sia importante la proprietezza dell'utilizzo soprattutto in evidenza per il rapporto costo-efficacia.
Quindi com'è importante sapere meccanismi d'azione, le modalità di preparazione e quindi andremo a vedere nel dettaglio.
Quindi quando il sanguinamento diventa un problema? Qual è l'impatto che può avere un sanguinamento che non viene controllato? Quali sono le opzioni quando i metodi di emostasi primarie non sono efficaci?
Il risultato complessivo sul paziente acquisisce quindi sempre più importanza.
Quotidianamente il personale sanitario dovrebbe lavorare per raggiungere appunto questo obiettivo
e tenere in equilibrio quindi i dati di migliorare l'outcome del paziente,
migliorare la sua esperienza ospedaliera che andremo a fargli vivere
e abbassare i costi assolutamente nota dolente quotidiana.
Quindi i sanguinamenti non controllati provocano complicanze sul paziente
ma anche l'aumento dei costi ospedalieri.
Nel 32-68% delle procedure complesse in open si verificano sanguinamenti maggiori difficili da controllare. Sanguinamenti difficili da controllare sono anche associati a tassi di mortalità più elevati, quindi le complicanze correlate al sanguinamento chirurgico possono aumentare l'utilizzo delle risorse a disposizione.
Le problematiche legate al sanguinamento intraoperatorio sono quattro i principali aspetti, quindi l'intensità, la tipologia di sanguinamento, capillare, venoso, arteriolare o arterioso, leggero, moderato o fiotto, la visibilità, quindi se il sanguinamento o il fumo di coagulazione ostruiscono il campo operatorio, superficie o condizione del tessuto, quindi qual è lo stato del tessuto sanguinante.
quindi è friabile, è sano, è calcifico, il paziente presenta delle comorbidità, l'accessibilità, quindi la fonte del sanguinamento è raggiungibile agevolmente.
Quindi diverse situazioni di sanguinamento richiedono soluzioni diverse, di conseguenza noi abbiamo a disposizione metodi primari, meccanici come le clamps, le clips, stapler, suture, cerepe rossa, pressione digitale e bendaggi esterni.
oppure l'energia tradizionale monopolare-bipolare o le energie avanzate, ultrasuoni bipolari avanzate.
Nel caso in cui i metodi primari non siano efficaci, abbiamo a disposizione dei metodi aggiuntivi
che includono emostatici e sigillanti, cellulose ossidate rigenerate, gelatine, colle di fibrina,
patch di fibrina e sigillanti vascolari.
Quando si utilizzano i metodi aggiuntivi per gestire il sanguinamento chirurgico?
Quando i metodi primari sono inefficaci o non utilizzabili, per esempio tessuto irregolare, ossa o letto del tumore, la compressione è difficile da applicare, quindi posizione del sito di sanguinamento difficoltoso, sanguinamento diffuso, visibilità difficoltosa, per esempio a caso del sanguinamento di altre strutture anatomiche che interferiscono con la visione,
difficoltà di accesso alla fonte del sanguinamento
vicinanza di strutture vitali
come per esempio l'ureteri, la vescica e il cervello pericardio
e l'energia monopolare può creare comunque delle escre
o aree di necrosi indesiderate.
Quindi per raggiungere le mostri efficacemente
i chirurghi hanno la necessità di emostatici sicuri, veloci e facili da utilizzare.
Quindi le fonti di sanguinamento possono essere capillare venoso e arteriolare come dicevamo e arteriose quindi nel caso di capillare venoso e arteriolare possiamo utilizzare gli emostatici e metodi primari per quanto riguarda il sanguinamento arterioso assolutamente metodi primari.
come influiscono sul sanguinamento i fattori legati al paziente i fattori legati al paziente
quindi aumentano il rischio di sanguinamento chirurgico quindi i nuovi pazienti soffrono
di un numero crescente di comorbidità che aumentano il rischio di sanguinamento le
comorbidità come diabete non curato obesità cancro possono alterare il naturale processo
di coagulazione e inoltre a causa dell'invecchiamento della popolazione gli interventi
chirurgici sono molto più lunghi e complessi. La terapia farmacologica inoltre aumenta il rischio
di sanguinamento chirurgico, quindi la terapia farmacologica dei pazienti può portare a
sanguinamento chirurgico nel 10-25% delle procedure chirurgiche. L'incidenza crescente
delle patologie cardiovascolari aumenta l'uso di anticoagulanti e antiaggreganti. Le complicanze
legate al sanguinamento sono comuni in tutte le specialità chirurgiche. Qui abbiamo riportato
uno schema dell'incidenza, delle complicanze diviso per specialità chirurgiche. L'incidenza
maggiore ovviamente è sulla chirurgia cardiotoraco-vascolare, però è riportata
appunto anche alla chirurgia spinale, chirurgia generale, chirurgia urologica. Le complicanze
legate al sanguinamento chirurgico possono aumentare i costi ospedalieri inevitabilmente,
quindi come per esempio appunto un allungamento di tempo di sala operatoria, un allungamento di
ricovero del paziente, la necessità di un ricovero in terapia intensiva, le infezioni del sito
chirurgico, trasfusioni, ventilazioni manuali. Quindi la conoscenza della cascata coagulativa
permette di gestire meglio il sanguinamento chirurgico, quindi vi sono varie fasi in cui
può essere influenzata appunto la cascata coagulativa, qui c'è una rappresentazione
schematica della cascata che andremo a vedere nel dettaglio. Quindi la lesione del vaso e
l'endotelio lesionato danno il via alla cascata coagulativa, vi è una vasocostrizione, quindi
quindi nel caso del vaso danneggiato si contrae immediatamente per restringere il diametro e
diminuire la perdita ematica. La formazione del tappo piastrinico, quindi le piastrine si legano
al vaso danneggiato, cambiano forma e si aggregano per formare un tappo sulla lesione. La formazione
del coagulo di fibrina, nella cascata coagulativa intervengono una serie di fattori che portano
la formazione di trombina che quindi converte il fibrinogeno in fibrina che si assembla in un
polimero insolubile che intrappola le cellule del sangue, si ancora i tessuti e va a stabilizzare
il tapo piastrinico. Infine la fibrinolisi, quindi la rimozione del coagulo attraverso la
degradazione enzimatica della fibrina e la ricanalizzazione del vaso sanguigno. I farmaci
antitrombotici, come dicevamo, annullano la capacità dell'organismo di formare un coagulo,
quindi andranno ad agire nelle varie fasi della cascata coagulativa. Quindi abbiamo
varie tipologie di emostatici che vanno quindi ad influenzare le varie fasi della cascata
coagulativa, come le cellulose ossidate e rigenerate, gelatine, gelatina con trombina,
colle di fibrina e peci di fibrina e le colle sintetiche. Esistono diverse tipologie di
emostatico, quindi con così tante opzioni e approcci disponibili, quali sono gli emostatici
da utilizzare e in che situazione. La vasta scelta e la mancanza di standardizzazione ha
portato ad un utilizzo subottimale degli emostatici. Le evidenze cliniche pubblicate
e non riescono a fornire delle linee guida sull'utilizzo degli emostatici.
Da una ricerca PubMed abbiamo trovato 33 review linee guida
con prove economiche e cliniche limitate per ottimizzare l'uso degli emostatici.
28 pubblicazioni danno solo informazioni sui prodotti.
5 pubblicazioni contengono schemi decisionali ma con terminologie non coerenti.
molte tipologie di prodotto vengono raccomandate per un'unica situazione di sanguinamento.
Eticon ha condotto uno studio quantitativo molto robusto per chiarire l'utilizzo appropriato
degli emostatici. Sono stati intervistati 450 chirurghi di 11 specialità diverse e
descritte 7.864 occasioni di sanguinamento. Quindi è emerso da questo studio che i chirurghi
scelgono gli emostatici principalmente in base al sito e alla situazione e successivamente la
caratteristica del prodotto, gli anni di esperienza del chirurgo, intensità del sanguinamento,
rimborsabilità, l'età del paziente, fattori di rischio e comorbidità del paziente. Che cosa si
intende per sito e situazioni per i chirurghi? Allora il sito, anatomia e strutture anatomiche
critiche circostanti che potrebbero essere coinvolte. La situazione invece è il rischio
di sanguinamento intraoperatorio versus postoperatorio, il tipo di accesso, le superfici, le condizioni
del tessuto e l'intensità del sanguinamento. Quindi tipologie di sanguinamento che possono
essere gestite nelle varie situazioni con la soluzione. Sanguinamento a nappo non si
ferma con la semplice compressione, non è preoccupante ma fa perdere tempo al chirurgo.
Quindi la soluzione è una cellulosa ossidata rigenerata che va a creare un substrato meccanico
per l'aggregazione piastrinica. Nel caso di un sanguinamento attivo e un accesso difficoltoso
quindi sanguinamento attivo in spazi regolari e stretti la fonte del sanguinamento quindi è poco
visibile. La gelatina di trombina è la soluzione ottimale nel caso in cui appunto crea un substrato
per l'aggregazione piastrinica e la trombina che velocizza la formazione del coagulo. Il rischio
di sanguinamento nel post-operatorio, un sanguinamento che viene gestito durante l'intervento
ma che potrebbe comunque evolvere in complicanze più serie, specialmente in pazienti ad alto
rischio. Quindi in questo caso la soluzione è la colla di fibrina, fibrinogeno e trombina
che quando miscelati formulano il coagulo indipendentemente dal paziente, infatti sono
soprattutto utilizzati nei pazienti coagulopatici. Sanguinamento problematico, resistente ai
ai metodi convenzionali, interrompe il flusso dell'intervento, quindi è ottimale l'utilizzo
di patch di fibrina, quindi patch con fibrinogeno e trombina su supporto meccanico. Nel caso di
sanguinamento da vasi ad alta pressione, il leakage in vasi ad alta pressione potrebbe essere
comunque catastrofico, soprattutto nel postoperatorio, in questo caso l'utilizzo di
colla sintetica è l'ottimale, che è una colla chirurgica che assicura la sutura e fornisce
un sigillo meccanico all'e-cage. Per ogni tipologia di sanguinamento quindi abbiamo detto c'è una
soluzione. Le soluzioni soventi sono l'esanguinamento in appo del 51%, rappresentati da circa il 51%,
andremo a trattarle con la cellulosa ossidata e rigenerata. Il meccanismo di azione della cellulosa
ossidata e rigenerata quindi va a creare una vasocostrizione e un'attivazione piastrinica
grazie al pH fortemente acido, quindi con un'azione chimica in primis. Poi la matrice fisica intrappola
le piastrine e stimola l'adesione e l'aggregazione, quindi gelifica formando una massa che aiuta le
piastrine a formare il coagulo con un'azione meccanica. Quindi assorbe il sangue, un basso pH
induce alla vasocostrizione locale e successivamente fornisce un supporto meccanico per l'adesione
all'aggregazione delle piastrine. Vi ho riportato una tipologia che è quella di Eticon che è in
utilizzo nella nostra struttura, si chiama Tabontamp, ha queste quattro tipologie, noi utilizziamo
soprattutto lo standard del fibrillare e qualche volta lo snow, è comunque per esempio lo standard
usato da più di 50 anni, ha una tessitura a maglia larga, è utilizzato appunto per i sanguinamenti
lievi per tutta la gamma importantissimo antibatterico per quanto riguarda il fibrillare
sono sette strati separabili e dosabile conformabile a un'emostasi più ampia soprattutto per la
superficie di contatto anch'esso antibatterico lo snow per esempio per un'emostasi più veloce
non si attacca agli strumenti e ha un'alta conformabilità per quanto riguarda l'accesso
le sanguinamenti in accessi difficoltosi appunto dicevamo l'utilizzo ottimale la soluzione ottimale
l'utilizzo di gelatina con trombina la gelatina con trombina umana quindi ha due componenti una
matrice di gelatina suina e la trombina umana 2000 unità si presenta sotto forma di kit quindi
Quindi ha 8 ml di prodotto finale, è stabile per 8 ore sul tavolo operatorio e raggiunge l'emostasi in due minuti.
Ha tre tipologie di applicatori, uno flessibile, uno regolabile in lunghezza e l'applicatore laparoscopico.
Adesso andremo a vedere il video.
Ha una duplice preparazione, quindi in campo sterile e fuori sterile.
Se lo vediamo nel dettaglio che è più immediato.
Tracciabilità con l'etichetta.
e due tipi di applicatori sterili, uno flessibile in tutte le direzioni e uno che può essere triturato a lunghezza.
I componenti sterili di thrombin sono
un vial di thrombin contenendo 2000 unità internazionali di sterile di thrombin umano liofilizzato,
un seringio di seringio con due millilitri di acqua sterile per l'injectione
e un adattatore sterile di vial.
Il processo di miscela può essere portato fuori in tutto il campo sterile da una persona sterile.
person. Unpack the kit box consisting of two sterile pouches. Open the sterile pouch containing
the thrombin components and remove the sterile vial adapter, the needle-free syringe containing
sterile water and the thrombin vial. For convenience, the full thrombin preparation
instructions are printed on the lid of the sterile Tyvek packet. Flip off the cap from
the thrombin vial. Peel off the lid from the vial adapter package. Attach the vial adapter
Selezionate il vial adattatore sulla trombina.
Su una superficie blanda, sedete il vial adattatore sulla trombina
by pushing down until the spike penetrates the rubber stopper
and the vial adapter snaps into place.
Snap off the tamper cap on the needle-free syringe
containing sterile water for injection.
Connect and screw on the needle-free syringe to the vial adapter.
Transfer the entire sterile water for injection into the trombin vial.
The needle-free syringe is pre-filled with 2 milliliters of sterile water for injection.
This ensures a fast preparation with consistent results, without the need to measure.
Gently swirl the thrombin vial until the thrombin solution is clear.
The thrombin dissolves instantly with very few bubbles.
Draw up the thrombin solution into the needle-free syringe.
Disconnect the needle-free syringe from the vial adapter and set it
aside until the second sterile packet is opened.
The flowable gelatin matrix is then prepared.
For convenience, full preparation instructions are printed on the lid of the sterile Tyvek packet.
Open the sterile packet and remove the sterile liquid transfer cup, the sterile empty syringe,
the blue syringe containing the flowable gelatin matrix, and the two applicator tips.
Because the correct amount of thrombin has been reconstituted for use, 2 milliliters,
semplicemente trasferisci la soluzione di thrombin nella coppia di trasferimento di liquidi sterili
e trasferisci tutta la soluzione nella seringia sterile vacca.
Non c'è bisogno di rimesurare.
Rimuovere la capa blu della seringia prefillata sterile,
che è la sergiflora.
Connettere le seringhe e mescolare i contenuti.
Inizia a trasferire la soluzione di thrombin sterile
nella seringia prefillata sterile contenente la matrice gelatina fluttuabile.
rapidamente spingere il materiale combinato avanti e avanti 6 volte.
Rimuovere la seringhe di miscela.
Attaccare il tip applicatore appropriato.
In addition to a bendable blue tip for precise placement in difficult areas,
the kit also comes with a straight white tip that can be trimmed to desired length.
The Surgiflow endoscopic applicator is sold separately
and is useful for minimally invasive procedures,
including gynecology, urology and general surgery.
Surgiflow Matrix retains consistency throughout the length of the syringe and over 8 hours working time.
Bleeding challenges require a flowable gelatin hemostat that stays in place to help stop bleeding,
especially in areas that are difficult to access, where visibility is limited.
Surgiflow is easy to prepare and apply, and has been shown to stop bleeding in 60 seconds.
Surgiflow. Focus on the procedure.
Surgiflow preparation is simple.
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La prima parte è gentil concessione della etica.
Possiamo toglierlo, grazie.
Torniamo alla presentazione che è quasi conclusa.
Quindi dicevamo gelatina con trombina, meccanismo d'azione, la matrice suina aderisce al tessuto
e funge da supporto per l'adesione e l'aggregazione piastrinica quindi con un'azione meccanica.
successivamente la trombina esogena agisce sul fibrinogeno
coadiuvando l'azione di quella endogena
quindi formando dei monomeri di fibrina
successivamente il tapo di fibrina insolubile
e quindi con l'arresto del sanguinamento
quindi con un'azione biologica
la modalità di applicazione della gelatina
applicare la matrice alla sede emorragica
come abbiamo visto nel video
sul sanguinamento attivo
comprimere con una garza inumidita per 1-2 minuti
rimuovere la garza e rimuovere delicatamente
mediante irrigazione l'eccesso di matrice e in caso di sanguinamento persistente è possibile
ripetere l'applicazione. Quindi per quanto riguarda invece il rischio di sanguinamento
nel postoperatorio la soluzione ottimale è l'utilizzo di colla di fibrina, anche la colla
di fibrina ha due componenti, il primo componente è proteina coagulabile umana che contiene
principalmente fibrinogeno e fibronectina e il componente 2 è la trombina umana. Quindi il
meccanismo d'azione della colla di fibrina quando miscelate le due componenti la colla di fibrina
forma rapidamente la fibrina quindi il polimero di fibrina forma un coagulo stabile con le fibre
di collagene del tessuto e la colla di fibrina ha un'eccellente adesione tessutale che assicura
la stabilità del coagulo sul tessuto. La colla di fibrina funziona indipendentemente dal sistema
di coagulazione del paziente quindi indicato per i pazienti coagulopatici. La modalità di
applicazione è possibile
avere appunto l'applicazione sia in open
che per via laparoscopica
applicazione goccia a goccia con un
puntale control tip
per le mostasi localizzate oppure
un applicatore spray per la
copertura di ampie superfici sanguinanti
per nebulizzare
appunto la colla di fibrina
questo è nuovamente lo schema
generale
ho concluso, vi ringrazio
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