Get 20% off your first order with code EARLY at checkout. View plans
Get 20% off your first order with code EARLY at checkout. View plans
Get 20% off your first order with code EARLY at checkout. View plans
10° CORSO PER INFERMIERI DI SALA OPERATORIA Presidente: Professor Giorgio Palazzini (Roma) Moderatori: Dott.ssa Maria Caputo (Bari) Dott.ssa Cristina De Capitani (Lecco) Lettura Magistrale: “La formazione specialistica e l’approccio al Risk Management dei Vigili del Fuoco “ P. Massimi, Comandante Vigili del Fuoco, Scuola di Montelibretti (Montelibretti)
This video hasn't been analyzed yet
Sign in to run AI analysis or transcription.
Ormai sono dieci anni di questo rapporto di collaborazione tra il nostro congresso ed AICO
mi sembra che la cosa sta andando avanti molto bene in tutti questi anni
come sapete ogni anno abbiamo qualche piccola novità
abbiamo portato il comandante delle fricci tricolori
Adesso vedrete un altro comandante che le due comoderatrici vi presenteranno. È stata una conoscenza così casuale, mio figlio è appassionato, è molto piccolo, 4 anni e mezzo, è appassionato di pompieri, l'ho portato in questa scuola di pompieri, lui si è appassionato e quindi di conseguenza ho pensato che poteva essere una cosa utile parlare di cosa fanno loro perché possiamo riportarla poi nelle nostre corsie e nelle nostre sale operatorie.
come avevo promesso abbiamo fondato un'associazione, l'associazione ACIT
che cerca di portare tutte le figure che lavorano nella sala operatoria sotto un'unica associazione
questo perché sapete che la mia pista è quella della tecnologia
ritengo che la sala operatoria possa funzionare se c'è un anestesista valido
se ci sono degli infermieri validi, se c'è un'ingegneria valida, se c'è anche un chirurgo valido
quindi l'assemblamento di tutte queste figure può dare una buona camp
e quindi ho pensato di fondare questa associazione anche perché ne sentivamo la necessità
perché più si va avanti nel tempo e il permesso verrà dato per fare i congressi
solo alle associazioni e non più a una figura in copallo
quindi da 24 anni chiamano il congresso Palazzini e abbiamo deciso di farlo sotto un'associazione
Io do la parola alla Presidente dell'AICO e a Cristina De Capitani con cui è iniziato questo rapporto da dieci anni che vi presenteranno tutto quello che avverrà in questa giornata e mezza congressuale.
sapete che quello che avviene in questa sala lo si vede anche nell'aula massimo
perché in uno dei 12 schermi viene riportato tutto
diciamo che quest'aula fondamental viene usata come studio televisivo
praticamente quello che avviene qui si rivede nella grande sala dove ci sono più di mille persone
quindi chi vuole vedere sia l'attività del simposio sia l'attività chirurgica va nella grande sala
chi è interessato invece solo al simposio rimane in questa sala
Io vi ringrazio a tutti per essere intervenuti anche quest'anno così numerosi e speriamo di poter continuare nel prossimo futuro.
Allora intanto buonasera, benvenuti, bentrovati, sicuramente ci sarà forse, io spero ci sia qualcuno nuovo a questa esperienza che come avete ascoltato prima non fatevi impressionare da quest'aula che sembra mezza vuota perché vi accorgerete durante la discussione e i lavori
che poi c'è gente che arriva qui perché vuole fare domande, sta seguendo nella sala dove ci sono appunto i dodici schermi con le cuffie e quindi segue anche questa sessione.
In qualità di presidente AICO per chi non ci conoscesse ancora da 25 anni l'AICO è l'associazione infermieri di camera operatoria, è presente su tutto il territorio nazionale,
collabora ormai già da qualche anno società scientifica e collabora con tutte le associazioni di categoria e comunque appunto le altre figure che lavorano e svolgono la loro attività all'interno della sala e non dimentichiamo dei dipartimenti chirurgici
e quindi attraverso la nostra rivista, attraverso le nostre giornate di formazione che ci vedono come potete qui vedere legati ad altri professionisti.
Quindi ancora nuovamente un grazie al professor Palazzini che da sempre ha manifestato questa sensibilità nei nostri confronti e da prima ci ha ospitati, poi questa unione è sempre diventata importante e quindi mi auguro che sia un'unione duratura.
Grazie anche al MIP, ma del MIP vi parlerà l'esperta qui accanto a me, l'ingegnere Cristina De Capitani e dell'attività così in breve.
Io volevo solo augurarvi una buona permanenza e volevo anche dire che il programma scientifico di questo pomeriggio e di domani è stato il frutto di quello che voi ci avete fatto per venire attraverso i questionari, attraverso le esigenze e ascoltando un po' quali erano i bisogni formativi degli infermieri o comunque di quanti lavorano in sala operatoria.
Ovviamente aspettiamo ancora una volta i vostri suggerimenti, le vostre richieste ma anche aspettiamo di vedervi da questa parte
cioè chi pensa di poter condividere un percorso, un lavoro, un'esperienza che stanno svolgendo nella loro sala operatoria
e lo vuole condividere con il resto d'Italia, ma direi d'Europa, visto che la tecnologia ci permette questo,
noi siamo ben felici di averlo tra noi. Quindi io vi ringrazio e passo la parola all'ingegnere De Capitani.
Grazie Maria.
Buongiorno a tutti, benvenuti anche da parte mia, un doverosissimo e sentitissimo ringraziamento
Grazie al professor Palazzini che ci onora da anni questa collaborazione con Politecnico e quindi è diventato un'occasione di incontro in cui ingegneri, infermieri, medici si confrontano sulle diverse tematiche, quindi offrendo punti di vista diversi e preziosamente diversi perché questa è la vera ricchezza, la base del confronto e di raggiungere anche obiettivi sfidanti.
Sono tanti anni di collaborazione, ci hanno visto sia in quest'aula che su qualche campo verde sfidando il professore, ma è comunque sempre un piacere.
Dicevo prima la multidisciplinarità, la giornata di oggi è soprattutto visto nell'insieme della sessione, quindi la sessione che seguiranno anche domani mattinata e pomeriggio, affrontiamo con punti di vista differenti il tema dell'innovazione di fatto tecnologica,
In un contesto in cui c'è continua innovazione tecnologica ma c'è anche l'esigenza di fare delle riflessioni su ciò che è sostenibile per il nostro sistema e quindi dover scegliere eventualmente su tecnologie alternative.
Un aspetto importante che abbiamo voluto evidenziare e che è sicuramente uno dei temi su cui AICO dice molto e può dire molto è anche l'aspetto organizzativo e le ricadute organizzative che vengono a valle di una scelta di una tecnologia.
Questo perché una scelta piuttosto che un'altra, un modello organizzativo o un altro può voler dire impatti sulla sicurezza piuttosto che sull'efficienza di un processo piuttosto che sugli outcome clinici.
quindi paziente al centro e come la tecnologia è asservita a raggiungere degli obiettivi.
Oggi è una seduta, un'occasione particolare e speciale perché oltre al partner storico del congresso che è AICO
abbiamo anche l'onore e il piacere di avere il vicepresidente di AIC, fra i relatori il presidente non è potuto essere presente
ma ho l'onore di portare i suoi saluti, erano entrambi fra i relatori perché comunque portano punti di vista diversi, per cui in realtà sia l'associazione degli ingegneri clinici che quella di AICO piuttosto che dei chirurghi ospedalieri e degli anestesi
si già sono molto avanti nella collaborazione per potersi confrontare, quindi qui abbiamo di fatto, si ricrea un pochino questo approccio e speriamo che possa essere di vostro interesse stuzzicante.
Quello che cercheremo di fare, abbiamo deciso con Maria, è cercare di creare delle sessioni interattive per quanto siano possibili, per cui alla fine dei diversi interventi,
se ci sono commenti o domande sono assolutamente ben accetti per poi fare una discussione complessiva.
Io quindi ringrazio ancora tutti, in particolar modo il professor Palazzini e direi di passare la parola al comandante e buona sessione a tutti, buon congresso a tutti.
Il pomeriggio con la lettura magistrale, la formazione specialistica e l'approccio al risk management dei vigili del fuoco.
Ci parlerà il comandante dei Vigili del Fuoco Scuola di Monte Libretti, comandante Massimi, prego.
Ciao a tutti, sono Paolo Massimi, sono dirigente della Scuola Nazionale di Addestramento dei Vigili del Fuoco e innanzitutto vi porto il saluto del prefetto Di Pace, il nostro grande prefetto e il capo del Dipartimento dei Vigili del Fuoco, del Soccorso e della Difesa Civile.
poi ringrazio l'invito dell'organizzazione, del congresso, il professor Palazzini in particolare
che ha detto una cosa bellissima perché poi si parte così molte volte da cose semplici
per poi capire quello che può interessare a tutti noi
noi. La lezione sembra che sia molto diversa da quello di cui vi occupate voi, ma a molti
punti di contatto, facciamo tutti quanti lo stesso tipo di lavoro e soprattutto arriviamo
spesso per primi, sia voi che noi, in tutte le situazioni in cui c'è bisogno di essere
Quindi io di questo vi voglio parlare, cioè voglio parlarvi sicuramente del training specialistico, dell'addestramento specialistico che può essere mutuato in molte situazioni come poi facciamo spesso insieme, ma anche del risk management, cioè di come l'approccio, come noi ci avviciniamo a gestire un rischio di qualsiasi genere.
Quindi la difficoltà è stata quella di sintetizzare in poco tempo un argomento che è estremamente vasto cercando di cogliere quello che poi è il vostro interesse cioè quello che può essere sicuramente mettere qualche paletto, sistemare un po' quello che è magari nell'immaginario di tutti che cosa fanno, come si addestrano i vigili del fuoco italiani.
E poi darvi anche delle cose interessanti che sono le cose successe quest'anno, l'anno scorso, le cose più recenti che sono avvenute e come sono state sviluppate, eseguite effettivamente dall'addestramento all'effettivo management dell'attività di rischio.
Quindi andando avanti penso su così si faccia, questa è la presentazione di oggi, ci sono tantissime cose da dire, io cercherò di lasciare poi anche spazio a domande che magari ci sono curiosità di qualsiasi tipo.
Io, come diceva la collega, sono responsabile dell'addestramento operativo di tutti i vigili italiani e non solo perché molte volte ospitiamo vigili di altre nazioni e quindi di questo vi parlerò fondamentalmente facendovi vedere praticamente qual è la nostra attività.
Tanto per cominciare, subito due immagini dei numeri molto sintetici e il senso degli interventi all'anno che vengono effettuati in Italia.
In questo numero c'è Nave Concordia, c'è questo incendio incredibile che è successo vicino Perugia che dà il senso di come si gestiscono fatti complessi, eventi complessi ma c'è anche il famoso aiuto per tirar giù il gattino dall'albero che magari per quella persona anziana è come un familiare, è più che un gattino qualsiasi,
E' il suo gattino che deve essere ripreso e recuperato da quote elevate.
Quindi questo per dirvi che in Italia succede un numero di questo tipo di interventi
e che rispetto all'anno scorso sono il 13% in più del 2011.
Quindi abbiamo un incremento di attività, di soccorsi, di momenti in cui il cittadino ha avuto bisogno di un soccorso.
ripeto da uno enorme così a uno di altro genere così
perché parliamo di
come facciamo a parlare semplicemente di attività
di conoscenza, competenze, attitudini
dobbiamo sicuramente noi mettere a sistema
mettere insieme come discorsi
il fatto di muoverci con delle conoscenze
con delle abilità, quindi dare al personale, ai soccorritori professionali quali noi siamo
delle conoscenze, dobbiamo dare sicuramente delle abilità ma dobbiamo sintetizzarle con competenze.
Quello che abbiamo in comune noi e voi è che noi dobbiamo poter agire, quindi sapere agire,
avere conoscenze, volere agire, che è un'altra cosa, non è soltanto avere conoscenze ma volere applicare, volere agire e infine poter agire, essere in grado di avere conoscenze,
di volere applicarle e di studiare il contesto tale che senza far correre alla persona che dobbiamo aiutare
in senso generico, avere la possibilità di poter agire, quindi tre componenti che vanno assimilate.
E quindi noi diamo la stessa importanza al discorso di un lavoro di gruppo, di aula, di stare insieme,
studiare, questo è il tavolo tecnico
delle riunioni per la
concordia, quando si scendeva
vi farò vedere diverse cose
di questo argomento
perché penso possa essere quello più
esaustivo di quello che è successo l'anno scorso
in Italia e nel mondo anzi
su questi interventi
di grandissimi, unici al mondo
e questo invece è i luoghi
gli scenari in cui ci si muove
quindi passare da un discorso di
conoscenze, competenze
Presenze, attitudini, contesti. Il contesto per noi conta tantissimo. Non abbiamo un contesto che è fisso, invariabile, localizzato, ma abbiamo un contesto di tipo variegato che cambia, che si muove, che è vivo, che quindi si esattamente come i vostri contesti.
Situazioni ambientali di tutti i tipi, questa è volutamente particolare, unica, però è un contesto veramente anomalo per quello che si può immaginare.
Questa è la situazione della nostra organizzazione sulla formazione, noi siamo organizzati chiaramente a livello nazionale e abbiamo tre pilastri fondamentali,
giusto per darvi delle informazioni, tre pilastri che sono in zona di Roma, abbiamo Capannelle, per chi è di Roma conosce la scuola di Capannelle famosissima dal 1940 che esiste,
piccola parentesi se è possibile
i vigili del fuoco italiani sono
l'unico corpo nazionale
nel resto del mondo ci sono
corpi provinciali, comunali
dei paesi, della contea
della provincia
noi abbiamo un'organizzazione che riguarda tutta Italia
e in più noi facciamo
il soccorso tecnico urgente
soccorso tecnico urgente
non facciamo
cose di altro tipo
Facciamo le cose urgenti, immediate, fino a che non è più urgente, non è più immediato.
Per fare questo, per addestrarci, abbiamo questa organizzazione, tre pilastri in area romana e tantissime scuole sparse in tutta Italia.
Andiamo dalle scuole nautiche, Catania, Gioia Tauro, Lamezia, Vendisi, Bari, quelle sulle coste italiane,
a delle scuole che stanno all'interno, per esempio vicino Terni, vicino Percelli, queste sono le scuole dove impariamo a usare i gommoni, a fare rafting, andare sulle acque, nei fiumi, a fare delle cose molto particolari.
In più c'è città come Napoli, Catania e la Spezia che hanno altre abilità come Bologna e Dalmine che è vicino all'aeroporto della Malpensa.
Questo per darvi il senso di quello che è oggi la formazione, quindi un sistema integrato, organizzato, non è soltanto una scuola ma sono più cose che collaborano e vanno insieme.
Questo soltanto perché abbiamo pochissimo tempo, per darvi tre immagini delle scuole.
scuola superiore ad incendi
quindi la nostra scuola
universitaria
il nostro campus che sta qui
a Roma vicino a zona Ostiense
se avete presente
vicino il gazometro
zona piramide
qui vicino
da qui si vede la scuola dall'alto
ed è un complesso
di edifici dove facciamo la formazione
di alto livello
la formazione universitaria e la formazione di tutti quanti
i livelli più alti
del corpo nazionale
la scuola più storica
le scuole centrali antincendi
di Roma Capannelle
che è questa via Appia vicino all'aeroporto di Ciampino
ed è questo enorme complesso
di edifici, di campo da calcio
di aree di addestramento, di piscine
insomma di tante cose dove si fa
la formazione di base, cioè quella che
tutti quanti devono fare
per poter diventare
vigili del fuoco professionale
E quest'altra scuola è la scuola nazionale operativa che è a Monte SFO della quale io attualmente ho incarico, che ha questo logo, che è vicino Roma nel comune di Monte Ribretti.
Io non posso non salutare il mio sindaco che è uno dei vostri congressisti perché il professor Catania che è qui è il mio sindaco e quindi l'autorità che mi governa dal punto di vista amministrativo.
e vorrei sfruttare quello che facciamo noi per fare una gran parte del percorso
per mostrarvi qual è il nostro tipo di addestramento, il tipo di attività
rispetto a quello che abbiamo detto fino adesso.
Cosa succede? Dove ci troviamo?
Ci troviamo in una grande area, questa scuola è un grande complesso, 17 ettari circa
sul quale proviamo tutto quello che può succedere, tutto quello che è l'addestramento operativo in scenari reali, molto simili alla realtà.
È vicino l'autostrada di Roma-Firenze, è vicino la via Salaria ed è vicino a delle aree verdi molto importanti, sono sempre dei maniali dello Stato,
quindi di aree di addestramento per fare altre cose che non sono dei vigili del fuoco, sono dell'esercito, di altre amministrazioni.
A proposito di questo, per rendere più agevole la cosa, ho preparato un piccolo video che prego la regia di lanciare,
il primo video, che vi fa vedere una clip, che vi fa vedere quello che si fa ogni giorno.
fino a tecniche di uso degli impianti, dei gas, di tutte le attrezzature in dotazione al corpo nazionale.
E questo lo facciamo perché in questa sede abbiamo a disposizione tutte le attrezzature che esistono
e che tutti quanti adottano in caso di bisogno.
Questo è il nostro simbolo, il nostro motto anche.
Noi siamo l'unica scuola che normalmente ha tutti il motto in latino, le scuole delle forze pubbliche, noi abbiamo in greco, un greco antico e abbiamo questo tipo di motto che è da un brano di Eschilo che sicuramente conoscete e che ci dà il senso dell'esperienza un po' sofferta, un po' faticosa che dà valore al training, all'addestramento.
probabilmente vi capiterà di vedere questo simbolo, questo logo.
Sempre per utilizzare quello che facciamo, per dirvi com'è la nostra organizzazione,
sia qui che in altre scuole.
Vi parlo di questa perché è quella forse più moderna, più efficiente in questo momento.
Abbiamo aule e congressi e stiamo parlando proprio di fare attività nell'ambito,
Stamattina con il nostro servizio sanitario abbiamo parlato di implementare i rapporti con voi, con tutto quello che è il mondo sia scientifico, universitario che operativo, che è il campo nei vari settori della medicina.
abbiamo spazi di aule tipo queste e abbiamo spazi di camerate che sono esattamente come queste
con dei numeri che sono questi qua, più o meno 170 posti di letto
e un'aula congresso, un'aula magna da 400 persone che sarebbe questa qui sotto
che cosa facciamo? Facciamo queste attività pratiche, addestramento pratico
e in un anno abbiamo fatto, l'anno scorso abbiamo fatto più o meno questo tipo di corsi,
questo tipo di attività internazionali o nazionali per circa 2.800 persone
che sono venute a fare formazione, attività di addestramento, di training in senso lato.
Quest'anno siamo più o meno sui stessi numeri.
Cosa facciamo anche?
Facciamo, questa è una collega, un vigile del fuoco permanente che sta con me
facciamo attività per le scuole, facciamo visite per le scuole
ma intese non come visite di gioco per i bambini
ma per quello che è il compito delle istituzioni
di essere uno degli otto obiettivi delle Commissioni Europee
di rendere l'educazione civica e l'addestramento al cittadino
Cioè che conosce da bambino, da piccolo, quello che è un'educazione civica che gli può essere utile anche per tutelare se stesso o per aiutare gli altri.
Quindi noi stiamo cercando sempre di più di implementare questa attività, abbiamo costruito una piccola, si chiama Pompieropoli, cioè una piccola, piccole casette, piccole cose
e con le scuole facciamo un percorso che è sicuramente di gioco, di visita, però anche di dare alle future generazioni i nostri valori, il nostro modo di attività e di approcciare alle situazioni.
Questa, visto che parte da sola, è il senso della cooperazione con l'università, con il mondo scientifico, con le attività innovative.
innovative, questo qui è Mirandola, terremoto dell'Emilia Romagna, noi siamo andati alla
fine, siamo partiti da qui, siamo andati qui facendo da noi delle sperimentazioni, questa
è la galleria di Monte Libretti dove abbiamo ricostruito degli incendi, noi facciamo delle
prove al vero, costruiamo incidenti come se fossero veri e ci comportiamo come se fossero
sono incidenti veri, facendo poi, provando insieme alla comunità scientifica
dei sistemi da montare davanti agli occhi, dei sistemi che riportano su un pc
quello che il soccorritore vede mentre entra dentro queste situazioni,
per realizzare poi degli elicotteri o dei droni, o dei piccoli truck
che vanno al posto del soccorritore, entrano all'interno degli scenari e vanno a fare per esempio questa cosa, questa è Mirandola, nel quale non era possibile entrare con delle persone, mandare una donna o un uomo a vedere come era la situazione, abbiamo mandato questi droni che avevamo sperimentato nel corso del 2012.
Quindi per darvi il senso di come poi applichiamo le cose nel mondo reale.
Competenze, competenze intese sicuramente nell'accezione di prima, soft skill e hard skill, noi facciamo sia questa attività, questa è accompagnare i cittadini all'Aquila, che è una cosa molto importante per il cittadino,
andare a recuperare le cose che avevano sia come competenze di base, di rapporti, di sapere aiutare, colloquiare, capire le esigenze della persona che ha bisogno di soccorso,
sia andare ad avere
a fare
queste cose, questo qui è sempre
da noi, abbiamo una galleria
della metropolitana che adesso vi mostrerò
e abbiamo fatto questo tipo di cose
molto pericolose e molto importanti
l'attività
cominciamo a vedere
le cose che facciamo
cominciamo da quella che
sembra più un gioco ma invece è la più importante
secondo noi perché lavoriamo
fondamentalmente con psicologi
con professionisti della comunicazione, con colleghi che non fanno i soccorritori,
non fanno i vigili del fuoco, ma insegnano, capiscono, facciamo attività di outdoor training.
Abbiamo un parco giochi grandissimo, professionale, sul quale addestriamo i vigili del fuoco
a lavorare insieme, a comportarsi, a mettere in gioco se stessi, a fidarsi degli altri,
a capire che cosa stanno facendo, ma non come una cosa di rischio, di pericolo, ma proprio come persone, come donne, come uomini che lavorano con gli altri.
Questo qui è fondamentale, e questo va bene per tutte le attività, non è soltanto legato al DJ del fuoco, però è un tipo di approccio,
tanto per dirvi, nei corsi da dirigenti questa qui è la prima settimana del corso, noi facciamo passare 5 giorni a tutti i dirigenti qui sopra,
staccati lontano da Roma, lontano da Milano, lontano da Firenze, lontano dalle città, in un ambiente nel verde, senza discorsi tecnici, ingegneri, geometri, architetto, niente,
soltanto per metterci in gioco e fare insieme queste cose che vedete qui
andare su un albero insieme e fare questo tipo di cose insieme
e riuscire a capire i propri limiti, le proprie attitudini, il proprio carattere anche molte volte
e forse questa qui è una delle esercizi più utili per noi e per tutti
Queste invece sono le attività che avete visto un po' in quel video, sono immagini dell'addestramento quotidiano,
questa è la bombola del gas che rotola e cammina accesa, andare lì a prenderla e spegnerla, utilizzarla in sicurezza,
sono tutti vestiti, non stanno mai vestiti in maniera normale, hanno sempre protezioni.
Questo qui è l'addestramento col gas, col GPL anzi, grosse perdite di gas, noi simuliamo grossi incidenti col GPL, quindi situazioni vere di incendio, di perdita del gas.
questo per dirvi una foto un po' tecnica, un po' strana
però se voi ricordate l'incidente dei treni in Toscana a Viareggio
certamente a Viareggio infatti
noi grazie a questo impianto che è a Monteribretti abbiamo fatto Viareggio
nel senso che abbiamo fatto il soccorso a Viareggio così come è stato effettuato
perché abbiamo dei sistemi che fanno spostare il GPL da una parte all'altra
al vero, cioè con il GPL reale, con degli spiazzamenti, dei movimenti di gas reale.
Questo invece è un serbatoio del GPL, successivamente abbiamo lo stesso
il serbatoio per simulare incendi in città industriali, in città di mare che hanno rischio di grossi incidenti tipo questo.
E infine abbiamo una galleria dove facciamo incidenti stradali, un tunnel vero dove facciamo incidenti vei.
Compriamo le auto, chiaramente non nuove ma molto usate e facciamo incidenti tipo questo vicino di addestramento
combiniamo auto, camion, autobus e facciamo questo tipo di addestramento.
Abbiamo fatto anche molte fiction, molti film in questa simulazione.
Tanti dei film che avete visto dove ci sono scene di fuoco, di interventi, sono fatti qua, dentro questi luoghi.
Questo invece è una cosa che è nuovissima perché l'Italia ha l'unico aereo,
vedete questo è un B737, lì sotto lo vedete un po' alla grande,
Noi abbiamo un unico aereo al mondo per fare l'addestramento all'esterno e all'interno, possiamo andare a far vedere dentro, riempendolo di fumo o di calore anche con delle generatori che lo simulano, degli incidenti aeroportuali.
quindi con
questo è il giorno della presentazione
questa immagine quando l'abbiamo provato
ed è una cosa veramente unica
perché veramente ce n'è
uno in tutte le nazioni
e infatti vengono molti a vederlo
e a utilizzarlo
queste qui sono la stessa cosa
però sono simulacri di Airbus
gli aerei più diffusi sono questi
l'Airbus A320
e quello lì è il Boeing B737
quindi riusciamo a coprire tutti quanti
gli addestramenti negli aeroporti
questa qui invece è
la parte nautica, quella che vi dicevo prima
non riesco a fermare più niente
qua se mi date una mano
io riesco a parlare
con più calma
questa qui è la piscina
che abbiamo delle acque pulite
perché abbiamo un'acqua pulita
e un'acqua sporca
diciamo più scure per poter fare
addestramento nelle acque
non chiare così
questa qui da una piscina
Questa è la scuola di cui vi parlo, è l'addestramento che facciamo per tutta Italia, quindi lo ripetiamo per insegnare alle persone a alzare in acqua, in sicurezza certamente.
Per arrivare a queste situazioni che si fanno nel lago, questo è il lago del Turano che è sempre nel Lazio, vicino Roma,
è da arrivare in quelle scuole che vi dicevo stamattina, poco fa, a situazioni di addestramento come quella più piccolina del rafting in fiume,
insomma sono situazioni dove
è anche molto pericoloso addestrarsi
tant'è che una delle vittime
di vigile fuoco di quest'anno
è deceduta in un addestramento
di quel tipo
in rafting come quello lì
quindi sono addestramenti molto
molto seri e molto complicati
questa parte qui invece
che abbiamo qui ma facciamo
un po' in tutte le altre scuole
come formazione perché quello che vi
vi sto cercando di sintetizzare
è quello che fanno tutti quanti
i vigili del fuoco, donne e uomini
che sono in servizio in Italia
tutti quanti fanno queste cose
io ho sfruttato queste immagini perché sono un po' più
diciamo
sono
le pareti
o le pareti
d'arrampicata che ho vicino qui a Roma
però le stesse le abbiamo
in quelle sedi che vi dicevo prima
quindi abbiamo
la possibilità di addestrare
con gli aerosuccoritori che poi sono molte volte insieme al 118, insomma all'118 come dicono quelli bravi.
Sono quelli che si addestrano insieme ai piloti del 118 o il personale medico imbarcato sugli elicotteri
insieme ai nostri e spesso lavorano insieme facendo esercitazioni di sali e scendi e di uso dell'elicottero,
Sempre per dirvi che l'addestramento nostro è anche in profondità, nei pozzi, nei tunnel, nelle caverne e per fare questo lo stesso abbiamo dei pozzi che vanno 15-18 metri in profondità e insieme si cammina al buio per fare addestramento in queste situazioni.
Quindi si scende giù in tunnel e si prova la situazione di stare in difficoltà dentro un tubo profondo 18 metri.
Altro impianto particolarissimo, questo però è una casa, è un edificio come una casa di civile abitazione normale
dove c'è all'interno tutto un sistema di stanze, di camera da letto, cucina, soggiorno, divano,
che prendono fuoco comandati da cose tipo questo qui, da dei telecomandi, da dei sistemi.
Però tutto questo che vi sto cercando di mostrare rapidamente è un sistema di formazione innanzitutto uguale per tutti.
Noi dobbiamo garantire a questi sistemi di fare attività con le stesse difficoltà al collega e alla collega, al professore e al collega, facendo una fiamma alta un metro a lui e una fiamma alta un metro a lui.
E questo capite che per la formazione professionale è molto importante, perché lavoriamo in sicurezza e diamo la varia opportunità a tutti quanti i discenti di essere addestrati e valutati nella stessa condizione.
E penso che questo capite quanto è importante per poter poi esprimere un giudizio di merito o di capacità, anche perché tutto quello che voi vedete è di tipo valutativo, non facciamo noi a parte con i bambini, ma con gli altri ogni cosa ha un punteggio sicuramente idoneo o non idoneo, ma anche parzializzato sulle attività che si fanno.
La Firehouse è questa, cioè è una casa dove succedono delle cose tipo questa foto di qua sulla destra in degli ambienti che sono schematizzati come quel letto matrimoniale laggiù,
questo divano che è sulla destra, la cucina o la piccola officina con le bombole del gas che stanno magari in una rimessa grande, importante o in un'officina di un elettroauto, di un meccanico.
quindi uno scenario tutto quanto che comincia dalla strada e arriva fino al letto matrimoniale in mansarda sull'ultimo piano
lo stesso facciamo in mare, questo qui è il simulatore navale delle navi che è da me
però ne abbiamo quattro su quelle scuole che sono la Spezia, Gioia Tauro e Brindisi per esempio
io vi mostro questa foto che è quello che sta senza il mare
Perché noi dalla via Salaria andiamo fino a Città Vecchia per trovare le navi vere o il mare o le navi da testare, da provare come situazioni reali.
Perché è importante questo? Perché grazie a questo abbiamo fatto la nave Concordia.
Qui, soltanto per notizia, sulla prima slide sulla sinistra sono le dimensioni, per capire qual è stata la dimensione dell'intervento, del lavoro, del rischio.
anche. La nave paragonata a un aereo e a un autobus, per dirvi quanto era grande rispetto
alle dimensioni di un aereo, di un aerobus o di un bus da cittadino. Quella sotto, l'immagine
invece in basso è quanto stavamo vicini a terra, stavamo a 15 metri dalla costa, dall'isola,
Quindi era vicinissimo per fortuna. Questa è la biscaglina famosa, discussa, sentita mediaticamente che viene utilizzata il primo giorno a salire e non andare via dal personale ed è la stessa biscaglina che io ho su questo simulatore.
nel senso che noi qui proviamo a usare una biscaglina, cioè una biscaggina, biscaglina, ognuno la chiama, sono due o tre nomi similari, per poter salire e scendere da una murata di una nave.
Quindi noi ci addestravamo e poi abbiamo utilizzato le tecniche di sali e scendi su una nave per poi arrivare a quello che poi è il discorso della gestione del rischio, di uno dei temi che mi è stato assegnato.
Per arrivare a gestioni di situazioni complesse come sono quelle della foto più in alto, che sono situazioni ambientali di una via, una strada che è diventata un pozzo e quindi capite perché noi ci addestiamo ad andare nei pozzi, perché poi sulla nave Concordia questa che vedete in basso era la scala ma è tutto un mondo capovolto, adesso era capovolto, questo era quando la nave era ancora inclinata.
inclinata noi due giorni fa abbiamo chiuso tutte le operazioni e il collega che ha la guidata mi
ha detto sono molto più pericolose ora che la nave è dritta rispetto a quando era inclinata
tant'è che anche il ritrovamento dell'ultima signora che era lì a bordo è stato difficilissimo
proprio perché la nave girata era tutta un'altra situazione ancora più pericolosa. Quindi questo
Questo è per dirvi come tutte le competenze, le abilità, le conoscenze, le abilità, le competenze
alla fine servono per arrivare a fare questo tipo di cose che non possono essere fatte
se prima non hai un'organizzazione di formazione, di comportamenti, di addestramento di tipo complesso.
Cosa è sempre che facciamo?
Insegniamo ad andare senza visibilità, insegniamo a camminare nel soccorso,
immaginate all'interno un incendio in una discoteca
tutto buio, tutto fumo
non sappiamo dove andare
se è verso questa direzione o verso l'altra
quindi sempre su da noi abbiamo uno stanzone
un locale grande
dove simuliamo dei percorsi senza visibilità
e questo è molto utilizzato anche da molti lavoratori
lavoratici di altre amministrazioni
altre cose molto diverse dalla vigilia del fuoco
che utilizzano tecniche o addestramenti per imparare a muoversi con i propri sensi,
non soltanto con gli occhi, ma utilizzando altre sensazioni, altri stimoli esterni
che sono quelli del corpo, che non sono la vista.
Sempre sotto controllo informatico e in sicurezza, perché la cosa a cui io tengo di più
è che si fa addestramento, non si fanno incidenti veri.
Quindi nell'attestamento dobbiamo essere tutelati da condizioni di protezione generale.
Una delle ultime immagini è quella che vi dicevo prima, la metropolitana.
Chi di voi è di Roma sa che stiamo costruendo a Roma la metro C.
Ecco, qui abbiamo 150 metri di metro C.
Se volete vedere com'è la metro C che utilizzeremo tutti quanti fra due anni venite a Monte Libretti e la vedrete per 150 metri con un vagone vero perché è stato utilizzato per rendere sicuro ai cittadini che ne fruiranno, è stato fatto uno studio per renderla sicura, testarla, provarla, valutarla e adesso è diventato il luogo privilegiato per fare questo.
all'addestramento a chi? A tutti quelli che possono concorrere nella sicurezza di una metropolitana
che sicuramente saranno anche molti di voi oltre che molti di noi.
E questa è un'immagine delle prove, degli incendi che abbiamo realizzato.
Come chiudere questa brevissima discussione?
Io un po' me lo sono chiesto quando ho preparato la presentazione per questo congresso
e ho pensato di renderla più leggera e anche più interessante e per chiuderla ho pensato a mostrarvi qualcosa dell'Aquila, dell'ultimo evento terribile che c'è stato in Italia che è quello del terremoto dell'Aquila,
Più che di quello come gravità, come impatto, come dimensione delle vittime.
Per fare questo, per parlarvi, vi ho messo qui l'immagine con la quale sono arrivato all'Aquila.
Cioè, la mattina del 6, questa è Unna.
Io a quel tempo stavo al comando di Roma e sono stato mandato ad Unna.
Quindi questo è il luogo, è la cittadina, il paese di Onna ed è quello che abbiamo visto arrivando la mattina presto, cioè una situazione di distruzione in questa zona, 42 morti qua ci sono stati,
cioè il posto dove sono morte più persone nel terremoto dell'Aquila, in questo piccolo borgo sono morte 42 persone.
Vedete i cittadini che stanno sulla strada in basso, tutta la popolazione che si è salvata o che è arrivata era su questa strada da basso per entrare al centro della città che era al centro dell'immagine.
E potete vedere, quello che avete sentito parlare tante volte, come il terremoto è stato diverso, in certe zone ha distrutto tutto, in certe zone non ha distrutto niente, in una zona ha distrutto tutte le case, in un'altra zona non ha fatto niente, per vedere la diffusione, questa è la piazza della chiesa, noi siamo entrati da qui, siamo andati da qui dietro, per tante cose che ricordate.
Quindi prima di dare spazio, se è possibile, o salutarci, io prego la regia di mandare una clip che è però un po' più lunga, sono 5 minuti circa, però riassumono tutto la storia dell'Aquila, quindi io vorrei mostrarvelo perché è particolare e molto bello anche.
Si sta ascoltando, si sta ascoltando, però, perché è la musica di Giovannotti peraltro che ha fatto una canzone su questo, però vedete la sensazione che ho più addosso io e tanti di voi sul terremoto dell'Aquila è il silenzio, cioè noi si lavorava così, senza parole, senza rumori, a parte quelli delle macchine movimento terra, ruspe, però la cosa che più mi è rimasta impressa è il silenzio,
che è la cosa più assurda poi perché non c'era
questa è la casa dello studente
quindi io ve lo posso
commentare
immagine per immagine
mi dispiace della musica
ma insomma è ancora
forse anche la musica è altrettanto efficace
e poi ve lo lascio
con la musica ma ve lo lascio con la presentazione
ve lo commento
da solo per dirvi che
quando si parla di accensione del rischio
di competenze
di agire, di fare
di volontà di fare
sono cose complesse che se non
si sono studiate, formate
psicologicamente negli anni
le persone non riesci poi
a dare una risposta integrata
perché ecco
queste telecomunicazioni
non si parlava, questo è il sistema satellitare
servono tante cose
che devono funzionare insieme
serve pure aiutare i cittadini come queste
immagini, prendere le cose
prendere i vestiti, prendere gli orologi, le cose preziose, i soldi, tante cose, tantissime cose.
Dopo questa parte qui, dei cittadini si passa alle opere d'arte, ai beni culturali,
che è stata una cosa anche pazzesca come attività.
Qui vedete le cose principali, che sono quelle del recupero di immagini, quadri,
o freschi, pitture
campanili
cose di tutti i tipi
comprese
le campane
o le statue
varie che poi
rappresentano la comunità
rappresentano la storia delle comunità
non è soltanto un pezzo di
questo qui pure l'avete già visto
è il sarcofago
nella città
dell'Aquila
e questo è un discorso tecnico urgente
Quando vi parlavo di soccorso tecnico urgente è questo, andare a verificare questi contosoffitti, questa era la scuola della guardia di finanza, dovevamo mangiare pure noi, c'era tutto il contosoffitto che crollava.
Questa è la parte ponteggi, cose che sono urgenti e poi hanno richiesto tanti mesi pure.
no questa si sono interventi ecco questa è l'immagine che avevo messo all'inizio è tutto
lo sviluppo della della posizione della cattedrale dell'aguira no quelle immagini avete visto come
seconda slide è finale questo qui è tutto il lavoro per metterla su quel quell'ombrello che
che ancora c'è poi no se andate all'aria lo vedete ecco questo qua no è la immagine che
volevo ricucire all'inizio
con questo video
che ripeto, con la canzone di Giovannotti
fa piangere tutti quanti
mentre così è un po' più
leggero
da poter commentare
ok
niente
quindi io
se mi ridate il momento presentazione
ok
partendo da questo abbiamo visto
questi 5 minuti
e niente, soltanto un grazie
penso di essere stato
nei 30 minuti, spero
se non ho sforato
per qualsiasi cosa questi sono i nostri indirizzi
istituzionali dei vigili del fuoco
e della scuola dove
attualmente sto io
e se ci sono questioni
o domande sono a vostra disposizione
grazie
io ringrazio il comandante Massimo
e penso che da parte di tutti un grazie
non solo per la relazione ma per il fatto che
tutti i giorni vi mettete a nostra disposizione e ci fate sentire sicuri, per cui un grazie più che va oltre la relazione.
Direi che in realtà ha toccato degli aspetti interessanti che sono anche stati trattati negli ultimi due anni di questo congresso,
perché ha citato tutto il tema delle non-technical skills, le abbiamo visto due anni fa ambientate più nell'ambito blocco operatorio,
e quindi le simulazioni avanzate con i manichini proprio per permettere all'equipe di testarsi in situazione di emergenza, quindi non tanto l'atto clinico, tecnico, chirurgico ma come reagisce alle diverse emergenze, la comunicazione e diversi aspetti come questi.
Quindi in contesti diversi vengono mutuati gli stessi strumenti e sono proprio quelli importanti che ci permettono di affrontare non tanto la quotidianità ma la quotidiana emergenza che si traduce poi nella sicurezza del paziente, degli operatori e degli operatori stessi.
Peraltro ha citato anche la grossa sfida, il grosso lavoro della Concordia, l'anno scorso con la professoressa Amato abbiamo analizzato diverse ispezioni proprio per analizzare anche la comunicazione piuttosto che come a livello organizzativo la somma di diverse falle o bypass di sicurezza
e ovviamente incrinano poi situazioni che anche tecnicamente possono essere sicure,
per cui sono temi che ci affascinano, quindi grazie ancora anche al professore che ci ha dato questa opportunità.
Intanto non so se ci sono alcune domande e comunque invito chi è in piedi,
qui ci sono ancora posti dove potete accomodarvi,
e un'altra raccomandazione
cerchiamo di mettere la vibrazione
se proprio necessario
avere il telefonino acceso
quindi ci sono domande
dalla platea
abbiamo voluto con questa relazione
farvi vedere che
non c'è soltanto
così come per le sali operatorie
è importante avere ben chiare
quali sono
i percorsi
quali sono le procedure da seguire
ci sono
Sono tutta una serie di attività e di professioni che richiedono altrettanta programmazione, essere pronti all'emergenza, al contesto e quant'altro.
C'è una domanda? Prego.
Grazie comandante Massimi per la sua relazione magistrale.
le due curiosità se mi permette
la prima è relativa
a un momento credo importante
che è il debriefing, qui ci ho fatto vedere tantissima
formazione, tantissime situazioni
più semplici e più pericolose
ma che usiamo anche in altri ambiti
anche gestionali, quindi anche
l'auditorio training sta diventando una metodologia
consolidata, ma il debriefing finale
è un momento veramente importante, mi piacerebbe sapere
anche come lo gestite, soprattutto
ricordando anche Eschilo
questa conoscenza che poi si sviluppa soprattutto nel debriefing
E la seconda è una curiosità tutta personale su chi legge tanto e poi non fa il vigile del fuoco, la letteratura dice che i vigili del fuoco italiani soprattutto si riconoscono per il coraggio, ma anche per l'eroismo e via dicendo, mentre gli anglosassoni sono un pochino più organizzati come squadra e un pochino più freddi.
Mi piacerebbe un suo commento sulle soft skills e quale secondo lei è l'attitudine che un vigile del fuoco dovrebbe avere in questa situazione.
Belle domande. La prima è facile perché forse non ho dato la dovuta importanza nella presentazione a quello che lei mi ha chiesto che è il focus di tutto l'addestramento.
Il debriefing viene sempre effettuato, viene sempre volutamente voluto, cercato di fare in maniera più completa e più professionale possibile perché è il momento in cui si impara da quello che si è fatto, si vedono gli errori, si mettono a punto le strategie per non rifarli o per cambiare qualche piccola cosa che è successa.
perché poi le cose succedono, non è che tutto quanto è sempre perfetto, quindi è quello il momento che uno mette a punto le tecniche, le strategie, noi abbiamo le procedure, non vi ho detto che noi quasi tutto lo abbiamo sotto procedura,
e quindi procedura di modo di fare, alcune cose sono un po' più larghe perché non puoi mettere sotto scheda alla maniera anglosassone ogni situazione
perché quello che ci caratterizza è che magari siamo un po' più flessibili sicuramente, però il discorso della seconda domanda
Noi insegniamo a lavorare in gruppo, mai da soli, non ci serve la persona, l'eroe, noi ci serve la squadra perché l'eroe non va da nessuna parte, può fare un pezzetto d'eroe se dietro c'è la squadra.
L'ultimo pezzo è da Roe, io con me ho due o tre soccorritori che hanno preso la medaglia per quello che hanno fatto.
Non so se ricordate in Campania la bambina Irma che è stata recuperata da non so quanti giorni con la nonna, che era morta la nonna, insomma tutti i genitori, crolli pazzeschi in Campania
e quello che ha tirato fuori la bambina è uno dei miei istruttori professionali, quindi io ci ho parlato anche di questi aspetti eroici, però è una capacità, se impariamo ad agire, abbiamo le conoscenze a fare, agire, a mettersi in gioco e lì poi è un momento che tu dici ci vado lì o non ci vado
E soprattutto quando facciamo queste cose ci stiamo sempre davanti pure noi, nel senso con i gradi, non andiamo male persone da sole.
Quindi è un discorso sempre di squadra e team, quindi è vero che certe volte facciamo delle cose che sembrano più pericolose ma perché l'abbiamo provate non fino a quel limite ma l'abbiamo sempre provate prima.
AI Chat
Sign in to chat with this video using AI.