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22° CAD anno 2011 R. PETRI (Udine) Moderatore: Giorgio Di Matteo
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Pronto Petri? Sì, buongiorno. Sono Di Matteo. Ah, carissimo professore, buongiorno. Buongiorno, come stai? Bene, bene. Allora, che cosa ci mostri adesso?
Allora, la Michela mi dà una Joan, adesso ci apprestiamo a intervenire su un carcinoma del
ceco, eccolo qua, questa non mi sembra una lesione affiorante però insomma è neanche attaccata alla
parete, è ceco, francamente ceco, è una paziente appendicotomizzata, dopo vedremo un attimino la
la storia clinica dell'ammalata
e quindi faremo un'emicolectomia
destra tipica
credo con anastomosi intracorporea
se lei è d'accordo
professore, lascerei un attimino
la linea al mio collaboratore per la
descrizione del caso clinico
come no, grazie
eccoci, dottor De Cecchi
salve la parola
è un paziente
del 44
con una formazione
del ceco e faremo una emicolectomia destra videolaparoscopica. All'anamnesi abbiamo
un'astenia anemizzazione per la quale la paziente in aprile insegue una colonoscopia
tramite la quale si fa diagnosi. La stadiazione tramite tac toraco addominale è sostanzialmente
negativa come l'anamnesi patologica remota. Per dare un'idea un po' del nostro carico
chirurgico riguardo le resezioni colorettali videolaparoscopiche, diciamo che a metà dicembre
scorso abbiamo festeggiato il millesimo caso di resezione colica. Questa torta, questa pie chart
descrive un po' le percentuali. Nel giallo abbiamo le emicolettomie destre che sono più o meno il 25%,
i dati sono aggiornati alla fine di dicembre
le emicolectomie sinistre
sono il 23%
di questa torta
le restazioni anteriori
sono il 24%
e la parte in alto a destra
blu, blu violaceo
mentre le restazioni di sigma
sono il 20%
con questo è tutto
io do la parola alla sala operatoria
grazie molto
Grazie al collega Lucio De Cecchis, prima di vedere un attimino come abbiamo messo i trocari, visto che stiamo già facendo l'intervento, vediamo un attimino i reperi intra-addominali,
Allora si vedeva, adesso si vede meno bene il ginocchio duodenale inferiore che è la repere diciamo per l'origine dei vasi ileocolici, in questo caso si vedevano bene ma altrimenti per evidenziarli è bene come tutti sappiamo afferrare l'angolo ileocolico,
trazionarlo verso la fossa iliaca a sinistra e la tenda che si mette in risalto è quella appunto
dei vasi leocolici. Ovviamente partiamo dall'origine dei vasi, è un intervento, a parte che lo facciamo
sempre, ma insomma è un intervento per malattia neoplastica, quindi la legatura vascolare come
lei ci insegna professore va fatta a priori e da qui prepariamo il piano posteriore. Adesso se
Se Giancarlo Pengo ci dà l'immagine esterna, intanto magari il dottor Zucolo vi dice come...
Ah no, che non è microfonato.
Ecco, avete in cartusce l'immagine esterna, allora vedete che noi mettiamo per il colon destro
il primo trocar all'ombelico, o meglio, alla linea di mezzo, al centro, fra l'apofisixifoide e il pube.
in questo caso corrisponde con l'ombelico ma ovviamente può non essere così in altri casi e gli altri due trocar che per adesso stiamo utilizzando, vedremo poi se sono sufficienti o no, ma per adesso sono sufficienti, li mettiamo in un ideale triangolo isoscele che parte appunto sempre dall'ombelico e si dirige facendo un angolo di 90 gradi dall'ombelico stesso.
Ecco, vedete, questo è il duodeno, adesso si vede molto bene, ovviamente la parte che dopo ci porterà verso la flessura sinistra, verso il colon trasverso, è davanti al duodeno, la parte che ci porta verso il basso è davanti alla fascia di gerotta.
Esatto. Avete intravisto anche voi, credo come me, che ci sono dei linfonodi all'origine dei vasi ileocolici, per cui sono partito con la dissezione piuttosto in alto. Vedremo se magari riusciamo a vedere bene la confluenza dell'ileocolica con la mesenterica inferiore e l'origine dell'arteria.
Oddio, sono molteplici e l'aspetto grossolanamente considerando, l'aspetto non sembrerebbe neoplastico, ma comunque...
Non sembrerebbe, però è buona cosa essere comunque radicali.
Prepariamo bene lo spazio, come facciamo nel sinistro, così anche nel destro,
e progressivamente sezioniamo il foglietto mesenterico.
Credo che il mio collaboratore intanto stia facendo vedere in cartouche gli schemi di quello che stiamo facendo.
Non ancora.
Non ancora? Beh, quando li vedrete, vedrete che belli che sono.
Devo ringraziare l'amico Casciola, che forse lui non se l'aspettava, ma se li rivede, ma il fatto di avere Pengo qua...
Sì, ecco, adesso è arrivato il primo schematismo.
Il fatto di avere appunto Pengo qua ormai in una collaborazione fissa con la nostra chirurgia, con la nostra azienda, ci dà anche l'opportunità di avere queste cose di valore che sono nell'archivio storico di Giancarlo Pengo e della Surgical Video Production.
E devo dire che per gli specializzanti, per gli eventi che facciamo, è un materiale praticamente ormai indispensabile.
Mi alzate leggermente il letto per favore? Fini pronto il bipolare?
Avete visto nella casistica, anche che vi ha mostrato sempre il dottor De Cecchis, che c'è un discreto numero di colon destro.
Devo dire che il colon destro è stato per noi una vocazione abbastanza adulta alla laparoscopia,
nel senso che abbiamo aspettato un po' a convincerci dell'utilità dell'esecuzione e la paroscopia dell'intervento, però una volta che l'abbiamo capito l'abbiamo capito direi in maniera definitiva e adesso a meno di grossolani T4 il colon destro ci sembra sempre una buona indicazione appunto per la tecnica laparoscopica.
Anche perché in origine la emicolectomia destra, la paroscopica sembrava più difficile della sinistra. Ha mantenuto questo carattere oppure no?
Se si sceglie come probabilmente sceglieremo oggi, l'anastomosi intracorporea, che però è quella che dà il vero vantaggio dell'esecuzione della paroscopica dell'intervento,
io credo che i vantaggi si vedano molto bene, probabilmente utilizzando delle tecniche miste
in effetti il vantaggio è un po' meno evidente anche in termini di sequele, di ferita, in termini
oltre che appunto di dolore eccetera eccetera. Ok adesso abbiamo praticamente sezionato il mesentere
fino giù in fondo all'ansa, adesso andiamo a occuparci dei vasi, quindi risaliamo prima di affrontare
l'intestino, aumentate leggermente il trendellenburg per favore, più vicino Marco, forse appena
attimo e puliamo l'ottica perché è bene che questo passaggio si veda bene, tienimi
pronto anche tutti e due i disettori, sia quello piccolo che quello grande, naturalmente
Stamattina ho citato i collaboratori medici, ma nulla si potrebbe senza anche i collaboratori infermieri. Pensate sempre al discorso di che giornata è oggi e avere qui tutti gli infermieri anche per le preventivate dieci ore di diretta credo che sia un fatto abbastanza significativo.
in particolare la Michela che è la caposala che oggi si è proprio messa al tavolo operatorio con noi
cosa che a me succede sempre più di raro
perché ovviamente anche per loro come per noi gli impegni ormai di carattere
dammi il bipolare
di carattere così organizzativo tipo riunioni eccetera
sono abbastanza pressanti
insomma oggi è una giornata particolare
Allora abbiamo l'onore. Ma poi anche tutti gli altri, anche gli infermieri di reparto, hanno voluto avere anche un posto per seguire l'evento. Adesso torniamo a pulire l'ottica. Mi pare che ci sia una colica a destra un po' strana. Dopo vedremo da dove origina. Questi sono sicuramente i vasi leocolici.
ma le varianti vascolari sono molto importanti per l'irrelazione destra del colon
molto frequenti
c'è una colica destra come sappiamo che può nascere dall'ileocolica
può nascere in maniera autonoma dalla mesenterica
può nascere da un tronco comune con la colica media
può essere un ramo della colica media
in questo caso forse la colica destra ci interessa di meno
Almeno perché avete visto che è una neoplasia francamente del cieco.
Comunque l'importante è sezionare arterie e vene alla loro origine o confluenza sull'asse principale vascolare.
Guardami un po' da sotto Marco.
Tutto quello che va a destra va sezionato.
Però è ancora l'ottica un po' appannata.
Ecco vedete il duodeno che si distacca sempre di più.
Qua si comincia a intravedere l'arteria.
Dammi il disettore, Michi.
Vai sotto, fammi vedere sotto.
Dammi quello piccolo, dammi quello piccolo.
Se c'era quello a L è meglio.
Vai vicino, più vicino.
un po eccoci la vena sotto e l'arteria sopra se lei è d'accordo professore legherei però
anche tutte e due contemporaneamente con un colpo di stapler sì sì perché poi sono
accollatissimi ok da mille l'ultra datemi allora una eccelon possiamo usare direttamente la 45 a
a cui mettiamo una carica bianca, usiamo una 60, allora va bene, ok, questa vedete è una destra che risale mi pare addirittura dalla colica destra, dall'ileocolica, dopo vedremo, dai, dammi la Echelon, bravissima, direi che qua va benissimo,
Buonissimo aspettiamo 10 secondi che si comprimano i liquidi come suggerito dalla casa produttrice e come ormai provato dagli studi clinici.
Ok benissimo ecco fatto vedete qui il duodeno che risale o che scende meglio e dopo vedremo dove vanno quei vasi lì.
Abbiamo fatto il tempo vascolare, adesso andiamo a sezionare l'ileo distale, ridammi la macchina, dammi una garzina.
Puliamo meglio l'ottica però perché l'immagine non è bellissima.
Aspetta fammi, vabbè, ok, ok, dai.
In realtà avete visto che lo spazio fra Toll de Gerota si ricave in maniera analoga alla emicolettomia sinistra
e secondo me quello che va ricercato, il repere superiore, è sempre il duodeno, come nella sinistra,
solo che ovviamente è il ginocchio duodenale inferiore e oggi si vedevano, come abbiamo detto, i vasi,
ma se non si vedono i vasi basta tendere l'ultima ansa, l'angolo meglio ileocolico,
ecco in questo caso c'è un po' di meso, quindi lo apriamo, eccoci, qui vedete la garza?
Si vede la garda, no? Là sotto, ok. Adesso completiamo la sezione allora del mesentere.
Eccoci, siamo pronti per la sezione dell'Ileo, no professore?
Sì, sì, vedo bene.
Ma io sono stato una decina di centimetri, è chiaro che poi se non saremo soddisfatti possiamo togliere un altro pezzettino.
Un buon repere è quel grasso che c'è quasi sempre, diciamo, verso lo spigolo antimesenterico, ecco che si intravede là sotto, anche qui, stare appena appena da questa parte, ok?
ok, aspettiamo sempre quei 10-15 secondi, bene, 2, 3, 4, uno strumento che è diventato praticissimo questo,
oltre che efficace, ok, è sempre un po' appannata l'ottica, quasi quasi, penso sia il caso di cambiarla, sapete.
Allora, adesso abbiamo la legatura vascolare, andiamo su a vederla, la legatura vascolare, tutta l'ileocolica,
Qui è già distaccato, vedete il duodeno, stiamo già risalendo dal ginocchio.
Questa è la vena cava, che è l'inizio probabilmente della vena renale.
La paziente è insomma anche abbastanza magra, quindi si vede tutto molto bene.
Adesso completiamo il distacco del meso colon, del meso cieco diciamo, e del meso colon ascendente.
Vedete che lo strumento ci aiuta, spinge dentro l'aria che facilita la dissezione.
Fumo, fumo, fumo, fumo.
Bene, per adesso non ravvedo la necessità di un quarto trocar, mi pare che sempre aiutandoci con un decubito abbiamo una buona esposizione.
In sala mi pare che state vedendo bene, no?
molto bene anche anzi in questo momento c'è una cartuccia schematica che è scomparsa no no va
bene benissimo sono tempi buoni ecco qui il passaggio da dal piano posteriore al piano
anteriore al duodeno stessa cosa sempre della collettomia sinistra ovviamente non sul duodeno
ma sul pancreas vedete che stando sul piano cercando di stare sul piano giusto il sanguinamento
è davvero davvero contenuto ok adesso andiamo da fuori completiamo il distacco della flessura
che praticamente quasi già completo eccolo qua vedete già il duodeno si era intravista anche la
con le cisti, aspettiamo un attimo che si raffreddi la lama, ok, bene, adesso andiamo
da sopra, aspetta che mettiamo la garza in posizione consona, ecco manca proprio solo
la mobilizzazione della flessura, abbiamo intravisto anche il pancreas, scusate il duodeno,
eccoci di nuovo sul duodeno, adesso ne perfezioniamo il distacco, mi spiace che stamattina non
Non avete potuto vedere o rivedere, per chi l'ha già visto, l'intervento di esofagectomia,
ma approfitto per ridarvi appuntamento, credo, al corso Aper G.I. del professor Pugliese di Milano.
Anche quest'anno, come l'anno scorso, saremo collegati e probabilmente rifaremo, come l'anno scorso, lo stesso intervento.
quindi che nel frattempo stiamo perfezionando o meglio stiamo, come si dice, standardizzando.
Ovviamente noi non ci permettiamo di standardizzare nulla,
semplicemente applichiamo quelle che sono le regole dell'oncologia alla loro applicazione laparoscopica.
Ok, vediamo un attimino quanto abbiamo di trasverso, benissimo.
Ci mancano solo da legare i vasi di destra, un attimo che si è ribaltato il meso, togliete un po' di sbandamento e anche un po' di trend, per favore.
Marco segui, no allontanati, allontanati, allontanati, ok, benissimo, questo è il meso, vedete questa è la collica destra, che la flessura ce l'ho già sotto, questo è il colon trasverso, seziono la collica destra anche un pochino perifericamente, la seziono con il bistro di ultrasuoni, eccoci,
Perfezioniamo adesso un attimo la scheletrizzazione
E poi chiuderemo anche il colon
Vediamo se riesco con una manovra sola
Se no piuttosto metto un altro trocar
Vai un po' più vicino Marco
Aspetta, dammi il campo
Bene, vai adesso
Vai, vai
Tienimi più centrato
Più centrato Marco un po'
Eccoci
Adesso è completo
eccolo qua fammi vedere anche dall'altra parte si ho visto visto bene datemi pure lo stapler
eccoci allora adesso giriamo un attimino lo strumento fammi vedere marco la punta dello
si nota però che da quando facciamo questo adesso tocchiamo ferro ma insomma il sanguinamento mi
sembra ridotto e la presa delle agraf più sicura eccoci adesso bisogna raddrizzare
usa eccoci chiudere tieni duro aspetta che non abbia preso robe no forse ancora storta un po
ok molto bene ecco un pelino di sanguinamento c'è dammi un'altra joan per favore giancarlo
come si vede mi sembra che c'è bisogno di pulire di nuovo un po l'ottica no allora mettiamo un
un attimino la garzina sulla trancia, aspetta Marco aspetta, vabbè, puliamo l'ottica, abbiamo due garze
dentro, abbiamo messo una sotto anche, sì, abbiamo due, sempre quella, mi dispiace per voi che non si
veda bene oggi, forse l'ottica, no ma abbiamo visto bene, sì, no no sicuramente bene, bene, con tutti i
particolari con no no con rilievi con campi colorati adesso si vede bene allora preparami
un punto michela lunghezza 15 un viker il 3 0 allora rivediamo un attimino anche per controllare
la mobilità del dell'ileo questo è il colon trasverso prima mentre eravamo non collegati
Abbiamo spostato un po' in su l'aumento, vediamo adesso se merita un colpo di bipolare, dammi la bipolare, ok, via la garza, la toglierei a questo punto, ribaltiamo in su anche l'aumento corrispondente al mesocolon trasverso.
avete visto che abbiamo mobilizzato
forse in maniera anche esagerata
perché si sta scoprendo tutto il duodeno
ah c'è un altro piccolo sanguinamento
sulla trancia
fammi vedere Marco bene qua
vai vicino
non va?
adesso va
ok
tiratemi un po' in fuori
se c'è spazio
bene
aspetta che me lo porto di là del falciforme
ok
Ok, allora come trasverso direi che non ci sono problemi, è bello mobile e anche pulito, prendiamo un attimo l'ANSA, vediamo se è stata mobilizzata a sufficienza, eccola qua, molto bene, direi che viene senza nessun problema.
Questo è il tipo di anastomosi che faremo, professore, una isoperistaltica latero-laterale, i due cul di sacco ovviamente sono già chiusi e non abbiamo bisogno di affondarli, quindi metteremo un punto in modo che i due si corrispondano perfettamente e poi faremo l'anastomosi a macchina.
dammi il punto sfruttiamo per quanto possibile l'atenea anti mesenterica per appoggiarci i punti
eccoci questo è il punto preferisco in genere mettere un punto solo di repere perché poi ho
l'intestino più libero per muovermi con la stapler questo in generale nelle suture ovviamente
la paroscopica
l'importante è fissarlo in un punto
poi l'altro
si prende con un strumento
tu fai sempre la cosiddetta
isoberistaltica
o fai anche l'antiperistaltica
funzionalmente trasformata
in un
termino terminale
ma guardi professore
francamente è un problema che non ci poniamo più tanto
non è un problema
non è un grande problema
diciamo che questa
magari mentre la facciamo vi mostro
che ha un piccolo vantaggio tecnico
ma credo che dal punto di vista funzionale
è la stessa cosa, non c'è dubbio
pari siano
poteva avere una certa importanza
quando
si faceva a mano
che quindi la comunicazione
l'ostio era piuttosto piccolo
ma insomma
eccoci
ma il pezzo
vedete che c'è un po' di sanguinamento
ma controlliamo
mi sembra che sia il pezzo
operatorio
che ormai ha smesso anche
vabbè dopo guardiamo
allora
adesso la trazioniamo
la mettiamo in una posizione
un pochino più agevole
posso avere
un monopolare
per fare il buco
preferisco fare il buco di monopolare
quindi con uncino, perché cerco di farlo più piccolo possibile, per il semplice motivo che dopo ho meno da richiudere un cavo monopolare.
Allora vi dicevo che preferisco questa posizione, questo tipo di anastomosis o peristaltica, perché ovviamente di solito il colon è parecchio grande,
In particolare il trasverso per cui nel decorso delle feci, insomma del contenuto intestinale, questa parte dell'anastomosi sarebbe dal punto di vista del colon più difficile che si stringa, mentre farlo aniso peristaltico corriamo più rischio di stringere questa parte dell'intestino.
Quindi io credo che questo sia un piccolo vantaggio tecnico, ma ripeto, dal punto di vista funzionale mi pare che non cambia assolutamente niente.
Avete messo il monopolare? Molto bene.
Il disettore.
Dammi il disettore, fate uscire il fumo.
Attento Marco, guarda là, vicino.
Eccoci, siamo decisamente dentro.
facciamo lo stesso adesso sempre monopolare sul versante intestinale andiamo un pochino più
lontani ok dammi sempre si era intravista la mucosa quindi siamo anche qui sicuramente
dentro eccola qua benissimo adesso dammi pure lo stapler vicino riuscite a togliermi un po di più
il trocar uscite uscite col trocar bene ok eccoci siamo entrati sul versante colico naturalmente
uno dei trucchi è far entrare prima la parte più grossa e adesso cerchiamo di portare l'altra ecco
vedete che non aver messo un punto di repere anche qua secondo me almeno mi facilita speriamo
Vediamo l'inserimento dell'altra, ok, andiamo di farla scorrere come Dio comanda, uscitemi un attimo col trocar ancora, eccoci, bene, sta una donnina con un pancino, avete visto, abbastanza piccolo, per cui bene perché magra, ma insomma qualche difficoltà di manovra degli strumenti ce l'ha data, ma insomma niente di che.
eccoci questo è uno stapler da 60 quindi direi che viene una anastomosi più che ampia aspettiamo
un attimo prima di sparare e adesso non ci resta che da chiudere i due orifizi lo faremo con una
continua invicril 30 eccoci oddio perché non va è stata ricaricata era stata ricaricata non va
Niente, non vuole sparare e allora non ci resta che cambiarla. Mi spiace che dobbiamo ripetere l'operazione di entrare e uscire.
qualche volta capita
anche nelle migliori famiglie
anche nei migliori strumenti
più che altro
dai così abbiamo il bello
della diretta
possiamo dirlo anche noi
bene
compenso il padre eterno ci è venuto incontro
che ha facilitato
si è infilato da solo il tenue
era già
sapeva già la strada
eccoci
chiudiamo magari un attimino di più
perfetto è importante che combacino bene i lembi sennò il buco viene più grande aspettiamo un altro
po' magari questo questo nuovo stapler lo mettiamo in conto la J&J ogni 10.000 stapler capita quello
che abbia qualche problema perfetto adesso senza aprire del tutto lo strumento in modo da non
ampliare il buco si sfila tenendo proprio forzatamente chiuso in modo
parziale ok dammi da chiudere il pertugio quella parte schiacciata dal
prima vediamola dentro un attimino datemi un
aggiunto vediamo la sutura per dentro ecco giusto professore ottima idea
Eccolo, guardate che anastomosi che viene internamente, perfettamente esangue, stiamo a
fuoco bene, torniamo a pulire l'ottica prima di partire con la sutura. Comunque è stato più
didattico così perché si è assistito a un incidente dovuto non al chirurgo questa volta,
Piuttosto che non vedere una sutura che avresti fatto in maniera rapidissima.
Ma guardi professore, io non so se lei è d'accordo, ma io credo che una volta che uno ha preparato bene i tempi senza possibilmente creare già problemi tecnici, anche il fatto di incontrare qualche problemino tecnologico rende più difficile.
si no ma poi
diciamo ti lascia tranquillo
ti lascia tranquillo
cominciamo da dietro
cerchiamo di fare una intro flettente
ok
dammi il disettore
bene
eccoci
un punto
non so se Decechis intanto è riuscito a mandare
anche in cartouche
la tecnica
i dettagli
probabilmente lo farà adesso
ma comunque noi siamo stati magari in attenzione
per questa fase
dell'intervento
ok
devo dire che ovviamente
credo come tutti
anche noi abbiamo iniziato
l'esperienza del colon destro
con la sutura
extracorporea
ed è stato forse uno dei motivi
per cui
Per cui all'inizio non ci convincevamo tanto dei vantaggi, adesso che abbiamo sposato abbastanza definitivamente l'anastomosi intracorporea,
Devo dire che ci convince sempre di più, ma proprio in termini di outcome del paziente, anche perché stranamente pur piccola la parotomia di servizio per l'estrazione del pezzo e per l'esecuzione dell'anastomosi,
se in sede diversa dal fannestil era gravata dalle stesse complicanze delle grandi laparotomie e della chirurgia aperta.
Parlo di suppurazioni, parlo persino di laparoceli e queste non si sono viste subitissime, a parte l'infezione ovviamente,
ma i laparoceli non si sono visti subito per cui ci è voluto un paio di anni per convincerci della bontà del fannestil.
Abbiamo, almeno nella nostra esperienza, ormai standardizzato abbastanza bene la micolectomia sinistra classica,
al retto, alla destra, alla flessura. L'unico segmento è appunto il colon trasverso dove in effetti...
Però è raro.
Sì, è raro. Però devo dire che se lo facciamo nel corso di una colectomia totale, lo facciamo volentieri ovviamente in laparoscopia come tutto il resto.
Se dobbiamo farlo in maniera elettiva solo per una neoplasia del trasverso medio, quasi quasi ci viene voglia di andare in laparotomia d'un blé, insomma. Forse sbagliamo, pur essendo convinti laparoscopisti, ma mi pare che grandi vantaggi ancora non ci sono.
Comunque è un'immigranza di casistica, non c'è dubbio, è un'immigranza assoluta anche perché il trasverso estremo o a monte va trattato come un destro o un sinistro, qui dovrebbe essere un tumore proprio in mezzo alle due confluenze che poi ha altre indicazioni naturalmente, c'è altre indicazioni chirurgiche, quindi è una limitazione per modo di dire.
Devo dire che nella diretta di oggi sono stato molto onorato dall'avere come moderatori due past president della società italiana
e avere adesso, oltre che un chirurgo di chiara fama, anche il maestro del nostro ospite mi onora ancora più.
Quindi grazie a lei professore e grazie a Giorgio Palazzini ancora una volta.
volevo fare una domanda, torniamo su un tema che è un po' empirico, di sapore empirico
eccetera, ma però ha anche i suoi aspetti, facendo una antiperistaltica non è più facile
perché poi a un certo punto quando si è attivata la cucitrice lineare si può chiudere
contemporaneamente
insieme si chiudono
le due aperture
le due aperture distali
c'è qualcuno
c'è qualcuno che lo fa
noi devo dire abbiamo avuto qualche problemino
in aperto con questa metodica
di sanguinamento
e allora
non ci piace tanto
sono quelle cose che uno incontra nella vita
e lo segnano, non so come dire
succede a tutti i chirurghi
però per esempio
L'ho sempre fatta antiperistaltica, la peristalti c'entra ma non è quello il problema. Io non ho avuto mai degli incidenti, delle complicazioni, chiamiamole così, e si faceva in un minuto naturalmente perché avresti risparmiato tutta la parte a mano.
Certo, certo. Poi oggi mi sto un pochino così dilettando di strutture manuali, ma ci sono ormai fili con memoria di direzione, c'è la Prataip, uno potrebbe evitare di fare tutte queste manfrine che sto facendo io.
Ma insomma, oggi è anche una giornata all'insegna della didattica, quindi credo che sia un po' doveroso fare le cose classiche, insomma.
Le cose che uno è abituato a fare, oltretutto.
Sì, anche le cose che sono abituato a fare.
Anche per personalizzare un po' la sua dimostrazione?
Guardi, secondo me dicendo questa cosa è ancora una cosa molto intelligente, nel senso che la standardizzazione della metodica non vuol dire facciamo tutti il taglio lungo 7 cm o mettiamo tutti il trocar esattamente a 7-8 cm dall'altro.
voglio dire
quando facciamo la chirurgia open
che ancora facciamo, mica andiamo a misurare
se la laparotomia è di 8 o di 10 cm
cerchiamo di fare
quella cosa che
ci sembra che anche
dalla nostra esperienza, fermo restando
ovviamente i principi
fermo restando che i vasi sono legati all'origine
che bisogna stare sul piano
di dissezione giusto
anatomico, ma poi il resto
sì, sono delle piccole
varianti che non sono varianti di tecnica, sono semplicemente espressioni, impronte personali o
di scuola. Tu da che gruppo vieni? Io ho iniziato la chirurgia col professore Berniak, pochi di voi
Voi lo conosceranno, è mancato di recente, era un chirurgo da queste parti di formazione ospedaliera.
Poi ho avuto una abbastanza lunga esperienza col professor Bresadola, che è il chirurgo di riferimento udinese, fino a poco tempo fa.
Diciamo però che ero maturato in un ambiente padovano prima, quindi ho un pochino diversa estrazione.
Che è un vantaggio. Secondo me però, adesso magari divaghiamo tre minuti, io credo che scuola nel 2011 come siamo adesso, scuola chirurgica,
Che voglia dire che il tuo maestro, quello che è inizialmente il tuo maestro, ti dà l'imprinting, ti dà le coordinate, dopo ti devi un po' muovere tu, nel senso che devi andare a prendere in giro le metodiche, devi aggiornarti un po' in rete, un po' sulle riviste, un po' sui video, molto nei congressi live come questo.
Questo è un modo un po' nuovo se volete di fare scuola. Ormai io credo che di quello che appunto questi miei maestri mi hanno insegnato, a parte ovviamente il professor Bresadola che ha cessato l'attività proprio recentissimamente,
delle cose che
questi maestri mi avevano insegnato
ormai io faccio veramente poco o nulla
per dire neanche l'ernia
perché quando ho cominciato io
parlare di protesi nell'ernia
sembrava, era la scuola padovana
di Oselladore, figurarsi se
se la tecnica non era quella di Bassini
voglio dire
però adesso è cambiato tutto
uno se parla di Bassini
che aveva insegnato Padova
aveva il bel Bassini
Certo, certo. E Voselladora era uno dei suoi discepoli, diciamo. Quindi pensare di rifare le tecniche al giorno d'oggi che ti hanno insegnato i tuoi maestri ti lascerebbe indietro non poco.
Però quello che ti danno, secondo me, che devono darti è il metodo, il metodo scientifico, il metodo della dedizione al lavoro e questo credo che sia la cosa che ancora la scuola deve dare. Poi il know-how viene molto di più in tempo reale.
avere più maestri
chiamiamoli così perché forse vale la pena
di mantenere questo titolo
e avere molti maestri
secondo me è un vantaggio
io praticamente ho avuto un maestro fondamentale
io però non ero formato
quindi maestro di che cosa?
maestro come dici tu
di metodo, di principi, di elementi
di fattori elementari
poi invece ho avuto
la possibilità di seguire molti altri chirurghi, per mia fortuna tutti bravi, specialmente
nella mia formazione ospedaliera a Roma perché sono stato giovanissimo assistente di ruolo
degli ospedali di Roma, quando un assistente operava 5-6 giorni alla settimana e faceva
di notte le guardie, 4 o 5 guardie alla settimana, quindi con forte impatto pratico.
Ok, controlliamo l'anastomosi un attimino. Avete visto che essendo stato un tragitto
abbastanza breve, ho stretto di più alla fine che durante.
ecco copriamo
con un po' di aumento
rimasto
il meso
di solito
ma non lo chiudo
non lo chiudo
tanto come si diceva prima
qui madre natura
incollerà tutto fra
poche ore direi
io una volta lo chiudevo
con un paio di punti
ma poi alla fine ho smesso anche quelli
senza avere risultati negativi
Dammi da lavare, laviamo bene, così controlliamo anche quel po' di sangue che c'è laggiù.
Il sangue gli raccontano.
Sì, sembra sangue proprio scuro che viene dal pezzo operatorio.
Sì, perché c'è il problema del pezzo operatorio che resta a lungo nella scopia.
Sì, esatto.
Ok, andiamo qua sul... bene. Vedete il duodeno che è ben pulito che è venuto.
Andiamo sopra, ok, prendo il pezzo adesso cercando di non farlo ruotare, molto bene, facciamolo alla parotomia per l'estrazione in funnestil, quindi andiamo col campo esterno, chiudiamo il gas.
vado io di là
vado io di là che mi va meglio
scusami
potete togliere lo sbandamento
abbiamo già segnato preventivamente
la linea mediana
per il funnestil
perché poi gonfiando
e soprattutto mettendo lo sbandamento
altrimenti
l'anatomia può apparire un po' alterata
e può essere una cicatrice un po' meno gradita
abbiamo fatto delle estrazioni
transvaginali
però tendenzialmente
cerchiamo di farlo nelle
pazienti isterectomizzate
perché altrimenti
a parte la difficoltà
tecnica ma poi ho potuto constatare
insomma che i risultati
non sono
troppo confortanti
che cosa pensi? Qualche complicazione?
ma più che
Comunque complicazione, vedo che il dolore è abbastanza rappresentato lo stesso, insomma.
E poi mi sembra così un provvedimento spiacevole, non so come dire.
Sì, diciamo spiacevole.
Ok.
Anche se quella via del fornice posteriore è conosciuta da moltissimo tempo e praticata anche dai ginecologi.
però forse è un po' troppo innaturale
Sì, e la stessa cosa per adesso
almeno penso anche della NOZ
o comunque delle tecniche transorifiziali
credo che siano strade da tenere d'occhio
che però ancora non hanno dimostrato grandi vantaggi
Invece si potrà sviluppare la SIS, credo
Ma noi ci crediamo abbastanza, professore, abbiamo fatto anche già qualche colon, insomma, anche lì dobbiamo crescere parecchio come strumentazione, ma è già più convincente, se non altro perché, mentre ovviamente le vie transorifiziali sono per motivi di sesso applicabili solo in una parte della popolazione,
la la trans ombelica le trans ombelicali perché adesso le sigle sì sì sono tanto 6 5 6 sono
la parete per l'estrazione del pezzo dammi fuori marco tiene michela attenzione a non finire sotto
l'anello sei non sei troppo basso alzati alzati alzati va indietro va indietro va indietro ok
adesso alza un po' e vieni fermo lì ecco il pezzo operatorio ovviamente deve uscire senza nessuna
fatica copriamo qua con un telino che lo vediamo un secondo solo da fuori senza aprirlo senza
un telino qua per favore sterile
tengo io ce l'ho
via le garze bianche
allora
questo è il pezzo
vedete la flessura
questo è il colon trasverso
l'ileo
qui adesso si è accorciato
ma vedete che sono 8-10 cm
anche il colon si è accorciato
eh sì anche il colon si è accorciato
da meno soddisfazione
e questi sono i vasi
Vedete che la colica destra è un ramo dell'ileocolica, colica destra o perlomeno il ramo che va a irrorare la flessura, questi sono i linfonodi che volevamo togliere e sono sul pezzo, bene fuori, mi cambio di guanti, via anche questo, datemi un paio di guanti, eccoci chiudiamo l'accesso adesso, benissimo, chirurgiche.
La collaborazione con Giancarlo Pengo è fondamentale, a parte per la giornata di oggi, ma in generale direi perché così ci ha permesso di dare quel po' di profilo didattico e divulgativo che queste metodiche avevano.
abbiamo diversi studenti specializzanti di altre sedi che vengono qua
e che hanno proprio piacere di vedere queste tecniche, hanno piacere di essere coinvolti
e con Giancarlo abbiamo messo a punto, l'azienda ha messo a punto una sorta di piattaforma sul web
web che in questo momento serve per archiviare, per gestire un attimino tutti questi eventi e avere
anche un archivio storico da cui è facile andare a pescare per le varie metodiche, non solo di
chirurgia generale ma un pochino anche come diceva il direttore stamattina di tutte le attività, ma ci
permette anche di essere integrati con altri centri, penso a Trieste, noi abbiamo una collaborazione
ormai datata di anni col professor De Manzini con cui condividiamo diversi eventi, anche lo stesso modo di pensare per certi versi, abbiamo in fieri dei link con la scuola padovana,
con alcune sedi milanese, il Niguarda in particolare, e soprattutto pensiamo...
Osti, taglia, taglia, ha toccato la telecamera. Un'altra? Taglia corto, corto, corto.
Credo appunto che questo sia un modo di fare didattica, come si diceva prima, tra virgolette moderno,
No, perché utilizza la tecnologia, permette un accesso più facile, più diretto, più in linea con i tempi e naturalmente da questo la presunzione che si evolverà verso il tele-mentoring, il tutoraggio a distanza, abbiamo in programma anche un'idea, non so se si può dire, ma insomma lo dico lo stesso, di web tv ospedaliera,
In cui praticamente i pazienti stessi potranno entrare, pensate per esempio al problema del consenso informato, il paziente che vede la tecnica, la modalità di risolvere più in generale il suo problema è in grado di capire come avviene, è in grado di vedere direttamente, ovviamente non è una cosa per tutti ma qualcuno in qualche modo lo sta già chiedendo.
e io credo che saremo in grado a breve anche di avere questo tipo di servizio, oltre anche a servizi spero di prevenzione, di diffusione più sociale insomma del know-how medico.
Chiudiamo dopo il sottocuta, ci fermiamo, torniamo in laparoscopia, controlliamo e struiamo i trocker.
Bene Petri, io ti saluto e ti compiaccio molto per il potere dimostrativo che il tuo intervento ha dimostrato.
Professore, grazie, è un piacere sempre avere a che fare con lei. Un saluto a tutti da Udine e da tutti noi.
E tu saluti i tuoi collaboratori. Grazie.
Grazie, grazie, a presto.
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