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14° CORSO PER INFERMIERI DI SALA OPERATORIA 2017 1° SESSIONE L’INFERMIERISTICA IN CHIRURGIA E IL SUO FUTURO, TRA EVIDENZE, ESPERIENZE E RICERCA Moderatori: G. Bisegna (Torino) L. Cappelli (Bari) Verso le specializzazioni: l’infermiere di anestesia nel mondo A. Ferro (Catanzaro)
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Il prossimo relatore è il dottor Andrea Ferro, laureato in Ingegneria Informatica e Scienze
Infermieristiche. L'argomento che tratterà è verso le specializzazioni l'infermiera
di anestesia nel mondo.
Buon pomeriggio a tutti, vorrei ringraziare il professore Palazzini, il dottore Casarano
Grazie a tutti i membri che hanno organizzato questo convegno e che mi hanno dato la possibilità di partecipare ed esprimere quella mia conoscenza e divulgarla a voi.
Quello che interessa oggigiorno è la specializzazione che riguarda l'infermieria anestesia a livello mondiale.
fino ad arrivare ai giorni nostri ad avere le cosiddette saloperatorie integrate multidisciplinari con risoluzione 4K.
Di conseguenza come c'è stato un progresso dal punto di vista tecnologico c'è stata anche un'evoluzione da parte del personale che opera all'interno di essa e per quanto riguarda l'infermiere di sala operatoria o il cosiddetto infermiere di camera operatoria era colui che si gestiva in maniera autonoma e in maniera multipla quattro discipline che oggi giorno sono andate a specializzarsi e suddividersi.
Perché? Perché ognuna di esse, se viene svolta in maniera individuale, comporta una serie di vantaggi, non dei costi come le cosiddette aziende ospedaliere intendono definire.
Infatti, per quanto riguarda l'infermiera di camera operatoria, come ho detto prima, abbiamo delle figure sia statiche che dinamiche all'interno del blocco operatorio.
Per quanto riguarda l'infermiera strumentista e colui che collabora col chirurgo durante l'intervento viene definita come figura statica e sterile, mentre per quanto riguarda le altre figure sono figure che collaborano con essa per quanto riguarda l'intervento chirurgico.
Per quanto riguarda l'infermiere di anestesia dobbiamo dire che è una figura dinamica, non sterile, che collabora con il medico di anestesia e far sì che quella procedura anestesiologica venga effettuata per far sì che l'intervento chirurgico venga effettuato.
Per quanto riguarda l'infermiere di sale invece dobbiamo dire che è una figura dinamica che mette in comunicazione la sala operatoria con l'intero blocco operatorio e in più comunica sia con la figura dell'infermiere di anestesia che l'infermiere strumentista.
diciamo che è una figura di comunicazione
mentre per quanto riguarda l'infermiera addetta alla sterilizzazione
è un infermiere che opera al di fuori della sua operatoria
ma che sta all'interno del blocco operatorio
che svolge una funzione ben definita
che è quella di riorganizzare i cestelli una volta utilizzati
e far sì che i successivi interventi vengano eseguiti
per quanto riguarda la figura che oggi vi proporrò
è quella dell'infermiera di anestesia
Prima di parlare dell'infermiera di anestesia vera e propria bisogna fare due distinzioni.
Riconosciamo due figure, l'infermiera anestesista e il tecnico di anestesia.
L'infermiera anestesista è quella figura che opera in maniera individuale e non è definita come tecnico
e che viene riconosciuta in molti paesi mondiali come una figura paragonata al medico di anestesia.
Perché questo? Perché è una figura che oltre ad avere un bagaglio culturale molto professionale e specialistico svolge su per giù le stesse mansioni del medico di anestesia in maniera autonoma ed è responsabile anche per quanto riguarda i vari tipi di persone a carico che vengono prese in scala ASA da 1 a 5 più le emergenze.
Per quanto riguarda invece il tecnico di anestesia, è una figura collaborativa con il medico di anestesia, è una figura tecnica in quanto a differenza dell'infermiera anestesista è definita come una figura collaboratrice, in quanto è responsabile sia per quanto riguarda le apparecchiature e la strumentazione per quanto riguarda l'anestesia.
Oltre al fatto che può svolgere questo dipende sempre dal tipo di legislazione in cui essa opera.
Quindi praticamente può andare dall'incannolazione all'intubazione del paziente o alla somministrazione di alcuni farmaci intravenosi.
In più è responsabile in particolar modo di gestione del paziente nella recovery room oltre che nella sala operatoria.
e in più gestisce in maniera autonoma il paziente in scala ASA 1 e 2
oltre ad usare l'indice di mezzo da 1 a 9.
Per quanto riguarda la job description
bisogna fare attenzione alle tre fasi operative
perché questa diapositiva poi la riprenderò alla fine
per farvi capire come chi svolge questa funzione
anche in maniera non specialistica
non sa bene ciò che essa figura e rappresenta.
Nella fase preoperatoria effettua comunicazione con il paziente e con i familiari
in quanto oltre a sapere la storia di salute del paziente
va a indagare per quanto riguarda la struttura anatomica del paziente
e le varie malattie che esso ha.
organizza tutto il materiale anestesiologico che serve per l'intervento anestesiologico
collabora con il medico di anestesia, prepara le eventuali risorse in maniera specifica
quindi diciamo che si occupa oltre della struttura meccanica e strumentale
anche per quanto riguarda la parte farmacologica
e collabora con l'intera equipe chirurgica per quanto riguarda la posizione del paziente sul letto operatorio
e le eventuali modifiche devono essere adottate.
Nella fase intraoperatoria effettua manovre di monitorizzazione e ventilazione e controllo dei parametri vitali,
somministra farmaci ed anestetici sotto direttivo del medico anestesia,
collabora nelle situazioni di emergenza e gestisce il recupero del sangue.
Quello che sta a differenziare la figura dell'infermiera anestesia rispetto all'infermiera di saloperatoria è quando, ad esempio, nelle situazioni di emergenza-urgenza, non so se vi è mai capitato, ci sono dei casi particolari in cui si deve intervenire nei tempi minori.
Come ad esempio durante la ipertermia maligna, la cosa succede.
Ad esempio la prima cosa da fare è attuare le linee guida che riguardano il smontaggio dell'apparecchio di anestesia e il rimontaggio in maniera nuova.
In più utilizzare determinati farmaci di emergenza come ad esempio il dontralone di 2,5 mg a chilo
in dosi che vanno da 35 a 40 fiale, applicare delle vasche per abbassare la temperatura e in maggior modo per quanto riguarda l'apparecchiatura di anestesia bisogna fare la pulizia del circuito.
Ciò come avviene? Avviene in due tempi. Uno è quando il medico di anestesia va a ventilare in maniera manuale il paziente per far sì che continui la ventilazione, mentre il tecnico di anestesia si adopera a cercare nei minori tempi di andare a pulire questo circuito.
Come ben sapete per pulire questo circuito ci vogliono circa dai 10 ai 20 minuti di wash air continuo oltre a cambiare i circuiti e i filtri.
questo sta a significare che questa figura attua delle norme che devono essere rispettate
che devono essere conosciute in maniera dettagliata e non in maniera superficiale
Ho voluto fare un'istinzione fra infermiere di anestesia e infermiere tecnico di anestesia e in particolar modo mi sono soffermato all'Italia con un diverso tipo di colore. Questo perché verrò a spiegarvelo più in là.
Per quanto riguarda l'infermiere anestesista, l'ho voluto descrivere in alcuni paesi a livello mondiale, quindi suddividere la formazione dal punto di vista professionale e di studi, oltre ad avere una certa autonomia e grado di responsabilità che si diversifica in base al paese ospitante a questa figura.
Partendo dall'America dobbiamo dire che l'anestesia ha percorso una lunga strada.
Basta pensare che questa figura è già nata circa 150 anni fa e le sue prime tecniche professionali erano quelle di adoperare il cloroformio.
Per quanto riguarda la prima persona che venne riconosciuta in maniera ufficiosa fu Catherine Lawrence che è una donna di rango nobiliare che durante la guerra civile americana si adoperò a imparare la professione infermieristica e da qui venne lanciata durante i campi di battaglia a somministrare cloroformio ai soldati feriti.
e in particolar modo venne riconosciuta per la seconda battaglia di Bull Run nel 1862.
Per quanto riguarda l'Associazione Americana di Infermieri di Anestesia invece riconosce in maniera ufficiale come prima infermiera di anestesia la cosiddetta Suor Maria Bernarda.
Questo perché? Perché oltre ad essere un'infermiera vera e propria, dovette studiare in maniera autonoma tutta la parte di anestesia. Infatti fu dedicata a lei l'onoreficenza di essere il primo, in maniera ufficiale, infermiere di anestesia.
A seguire dobbiamo dire che ci sono state altre personalità illustri come ad esempio la fondatrice Agnes McKee che adottò per la prima volta il vero e proprio corso tecnico di anestesia che poi fu sostituito da infermiera di anestesia che aveva una durata di sei mesi.
Questi sei mesi erano suddivisi in maniera sia teorica che pratica in campo e i corsi si basavano sulla conoscenza dell'anatomia e fisiologia umana oltre che dalla farmacologia e l'amministrazione dei comuni agenti anestetici.
A seguire un'altra riconoscenza fu data ad Alice Hunt che fu nominata il primo istruttore capo tutor a livello universitario per quanto riguarda questa figura dall'University School of Medicine del 1922.
Questo cosa sta a significare? Che l'infermiere già di quei periodi era paragonato ai livelli del medico, praticamente non c'era una separazione o un livello di scalino tra il medico e l'infermiere, erano praticamente sullo stesso gradino e collaboravano nel rappresentare questa figura di studio.
Un'altra cosa importante è che nel 1949 la stessa Alice Seant fu riconosciuta in quanto fu la prima scrittrice e autore del libro di anestesia e principi pratica che riguardava l'infermiere di anestesia.
quindi voi
dopo questo breve
riassunto di partenza per quanto riguarda
l'America, dove dire che è passata
dal cloroformio fino ad utilizzare
le ultime tecnologie per quanto riguarda il campo
dell'anestesia, è diventata una figura
molto indipendente, autonoma e
ultra specializzata
quindi voi vi chiedereste
qual è allora la differenza che c'è tra un infermiere
di anestesia e un medico di anestesia
l'unica differenza che c'è
tra le due figure è il percorso
di studi e di certificazione per quanto riguarda questa figura. Mentre il medico di anestesia
ha una formazione di base medica, una volta acquisita la specializzazione rimane medico
di anestesia, l'infermiere di anestesia oltre ad acquisire il titolo deve superare un esame.
Superato questo esame deve ottenere una ricertificazione ogni due anni. Se non ha questa certificazione
decade come infermiere di anestesia deve ricominciare il corso. Quindi sta a significare che anche se utilizzano le stesse tecniche, le stesse procedure, le stesse manovre e manuali di anestesia, bisogna considerare che la nostra professione è una professione che per essere paragonata a quella del medico deve essere in continua evoluzione e in continuo sviluppo.
Qui ad esempio potete vedere che essa opera sia a livello di sala operatoria negli ospedali, è riconosciuto come prima figura negli ospedali dei veterani militari, è responsabile delle cosiddette PACO o recovery room, che là sono praticamente dei veri e propri reparti, e in più svolge delle funzioni a livello di docente nell'università.
Qui ad esempio c'è una simulazione per quanto riguarda situazioni di emergenza che vengono applicate tra gli infermieri militari anestesisti e i tecnici di anestesia ospedalieri.
A seguire posso dire che questa figura gode di un'autonomia a 360 gradi, quindi è una figura molto indipendente, è ultra specializzata e in più la cosa che sta a differenziarla rispetto agli altri paesi è che è favorita dalle leggi americane,
che la vedono, praticamente la pratica anestesiologica, la vedono come un atto statale e non come una pratica sola ed esclusiva del medico.
Quindi dopo i ripetuti attacchi da parte della figura medica verso questa figura infermeristica che si applicava all'anestesia,
la Corte Suprema del Massachusetts ha deliberato che questa figura può svolgere in maniera autonoma e indipendente questa pratica anestesiologica,
purché rispecchi e rispetti le direttive per quanto riguarda la società americana di anestesiologia.
Infatti, dobbiamo dire che il suo percorso di studi è rappresentato da un percorso prima di esperienza nell'area critica,
dopodiché si deve ottenere un master universitario che non è paragonato al master universitario nostro,
ma a un livello specialistico, quindi una scuola di specializzazione in anestesia,
Che ha una durata che va dai 24 ai 36 mesi. Come ho detto prima, una volta acquisito il master si deve effettuare una certificazione per quanto riguarda l'infermiera di anestesia che deve essere rinnovata ogni due anni.
E in più a garantire la certificazione che è un infermiere vero e proprio esiste un'associazione che si chiama l'ANA, Associazione America of Nursing Anesthesia, che è sorta nel 1931 e che garantisce l'efficienza, la qualità e la professionalità di questa figura infermieristica.
Bisogna fare una distinzione tra infermiere anestesista e perianestesia, in quanto l'infermiere perianestesistico, a differenza dell'anestesista, è quello che svolge le funzioni oltre la sala operatoria nei livelli ambulatoriali, che possono essere sia quello dentistico che medico esterno all'ospedale.
La Cina invece è partita da una situazione quasi simile alla nostra, per quanto riguarda il percorso di studi ha avuto un livello di evoluzione uguale al nostro, quindi è partita dalle cosiddette scuole di salute di base che vengono rappresentate come il vecchio diploma che veniva rilasciato dalla Croce Rossa italiana,
A seguire c'è stata un'evoluzione, quindi si è passate ai cosiddetti scuole della salute avanzata che venivano rappresentati come i vecchi diplomi regionali lasciati dal nostro Stato, a seguire i diplomi universitari e infine le lauree triennali.
Cosa ha fatto la Cina a differenza di noi? Che ha voluto praticamente stravolgere il sistema, cioè siccome il loro sistema sanitario si basa su un sistema medico centristico, praticamente ha voluto adottare le politiche come il sistema americano.
Quindi ha voluto concentrarsi a fermare sempre di più questa figura e quindi rendersi indipendente e staccarsi dal medico.
Quindi cosa è successo? Che una volta conseguito il diploma, oltre ad affrontare un esame di abilitazione nazionale che ne certifichi a livello internazionale queste figure infermeristiche, deve seguire un master di anestesia che ha durato due anni.
Ciò cosa è successo? Che c'è stata l'IFNA, che sarebbe la Federazione Internazionale dell'Infermiera di Anestesia, che svolge il proprio mandato dal 1990.
Il suo scopo è quello di sviluppare, educare e far crescere questa figura a livello mondiale.
La scuola di medicina di Shanghai ha attuato un progetto che va dal 2015 al 2020 con un programma di formazione specialistica per infermieri di anestesia.
Ciò perché, praticamente, cos'è voluto far emergere?
Che la Cina, rispetto al nostro paese, ha voluto emergere.
Ciò che andrò a spiegarvi più in là per quanto riguarda il sistema italiano.
Questo, ad esempio, è un piano di studi che viene applicato a livello cinese.
La quantità è rappresentata un primo anno di 402 ore in cui vanno a correlarsi programmi di studio che riguardano la farmacologia, l'anestesia, la terapia dei fluidi e del sangue, quindi la loro gestione, la gestione delle vie aeree, l'eventuale monitoraggio relativo a attrezzature, teorie di anestesia, valutazioni e gestione del dolore.
Mentre la seconda parte è quella clinica, quindi l'applicazione pratica. Quindi come ben vedete è un piano ben strutturato e ben dettagliato.
La Norvegia invece cosa ha voluto dimostrare? Che l'infermiere, pur avendo la piena gestione del malato, ha voluto spostare e concentrarsi sul processo diagnostico-terapeutico e lasciare l'assistenza alberghiera ad altre figure ad essa collegata e di supporto.
Questa formazione specialistica cosa ha permesso di avere? Una maggiore autonomia, una maggiore responsabilità e per quanto riguarda la gestione di alcuni farmaci cosiddetti prescritti al bisogno che in Italia devono essere sempre quando ne è richiesta la validazione da parte del medico, in Norvegia è l'infermiere di anestesia che lo gestisce in maniera autonoma.
La specializzazione ha una durata di un anno e può specializzarsi in tre aree, l'area critica, l'area riguardante l'anestesia e l'area di emergenza pronto soccorso.
Questi infermieri non conseguono la specializzazione solamente per aumentare le proprie conoscenze, avere quel livello di autonomia e indipendenza,
ma anche per incrementare quelle attività specialistiche che possono essere affrontate sul paziente, oltre ad avere delle retribuzioni molto soddisfacenti.
Uno studio che è stato fatto dall'associazione norvegese, quando è stato attuato il progetto di immettere i primi infermieri di anestesia all'interno di un blocco operatorio,
ha dimostrato che tra l'infermiere di anestesia e il medico di anestesia non rappresentasse nessun scavalcamento o eventuali diatribe che potevano crearsi tra il medico e l'infermiere.
Anzi, bisogna dire che il medico di anestesia una volta che ha ottenuto questa figura non cosiddetta passiva ma di collaborazione attiva, ne ha ritenuto di avere dei forti vantaggi sia dal punto di vista psicologico che lavorativo.
In quanto avere una figura al proprio fianco attiva comporta non solo delle soddisfazioni dal punto di vista personale verso il paziente, ma anche un rendimento maggiore per quanto riguarda l'attività lavorativa.
La Svizzera invece, riconosciuta come infermiera esperta in cura di anestesia, si avvale di competenze che acquisisce al fine di erogare un'assistenza dal punto di vista qualitativo e quantitativo di elevata rappresentazione per quanto riguarda la sicurezza nel campo dell'anestesia.
E' riconosciuta a livello federale questo titolo ed è programmata e approvata da due enti, il SEFRI e l'ONDA SANTE.
La formazione avviene, per quanto riguarda la parte pratica, ha una durata di 20 mesi di formazione che deve sviluppare in primo luogo nell'istituzione di provenienza.
Dopo di che dovrà affrontare un mese nella formazione pratica di servizio a livello neuro-anestesiologico, un altro mese riguarda la formazione pratica di servizio di anestesia a livello pediatrico e un altro mese nella formazione pratica di servizio di carne anestesia e infine arrivare alla cura intensive.
E quindi come viene definito questo infermiere a livello svizzero? Bisogna dire che è una figura che attua e interpreta dal punto di vista professionale e infermeristico una situazione molto avvantaggiata.
in quanto ad attuare e valutare le migliori strategie da adottare durante le tre fasi preoperatorie, partecipa attivamente nell'organizzazione del servizio oltre ad essere un promotore della ricerca.
Per quanto riguarda l'Inghilterra invece bisogna dire che gli infermieri hanno avuto una maggiore responsabilità sia nel dare l'anestesia che nel curare con diversi strumenti anestesiologici.
quindi durante le tre fasi operatorie e il percorso di carriera per diventare un'infermiera di anestesia in Inghilterra è molto duro, infatti una durata di circa sette anni e questo perché in quanto specialista dell'anestesia deve in qualsiasi situazione si trova, semplice o complessa, di emergenza o non emergenza, deve essere responsabile e decidere in maniera autonoma delle attività da svolgere in queste situazioni.
Quindi la sua determinazione nel rappresentare questa figura è quella di rappresentare e quindi avere un quadro completo della situazione e della storia medica del paziente,
quindi diagnosticare, effettuare diagnosi come la figura medica e in più la sua formazione, oltre ad essere infermiere anestesista, se si vuole specializzare in campo estetico o pediatrico deve svolgere ulteriori anni di specializzazione.
Quindi fa parte di un team di anestesia, un infermiere che viene riconosciuto a livello internazionale in quanto anche esso viene registrato come infermiere CRNA.
Come ho detto prima ci vogliono minimo sette anni per avere un'esperienza combinata per diventare infermiere di anestesia.
I luoghi in cui essa opera non sono solo il blocco operatorio ma svolge delle mansioni anche a livello ambulatoriale, delle procedure che vengono effettuate in delle cliniche mediche professionistiche all'interno del Regno Unito.
Questa la dedico alla nostra collega che è stata richiesta personalmente da lei, Elena Melis, perché è stata richiesta da lei in quanto voleva sapere se in Iran esisteva o non esisteva questa figura che riguardasse l'anestesia.
purtroppo non esiste l'infermiera di anestesia
però diciamo che esiste il tecnico di anestesia
che lavora in netto collaborazione con il medico anestesista
svolge i compiti che riguardano la costituzione
per quanto riguarda lo strumentario anestesiologico
quindi l'eventuale apparecchiatura da utilizzare
oltre a quanto riguarda la parte farmacologica
la sua formazione anche se è di due anni
svolge tutte le mansioni come collaboratore
e non come attivatore di questo servizio, per entrare in questa scuola deve superare un esame di ammissione.
Il percorso di studio varia a seconda del titolo acquisito precedentemente, che può andare dai due ai quattro anni di specializzazione.
Oltre al tecnico di anestesia esiste il cosiddetto tecnico o infermiera detto delle vie aeree, il cosiddetto polmologo,
che è quello che svolge procedure di assistenza anestesiologica per controllo di quelle procedure non invasive oppure esami endoscopici.
In Francia invece bisogna dire che il sistema francese ha più di 70 anni di storia.
Questa figura è sorta molto tempo fa. Oggigiorno esistono circa 7.000 infermieri anestesisti
tra cui c'è un incremento di un anno e anno che varia dai 450 ai 500 unità, quindi sta a significare che questa figura è ben richiesta all'interno del campo francese.
La formazione avviene sempre a livello di due anni per quanto riguarda la struttura tramite un master universitario che paragonato al nostro sarebbe una specializzazione che viene adottata in campo italiano.
È retto dalle leggi francesi e l'unica carenza, pecca che ha di diverso agli altri paesi è che può svolgere molteplici funzioni come ad esempio l'intubazione endotracheale, inserimento di cateteri arteriosi, sempre sotto la responsabilità e supervisione del medico di anestesia,
ma non è autorizzato ad svolgere anestesia spinale, piedurale, conduttiva o locale, anche se una volta eseguita la procedura da parte del medico di anestesia può continuare a incrementare questo tipo di anestesia.
Non sono autorizzati a inserire cateteri centrali cardiaci o polmonari, ma non sono anche autorizzati a fare l'uso di catecholomino o farmaci di emergenza.
Questo aspetta solo ed esclusivamente al medico di anestesia.
L'unica cosa che sta a designare è che c'è un reciproco rispetto e fiducia e di cooperazione tra il medico di anestesia e la figura dell'infermiere di anestesia.
In Giappone la qualifica di infermiere ostetico o infermiere assistente o infermiere sanitaria è regolamentata dalla legge giapponese, mentre la certificazione degli infermieri specializzati invece non è retta e riconosciuta da parte della legge,
ma dipende dall'organizzazione e dalla società scientifica che ne certificano la qualità dal punto di vista personale di queste figure.
Quindi una volta ottenuto questo certificato che ne qualifichi l'avanzamento dell'assistenza infermieristica
bisogna dire che il percorso di studi è ben organizzato e complesso.
Infatti dobbiamo dire che per diventare infermieri di anestesia, oltre a seguire un master che ha una durata di due o tre anni all'interno del sistema scolastico giapponese,
deve effettuare una prima certificazione a livello nazionale e una seconda ricertificazione e certificazione a livello internazionale.
Molto più è da considerare che gli infermieri di anestesia non svolgono la loro funzione solo a livello chirurgico all'interno della sala operatoria, ma hanno un ruolo che si estende oltre alla sala operatoria.
Quindi svolge delle funzioni di tipo ambulatoriale, come ad esempio le cosiddette visite anestesiologiche che vengono effettuate qui in Italia dal medico di anestesia.
In Giappone invece viene eseguita da un team di anestesisti che è composto da infermieri di anestesia e medico di anestesia.
Durante la fase chirurgica svolgono e ricoprono il ruolo nelle tre fasi, quindi pre, intra e post chirurgica e in maggior modo risiedono nelle cosiddette PACU o recovery room.
Lì sono responsabili al 100% per quanto riguarda la fase di risveglio e di controllo nell'arco delle 24 ore del paziente dopo un intervento chirurgico.
Qua sta a differenziare i vari settori che può operare oltre la sala operatoria, quindi avremo una terapia intensiva, infermiere per anestesiologico, che è anch'esso riconosciuto all'interno del sistema giapponese, ma che svolge delle funzioni ben diverse dall'infermiere di anestesia.
In Italia, quindi sto per concludere, la formazione degli infermieri è concentrata di tecniche evolute e affinate a quale si aggiungono un'importanza e una conoscenza dello studio approfondito della farmacologia e della fisiologia e della gestione per quanto riguarda l'attività critica che si va ad attuare.
Oggi giorno purtroppo le università italiane per fare casse rivolgono il loro sguardo per quanto riguarda il master in managgio di coordinamento delle professioni sanitarie rispetto ad altri master specialistici, infatti sono le poche università italiane che offrono master specialistici in anestesia.
Questa figura si diversifica in base alla regione di appartenenza in quanto essendo una figura ibrida oggigiorno riconsiderata svolge delle proprie funzioni che dipende dalla regione di appartenenza.
Rispetto agli altri stati mondiali questa figura è stata sottovalutata, infatti io l'ho voluta rappresentare non come infermiero tecnico di anestesia ma infermiera addetta all'anestesia.
Questo perché durante l'arco di questi anni si è potuto evincere che questa figura, oltre ad essere presente da moltissimi anni, è stata messa da parte. Perché? Durante il periodo di svolgimento che diversifica la struttura pubblica e la struttura privata si è voluto adottare un altro sistema, quello da 1 a 3, 3 a 1.
Cosa sta a significare? Che nel pubblico questa figura è stata soppressa o collegata ad altre figure all'interno della sua operatoria o sostituita dal medico in formazione di anestesia.
Questo per quanto riguarda la struttura pubblica.
La struttura privata invece è una figura che oggigiorno ancora vale, in quanto il rapporto è 3 a 1.
Cosa sta a significare? Che purtroppo negli istituti privati non si può fare specialistica, quindi studio e quindi non avendo l'infermiere, non avendo né l'infermiere di sala e né il medico di specializzazione in anestesia esiste questo tecnico di anestesia che non viene riconosciuto nel pieno delle proprie funzioni ma per lo più si dedica all'anestesia in maniera superficiale.
Qui ho voluto trovare un documento che sta a indicare che esisteva una scuola per tecnici di anestesia e reanimazione, quindi basta pensare che noi eravamo già a un passo rispetto ad altri paesi che oggi giorno stanno adottando queste politiche, queste figure, questa specializzazione.
Come ben vedete il piano di studi era simile a quello cinese, giapponese o svizzero. Bisogna tenere in considerazione che questa figura era riconosciuta a livello di diploma universitario già dal 1989.
1989. Durante questo periodo questa figura, come ho detto in passato, è stata affiancata o sostituita da altre figure.
Quindi se in passato era ritenuto come una figura di elite, di spicco, dal resto delle altre figure che collaborano con essa all'interno della sala operatoria,
quindi l'infermiera strumentista e l'infermiera di sala,
oggigiorno utilizzando questi meccanismi di interscambiabilità della professione
si è potuto evincere che questa figura è stata soppressa del tutto.
Quindi i cosiddetti spendi review, la cosiddetta riduzione del personale, ridistribuzione,
cosa hanno comportato? A spostare la figura da determinati reparti o dalla sola operatoria
a formarla in altri reparti e quindi si è persa quella professionalità che si era cercata di sviluppare già tanto tempo fa.
La cosiddetta job rotation secondo me viene identificata in maniera errata qui in Italia
in quanto la rotazione dovrebbe avvenire non solo in senso orizzontale ma anche in senso verticale.
Ciò cosa sta a significare? Che se io ad esempio sono infermiere di anestesia posso andare a ricoprire il ruolo di infermiere di sala ma non infermiere strumentista o di sterilizzazione.
Questo perché? Perché il tempo è così poco, le specialistiche sono così avanzate e anche la tecnologia e quindi cosa comporterebbe?
Avere solamente delle figure superflue di cosiddetti tappabuchi che servono per far andare avanti il carretto sanitario.
Quindi cosa sta a significare? Che in Italia si preferisce avere personale factotum, che è personale specializzato, per quanto riguarda questa figura, sopprimerla dal punto di vista della direzione generale non ha nessun significato,
perché tanto c'è sempre qualcuno che può andare a sostituire questa figura.
Dal punto di vista infermeristico invece è una grandissima penalità perché se noi questa figura già ce l'avevamo in passato bisognava solamente cercarla di portarla a specializzarsi ulteriormente, ad essere riconosciuta, ad essere parte integrante di quella formazione che fa all'interno del blocco operatorio.
Ciò non è avvenuto. Qui voglio portarvi l'attenzione per quanto riguarda il personale infermeristico all'interno dell'esercito italiano. Oltre a non far parte del nostro profilo professionale infermeristico, fa parte sotto la legge 833 del 78 insieme all'ordinamento del codice militare, decreto legislativo 15 marzo 2010.
Se voi andate a vedere le competenze che spettano a questa figura, praticamente andrete a visualizzare ciò che un infermiere di anestesia svolge o che dovrebbe svolgere all'interno di un percorso operativo, all'interno del blocco operatorio.
Da qui cosa sta a significare? Che questa figura, o si voglia o non si voglia, esista. Quindi bisogna metterci in campo e andare a sponsorizzare questa figura.
Da qui ho voluto ritrarre una mia esperienza che ho svolto all'interno del blocco operatorio, che mi ha ospitato e che mi ha dato la possibilità di acculturarmi, di crescere dal punto di vista professionale e ricoprire questa figura.
Anche se sono all'inizio però devo ringraziare loro se mi hanno dato la possibilità di addentrarmi in questa avventura.
Da qui l'infermiere cosa compone? Svolge praticamente funzioni di organizzazione del materiale anestesiologico, prepara il proprio cosiddetto tavolo servitore per quanto riguarda l'apparecchiatura e strumentazione che riguardano l'anestesia, oltre al punto di vista farmacologico, collabora nel utilizzare il cosiddetto apparecchio di anestesia.
Qui cosa voglio rimarcare, che questi qua non sono solamente dei numeri o delle linee nette, ma sono praticamente delle rappresentazioni grafiche e numeriche che riguardano la captonometria e la captonografia.
Per chi si intende di anestesia o di ventilazione aerea bisogna tenere in considerazione questo monitor e quello di sopra, oltre ad avere una ben conoscenza di come funziona l'apparecchio di anestesia.
Perché oggi giorno, sì, possiamo dire che gli apparecchi sono autoformativi, autotestativi, però nelle situazioni di emergenza la macchina non ragiona, quello che ragiona è l'uomo e quindi è responsabile adesso del proprio utilizzo.
Qui ad esempio mi sto addentrando a sviluppare e rappresentare i parametri in maniera dettagliata, quindi cosa sto facendo? Sto facendo dell'interrogazione al ventilatore elettronico, quindi sto praticamente simulando delle situazioni di respirazione del paziente
e quindi sto testando se la macchina sia auto-efficiente o da utilizzare per quanto riguarda l'intervento chirurgico.
Qui ad esempio, insieme alla collaborazione del medico di anestesia, mi addentro a effettuare le manovre di anestesia.
Qui mi dedico alla respirazione, quindi praticamente calcolo i parametri del capnogramma e della capnografia,
quindi rappresenti i rapporti da espirazione a espirazione
se sono da 1 a 1 a 2 o 1 a 3 di correndo
da qui collaboro con il medico di anestesia durante la fase di intubazione
da qui invece mi accingo a togliere eventuali tubi endotracheali
quindi nella fase di risveglio collaboro con il medico di anestesia
mi dedico alla ventilazione per la fase di risveglio
E infine, questo è stato un lavoro che ho voluto presentare come tesi e ho voluto rappresentare un questionario sia dal punto di vista infermeristico che dal punto di vista medico di anestesia.
Sono delle brevi domande in cui ho voluto rappresentare le conoscenze dal punto di vista sia infermeristico che medico riguardante questa figura.
Purtroppo è emerso che dal punto di vista indicativo iniziale queste figure, diciamo che tra di noi, sono rappresentate in maniera turnistica, anche se non è vero.
All'interno del carico di lavoro è stato dimostrato che non c'è una disparità di carico di lavoro, infatti per quanto riguarda le slide a seguire, cosa ho voluto dimostrare?
Per quanto riguarda l'infermiera di anestesia, se fosse stata riconosciuta all'interno del blocco operatorio, il 17% mi ha risposto di sì e l'82% è stato a dimostrare di no. Perché? Perché questa figura, come ho detto in precedenza, è stata assorbita dall'infermiera di esalo operatorio o sostituita.
nel ricoprire poi più avanti ho voluto identificare il percorso di studi
se qualcuno avesse mai sostenuto dei studi riguardanti la parte anestesiologica
circa il 10% è stato a dimostrare di sì
mentre l'altro 90% lo esercita in maniera superficiale
poi per quanto riguarda l'infermiere di anestesia
se fosse sostituita la parte medica informazione mi è stato risposto di no
E qui avviene la fase in cui, riprendendo le slide precedenti, ho voluto fare la descrizione per quanto riguarda la figura dell'infermiera di anestesia, riprodottando le linee guida, nelle tre fasi operatorie.
Purtroppo le risposte sono state molto superficiali e molto errate in quanto chi si accinge a svolgere questa funzione non conosce del tutto le attività che competono all'infermiere di anestesia nelle tre fasi operatorie.
Mentre per quanto riguarda l'ultimo questionario è stato affrontato in maniera positiva da parte del medico dell'anestesia.
Infatti diciamo che le risposte sono state molto positive in quanto avere questa figura in maniera attiva e collaborante
comporta dei benefici sia in situazioni di emergenza che in situazioni di ordinaria chirurgia.
Per quanto riguarda altre rappresentazioni, sono state richieste ad esempio se in situazione di emergenza fosse presente questa figura, ha comportato dei valori del 100%, infatti se voi vedete i valori sono sempre tutti positivi.
E infine, per quanto riguarda la rappresentazione dell'infermiere nella sorveglia del paziente nella fase pre-anestesiologica, quindi nel somministrare determinati farmaci e dopo il posizionamento di eventuali presidi sanitarie come il catetere venoso centrale o altri tipi di monitoraggio.
I valori sono sempre stati molto positivi, alti, sopra il 90%, mentre per quanto riguarda l'ultima domanda, che è quella che mi è interessata, è quello di gestire in maniera autonoma il decorso posto d'operatore nel recovery room.
Quindi i valori sono stati sempre alti. Concludo dicendo che ho voluto sottolineare che in Italia esistono molte zone grigie. Questo perché attualmente in Italia c'è un divario e squilibrio tra il vero e il reale potenziale che potrebbe offrire questa figura come nelle altre parti del resto del mondo.
Quindi ho voluto rappresentare che questa figura non è riconosciuta nella pienezza della sua costituzione ma solamente in parte e in modo superfluo.
Si è dimostrato che questa figura non può essere attuata e utilizzata solo con la formazione di base ma bisogna avere dei titoli ben specifici per sviluppare questa figura.
E infatti si spera che questa figura possesse pienezza delle sue funzioni come il resto del mondo. Certamente ottenere una maggiore autonomia cosa porta? Ad avere maggiori responsabilità. Però queste maggiori responsabilità cosa comportano? Un grande tesoro che è quello di consistere nell'aiutare il prossimo nella situazione critica.
Infatti per superare questa fase il piano di assistenza non si basa solo sul metodo 2CUR ma anche sul metodo 2CARE. Grazie per l'attenzione.
Grazie, è una relazione molto interessante. Chissà se un domani non avremmo tanti colleghi con il master in infermieria di anestesia.
credo che le criticità le hai descritte
così come purtroppo tutti i master
post specializzazione che vengono fatti oggi
comunque a livello legislativo
non vengono riconosciuti
economico neanche
ci sono tante persone motivate
che fanno dei master di coordinamento
master in infermiere forense
master in anestesia
però se non si è riconosciuti vale la pena? Oppure, come dici tu, dobbiamo comunque combattere, motivarci al massimo, andare avanti, quando vedranno che la risposta c'è può darsi che anche il legislatore cambi e che anche le nostre aziende cambino.
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