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22° CAD anno 2011 VIDEOFORUM Presidenti: A. MORALDI (Roma) A. D’ANNIBALE (Roma) Moderatori: M. CARLINI (Roma) G. CONZO (Roma) M. SCATIZZI (Prato) Discussant: P. MASCAGNI (Roma) F. RULLI (Roma) Trapianto di pancreas robotico U. Boggi, S. Signori, F. Vistoli, C. Croce, N. De Lio, F. Caniglia, S. D'Imporzano, V. G. Perrone
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Buongiorno, buon pomeriggio, chiaramente non sono il professor Boggi, sono il dottor
Limporzano, un collaboratore presente, si può partire il video, il trapianto, il professore
non è potuto venire oggi, questo che vedete è stato il primo trapianto di pancreas robotico
che è stato fatto al mondo, l'abbiamo fatto il 27 settembre del 2010, le motivazioni intanto
tanto che si aspetta il video, che hanno spinto verso la scelta di provare a fare un trapianto di panche su robot,
sono molteplici, non è proprio dall'inizio, però va bene lo stesso, non ci sono problemi, non ti preoccupare.
Sono molteplici dovuti principalmente alla elevata comodità di questi pazienti nel post-operatorio.
Qui vedete già la fase all'interno dell'addome dove c'è un qualche problema, mi sa, parecchio, sta saltando, se me lo rimandi dall'inizio, tanto comunque sia non dura tanto, scusate, non è l'inizio, siamo noi.
E' stato eseguito appunto il 27 di settembre e qui vedete la paziente è una signora di 45 anni a cui noi avevamo già fatto un trapianto di rene, quindi questo è un pancreas dopo rene, è una paziente come vedete l'invasibilità dell'intervento è un'incisione sulla linea mediana soprambelicale di 7 cm,
Il successivo posizionamento di gel port con poi anche l'opzione di trocar in trocar in questo caso che poi abbiamo fatto e il posizionamento di altri tre trocar di cui uno per l'aiuto e gli altri due operativi per il robot più il trocar in trocar del robot stesso.
Qui vedete la fase della preparazione sia della vena cava per quanto riguarda l'anastomosi venosa sia dell'arteriaca comune per quanto riguarda la ricostruzione arteriosa.
vedete in queste fasi come ha già detto il collega nel precedente intervento
come il robot sostanzialmente ci facilita nell'esecuzione di queste anastomasi vascolari
che sicuramente non risultano facili, non sono facili
però sicuramente danno una mano nella possibilità di compiere le manovre nella maniera più naturale possibile
qui vedete la fase di ricostruzione della vena
e mentre scorrono le immagini
dico che per quanto riguarda la tecnica open
non ci sono state modificazioni di tecnica
cioè il robot ci ha permesso di utilizzare
gli stessi meccanismi logici
che noi utilizziamo per un trapianto di panchias tradizionale
anche con questo accesso mini-invasivo
che abbiamo fatto.
La differenza vera forse si ha
nella fase prima del trapianto
cioè nel prelievo su donatore
Poiché in questo caso qua c'è un po' di problemi con il filmato, non so come mai ma comunque sia, questa è la fase determinale dell'anastomosi arteriosa.
Perché dicevo, in questo caso il prelievo che noi abbiamo fatto l'abbiamo fatto a caldo, non a freddo, quindi è stato sicuramente forse un po' impegnativo da questo punto di vista il prelievo.
sostanzialmente i tempi operatori sono stati più o meno gli stessi
è durato circa 5 ore il trapianto
e per quanto riguarda il graft digiunale
dodeno, donatore, digiuno ricevente
l'abbiamo fatto utilizzando l'incisione di servizio
che voi avete visto all'inizio
dove poi abbiamo posizionato il gel port
per cui quella è stata fatta open
quindi sostanzialmente il robot
mi spiace che purtroppo il filmato ha avuto un po' di problemi
la fase vascolare è stata fatta
completamente con il robot
quindi questo è, spiace che non si è visto
però insomma, comunque sia
è stata fatta completamente con il robot
non abbiamo avuto problematiche particolari nel post-operatorio
sostanzialmente è stato
un decorso regolare
regolare per modo di dire perché
i trapianti di pancreas regolari
come decorso non lo sono praticamente mai
questa è stata una anche delle scelte
che ci ha spinto intanto a dire
che si può fare
Non possiamo dire nient'altro che questo perché ne abbiamo fatti due. L'ottica di ragionamento è vedere se l'approccio mini-invasivo ci può aiutare nel ridurre quella che è la comodità in questo tipo di interventi,
poiché comunque sia noi andiamo a agire su pazienti che hanno già una storia di diabete alle spalle
che li ha compromesso sostanzialmente sia le strutture vascolari, chiaramente anche i reni
quindi sono chiaramente pazienti particolarmente compromessi già inizialmente dal punto di vista clinico
per cui l'ottica di ragionamento è intanto si può fare e poi vediamo
siccome l'abbiamo fatto anche poi un altro con lo stesso meccanismo
abbiamo fatto anche i trapianti di rene robotici che presenta un altro collega in un'altra sala oggi
Per quanto riguarda il pancass l'ottica è vedere, incominciare, affinare quelle che sono le tecniche intanto di come si mettono i troca perché in letteratura non c'è niente nell'ambito del robot, di come si devono posizionare, di come è il setup più corretto del robot in questo tipo di intervento e poi una volta standardizzato questo setup vedere di incominciare se c'è veramente un'efficacia nel ridurre la comodità.
sempre nello stesso gruppo mi sembra
dodenocefalo pancreasitomia robotica
spero che questo filmato vada un po' meglio
se no te lo posso dare anche io
su pennina se hai dei problemi
qui presentiamo una
dodenocefalo pancreasitomia robotica
in una donna di 52 anni
con diagnosi di calcinoma della papilla
limitato alla papilla
dopo un accuratissimo staging preoperatorio
qui vedete le fasi iniziali
dell'intervento
con legatura già della gastro duodenale
e questo filmato che chiaramente è stato montato
nello stare negli 8-9 minuti
anche se l'intervento è durato circa 7 ore
noi abbiamo voluto dare priorità
a quelle che sono le fasi come vedete
di nifanoadenectomia
in queste fasi sia verso il tripode
sia nelle fasi successive
anche a carico dell'asse spreno mesenterico portale
e della mesenterica
l'odenocefalo-pancasitomia secondo Longmire
quindi con conservazione del piloro
fase di liberazione
anche qui il ragionamento è sempre analogo
cioè noi ci siamo sempre mossi nel cercare di riportare
quello che è la nostra scuola open
anche nella tecnica mini-invasiva
e sostanzialmente anche nelle manovre di cocherizzazione
e in tutte le altre fasi normali, tradizionali
di un odenocefalo
il robot ci viene particolarmente incontro
Qui vediamo la fase iniziale della pancreatico digiuno che anche qui segue sostanzialmente la tecnica di scuola, per cui penso che il computer ti ha dato un po' di errore di buffer, era sulla pancreatico digiuno, va bene pure, lascia pure lì, va bene, grazie.
Qui vedete la fase finale di regezione con la trancia che viene inviata per estemporanea per cui tutti i tempi vengono sostanzialmente rispettati come nella open.
E qui è saltato, scusate ma va bene basta che arrivi alla fine indenne, no va bene così basta che arrivi solo alla fine e sono contento così.
Qui vedete sempre la fase di linfonectomia lungo l'asse speno-mesenterico e anche nella fase verso la mesenterica.
Ecco, qui abbiamo la fase ricostruttiva della pancreatico digiuno.
Anche qui le manovre che abbiamo fatto sono sostanzialmente le stesse che si fanno nell'open
e per scuola noi utilizziamo il lineo per queste fasi ricostruttive a punti staccati.
Qui abbiamo la fase dell'epatico digiuno, anche qua si ripulgono gli stessi movimenti
che nell'open, qui noi per scuola facciamo un duplice strato in PDS 6-0 in continua,
per cui qui diciamo che la scuola, anche se normalmente si fa a punti staccati, mi
mi metto avanti e dico già che noi per scuola abbiamo sempre fatto così,
non abbiamo mai avuto problematiche relativi a una substanesi dell'epatico digiuno nell'open,
di conseguenza negli ultimi due anni abbiamo fatto circa 200 panchiasictomie open,
panchiasictomie cioè togliendo le paliazioni, non abbiamo mai avuto problemi di substanesi dell'epatico digiuno,
per cui abbiamo continuato a portare la stessa logica anche nella robotica.
Questa che vedete è la fase finale del filmato dove fa vedere anche l'anastomosi di odeno digiunale.
Fatta anche qui in duplice strato.
Scusate, ho un po' di problemi con i filmati.
Ecco, una domanda allo sfortunato di Imporzano.
Scusa, puoi ripetere il volume di pancreasectomie per cancro che avete a Pisa?
Erano open e sono intorno al centinaio.
Intorno?
Al centinaio.
Ecco, allora mi sentivo di fare una considerazione, non so, magari sarò preso a pietrate per questa cosa, sarò lapidato, io trovo giusto che certe cose vengano fatte in centri che hanno un caseload accettabile, quindi non mi meraviglia che da Boggi, la scuola del professor del vostro maestro, si facciano queste cose con robot, sono molto preoccupato che queste cose vengano fatte, mi riferisco alla patologia neoplastica,
in centri che non hanno un adeguato case load
perché in effetti ci vuole una maturità
una crescita che non tutti possono avere
questo non vale per l'insulinoma
non vale per la patologia benigna
assolutamente
però per il cancro mi piacerebbe
come è stato detto più volte
per la chirurgia laparoscopica del colon
soprattutto quella neoplastica
che le cose vengono fatte in un certo modo
perché poi il rischio è di accumulare dati
non credibili in futuro
si no, riagganciandomi a questo
è chiaro che mano a mano che la tecnologia avanza ci mette in mano delle strumentazioni
che tentano di renderci più facili le cose difficili e d'altra parte noi poi facciamo
di tutto per renderci difficili le cose facili e per cui diventa una situazione estremamente
complessa. Già dai video di oggi, tutti molto interessanti, possiamo però notare che ci
Ci sono diversità sia sull'accesso chirurgico, quindi che sia laparoscopico che sia open,
sulla possibilità di effettuarlo per via robotica o laparoscopica tradizionale
o con una chirurgia open e quindi con la tecnologia che avevamo una volta.
Questo da un certo punto di vista, tutto questo poi è la stessa patologia,
Per cui può creare a molte persone dei dubbi su come poi affrontare effettivamente questa situazione.
Chiaro che numeri come quelli che abbiamo visto oggi di Boggi sono estremamente interessanti
perché 100 casi l'anno sono sicuramente un numero estremamente importante.
Bisognerebbe sapere anche quanti di questi, che percentuale poi dedicate alla robotica?
Allora, sostanzialmente noi dall'ottobre 2008 all'aprile, quindi poco più di un mese fa, ne abbiamo fatte di pancreasectomie robotiche 60.
Di queste 60 ne abbiamo fatte 15 sinistre con conservazione, 13 senza e di CP21.
Le patologie che abbiamo trattato all'inizio erano sostanzialmente mucinosi, PMN, niente di tumorale.
Ora questo caso che vi ho detto è un adeno alcalcinoma della papilla, però bisogna precisare che abbiamo fatto uno staging completo di ecografia da parte di ecografisti esperti che vedono centinaia di panche salando i nostri ecografisti.
TAC, TAC con ricostruzione, con l'angioviso risonanza, ecoendoscopia mirata soprattutto per le stazioni linfonodali, quindi cioè dobbiamo essere sicuri prima di portarlo a una adenocefalo robotica in questo caso.
Ora, il discorso è che in questo periodo abbiamo cercato prima queste patologie iniziali, fondamentalmente i PMN, e ci siamo resi conto che le difficoltà che abbiamo incontrato nella fase iniziale sono nel setup del robot stesso,
Poiché non essendoci sostanzialmente poco in letteratura di come vanno messi i trocar, di come va messo il paziente, diventa un problema perché oltretutto il robot una volta ha preparato il setup, è quello nel senso, quindi le polemiche giuste che sono state fatte nella fase iniziale, il robot nella chirurgia addominale con vasti campi diventa difficile perché va cambiata posizione, devi staccare il robot, è vero.
Però è anche vero che nella patologia pancreatica poi alla fine la zona dove si lavora è quella lì, le strutture sono lì, per cui sostanzialmente noi una volta trovato il giusto setup,
e ci abbiamo messo più di un anno, non è che è una cosa di un giorno, stiamo incominciando a sapere come va messo, dove vanno i trocar, quali sono i movimenti giusti,
per cui dalle 12 ore dell'ottobre 2008 siamo passati attualmente a circa le 6 ore di ora,
tenendo conto che abbiamo un impatto di instrument traffic e vorremmo fare uno studio su questo,
che ci ferma un po', soprattutto sull'addenocefalo, cioè ogni volta che cambiamo lo strumento e lo mettiamo incide sul tempo operatorio,
ma non incide sul primo operatore, cioè il primo operatore è fermo, però di fatto cambio lo strumento, lo metto dentro,
dentro mi si sporca la telecamera, è una telecamera che per tirarla fuori e metterla dentro ci vuole un...
Se ti costa due minuti e lo fai venti volte sono già 40 minuti.
Sono tutte cose che noi stiamo cercando di capire bene in queste fasi di evoluzione.
Legato a questa anche la linfonodidectomia stiamo cercando di farla sempre più abbondante.
Siamo partiti con le prime con una media di 12 linfonodi.
Attualmente la nostra media è intorno ai 32 linfonodi tolti.
in questo intervento che avete visto
male ma cercavo di farvelo vedere
ne abbiamo tolti 46
in questo tipo di intervento
per cui sostanzialmente per ora noi abbiamo
una fotografia
possiamo solo dire si può fare
questi sono i dati e vorremmo continuare
con quest'ottica. Sicuramente molto interessante
ed è giusto che sia così
l'altro problema è che da una parte
noi siamo abituati in archeologia maggiore a usare
degli strumenti e qua ritorniamo
un po' ai primi anni 90
quando di nuovo c'era di nuovo
solo l'uncino, la forbice
e una pinza, quindi ritorniamo
a una tecnologia super di base
quando poi possiamo
sfruttare delle altre cose, mentre qui mi sembra
che con la robotica è tornata all'uncino
monopolare
e bipolare
quindi già c'è tutti e due
però secondo noi l'importante è
come abbiamo
ci tengo a precisare questo, ci siamo portati
dietro tutta una storia di chirurgia pancreatica
io non ero ancora nato quando già le facevano
però mi sento parte di questo progetto
e abbiamo visto che basta applicare
le stesse regole anche della Open
che comunque sia
non c'è neanche bisogno di strumenti troppo
cioè vanno anche bene così
nel senso
è chiaro che l'intuitive surgery in questo campo
sono venuti da voi già qualche volta
stanno incominciando a produrre
strumenti esattamente per la chirurgia
addominale però bisogna tenere conto che
l'intuitive surgery inizialmente faceva strumenti
per urologi, cardiochirurghi
non era dedicata alla chirurgia addominale
per cui a maggior ragione
per il trapianto di rene che abbiamo
fatto è venuto ultimamente
il CIF che si occupa
della Intuitive per quanto riguarda lo sviluppo
di strumenti chirurgici, proprio per
vedere se può incominciare a progettare
strumenti dedicati ai trapianti
siamo ancora in una fase dove anche loro
devono
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