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25° CAD anno 2014
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Per chi ci sente, questa è una lesione del retto distale, qui si intravede la linea pettinea, è una lesione posizionata a circa 2-3 cm dall'ano, è un cancro già con biopsia di adenocarcinoma,
però la stadiazione preoperatoria, soprattutto l'ecoendoscopia, mostra un T1, anzi un T0, T in situ, massimo T1 SM1 con il resto negativo, linfonodi negativi, eccetera.
Quindi rientra nel nostro protocollo di resezione locoregionale con TEM e poi a seconda del risultato istologico definitivo
abbiamo una serie di opzioni di cui poi magari vi parlerò nel corso dell'intervento.
A questo punto non sto a far vedere forse la cosa, se poi arriva un moderatore,
Giraudo vi farà vedere proprio la parte di diapositive del caso e partiamo con l'intervento.
Abbiamo marcato una distanza di 6-7 mm circonferenzialmente dal tumore,
di solito facciamo sempre una restrizione a tutto spessore,
qui però nella parte distale penso che dovrò fare una mucosectomia
se no porto via una parte di muscolo
quindi partirò quando ho tutto spessore, qui un po' meno e scivolerò sotto la lesione
l'altra cosa importante è che all'esplorazione rettale la lesione è mobile
relativamente soffice, vedete che anche a questo segno di movimento non è ancorata sotto
quindi questo sembra confermare che non è un T2
Vedete come si muove facilmente, se fosse fissa sotto non la faremmo perché è una signora relativamente giovane, ha una sessantina d'anni e quindi i casi più avanzati li facciamo solo negli anziani.
Non so se volevamo far vedere solo la parte esterna per fargli vedere cos'è lo strumento.
noi facciamo questa tecnica da ormai 22 anni
all'inizio con lo strumento di Bues
ricorrono questi anni 31 anni
dalla messa a punto di questo strumento
questa è la modifica della Storz
è uno strumento un po' più semplice
che tra l'altro abbiamo collaborato a sviluppare
quindi alcune delle modifiche sono state introdotte
con il nostro aiuto
è uno strumento meno caro e meno complesso
ha una serie di vantaggi
e forse un piccolo svantaggio rispetto a quello della Wolf, ma sicuramente i vantaggi sono superiori agli svantaggi.
Vedete ha tre accessi, ha un'ottica a 30°, un'insufflazione, da qui si lava l'ottica e da qui si possono far uscire i fumi.
Ok, torniamo dentro.
La tecnica è in teoria relativamente semplice, però siccome i ferri sono totalmente paralleli,
mettiamo più forte l'insufflazione, vai pure a 30
poiché i ferri sono completamente paralleli
anche un gesto molto semplice come quello che vedrete
necessita di un po' di esperienza
per la difficoltà di muovere strumenti completamente paralleli
e tra l'altro uno strumento, ripeto, concepito 30 anni fa
che adesso è diventato lo strumento principe
per una delle tecniche più innovative
che sono le tecniche NOZ
in realtà questa era già una modalità di NOZ
perché è una modalità di chirurgia endoscopica trans organo, quindi per definizione rientrava
nella NOZ. Qui però vi faccio vedere il suo uso classico, cioè per la escissione loco regionale,
sappiamo che viene usato anche, anche noi abbiamo qualche esperienza, come modalità per la total
mesorectal excision, ma questo è un altro argomento. Qui in basso vado meno profondo,
quindi almeno nella fase iniziale sto un po' superficiale. Ovviamente siamo in uno spazio
piccolo e chiuso per cui l'ottica si appanna molto, bisogna avere la pazienza di aspettare
che si disappanni. Questo è il muscolo qua sotto, per il momento sto sopra il muscolo,
poi appena sotto la lesione passerò nel grasso. Vedete che qua comincia a fiorare il plesso
emorroidario, quindi siamo bassi. Qualcuno sostiene che nelle lesioni basse è meno utile,
si può fare anche transanale
ma una volta che si impara questa tecnica
che sia lo strumento
non c'è paragone anche per le lesioni basse
vedete come siamo piazzati bene
come vediamo bene per carità
per via transanale lo potete anche fare
ma tirando sullo sfintere
tra l'altro noi abbiamo pubblicato
su British Journal of Surgery
la più grande serie di
controlli fino a 5 anni
su 100 malati
pronto Torino?
si, siamo noi
Professor Morino, buongiorno, sono sempre io, Gaetano, e in 5 minuti le passo un moderatore.
Comunque siamo in onda, si si, lei va avanti, siamo in onda.
bisogna ogni tanto aspettare che il ricambio del gas pulisca l'ottica.
Allora i nostri punti sono lassù.
Morino? Mario? Sono Alberto Del Genio, arrivo ora e mi hanno consegnato il microfono.
Che cosa stai facendo?
Aspetta che ti faccio uscire un po' dal fumo di Londra, così vedi meglio.
Siamo, ho appena accennato a chi ci sentiva, che questa è una signora di 60 anni che ha una lesione,
se mi dai una, Joan la facciamo vedere meglio al professor Del Genio,
che ha una lesione a 3 cm dal margine anale, che è questa qua, biopsiata come carcinoma,
stadiata con l'ecoendoscopia come T-in situ o T1-SM1, al limite, N0 e ovviamente M0,
vero, rientra nel nostro protocollo di escissione locale, loco regionale anzi con TEM e questo è
quello che stiamo facendo, un'escissione con la TEM su una lesione che iniziava, si vedeva meglio
prima che incidessimo, sopra lo sfintere e quindi nella prima parte ho fatto una mucosectomia quando
ero ancora fuori dal tumore, adesso qui vedete le fibre della muscolare che attraverso per passare
su un piano più profondo
solitamente facciamo sempre un'escisione a tutto spessore
però quando siamo sullo sfintere
ovviamente cerchiamo di conservarlo
quindi adesso qui appena va via
il fumo si vede che stiamo entrando
stiamo attraversando la muscolare
prima ho fatto vedere che il primo tempo
è quello del tatuaggio laterale
questo qua è l'ultimo
questa macchia qua è l'ultimo dei punti che avevo messo punti delle bruciature che avevo fatto a
circa mezzo centimetro sei millimetri più o meno dal margine della lesione e adesso proseguiamo
nella sua escissione è un tecnicamente un intervento che riproduce molti dei momenti
dell'endoscopia direi che il suo interesse per cui l'abbiamo messo è soprattutto quello anche
anche per discuterne le indicazioni, perché sempre di più per le lesioni stadiate iniziali
che stanno aumentando, visto lo screening che nella maggior parte delle regioni si fa,
sempre di più per queste scissioni, quella è l'altra bruciatura che abbiamo messo di repere,
sempre di più facciamo delle scissioni locoregionali e poi sulla base dell'istologia decidiamo se radicalizzare
oppure fare tecniche di linfonodi sentinella o di linfadenectomia
che stiamo più o meno mettendo a punto
in particolare visto che ho accennato al problema dei linfonodi
siamo in uno spazio piccolissimo per cui purtroppo appena
si vede poco
usiamo si vede poco allora basta aspettare un attimo e il campo si rifà
forse avevamo anche preparato delle slide sul caso ma in assenza di moderatori non l'avamo fatto
Però magari finisco l'escissione così e poi la fai vedere visto che siamo vicini.
Ecco, l'escissione locale dei tumori del retto secondo me è molto interessante.
Ci lavoriamo da molto tempo insieme ad altri centri.
Quello che manca è un sistema per sapere se i linfonodi sono invasi o no.
E su questo credo che dobbiamo lavorare un po' tutti per trovare delle soluzioni.
Noi abbiamo tentato di fare delle modalità di linfonodo sentinello alto.
Intanto vedete che qui c'è lo sfintere, qui c'è il muscolo e là invece sono nel grasso e quindi adesso qui congiungo i due piani.
Nei casi difficili si possono anche usare sistemi più sofisticati di sezione e coagulazione tipo ligasci o altro.
Tu preferisci l'uncino.
Però nel caso specifico, nel tentativo di non usare tecnologia inutile, credo che il crochet vada bene.
Purtroppo fa questo fumo.
Il problema è la diffusione nel mesoretto del tumore?
Sì, assolutamente, è la stadiazione preoperatoria che nei casi più precoci con l'ecoendo, nei casi più avanzati con la risonanza sta migliorando, se il tumore non entra nella muscolare e quindi è un T1 l'indicazione era relativamente accettata
diciamo che il propugnatore della tecnica ha messo a punto, in realtà noi abbiamo ben
dimostrato insieme ad altri che i T1 profondi, cioè gli SM3, si comportano come dei T2 e
hanno circa un 20% di rischio di recidiva che è troppo, mentre i T1 e SM1 ne abbiamo
fatti 50, sono tutti guariti, noi abbiamo una serie ormai di 800 TEM, quindi nei T1
SM1 siamo tranquilli, nei casi più avanzati meno. Purtroppo è difficile saperlo in preoperatorio e
quindi la strategia è spesso quella di una sorta di macrobiopsia con un atteggiamento poi che
dipenderà dall'istologico. Qui siamo abbastanza tranquilli perché tutto fa pensare a un caso molto
iniziale. Tu sei arrivato a incisione già fatta ma, sottolineavo, muovendo il pezzo era totalmente
mobile sui piani profondi e si sollevava molto facilmente, un po' come il lifting sign degli
endoscopisti, anche se non è proprio la stessa cosa, loro insufflano. Mi date da aspirare un
attimo e quindi spero che qui non ci siano problemi. D'altronde era una malata che poteva
essere sottoposta solo a una miles e quindi l'alternativa può sempre essere fatta tra pochi
giorni se l'istologico sarà diverso da quello che ci attendiamo. Bipolare? E non esegui
dopo una terapia adiuvante, è vero? Dunque, la terapia adiuvante dopo è abbastanza dimostrato
che non funziona un granché. Quindi noi abbiamo due protocolli diversi attualmente. I malati
che sembrano nel preoperatorio essere T2, proviamo se il malato è d'accordo a fare
un adiuvante prima e poi un'escisione locale se risponde. Questa strategia che è quella che il
gruppo di Roma, di Emanuele Lezzò, che ha proposto per primo, ha il difetto che fai della radioterapia
a malati che non la farebbero, ha il vantaggio che conservi il retto ed è ancora da dimostrare
cosa sia meglio e cosa sia peggio. Nei malati che invece in preoperatorio sembrano dei T1 o come
come questo, dei T in situ, facciamo l'escissione locale e poi se l'istologico era sbagliato
e quindi se non è un T1 in situ o un T1 SM1, da un anno proponiamo una nuova, relativamente nuova,
perché la proposta Buechler, due o tre anni fa, con scarsi seguito, che va sotto il nome di EPMR,
che sarebbe la endoscopic partial mesorectal resection, cioè un mese dopo creiamo uno spazio dietro all'ano,
dietro al retto, tra il retto e il coccige, entriamo in la paroscopia, diciamo in retroperitoneoscopia
e portiamo via tutto il mesoretto, non toccando il retto, quindi conserviamo il retto ma togliamo il mesoretto.
Con questa tecnica, insieme al gruppo di Buechler e al gruppo di St. Gallen, abbiamo 100 casi e in questi casi la media dei linfonodi è di 11, varia da 7 a 12.
Se i linfonodi sono negativi non facciamo più niente, se i linfonodi sono positivi facciamo la resezione.
Che incidenza avete di positività?
pochissimi perché andiamo avanti solo se l'istologia che togliamo è comunque favorevole
quindi T2 sì ma senza budding, senza invasione linfovascolare, linfogliandolare eccetera
quindi quando siamo quasi sicuri che troveremo linfono di negativi
l'incidenza mi pare che sia del 5% cioè ci sono 5 casi finora
tra i nostri 0 però noi abbiamo una bassissima esperienza come numeri
anche perché le indicazioni sono poche
faremo 10 casi all'anno
deve essere un tumore
che era stadiato prima
come T1
che poi si rivela T2
con tutti gli elementi
senza segni di gravità
in un ammalato che vuole
conservare assolutamente il retto
insomma tutta una serie di
però credo che questa sia una delle strade
ma insomma che piano piano si cerchi di togliere
un po' meno retti
e di trovare un po' di spazio
un po' seguire la strada della mammella
però bisogna farlo con molta prudenza
piano piano
questo secondo me era un ottimo caso
proprio perché tra l'altro
essendo così vicino al margine anale
è facile fare una valutazione anche digitale
ok, abbiamo tolto il pezzo
adesso si vedrà un po' meglio
bipolare un attimo
ecco qui volevo dire
che
volevo dire Alberto
che in questi tumori così bassi
delle volte si dice ah ma viene bene anche per via transanale, è assolutamente vero che si può fare anche per via transanale, però secondo me questa visione stabile, questa precisione che consente la TEM anche il migliore dei chirurghi proctologi non riesce ad averla, vedete come vediamo bene, adesso ricostruiremo con precisione, non c'è dubbio che ci sono meno vantaggi che in lesioni più alte, però se uno ha a disposizione lo strumento secondo me il fatto che sia a 2 cm non è una controindicazione.
adesso pulisco un po' l'ottica e tolgo il pezzo e poi vi faccio vedere la sutura
sospendiamo un secondo la insufflazione per favore
poi magari Beppe se con due spilli monti il pezzo
sì credo che il resto è un po' tardi adesso per far vedere il caso clinico
mi date un po' d'acqua calda per pulire l'ottica
intanto vi facciamo vedere il pezzo
lo monti su un pezzettino di coso con degli spilli
e intanto noi andiamo avanti qua
ecco lasciamo l'immagine la paroscopica
cioè insomma
mentre lui si prepara con calma
certo c'è una visione che noi non abbiamo mai avuto
con i dilattatori
anali
con i vari divaricatori
penso anch'io
è tra l'altro
è vero che lo strumento ha 4 cm di diametro
ma ha una dilatazione stabile
per cui noi abbiamo pubblicato su British
una serie di 100 malati
con un controllo a 5 anni di manometria, funzioni, eccetera, e la funzione è assoluta,
tranne in coloro che ce l'avevano già prima, cosa che negli anziani non è raro, non c'è nessun deficit.
Allora, adesso ricostruiamo, è ovviamente una incisione extraperitoneale, per cui io penso che la ricostruzione sia uno dei vantaggi della TEM,
però stranamente i colleghi francesi che sono partiti molto tardi con sta TEM, non so perché loro non ricostruiscono,
Non capisco tanto bene perché, visto che si tratta poi di dare due punti.
Lo so, però quasi sempre mollano questi punti. Io pure tante volte ho fatto questa becca e non l'ho ricostruito. E quando l'ho ricostruito mi sono pentito.
Allora, per scalamanzia faccio gli scongiuri. Non è niente di gravissimo.
No, intanto si riapre da solo.
No, dunque, nella mia esperienza non molano praticamente mai quelli più alti. Quelli come questo, in cui uno dei due margini è praticamente lo sfintere, poiché uno dei due margini è rigido, hanno un rischio più alto di mollare. Quindi le suture come questa, più basse, sono più a rischio di deiscenza.
Quella che è la nostra esperienza è che però tanto è molto bassa, adesso la percentuale non la so dire, ma non è altissima, non me la ricordo, non supera di certo il 10%, però sono spesso delle decenze parziali.
E poi sono del tutto asintomatiche.
Esatto, dal punto di vista settico sì, hanno delle perdite un po' noiose, eccetera, però si può anche non ricostruirle.
Sì, certamente vedi meglio con la TEM, per cui ti viene proprio facile ricostruire, no?
Sembra strano.
Sì, mi sembra un po' un peccato non farlo, diciamo.
E la visione è straordinaria.
Sì, no, aspetta un secondo.
Un secondo che finisco qua e poi metto solo la clip e gli fate vedere il pezzo.
Vabbè, anche se uno si incaviglia non succede niente.
Anzi, do una clip perché poi mi conviene cambiare il senso.
Dammi una clip. Stavamo parlando anche prima, credo che tu arrivassi, ho fatto vedere un po' lo strumento, della differenza tra lo strumento Wolf, quello originale di Gerard, che abbiamo usato per 20 anni, e lo strumento della Storz, che da 3 o 4 anni è sul mercato, che è un po' più semplice, molto meno caro, meno forse sofisticato, ma comunque consente di fare all'incirca le stesse cose.
Non ha però un meccanismo di sutura, per cui adesso vedete lo strumento Storz, ma la sutura, quelle clip lì, sono ancora quelle che Gerard ben 30 anni fa ebbe l'idea di sviluppare.
Aspetta che qui mi è scappato un po' l'ago.
Restano il metodo più semplice.
Ecco, più si va verso sinistra e più diventa un po' indaginosa l'uso di due ferri completamente paralleli, perché oltre a essere paralleli i ferri, il ferro di sinistra incrocia la telecamera.
camera. Più si sta sulla destra e più il gesto è facile. Lo stesso vale ovviamente per il posteriore
anteriore, finché si rimane posteriori è abbastanza semplice, davanti con lo strumento Wolf è
impossibile, con questo è possibile ma non facilissimo. Noi abbiamo fatto anche diverse
suture circonferenziali, abbiamo recentemente pubblicato su Surgical Endoscopy una serie di
25 resezioni di proprio di segmenti rettali però questo solo dopo aver passato i 3-400
casi di TEM normali però è fattibile ecco Gerard mi ricordo lo faceva già negli anni 80 quindi ecco
qui finiamo con l'ultimo punto una delle due mi continue si parte dal centro per evitare un twist
della parete e quindi una conseguente stenosi adesso metto la clip e poi mentre introduco
l'altro ago invito carmen e aurelio che ringrazio per la diretta che sono i nostri tecnici qua a far
vedere poi il il pezzo col dottor giraudo che ho già ringraziato ma che ringrazio vai fate
pure vedere il pezzo tanto noi si pulisce se si pulisce mi dai da fare un po di bipolare
Si vede la lesione che noi abbiamo esteso adesso su questo supporto, fissandone le estremità mucose con questi spilli. Vedete le dimensioni e la punta del mio Kelly fa vedere che qui c'è la lesione neoplastica.
sembrava molto più grande con l'ingrandimento del tema è vero se è una lesione la misurata
3 cm in per operatorio forse neanche due e mezzo di centimetri e mezzo adesso passiamo
fuori siamo quasi fuori dall'ano ma non la muovo perché riesco abbastanza anche
così. Naturalmente il vero vantaggio è per le
lesioni un po' più alte e ovviamente l'indicazione principe più tradizionale
sono le lesioni benigne che l'endoscopista non può togliere. Lo
sviluppo soprattutto in Giappone ma verrà piano piano si diffonde anche da
Noi della ESD, cioè della submucosal dissection degli endoscopisti, sarà il vero competitor di questa tecnica.
Ecco qua, credo che con questo abbiamo chiuso.
Anche se la sutura non è complessa, io preferisco avere qualche leggero in perfezione perché questo consente ai liquidi che si accumulano all'esterno
di uscire
perché sono quelli che fanno saltare in realtà
la sutura di solito
si fa una raccolta fuori, va sotto tensione
e mi fa saltare la sutura
quindi qui secondo me deve essere più
ovviamente non quando apriamo il peritoneo
ma quando come in questo caso
siamo bassi
vediamo se mi si ripulisce l'ottica o no
ok
allora noi abbiamo terminato
vi faccio vedere il quadro finale
là c'è il lume
E a distanza stenosi non ne vedi?
Inizialmente con una sutura qui e in effetti lui ha fatto una stenosi che abbiamo dilatato più volte.
Ne abbiamo qualche altra, soprattutto, ripeto, circonferenziali e, come hai ben detto tu, quelli in cui suturi verso il basso.
Perché lì non è morbido e quindi hai un tratto rigido.
Nella maggior parte dei casi come questo, invece, sono sicuro che non ci sarà una stenosi.
Là vedi arrivare le feci.
I malati non fanno la preparazione totale.
quindi io qui ho finito
e mi ha fatto piacere sentirti
tanto che non ci senti
per via
complimenti come sempre sei bravo
grazie Alberto
ciao arrivederci
e un ringraziamento a Giorgio
agli strumentisti qui in sala
Elisabetta, Ivona
e c'era anche Lidia
Nicola non lo vedo
ma in qualche maniera c'era
e a tutti, arrivederci
ciao, buon lavoro
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