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10° CORSO PER INFERMIERI DI SALA OPERATORIA 3° SESSIONE LA FORMAZIONE CONTINUA IN SALA OPERATORIA: ISTRUZIONI PER L’USO Presidente: S. Casarano (Tricase – LE) Moderatori: L. Cappelli (Bari) L’esperto risponde (Tutti i relatori)
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Allora adesso abbiamo le relatrici a disposizione per le vostre domande, vi prego di venire qui e voglio approfittare dell'occasione per ricordare a tutti quanti voi, come devo dire la verità l'ha già chiarito Rosa Cipri,
che i crediti formativi per l'anno 2014-2013 sono sempre 150.
Più volte è stata annunciata la fase a regime del sistema in educazione continua e medicina,
è stata annunciata più volte, ma questa volta pare che ci siamo.
Parte ufficialmente dal 1 gennaio 2014.
Voglio ricordare che tutti hanno la possibilità di acquisire crediti formativi ECM
in più o in meno rispetto alla media prevista annuale che è di 50 crediti.
Inoltre nel momento in cui frequentate un master oppure frequentate la laurea magistrale
a questo punto dovete comunicare al vostro collegio i pasvi di appartenenza
che vi dà la possibilità di non acquisire crediti per quell'anno accademico
oppure per gravi stati di salute o di maternità.
Quindi prima questo tipo di comunicazione non c'era ma adesso dobbiamo cominciarlo a fare e poi il collegio IPASVI a sua volta comunicherà questo dato al COGAPS e quindi la vostra rendicontazione ECM sarà a posto.
e prima sempre Rosa Cipri ha accennato al fatto che c'è la possibilità anche in questo momento
anche se in fase sperimentale, andate sul sito dell'Agenas, sul link ECM
troverete MyECM, vi dovete registrare e così avrete la possibilità di vedere tutti i crediti ECM acquisiti sino ad oggi
qualcuno l'ha già fatto e ha lamentato il fatto che alcuni crediti non erano registrati
Stiamo cercando di capire come funziona anche noi il sistema. Comunque è simpatico perché avete proprio tutta la vostra anagrafica, tutti i corsi che avete frequentato, i crediti che...
Ministero Salute, Agenas e poi Educazione Continua e Medicina e Mai ECM. Questo è tutto il percorso per raggiungere questo risultato.
Bene, se c'è qualcuno di voi che vuole fare delle domande, prego Maria Caputo.
Vorrei che la collega Cipri ci chiarisse meglio il concetto di formazione, cioè crediti sponsorizzati e invece la parte che ognuno di noi dovrebbe sostenere di tasca propria.
perché anche la FAD
ha un costo, non è che tutti i corsi
FAD vengono dati
diciamo gratuitamente
quindi
credo che
dobbiamo
ricominciare
e dico ricominciare perché chi
l'ha fatto in passato
e magari lo fa anche adesso
che quando realmente
è interessato a un corso
mette in conto
nel suo budget personale anche i costi per andare a seguirsi un corso, un master e quant'altro.
Quindi chiariamo meglio questa questione perché è fondamentale.
Allora rispondo alla Presidente Aico subito. È chiaro che in un'epoca di spending review, di problemi economici che comunque assillano noi che lavoriamo e per fortuna lavoriamo,
E' chiaro che la formazione ha un costo e la buona formazione ha un costo. Purtroppo non è normato da nessuna parte che le aziende sanitarie a cui apparteniamo hanno l'obbligo cogente, normativo di fare formazione.
E' chiaro che un'azienda che comunque si pone il problema della qualità delle prestazioni che eroga, in Puglia io faccio parte dell'ASL Bari comunque anche se molto carente però un piano formativo aziendale c'è soprattutto per quelle che sono le competenze trasversali quindi l'inglese, la comunicazione e quant'altro.
Quindi di norma la nostra formazione è a carico nostro. È chiaro che le aziende che comunque molto ci aiutano anche nella formazione perché ho bisogno di dirlo che c'è un rapporto anche sano fra azienda e operatore della salute.
Quindi alcune volte ci sono delle aziende che ci sponsorizzano degli eventi e quindi noi dobbiamo comunque sapere che nel triennio per esempio 2010-2013 dovevamo avere nella nostra cartella crediti 150 crediti.
ebbene di questi 150 crediti, 50 crediti totali possono essere acquisiti attraverso il sistema della sponsorizzazione.
Tutto il resto ce lo dobbiamo chiaramente pagare, che sia FAD, che sia formazione residenziale.
È chiaro che ci sono delle aziende lungimiranti, delle aziende che dovremmo agire anche a livello aziendale
perché io erogo la mia prestazione nell'azienda, quindi è vero che ci verrebbe spontaneo dire l'azienda che mi forma, però nulla toglie, ecco l'imperativo etico che io come professionista mi devo comunque formare e comunque non posso pretendere che i miei corsi vengono pagati.
Perché per esempio qualcuno quando ho sollevato questo problema anche nella mia azienda mi diceva l'avvocato, il dentista o altro mica se li sponsorizza se li paga, i miei infermieri dicevano e noi mica guadagniamo quanto i medici, quanto gli infermieri e quanto altro, noi siamo degli infermieri, comunque l'essere professionisti passa anche attraverso questa fase.
Allora io in parte sono quasi pienamente d'accordo su quello che si dice, però nel momento in cui a me mi si obbliga a fare una formazione, io non devo essere poi costretta ad andare a pagare per fare questa formazione perché io voglio pagare la formazione laddove poi è anche una mia scelta, che sia una scelta di coscienza, di convenienza, di conoscenza, qualsiasi tipo di scelta e lì ci siamo.
ma nel momento in cui io vengo obbligata, perché questo è un obbligo poi, poi le sanzioni che ancora non sono state decise però a norma di legge ci siamo quasi, nel momento in cui io vengo obbligata però non devo essere obbligata a non non pagare ma almeno una cosa un momentino ridotta
perché non è detto che io posso, nonostante la mia voglia magari di imparare, di apprendermi, di aggiornarmi, non è detto che me lo possa permettere, il problema è questo poi fondamentalmente, un po' di tutti penso insomma, specialmente oggi.
Altro?
Volevo capire, per quel che riguarda la sponsorizzazione, si intende sponsorizzazione da parte dell'azienda o case farmaceutiche?
Le case farmaceutiche.
L'altra domanda invece è un'altra, come ci dobbiamo comportare nel momento in cui noi vogliamo formarci e non abbiamo la possibilità di farlo, nel senso che non ci danno la possibilità di poter partecipare ai conveni, a parte i FAD che sono effettivamente quelli che ognuno di noi può fare online e tutto quello che vuole.
Però il fatto anche la partecipazione diretta e mettersi in confronto con altre realtà è importante. Molto spesso non abbiamo la possibilità di partecipare perché siamo sotto organico e quindi non si può andare al convegno.
Posso? Sì? Ok. Io lavoro a Modena, all'azienda USL di Modena, so, penso sia così in tutta Italia, che esistono due budget distinti, per il comparto e per i medici. Per il comparto, per tutta l'azienda USL di Modena, che sono diverse migliaia di dipendenti, sono 1500 euro per tutto l'anno. Per i medici è molto più alto. Si può fare qualcosa?
Allora, io rispondo, sono d'accordo anch'io con voi, con ognuno di voi.
Scusate, ho imparato quest'anno che c'è anche una legge che vieta il passaggio di soldi dal budget medico al budget del comparto per consentire al personale di andare a fare il corso.
Ok, allora senta, io mi sento in linea con voi perché io comunque sono un'infermiere, io ho grosse difficoltà, l'ho detto prima, a trovare corsi confacenti al mio profilo professionale,
tant'è che sono molto e tuttora anche molto affascinata dalle implicazioni legali della nostra professione che mi sono fatta un master in infermieristica forense quindi ho fatto ciò che mi piaceva e comunque ho temperato, questo è quello che ho fatto io proprio per testimoniarvi la grossa difficoltà che c'è oggi ad andare anche fuori.
Sono d'accordo con la collega che mi dice che quando c'è un obbligo legale mi si deve dire poi perché io devo temperare anche se non ho la possibilità, se non ho soldi.
Allora da questo punto di vista io mi sento di dirti che comunque nell'essere professionista è chiaro che come tutti quanti gli altri dobbiamo mantenere aggiornate i nostri ferri del mestiere.
L'altra cosa che mi sento di dire, noi passeremo alla storia come infermieri, questo è un mio pensiero di cui me ne prendo tutta la responsabilità di quello che dico, passeremo alla storia come coloro, come quella parte di lavoratori perché non siamo ancora entrati nell'ottica dell'essere professionisti che hanno sempre sgambettato,
corso di qua, di là, da reparto di là, di qua, però non abbiamo mai scritto e mai abbiamo
preso posizioni per quelle che sono le nostre rivendicazioni. I nostri rappresentanti in
ambito sindacale, io parlo della mia realtà ma che è speculare a molte altre della Puglia
e di altre regioni, chi ci rappresenta sono gli amministrativi. In alcune realtà chi
ci rappresenta a livello sindacale sono degli amministrativi. Quindi voi pensate bene che
l'amministrativo non farà mai il mio interesse quindi suggerimento prendo
anche l'esempio della collega che mi diceva non posso andare siamo
sotto organico io vi dico che dobbiamo cominciare a
pensare in termini di collaborazione anche fra di noi
capita spesso da me capita io parlo per esperienze di vita vissuta non mi piace
come detto prima sono una romantica ma sono anche molto pragmatica quando
Quando bisogna andare a formarsi e l'evento è veramente importante, dico ai colleghi infermieri, io entro in sala, tu però due ore di straordinario per il tuo collega te le fai?
Dice sì e quando vado io? Quando vai tu? Io calendarizzo la formazione e cerco di pianificare nei permessi e in quant'altro quello che a me serve perché io essendo coordinatore devo anche occuparmi, che mi piaccia o no, della formazione.
Io ritengo che, e ne ho avuto prova, che quando l'infermiere esce fuori dal blocco operatorio, si va a formare, va fuori un giorno, due, tre, torna più carico, quindi io lo strumentalizzo anche qui, torna più carico, ha più novità e diventa anche motore e movimento per gli altri colleghi.
E' chiaro che siamo ancora molto ma molto lontano da quelli che sono anche i modelli anglosassoni, i modelli di oltre frontiere, però io ritengo che sta a noi.
Innanzitutto non facciamoci rappresentare da chi non è infermiere e qui io mi incavolo come una dannata quando andiamo a votare chi non è infermiere.
Due, nelle aziende facciamo riconoscere il nostro peso e nelle aziende quando per esempio anche a livello regionale ci sono delle normative che come dice il collega vietano il passaggio di fondi da una professione ad un'altra, scusate il termine è un po' di casino, bisogna farlo.
Io volevo aggiungere qualcosa per rispondere alla collega che diceva che non abbiamo sempre la possibilità di avere le giornate per partecipare ai corsi, spesso i corsi hanno una quota di iscrizione elevata,
dice se è un obbligo perché io devo mettere la mano al mio portafoglio. La formula residenziale è una formula, la formula in FAD è un'altra formula, ma non dobbiamo dimenticare che c'è anche la possibilità di accreditare la formazione sul campo.
Oppure un esempio che mi viene adesso in mente perché lo stiamo facendo in questi giorni nella mia azienda, tutte quelle riunioni che voi fate, i briefing, i debriefing possono essere accreditati se seguono ovviamente una certa struttura e determinate modalità e inoltre danno anche molti crediti formativi.
Nella mia azienda lo stiamo facendo con degli incontri che facciamo tutti i coordinatori perché stiamo rivedendo tutte le procedure, stiamo revisionando le procedure legate al sistema qualità e lo stiamo facendo con tutti i coordinatori siccome dobbiamo fare una revisione della letteratura, dobbiamo fare ricerca e apportare delle modifiche alle nostre procedure tutte queste ore le abbiamo accreditate ECM.
Per cui avremo 42 crediti solo con questo percorso, senza andare fuori e frequentare altro. Quindi 50 sono i crediti che devo acquisire in un anno, con 42 con il corso che faremo nella mia azienda abbiamo già soddisfatto al nostro fabbisogno annuale.
invece quello che manca
ed è una forte criticità
del sistema ECM
è l'offerta formativa
sul territorio
a volte ci sono dei corsi
che a me non interessano
ma io devo comunque
soddisfare il fabbisogno
dei crediti e alla fine
magari per ripiego lo frequento pure
e su questo
dobbiamo chiedere una maggiore offerta formativa
però come dicevano
le colleghe dobbiamo essere anche
Anche noi propositivi, se siamo nelle aziende, andiamo nei nostri uffici di formazione a proporre, magari ci andiamo anche con un bel progetto, è molto più semplice poi mettere in moto certi meccanismi, sono meccanismi che comunque ci aiutano a raggiungere i nostri obiettivi non spendendo poi tutte le nostre risorse economiche dirette.
Allora intervengo anche in qualità di presidente, tanto è inutile essere lì, ma solo per dire una sola cosa, quanto è mortificante Caterina aver messo in piedi un sistema FAD per AICO con grande fatica e non vederlo frequentato, da casa, seduti, gratis per gli associati.
tra l'altro quindi finiamola di nasconderci dietro un dito io ho cominciato 32 anni fa
dicendo se sono se sono se ci sono respiro quindi esisto ragione per cui se faccio quello che faccio
vorrei saperlo fare e mi sono messo in cammino ancora sto camminando mi sono auto formato mi
mi sono riformato, mi sono informato, mi sono pagato la formazione.
L'associazionismo aiuta.
Non siamo veline, cioè non è che noi passiamo dalle passerelle.
Allora, perché ci dobbiamo associare?
L'IPASVI ci racchiude, ma nell'IPASVI grandi realtà e molto vivaci,
anche molto importanti, vivono l'associazionismo
degli infermieri di cardiologia e quelli di neurologia e quelli di sala operatoria
guardate che facciamo una grande fatica a dire ci vogliamo rendere conto che siamo una grande forza insieme
io ascolto delle relazioni splendide dove hanno fatto veramente ricerca e l'hanno fatta in maniera seria
non lo sa nessuno, a che cosa è servita? Ad accontentare il dipartimento, il medico, il direttore di dipartimento
Io a Torino ho fatto uno slash a un collega e ho detto che è splendido, ma è servito a chi? A nessuno, l'hai fatto per non gli infermieri, per altri. E a che cosa è servito?
Allora perché associarsi? A livello locale, la AICO è presente in tutta Italia, si va al referente regionale a dire a Lecce vorremmo dei corsi di formazione, a 10 euro si possono prendere 8 crediti, davvero stiamo parlando di un grande costo, perché?
Perché mia moglie non si può muovere da casa ma si siede al computer e si prende 15 crediti e fa 4 corsi da 8 crediti e raggiunge un numero minimo e non spendo che 40 euro, certo non vado nell'albergo a 5 stelle e mi faccio una vacanza a Giardini Naxos per andare a vedere Taormina, questo è il problema.
Allora ci siamo molto abituati a nascondersi dietro al medico che ci ha sponsorizzato l'ECM, lo dico perché l'hanno fatto con me, ciò nonostante sono andato a cogliere quanto di meglio dell'infermieristica, in quel momento la sessione infermieristica mi dava.
Certo che poi sono andato a Tormina e poi magari ho visto anche la Sicilia, ma non era la finalità, era il contesto. Ripeto, bisognerebbe di nuovo ritornare a capire perché lavoriamo, per chi lavoriamo e quindi come lavoriamo.
Allora è inutile dirlo, incrocefiggete i coordinatori che non vi mandano a farli, che non vi mettono le condizioni di farlo.
Io faccio come Rosa, quando c'è da difendere gli infermieri dico no direttore, hanno l'obbligo di andare perché lo sa meglio di me, quando vai a vedere che non hanno le otto giornate di formazione alla fine dell'anno ti lamenti, ma se sono 40 devono pur mancare, 10 alla volta mancano.
Perché se manca il chirurgo chiudiamo una sala, se mancano tre infermieri non è possibile? Accadrà il 19 di novembre, accadrà il 21 di novembre, chiuderò due sale operatorie, tanto lo sa già, perché 12 infermieri e 15 infermieri a Lecce con 10 euro vanno a fare formazione.
Ahimè, chi la fa? Il sindacato. Per carità, il sindacato va benissimo, ma sapete perché? Perché non c'è altro. Io ho detto, se il sindacato, colui che mi rappresenta, è degno di farlo, lo devo scegliere io. L'amministrativo non se ne parla proprio.
proprio, non solo, dicevo ad una collega, l'amministrativo, sei fortunata, neanche
il collega mi rappresenta perché quello non mi rappresenta proprio, guardate che noi siamo
arrivati a cancellarci dal sindacato perché chi ci rappresentava che era un infermiere
non mi rappresentava proprio, ci siamo cancellati in 50, più protesta di così e che torniamo
a fare, vogliamo raccogliere i voti e quindi per raccogliere i voti va tutto bene, allora
Allora alla mia direzione generale ho detto, vi ho raccontato chi è, ho detto è una scuola che fa formazione, facciamola questa formazione, la facciamo gratuitamente, tanto non vogliamo niente noi.
Invece noi, il sindacato ha preso in mano la situazione, ma va bene, con 10 euro, con non so quale provider, ti dà 15 crediti in 4 ore.
Non lo so che tipo di serietà c'è.
Di certo è che gli argomenti sono, come dici tu, non pertinenti alla sala operatoria.
Infatti io all'infermiere che va a fare il corso gli chiedo, mi dici di che cosa parlate? Pure per capire se ti mando non ci devo perdere la faccia, perché se no me lo ricorda la mia direzione sanitaria che mando a passeggio gli infermieri.
Quindi associazionismo è la parola chiave secondo me, chi è all'interno dell'associazione da semplice iscritto, quali siamo stati abbiamo cominciato ad esserlo, eravamo iscritti come tanti altri, eravamo uno dei 2000, chi è più interessato è da sé che va davanti, non è che c'è qualcuno che lo spinge,
Tanto se vieni spinto prima o poi torni indietro perché sei assolutamente nulla e più avanti andiamo più stiamo diventando esigenti su chi mi comanda.
Dovete crocefiggere i coordinatori. Iniziate da me.
Allora, dopo c'è una ragazza lì in fondo.
Allora, io un intervento e poi una domanda.
Sul fatto di crocefiggere i coordinatori sono in parte d'accordo.
Vorrei ricordare che ci sono dei poteri che sono superiori a noi e mi spiego. Due settimane fa congresso nazionale trapianti nella città di Bari. L'unica sala operatoria che fa i trapianti è la sala che io coordino assieme all'altro collega.
Chiedo il permesso di sospendere l'attività chirurgica ad entrambi i direttori che quel giorno avevano la seduta, mi è stato detto certo che sì, sicuramente.
Iscrivo tutti gli infermieri al corso, mi adopero, 24 ore prima non mi arriva un cartellino operatorio ma bensì due cartellini e hanno lavorato dalle 7 di mattina a mezzanotte senza mai fermarsi.
Allora chiedo, anzi se avete dei consigli da darmi sono ben contenta, che cosa potevo fare, che cosa non ho fatto e quali erano le possibilità che avevo?
Questa è una domanda che giro a tutta la platea. Che il coordinatore ha il dovere morale di pianificare la formazione e di fare una turnistica e di adoperarsi per questo, siamo d'accordo.
Però vorrei anche dire che spesso sia io che il collega abbiamo anche faticato per trovare la sponsorizzazione e mandare, l'infermiere all'ultimo momento non si è presentato e stavamo facendo i suoi interessi.
E' come formazione e addirittura lo mandavamo gratis, voglio dire vorrei ricordare che la medaglia ha due facce.
Poi una domanda, non sono d'accordo su questa normativa che l'ECM ha preso che si possono prendere i crediti tutti anche attraverso la FAD, sarebbe stato secondo me una parte, magari più della metà, io ritengo che la FAD alimenti e crei gli individualismi.
Credo che quello che sta avvenendo in questa stanza, che è il confronto, che è il passaggio di esperienza, che ci tutela anche da un punto di vista relazionale, lo scambio, credo che non ha prezzo.
E quindi chiedo e rivolgo la domanda in primis a Caterina ma poi chiunque voglia rispondere, non pensi che questo problema poi possa diventare quasi autoreferenziale?
Perché il fatto che io dietro a un computer mi faccio il corso e poi penso di aver acquisito la tecnica, ma poi non posso confrontarmi con chi magari quella tecnica la sta già facendo da dieci anni prima di me,
Non credi che questo alimenti o faccia chiudere al mondo esterno l'individuo?
Posso, scusate, posso un po'
Allora c'è un'altra domanda poi facciamo rispondere
No no no, io devo, praticamente sono le stesse domande
nel mio caso che io arrivo da un'isola, se mi chiudo in un computer, cioè sono già chiusa nell'isola e mi chiudo anche nel computer, quindi li confronto io, quando l'avrò? Uno, e poi appunto io sono una strumentista, chi è che interrompe le sedute?
Io che sono lavativa e dico interrompiamo le sedute perché devo andare ai corsi, è un po' quello che ha detto la dottoressa, vado io e dico come tu chirurgo interrompi le sedute per andare ai corsi anch'io.
Gli uffici formazione delle vostre aziende possono intervenire in maniera forte, anche io non condivido pienamente il fatto che il coordinatore deve battere i pugni e dire oggi non si fa la seduta, però gli uffici formazione sanno benissimo se il budget per la formazione è stato assegnato oppure no, quant'è e a chi.
Nel momento in cui si rende conto che non c'è una grossa disponibilità economica per dare a tutti la formazione in ECM allora in quel caso costringe a fare altro, cioè quello di dare la possibilità, una modalità su come fare ce la dobbiamo creare noi ma la dobbiamo anche suggerire.
Io credo molto negli uffici formazione che vanno lì, sono loro che devono chiarire qual è la situazione, le difficoltà, le criticità che i professionisti della salute hanno per acquisire questi 150 crediti ogni triennio.
Prego Caterina. No, volevo anche aggiungere un'altra cosa, quella della FAD è un'opportunità il fatto di fare il 100% dei crediti in FAD, è il singolo professionista che può e deve decidere che tipologia di educazione continua in medicina fare.
E' chiaro il confronto e il dibattito è la cosa più importante, quello che stiamo facendo adesso è la cosa più importante secondo me, non deve venire meno, ma la FAD è un'opportunità grande che io devo tenere lì, prima non c'era, adesso c'è e mi dà la possibilità nel momento in cui scattano le sanzioni.
E io non ho la possibilità di fare formazione sul campo, formazione residenziale, quello che rimane è la FAD. I provider che adesso stanno per diventare definitivi, stanno per avere l'accreditamento standard, faranno attenzione nel momento in cui vanno a fare la pianificazione dei progetti formativi, saranno costretti a fare un'analisi del fabbisogno formativo, così come saranno costretti a farlo anche le aziende sanitarie.
Mi associo a quello che ha detto Loredana, nel senso che ovviamente la FAD è un'opportunità in più che abbiamo, poi come ha detto giustamente lei non è che dobbiamo obbligatoriamente fare tutta la formazione in FAD.
Per rispondere alla Presidente io penso che sì lo scambio è vero però è anche vero che come ho fatto vedere nella relazione il fatto che il web 2.0 a mio avviso ha veramente portato la didattica a distanza ad un'evoluzione diversa che anche se stai in un'isola, non so dove sta l'isolana, ti permette con strategie collaborative di stare insieme ad altri,
di fare la farda insieme ad altri, attraverso il computer, di avere rapporti con il tuo tutor, quindi come in teleconferenza, come se stessi in un'aula come questa,
cioè questo è stato dato dalla banda larga, l'avvento della tecnologia ha fatto sì che si possano superare il fatto che uno possa stare in un'isola, in montagna,
Cioè voglio dire veramente questo mi sorprende che voi rispondiate a questo perché vuol dire che non siete pronti, io penso che sia un'opportunità enorme per tutti quanti perché tu puoi parlare con uno all'altra parte del mondo, allora solamente così hai veramente la possibilità a 360 gradi di condividere.
se invece voi lo vedete come una cosa che sta al computer
cioè il fatto di avervi fatto vedere che era la cenerentola
era la cenerentola perché ha iniziato così
ed è stato un flop
sta a noi a far sì che divenga una didattica differente
perché adesso è una possibilità in più
nella quale proprio investire
chiaro poi bisogna crederci
non ci credono tutti Maria
questo so d'accordo però uno ci deve credere
Allora Maria è un'opportunità ed è una modalità di io riconosco che chi non smanetta con il pc perché poi chi non smanetta col pc qualche volta dobbiamo imparare a smanettare perché nelle nostre core competenze c'è anche quelle che non sono tecniche il pc.
noi lo dobbiamo utilizzare anche a lavoro
quindi impariamo
perché comunque come diceva Caterina
ci sono queste belle possibilità
perché anche online
io ho conosciuto online
una collega
con la quale poi mi sono
ma anche senti
le relazioni comunque si possono avere
siamo iscritti a Facebook
ci sono altre domande lì in fondo
c'era qualche mano che l'avevo visto
ok
Allora io vorrei concludere questa sessione andando a considerare la formazione continua come una vera e grande opportunità per tutti quanti noi, non dobbiamo guardarlo solo come un dovere deontologico o come una sorta di manutenzione tecnica del professionista,
La formazione continua è l'unica opportunità che abbiamo per mantenere elevato il nostro livello di competenza, cioè deve essere lo strumento che ci fa sviluppare continuamente le nostre competenze.
vorrei dare la parola
a Maria
ricordiamoci che le sale operatori
high tech hanno solo creato
un sistema per far comunicare
le macchine, io stamattina ci
pensavo, sapete che poi penso e poi dico
le macchine le hanno fatte
comunicare, l'elettropistole con la
scialitica, il touchscreen insieme
al pedale che non schiaccio più, gli dico
solo muoviti, non sono
riusciti a creare infermieri
high tech, perché non riusciamo a comunicare
neanche tra di noi, siamo in
in una sala tecnologica che le strumentazioni parlano tra di loro, vedono i conflitti e ogni tanto dico
che cos'ha il computer? È entrato in conflitto, dico puro computer, dice che quando entra in conflitto
comincia a dare i numeri, come noi, dico possibile che non siamo adeguati alle sale operatorie,
come gli strumenti parlano e noi no, non riusciamo neanche a scambiare delle opinioni
credendo che lo scambio debba solo servire a farci crescere, associazionarsi vuol dire
quello, scambiare e vedere che cosa mi serve di te, magari hai imparato qualcosa di me,
non è essere protagonisti autoreferenziali, è passata quell'era, è passata.
Allora siccome non so se alcuni di voi hanno visto una diapositiva molto simpatica che
che AICO ha utilizzato in una delle relazioni, l'ha utilizzata Eleonora, credo Caterina, ma anche io,
evidentemente alcuni di noi fanno parte della generazione dei veterani e non sono i baby X, no Caterina che è una baby X,
cioè a seconda dell'età ci sono quattro categorie che la popolazione delle sale operatorie è divisa in quattro categorie
allora c'è la prima categoria che sono i veterani, Caterina ti prego di correggermi se ricordo male
e sono quelli che arrivavano dall'età 45 comunque forse tra di noi non c'è ancora nessuno di questi
sono quelli che sono andati in pensione. La seconda categoria erano i millennial e siamo noi,
cioè quelli che hanno ANTA siamo noi. Poi ci sono i baby X che ce ne sono diversi e poi ci sono
Sono quelli appunto i millennials che sono quelli proiettati nel futuro e quelli che utilizzano il computer, tutto quello che è digitale eccetera.
Anche in AICO ci sono queste generazioni, io resto sempre la generazione subito dopo i veterani, però sono contentissima che in AICO e nei comitati abbiamo già i millennials.
Millennials, cosa significa questo? Significa che per quanto diciamo come associazione, come
ICO noi crediamo ad utilizzare tutti gli strumenti, anzi io vi invito e devo dire un dato che
forse non è stato emesso che la PAD l'hanno fatta più i non soci, cioè quelli non iscritti
che dovevano pagarla che non i soci di Aico, anche questo è un dato che va interpretato, quindi evidentemente siamo stati più, o forse perché come diceva un mio professore quando la visita è gratis viene detto subito che come ti ho visitato io non è stato buono, quindi invece quando il paziente paga la visita, quella visita anche se tu sei un ciarlatano per lui è stata il top.
Forse evidentemente nella nostra mentalità funziona così, però potrebbe essere una chiave di lettura, quello che volevo dire, la FAD è uno strumento che noi non vogliamo assolutamente perdere,
Quello che siccome tutti quanti noi facciamo i conti a fine mese, questa situazione economica più il fatto che possiamo, non è che dobbiamo, possiamo fare i crediti tutti attraverso la FAD,
personalmente se mi tolgono anche il contatto o il ritrovo con i miei amici, i miei colleghi, le persone che condividono e fanno lo stesso lavoro
allora restiamo sempre nei posti dove stiamo, cioè i nostri orizzonti ma sono i nostri orizzonti di tatto, di visività, relazionali
perché poi appunto invece la FAD mi può far mettere in relazione con quelli che stanno oltre oceano, però questo è il nostro percorso culturale e quant'altro.
Comunque io vi ringrazio per essere stati così attivi, partecipi in queste due giornate, noi aspettiamo nuovamente vostri suggerimenti, speriamo di incontrarvi in altri eventi che organizzeremo,
So che per chi è della regione Lazio, l'AICO Lazio a fine mese organizza una giornata di formazione, quindi se voi volete conoscere quanto avverrà, dove avverrà, basta che chiamate la signora, nonché dottoressa Pisanelli e sarà in grado di darvi tutte le informazioni del caso.
Oppure cliccate sul sito AICO e lì ci sono eventi formativi in tutte le regioni dove si svolgeranno praticamente da qui prossimamente.
Quindi io vi ringrazio così come il professor Palazzini che sembra non ci sia ma lui ora è seduto dietro i video, c'è il quadro regia perché lui segue di là tutto il suo congresso, ci sta ascoltando e quindi ringrazio anche lui per l'ospitalità e per questa opportunità che ci ha dato.
Alla prossima.
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