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21° CORSO INFERMIERI SALA OPERATORIA Robot in sala operatoria: la difficile sintesi tra innovazione e sostenibilità Saluto dei Presidenti: Prof. G. PALAZZINI – Presidente 35° Congresso Chirurgia Apparato Digerente Dott. C. Buttarelli - AICO Presidente Nazionale Dott. B. Tomei – AICO Presidente Regionale (Lazio) 1° Sessione Evoluzione della chirurgia robotica Moderatori Dott.ssa Biancani Maura - Dott. Tomei Bernardino La gestione dell’Urgenza con tecnica robotica: possibili sviluppi Dott.ssa Randazzo Maria Grazia
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Perfetto, e allora Maria Grazia ci fa una relazione che è non meno facile di quella che ha appena fatto Vincenzo, a cui faccio i complimenti perché effettivamente poi fare relazioni di questo tipo, ma se lo faccio a quello che ha detto la collega Biancani, non è per niente semplice.
Ci parlerà della gestione dell'urgenza con tecnica robotica e quindi io sono curioso di sentirti Maria Grazia.
Aspetta, allora provo a condividere. Desktop, condividi. Allora, sì, mi sentite?
Sì, sì, ma anche la condivisione mi sembra.
Certo, benissimo, sì, ti sta attivando anche la condivisione.
Ok, allora effettivamente quando mi è stata data questa relazione non volevo quasi quasi accettarla perché non sapevo da dove iniziare e di cosa parlare.
E quindi è stato un po' difficile, però insomma ci ho provato, speriamo che sia andata bene. Quindi affrontare la gestione dell'urgenza con tecnica robotica. Dobbiamo pensare di trattarla attraverso due sfaccettature.
Uno, gestire l'urgenza chirurgica, intanto appunto magari con la relazione di Carla avremmo visto i vari sistemi robotici che esistono nelle nostre sale operatorie e quindi non sto qua a parlarne perché poi aspetteremo a Carla che magari ne parlerà.
Quindi ho affrontato la relazione pensando a questa gestione dell'urgenza. L'urgenza vista in che termini, come vi dicevo? Sia l'urgenza chirurgica, quindi pensiamo ad un'urgenza chirurgica se oggi possa essere fatta con i sistemi robotici, e poi l'urgenza, quella che andiamo a trattare della chirurgia robotica qualora abbiamo appunto dei sistemi robotici in sala operatoria.
Ormai la tecnologia robotica ha preso il sopravvento quasi in tutte le nostre sale operatorie, in molti centri, dico non tutte le sale operatorie, ma in molti centri ormai abbiamo la presenza di un robot o di sistemi vari, robotici, pensiamo anche in ortopedia, alla neurochirurgia, non per forza alla chirurgia tradizionale.
Quindi andiamo al dunque. Già nel 1942 Asimov parlò di leggi della robotica. Ancora sicuramente eravamo molto lontani da quelli che sono i sistemi odierni e dall'intelligenza artificiale di cui parlava Signoriello, però già nel 1942 Asimov nelle tre leggi che sono sempre più attuali forse in questo momento ci diceva che il robot non può arrecare danno e quindi non può permettere a causa del suo mancato intervento che un essere umano riceva danno.
quindi dalla legge zero che poi è stata estrapolata si dice che un robot non può recare danno all'umanità
quindi sicuramente va governato e quindi ma anche conosciuto e dobbiamo conoscere quali sono diciamo le caratteristiche del robot stesso
ma andiamo al dunque quali sono nelle nostre sale operatorie la gestione delle urgenze
in questo momento affronto l'urgenza in quanto urgenza che può accadere durante la chirurgia robotica
Di qualsiasi sistema robotico abbiamo in sala operatoria e quindi l'urgenza potrebbe essere l'emergenza quindi dovuto a un guasto tecnico proprio ad un blocco del sistema robotico, l'emergenza clinica non chirurgica, pensiamo ad un arresto cardiocircolatorio, una bradicardia o proprio delle condizioni del paziente stesso quindi dal punto di vista anestesiologico e delle emergenze chirurgiche vere e proprie che possono essere a sua volta controllabili o non controllabili, pensiamo ad un sanguinamento.
Il sanguinamento può essere controllabile quindi magari ci si ferma un attimo con la robotica, si prosegue con la chirurgia tradizionale magari mettendo un trocar se siamo in chirurgia addominale o andando a controllare il sanguinamento con asatischi e quindi poi andare a ricontinuare l'intervento in chirurgia robotica o addirittura quando il sanguinamento non è controllabile si deve procedere sicuramente alla conversione.
L'errore del robot che a sua volta può essere un errore risolvibile o non risolvibile, quindi recuperabile o non recuperabile, se è recuperabile grazie all'assistenza tecnica possiamo ricontinuare a fare il nostro intervento in chirurgia robotica, se non è recuperabile ahimè si deve passare ad una chirurgia tradizionale, in questo caso magari potrebbe essere, se parliamo di chirurgia addominale, di una chirurgia mini-invasiva,
quale può essere la laparoscopia o l'artroscopia o altro tipo di chirurgia.
Pensiamo invece alle condizioni cliniche del paziente, a sua volta anche qui l'errore può essere,
diciamo il danno può essere risolvibile, pensiamo a una bradicardia spinta,
quindi con gli algoritmi si può risolvere e quindi il paziente si riprende
e possiamo continuare la nostra chirurgia robotica o non risolvibile,
in questo caso il paziente non può continuare in chirurgia robotica
Si deve sospendere questo tipo di chirurgia anche per le posizioni spinte che spesso hanno i pazienti e andare su un tipo di chirurgia tradizionale o addirittura sospendere l'intervento stesso.
O addirittura siamo in presenza di chirurgia robotica ma il quadro clinico del paziente si presenta diverso, sappiamo che in chirurgia esiste la variabilità naturale quindi non è facile andare a vedere qual è lo stato dei pazienti.
Spesso magari quando andiamo a vedere il paziente stesso ci accorgemo che il quadro è un po' più complicato di quello che era stato magari diagnosticato dagli esami strumentali.
Quindi in questo caso dobbiamo pensare che cosa? Ad avere delle checklist ed essere sicuramente pronti.
La chirurgia robotica a differenza della chirurgia tradizionale è una chirurgia che presuppone un controllo e un controllo anche della situazione.
Pensiamo a questa sovrapposizione di triangoli che non è una sovrapposizione in cui il paziente è sempre al centro della nostra attenzione ma abbiamo le tre figure importanti che sono il chirurgo, l'infermiere e l'anestesista come in tutte le sale operatorie.
Le sale operatorie. Ma nella fattispecie, qua sappiamo che oltre alla chirurgia tradizionale dobbiamo affrontare diversamente le emergenze cliniche, come abbiamo detto, le complicanze cardiovascolari, la perdita di visibilità, ma questo lo abbiamo anche ad esempio nelle chirurgie mini invasive, e anche la prontezza alla chirurgia, a passare alla chirurgia tradizionale.
Quindi al di là del management intraoperatorio che è un po' più specifico ma vale per tutti i sistemi robotici, io direi che è fondamentale la comunicazione. Deve esistere una buona comunicazione all'interno dell'equipe chirurgica ancora di più di quanto non esiste nella chirurgia tradizionale perché appunto presuppone delle competenze, delle conoscenze tali che dobbiamo essere subito disponibili ad attuarle e a sapere che cosa attuare.
Quindi, proprio a governare noi quello che è il sistema nuovo che abbiamo in sala operatoria. Quindi, dalla conoscenza delle procedure per salvare la vita degli strumenti, perché abbiamo visto, come ci ha fatto vedere la collega, che hanno dei costi non indifferenti ancora, e la procedura, ad esempio, di disinserimento del robot ed eventualmente salvare il salvabile,
perché spesso magari stacchiamo il robot e proseguiamo con il controllo dell'intervento in altro modo
e poi si ripropone la chirurgia robotica, quindi senza avere buttato fra virgolette nulla,
perché abbiamo visto che i costi non sono indifferenti.
Quindi parliamo di chirurgia robotica, ma questa slide è quello che facciamo sempre in tutte le sale operatorie,
con maggiore attenzione in questo caso quando si tratta di sistemi robotici.
quindi la preparazione del tavolo per la conversione in open, la conservazione delle pinze e quindi eventualmente staccare un braccio
qualora un braccio non funziona del robot ad esempio possiamo continuare la chirurgia robotica e sappiamo che possiamo in questo caso andare a perdere solamente una sola pinza e non tutto il sistema
I collegamenti per l'apertura in chirurgia open e sapere sganciare le braccia del robot e quindi il disinserimento proprio del sistema robotico. Questo è quello che l'infermiere strumentista deve fare, ma dico l'infermiere strumentista non nell'infermiere strumentista robotico perché in queste competenze ci sta dietro la competenza dell'infermiere strumentista che non è solo l'infermiere strumentista che sa staccare il robot ma deve conoscere quello che è proprio il suo profilo di ruolo.
che non è assolutamente indifferente in questo momento, penso al volere sostituire lo strumentista con altre figure, assolutamente no, perché lo strumentista in questo caso non solo deve conoscere quello che è il suo profilo di ruolo, ma in più deve avere le conoscenze anche in questo momento in ambito robotico.
La stessa cosa vale per l'infermiere di sala e la stessa cosa per l'infermiere di anestesia, anche perché queste sono le posizioni spinte di cui spesso il paziente robotico è sottoposto, quindi pensiamo a un posizionamento così spinto, quindi che presuppone delle conoscenze sul posizionamento del paziente,
quindi sulle compressioni, sulla facilità degli accessi vascolari quando ci sono delle urgenze eccetera. Quindi che cosa è necessario? Io non so quanti di noi abbiamo un protocollo di emergenza proprio stilato all'interno delle nostre sale operatorie dove si fa chirurgia robotica ma questo sarebbe il gold standard.
Quindi intanto attuare un protocollo di emergenza, qualsiasi sistema di robotico abbiamo in sala, ormai oggi siamo diciamo abbastanza offuscati da sistemi che arrivano da tutta la concorrenza e quindi inizialmente partire appunto da una buona comunicazione tra il team chirurgico e il team infermieristico, ci deve essere veramente una solidarizzazione fra tutta l'equip.
La comunicazione, sapere parlare con il supporto tecnico, quindi conoscere bene quelle che sono le tecniche anche di comunicazione con il supporto stesso, spesso siamo collegati online con i sistemi tecnici.
dare informazione alla famiglia
quando ci sono delle problematiche
sicuramente dimentichiamo
che dietro le porte della sala operatoria ci stanno
dei parenti che stanno aspettando e magari
non sanno quello che sta succedendo
bastasse in questo momento andare
solamente a dare delle informazioni
dicendo che abbiamo avuto magari un problema
l'intervento sta andando avanti lo stesso
anche se il timing è sicuramente
più lungo ma io
dicevo che per fare questo e per
stipulare dei buoni protocolli di emergenza
è necessario tanto addestramento e tanta simulazione e soprattutto andare a vedere poi andare a verificare e a revisionare i nostri protocolli che sicuramente cambiano e questo già è stato fatto per quanto riguarda gli anestesisti abbiamo proprio un consenso il congiunto della siarti in cui parla proprio di chirurgia robotica addominale quindi sicuramente dal lato dell'anestesista e dal lato dell'infermiere di anestesia quando presente nelle sale operatorie si aspica che nella chirurgia robotica ci siano almeno i tre infermieri
presenti è necessario appunto averlo chiaro in modo da sapere cosa fare ecco perché io già
parlavo anche di protocollo di emergenza nelle sale operatorie quindi pensiamo ad un tavolo
pronto di laparoscopia o addirittura di chirurgia open quindi questo diciamo che è sottinteso nella
mentalità degli infermieri di sala operatoria e quindi dobbiamo essere anche pronti in questo
e sapere che questo ad esempio è uno dei robot maggiormente presenti in sala operatoria ma ce
ce ne possono essere tanti, io avevo questo e quindi ho messo questo, questo esempio sapere che per andare a sbloccare
uno strumento chirurgico dobbiamo tenere la chiave di sicurezza sia sterile che non sterile in sala operatoria
e sapere dove andare ad agire, quindi ma avere chiaro pure anche che cosa il layout della sala operatoria,
se io ho chiaro come è sistemata la sala operatoria sicuramente mi viene più facile andare ad attuare
quello che è il protocollo di emergenza e a fare che cosa.
Ho messo un po' di frecce, quindi in questo layout sappiamo che in questo caso
il chirurgo si deve alzare dalla console e quindi andare verso il tavolo operatorio,
l'anestesista sta al suo posto con il protocollo da attuare
a seconda del tipo di emergenza che abbiamo,
l'infermiere di sala deve sapere staccare il robot
e quindi avere anche un protocollo di emergenza per chiamate
qualora necessitano sangue
o il posto di terapia intensivo abbiamo bisogno
anche di aiuto in sala operatoria a seconda
magari di fare portare altri presidi
o altri dispositivi
quindi è chiaro che questo layout nella nostra
testa sia presente
in modo da essere agevolati come
timing nella risposta appunto all'emergenza
ma perché io dico questo
perché praticamente è stato
dimostrato che
con l'evento
dell'emergenza, secondo il tipo
di emergenza abbiamo un tempo stimato che si staura nel nostro cervello, che è quello che se io ho delle azioni ordinarie e l'urgenza è fatta da un'azione ordinaria ho 30 minuti per agire, diverso diventa, si accorciano a 5 minuti qualora io debba fare delle azioni complesse e in questo caso magari spesso non mi genera neanche stress, se invece ho delle azioni complesse che non sono assolutamente controllabili genera stress all'interno di tutta ogni cosa,
componente dell'equipi chirurgica e
sicuramente va a scatenare anche quello
che può essere l'errore. L'errore in
sanità si traduce in pericolo per la
sicurezza dei pazienti ma anche per noi
stessi. Quindi quanto è importante nella
gestione delle urgenze? Cosa fare a
seconda dei sistemi robotici? È inutile
che io nella slide, nella relazione vi
stavo a vedere, vi stavo a rappresentare
quali sono le tecniche
di specifiche perché variano a seconda del tipo di robot che abbiamo in sala. Volevo stressare
il fatto che nella nostra situazione è sempre più incalzante perché spesso non abbiamo neanche
il tempo di formare i nuovi infermieri perché ci arrivano così come sono o addirittura poi si
stancano e se ne vanno appunto perché sono sotto stress. Dobbiamo pensare quanto sia importante
La simulazione permette di sbagliare in un ambiente sicuro e quindi ci fa forti, dagli scenari si apprende e ci si valuta, soprattutto si possono andare a simulare degli errori anche sconosciuti e quindi non controllabile e da là si impara.
Quindi già Agenas sulla chirurgia robotica ha fatto uno studio proprio sulla chirurgia robotica e ha dato un'importanza tale a quella che è la formazione sia per quanto riguarda i chirurghi ma anche del personale infermieristico di sala dando appunto un'importanza elevata a quella che è la formazione.
Quindi da ciò significa che qualora si voglia iniziare un progetto di chirurgia robotica è necessario contemplare tanta formazione e tanta simulazione. La simulazione in emergenza è un po' come, queste foto mi hanno fatto un po' sorridere, è veramente una questione di emulazione e solo attraverso l'emulazione tu riesci a comprendere bene cosa fare e quando fare e come farlo.
Ma questo presuppone il fatto che non è solo la simulazione sullo strumento stesso, ma ad esempio noi un po' in aico l'abbiamo fatto, cioè ci sono dei colleghi che fanno proprio simulazione andando a ricreare gli scenari della sala operatoria e solo così ci si può rendere conto effettivamente di cosa io ho bisogno per agire in urgenza
e anche andare a controllare quello che è il mio stress e lavorare in sicurezza.
La formazione quindi oggi non può essere più intesa come un insegnamento a letto del malato
perché si vanno facendo sempre le procedure via via più invasive,
ma solo attraverso la simulazione che ormai è applicabile in qualsiasi stadio percorso formativo
degli operatori sanitari e serve proprio anche ad accelerare quella che è la formazione.
In questo caso ho messo l'idea di come strutturare anche un protocollo di emergenza e farlo proprio. Questa è una slide data da un sistema robotico, chi fa che cosa nella chirurgia robotica.
pensiamo che se la vediamo dal basso dall'alto verso il basso è quello che facciamo all'ingresso
del del paziente ma pensiamolo al contrario quando eventualmente siamo in presenza di urgenza quindi
se l'infermiere di sala lo leggiamo dal dal basso e diciamo chiusura incisione in questo caso
gestizione dei ferri operatori scollegamento e vestizione quindi pensiamo un protocollo al
contrario la competenza degli infermieri ormai è stata descritta come la capacità di utilizzare
conoscenze e abilità quindi anche se
andiamo a fare un po' di ricerca
scientifica ci rendiamo conto di quanto
la competenza per gli infermieri è data
solamente appunto dall'acquisizione
della formazione tramite la simulazione
e la simulazione è vista appunto in
questo studio del 2023 come una risorsa
educativa ed è priva di rischi ma è
beneficio di tutti e io dico sempre più
robotica perché questo articolo mi ha
fatto sorridere perché mi parla della
La morte della laparoscopia, ma perché questo? Perché sicuramente nelle nuove generazioni, tipo io penso ai millennials, o addirittura alla generazione Z, sempre più tecnologica, e sanno lavorare solamente con le tecnologie, sempre di più la chirurgia robotica si avvicina a quello che è il gold standard anche per loro,
e quindi anche la chirurgia laparoscopica che per noi infermieri di vent'anni fa era diciamo una tecnologia ormai sta prendendo quasi quasi sta diventando dei suoi quindi l'altra faccia di cui invece che volevo parlare che ho fatto degli studi pensando se la chirurgia robotica possa essere utilizzata nella chirurgia di emergenza
Ma ci sono pochissimi studi in cui dice che può essere utilizzata anche perché in chirurgia di urgenza, secondo il tipo di chirurgia, poi dobbiamo discernere se è differibile l'urgenza o non è differibile.
Quindi in caso di urgenza differibile, quindi in cui abbiamo un timing più controllato e questo ad esempio è il caso della coleicistectomia, si pensa che anche con i sistemi robotici si possa agire in questo tipo di chirurgia d'urgenza.
Però per fare questo che cosa è necessario come abbiamo visto? Che il team sia abbastanza affiatato, che ci sia una buona comunicazione e che la squadra si è allenata affinché il timing di inizio proprio del sistema robotico e della chirurgia robotica sia abbastanza breve, pensiamo appunto all'urgenza.
Quindi ancora il sistema robotico utilizzato per la chirurgia d'urgenza non è proprio ancora un gold standard, solo in alcuni stati dove fanno tanta chirurgia robotica stanno pensando di utilizzarla ma solo per determinati tipi di interventi chirurgici, quindi diciamo che non lo possiamo pensare al momento come un sistema anche perché i costi sono ancora alti e soprattutto il timing e il tipo di formazione è abbastanza elevato.
Quindi che cosa portare a casa da questa relazione? Sicuramente l'idea di cominciare a pensare ad un protocollo di emergenza, di avere anche un protocollo nazionale che potremmo fare anche come società scientifica su quello che è un protocollo di emergenza in caso di chirurgia robotica in senso lato.
andare a migliorare sulla comunicazione e sull'effidabilità del team, questo è sempre un punto fermo in qualsiasi tipo, cioè proprio nel nostro lavoro di sala operatoria, andare a settare, avere chiaro il setting della sala operatoria e andare sicuramente a stressare con i sistemi di formazione e simulazione,
andando a costruire proprio un percorso di addestramento che sia quanto più fedele possibile, non tanto su come appunto abbiamo detto si utilizza quel sistema stesso, ma su quello che è il sistema in generale in modo da abbattere quello che è lo stress anche per il personale.
Signorello parlava di tanta
intelligenza artificiale, io non sono
assolutamente diciamo contraria
all'intelligenza artificiale, che ci aiuti
e la governiamo, ma io parlo
anche tanto di intelligenza collettiva
quindi è necessario che appunto
noi come operatori sanitari andiamo
a sapere anche controllare
e a unirci per fare
tanta intelligenza collettiva
io vi ringrazio e vi saluto
grazie. Ringrazio
nuovamente la collega, anche a lei
Faccio tantissimi complimenti perché ha esplorato a 360 gradi quello che è l'urgenza, non solo quello che può essere effettivamente l'urgenza clinica, ma tutti gli aspetti organizzativi che sono da tenere a governare durante l'urgenza.
Quindi sicuramente il protocollo è una buonissima idea, anche quella del protocollo è generale, da cui poi ognuno può calare un protocollo nel proprio setting, perché proprio le chirurgie sono molto diverse e anche le nostre saloperatorie sono tutte diverse.
Mi è piaciuta molto l'idea del team, che è un'idea assoluta e purtroppo molto disattesa oggi per quello che dicevi. I nostri infermieri si stancano, rimangono poco e quindi anche creare questi team uniti e capaci di rispondere diventa delle volte un po' difficile.
Per quello che riguarda la simulazione so che stanno nascendo, adesso io parlo del posto in cui lavoro io, ma vedo qui in Emilia Romagna che ogni ospedale sta cercando di fare una sala in cui fare formazione attraverso la simulazione.
Per questo e anche per moltissimi altri aspetti della nostra professione e quindi ritengo che sia fondamentale perché purtroppo l'aspetto esperienziale si sta un pochino perdendo e comunque non abbiamo spesso il tempo di raggiungere questa competenza con l'esperienza. Quindi ti ringrazio e complimenti ancora.
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