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Buongiorno a tutti, abbiamo soltanto un ritardo su una macchina che sta arrivando dalla stazione
ma Roma è semi paralizzata per Hillary Clinton, anche io stamattina sono in tutta la zona
del Ministero degli Esteri bloccata per non so quanti chilometri di raggio.
Bene, comincerò con presentarmi, io mi chiamo Luca Carreri, sono il responsabile e il direttore
appunto di Eticon Biosargery, la divisione che ha organizzato questo evento, la responsabilità
oltre al mercato italiano anche quello che Romela Johnson chiama il bacino mediterraneo,
quindi Grecia e Israele. Innanzitutto vi incomincio ringraziandovi per essere venuti fino qui,
oggi è una giornata per noi particolare perché come sapete appunto questo incontro è un incontro particolare
che va in contemporanea anche a un congresso molto importante che si svolge all'Eur.
Bene, incomincio anche con dare il benvenuto a quelli che sono i moderatori, presenterò soltanto loro e non tutti quanti adesso anche i relatori perché sennò sarebbero troppi.
C'è il dottor Sergio Alfieri che possiamo definire padrone di casa in quanto professore qui al Policlinico Gemelli.
C'è il dottor Ucchino che è appunto il ritardatario che è in macchina da qua alla stazione e il dottor Panzini qua di Ferrara.
Poi abbiamo, e abbiamo parlato fino adesso appunto di chirurghi, poi abbiamo il dottor Corcione anestesista al Monaldi di Napoli.
la dottoressa Masco Giuri, farmacista a Taranto e la dottoressa Nicchia, anche lei farmacista del Cardarelli.
Ora la giornata proseguirà in questa maniera, io vi farò una breve presentazione di Johnson & Johnson, non mi ruberò più di 10 minuti, un quarto d'ora al massimo,
Poi daremo la parola ai moderatori e poi incominceremo con una serie di presentazioni.
Dopo pranzo invece ci recheremo qui dall'altra parte della strada allo stabulario per fare l'attività pratica.
Chi non volesse e penso soprattutto magari alle farmaciste possono rimanere certamente qui in aula o andare comunque allo stabulario, comunque per vostra informazione l'aula sarà collegata in diretta con un tavolo operatorio e quindi avrete comunque la possibilità di vedere l'attività e comunque di interloquire con un chirurgo, c'è un chirurgo dedicato esclusivamente a voi quindi potete chiedere qualsiasi cosa.
Johnson & Johnson è quella azienda che tutti quanti conoscono per il baby shampoo, i cotton
fioc, siamo la stessa azienda, è un'azienda molto grande, probabilmente forse tra le più
grandi dell'area della salute e cura della persona, è stata fondata negli Stati Uniti
nel 1886 da due fratelli, da quei nomi Johnson & Johnson, uno era farmacista e l'altro
era un generale dell'esercito. Unendo le necessità dell'uno e le conoscenze dell'altra è venuta fuori l'azienda
perché il generale, erano tempi di guerra in secessione, confidò al fratello farmacista che perdeva più soldati
poi negli ospedali a causa delle infezioni di quelli che poi morivano realmente in battaglia.
Allora l'idea del farmacista era appunto di cominciare a combattere eventualmente a prevenire queste infezioni e incominciarono con le prime medicazioni sterili per cercare appunto di prevenire le infezioni che allora purtroppo non c'erano ancora gli antibiotici quindi erano delle terie.
L'azienda poi divenne e cominciò a espandersi nel mondo arrivando in Europa, in Inghilterra nel 1924 a Londra, nel 1944 ha il suo battesimo presso la borsa di New York e nel 1965 arriva in Italia a Napoli tramite la Nato,
quindi appunto un furbo distributore napoletano incominciò appunto a prendere i prodotti che arrivavano per gli americani
e a distribuirli sul resto del mercato italiano.
Nel 69 invece Johnson entra direttamente e decide appunto di entrare realmente nel mercato italiano
e grazie alla Cassa del Mezzogiorno fa un grande stabilimento qui alle porti di Roma, Roma Sud,
dove crea anche un sito di produzione importante, allora si produceva il Catcut per tutta Europa.
Poi naturalmente conoscete le vicende del Catcut, quindi lo stabilimento fu prima convertito e poi chiuso.
Attualmente siamo ancora in quella sede.
L'azienda è molto grande, è presente in quasi 60 paesi con molte filiali
e nel mondo ci sono più di 120.000 dipendenti.
Come vi dicevo Johnson comunemente è conosciuta per il segmento del largo consumo
ma in realtà è quello più piccolo.
Quello dei settori più importanti e di dimensioni più o meno equivalenti
è il settore farmaceutico e quello del medical device
di cui Johnson & Johnson Medical è il rappresentante qui in Italia.
Se stiliamo appunto la classifica invece delle aziende puramente di medical device, Johnson è la più grande del mondo.
Naturalmente da qui per medical device intendo tutti quelli che sono i presidi medico-chirurgici, quindi sono esclusi i farmaci.
E vedete che la seconda classificata è General Electric e poi Medtronic e Taiko, ben distanti da J&J.
Esiste un credo, per chi ci conosce da un pochino di tempo l'avrà sentito già parlare, lo trovate in quasi tutte le nostre brochure, è una paginetta scritta dal figlio del fondatore nel 1943 tradotta in tutte le lingue in cui l'azienda è presente
ed è veramente una specie di bangelo per coloro i quali lavorano in Johnson ed è appunto composto da pochi capitoli.
Il primo capitolo parla praticamente dei nostri clienti e dei pazienti e vuole indicare un pochino quello che l'azienda deve fare per avere successo.
Il primo capitolo dice sostanzialmente che dobbiamo porre la massima attenzione nei confronti dei pazienti e di coloro che utilizzano i nostri prodotti, quindi a voi.
Il secondo capitolo riguarda i dipendenti.
La terza è la comunità, quindi anche l'ambiente, si fa proprio riferimento alla cura dell'ambiente.
quindi nel 1943 Johnson già pensava appunto a quelli che potevano essere i problemi ambientali e per ultimo degli azionisti.
I primi tre capitoli sostanzialmente diventano da come sono posti sono poi una conseguenza dell'ultimo,
in pratica si dice se l'azienda fa il massimo per i propri clienti e per i pazienti,
tratta bene i dipendenti e ha un'attenzione verso la comunità avrà anche il giusto profitto
e quindi gli azionisti, coloro i quali investono in Johnson & Johnson avranno il ritorno.
Ma qui si parla anche nel credo soprattutto di etica aziendale, di come tutti quanti noi siamo obbligati
in qualche maniera a tenerci e per questo ogni due anni ci sono delle survey anonime
a cui tutti e 120 mila dipendenti rispondono per verificare se c'è poi coerenza tra l'agire e quanto detto.
Johnson non è soltanto vendita di prodotti ma ha anche una fondazione importante
importante che si chiama in Italia Fondazione Johnson & Johnson che ha una delle responsabilità
sociali, è una fondazione che beneficia di proventi che vengono da tutti e tre i settori
quindi largo consumo farmaceutico e medical device e gestisce ogni anno diversi milioni
di euro per attività benefiche. Nel consiglio di amministrazione non c'è nessun dipendente,
c'è soltanto un dipendente di J&J e questo per garantire che questi investimenti siano fatti non a scopro di lucro,
l'azienda non deve avere alcun tipo di ritorno economico da queste attività.
Sono stati fatti dal 2000, l'anno in cui è stata fondata la Johnson, circa 90 progetti
e vedete appunto indirizzati soprattutto all'assistenza sanitaria, alla salute del bambino e della donna,
responsabilità verso le comunità, la formazione, la gestione sanitaria e molti progetti verso l'HIV.
Vi dicevo appunto non ci occupiamo, tutti i progetti devono avere delle caratteristiche particolari,
Anche voi, anzi, vengano proposte e idee da chiunque, noi accettiamo quindi idee e progetti da finanziare, devono avere appunto soltanto alcune caratteristiche.
Il primo è che non devono avere un ritorno economico per l'azienda, quindi noi non possiamo per esempio finanziare un progetto all'interno di qualunque vostro ospedale perché qualcuno potrebbe immaginare che finanziamo l'ospedale per poi avere un beneficio in qualche maniera.
Devono essere progetti di rilevanza nazionale, quindi Italia, non ci occupiamo di Africa o di altri paesi emergenti, lì ci sono altre fondazioni del gruppo che si occupano esclusivamente di quei paesi e poi bisogna trovare uno sponsor interno o meglio un dipendente Johnson & Johnson che si faccia il garante che i soldi che la Johnson mette a disposizione vengano spesi nella maniera corretta e che il progetto venga effettivamente realizzato.
Detto questo torniamo al business, Johnson è l'azienda che investe di più nella ricerca e sviluppo, il 13% contro una media del 10%, questo 13% del suo fatturato lordo, quindi una cifra veramente molto importante.
ormai un anno fa abbiamo festeggiato il 40° anniversario
due anni fa, abbiamo detto appunto che è stata fondata la Johnson Italia nel 69
e siamo arrivati a quasi 1200 dipendenti in Italia
suddivisi legalmente tra due sedi, quella di pratica di mare come vi dicevo Pomezia
e un'altra a Milano
le donne ormai sono in prevalenza
e la maggior parte appunto dei dipendenti, oltre l'80%, ha almeno una laurea.
Ecco, vi dicevo appunto le due sedi, vi spiego brevemente com'è organizzata Johnson Medical.
Ci sono un certo numero di franchise, insomma di gruppi, che poi raccolgono al loro interno delle specialistiche,
Per esempio la Cordis è l'azienda che fa parte di Johnson Medical che si occupa, lo conoscerete forse tutti, degli stand coronarici, comunque di tutto quello che è la gestione sostanzialmente della cardiologia.
La Depui invece cura il settore dell'ortopedia, della neurochirurgia, sono un po' i falegnami.
Ora è stata annunciata due giorni fa una grossa acquisizione che rientrerà nel gruppo del Depui,
la Johnson ha acquistato un'azienda che nasce in Svizzera, si chiama Sintex, che si occupa praticamente di trauma,
era un settore in cui noi eravamo marginalmente presenti, un'azienda che ha pagato cash 22 miliardi di dollari.
Poi ci siamo noi, Eticon, il gruppo Eticon comprende certamente le suture, comprende Eticon Biosargery,
quindi noi gli emostatici, poi anche il settore della ginecologia e ora della chirurgia plastica,
perché una delle ultime acquisizioni è stata la Mentoro con le protesi mammarie.
Eticon Endosargini nasce come una costola di Eticon nel 1990, ora sapete è forse la maggiore azienda che si occupa di chirurgia laparoscopica.
Poi abbiamo Vision Care, le lenti a contatto monouso, l'iScan che invece è impegnata nella cura del diabete, Orthoclinica Diagnostic invece del laboratorio analisi.
Come vi dicevo l'azienda si espande anche acquisendo mercato, la Mentor e Omrix, è stata comprata due anni fa, è un'azienda che ci riguarda molto da vicino perché è un'azienda che produce la nostra colla di fibrina.
È un'azienda nata in Israele, attualmente ha ancora sede in Israele, avevano loro questo gruppo di scienziati israeliani, si sono inventati la colla di fibrina e molti altri progetti, la Johnson l'ha prima commercializzata per un certo periodo e poi due anni fa l'ha comprata e ora sta allargando gli stabilimenti perché l'azienda ha preso una dimensione globale.
ultima acquisizione del gruppo etico
nella Clarent
questa non la conosce nessuno di voi
uno perché si rivolge agli otorini
e poi perché in Europa è ancora molto piccola
mentre in realtà è molto importante
negli Stati Uniti
la maggioranza
dei nostri investimenti
sono indirizzati verso quello che noi chiamiamo
professional education
il nostro obiettivo è chiaramente quello di vendere prodotti
ma cerchiamo appunto di venderli
in maniera
tale che i nostri interlocutori siano anche in grado di utilizzarli nella maniera corretta
quindi facciamo grossi investimenti come quello di oggi
per cercare di condividere con voi i pregi dei prodotti stessi.
Quindi ci rivolgiamo tramite appunto dei corsi specifici
un pochino a tutti quelli che sono i nostri interlocutori
a partire dagli infermieri, farmacisti, chirurghi, direttori generali, amministratori e ora anche gli ingegneri clinici
che sono appunto delle realtà certamente in crescita nella nuova sanità.
I chirurghi, la maggior parte di voi forse saranno stati anche al centro di Hamburgo,
un centro importantissimo nato appunto per sviluppare la chirurgia laparoscopica.
dove credo che forse appunto la maggior parte dei chirurghi che devono imparare la chirurgia laposcopica
saranno stati negli ultimi dieci anni.
Da ultimo faccio un po' di pubblicità a una rivista interna edita appunto esclusivamente da Johnson & Johnson
una rivista che noi distribuiamo gratuitamente quindi chi di voi fosse interessato deve soltanto richiedercela
potete riceverla appunto credo non mi ricordo se bimestralmente o trimestralmente a casa
È una rivista molto ben fatta in cui ci sono anche degli articoli spesso indicatici da voi, una rivista scientifica di aggiornamento.
Detto questo vi ringrazio, vi comunico che noi saremo qua tutto il giorno quindi per qualsiasi vostra necessità non dovete altro che farvi avanti e a questo punto lascerei la parola al professor Alfieri che è padrone di casa.
Buongiorno, io non rubo tempo ai lavori, devo solo dare il benvenuto.
Io lavoro qui in una divisione di chirurgia digestiva, sono un chirurgo e conosco bene i loro prodotti.
Apprezzo sempre questi incontri che la Johnson & Johnson organizza, perché?
Perché mi metto soprattutto nei panni dei farmacisti che ricevono i vari rappresentanti delle diverse industrie
spesso con prodotti che teoricamente dovrebbero avere o la stessa funzione o la stessa efficacia
e districarsi all'interno di questi prodotti, oggi parleremo di emostatici, di sigillanti
e capire quale applicazione all'uno, quale applicazione all'altro,
dove ci può essere un vantaggio dell'uno e un vantaggio dell'altro può essere difficile.
Alle volte si può pensare che ci sia l'interesse o all'interno dello stesso ospedale
ci può essere un chirurgo che vuole utilizzarne uno e l'altro chirurgo che vuole utilizzarne l'altro
ed è difficile alle volte comprendere fino in fondo quale sia la reale indicazione
immaginiamoci poi per un direttore amministrativo o un direttore generale
quindi fare incontri come questi dove oltre al background culturale
che si darà nella prima parte della sessione
però poi vedere dal vivo chi ha voglia anche oltre che dei chirurghi, degli farmacisti
di andarla a vedere, ma funziona o non funziona
o Alfieri che va dal farmacista
lo vuole solo comprare perché è amico di Luca Carreri
o perché uno vale l'altro
c'è una differenza tra l'uno e l'altro
provarlo su un fegato che fa sanguinare
e poi metti questo emostatico
se non altro ti può dare
se funziona
io lo utilizzo
comunque se funziona
ti può dare in realtà
la percezione di quello che stai
diciamo, non voglio dire acquistando
Quello che stai introducendo all'interno del tuo presidio. Questo vale un po' per tutti i presidi che vengono proposti giornalmente da tutti i rappresentanti di tante industrie.
Quello che ha fatto vedere il dottor Carreri di quella Johnson secondo me a prescindere dall'incontro di oggi è una garanzia di grande solidità, ossia avere dei prodotti che sono commercializzati da un'industria, da una compagnia molto grande è segno di garanzia.
questo significa che hanno tutti dei processi di controllo che io peraltro conosco molto seri
tant'è che alle volte io gli dico che sono anche autolesionisti
per traslare su un'altra franchising qualche mese fa la Johnson ha fatto un recall dei drenaggi chirurgici
qualche altra azienda più piccola non l'avrebbe fatta perché a un certo punto per i controlli che fanno
basta che trovano una partita che ha, non dico un problema, ma magari non ha su dieci processi di controllo e di sicurezza
Uno è in dubbio che proprio perché è una compagnia molto grande, sono molto seri, vengono da noi, vanno dai farmacisti,
dicono adesso per un mese facciamo le ricontrolli, le ricontrolliamo tutte e poi le rimettiamo.
E quindi deve essere sempre visto questo aspetto, non come dire è mai un problema,
cioè le altre, non tutte le altre industrie nel campo medicale hanno questa serietà.
Quindi questo a mio avviso è una garanzia per i prodotti che commercializzano, per tutti i processi di sicurezza.
E poi incontri come questi che ne fanno, quindi investono, in cui poi uno alla fine può uscire convinto o non convinto, questo dipende adesso se funzionerà o meno quello che ci farà vedere oggi.
Quindi io vi auguro buon lavoro, benvenuti, mi tratterò un po' con voi, magari torno anche più tardi e darei la parola ai moderatori per iniziare i lavori, i veri e propri.
Buongiorno, io sono uno dei moderatori, modererò moderatamente anche in ragione della mia voce e quindi abbiamo anche dei tempi abbastanza ristretti per rispettare quelle che sono delle indicazioni audiovisive.
Il primo relatore è Andrea Sanna, chirurgo conegliano veneto, che presenta le tipologie di chirurgia base su cui si potrebbe sviluppare successivamente la discussione con gli altri moderatori.
Salve a tutti, ringrazio Johnson & Johnson per l'invito a questi incontri che sono sempre molto interessanti.
Vi devo dire che da un punto di vista professionale a parte aver conosciuto il Tabotan Fibrillare alla prima esperienza di Dario dalle nostre parti quando ancora ero specializzando a Ferrara però effettivamente questi incontri che fanno sono estremamente interessanti soprattutto perché ci danno ai chirurghi che non hanno esperienza di questi prodotti
prodotti, veramente la possibilità di utilizzarlo sull'animale, quindi di capire fin dove ci
possiamo spingere e come possiamo utilizzarli. Adesso in sala operatoria abbiamo sempre tutti
fretta, ma la fretta nell'uso di questi farmaci e di questi prodotti non è il principale
compito e saperlo utilizzare o comunque avere un'idea di dove si può utilizzare nel momento
momento in cui si può utilizzare sicuramente ci agevola durante l'intervento chirurgico. Saluto
anche il professor Pansini a cui sono particolarmente legato perché è stato uno dei miei
formatori e vi parlo delle diverse tipologie di sanguinamento tenendo presente che io sono un
chirurgo quindi non sono né un biologo né un ematologo e farò qualche breve cenno anche ai
i concetti di fisiopatologia della coagulazione. Da dove vengo? Intanto per quelli che non sanno
dove è Conegliano, il nostro posto è una piccola cittadina nel nord-est, molto più famosa che per
il nome, per quello che produce il prosecco di Conegliano e Valdobbiade. Devo fare un po' di
pubblicità anche alla terra. Allora intanto un piccolo concetto da ricordarsi che per emostasi
si intende un processo che determina l'arresto di un'emorragia che è un
processo normalmente fisiologico dopodiché laddove la fisiologia
dell'organismo non sia in grado di provvedere entrano in campo i medici e i
chirurghi a me piace un pochettino considerare la sala operatoria non come
il chirurgo l'anestesista il paramedico l'infermiere ma come un'equipe se un
un intervento non funziona bene perché c'è un corretto lavoro del KIP.
Ricordiamoci quindi che il chirurgo è sempre aiutato, soprattutto nei momenti in cui c'è necessità di supportare un paziente
perché è un paziente che sta sanguinando, che abbiamo al di là della nostra separazione
il collega che ci aiuta a far sì che il paziente regga anche tutto quello che facciamo noi.
E quindi è importante il concetto di management dell'emostasi e il management del paziente, tenendo presente che noi facciamo un mestiere per cui se vogliamo operare il paziente lo dobbiamo per forza tagliare e necessariamente quando un paziente viene tagliato tende a sanguinare.
Quindi cosa dobbiamo fare? Nonostante tutto quello che combiniamo e l'ausilio dei colleghi anestesisti, il sanguinamento va comunque controllato.
Teniamo presente che i sanguinamenti possono essere eventi che capitano durante un intervento chirurgico che sarebbe la condizione ideale, nel senso che c'è lì l'anestesista, c'è lì il chirurgo, abbiamo tutti i presidi per lavorare.
Sono anche però eventi che possono accadere al di là del momento chirurgico e quindi quando un paziente arriva in ospedale, quando il paziente è a letto oppure anche per i traumi.
Vedete qui una rapida sequenza di traumi epatici di tutti i gradi, cioè tutta la classificazione.
Questo perché dopo in sala operatoria magari avete la possibilità di vedere anche l'utilizzo di questi prodotti a seconda del tipo di lesione.
Qui una piccola scala per i colleghi che sono farmacisti, anche in chirurgia si classifica tutto e quindi abbiamo la classificazione delle lesioni del fegato, la classificazione delle lesioni delle milza, la classificazione dei traumi del pancreas, dopo ricordarseli tutti è un altro discorso.
Però ad esempio questo è estremamente interessante perché si passa da una lesione che teoricamente il chirurgo che è a grado di farsi l'ecografia o che ha l'ecografista disponibile se la controlla e basta, a una lesione che necessita dell'intervento di un chirurgo epatico di grossa esperienza.
Adesso se mi carica la...
nel momento in cui c'è un trauma endoteliale, una lesione endoteliale, c'è una riduzione dell'ampiezza,
c'è una vasocostrizione fisiologica che serve per ridurre le perdite ematiche.
Importante per l'utilizzo degli emostatici è le perdite ematiche, grosse perdite ematiche,
ci deprivano dei fattori della coagulazione che servono per far funzionare questi pressili.
Dopodiché, come ben sapete, c'è l'attivazione ad opera del collageno di fattori di Volvilde,
Le piastrine diventano delle stelline, vengono attivate e tendono ad aggregarsi liberando a sua volta dei granuli che hanno nel citoplasma che hanno degli altri mediatori chimici tipo la sertonina che funziona come vaso costruttore, trombosano, l'ADP che da una parte attivano altre piastrine e dall'altra coaduvano i processi di aggregazione.
Dopodiché c'è l'attivazione della cascata della coagulazione per portare la formazione di quello che è il tappo finale e stabile che è quello che ci fa bloccare il sanguinamento.
E questo, vedete ve l'ho fatto anche in schema ma sostanzialmente ve l'avevo già detto, porta alla formazione del coagulo finale, cioè a questa maglia di fibrina che integra e tiene fisso globuli rossi, piastrine e globuli bianchi in modo da formare questo tappo stabile.
Quando ho iniziato questa presentazione volevo scrivere tipologia di intervento nel paziente sano, ora è un paradosso dire che un paziente che deve andare ad intervento chirurgico sia un paziente sano,
quindi possiamo pensare ad un paziente che va ad una condizione di intervento chirurgico a basso rischio di sanguinamento, perché questo? Perché dopo vi farò vedere che esistono delle condizioni ad alto rischio di sanguinamento.
Allora, intanto, l'intervento chirurgico prevede un danno all'interno dell'organismo, però anche la cascata della coagulazione ha una sua omeostasi, cioè un intervento chirurgico di un paziente tutto sommato con non grosse patologie,
e in quello che sono contenti gli anestesisti di addormentarci perché sono in classe ASA 1, che ha un intervento senza problematiche, vedete quella curva verde, è l'andamento dell'emostasi, cioè sta all'interno di un range delle alterazioni che possono andare verso un evento trombosi o verso l'emorragia, però sempre dentro quel range.
Intervento chirurgico post-operatorio guarigione. Il trauma, non è il trauma che ci teniamo in reparto o che viene visto e dopo viene mandato a casa dopo qualche giorno e che sta in sorveglianza, è un trauma che va ad intervento chirurgico, quindi un paziente che ha del trauma un evento estremamente grave.
grave. Vedete che arriva sostanzialmente ancora in fase di compenso, arriva in fase di compenso
perché ci sono stati tutti i protocolli di gestione del paziente traumatizzato, però è ovvio che tutte
le perdite, tutte le problematiche che ha avuto portano a un periodo post-operatorio e nel periodo
subito per guarigioni intendiamo sostanzialmente l'arco dei 30 giorni dopo un intervento chirurgico
in cui è un paziente ad alto rischio di sanguinamento e questo dobbiamo tenerlo in conto.
Questo è un altro caso, ad esempio il paziente trapiantato di fegato.
Tenete presente che l'intervento chirurgico, l'emostasi normale, in realtà per normale si intende non che funziona bene
perché se no non va al trapianto di fegato, ma è stata compensata in questo tipo di interventi.
L'anestesista prepara il paziente da trapiantare e lo porta nelle condizioni migliori affinché il chirurgo riesca a lavorare
perché è un fegato che non funziona, dopodiché nel post-operatorio avremo una condizione di incapacità del fegato
che è uno dei principali produttori degli elementi della coagulazione a non funzionare perché ha lo shock
legato al fatto della riperfusione del sangue in un periodo in cui è stato bloccato.
E poi ci sono altri interventi, non c'è solo il chirurgo generale che fa, ci sono i cardiochirurghi,
ci sono gli ortopedici, i ginecologi, ci sono tanti specialisti che fanno la chirurgia e ci sono tanti altri interventi.
Questo è un intervento chirurgico, l'omeostasi è un intervento chirurgico ortopedico in un paziente a basse rischio di sanguinamento,
vedete che invece del sanguinamento tende di più ad andare verso l'evento trombotico.
Come vi dicevo prima classifichiamo tutti, questa è una classificazione delle emorragie che dà più una valutazione
La tipologia di sanguinamento del paziente quantitativo si passa da un 15% del volume circolante a un perdite superiore al 40%. Una classificazione però migliore è questa che è dell'American College of Sargeant che ci dice a seconda più o meno delle tipologie di sanguinamento quale sono le modifiche che ci si aspetta nell'organismo.
Sono abbastanza standard, però sono anche state valutate. Ad esempio, qui una perdita ematica intorno al 25-30%, questi sono lavori di terapia intensive, quindi di anestesisti, un 25-30% di perdita ematica non danno un granché di variazione della pressione rispetto alle condizioni normali.
Come non danno un'alterazione finché restiamo nel range del 25% in un paziente a basso rischio di sanguinamento anche della pressione.
Però che cosa si verifica?
Si verifica, ecco un altro concetto che volevo dare,
nell'ambito del Romeostasi c'è l'organismo che tende a veicolare il sangue
verso quei parenchimi che tendono a soffrire maggiormente.
Quindi in una fase di compenso, anche in una fase iniziale,
vedete in questo caso è stata fatta una valutazione della perfusione gastrica,
la perfusione gastrica aumenta nonostante lo stomaco non sia principalmente
uno degli organi particolarmente nobili da salvaguardare. Veniamo alle tipologie di
sanguinamento. Abbiamo tipologie per sede, cioè abbiamo delle fonti singole, sanguinamento
arterioso fuoriesce sotto forma di getto perché risente della spinta sistolica del cuore e anche
se piccole lesioni, come vi farò vedere, danno delle perdite matiche che in breve tempo possono
sono essere rilevanti. La forma venosa, invece, il sanguinamento venoso è un sanguinamento di tipo
più continuo, vedrete che non ha lo spruzzo di sangue come ha l'arterioso, però è più subdolo
perché si tende a occupare il campo operatorio senza permetterci di vedere qual è la fonte di
sanguinamento. Le fonti plurime, quelle che i chirurghi chiamano emorragie a nappo, sono
Sono emorragie determinate da un sanguinamento che è capillare, però è molto insistente, molto importante ed è difficile da controllare perché spesso accade nei grossi interventi chirurgici, quindi nelle ampie resezioni pancreatiche, nei tessuti infiammati e questi sono sanguinamenti che possono portare anche di volumi non da poco.
I politraumi e le rime anastomotiche, sempre per il concetto del discorso capillare, le rime anastomotiche sono riattaccare l'intestino, sezionare il pancreas e c'è un'attivazione del microcircolo, andiamo ad operare laddove c'è un microcircolo e quindi un sanguinamento capillare.
E poi le superfici cruentate, le resezioni epatiche, le resezioni pancreatiche, quindi degli organi solidi, oppure come vi dicevo le ampie superfici, soprattutto questa nella chirurgia oncologica del retroperitoneo in cui si asportano voluminose masse.
masse. Questo è uno schema venoso, è soltanto per chi non è chirurgo direttamente, la lesione
che vi faccio vedere adesso è una lesione della vena iliaca comune, che è una vena
di tutto rispetto, però adesso si carica lentamente, è un computer a pedali.
Ecco, vedete, questo è un intervento laparoscopico per un problema di tipo ginecologico, una
una neoplasia, vedete che stavano facendo una linfadenectomia a livello della regione iliaca
e c'è una lesione adesso della vena iliaca, vedete che in realtà si vede il sanguinamento del campo,
non si vede la franca fonte di sanguinamento, pur essendoci qui un ingrandimento,
ecco pensate che non tutti gli interventi sono in laparoscopia e quindi abbiamo un campo limitato
in cui abbiamo un sanguinamento, però vedete che la caratteristica è quella di occupare il campo operatorio
senza farci vedere bene dove è la fonte diretta di sanguinamento.
La prossima, per contro, è una lesione di un'arteria che è l'arteria ileocolica, il tratto terminale,
quindi vedete che come calibro di vaso è sicuramente inferiore rispetto al precedente,
vedete dove si verifica la lesione, però vedete che il tipo di sanguinamento, in questo caso un sanguinamento arterioso,
e di tutt'altra natura. Questo è sempre un intervento laparoscopico, vedete che si va con la suturatrice, con la gira per sezionare e legare i vasi, c'è una lacerazione e questo è il sanguinamento arterioso, vedete il sanguinamento a getto di un vaso che non è grossissimo di dimensioni, c'è ben di peggio.
Però il sanguinamento è attivo, occupa rapidamente il campo operatorio ed è, vedete qui quanti secondi sono passati, tende ad essere importante come volume di sangue fuoriuscito.
Questo è un sanguinamento da un parenchima, non ho sanguinamenti da anappo, non si vede benissimo, però questo è un intervento su una resezione epatica, vedete nella parte inferiore dello schermo anche qui c'è un sanguinamento dove non si vede la fonte franca ma tende a diffondere un pochettino da tutto quanto il parenchima.
È lo stesso tipo di sanguinamento che si può incontrare nei sanguinamenti a Nappo. Tenete presente che per mostrarvi questi tipi di filmati in eventi acuti, sono sempre eventi un pochettino concitati, quindi non c'è l'operatore che può registrarti, possiamo sempre avere i filmati di queste problematiche.
Però ecco questo solo per farvi vedere il sanguinamento del parenchima e accade abbastanza spesso soprattutto adesso al giorno d'oggi il chirurgo epatico sostanzialmente tende a non fare più la manova di Pringle perché si è visto che si riesce comunque con gli strumenti che abbiamo a disposizione al giorno d'oggi ad avere un'emostasi abbastanza buona anche senza dover andare a fare il crampaggio epatico se non in casi particolari.
quest'altro, questo è il fegato
la vascolarizzazione di ritorno
in alto del fegato
vedete
mi interessa la parte a destra
dove vedete quella lì è la vena
sovraepatica di sinistra con i suoi rami
terminali, perché? Perché procedure di
biopsia epatica se ne fanno costantemente
adesso il trattamento delle lesioni
epatiche anche con la radiofrequenza ci può
permettere di farle per via laparoscopica
quello che può succedere quando facciamo
facciamo una
Una biopsia epatica è questo, per dirvi non è che non capiti, ad esempio questo apparentemente è un fegato sano,
a me è capitato una volta di vedere una biopsia di questo tipo di una ragazza giovane che ha avuto un emoperitoneo talmente importante
che abbiamo dovuto portarla in sala operatoria, quindi sono eventi non tanto frequenti,
però se uno sa cosa fare in queste e sa che cosa ha a disposizione, questo ve l'ho fatto vedere non tanto per la tipologia di sanguinamento
perché con Quixil o Evicel si può introdurre per via la paroscopica e all'interno della lesione si può mettere il collante, il sealant, quindi è un vantaggio anche per queste tipologie di lesioni che non sembrano particolarmente importanti ma che alla fine possono creare dei dispiaceri.
parliamo sempre di chirurgia generale, vi faccio vedere un sanguinamento che non è come quantitativo importante
ed è una lesione di un aneurisma del cerebrale media e vedete che, ve la faccio breve,
comunque il sanguinamento continua finché non viene utilizzato un emostatico e questo non è un volume di sanguinamento importante,
ma un sanguinamento in una zona in cui il progredire del sanguinamento determina una lesione d'organo che non si recupera dopo.
Allora, poi per tempistica, vi dicevo, abbiamo le lesioni, i sanguinamenti preoperatori, i traumi, come è ovvio, vascolare, la rottura degli aneurismi,
non sono soltanto gli eventi cataclismatici degli aneurismi della orta addominale, ma possono esserci aneurismi delle arterie con calibro inferiore,
il lia capoplitea che possono però essere degli eventi, anche questi, estremamente importanti per l'organismo
in cui c'è la necessità di agire tempestivamente.
Oppure gli oncologici, ci sono rotture di epatocarcinomi, ci sono rotture di vasi principali,
non so, nelle grosse formazioni del retroperitoneo.
Questi sono pazienti che, perché vi parlo di questo?
Perché arrivano al tavolo operatorio quando hanno già sanguinato e questo è da tenere presente
Questi che utilizziamo sono presidi che ci aiutano quando il sistema coagulatorio tende a funzionare correttamente, nell'intraoperatorio come vi dicevo e nel postoperatorio.
contribuiscono poi vari fattori al sanguinamento intraoperatorio
diciamo che un pochettino ve l'abbiamo visto però ecco ad esempio tenete presente
nella chirurgia spinale tendono a dove vengono fatte delle pulizie dell'osso
tendono ad essere tessuti facilmente sanguinanti e quindi anche in questi tipi di chirurgia
possono essere utili questi presidi
l'obiettivo qual è? Quello che nel momento in cui noi abbiamo un sanguinamento
cercare di evitare la conseguente ipovolemia, l'anemia
perché questo può provocare problemi di morbilità oltre che di mortalità che speriamo di non arrivarci mai però di morbilità nel post operatorio e poi da considerare non di poca rilevanza tutto il rischio delle trasfusioni.
Le trasfusioni ci salvano però possono attivare all'interno dei pazienti dei meccanismi soprattutto di risposta immunitaria con insorgenza di patologie che magari prima i pazienti non avevano.
Quindi il sanguinamento è un chirurgico, lesione vascolare, che può essere controllata, c'è una riparazione diretta o blocco tramite sistemi coagulatori, la cascata della coagulazione, e non necessita più di un'ulteriore azione.
Può esserci però l'incapacità di bloccare il tutto, allora l'organismo può comunque formare dei coaguli, quindi esserci un sanguinamento, delle perdi tematiche e successivamente bloccarsi, oppure è necessaria la riparazione chirurgica.
In tutti questi eventi però noi abbiamo dei consumi, dei fattori di coagulazione.
Il fegato non è una macchina, non è come l'anestesista che ci supporta quando il paziente sanguina,
che ci mette il sangue, ci mette il plasma e ci rimette il paziente in compenso.
Quando il paziente sanguina comunque perde questi fattori.
La perdita di questi fattori necessita di trasfusioni di sangue o di emoderivati,
le complicanze legate alla trasfusione e l'incapacità poi del sistema coagulatorio a ricompensarsi in fretta.
allora si può arrivare a quelle condizioni più gravi che sono le condizioni di shock
che sono l'incapacità di mantenere una perfusione tessutale
il tutto poi può scatinare un'acidosi metabolica, l'ipotermia e la coagulopatia
tale da compromettere, arrivare ad una triade killer che ci porta a dei dispiaceri sul paziente
qua l'ipotermia e l'acidosi agiscono a livello del sistema coagulatorio
determinando un rallentamento e un'incapacità di formare tutti gli eventi della cascata coagulatoria
quindi tendono a rendere anche se la coagulazione magari in quel momento funziona correttamente
però possono rendere il coagulo, il tappo piastrinico molto meno resistente
quindi è da sapere che ad esempio nel posto operatorio di un paziente di questo tipo
ci si può aspettare dei sanguinamenti non perché ci sia stato qualcosa che non andava
ma perché c'è qualcosa che non funziona nel paziente legato a queste problematiche.
Poi può essere indotta da noi, è ovvio che con la chirurgia più andiamo avanti più ci spengiamo a fare delle cose che sono come vedete questo liposarcoma, questo è una diapositiva del dottor Bianchi dello IEO,
Ecco che ci aveva presentato un caso di questo tipo e un intervento durato 8 ore, 22 litri le perdite estimate, un paziente che è stato operato 2-3 volte per l'estrema complessità del paziente.
È ovvio che un paziente di questo tipo avrà un decorso post-operatorio più difficoltoso nonostante dopo l'intervento sia andato tutto bene però nella gestione dell'ammalato questo dobbiamo tenerlo presente.
Per dirvi, vi ho fatto l'esempio del collega che aveva presentato un caso di chirurgia oncologica perché lui si occupava di chirurgia oncologica, questo è un caso che è capitato a noi poco tempo fa, un trauma della strada, una ragazza giovane, rottura di milza, rottura di fegato con uno dei vasi principali che sanguinava, rottura del polmone con i vasi segmentari che sanguinavano, intervento di 6 ore, 20 litri le perite stimate, 30 sacche di sangue.
E' ovvio che questa paziente qua al momento in cui noi abbiamo tentato di usare dopo tre ore i farmaci e i presidi che sfruttano il sistema coagulatorio per bloccare il sanguinamento non ci potevano in questo caso dare una mano perché ormai il sangue era totalmente stato sostituito, il fattore della coagulazione è perso per cui bisognava reintegrare e ricompensare il tutto.
Dopo la paziente è andata anche a casa.
E quindi è da considerare anche tutte le problematiche legate ai rischi associati alle trasfusioni.
Ecco, tengo a precisare che è importante soprattutto per i chirurghi l'immunomodulazione.
Le trasfusioni dei pazienti ci provocano un'alterazione se sono in grosso volume del sistema immunitario del paziente.
Quindi abbiamo pazienti più a rischio di infezione, abbiamo pazienti che nel postoperatorio possono sviluppare malattie autoimmuni
scatenate dal fatto che trasfondiamo del sangue non suo.
Anche il fatto che è da tenere presente che a parità di classificazione ASA del paziente,
un paziente che è politrasfuso è un paziente più a rischio di mortalità nel postoperatorio e in terapia intensiva.
Vi sono poi pazienti ad alto rischio di sanguinamento.
Ecco, per non dilungarmi troppo, esistono delle coagulopatie congenite o indotte.
La coagulopatia del paziente epatopatico la conosciamo abbastanza tutti,
deficit di vitamina K e soprattutto dei fattori vitamina K dipendenti,
la disfunzione delle piastrine, il sequestro delle piastrine,
la riduzione della sintesi dei fattori anticoagulanti.
Però, giusto che parlavano degli stent e della produzione di stent,
al giorno d'oggi abbiamo una tipologia di pazienti che per i chirurghi è un dramma.
I pazienti che vengono salvati dallo stent medicato, quello che chiamano i cardiologi stent medicato e la duplice antiaggregazione piastrinica è un dramma per il chirurgo.
Perché? Perché vedete questa diapositiva, il paziente sottoposto a stent più duplice antiaggregazione pastinica ha nell'arco del primo anno alla sospensione di questi farmaci un alto rischio di retrombosi e di mortalità alla sospensione dei farmaci.
Se ci arriva un paziente traumatizzato con un evento acuto, con un tumore, cosa facciamo?
Bisogna operarlo.
E sono pazienti che vedete, non è che sia il chirurgo che dice dopo, diciamo al farmacista abbiamo bisogno giustamente di questi presidi
perché se ci arrivano questi pazienti siamo un po' in difficoltà.
Sono pazienti che effettivamente sanguinano molto di più.
Questi non sono lavori di chirurghi, questi sono lavori di cardiologi, quindi vedete che non siamo poi semplicemente noi.
E chiudo un attimo dicendo che esistono vari presidi oltre questi, esistono per l'emostasi dei vecchi presidi, quindi la compressione diretta, fare delle suture, però è ovvio che ci aggiorniamo, utilizziamo delle metodiche sempre più moderne,
Quindi le tecniche di produzione di elettrocoagulatori, di radiofrequenza, dell'harmonic scalp e dopo l'utilizzo di farmaci, di protocolli farmacologici e di farmaci e di presidi per quello che riguarda il mantenimento dell'omeostasi.
Dopo questa sudata vi ringrazio per l'attenzione.
Grazie, io passerei alla dottoressa Carletti, responsabile del farmacia di Ferrara, che ci parla delle basi teoriche e pratiche di quello che poi i chirurghi andranno a dover verificare e quindi la qualità, l'efficacia e la sicurezza degli emostatici topico assolvibili.
Se Rossella riesce a stare nei tempi, perché così abbiamo un po' di discussione prima del coffee break, lo faremo con qualche annotazione sulle relazioni che state appena presentate.
Poi avremo un coffee break, che è un coffee break, non è un pranzo, lo ridurremo a pochi minuti in modo da dare modo anche alle altre persone di poter parlare in tempo.
Avete domande intanto dall'audience finché la tecnologia parte? Sentitevi liberi nei momenti di pausa di poter intervenire con le vostre osservazioni, avremo modo anche durante la moderazione con i colleghi di fare questo.
Sì, cercherò di stare nei tempi, quindi andrò un po' veloce nel descrivere un po' i prodotti del commercio.
Non è una relazione esaustiva di tutto, non lo vuole essere, ma soprattutto vuole focalizzare più che altri prodotti che noi usiamo all'interno della nostra azienda ospedaliera di Ferrara.
Ringrazio naturalmente e un buongiorno a tutti.
prodotti. Parlando di emostese abbiamo già sentito parlare di vari tipi di metodi emostatici
che sono qui descritti e questo è un quadro di insieme dei prodotti emostatici che sono
principalmente utilizzati e che sono in commercio. Come vedete in questo quadro di insieme già
si possono fare delle differenziazioni dal punto di vista normativo perché abbiamo dei
i farmaci, delle specialità medicinali e dei dispositivi medici, anche dal punto di
vista dell'origine, essendo i farmaci emoderivati, mentre gli altri prodotti sono di origine
animale o vegetale, minerale, e le colle chirurgiche sono di origine sintetica. Il meccanismo
d'azione è già stato spiegato, poi lo vedremo lo stesso successivamente un po' in dettaglio,
sono alcuni riassorbibili, come vedete, mentre le colle chirurgiche non lo sono, i prodotti sintetici.
Hanno componenti diverse, gli emoderivati di origine umana contengono fibrina, trombina e altri componenti,
mentre i prodotti a base di origine animale contengono, poi lo vedremo meglio, collagene e gelatina,
i vegetali contengono la cellulosa e i sintetici il cianocrilato e il PEG.
Questo è come vi dicevo il meccanismo d'azione degli farmaci emostatici agisce mimando l'ultima parte della cascata coagulativa
visto proprio la composizione che si hanno, mentre invece i prodotti contenenti cellulosa, collagene e gelatina
agiscono nella prima parte della cascata, pungendo da matrice per l'aggregazione piastrinica,
poi l'abbiamo visto già in precedenza.
Naturalmente volevo indicare anche che i prodotti sintetici invece polimerizzano in presenza di acqua
e incollano meccanicamente i margini di una ferita, quindi hanno un'azione mostatica di tipo indiretto
ed essendo di natura sintetica hanno comunque qualche problemino riguardo alla biocompatibilità e biodegradabilità
e possono indurre infiammazioni, reazioni da corpo estraneo, necrosi tessutali.
Questo sta a indicare la riassorbibilità dei materiali emostatici.
Come vi dicevo alcuni prodotti non sono riassorbibili e sono i sintetici
mentre gli altri prodotti a base di emoderivati e di cellulosa
generalmente si riassorbono nel giro di una o due settimane
mentre le gelatine e i collageni come vedete hanno un tempo di riassorbimento superiore
tempo di riassorbimento che è anche funzione non solo del materiale stesso
ma anche del quantitativo di prodotto utilizzato e del sito di applicazione.
In questa slide si può vedere come i vari prodotti del mercato hanno delle capacità emostatiche differenti, rispetto all'asse delle Y infatti andando verso l'altro aumenta la capacità emostatica e ovviamente il loro utilizzo è in funzione del tipo di sanguinamento, dell'intensità di sanguinamento che noi abbiamo.
Per cui vedete che i prodotti tipo gli amoderivati hanno delle capacità, buone capacità emostatiche e mentre le gelatine invece, le cellulose standard, tipo standard, ha capacità emostatiche inferiori, oltre naturalmente anche dei prezzi diversi.
Per quanto riguarda il discorso relativo alla qualità, sicurezza e efficacia di questi prodotti, abbiamo già diviso i prodotti in specialità medicinali e dispositivi medici.
Diversa è l'autorizzazione di questi due tipi di prodotti.
Per quanto riguarda le specialità medicinali in un certo senso la qualità, l'efficacia e la sicurezza viene dimostrata in un dossier di tipo registrativo che viene poi valutato dagli organismi centrali tipo l'EMA se la procedura è di tipo centralizzato.
E comunque la ditta deve produrre tutta una documentazione perché il farmaco venga registrato in maniera tale che dimostri quella che è la qualità del prodotto, la sicurezza e l'efficacia del farmaco.
Dopodiché, sia che si segua la procedura nazionale o centralizzata o di mutuo riconoscimento, interviene l'AIFA a stabilire il prezzo, la rimborsabilità e le modalità distributive del prodotto.
In più c'è uno step successivo che è a carico delle regioni che inseriscono il farmaco nel prontuario regionale quindi il prodotto passa al vaglio anche delle commissioni regionali del farmaco che ne valutano ulteriormente questi aspetti.
Dopodiché anche a livello locale vi è questo tipo di analisi soprattutto anche riguardo all'impatto che potrebbe avere l'introduzione nel proprio pontuario e nella propria realtà di un certo farmaco.
Per quanto riguarda le specialità medicinali sono classificate OSP in quanto sono limitati agli ospedali e alle strutture assimilate e hanno dei regimi di rimborsabilità HOC.
La presenza di farmaci in classe C dipende da quelli che sono gli accordi di rimborsabilità in sede di AIFA sul prezzo e sullo sconto praticato.
Dicevo che si tratta di prodotti che sono per uso ospedaliero proprio perché per le loro caratteristiche farmacologiche di innovatività
e per motivi di tutela della salute pubblica non possono essere utilizzati in condizioni di sufficiente sicurezza al di fuori di strutture ospedaliere.
Cosa diversa è l'emissione in commercio dei dispositivi medici
riguardo ai dispositivi medici il produttore chiede il rilascio della marcatura CE
ad un organismo dotificato definendone le indicazioni d'uso
il Ministero della Salute ne prende semplicemente atto
e non c'è poi un successivo discorso relativo alla contrattazione prezzo, rimborsabilità e modalità distributive
Anche per i dispositivi medici esiste una classificazione, quindi non sto a tediarvi, comunque ci sono varie categorie funzionali, in particolare c'è la categoria dei dispositivi di suture e di medicazione.
Nelle suture abbiamo le colle sintetiche, come vedete, mentre nelle medicazioni comprendiamo le varie medicazioni a base di collagene.
Entrando nel discorso dei dispositivi medici, per quanto concerne più addentro il meccanismo d'azione, la tipologia, le caratteristiche, diciamo che le medicazioni a base di cellulosa ossidata rigenerata,
oltre ad agire con quel meccanismo di adesività piastrinica, di conseguente adesione e aggregazione piastrinica, hanno anche altri meccanismi di azione aggiuntivi,
in quanto c'è la presenza, la formazione di un coagulo artificiale gelatinoso per ossidazione dell'eboglobina, sul quale si deposita il coagulo fisiologico,
che funge questo coagulo a un'azione in più, un'azione meccanica di pressione.
Inoltre il pH acido della cellulosa ossidata rigenerata ha anche un'attività vasocostrittiva e di antibatterica.
La cellulosa ossidata rigenerata è presente nel Tabotan che come vedete ha delle indicazioni per controllare sia l'emorregia capillare venosa e delle piccole arterie.
Non ha delle controindicazioni e avendo il pH acido può determinare anche in certi siti reazioni locali.
Il Tabotan esiste in tre formati.
Lo standard che ha una maglia a bassa destità ideale per ricoprire delle ampie zone e avvolgere delle anastomosi vascolari.
Il fibrillare ha una consistenza cotonosa ed è importante perché va ad agire in tessuti per esempio irregolari.
ha una velociazione mostatica. Il Nunit è una maglia a grossissima densità per sanguinamenti
cospicue ed ha un'elevata resistenza meccanica e può essere avvolto e sotturato. Abbiamo a base
di gelatina suina lo Spongostan che viene utilizzato come emostatico e riempitivo e anche
che questo prodotto ha delle controindicazioni e non deve essere utilizzato in presenza di
infezioni. Il surgiflo è sempre una gelatina che però è precaricata e fluida, precaricata in
siringa. Anche questo è coadiuvante nelle procedure chirurgiche in siti difficilmente
raggiungibili e deve essere utilizzato con opportune precauzioni per rischio di allergia
alla gelatina. Poi per quanto riguarda i prodotti a base di collagene ricordo questo prodotto
che si chiama Antema ed è un emostatico per le emorragie capillari estese a carico degli
gli organi parinchematosi. È controindicato nell'uso sulle superfici ossee perché è incompatibile
con l'adesivo al metacrilato. Il Flosil è un prodotto che contiene gelatina bovina ma anche
trombina ora di origine umana. Ha un effetto adesivo solo in presenza di sangue, ha una
una consistenza di gel ed è utilizzato in diverse procedure chirurgiche come sempre
accessorio all'emostasi. Agisce sia sui sanguinamenti di tipo venoso che arterioso in un paio di
minuti. Anche questo comunque ha delle controindicazioni. Ecco, questo invece è il quadro d'insieme
dei farmaci, delle specialità medicinali che hanno, come vi dicevo prima, una diversa
classificazione. Sono tutte OSP e qualcune C e H. Tutte le specialità medicinali presenti in
commercio hanno come indicazione un trattamento come supporto degli interventi chirurgici per
migliorare l'emostasi. In più alcune hanno delle peculiarità, cioè qualcuno ha un'indicazione anche
nelle chirurgie epatiche, cioè hanno delle specificità come la chirurgia epatica, ortopedica,
la vascolare e l'ulcera gastrodenale, emorragica.
Poi questa è la classificazione riguardo alle specialità medicinali
che hanno una classificazione anatomoterapeutica chimica
e appartengono al sangue e agli emoderivati.
Essendo prodotti a base di emoderivati, quindi di origine umana,
ma questo ve lo ricordo anche per il flosil,
è previsto, perché ha trombina di origine umana,
è previsto che venga richiesto in seguito alla loro somministrazione il consenso informato
e che il medico abbia una tracciabilità della somministrazione del prodotto.
Nell'ambito delle specialità medicinali abbiamo delle colle di fibrine liquide come il T-seal
che può essere sia spalmato che spruzzato sulla superficie, contiene vari componenti,
le principali sono fibrinogeno, trombina, poi abbiamo come stabilizzante inibitore della fibrinolisi la aprotinina bovina
e poi abbiamo calcio cloruro, fattore 13, si conserva a meno 18.
Il Tacosil è una spugna medicata di due dimensioni ed è praticamente un adesivo tessutalo allo stato solido
su un supporto di collagene di origine equina.
Anche esso contiene fibrinogeno e trombina di origine umana.
Si conserva a temperatura non superiore ai 25 gradi ed è pronta ovviamente all'uso.
Il Berryplast è una colla di fibrina liquida che contiene fibrinogeno, fattore 13, trombina e a proteinina bovina.
Anche questo tipo di prodotto viene conservato tra 2 e 8 gradi.
Il Quixil è sempre una colla di fibrina liquida che contiene come stabilizzante, come inibitore della febbrinolisi l'acido tranexamico che è neurotossico e quindi non può essere usato nella neurochirurgia e si conserva anch'esso a meno 18 gradi.
Quindi si può applicare a un applicatore l'apparo e si presenta.
Poi abbiamo Evicel che è praticamente quella che veniva detta l'evoluzione del Quixil.
Anche essa è una colla di fibrina liquido, i componenti sono sempre fibrinogeno, poi c'è l'aggiunta, c'è fibrino e trombina umana,
ma i quantitativi di proteine sono superiori rispetto a quello che è presente nel Quixil.
e ha anche l'eliminazione, come vedete, dell'acido tranexamico, per cui il prodotto non è neurotossico, insomma,
e ha delle applicazioni nella chirurgia generale.
Inoltre è conservabile, come dicevo, come il Quixil a meno 18° e ha indicazione anche negli interventi vascolari.
Può essere sia applicato, poi lo vedremo meglio nel pomeriggio a goccio, e anche nebulizzato.
Alcuni farmacisti europei nel European Journal of Hospital Pharmacy avevano già paragonato i vari prodotti e le specialità medicinali liquide del mercato nell'anno 2006
e avevano evidenziato quelli che c'erano in commercio in quel momento, quindi le visselle appena entrate in commercio e non è presente.
come vedete la composizione dal punto di vista della composizione dei vari prodotti per compararli è abbastanza analoga
ci sono delle diverse quantità di proteine ma anche di trombina da 500 a 1000 unità
come vedete alcuni contenevano la proteina bovina come stabilizzante mentre il Quixil contiene l'acido tranexanico
Questi farmacisti hanno fatto anche un confronto rispetto ai prodotti, come si presentavano, il tipo di catete, la conservazione, come si preparavano, quanto era il tempo di preparazione.
E da qui anche noi, nella nostra esperienza di azienda ospedaliera, dal momento che dovevamo intraprendere un percorso di gara, di acquisizione dei prodotti,
abbiamo cercato di fare delle tabelle comparative dove appunto si poteva vedere le differenze dei vari prodotti.
Ho aggiunto ovviamente l'Evisel in fondo recentemente perché in quel momento ancora non era in commercio.
E naturalmente come vedete ci sono delle differenze tra i vari prodotti, non solo nel metodo di preparazione, nei tempi, nelle temperature di stoccaggio
e anche per quanto concerne il periodo di validità, per esempio una volta preparato il prodotto,
cosicché per esempio ci sono prodotti che ovviamente una volta aperti devono essere immediatamente utilizzati
e prodotti che una volta ricostruiti devono essere utilizzati nel giro di poche ore,
mentre invece altri prodotti che una volta decongelati hanno, qui si può vedere un pochino meglio,
hanno delle possibilità di utilizzo anche di alcuni giorni e questo può essere anche interessante
e utile per evitare poi degli sprechi, qualora il prodotto non sia necessario utilizzarlo.
Per quanto riguarda, se dobbiamo parlare, come dicevamo, di efficacia e sicurezza di questi farmaci,
ho cercato di fare un'analisi di quella veloce, che è la letteratura che ho trovato sul Cochrane Database al 26 aprile.
In questo database, con quelle parole che vi ho fatto vedere, ho evidenziato non tantissimi clinical trial
e poche revisioni ecco e per quanto riguarda non tantissimi dico perché rispetto diciamo a quello
che si trova generalmente per i farmaci non ci sono grossissime evidenze e tutti comunque gli
studi clinici sono di scarsa numerosità non sono disponibili degli studi di confronto tra i vari
prodotti contenenti colla di fibrina e gli studi sono in genere condotti verso le tecniche chirurgiche
standard, che sono poi gli studi
diciamo registrativi
gli studi spesso valutano il tempo
di emostasi, la perdita ematica
e dei fluidi, ma non si
chiarisce bene dal punto di vista
dell'elevanza clinica
i tempi di ospedalizzazione
per quanto riguarda
come vi dicevo
le revisioni sistematiche
ve ne ho riassunta solamente una
qui, che aveva l'obiettivo
quella di Carles, che aveva l'obiettivo di valutare l'efficacia dei sigillanti a base di fibrina
nel ridurre la perdita ematica perioperatoria, le trasfusioni di sangue e definirne gli effetti sugli outcome clinici.
In questa revisione sono stati però selezionati solo 14 studi clinici che avevano le caratteristiche richieste
da chi conduceva la revisione, che avevano comunque una bassa numerosità e un setting eterogeneo
E alla fine le conclusioni erano che comunque mancano degli RCT di grandi dimensioni e metodologicamente corretti per definire l'efficacia dei sigillanti per l'emostasi chirurgica.
Ci sono anche delle valutazioni economiche, come vedete, in campi specialistici come in questo caso dell'ulcera peptica per valutare il costo beneficio, la costa efficacia della colla di fibrina verso l'agente sclerosante polidocanolo.
In questo caso gli autori concludono che la colla di fibrina è costo efficace, però i revisori affermano che il campione è troppo piccolo e non è stata eseguita una valutazione della potenza statistica dello studio, quindi avevano questi lavori di farmaco-economia dei difetti metodologici.
Per quanto riguarda invece quest'altro lavoro in neurochirurgia, sempre con un tipo di analisi di costo efficacia, gli autori concludevano che il sigillante di TISIL riduceva i costi e migliorava gli outcome, però i revisori individuano dei difetti metodologici anche in questo tipo di studio.
Poi naturalmente ci sono anche alcuni rapporti di HTA che sono molto importanti per valutare dal punto di vista multidimensionale i prodotti e soprattutto quello che è l'impatto che può avere sui propri budget aziendali e supportare le decisioni per l'acquisizione di una nuova tecnologia.
Ecco, tutti dal punto di vista della sicurezza, al di là di tutto quello che abbiamo detto e che sappiamo relativamente ai prodotti di origine umana, che comunque sono sottoposti a dei processi di inattivazione virale, di selezione dei donatori per cui sono tutto sommato sicure, abbiamo una recente nota dell'AIFA per tutti i prodotti che vengono nebulizzati, quindi tutti i prodotti liquidi,
vi è stata un'allerta nel 2010 rispetto all'utilizzo dei dispositivi di nebulizzazione
che possono causare un'embolia gasosa se utilizzati a pressione maggiore di quelle raccomandati
e molto vicine alla superficie del tessuto.
Infine ho presentato, ma vado molto veloce, quello che è stata la nostra esperienza
quando, come vi dicevo, abbiamo cominciato a ragionare su questi prodotti.
abbiamo voluto non solo vedere quello che era la caratteristica del prodotto dal punto di vista della scheda tecnica dei tempi di preparazione
ma abbiamo voluto vedere come venivano utilizzati sul campo, da chi, quali erano, in che condizioni, quando servivano
proprio perché si voleva fare una sorta di prontuario di utilizzo di questi prodotti.
Questi sono i farmaci e come vedete l'utilizzo avveniva in condizioni di chirurgia specialistica o in condizioni di chirurgia generali, mentre ovviamente la stessa cosa l'abbiamo fatta proprio andando a livello di reparto parlando a proposito degli altri prodotti dispositivi a base di collagene, di sigillanti e anche a proposito di Tabotamp,
Che come vedete in certi sono utilizzati.
L'ultima cosa, facciamo le riflessioni, avrei detto che i biomateriali emostatici presentano delle caratteristiche, delle tecniche peculiari non sempre sovrapponibili come abbiamo potuto vedere.
Hanno delle indicazioni che sono molto simili e non sono del tutto uguali comunque, è necessario attenersi a quelle che sono le indicazioni registrate nelle schede tecniche.
hanno dei costi differenti
è indispensabile che nella pratica clinica
si venga ad essere utilizzato un prodotto
solo dopo aver accertato la sua efficacia
la sua sicurezza e il miglior rapporto
tra beneficio, rischio e costo
in relazione a quello specifico paziente
nessun emostatico, sigillante o colla
può comunque sostituire il chirurgo
nel trattamento dei sanguinamenti
negli interventi chirurgici
avrei finito, vi ringrazio
io ringrazio molto Carletti
per come è impostato nei tempi e modi, io volevo soltanto commentare riassuntivamente
il 2 note, 3 note, anche sulla riferizione a Reri è stato interessante questo riferimento
storico perché la storia e la necessità ricorrono nella ricerca dei prodotti che serviranno
ai chirurghi, lui ha citato negli Stati Uniti la guerra di secessione, ci fu un altro momento
che fu la guerra del Vietnam
in cui la necessità
di avere dei prodotti
diventò enorme, c'è un magnifico libro
che si chiama Achille in Vietnam
per segnalare un po' la depolizia
delle armate americane
in quel momento lì, ma tutto questo sta a dire
come ancora una volta in medicina
questo era il concetto
che mi ero scritto, ancora una volta
lo stato di necessità
agguzza l'ingegno e quindi dallo stato di necessità
arriva lo
sviluppo successivo
Una frase che ha usato Alfieri e anche un po' le conclusioni di Carletti, Alfieri ha usato il termine se funziona perché alla fine dei giochi sarà importante capire questi prodotti che utilizziamo come funzionano.
La famosa frase se funziona è tutto quello che ci diciamo nel primo momento in cui abbiamo a disposizione questo prodotto e il chirurgo in qualche modo deve testarlo, il chirurgo deve testarlo nonostante quello che accada poi nelle gare.
Il se funziona esprime perfettamente questa sorta di combinazione che mette insieme la qualità, le caratteristiche del prodotto, la selezione dei pazienti,
quindi dobbiamo considerare che il prodotto non è efficace in ogni singolo paziente, abbiamo sentito bene come ha spiegato Sanna, i pazienti ad alto rischio, a basso rischio, pazienti ad alto rischio per esempio per i traumi ma tutte quelle enorme categorie di pazienti che sono sotto farmaci antiaggreganti, anticoagulanti e i farmaci che hanno patologie preesistenti dalla coagulazione.
E poi le situazioni, chirurgia elettiva, chirurgia d'urgenza e quello che è stato in qualche modo anche il ruolo dell'anestesista per esempio nella chirurgia del fegato che ha introdotto metodiche che hanno accompagnato la maturazione della chirurgia del fegato e quindi hanno anche un po' modificato le situazioni in cui ci poteva essere la ricerca di questi prodotti.
quindi il primo concetto era necessità ingegno, il secondo concetto era come aiutiamo con questi prodotti, questa sorta di alchimia miracolosa che in qualche modo in ogni condizione il chirurgo cerca di ottenere che è la formazione del coagulo.
e poi l'ultima cosa
commento su Sanna ma è stato molto bene
perché è molto importante questo cogliere
da parte dei chirurghi, da parte dei farmacisti
la variabilità
delle persone e delle situazioni
quindi di fronte
alla variabilità non abbiamo un prodotto
la nostra ambizione
la nostra speranza, il sogno del cassetto
è quello di avere il prodotto che sia
duttile perché la chirurgia
è come la donna
è mobile quindi è una materia
in qualche modo che non si riesce a dominare in maniera completa
e quindi è chiaro che avremo bisogno di prodotti
che avranno questa eccezionale capacità di essere duttili.
Io farei complimenti ai due relatori che sono stati sostituiti
perché hanno fatto anche delle precisazioni.
Ci ha fatto vedere, il primo relatore, il sanguinamento.
Un sanguinamento tranquillo, non di quelli che ci spaventano,
a noi anestesisti, a noi chirurghi, a noi infermieri di sala.
che fanno terrorizzare, ci sono pochi minuti per intervenire e poi ci ha detto dei vari prodotti che esistono in commercio, prodotti che quando arrivano a noi hanno superato degli scogli enormi per arrivare a essere utilizzati da noi,
qui sono prodotti che meno efficacia e documentata allora io devo fare un
attimo di riflessione secondo me tutti voi se stanno in una
fariname via non da un faregname per qualche problema e questo prendiamo già
tutte le cose a sua disposizione c'è quello che attacca il legno legno per
legno legno con la plastica la plastica con la plastica il legno con vetro e
quindi utilizza la giusta colla perché se avessero solo 12 colle potrebbe
utilizzare la colla per il legno
per attaccare il vetro
qualcosa potrebbe anche all'inizio
funzionare
ma dopo pochi minuti, dopo un po' di tempo
questo potrebbe
non tenere
e questo non tenere, fin quando parliamo
di fare il miame, può cadere il mobile, si può rompere lo specchio
per noi napoletani quando si rompe lo specchio
sono sette anni di guai, quindi è un fatto serio
però se questo
io ho utilizzato un prodotto che non è
idoneo a quel tipo di paziente
ho sprecato materiale
quello è lo spreco della sanità
e questo paziente
mi ritorna in sala, lo devo rioperare
quindi oltre allo stress
per il paziente fondamentale
anche le spese che noi andiamo ad affrontare
se io vado in un supermercato
e chiedo la Coca Cola light
o la zero o la Coca Cola, io le trovo tutte tre
non mi dico, no vabbè
abbiamo la zero, la light, abbiamo la totta e mezzo
perché hanno caratteristiche diverse
allora lo dico io, se noi non vogliamo
sprecare veramente
il soldi
e vogliamo ottenere un giusto risultato
noi dobbiamo avere
tutto il materiale possibile
per poter fare
capisco che per i farmacisti
avere mille cose
però avere mille cose di un prodotto
o mille prodotti che possono essere utili
e naturalmente diceva
il professor Raffaele
noi siamo noi a testare
però noi dobbiamo testare
con un monitoraggio
Ora come ora noi abbiamo la possibilità di monitorare con trombe d'ostogramma,
quindi capire esattamente cosa dobbiamo fare, se facciamo bene a fare sangue,
se dobbiamo fare solo plasma, se dobbiamo fare la colla.
Quindi noi sappiamo, però nessuno di noi ha il monitoraggio,
se non pochi centri di eccellenza.
Dovrebbe essere un monitoraggio presente in tutte le salveratore,
e non esiste questo, un monitoraggio che poi non costa tantissimo,
un monitoraggio che ogni kit sta sui 10 euro al paziente,
insomma vuol dire un minimo vedendo l'importanza dell'emorragia.
Io ripeto, per voi farmacisti la cosa bella è che per fortuna per voi non avete mai assistito a un'embolagia seria,
che stiamo lì a iniettare sangue, a premere, a cercare di fare tutto possibile.
Avere a disposizione tutto quello che si ha a disposizione, veramente sarebbe ideale per noi per lavorare bene e per il paziente,
altrimenti sprecheremo materiale e non otterremo risultati.
Diceva il chirurgo prima, i pazienti di doppia aggregazione, l'umore è liquido e internazionale,
ci obbligano a non sospendere l'aspirina
a meno che non siano interventi di forza
gammica posteriore, oppure
pazienti
di forza gammica posteriore, che sono quelli
da non sospendere l'aspirina, della camera
posteriore dell'occhio.
E quindi io sono costretto
a operare il paziente,
ho il dovere di operare il paziente con la
cardiaspirina. Posso sospendere l'altro
il Clavix, ma io devo
continuare la cardiaspirina.
Tutti i chirurghi presenti in aula
nella loro esperienza sicuramente dicono
ogni paziente con la cardiospirina mi sanguina
allora io
almeno una percentuale alta di pazienti
che sanguino, allora a questi pazienti
dopo aver fatto una mostra più accurata
avere un po' più di tempo senza dover correre
assolutamente, potrei ipotizzare
l'utilizzo
di qualche prodotto per poter
in protocollo aziendale
per poter far fronte a questa problematica
visto che siamo costretti
siamo obbligati a non
sospendere la cardiospirina
erano queste due riflessioni che io volevo
pure la vostra attenzione
Io sono
Rossella Mosco Giuri, sono un farmacista ospedaliero
vengo da Taranto
naturalmente mi congratulo
con i relatori per l'esaustività
degli argomenti ma
soprattutto la cosa a cui
vorrei ricollegarmi è la
provocazione del dottor Alfieri
perché una impostazione
di un incontro come questo
evidentemente tende a trovare
una sintesi fra opposte
o quelle che si credono opposte
posizioni perché a questo punto voglio anche sfatare un po' il falso
convincimento, ci sono farmacisti e la collega l'ha ampiamente dimostrato, che si
sforzano anche di trovare il posto in terapia per ognuno dei prodotti che
esistono, tant'è che lo sforzo di ricerca che è stato fatto a Ferrara ma che può
essere riprodotto ovunque lo dimostra, quindi il nostro intendimento è quello
di riuscire a collocarci nei percorsi di clinical governance cercando di arrivare a legare come momento conclusivo
di quello che è un percorso decisionale che dovremmo fare tutti insieme.
Io capisco che la percezione che si ha è quella di un farmacista attento alle cifre piuttosto che alla clinica.
In realtà non è così perché nel senso che bisogna produrre molti sforzi anche in loco per trovare anche un agreement con i clinici ma anche per mettere in piedi progetti di ricerca perché il Cochrane naturalmente non poteva dare un esito diverso.
non poteva dare un esito diverso in quanto è difficile anche avere proprio una omogeneità di popolazioni
come si fa a prevedere e reclutare un paziente che ha la rottura di un vaso piuttosto che di un altro e farlo anticipatamente
quindi è ovvio che non ci potranno mai essere evidenze in questo senso
però le valutazioni controllate e quindi vedere rispetto a quelle schede tecniche quali sono poi le risposte
non solo dal punto di vista proprio della clinica ma anche dei contesti organizzativi
perché quello che riportano le schede tecniche non tiene conto di quelle che possono essere
le variabili organizzative, i tempi per esempio di preparazione estemporanea possono risentire
anche di una cattiva organizzazione di sala operatoria per cui il tempo poi si allunga
Quindi bisognerebbe secondo me mettere in piedi percorsi di questo tipo e poi lavorare tutti insieme perché ci sia non un frazionamento di risorse economiche ma una giusta pluralità perché il dato di cui dobbiamo prendere atto è che la ricerca non si potrà fermare e le cifre di Johnson & Johnson per gli investimenti di ricerca e sviluppo lo dimostrano,
le risorse sono finite e quindi bisogna uscire da questo gap declinando un po' di più la parola patto, patto fra i clinici, i farmacisti e gli amministrativi che qui non sono presenti però io credo che vadano sempre più coinvolti in questi nostri incontri.
Allora ovviamente io condivido quello che ha detto adesso la dottoressa Mosco Giuri e vorrei sottolineare che le due relazioni che si sono avute in questa prima parte della mattinata hanno ben introdotto la giornata perché indubbiamente i progressi che vi sono stati in chirurgia e in anestesia
penso anche alla possibilità di operare pazienti di età avanzata
la possibilità di operare neonati a basso peso
ha portato senz'altro a un maggior consumo di emocomponenti
d'altra parte non dobbiamo dimenticare che negli ultimi decenni
c'è una selezione dei donatori molto più accurata
indagini virologiche più specifiche
che hanno portato ad una diminuzione delle unità di sangue disponibili
Tutto questo ovviamente è stato ben affrontato nella prima relazione e quindi da tutto questo nasce anche l'esigenza dell'industria di produrre come abbiamo visto sempre un maggior numero di prodotti mirando ovviamente sempre a produrre prodotti sicuri.
Non dobbiamo dimenticare che anche i nostri centri trasfusionali hanno una produzione di questi prodotti, poi andremo a vedere se è conveniente o meno da un punto di vista strettamente economico.
Oggi c'è la realtà che le risorse sono limitate e che noi dobbiamo mirare soprattutto ad evitare gli sprechi, questo è il motivo per cui siamo arrivati a questa situazione, un eccesso di sprechi.
Io voglio solamente in questa prima parte sottolineare che l'abbondanza di dispositivi e di farmaci presenti può anche creare una grande confusione, non solo nelle farmacie perché è indubbio la gestione di mille prodotti è diverso dalla gestione di 10.000 prodotti, ma anche all'interno delle stesse camere operatorie.
Quindi io credo che dei protocolli aziendali si debbano fare, poi dobbiamo discutere su quale basi e in questo ci viene senz'altro incontro l'Health Technology Assessment, siamo in questa sede che è una delle patrie, qui c'è il professore Cicchetti che è uno dei promotori dell'Health Technology Assessment
E quindi dobbiamo ben vedere all'atto dell'acquisizione, ma proprio all'atto delle scelte, quali sono le motivazioni che ci portano in ogni azienda ospedaliera a scegliere un prodotto rispetto all'altro.
E qui poi si innesta l'altro problema delle centralizzazioni degli acquisti che possono complicare queste scelte locali, diciamo, e dettate molte volte da manualità e scuole anche chirurgiche diverse.
E' questo che dobbiamo affrontare nel futuro, insomma, in modo da fare comunque delle scelte, perché mi dispiace Antonio, ci conosciamo da tanti anni, è doveroso farle oggi come oggi, però tentiamo di farle ricordando che siamo istituzioni, diciamo, a disposizione del paziente, del cittadino e non per essere retorica, ma continuiamo ad avere la centralità del paziente,
quando facciamo la visione della centralità del paziente, quando facciamo le nostre scelte.
Buongiorno, vi chiedo scusa per il ritardo, stranamente non è colpa mia ma il ritardo è sempre ritardo, la Clinton sembra che venga fatta passare prima di me, questa cosa mi ha irritato molto, insomma non c'è più rispetto per i clinici ho detto.
Perfetto, io vi chiedevo solo una cosa mentre venivo qui, il passaggio che è stato già ripreso, stiamo cercando di valutare qualche cosa che va alla velocità della luce come una ricerca seria con degli strumenti ormai desueti, con tutto il rispetto per Cochrane, volevo fare proprio un attimo una riflessione con voi,
Poi il trapianto di fegato, se avessimo dovuto aspettare la review della Cochrane, non si sarebbe mai fatto.
Il professor Stahls impiegò sette anni per avere la sopravvivenza a un anno dopo il trapianto,
e i primi sette pazienti morirono in sala operatoria, tant'è vero che pensarono di licenziarlo.
Napoleone diceva che chissà sempre dove vuole andare non va da nessuna parte.
Ultimamente un ingegnere aziendale mi diceva, mi riportava una frase di Mario Andretti che mi è venuta in mente,
Mario Andretti diceva quando nella gara tutto è perfetto, tutto va come avevo previsto, tutto risponde alla perfezione,
poi puntini puntini, adesso io dico Dio, lui diceva un'altra cosa, sto andando troppo piano.
In realtà bisognerebbe chiedersi da bravi padri di famiglia o madri di famiglia su che cosa vogliamo risparmiare, perché io faccio fatica a pensare che risparmiare su qualche cosa che incide per il 5% sulla spesa sanitaria sia effettivamente così efficace.
Quando io invidio nel senso buono i colleghi oncologi che presentano studi e propongono terapie che non solo hanno scarsissimi risultati ma che hanno dei costi terribili.
Dal 2005 il 51% della spesa sanitaria sono farmaci oncologici, se qualcuno di voi ha militato in un comitato etico vi accorgerete che l'80% degli studi sono degli oncologi che promettono lo 0,0000 nanosecondi di vita in più.
Ecco, non credo che questa direzione sia la direzione che possiamo prendere per accompagnare questo sviluppo, del resto se c'è una tendenza, io un giorno chiesi a un grossissimo esperto tecnico di un'azienda,
ma perché non fai una suturatrice per fare un'anastomosi biliare? Perché se ne fanno poche.
Allora, ergo, scarsità dei donatori, aumento di una popolazione squagulata e a volte non te lo dicono.
Sono state impostate terapie quotidiane che non sono state impostate con le Cochrane Review,
più, perché non abbiamo una possibilità di rendere solido uno studio su una popolazione
vastissima di ottantenni per i farmaci che usano, ora voglio dire, l'esigenza di risparmiare
sangue c'è, molte morti, quelle sì che sono le morti evitabili, perché morte evitabile
è una morte che poteva essere evitata, cioè uno sanguina muore per emorragia, le altre morti sono rimandabili purtroppo, la morte non è mai evitabile, è rimandabile per eccellenza e per definizione.
No volevo dire che non credo che abbiamo degli strumenti così utili se non prendiamo degli strumenti nuovi, ad un certo punto il salto lo dobbiamo fare e purtroppo credetemi il salto si fa in sala operatoria.
Se tutte le gare centralizzate alle quali ahimè ho anche partecipato ad un certo punto il senso di frustrazione è molto forte perché poi se accettiamo questo strumento si dobbiamo centralizzare, non possiamo avere tutto.
Non è vero, intanto non è vero che non possiamo avere tutto, forse non possiamo pagare tutto ma sono due cose diverse, si potrebbe avere tutto e poi si paga quello che si usa, per esempio, quando sei lì in sala operatoria è qualcosa di simile, se qualcuno è termino, ad una gara di Formula 1.
Abbiamo dei team altamente tecnologici, eppure una volta manca un bullone, una volta manca lo pneumatico e i piloti non guidano alla stessa maniera e i problemi della Formula 1 non si risolvono dicendo adesso tutti i piloti guidano alla stessa maniera.
Non è così, grazie a Dio, se no non ci sarebbero quelli bravissimi che insegnano a quelli meno bravi come me come devono fare, se la chirurgia dovesse svilupparsi per i progressi che posso così imprimere io, forse saremmo ancora a grande chirurgo grande taglio.
Quello che voglio dire, il momento che fa fare il salto è lì in sala operatoria davanti a un sanguinamento, dobbiamo trovare degli strumenti per misurare quello, perché se ritorniamo, cosa c'è in letteratura? Niente.
Altro esempio, facciamo una protesi nuova, confrontiamola con quello che c'è in letteratura, ma non ce la faremo mai da questo punto di vista.
E ripeto, chi ha detto che non possiamo avere tutto? Se ricordiamo che non possiamo pagare tutto, ma visto quello che le aziende rappresentano in Italia, di fatto un monopolio, potrebbero dire alla industria che noi ci teniamo tutto, di volta in volta vi paghiamo quello che utilizziamo.
Ecco, abbiamo sentito alcune frasi abbastanza importanti che rivelano la necessità che oggi abbiamo di mettere ordine, di avere un progresso comunque ancora tecnologico e scientifico,
di coinvolgere figure ai clinici un posti che sono gli amministrativi, come diceva bene Anna Maria Nicchia,
i problemi degli amministrativi che differentemente dai clinici hanno delle pressioni sul piano economico che noi non sentiamo.
La cosa interessante, visto che oggi stiamo parlando nell'ambito di un'atmosfera industriale
e avete notato come c'è stata un'evoluzione in tutti questi anni
nel senso che nei primi del secolo scorso, negli anni 20
era il chirurgo che nel caso fu Kashi
che chiamava il suo ingegnere Bowie
dice io ho bisogno di un elettrobisturi
oggi abbiamo le aziende che bussano alle porte del chirurgo
dicono io ho il prodotto, tu usalo
Negli anni 60-70 dopo la guerra di Vietnam c'era un emostatico, oggi abbiamo 10 aziende che si presentano con tanti emostatici, quindi anche la prospettiva, la visione aziendale secondo me deve essere interessante vista con interesse.
Vuol dire che le aziende, prima forse dei clinici, hanno intravisto che c'è un enorme cambiamento della popolazione di persone che potrebbero avere bisogno di un innovamento tecnologico e quindi di qui la necessità da parte nostra a questo punto di mettere ordine al di là di quello che può essere un rilevo scientifico come chiosava Ucchino che molto probabilmente è improbabile
ma alla luce di un risultato pratico e quindi si ritorna come clinici a invocare una praticità della utilizzazione di questi prodotti
che rispondono a determinate esigenze, al di là della critica scientifica che è rilevante e al di là di quelle che possono essere le costruzioni economiche che sono irrilevanti.
Non si capisce perché nella nostra famiglia quando abbiamo bisogno della macchina compriamo la macchina e nell'ambito dell'azienda se abbiamo bisogno di qualcosa che funziona non possiamo prenderla.
Abbiamo anche commenti dall'Otis che abbiamo parlato noi, possiamo far circolare anche il microfono se volete, qualsiasi commento da parte vostra prima del coffee break è auspicato e atteso.
Se non ci sono commenti Dario io farei una sosta al coffee break e ci vediamo qui magari fra 10 minuti e un quarto d'ora al massimo, grazie.
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