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30° CAD anno 2019 Presidente C. DE WERRA (Napoli) COMUNICAZIONI SELEZIONATE Il trattamento robotico della malattia diverticolare: studio multicentrico I. Sgaramella (Bari)
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Adesso passiamo all'ultima relazione perché naturalmente dobbiamo un attimo, Visconti non è arrivato giusto? Non è arrivato ancora? No, perfetto.
Allora il trattamento robotico della malattia di verticolare, studio multicentrico, la dottoressa Sgaramella di Bari, prego.
Poi speriamo che arrivi in tempo Visconti che parlerà ancora della malattia di verticolare e della diverticolite e poi faremo l'ultimo caso che è una fascite, prego.
Buongiorno a tutti, ringrazio il professore per la parola e ringrazio tutti per l'invito.
Vi presento oggi i dati preliminari ad uno studio multicentrico che stiamo conducendo presso la nostra unità operativa diretta dal professor Tessini con il coinvolgimento di altri centri italiani sulla possibilità di riservare il trattamento robotico alla patologia di elezione della malattia di verticolare.
La malattia di verticolare, l'hanno già detto i colleghi che mi hanno preceduto, è una patologia che ovviamente interessa una larga fetta di popolazione, coinvolge principalmente il colon sigmoideo nel suo tratto terminale e si manifesta con un corteo sintomatologico importante che varia da una sintomatologia più sfumata fino a situazioni potenzialmente più dannose e letali.
I due terzi dei pazienti di soggetti adulti nei paesi occidentali svilupperanno la malattia diverticolare durante la loro vita e età e geografia sono i caratteri che epidemiologicamente sembrano influenzarne maggiormente l'incidenza.
Il 5,25% dei pazienti con patologia diverticolare non complicata è valutato che svilupperà un episodio di diverticolite acuta e fino al 33% di questa fetta di pazienti tenderà a sviluppare complicanze nella loro vita.
Il 16% sarà poi sottoposto ad un intervento chirurgico e circa il 58% verrà generalmente trattato come un'urgenza.
Si sono dilungati i miei colleghi sulle indicazioni del trattamento di elezione nella patologia diverticolare, ovviamente i focus rimangono gli stessi anche per la trattazione che ci ha portato a questo studio,
non riservare il trattamento recettivo in elezione a pazienti solo con un secondo episodio di patologia di verticolare ma adattare sempre l'indicazione chirurgica a quelle che erano le caratteristiche stesse del paziente non solo sul numero di recidive ma quindi corregarlo alla possibilità di un miglioramento della qualità di vita dei singoli individui.
Abbiamo pertanto riservato e arruolato pazienti con patologia di verticolare complicata da stenosi o fistole, pazienti con una precedente perforazione coperta, pazienti con una precedente di verticolite emorragica, pazienti in assoluto con una patologia complicata che continuava a dar una sintomatologia.
Il trattamento dell'ezione e ovviamente il trattamento laparoscopico con anastomosi primaria ci siamo pertanto interrogati sulla possibilità di associare ad un trattamento laparoscopico anche una possibilità alternativa nel trattamento robotico.
Abbiamo arruolato pazienti trattati presso la nostra unità operativa e trattati presso l'unità di chirurgia generale dell'ospedale San Giovanni Battista di Foligno e parliamo di dati preliminari perché attendiamo anche i dati relativi al centro di Grosseto.
Sono stati pertanto arruolati 20 pazienti consecutivi trattati in un periodo d'analisi da novembre 2017 a marzo 2019 di cui 8 femmine e 12 maschi con un'età media di 57,4 e tutti i pazienti sono stati ammessi al trattamento robotico con un'anamnesi positiva per una diverticolità acuta ricorrente del colon sigmoideo,
come vi dicevo con senosi senza o con accesso pericolico già trattato in maniera conservativa e con una persistenza sintomatologica.
8 pazienti nel preoperatorio avevano un ASA score di 3, mentre 12 pazienti un ASA score di 2 con un BMI medio di 30. Il numero di episodi di diverticolite acuta è stato soltanto in 16 pazienti di 2, mentre in 4 pazienti trovavamo un numero di ricoveri superiore ai 4 per patologia diverticolare.
La distanza dell'ultimo episodio di diverticolite acute è stata quella più variabile nell'ambito dei pazienti analizzati da 2 a 5 mesi per 16 pazienti invece più di 5 mesi in 4 pazienti analizzati.
Le comorbidità con le quali i pazienti si sono presentati alla nostra attenzione erano presenti in circa il 90% dei pazienti in analisi di cui l'ipertensione ha rappresentato la comorbidità più comune presente in 10 pazienti nel 50% dei pazienti in analisi seguita da diabete, obesità e malattie cardiache.
Abbiamo sottoposto tutti i pazienti ad una resezione rettosigmoidea assistita con robot con posizionamento di 4 trocar robotici, 4 da 8 mm e un trocar ausiliario da 12 mm utilizzando nei bracci robotici fotocamera, cadiera, uncino, fenestrata e adottando un iniziale targeting sulla giunzione rettosigmoidea.
qualora la resezione diventava una resezione maggiormente estesa a coinvolgere anche la flessura colica abbiamo poi fatto un retargeting sulla flessura colica stessa.
Per tutti i pazienti si è adottato ad eccezione del paziente con un'estensione alla flessura colica una legatura dei vasi sigmoidei e l'anastomosi.
È stata in tutti i pazienti un'anastomosi meccanica colorettale, termino terminale, intracorporea primare con un'asta per circolare da 29 mm.
Questo è un po' il riassunto di quello che è il posizionamento dei trocar robotici in fase di intervento chirurgico con un iniziale come dicevo targeting sulla flessura qualica sulla raggiunzione retto sigmoidea e una possibilità di fare un retargeting sulla flessura qualica sinistra.
I tempi chirurgici sono quelli, ripropongono ovviamente i tempi chirurgici della resezione sigmoidea laparoscopica con un'iniziale mobilizzazione, una successiva legatura dei vasi sigmoidei, resezione di sale del tratto patologico ed un'anassomosi intracorporea.
Gli interventi chirurgici sono stati associati ad ulteriori interventi chirurgici per patologia concomitante, in due casi si è trattato di colecistectomie e in un caso di una paratiroidectomia mininvasiva videoassistita che quindi non coinvolgeva l'addome.
Anastomosi in tutti i casi è stata adottata in un tempo, il tempo operatorio medio è stato di 281 minuti tenendo conto del training iniziale di chirurgia robotica.
Il tasso di trasfusione è stato del 15% e in un caso di quelli analizzati vi è stata una lesione della milza che quindi ha determinato una conversione in chirurgia open.
In nessun caso abbiamo riscontrato morte per i operatori intraoperatoria, la durata media di degenza è stata di 8 giorni, con una morbilità generale di 15% si è riscontrato un caso di infezione di ferita,
un caso di lesione della minza, quello di cui parlavo precedentemente, e in un caso di stenosi dell'anastomosi che è stata trattata conservativamente.
Nessuna riammissione entro 30 giorni e il follow up a 5 mesi fino ad un anno è stato uneventful.
Volendo concludere, possiamo considerare il trattamento robotico per la patologia di verticolare complicata come un'opzione sicura e fattibile.
Permette sicuramente una migliore visualizzazione con strumenti articolati che possono offrire un vantaggio nella dissezione dei tessuti infiammati dell'addome e nella pelvi, soprattutto nella pelvi dei soggetti di sesso maschile con una pelvi piccola.
Nonostante i costi elevati e una lunga curva di apprendimento, consente un più rapido recupero post-operatorio e un normale ritorno all'attività quotidiana.
Ovviamente presentiamo una casistica con un numero limitato di studi per cui sarebbero necessari e auspicabili studi di confronto randomizzati tra il trattamento robotico e la sigometet come era paloscopica.
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