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33° Congresso di Chirurgia dell'Apparato Digerente 24 - 25 novembre 2022 D. CUCCURULLO R-TARRD Moderatori: Andrea Lucchi Prof. Diego Cuccurullo Direttore UOC di Chirurgia Generale e Laparoscopica e Robotica Centrodi riferimento per la chirurgia dell'addome complesso e dei disastri di parete Azienda Ospedaliera dei Colli, Ospedale Monaldi
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Buongiorno, sono Luigi Brindisi, presento il nostro secondo caso del giorno che è appunto una laparocele su trocar più la presenza di una diastasi dei muscoli retti e il professore Cucurullo si appresta a eseguire un intervento robotico di TAR.
La nostra paziente è una donna di 40 anni con un BMI di 38 e un ASA score di 2. Ha un'anamnesi, una tiroidite di Hashimoto, ha subito due tagli cesari e una colicistectomia videolaparoscopica.
si presenta a noi con questa tumefazione della parete addominale
presenta clinicamente un dolore addominale, una tensione, irregolarità dell'alvo e mal di schiena.
È stata studiata come tutti i nostri pazienti che hanno un difetto di parete con una TC dinamica
e come si può vedere dal video il difetto di parete che presenta una diastasi di 5 cm in sede perion bellicale
e una parocele con un diametro massimo di 4,5 cm
classificata secondo la classificazione europea IHS come M3V2, quindi un difetto di 5 cm.
Il professore Cucurullo eseguirà una robotic riparazione posteriore della diastasi dei muscoli retti.
Passo la parola al professore Cucurullo.
Bene, allora spero che abbiate le immagini, ringrazio nuovamente Palazzini e ringrazio anche i moderatori e discussant che saranno presenti oggi insieme a me con l'intervento.
Si vede molto bene all'interno lo stato dei muscoli retti, questa è la diastasi, abbiamo visto che c'è una distanza di circa 5 cm, questo è il margine mediale del muscolo retto di sinistra e questo è il margine mediale del muscolo retto di destra.
Questo è il difetto a livello ombelicale ed è un laparocele su trocar e l'intervento che noi faremo è un intervento che abbiamo pubblicato su Hernia ed è una ARTARD che significa Robotic Transabdominal Retrorectus Diastasis Treatment
e ad oggi è l'unico intervento descritto in robotica per la diastasi dei retti e pubblicato.
L'intervento inizia con l'apertura della guaina posteriore, quindi lateralmente al muscolo retto di sinistra
andiamo a fare la nostra incisione per guadagnarci lo spazio della guaina posteriore, quindi lo spazio retrorettale.
retromuscolare. I trocar sono tre e sono tutti sul lato sinistro, giusto? Non ho capito. I trocar, mi chiedevo se fossero solo tre e sul lato sinistro.
Sono solo tre, sì. Abbiamo tre trocar sul lato sinistro, abbiamo delle forbici e una pinza bipolare. Abbiamo avuto un tap block, l'anestesista effettua un tap block
che vedete qui nel margine laterale del muscolo retto che affiora qui, quindi più o meno in corrispondenza della linea semilunare, abbiamo l'infiltrazione di anestetico.
Il tap block è qualcosa in più che si può ottenere riguardo al controllo del dolore postoperatorio che con intervento minivasivo è sicuramente un dolore molto facilmente controllabile ma che comunque con il tap block dà anche qualche vantaggio in più al paziente.
Allora la prima fase non è altro che la preparazione della guaina posteriore dei muscoli retti in tutta la sua estensione, quindi andiamo verso l'alto e verso il basso, questa imbibizione corrisponde all'infiltrazione di anestetico, la diastasi è soprattutto in questo caso sovra ombelicale, ma noi ci porteremo anche al di sotto dell'ombelico
E soprattutto nelle ernie ombelicali e nei laparoceli ombelicali quando è presente questa condizione è giudizio universalmente accettato che va trattata anche la diastasi perché trattare solo l'ernia ombelicale che è l'epifenomeno e la punta di un iceberg non garantisce assolutamente un risultato.
E quindi questi trattamenti limitati alle sole, ernie ombelicali, sono destinati a un facile fallimento.
E sappiamo come quando ci approcciamo a un'ernia ombelicale, dobbiamo saperlo e deve essere sempre molto ben presente nella nostra mente,
possiamo creare un danno importante e guardate che la maggior parte dei disastri parietali
partono proprio dal trattamento di un ernie ombelicale che è stata fatta in maniera non adeguata
e quindi da lì poi scaturisce il tutto e complicarsi tutta la situazione.
Ciao Diego, mi senti?
Sì, chi parla?
Ciao, sono Andrea Lucchi, ti parlo qui da Roma. Mi piace molto questa tecnica che stai facendo. Io ho iniziato a farne in laparoscopia la stessa tecnica ed è veramente complessa.
però sto veramente apprezzando il principio della tecnica
che è sostanzialmente quello che facevamo in open
e quindi ovviamente in laparoscopia ha molte più difficoltà
soprattutto nella sutura delle fasce
assolutamente, hai centrato
ti guardo con molto piacere
grazie, grazie
no, hai centrato il problema
perché in laparoscopia è molto difficile poter suturare. Allora l'end point di
questo intervento è la ricostruzione della linea alba, ricostruzione della
linea alba che avviene con la sutura della guaina anteriore, il riavvicinamento
dei muscoli retti. Questo davvero in robotica risulta
agevole
rispetto alla laparoscopia
nel quale lo stesso
intervento diventa
molto molto molto difficile
in effetti io sono
partito dalla descrizione di
Filippo Muison per le ernie
ombelicali
con la TARUP
questa pinza non
prende, io vorrei che voi me la sostituiste
se per favore, se vorrei fate
dare una perché faccio
uno sforzo enorme, è una pinza
bipolare che normalmente
ha comunque anche una
buona presa, invece qui non ha
una presa. Dicevo, vi voglio
far vedere una cosa importante
a questo punto noi stiamo andando
verso il margine mediale
della
del muscolo
retto di sinistra
e qui questa
è la parte più difficile dell'intervento
perché
come mai non va la presa bipolare?
Non funziona?
Noi dobbiamo fare il crossover, questa è la parte più difficile, perché questa è già il guaina anteriore, quindi se noi andiamo qui rischiamo di interrompere la guaina anteriore e di andare nel sottocutaneo.
Invece dobbiamo fare il crossover che deve essere fatto un po' più in basso rispetto a quello che saremmo portati a fare, quindi discostandoci dalla guaina e andando un po' più profondamente rispetto alla guaina.
Questa è la parte più difficile dell'intervento perché facilmente si può sbagliare il piano e quindi bisogna andare in maniera molto cauta a questo livello.
Hai detto proprio la cosa giusta perché a me è già successo proprio nella paroscopia, ma nel sottocutaneo si separano ancora di più i retti in questa maniera.
mi serve la bipolare che abbiamo dato noi
per
ecco
sul lato destro
adesso giriamo la
giriamo l'ottica
e cominciamo a guardare un po'
verso il basso
così abbiamo migliore visione qui
e ci andiamo a preparare
il muscolo di destra
Assolutamente d'accordo.
Bisogna avere una serie di armi a disposizione per queste patologie. L'IPOM è una di quelle, ma da riservare o all'obeso o all'anziano.
nel giovane bisogna ricostituire la linea mediana
non c'è niente da fare
e non può essere proposto un iPhone Plus
che non è quello il trattamento
per tanti motivi
per il posizionamento della protesi
per la mancata ricostruzione
della linea mediana
e allora hai detto bene tu
quando ci troviamo di fronte a un caso
di quelli che tu hai elencato
sicuramente sì
in altri casi
di là, ovviamente dopo la ricostruzione della linea mediana, quindi della linea alba, quindi parlo di
guaina posteriore, deve essere ricostruita ovviamente anche tutta la guaina posteriore,
quindi guaina anteriore e guaina posteriore
qui è che ti puoi spingere
anche a fare poi
se il difetto è ampio
puoi spingerti a fare una release
posteriore
ah certamente sì
questo è veramente un attrezzo
cioè la chirurgia robotica qui può fare
veramente la differenza a mio avviso
ah sì sì sì
ti puoi spingere a fare una release posteriore
una TAR
e questo nei laparoceli complessi è sicuramente un'opzione eccellente.
Vedete che ci siamo ricongiunti con il piano di destra, questo è il muscolo retto di destra,
adesso andiamo un po' in basso.
Nella diastasi, a differenza del laparoceli e della TAR, non c'è necessità di arrivare sul legamento di Cooper,
ma basta arrivare dove più o meno i muscoli si si riavvicinano e non c'è più e non c'è più diastasi
quindi più o meno qui noi potremmo anche accontentarci vedete questo è il sacco erniario
qui c'è la maggiore diastasi guardate i muscoli come sono allargati qui andremo a ricostruire la
la linea alba e ci spingiamo un po' verso l'alto per arrivare, così come
abbiamo fatto in basso, per arrivare, vedete questo è il legamento falciforme,
per arrivare in alto diciamo più o meno all'apofisi xifoide. Abbiamo molta
dimestichezza con questa zona che è la zona del fatty triangle, quindi
questa iguaina posteriore ce la portiamo in basso, qui scopriamo ancora di più il
po' di spazio quassù e credo che qui possiamo accontentarci.
Partiremo da qui su per la ricostruzione. E qua siamo proprio
sull'apofisi xifoide e questo qui è il fetty triangle, quindi questo è il
punto da cui partiamo per la ricostruzione della linea alba.
Ok, allora lo spazio è preparato, vorrei asciugare un po'. Intanto se quella pinza che vi ho chiesto fosse pronta io sarei contento. Vedete anche qui c'è l'imbibizione del tap block, qui ci possiamo accontentare, neurovascular bundles, muscolo retto di destra, muscolo retto di sinistra.
C'è un altro po' di spazio qui. Allora lo spazio è tutto pronto, guaina posteriore, i due difetti, la parte del difetto centrale che sta qui, che poi chiuderemo.
ok
allora puliamo un attimo il campo
dopodiché
incominciamo la sutura
per chiudere la linea
mediana
per ricostruire la linea alba
noi utilizziamo
un filo
una barbed suture
che è lunga
45 cm
quindi ha
l'inconveniente
di ballare un po' davanti agli occhi
però con un artificio
messo a punto
è riassorbibile
o non riassorbibile?
Non riassorbibile, grazie della domanda
non riassorbibile
c'è eccessiva
tensione e trazione
sulla linea alba, abbiamo
iniziato a utilizzare
ora siamo circa 50
casi
da noi operati con questa
All'inizio utilizzavamo un riassorbibile che però non ci ha dato un buon esito, nel senso che abbiamo avuto delle recidive esclusivamente all'inizio.
Abbiamo avuto delle recidive, il filo non dà una garanzia di tenuta soddisfacente e quindi io consiglio nella TAR robotica, nella Artard, di utilizzare un filo non riassorbibile.
questo per la guaina anteriore
poi per la guaina posteriore utilizziamo un filo riassorbibile
ma qui vedete dove c'è questa eccessiva tensione
questa diastasi importante
ho più fiducia a utilizzare un filo non riassorbibile
vi dicevo che il filo è 45 cm
quindi è una lunghezza importante
in genere ne utilizziamo due
Un altro artificio che noi possiamo consigliare e utilizziamo è quello di appassare la pressione dell'opneumoperitoneo.
Lo pneumo peritoneo si può abbassare in robotica tranquillamente, ma ovviamente anche in laparoscopia, però noi ci troviamo bene anche con una pressione di 6, per esempio, e quindi andiamo bene con una pressione minore, perché abbiamo minor tensione e minor trazione.
Allora vedete io prendo la guaina anteriore dei muscoli, questa sutura può essere fatta in vari modi, può essere fatta così dal basso verso l'alto, con l'XI noi possiamo fare anche una sutura dall'alto verso il basso,
cioè facendo l'upside down dell'immagine possiamo avere la facilità di suturare dall'alto verso il basso, dipende un po' come ci si è abituati a fare.
vedete che il filo è un filo bello lungo però vi faccio vedere che con un
artificio di non far scorrere completamente tutto il filo ma di
lasciare delle anse per ogni passaggio questo ci dà una dimensione molto più
comoda e soprattutto ci fa aumentare la tensione e la trazione gradatamente. Adesso ve lo dimostro,
appena riusciamo a svolgere un po' questo capo, ve lo dimostro. Vedete che con i fili grossi e
lunghi, più che grossi e lunghi, si hanno enormi difficoltà. Se io dovessi fare per ogni passaggio
il tirare il filo e farmi ballare davanti agli occhi questo filo di 45 cm
non avremo più la pazienza per poter andare avanti
invece dopo il primo passaggio bloccato
vi faccio vedere che ce ne andiamo con dei passaggi graduali
in qualche minuto lo vedremo insieme
Ovviamente se riusciamo a fare una tecnica small bite è meglio, quindi poca distanza dal filo precedente.
Si può prendere anche il muscolo, è meglio evitare di farlo a meno che non siamo proprio costretti a farlo perché ovviamente lì c'è più probabilità di sanguinamento, quindi è consigliabile prendere solamente la fascia.
Un'altra cosa che vi farò vedere soprattutto quando andiamo a ridurre il bulging obbellicale è molto importante non esagerare perché altrimenti si va nel sottocute e addirittura nell'acute e poi si può avere una retrazione spiacevole.
Quindi è sempre importante introflettere il bulging, ridurre il sacco, se c'è un'ernia ombelicale ricostruire dall'interno l'ombelico, ma è molto importante che l'aiuto che è al tavolo operatorio controlli in continuazione l'aspetto della cute perché altrimenti abbiamo dei grossi inconvenienti.
Se introfrettiamo troppo la cute abbiamo dei grossi inconvenienti. Quindi ricapitolando, le fasi difficili sono sicuramente il crossover e questa è la fase più importante ovviamente, la ricostruzione della linea Alba e l'end point di questo intervento.
Vi stavo dicendo prima di questo artificio che è esattamente quello che vedete adesso, quindi vedete io lascio queste anze lunghe, queste anze mi consentono innanzitutto di non stringere tutto e di non avere eccessiva tensione sul filo
E poi mi consentono anche di poter avere un filo più umano davanti agli occhi e non quel filo enorme, è molto più agevole così.
Faccio vedere che man mano che andiamo giù ci guadagniamo la tensione e incominciamo a riaccostare la linea mediana.
Alla fine dobbiamo avere l'aspetto dei muscoli retti che sono completamente riaccostati e riavvicinati. Abbiamo dei buoni risultati con questa tecnica, abbiamo un buon livello di soddisfazione da parte dei pazienti, questi sono pazienti soprattutto donne giovani che hanno avuto delle gravidanze.
Esatto, esatto. E quindi hanno un bulging centrale, hanno associata una ernia ombelicale o un'ernia epigase, comunque un'ernia primaria della linea mediana.
In questo caso invece c'era un vero e proprio la parocele.
Allora io adesso passo questo puntino e incominciamo a guadagnare un po' di spazio qui.
Arrivi in fondo con questo o parti con un altro filo da sotto?
No, io faccio in genere due suture, però parto dalla linea centrale anche giù.
quindi mi fermo e riparto
da dove ci siamo fermati
per poi arrivare nella parte
finale, però vedete
questo filo che sembra che quasi adesso
è quasi finito, invece
è lunghissimo ancora, io vi faccio vedere
che se più in là
ce lo tiriamo tutto, ci bala di nuovo
davanti agli occhi, ecco, qui bisogna
stare attenti a non andare
quando si va
a chiudere il difetto
a non andare troppo
dentro perché altrimenti abbiamo un'introflessione della della della cute e a volte vediamo proprio
che viene pinzettata la cute quindi dobbiamo essere attenti vedete come si vede bene qui
la guaina anteriore dei reti adesso a questo punto quello che vi dicevo noi andiamo pian
piano a chiudere ma gradatamente lo facciamo vedete ci sfidiamo questo ci sfidiamo questo
Questo e pian piano andiamo verso il basso e quindi due cose utili, una è non avere un filo che ti balla e due è avere una chiusura graduale.
Ti capita nei pazienti Diego di avere poi nel posto operatorio una sorta di cordone dove hai fatto l'applicatura?
Allora all'inizio sì, io ne facevo qualcuno in laparoscopia con una protesi IPOM e insomma a parte che è difficile chiudere in laparoscopia però non hai la sensazione di quanto stai prendendo
e all'inizio mi è capitato e ovviamente utilizzando questa tecnica che uso io non c'è più capitato perché bisogna fare proprio attenzione a non introflettere molto.
La tecnica small bite prevede innanzitutto dei passaggi ravvicinati, io lo dico perché essendo un evento in diretta molti sono collegati da casa e non hanno una enorme esperienza di quello che vedono e quindi è sempre bene ribadire ciò che si fa e i concetti che si applicano.
La tecnica small bite prevede non solo l'utilizzo di questi passaggi, ma anche un rapporto filo-sutura, non di 4 a 1.
Queste sono delle linee guida che sono state elaborate e pubblicate dalla European Anya Society nella chiusura dell'addome, cioè sono linee guida della tecnica di chiusura dell'addome e si parla in generale, non si parla solamente né di robotica né di laparoceni,
ma si tratta di chiudere una ferita, anche la parotomica, con questo tipo di caratteristiche, con questo tipo di tecnica.
Se l'immagine è un po' opaca oppure sporca, io preferirei che si lavasse, ragazzi.
Come è l'immagine?
Noi vediamo bene, eh, Diego?
Ah, benissimo.
forse è qui con la visione binoculare che ho io ci si accorge anche della con
la visione 3d ci si accorge anche di una piccola macchia per esempio sull'occhio
sinistro in alto a sinistra io ho una piccola macchia che probabilmente voi
non vedete vedete questo è uno di quei passaggi in cui in un po di muscolo lo
prendo e poi pian piano me ne vado qui a recuperare dopo questo passaggio se
Se possiamo lavare un momento l'ottica così vediamo meglio.
Ok, laviamo l'ottica, grazie.
Ok, adesso è migliore.
Guadagniamo, come vi dicevo, gradatamente, soprattutto quando abbiamo quelle grosse ernie ombelicali.
La parte che più mi piace è proprio la ricostruzione dall'interno dell'ombelico.
Il prendere la giusta quantità di sacco, la giusta quantità di fetto e ricostruire dall'interno un ombelico che era proprio veramente un mandarino fuori l'addome.
Questa è una parte divertente.
Diciamo che con la robotica noi abbiamo avuto dei progressi molto importanti rispetto alla lavaroscopia.
Io un po' mi ero, non voglio dire distaccato, ma comunque mi ero selezionato su indicazioni molto limitate e comunque sempre con la chiusura del difetto.
ma la cosa importante è che noi ormai con la tecnica robotica sulla parete addominale
noi riusciamo a fare quello che faremo in open, cioè questo è un intervento che noi lo potremo fare in open
ma anche la TARUP e non è altra che l'intervento di RIP, la TAR è uguale a quella che facciamo in open
uguale proprio con i vantaggi enormi è ovvio che un po più lunga ovviamente dipende tutto
anche dalla curva di apprendimento dipende dall'esperienza acquisita però una tar robotica
è molto più lunga io direi che almeno nella mia esperienza i tempi sono il doppio rispetto a una
tarropen, però vi dico che è una grandissima soddisfazione perché i risultati sono eccellenti
in termini di produzione di siero post operatorio, di drenaggio appunto dal punto di vista dei
drenaggi dei redon, dolore post operatorio, degenza post operatoria e questo è un
dato acclarato che non si può negare. Allora io prendo il sacco,
ci sono i due aiuti al tavolo operatorio che sono Corrado Rispoli ed Ernesto
Tartaglia, che sono chirurghi molto esperti e che ovviamente in questa fase
controllano che non andiamo a introflettere eccessivamente la cute e
l'ombelico. Sarebbe interessante, io non so se voi avevate le immagini
preoperatorie, si vedeva un bulging importante, se è interessante dopo
casomai mostrare l'aspetto finale. Vi stavo dicendo sui tempi dell'intervento
Abbiamo potuto confrontare proprio recentemente due casi che abbiamo operato a distanza di un giorno, uno il pomeriggio e uno la mattina, per un corso che c'è stato qui da noi giovedì e venerdì scorse.
Il giovedì pomeriggio abbiamo operato una tar open e il venerdì mattina una tar robotica. I pazienti sono andati bene entrambi, però la tar robotica in quarta giornata è andata a casa,
In terza giornata sarebbe potuta tornare ma c'era qui l'allerta meteo con un diluvio universale e quindi è andata a casa in quarta giornata. Questo è un ottimo risultato considerando il decorso che poi avevano i pazienti operati in open.
L'altro signore è andato via in sesta. Comunque i tempi sono stati raddoppiati rispetto a quelli della TAR Open.
penna. Questo Diego è un discorso veramente importante che dovrà essere certificato per
giustificare anche l'acquisizione della macchina robotica, sai benissimo che il problema è
i costi e tutto quanto, però nel momento in cui riesci a fare qualcosa che non riusciresti
a fare nella paroscopia e che dà un risultato a livello clinico migliore, allora a quel
punto insomma capisci che cambia la musica io non voglio dire che bisogna farlo così però voglio
dire che rispetto alla laparoscopia noi con la robotica possiamo ripercorrere quello che
facciamo in open come posizionamento e collocazione di rete quindi qual è lo spazio in cui collochiamo
la rete come gestualità chirurgica e come atto chirurgico tutto si può fare anche una tarla
paroscopica forse io non ne sarei capace auguri con la tarla paroscopica qualcuno l'ha fatta
Volendo forzare questo filo, forse noi riusciremo anche ad arrivare alla fine, ma io preferisco di
nuovo. Io tra poco mi fermo e prendo un altro filo da giù. Guardate come si è accostato il
muscolo qui, come piano piano lo stiamo facendo anche nella parte più importante.
Vedete il filo che sembrava quasi finito, invece guardate quanto è lunghetto.
dovuto completare, però ce ne andiamo un po' verso l'alto adesso.
direttamente con il tessuto sottocutaneo, qui soprattutto bisogna fare attenzione a non andare
molto in profondità. Fermi a non premere per favore, abbiamo sedi, premo per i toneo, voi
quindi vedete che quando l'aiuto deve tagliare bisogna estrarre il portaghi. Laviamo un attimo
l'ottica per favore. Prepariamo il centimetro adesso alla fine della sutura per vedere la
dimensione della protesi. Qui Diego metti protesi in base a come viene la sutura della fascia
posteriore, cioè se è buona metti un
polipropilene, se invece è un po' così
che ha dei punti un po' deboli, metti
comunque una rete che può essere
intraperitoneale?
Guarda, in genere è sempre un po' la
struttura della guaina posteriore,
possiamo aspirare un attimo? La struttura
della guaina posteriore è sempre un po'
debole, però noi la rinforziamo e la
chiudiamo per cui vedi per esempio qui dove c'è questo spazio qui la chiudiamo anche lì la
chiudiamo sul tipo di protesi io quasi sempre utilizzato una protesi di polipropilene negli
ultimi tempi mi sto accostando un po anche alle biosintetiche perché alle biosintetiche perché
perché lasciano ovviamente non una massa impiantata permanente, dovrebbero fare il loro lavoro anche inducendo una sintesi di collagene e soprattutto nelle donne che possono avere voglia di avere altre gravidanze potrebbe essere una ottima indicazione.
Per cui più per il tipo di paziente che per il tipo di guaina posteriore. Protesi intraperitoneali no, non ne utilizzo proprio mai, diciamo quelle a doppia barriera.
intendevo quello
però ovviamente è giusto
quello che dici, sono d'accordo
una volta che la tecnica non è a bridge
ma ricostituisce la linea mediana
una biosintettica potrebbe avere
un proprio razionale vero
se no
abbiamo visto però
con un po' di pazienza
riusciamo a
gestirlo
mettiamo con la telecamera girata. Proviamo a vedere se riusciamo ad
la telecamera che dite proviamo perché ho impedimento dal da parte della guaina posteriore
qui è il fatto che stiamo in uno spazio piccolo con un filo enorme quindi se noi adesso ce lo
fermare ragazzi possiamo salire un pochino come abbiamo fatto prima avete pronto un centimetro
Ok, allora, l'aspetto finale è soddisfacente.
Assolutamente soddisfacente, veramente.
Grazie.
Allora, togliamo questo.
Mi dai dei puntini per ricostruire qui.
Posso utilizzare anche del Valkyrie qua dietro.
Misuriamo un attimo, sì?
Sì.
Benissimo.
Vogliamo misurare prima, sì.
Mi dai anche l'altro portaghi?
Sì.
Dunque, 12.
Fissata la protesi?
Cosa?
Fissate la protesi.
Scusa, non ho capito la domanda.
La protesi, come viene fissata con la colla?
Ah, ok, ok, lo vediamo in un attimo.
Metteremo dei puntini, uno e due puntini laterali
e poi mettiamo direttamente la colla di fibrina.
Mi dai per favore i punti di Vicryl per chiudere?
Il punto? Tu puoi parlare.
Sì, ma non molto lunga, di Vicryl.
Ma se mettiamo una biosintetica possiamo anche non fissarla per la diastasi,
più nella TAR.
Vabbè, vediamo un attimo, con la colla dovrebbe bastare.
Allora, adesso vedrete che mettiamo dei punti per chiudere questi spazi.
Vabbè, questo è il sacco.
Diego, ti faccio una domanda.
Nella fascia posteriore, secondo te, è importante chiudere tutta la fascia
o è sufficiente chiudere il buco, cioè prendere anche solo il peritoneo?
No, no, si può chiudere anche solo il peritoneo.
Ecco, no, perché il rischio è quello di non averne più abbastanza poi per chiudere...
Esatto, non bisogna accanirsi a prendere proprio la fascia, qui abbiamo la fortuna che è fascia e fascia, però altrimenti non bisogna accanirsi, l'importante è chiudere il peritoneo, isolare la rete dalle anze, soprattutto noi non è quella che dà la forza alla riparazione, la forza l'abbiamo con la ricostruzione della linea mediana.
Noi quella che avevamo l'abbiamo tolta.
Questo qua lo togliamo. Afferratelo bene perché non c'è filo.
no allora devi afferrarlo no no no lo devi afferrare così guarda aspetta apri tutto afferra
pure la parte di fuori bravo ancora tutto ok se no lo perdiamo nel troga datemi garzina ok
pure il braccio sinistro meglio in visione, aspiriamo e poi togliamo la garzina.
ok allora metti di nuovo l'aspiratore aspiri un po lì non è nulla però è sempre meglio aspirare
before tomorrow ok basta basta mi date l'altro portaglio e mi date anche il filo così chiudiamo
della della parete posteriore che si era interrotta, fra poco metteremo la protesi,
siamo quasi pronti per la protesi, la avete già sagomata? Mettiamo una biosintetica che
richiama molto la maneggevolezza e la consistenza di una protesi in polipropilene, in polidrossi
butirrato che è una protesi che si riassorbe in un anno e mezzo, quindi darà possibilità a questa
giovane donna di formare anche del collagene nello spazio giusto, come dicevamo prima non
Se siamo pronti, aspiriamo l'ultima volta lì dentro, quel piccolo pozzetto, poi puliamo l'ottica e mettiamo la rete.
Bene, ci mettiamo un po' di colla di fibrina perché ci dà la garanzia di un'adesione maggiore, soprattutto la colla di fibrina nel momento in cui incomincia il riassorbimento e si riassorbe è già iniziato il processo di fibrotizzazione della protesi e quindi la protesi già incomincia a incorporarsi nei tessuti.
e poi comunque in uno spazio chiuso. Allora mettiamo la colla così, mentre voi mettete la
colla io stendo un po' questa parte di sinistra qua. Allora incominciamo a farla entrare benissimo,
Allora, ricominciamo da giù. Piano, piano, piano, piano. Dove sta?
messo due trocar solo operativi. Qui, un po' qui. Aspetta. Andiamoci un po' qui giù.
Purtroppo c'ho solo questa mano sinistra. Secondo portaghi, se no mettete il punto prima,
lo lasciate anche su dove volete e poi adesso utilizzeremo, questo è riassorbibile, lo puoi
un attimo aspirare. Dopo riusciamo a dare un'immagine dell'ombelico e dell'addome,
come è distesa e come è adagiata sul piano retromuscolare. E' adagiata benissimo Diego,
Ti ringrazio molto, sta quasi da sola lì e poi ovviamente noi adesso chiuderemo la parete posteriore e questa un po' con la pressione intra-abdominale continuerà ad essere nello spazio giusto e con la pressione giusta tra i due strati, insomma nello spazio ideale.
a questo punto possiamo prendere anche più stoffa perché concetto è questo che se noi prendiamo un
po più stoffa tendiamo ancora un po di più questa parete la rendiamo un po meno floppy quella
posteriore ma anche se poi dopo con la pressione intra addominale tutto c'è relativo perché la
viene per la legge di pascal viene comunque schiacciato la protesi diciamo che come per
la TAP, la stessa pressione che induce la comparsa e l'aumentare della paroscele
stabilizza la riparazione. Credo che anche qua dovremmo utilizzare due fili. Una delle cose di
cui si discute tanto tra la paroscopia e robotica è il feedback tattile che ovviamente in robotica
mentre la paroscopia c'è per ovvi motivi, in robotica non c'è, almeno non è diretto, però dopo un po' ci si abitua alla mancanza del feedback tattile diretto.
secondo me dobbiamo... devi posizionare meglio l'ottica e poi lavarla anche
non riesco ad angolare più di tanto la visione vedete sono troppo troppo a
ridosso della della zona che sto strutturando penso questo è l'ultimo è
ovviamente fondamentale la chiusura completa per ovvi motivi quindi andiamo
a controllare bene si chiusa abbiamo abbiamo l'altra possiamo mettere
l'ottica nel trocar di destra dopo per vedere un attimo così vediamo ci accertiamo che la chiusura
sia stata completa ok noi qua ci possiamo anche fermare però diamo uno sguardino tagliamo qui
praticamente l'intervento è finito voglio dare uno sguardo alla chiusura completa e quindi
Quindi sposteremo un attimo l'ottica un po' più lontano a destra, nel braccio di destra.
Ok? La laviamo pure e ci mettiamo...
Vedi? Ok.
Vabbè, proviamo un attimo se di là si vede meglio.
Penso di sì, no?
Da destra a destra si vedrà meglio.
Riusciamo a dare un'immagine Stefano Mascolo con l'immagine esterna.
Sì, sì, tutto chiuso, perfetto.
Ok, tutta chiusa, perfetto, garzine dentro nulla. Vorrei solamente le immagini esterne se è possibile. Ci sono? Ok. Esterne, sì, stacchiamo un attimo il robot e poi ve lo controllate l'uscita dei troker.
Sì, vediamo, molto bene.
Aveva un mandarino all'inizio, non so se voi avete avuto le immagini interne, cioè iniziali.
no iniziali non le ho viste
non le abbiamo viste
comunque il risultato mi sembra ottimale
a me è una tecnica che mi convince
a pieno come ti avevo detto
complimenti
poi eseguita da te
che insomma non sei certo l'ultimo
perfetta
complimenti a tutti
grazie grazie a tutti
e grazie per averci visto e ascoltato
arrivederci
ciao Diego
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