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33° Congresso di Chirurgia dell'Apparato Digerente 24 - 25 novembre 2022 P. MARCHESA Exeresi VLS di tumore fibroso solitario retroperitoneale Civico Di Cristina Benfratelli Azienda di Rilievo Nazionale ad alta Specializzazione (Palermo)
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Buongiorno a tutti, grazie per la parola.
Il primo intervento che ci teniamo a presentarvi oggi è l'exersi videolaparoscopica del tumore fibroso solitario retroperitoneale.
Il caso clinico è relativo ad una paziente, una donna di mezza età, 55 anni, con BMI di 27,5,
un'anamnesi patologica remota silente, nega allergie, nega una terapia farmacologica domiciliare,
riferisce una familiarità paterna per GIST come unica terapia addominale tre parti cesarei.
La storia della paziente comincia a luglio del 2022 quando dopo restrizione calorica e un calo ponderale di 10 kg nei due mesi precedenti
riferisce la comparsa, comunque il riscontro di una tumefazione in ipocondrio e fianco sinistro non sintomatica
consigliata dal medico curante, esegue delle indagini laboratoristico-strumentali
con riscontri di esami matematici che si stanno facendo nella forma
e all'ecografia addome la presenza di una formazione nodulare all'emia addome sinistro.
L'indagine ecografica viene integrata con un'attacca addome con mezzo di contrasto.
L'attacco addome mostra tra l'ipocondrio sinistro e la regione del fianco sinistro una voluminosa formazione nodulare solida a margini irregolari ma non clivabili dalle strutture viciniori, quali la milza, il pancreas, il rene sinistro, lo stomaco, il digiuno e il colon discendente.
Il diametro anteroposteriore è di 9,4 cm, diametro trasversale di 11,26 cm, diametro longitudinale di 12,15 cm.
Tale neoformazione presenta un disolvigione enhancement post-contrasto grafico già presente in fase arteriosa ma meglio disponibile nella fase portale e nella fase tardiva.
Secondo le linee guide IOM del 2019 sui sarcomi dei tessuti molli e giste, per masse profonde di qualsiasi dimensione, masse superficiali maggiori di 5 cm o masse a rapido accrescimento, è sicuramente da considerare il sospetto di un sarcoma.
Queste lesioni devono essere sicuramente studiate tramite ecografia. In caso di lesione potenzialmente maligna bisogna che il paziente segua una risonanza o un'attacca dell'aria interessata.
In caso di lesione sospetta si procede poi con biopsia diagnostica, è opportuno, c'è una forte raccomandazione nell'esecuzione della tecnica biotica nel centro in cui verosimilmente verrà eseguito poi l'intervento chirurgico.
L'iter della paziente quindi continua con l'esecuzione di una biopsia per cutanea tramite controllo ecografico.
All'istologia risulta proliferazione di elementi cellulari prevalentemente fusati con associati parziali e modificazioni mixoli morfologicamente suggestivi per GIST.
L'immunistochimica invece recita C-KIT negativo, DOG1 negativo, CD34 positivo, desmina positiva, actina pana negativa, actina muscololiscio negativa, S100 negativa, carretina negativa, CAM 5.2 negativo.
Con un indice mitotico maggiore di 5 su 5 mm² e un indice proliferativo del 5%.
Il rispetto istologico di GIST in realtà non è ben confermato dall'immunostochimica, basti pensare che il C-KIT risulta essere negativo,
in un GIST ci aspetteremmo anche una tina muscololiscia positiva, la desmina in realtà è soltanto raramente positiva.
In questo caso quindi risulta necessario un opportuno approfondimento diagnostico biomolecolare.
anche le linee guide IOM ci dicono che l'esame esterogico di un sarcoma dei tessuti molli
dovrebbe essere riferito o verificato in servizi di anatomia patologica dotati di sufficiente esperienza
o almeno raccomandato una seconda opinione patologica in centro di riferimento
per tale motivo dopo anche consulto con l'oncologo di riferimento
si decide di inviare i vetrini presso un centro di anatomia patologica
con expertise ultraspecialistica in tumori rari. La diagnosi che viene posta dopo seconda
review è quella di neoplasia mesenchimale a cellule fusate, i cui caratteri morfolotici
ed immunofenotipici CD34 positivo e STAT6 positivo sono coerenti con la diagnosi di
tumore fibroso solitario. Il tumore fibroso solitario è una rara neoplasia mesenchimale
a cellule fusate di origine fibroblastica, storicamente associato alla categoria degli
emanzopericitomi che comprende tutti quei tumori caratterizzati da numerosi vasi ramificati
anche detti a corna di cervo. Sono dei tumori macroscopicamente ben circoscritti, hanno
quasi sempre una pseudocapsula, in alcuni casi possono essere osservate degenerazioni
mixomatose ed emorragie. I tumori maligni e localmente aggressivi possono invece mostrare
bordi infiltrativi irregolari e aree necrotiche. Il tumore fibroso solitario è un tumore raro
con una prevalenza inferiore al 2% rispetto a tutti i tumori dei testuti molli, un'incidenza
di 0,2 per 100.000 persone ogni anno con un picco di incidenza maggiore tra la quinta
e la sesta decade di vita. Non vi sono differenze di genere, un razio di 1 a 1 ed è un tumore
che può andarsi a localizzare in qualsiasi distretto anatomico. C'è sicuramente una
frequenza maggiore nelle pleure con un 30%, nelle meningi con un 27%, nella cavità addominale
con un 20%, tronco 10%, arti 8%, testa e collo 5%. Le dimensioni sono variabili, possono variare
da 1 a 40 cm con una media di 5 a 8 cm. Sono dei tumori generalmente asintomatici, chiaramente
in relazione alle dimensioni del tumore possono anche causare un effetto compressivo sui tessuti
e gli organi adiocenti. Non vi è evidenza di fattori di rischio specifici, sono solitamente
dei tumori sporadici. Possiamo osservare delle forme tipiche, forme maligne e forme dedifferenziate.
È una malattia solitamente localizzata, soltanto nel 4,5-6,4% dei casi è possibile la presentazione
della malattia alla diagnosi già con metastasi. L'incidenza di recidiva è maggiore nelle
delle forme a localizzazione intra-addominale, retro-peritoneale e pelvica.
Sono tumori ad alta radiosensibilità e bassa chemisensibilità.
Solitamente l'immuno-istochimica risulta essere positiva per CD34, CD99, BCL2,
STAT6 che rappresenta un riscontro patognomonico per malattia e un S100 negativo.
Se ricordate sono comunque dei dati che avevamo già riscontrato nella nostra paziente,
in particolare CD34 positivo, STAT6 positivo ed S100 negativo.
La diagnosi di questi tumori, comunque tumori rari, è abbastanza complessa, va fatta in centri di riferimento.
La diagnosi differenziale va fatta con i suannuomi, con i lipomi a cellule fusate,
con il dermatofibrosarcoma protuberans, il diposarcoma, GIST,
i tumori maligni del guai nervose periferiche e i sarcomi sinoviari.
Possiamo, considerando quattro punti, andare a fare una stratificazione del rischio per tumore fibroso solitario
andando a considerare l'età del paziente, le dimensioni del tumore, la conta mitotica e la necrosi
andando così ad identificare tre classi di rischio secondo il punteggio.
Per quanto riguarda il trattamento, quando possibile, la prima scelta sarà sempre la chirurgia.
rispetto alle dimensioni, alla localizzazione e ai rapporti con gli organi viciniori
possiamo optare per una radioterapia curativa o una radioterapia neoadjuvante
per quanto riguarda invece la chemioterapia
questa ha poca sensibilità su questo tipo di tumori
viene utilizzata principalmente nei pazienti con una malattia avanzata
o nei pazienti che sono stati sottoposti ad intervento chirurgico e hanno un rischio di morte superiore al 40%.
Principalmente vengono utilizzate antracicline, fosfamide e soprattutto antiantigenici.
Rispetto alla paziente e rispetto soprattutto alle dimensioni e alla localizzazione retroperitoneale del tumore
e ai rapporti che la massa contraeva soprattutto con il rene e con l'intestino, si è inizialmente pensato eventualmente ad una radioterapia neoadjuvante per ridurre le dimensioni del tumore,
ma a caso della scarsa tolleranza alla tossicità della radioterapia dei suddetti organi, dopo confronto multidisciplinare tra oncologo, radioterapista e chirurgo, è stata posta l'indicazione ad un trattamento chirurgico up front.
Le indagini strumentali che ci vengono in aiuto sia per la diagnosi che per la scelta del trattamento terapeutico sono sicuramente la TAC con mezzo di contrasto, la risonanza con mezzo di contrasto che può essere sicuramente più risolutiva per quanto riguarda la determinazione dei piani di clivaggio nel caso di una scelta chirurgica,
e anche la determinazione degli spazi tra la massa e gli organi vicini per quanto riguarda anche la radioterapia.
Nel caso specifico la paziente ha rifiutato l'esecuzione della risonanza in quanto claustrofobica.
Quindi a distanza di tre mesi dalla prima TAC abbiamo eseguito un'altra TAC adome con mezzo di contrasto
e si è evidenziato un leggero incremento dimensionale della formazione
con dimensioni massime sul piano assiale di 105 mm e 134 mm
dimensioni massime sul piano coronale di 131 mm e 154 mm
questo è il video
per meglio visualizzare tutti questi rapporti
abbiamo avuto la possibilità grazie al medical device custom made
di eseguire delle ricostruzioni 3D di questa scansione TAC.
Siamo stati in grado quindi di visualizzare quello che è il rapporto del tumore con il rene sinistro che risulta essere dislocato.
Sicuramente non è possibile affermare con certezza la presenza di piani di clivaggio con il parenchima e anche con il peduncolo renale, principalmente con la vena renale.
vi è anche presenza di contatto con l'uretere e la vena gonadica di sinistra
è possibile anche visualizzare il contatto con il primo tratto digiunale
con le ansie intestinali dalla flessura splenica al colon discendente
che subiscono un effetto compressivo, vengono dislocate
in questo caso non è possibile essere sicuri della presenza o assenza di infiltrazione tessutale
E' possibile anche visualizzare l'arteria che va a vascularizzare la massa tumorale che origina direttamente dalla orta.
Infine sembra che il tumore assuma un contatto anche con il muscolo psoas, il muscolo retto obliquo dell'addome sinistro, anche in questo caso non si può affermare con certezza la presenza o assenza di infiltrazione dei tessuti.
Questa è la nostra ricostruzione, possiamo andare a nascondere gli organi a seconda dell'interessamento di quello che vogliamo andare a visualizzare.
Scusate, questa è la ricostruzione 3D della nostra massa.
In questo caso vediamo i rapporti con la localizzazione della massa che si trova medialmente rispetto alla milza.
Abbiamo già eliminato il colon, lo faccio rivedere.
Questo è il colon, stomaco e duodeno.
Il pancreas, la formazione si trova sotto il corpo e la coda del pancreas.
Pronto?
Sì, abbiamo visto la presentazione, molto ben fatta, con lo studio anche preoperatorio 3D, veramente eccellente.
Diciamo che ci scusiamo è stata una presentazione del caso un po' lunga ma credo che valesse la pena perdere qualche minuto in più perché soprattutto in queste neoplasie rare è importante un inquadramento diagnostico accurato
E soprattutto, visto che siamo su argomenti che nei nostri congressi ormai trattiamo sempre di più,
sottolineare come la multidisciplinarietà sia fondamentale per poter dare il giusto inquadramento diagnostico del paziente.
Ora volevo farvi vedere come abbiamo posizionato i trocar, non so se si riesce a vedere il campo operatorio, tanto per darvi un'idea la paziente è posizionata sul fianco di sinistra dove io adesso pongo la pinza,
praticamente è il profilo dell'arcata costale di sinistra e normalmente quando per esempio
approcciamo la patologia surrenalica noi cerchiamo di stare con i trocar abbastanza vicini all'arcata
costale, in questo caso la massa è come vedete piuttosto voluminosa e quindi abbiamo cercato
di stare più distanti, di avere un semicerchio piuttosto ampio per poter avere spazio, adesso
Adesso se potete vedere l'immagine interna, questa è la massa piuttosto grossa, adesso è tenuta sollevata dalla Joanne, dalla mia assistente e qui potete, mi tiene un secondo l'ottica, dammi le due Joanne.
vedete potete riconoscere questo qui è l'angolo di traits questo chiaramente il colon trasverso
qui la massa sporge diciamo e spinge questo questa parte trasparente che è il meso colon
della flessura colica sinistra e potete vedere qui in basso spostati leggermente vedete questa
Questa qua è chiaramente la vena mesenterica inferiore che va a buttarsi dietro il pancreas.
Questo è il colon di sinistra che è spinto in basso e medialmente dalla massa.
Quindi adesso noi proviamo intanto a staccarci il duodeno, cioè l'angolo di Traitz per essere più precisi.
Rimetti qua la Joanne per favore, Ada, dove ce l'ho io.
Tieni questa, tieni questa, tieni questa.
Ok, mi dai il Voyant?
Come detto, l'inquadramento diagnostico di queste masse intra-abdominali è fondamentale,
è sottolineato l'importanza del gruppo multidisciplinare e in questi casi, anche nella presentazione,
Non è stato sottolineato poi di far revisionare i vetrini della biopsia in un centro che si occupa di queste patologie.
Certo, noi diciamo ovviamente non credo di fare pubblicità a sproposito,
ma chiaramente il centro in effetti italiano di riferimento è quello diretto dal professor Deitos,
TOS, che è chiaramente quello che ha, e lui ovviamente ha fatto la revisione dei vetrini.
Come penso in tutta Italia.
Come penso in tutta Italia, ma d'altra parte deve essere sottolineata e riconosciuta la
competenza assoluta del centro, ma solo così, anche perché consideriamo, come avete sentito,
La prima ipotesi diagnostica dal punto di vista anatomofatologica era stata di GIST, anche perché il padre della signora aveva avuto un GIST e quindi chiaramente veniva quasi naturale pensare che potesse anche la figlia avere la stessa patologia.
E chiaramente se fosse stato un GIST poteva avere sicuramente un senso anche considerare un trattamento farmacologico prima di sottoporla a chirurgia.
In questi casi come avete sentito non ci sono trattamenti chemioterapici che hanno dimostrato avere utilità, in questi casi c'è il discorso della radioterapia.
Devo dire che nella mia esperienza mi ero imbattuto solamente in un altro tumore fibroso solitario, anzi in realtà altri due, uno a livello pleurico che però era stato trattato dai colleghi della chirurgia toracica e un altro invece che avevamo trattato noi a livello pelvico.
In quello pelvico effettivamente il malato aveva avuto un trattamento radioterapico prima dell'intervento chirurgico.
Qui non so se riuscite a intravedere, questo è il pancreas, qui siamo non ancora dentro la borsa mentale che adesso proviamo ad aprire.
Questa è l'inserzione del mesocolon trasverso sul pancreas e se ci incidiamo questo velo, perché i piani sono molto assottigliati, dovremmo penetrare nella retrocavità.
secondo le indagini diagnostiche preoperatorie anche con la ricostruzione
la massa dovrebbe avere un peduncolo vascolare
dovrebbe avere un'arteria che parte direttamente dalla orta
e probabilmente, ma questo adesso andremo poi a verificarlo
potrebbe esserci un'altra afferenza vascolare che origina dai vasi renali di sinistra
questa è sempre la nostra vena mesenterica inferiore che è spinta
questi sono vasi del colon trasverso ora vediamo se spostiamoci un po più in qua
lascia pure andare la massa per favore Ada ora valutiamo se spostiamoci con
l'ottica togli proviamo a cambiare un pochino abbassiamo un pochino il letto per favore mi
abbassate un po il letto per cortesia gian vediamo se riusciamo a scostarci il colon e farlo cadere
attorno è estremamente interessante. Sì sì, diciamo interessante, ci vuole chiaramente un
pochino di pazienza per cercare di qui a diciamo a interrompere i vasi del colon è un attimo e
quindi speriamo di riuscire. Poi come giustamente hai fatto vedere poi magari cambiando anche
anche visione, andando da un lato e dall'altro, poi si riesce a trovare la strada.
Bisogna essere un po' creativi nell'approccio, infatti quando ho cercato di immaginarmi,
sai quando la sera si fa il film preventivo e dici ma adesso questa cosa qui come ci vado?
e chiaramente poi bisogna
ovviamente poi vedere
sul campo
quale possa essere
il modo migliore per poter
accedere
alla regione anatomica
noi siamo partiti
siamo partiti chiaramente con
4 trocar
però è chiaro che
qualora necessario vediamo di
aggiungere
qualcosa se ci può aiutare
nella trazione e nello spostamento degli altri visceri scusa ti ho interrotto mi stavi dicendo
qualcosa no no infatti proprio questo è che per fine poi peraltro queste queste situazioni sono
magari quelle che ci dà anche più entusiasmo trattare magari perché diventa una cosa che
come detto si vede anche al momento uno si pianifica anche l'idea dell'approccio del
dell'intervento, delle strutture che sono attorno alla massa, quindi rispetto a un intervento
che è standardizzato, questo sicuramente dà anche forse un entusiasmo maggiore.
Sì, certo, sicuramente sì. È chiaro che il punto sostanziale è uno deve cercare di
di avere i riferimenti anatomici il più chiari possibili perché come del resto diciamo facendo il nostro lavoro è la cosa fondamentale,
cioè se non partiamo dall'anatomia non andiamo da nessuna parte.
Questo si intravede il rene, questo è il grasso di gerota, vediamo se riusciamo a scostarcelo medialmente.
Allora io direi facciamo una cosa, no io aggiungerei un trocar aggiuntivo qua, un 5 qua, Ada poi metti una, fammi vedere l'ingresso qua, questo ci può, ok, dammi pure, Joan a lei, fammi vedere qua sopra, dammi un'altra Joan scusami, ancora, no no quella devi tenerla tu, tieni così Ada, fammi vedere dove sei tu, Angela,
Aspetta, guarda devi riguardare, scusa, tieni questa, dalla lei un secondo, guarda lassù, tieni questa, questa a destra, tieni così, allora, tieni l'ottica, dammi il buoyant, vediamo se proviamo a fare una cosa cambiando l'orientamento ci può aiutare, ok?
state utilizzando un'ottica 3D?
è un'ottica 3D, sì
devo dire che inizialmente cercavamo di riservarla a casi un po' particolari
come in effetti questo potrebbe essere
però sinceramente io devo dire che ormai tendo a utilizzarla quasi sempre perché quando uno poi si abitua a questo tipo di visione, a questa tecnologia poi in effetti diventa difficile rinunciarci.
Ti dico che proprio ieri per fatti organizzativi ho dovuto operare una paziente, un cancro del retto e sono stato costretto ad utilizzare una vecchia colonna, adesso non sto a scendere ovviamente nel dettaglio perché non avrebbe senso,
e ho avuto proprio effettivamente la sensazione di quando uno dice
adesso dovrei usare per fare una telefonata uno dei vecchissimi telefoni,
quelli dei primissimi Nokia eccetera, e dici ma io all'epoca come facevo?
e quando poi uno si abitua alle tecnologie moderne effettivamente è difficile poi rinunciarci ecco qua
brava Angela se tu solleva dove ho messo io la punta esatto qua sta girando il nostro colon
ad abbassarci ancora di più il colon. Adha prendi l'ottica, prendi un attimo l'ottica, un secondo, allora Adha con la
Adha, no no no no, solo con forza in questa direzione.
Sono sul cavo di interfezione, che è sotto di lei, finché si può muovere, ok, un pochino, ok, un pochino, assicurati che sia sempre così.
Tieni così Ada, bene. Ovviamente come in tutti gli interventi, ma in situazioni particolari chi fa veramente l'intervento sono gli aiuti, perché se non riescono a despormi bene le strutture io non posso fare niente e quindi devo dire che anche per loro effettivamente è una sfida non indifferente.
Al tavolo quindi oltre te c'è un assistente per l'ottica e un aiuto, siete in tre introdotti?
Siamo in tre, c'è la dottoressa Maffongelli e la dottoressa Della Valle, la dottoressa
Maffongelli è una parte integrante della nostra equip, la dottoressa Della Valle è
è un assistente in formazione e devo dire che questa equipe riflette ormai quella che è la tendenza moderna della chirurgia,
dove forse dovremmo cominciare a parlare di quote azzurre piuttosto che di quote rosa, nel senso che chiaramente sono molto contento di questo,
Questo assolutamente, il mondo chirurgico ormai non è solamente più appannaggio del mondo maschile e devo dire che anche questo è chiaramente un segno dei tempi, anzi come in tutti i campi le donne, adesso non voglio essere tacciato di piaggeria,
ma sono sicuramente più attente, più precise.
Ora ovviamente se riusciamo a mantenere il nostro programma di oggi
poi ovviamente daremo spazio agli altri colleghi maschi
perché se no poi dobbiamo in qualche maniera mantenere la parcondice
che sono altrettanto attenti e bravi ovviamente.
Sì, ci danno qualcosa in più in tutto.
Eh sì, è così, è così.
Allora, proviamo a salire un po' di qua, spacchiamoci un pochino qua, aspetta, spostati così.
Ok, perfetto.
Ora qua non sono sicuro al 100%, ma credo che il piano di clivaggio sia qua.
Tu lavori, mi sembra, a Terni, vero?
Sì, scusami l'audio.
Sì, alla chirurgia digestiva di Terni, sì, ormai da un po' di anni, poi recentemente abbiamo cambiato il nostro direttore, prima c'era il dottor Parisi, adesso abbiamo il dottor Tepala.
Ok, e anche da voi si nota questa tendenza della maggiore presenza femminile nel nostro campo?
In realtà ancora siamo tutti maschi nella nostra equipa, infatti apposta ti dicevo che sentiamo l'esigenza ovviamente di un'equipa un pochino più rappresentativa anche dell'altra metà.
Aspetta, aspetta, devo liberarmelo ancora un po'.
Indietro un po'.
Allora intanto saluto Pico, Pico io sono qua.
Allora colgo l'occasione per dirvi che abbiamo oggi qui in sala un ospite devo dire di eccezione che è il dottor Enzo Mandalà che è un chirurgo palermitano che ha fatto un po' la storia della lacvaroscopia qui a Palermo.
Quando io sono arrivato qui circa vent'anni fa, giovane e un po' inesperto, Enzo era già sulla breccia e già faceva cose che per l'epoca erano effettivamente molto innovative.
Quindi io ci eravamo sentiti qualche giorno fa e gli ho detto Enzo se non hai di meglio da fare perché non vieni anche perché diciamo sicuramente la sua esperienza ci può aiutare anche nell'animare questa discussione quindi se possiamo anche dargli un microfono così può intervenire direttamente anche lui.
Ti ringrazio Pico, sei sempre affettuoso e sono felicissimo di essere qua. Certo confrontarsi con neoplasie di questo tipo sono dei problemi molto discutibili dal punto di vista generale e dal punto di vista tecnico-chirurgico.
Io non ho bene assistito e non ho visto la posizione, sicuramente hai messo l'ammalato in decubito laterale, come da rene chiaramente.
Esatto, l'approccio è quello di un rene, però ovviamente ho dovuto tenermi con la posizione dei trocar molto più distante rispetto a come normalmente la mettiamo perché chiaramente la massa occupando spazio ci saremmo proprio già così, ce la trovavamo proprio in faccia, ma nella posizione classica non avremmo proprio avuto modo di poter intravedere nessuno spazio anatomico.
Adesso così stiamo piano piano...
Sicuramente, perché tra l'altro uno già deve prevedere, attenzione, non lo voglio dire,
se ci dovesse essere necessità di fare qualcosa di diverso poi.
È chiaro, è chiaro.
Il problema è anche un problema grosso di queste neoplasie, sono neoplasie non ben identificate
anche nella loro malignità, per cui tante volte è successo in passato, anche per chirurgia fatta in open,
che uno ha fatto magari la sezione allargata e poi c'erano dei confini magari non impegnati, certo bisogna vedere un po' il piano posteriore
e qua siamo qua, adesso come stai vedendo stiamo riuscendo piano piano a scostarci tutto il colon sinistro dalla massa
che era chiaramente completamente ok se riusciamo sposta anche più la massa in alto va bene anche
così si ad ammettiti con la punta della tua pinza dove io la punta dell'aspiratore brava perfetto
che potrebbero aiutarci a guidarci verso la vena renale di sinistra.
Non so se avete visto dalla ricostruzione, il rene è completamente schiacciato in basso e posteriormente.
Tieni così, ok.
Sto cercando di, come vedete, di utilizzare uno scollamento dai piani anatomici,
perché sicuramente ci consente di non andare a lesionare strutture nobili
e qua sicuramente c'è una cosa che dobbiamo cercare di preservare assolutamente.
Ovviamente c'è un premio qui in sala per chi lo vede per primo.
Ora vediamo, ci andiamo un po' di qua e di là, vediamo, vediamo di qui, aspetta stacchiamoci ancora un pochino qua perché se ci liberiamo di più il colo, ti sei spostata, hai mollato un po'.
No, aspetta ancora qua, vediamo un attimo meglio qua.
Questi sono chiaramente i vasi ovarici, sono ectasici perché sicuramente, vedete, c'è un varicocele pelvico,
ma probabilmente è secondario alla compressione da parte della massa.
Puoi fare un sottocostale eventualmente, io faccio un sottocostale.
No, vediamo se riesco, faccio un'incesione se da sotto, vediamo.
Allora, dai.
Ecco qua, un pochino.
Ok, andiamo più a sinistra, qua su.
Ok, adesso.
Ok, mi dai...
Un bojan.
Un bojan, un pochino più vicino.
Dammi ancora una giocata, un secondo.
Vico, ma la posizione è statica o si può cambiare un po' il decubito al bisogno?
Sì, volendo si può cambiare un po' il decubito, sì.
Si può passare a questo punto sul piano posteriore?
Vediamo se riesce a tenere un po' così, vediamo, vediamo un po'.
Poi un pochino più dentro, ok, bene, dai.
Ecco, questo è il nostro pancreas.
Dalla ricostruzione ci dovrebbe essere un contatto, ecco qui abbiamo ricongiunto il piano che avevamo iniziato a scollare all'inizio.
Dalla ricostruzione sembrerebbe esserci un contatto abbastanza stretto con la vena splenica qui sulla faccia posteriore del pancreas.
Ora vediamo se è così effettivamente. Indietro un po', indietro con l'ottica.
qua siamo un pochino
ok
adesso dobbiamo cercare di
insomma il colon è praticamente
in effetti questa è la vena splenica
direi
allora
Ada
vediamo di spostarci da qua
non così
non così
un occhio
così
così
tieni così
bene
ok
adesso
dietro il pancreas
eccolo lì che
vuole anche lui partecipare alla festa
ma noi cerchiamo di non farlo entrare, ok.
Comunque ancora una volta lo studio preoperatorio è stato eccellente quello che avete fatto.
Devo dire che effettivamente ci sta venendo in aiuto, allora Adam mettiti qui esattamente
dove io ho la punta, lì, brava, un po' più indietro, un po' più indietro, un po' più
indietro proprio qui dove ho io la punta dello strumento, brava, un po' più indietro con
la tua punta, qua, qua, qua, qua, qua, aspetta, scusa, scusa un attimo, ok, tieni così, stacchiamoci questa cosina qua,
direi che il nostro amico è quello, dico il nostro amico, eccolo qua, il nostro amico, anche lui è molto curioso,
vuole stare qua ma allora una joan ancora sì così tieni questo così un attimo dammi ancora una joan
un pochino più qua, mediamente
ok, tieni su così, bene
allora, indietro un po'
spostiamoci ancora
spostati tu
allora qua
Qua dovremmo essere più o meno nella zona dell'avena renale, ora cerchiamo di capire, solleva un po', ok,
questa qui dovrebbe essere l'avena gonadica, questa potrebbe essere l'avena surrenale, potrebbe essere l'avena surrenale, non sono sicuro, schiacciata dalla massa.
Eh sì perché mi infilo dalla tua sai, dammi il voi, questo aspetta, questo lo facciamo così, fai questo lavoro così, guardiamo un pochino fin qua, non ci arriva.
direi che questa questa è la vena renale chiaramente in teoria secondo lo studio noi
dovremmo avere qua sotto dovremmo avere la orta e ci dovrebbe essere un vaso che parte
direttamente dalla orta ora vediamo così scusa scusa un attimo vieni questa così
così, tieni schiacciato così
allora, guarda su
indietro un po'
direi che questa è chiaramente una vena
che va alla massa
mi dai un attimo il passafili per cortesia
fammi
sì, fammi vedere
sì, chiaramente questa cosa va alla massa
che il rene è sotto
abbiamo un emolock
verde
se ce l'abbiamo, oppure anche una di quelle
in pds eventualmente anche
Vabbè, dammi una verde, dammi una verde.
Bisognerebbe un po' scendere il malato, non può venire molto meglio.
Mettere in anti-trend, tu dici?
Tu dici verso di noi, così?
No, io metterei forse un pizzico in anti-trend.
Mettiamo un pochino la malata, aumentiamo un po' l'anti-trend.
Aspettate, fatemi mettere questa cosa.
Sì.
Sì, salutiamo la dottoressa Siragusa che è la responsabile dell'anestesia di questo blocco operatorio che devo dire è un compito piuttosto impegnativo perché deve combattere con una serie di chirurghi diciamo d'assalto
perché qui con me lavorano il professore Chiantera, il ginecologo che è noto per smontare
le pazienti da capo a piedi e come pure il dottore Savoca, l'urologo, che anche lui
Lui ogni giorno apparecchia la tavola con prostate, reni, vesciche e quindi lei deve guerreggiare continuamente con noi.
Poi vediamo un po' qua, la sensazione mia è che questo qua sia il surrene, quindi anzi l'aspetto è proprio quello del surrene, questa dovrebbe essere la vena surrenalica, ora vediamo se riusciamo a scostarcelo.
che potrebbe originare dall'arteria renale di sinistra
dammi la hemlock
mi dai la buoyant
mi dai l'aspiratore
qui si sta appalesando sempre di più la vena renale di sinistra
che sta scorrendo dietro alla massa
Aspirare, mi dai il buoyant.
Questa sembra effettivamente l'arteria renale
Perché chiaramente
L'anatomia è completamente sovvertita
Continuiamo a liberarci un po' di qua
Ok
Poi fra un po' mi pulisci il voyant
Ok
Aspirare un po'
Ok
Non so dove l'ho persa, ora vediamo di capire dove, ah qua su, mi dai una joar che la tolgo, vabbè non importa, allora la recuperiamo, ok, mi dai i buoyant, me ne dai ancora una, mi dispiace per questa fase un po' pulp ma...
No, no, ma infatti era quello che ti stavo per dire, che comunque la delicatezza di questa fase per tutte le strutture che hai incontrato, quindi siamo stati a osservare anche con un certo silenzio il mio collega Dottor Di Nardo che infatti, anzi mi stava dicendo proprio che alla fine anche su queste situazioni bisogna trovare la giusta strada.
come la Giovanna, quindi anzi abbiamo apprezzato molto tutta la dissezione.
Grazie, allora vediamo se riusciamo, eccola qua finalmente, allora mi dai, prova a darmi
in aiuto, direi che anche in questa fase dove ci sono vasi ectasici mi sembra che riusciamo
ad avere un buon controllo dell'emostasi. Su questo ci hai anticipato perché proprio con
Domenico mi stava dicendo dello strumento che stai utilizzando, che solitamente utilizzi
quindi questo device. Ma guarda devo dire che è uno strumento che ho iniziato ad usare in tempi
abbastanza recenti però sinceramente mi sto trovando mi sto trovando bene effettivamente
sicuramente efficace e anche abbastanza rapida ecco qui noi siamo sulla superficie anteriore
del rene quindi adesso vediamo se riusciamo a uscire qui a individuare bene l'ilo renale ok
ma ricordo che c'era uno dei campioni dei 100 metri dove parlava che la potenza non è niente senza controllo,
e quindi voglio dire, ovviamente lo strumento non solo deve essere potente, efficace, ma bisogna saperlo controllare,
altrimenti, alziamo, sì, Martina, perché la strumentista, la dottoressa la bella Martina,
che ringrazio adesso qui pubblicamente, mi sta dicendo se volevo alzato un po' il letto,
perché poi in questa fase dove guardiamo di sotto, uno si compenetra con l'immagine e sono praticamente piegato sulle ginocchia, come se l'imposizione del corpo potesse aiutare nella dissezione.
Ma insomma, ora vediamo se, ok, aspiriamo un po', ok, questa è sempre la nostra arteria renale, direi a questo punto, e qua siamo secondo me in effetti vicini al peduncolo vascolare principale della massa, direi.
Allora, vediamo se riusciamo ad aiutarci un po' di più
Dammi un attimo ancora una Joan, per favore
Vediamo se...
Allora, intanto tieni questa così
E questa...
Aspetta, eh
No, allora, aspetta, aspetta
Ada, aspetta un secondo
Ada così
Angela, tieni questo
Spostiamoci con l'ottica
Allora, andiamola a vedere da sotto
Ok, vediamo se riusciamo a vederla meglio
Ok
Dai ancora una Joanne per favore e l'aspiratore, no aspetta, mi tolgo questa che non ci serve granché, sai che cosa potresti darmi Martina? Una pezzetta che magari ti aiuta a pulire meglio il campo, dammela qui a sinistra.
Sì ora si apprezza anche bene le dimensioni della massa, il peso stesso della massa.
Eh sì, eh sì, ho fatto fare ad Ada, dottoressa della Valle, una settimana di bodybuilding per prepararsi all'evento, perché immaginavo una cosa del genere, aspetta un po'.
Buongiorno a tutti, Domenico Di Nardo, collaboratore di Terni, sono un collega di Jacopo.
Ciao, ciao.
Ciao Domenico.
Sì, volevo salutare.
Ok, ti conosco.
si si
si sei collegato per questo
allora
complimenti per l'immagine
e per l'intervento complimenti
grazie
grazie
allora
devi andare più vicino
più vicino
quello grande
allora aspetta
rimettiti piano piano
aspirare
ok mi dai questo mi sembra il peduncolo vascolare devo dire non sono sicuro se anche
quello questo qui a destra ma intanto incominciamo a farci questo dai passa
passa fili per fantasia
grosso, quello grosso
no
ah va bene, quello piccolo
va bene
ok, mi dai un emoloc verde
voyant
aspirare
devi darmi il maryland
l'ho persa
aspiriamo
vediamo un attimo
no fammi prendere
scusami la garza
lasciamo un attimo la garza
vediamo di lasciarla un secondo lì
allora
aspetta
aspetta adesso vediamo di girarcela un po'
qui c'è un po' di sanguinamento
che non capisco aspirare
mi dai un'altra garzina
dai qui a sinistra
tieni fermo il trocar per cortesia
Ada dietro
dietro ok allora mi dai l'aspiratore un secondo scusa ok tiriamo un secondo un po di pulizia di
me non ce l'abbiamo comunque lasciamo cadere un attimo la cosa vediamo se riusciamo andare di
il mio caposcuola che vuole sapere chi è l'operatore e quale intervento sta eseguendo,
Buongiorno professore, buongiorno anche al professor Di Matteo, è un piacere avervi qui collegati.
Buongiorno professore, sono il dottore Pianerico Marchesa, io sono il direttore della chirurgia oncologica del civico di Palermo, ma sono un siciliano trapiantato, nel senso che sono un ex torinese.
Scusa che ti interrompo, io sto cercando di accumulare qui perfettamente la trasmissione, intanto sto vedendo il campo operatorio, scusa che interrompo.
Prego, qui dove avevamo visto il... aspetta, dove c'era quel sanguinamentino, ora vediamo se riusciamo a... aspetta, tu devi tenere così, schiacciato.
Pronto, mi senti?
Sì, pronto, pronto professore, certo.
Va bene, scusami, tu sei il collega?
Sì, io sono un collega di Palermo, ma in realtà un ex torinese, nel senso che la mia formazione è partita dalla patologia chirurgica del professor Paletto, che lei sicuramente ricorderà.
Paletto, Paletto.
Paletto.
conoscevo benissimo il professor Paletto
eravamo molto amici
e io ho mosso i primi passi con lui
naturalmente
e poi successivamente
sono stato allievo di Mauro Salizzoni
che faceva parte anche lui
della scuola
e quindi mi sono
e poi
e poi in un certo punto mi sono lasciato come dire convincere a venire qui in Sicilia e non me ne sono più andato
ecco così, siamo quasi in uscita, in effetti come aveva, c'è questo un po' di sanguinamento
perché come aveva giustamente visto Enzo Mandala, con l'occhio esperto, c'era un vaso aperto qui
che adesso cerchiamo poi di controllare una volta che riusciamo a scostarci questa massa.
Allora andiamo ancora a vedere lassù un attimo, lassù, lassù, lassù.
Scusi, perché adesso io ho la barra per comunicarti, quando hai cominciato che intervento è?
Guardi professore, questo è un caso abbastanza raro, questo ovviamente riconosce il rene di destra, questa massa così voluminosa è in realtà un tumore fibroso solitario.
Abbiamo un dato istologico preciso e come dicevo con il collega che ci sta moderando, con il dottor Desiderio, abbiamo dovuto fare un'ampia discussione multidisciplinare per decidere cosa fare
e alla fine con i colleghi oncologi e radioterapisti si è deciso di andare direttamente all'exeresi chirurgica.
Da che organo?
E' origina dal retroperitoneo, è di fatto considerato un sarcoma retroperitoneale, anche se diciamo con una bassissima malignità e quindi probabilmente è qui peduncolizzato, il peduncolo vascolare origina qui dai vasi renali, adesso stiamo cercando di individuarli bene.
aspiratore ok allora da mi devi tenere tu aspirato qua mi dai una joanne devi
tenermi aspirato lì e poi mi dai la l'emolo dorata sulla mano sinistra hai
capito mi devi fare vedere qui mi raccomando è un punto cruciale
No, non ce la facciamo, no, non ce la facciamo. Allora, entriamo, scusami. Allora, aspetta, ma non riesco ormai, aspetta.
vediamo di pulire meglio
ah da così
dai levolo
ok
attenzione attenzione
me ne ridai un'altra
dammi il passafili quello piccolo intanto
dai
pico posso?
sì certo
certo
ma intanto io
non ho parlato perché
è un tipo di dissezione che si presta molto al silenzio
e quindi per l'operatore
ne approfittavo per
salutare Giorgio Palazzini
che sempre organizza cose veramente mirabili, il professor Di Matteo che è stato nostro maestro, maestro di tutti
e tutti i cari amici che sicuramente sono presenti in aula, va bene?
In realtà, Angela, tu devi spostarmi un pochino qua, questo lo puoi fare tu, tenere sollevato un po' lì, bene, ok, dai, guardiamo, solleva lì, ok, vediamo se riusciamo a scostarci da tutta l'altra parte, non ti muovere, Ada, eh, allora, aspetta, ormai, aspetta, aspetta, aspetta, aspetta, tirami indietro il tuo occhio, per favore, ok, ok, eh.
giratore prepara eventualmente un punticino di prolene 3 0 o 4 0 vediamo aspetta che
Che cos'è che è? Aspetta, aspetta, aspetta, scusa.
Pulire l'ottica, dai.
Direi che la massa l'abbiamo staccata, forse c'è solo da perfezionare l'emostasi lì sull'ilo renale
e poi vediamo di farla uscire.
Allora, già lassù, allora.
No, ah, dai!
Ah, cacca miseria, scusami.
Va bene, va bene, ok.
Non lo so, dai, tieni qua.
aspirare
allora puliamo un po'
che cos'è?
aspetta ora guardiamo
un secondo solo
togliamoci un attimo queste garze che ci danno
fastidio
sono messe là
poi tutti e mi sono levato così
con una joanne
così
diamo un attimo
uno sguardo all'anatomia
anche per il professor Di Matteo
visto che non era presente dall'inizio
professore mi sente?
dimmi dimmi
allora la massa come vede
era qua posizionata
tra rene di sinistra
pancreas qui
era attaccata nella faccia posteriore del pancreas
vicino anche ai vasi splenici
c'era diciamo
ricoperta dalla
flessura sinistra del colon
e qui
abbiamo piano piano
diciamo
le varie strutture, qua credo che sia facilmente riconoscibile la vena renale di sinistra,
la vena gonadica, questa è la vena, anche se il campo è un po' emorragico inevitabilmente,
questa è la vena surrenalica di sinistra, questa è chiaramente l'arteria renale di
sinistra e adesso c'era un sanguinamentino probabilmente venoso da un ramo della vena
renale ora vediamo può essere che sia da dare un puntino ora la controlliamo al limite mettiamo un
po di un po di un po di emostasi vediamo eccola qua allora io direi mi dai un puntino di prolene
Adha tu devi tenermi aspirato qua, mi dai il Prolene e poi mi date del Flossil, lo prepariamo dai ok?
Ok, mi dai una garzina pulita, un'altra Joan per cortesia, con una pinza mi tieni schiacciata un pochino la garza a fare un po' di emostasi sul trocar più esterno, ok, dai, vai, schiaccia un po' più indietro, un po' più indietro, così, ok, togliamo queste due garzine sporche, c'è il cuffaro.
Raffaele sto chiedendo al nostro anestesista il dottore Cuffaro se ci sono problemi da un punto di vista diciamo emodinamico nessun problema quindi cocker per favore cocker per favore quindi ci lascia abbastanza tranquilla ok una fuori la seconda ora togliamo l'altra
è possibile che te l'ho ridato l'ago te l'ho ridato l'ho uscito potrebbe anche essere un po'
di sangue refluo dalla massa e quindi adesso la mettiamo in un sacchetto vediamo qua ok allora
Allora, mi dai un bisturi, vediamo di inserire il sacchetto.
Tieni così, un attimo, elettrico.
Ok, mi dai un attimo la forbice, per favore.
Ok, sacchetto, quello dà 17, vero?
Sì.
Ok, adesso rimettiamoci di qua, puliamo, rimettiamo l'ottica qua.
Dai, ripuliamo ancora un attimo, di qua.
Ok, mi dai Joanne? Aiutami anche tu con la Joanne?
Joanne? Secondo. Joanne. Allora, nell'ottica.
Vedi così? Aspetta, fammi vedere il... ok. Aiutatemi. Cazzo, ma porca puttana! Dai, via.
Quindi hai fatto bene.
Sì, perché a volte uno si fa un po' intimorire, ma dobbiamo sempre ricordarci che...
Guarda qui a sinistra verso il fegato.
Dai, allora mi dai... non mi dai l'idea che ci siano grossi fonti di sanguinamento, eh?
Non so se anche tu...
Sì, sì, esatto. Una volta tolta la massa, poi come certe volte effettivamente è...
È così.
Mi dai comunque un po' di flossil qua, lo mettiamo qua sull'ilorenale.
Comunque adesso ci si rende anche ben conto di dove era posizionata la massa e quindi della complessità della dissezione
Allora io direi adesso lasciamo un attimo così, togliamo e così facciamo vedere il reperto
Riusciamo a fare vedere il campo esterno qua?
Dove pensavi per l'incisione?
Guarda, sto facendo, sto riprendendo, lei aveva una incisione da parto cesareo, da parti cesarei, anzi per essere più precisi, tre parti cesarei e stiamo, non so se riuscite a vedere dall'esterno.
Adesso sì.
ok siamo un po perché non va ragazzi ragazzi non va l'elettrico non va l'elettrico e mettimi
il libericatore
carica meglio
ragazzi non mi fate vedere
non mi fate vedere un cazzo
dai
allora
elettrico
chiudiamo un attimo
chiudiamo l'insufflatore un attimo
chiudiamo un attimo l'insufflazione
dai
ok
ok
Ok, vediamo, ok, cocker, cocker, c'è una pezza a terra, aspettate, dobbiamo aprirlo un po' di più, però tieni così adesso, ma tieni qua, allora, elettrico, dai, aspiriamo, aspiriamo, dai, dai, vediamo di qua.
incidiamo un po'
tieni, tieni, è veramente enorme
Ok, ma ho paura che si rompa il sacchetto, aspetta, dai ancora un po', qui qua, qui sotto, qui sotto, qui sotto, qui sotto, qui qua, va piano, è un quarto parto cesareo sostanzialmente.
Sì esatto, era il commento che ci facevamo tutti qui.
Eccolo qua, eccolo qua, non so se ora ve la…
Sì, si apprezza, si apprezzano le dimensioni della massa.
Cioè questo è il mio palmo, sostanzialmente.
Allora, posiamo un attimo qua.
Allora, io direi, mettiamo una pezza qui, mettiamo per favore due backhouse così.
Sì, aspetta, non c'è bisogno.
Allora, rigonfiamo un attimo, controlliamo l'emostasi.
Sì, va bene qua per un attimo.
Sì, va bene qua per un attimo.
Eh, allora vediamo, allora vediamo, sì.
Non ce l'hai? Dei duvali, duvali, o delle ellis, ok. Ok, rigonfiamo, va bene? No. Ok.
Ridatemi un attimo gli occhiali per favore, andiamo a controllare. Sì, devo ripulire il trocar un attimo.
Gli occhiali sono dietro di lei? Mi sistemi meglio la mascherina per favore.
Noi abbiamo ancora il collegamento, vero Attivo? Dov'è? Sì, sì.
tieni sul colo
sì, vai
vai
posta il colo
sì sì ho capito
guarda
ok, guardiamo qui sotto
vada guarda qua
comunque in parte l'hai anche
accennato te ma
ovviamente i complimenti
vanno a tutta l'equipe
e a chi ti ha assistito
di Stallottica
che effettivamente
ovviamente si vede che si è mossa molto bene in una situazione complicata.
Effettivamente sì, in questi casi diciamo, perché poi ovviamente l'aiuto deve cercare un po' di intuire
quello che poi il chirurgo vuole fare in una situazione poco standardizzabile effettivamente.
Ma giustamente tutte queste formazioni retroperitoriali non sono prevedibili dal punto di vista della
combinazione anatomica, è così senz'altro. Ho osservato in silenzio perché non bisogna
distrarre l'operatore a quale sezione finale, è stata molto interessante perché quella era
un intrigo terribile di casi prevalentemente venosi, quindi fragili.
I rapporti col pancreas di questa formazione quali sono?
Guardi, professore, glielo faccio vedere proprio qua, guardi, questo è il corpo coda, questa
è la faccia anteriore, qui siamo… Scusa, scusa, indica la coda del pancreas.
Guardi, avvicinati un po', Angela, questa qua, la massa era infilata proprio qua e schiacciava la coda pancreatica in alto, questa qua, non so se la vede, avvicinati qui, questa è la vena splenica, insomma era un po' così.
Quello era un posto critico, non c'è più.
Eh sì, eh sì, diciamo che poteva nascere in un posto un pochino meno, come diciamo a Palermo, meno camurruso, ormai ho imparato i termini.
Sì, la cosiddetta radice di questo tumore era orientato in ambiente retroperidoneale sicuramente.
Ecco, allora secondo noi, secondo la ricostruzione i peduncoli erano questo qui dove c'è questa emoloc che probabilmente è un'arteria che partiva direttamente dalla orta che è proprio qui dietro come vede dietro la vena renale di sinistra e l'altro peduncolo qua dall'arteria renale di sinistra.
e devo dire che insomma ci siamo ritrovati con la ricostruzione, c'è questo strumento effettivamente ormai di grande avanzamento tecnologico
che ci può aiutare molto soprattutto nel provare ad immaginare quale possa essere poi il campo operatorio a cui noi ci troviamo.
Io devo dire metterei un po' di Tabotamp a questo punto, mettiamo due foglietti di Neonit e va bene, poi prepariamo i drenaggi, no 15, tutti 15, me lo dai intero, dammelo pure qua.
L'angolo sinistro del colon è stato preventivamente liberato un po' abbassato?
Sì, è stato il primo tempo dell'intervento perché era effettivamente tutta adeso alla massa e abbiamo cercato di essere un po' cauti per non lesionare il vasi del mesocolon.
Ok, me ne dai ancora una?
Come?
Già.
Quella sostanza bianca che tu hai messo è un...
Questo è una forma di Tabotamp ormai che usiamo da tanto tempo,
ha questa tessitura particolare che secondo me in questi casi è abbastanza conveniente
perché in realtà favorisce questa emostasi da contatto, insomma devo dire io sono un po' affezionato a questa, ecco vedi questo qui è il meso.
Un altro prodotto che lei ha applicato sopra il campo dove ci sono i grossi vasi che abbiamo dissecato,
insomma che ci può sempre essere un po di allora io direi intanto incominciamo adesso a ruotare
il letto verso verso sinistra in modo tale che così la allora cominciamo a prendere il
il drenaggio mi dai un drenaggio 15 si lo tagliamo un pochino vai un po lo tagliamo
Palermo buongiorno
la regia di Roma, mi sentite?
buongiorno
eccoci, buongiorno, grazie per l'intervento
che intervento fate?
allora, stiamo finendo
il primo intervento
questo è stato all'exerisi di un tumore fibroso solitario
del retroperitoneo
ok, perfetto
Certo, era una cosa nostra di servizio.
Volevo, perché noi forse dobbiamo cambiare di canale, vero?
Esatto.
Allora, se possiamo accendere un attimo.
La possiamo salutare e cambiamo canale?
Volevo solo, se accendete un attimo la luce in sala, se possiamo fare un campo, perché volevo ringraziare la mia equip di stamattina,
Martina, dottoressa Maffongelli, la dottoressa Della Valle che sono stati i miei aiuti al tavolo, la dottoressa Di Bella, Martina che è la strumentista che è una delle nostre validissime, abbiamo un gruppo di sala operatoria veramente valido con cui ci arrabbiamo ogni giorno,
Ogni giorno, ma devo dire che effettivamente le volte che capita di andare da altre parti
poi ci accorgiamo sempre della loro validità.
Poi se venite dietro di me, perché così non spostiamo la telecamera,
la dottoressa Tramontana, la dottoressa Ruggeri e poi l'anestesista, il dottore Cuffaro,
che insomma devo dire che ci ha tenuto tranquilli, ci ha messo nelle migliori condizioni possibili.
Professore chiedo scusa, dobbiamo cambiare canale, la riprenda per scortese ma dobbiamo lasciarla.
Va bene, ci vediamo sull'altro canale, grazie, arrivederci.
Sì, ti ringraziamo.
Grazie a voi, grazie professore, arrivederci.
Grazie per la dimostrazione di settima.
Grazie, grazie.
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