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33° Congresso di Chirurgia dell'Apparato Digerente 24 - 25 novembre 2022 P. MAIDA Emicolectomia destra VLS Clinica Malzoni - Avellino U.O. Chirurgia Generale Direttore: Dott. Pietro Maida
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Partiamo per il posizionamento dei trogheri, questo è un colon destro, un tumore del cieco,
vi presentiamo il caso clinico nel frattempo che posizioniamo i trogheri e poi vi illustriamo la posizione per bene.
Stefano vai?
Ah sì, non c'è.
La situazione è quella di una paziente donna di 81 anni con morbidità, ipertensione, ipercolesterolemia,
operata per una bilobectomia polmonare per una neoplasia polmonare destra,
isterectomia, appendicectomia e due tagli cesari. Ha effettuato una coloscopia che ha evidenziato
eteroplasia occupante tutto il lume a livello della valvola iliocecale, all'esame istologico
è uscito un quadro di adenocarcinoma del grosso intestino, ha effettuato un attack che ha evidenziato
anch'essa espessimento parietale di aspetto eteroplastico del cieco con alcune nodulazioni
linfonodali in sede pericecale e lungo la catena ileocolica.
L'intervento proposto è quello di una emicolectomia destra videolaparoscopica.
E questa è l'immagine TAC. Noi siamo entrati adesso, quindi un addome
vedete che presenta qualche aderenza. Allora adesso proviamo un attimo a fare
la lista di questa aderenza e poi diciamo un po' meglio sulla posizione
della posizione del trocar, quella che utilizziamo abitualmente, vedete il verres che togliamo,
allora dammi un trocar da 10, adesso modificheremo un po' la posizione abituale proprio in virtù
della presenza di queste aderenze, poi casomai, come succede a volte, provvederemo a introdurre
trocar aggiuntivi, e qua, non so se è fra te, mantenete un attimo qua, perfetto, ottimo,
un attimo, dammi un attimo le forbici, vedete abbiamo questa tendenza che diciamo è a sfavore
di telecamera, ma confidiamo che appena risolta questa poi avremo il campo un po' più libero,
paziente come avete sentito è l'isterectomia e quindi evidentemente questo dovrebbe essere
degli esiti di quell'intervento. Vedete per l'alisi ricordiamo talvolta l'uso di energia
avanzata, talvolta all'utilizzo della corrente piuttosto che la lama fredda a seconda della
qualità e del contenuto delle aderenze. Qui sembrano effettivamente sole epiploiche
e quindi la situazione dovrebbe essere abbastanza tranquilla.
Dottor Maida, buongiorno
sono a sola il vostro moderatore
ho visto che
ha trovato un po' di aderenze
all'ingresso
Sì, dicevo, sono aderenze
che probabilmente
sono l'esito dell'unico intervento addominale
che ha avuto, perché avete sentito che la paziente
ha una storia
oncologica
abbastanza articolata
ma diciamo di addominale
in realtà non c'era nulla
perché un intervento è stato sul torace
e l'altro era
condotto per via endoscopica
allora
come vi dicevo, vedete sono proprio
le aderenze che sono proprio sul trocar ombelicale
allora, noi in genere non abbiamo
una posizione così spinta
dammi un trocar da 5
diciamo in questo caso penso che
posizioneremo i trocar
in maniera esattamente speculare rispetto
al colon sinistro
In realtà questa non è la nostra abitudine, normalmente cerchiamo di medializzare un po' più i trogar delle due mani dell'operatore, però in questo caso non c'è molta scelta.
Poi eventualmente se dovessimo avere particolari problemi provvederemo all'utilizzo dell'introduzione di trocar aggiuntivi.
Vedete sono curiosamente aderenze, il pedale non funziona ragazzi, neanche il caiman non funziona, forse è spento.
e qui diciamo che può essere vantaggioso l'utilizzo dell'energia
perché sono anche abbastanza vascolarizzate.
Sì, meglio così che andare dopo a dover cercare magari dei punti di sanguinamento
che quando lo metto poi è caduto giù, sono più difficili da trovare.
Sì, esatto, oggi utilizziamo la radiofrequenza che è un tipo di energia che a noi piace molto, ovviamente ci sono pro e contro, ma poi vedrete nell'ambito della dissezione riserviamo anche uno spazio adeguato all'utilizzo dell'energia della corrente monopolare semplice,
di sbandare un po' dall'altro lato
se non vediamo
dobbiamo pulire l'ottica se non vediamo nulla
dobbiamo pulire l'ottica se non vediamo nulla
quando apri
possiamo fare quello
dovremmo aver quasi completato
e poi speriamo di darvi un quadro
più completo dell'addome
in realtà vedete che erano
proprio concentrate
vicino al troger d'ingresso
e quindi questo diciamo
ci ha costretti a
a posizionare
il trocar della mia mano destra
adesso dopo ve li facciamo
voi avete già l'immagine esterna
ma ve li facciamo vedere un po' meglio
insomma diciamo abbiamo un po'
modificato la posizione abituale
peraltro avendo messo
peraltro avendo messo solo
un 10 e un 5
il 5 potresti rimetterlo
nella posizione che poi ti è più comoda
una volta finita la desiolisi
si no noi in realtà abbiamo messo
2.10 perché ho dovuto utilizzare il trocar dell'ombelico, era al ridosso delle aderenze,
quindi abbiamo già 3 trocar dentro, quindi in realtà quello che manca è il trocar dell'aiuto.
Adesso vi faccio vedere meglio. Allora, tenete qua, voi avete l'immagine esterna, vedete
abbiamo questo trocar qui, che è il trocar ombelicale, dove noi abitualmente posizioniamo
amolottica, poi abbiamo in fianco destro il trocar da 12 che è il trocar della mia mano
destra e questo qui è il trocar da 5, sono i due trocar operativi, in realtà considerato
che questa è la mediana, considerato che questa è la linea mediana, noi normalmente
tendiamo a mettere i due trocar operatori un po' più vicini alla linea mediana, questa
è una sorta di compromesso tra la fase della distezione e la fase dell'anastomosi, diciamo
che oggi dovremmo avere una maggiore comodità in corso di esecuzione dell'anastomosi. L'ultimo
trocar, quello da 5 per l'aiuto, lo mettiamo normalmente in epigastrio, piuttosto alto,
in modo da non creare conflitti. Questi vedete sono trocar senza lama. Allora, dedichiamoci,
un attimo così, due pinze a me, allora scusa un attimo qua, un attimo qua, aspetta, lascia un attimo, allora adesso ci mettiamo nella posizione operatoria abituale, eccoci qua, un attimo, due pinze a me, questa a me, questa a me, tira su qua, così, ok, vedete che si crea un minimo di conflitto tra i trogari, ma insomma non dovrebbe essere un problema, allora questo è il cieco, vedete questa è la lesione, vedete mi sembra piuttosto evidente,
questo è l'ultimanza
dammi la pinza per Giuseppe per favore
allora
tu parlavi appunto
e mostrasi poi da fare
rincorrendo l'epiplon
staccato appunto
quello che succede abitualmente
quando si fa una lisi preliminare
dai il caiman
allora durante queste fasi preliminari volevo intanto
ringraziare Giorgio
per la sua ospitalità
l'invito sempre graditissimo
E soprattutto ringraziare tutti i miei collaboratori, tutto il personale di sala, perché immaginerete che approntare un collegamento a quest'ora ha presupposto uno stravolgimento delle normali attività lavorative, ma è un impegno al quale noi ci sottoponiamo molto volentieri ogni volta che ne abbiamo la possibilità.
L'acqua è calda? Chiudi un po'. E quindi diciamo stamattina siamo tutti quanti anticipati un po'.
Queste aderenze attraggono il trasverso verso il cieco, se non sbaglio, no?
Sì, esatto. Quindi sto cercando di liberarle per avere insomma il quadro del mese un po' più chiaro,
anche se, diciamo, quando il tumore è così basso non abbiamo particolari problemi,
però potrei cercare di
perché vedete, questo è già
trasverso, in realtà
il colon è tutto qui, noi probabilmente la sezione
la faremo qui, quindi ho necessità di
liberare meglio il colon
così, ok
avvicinati
vedete, tra il trasverso prossimale
e l'ascendente cieco
che di fatto
chiudono questo spazio che poi
è quello che invece ci darà
accesso alla flessura
E' probabilmente l'epiplon che è accorso, diciamo, nello sbarramento al tumore, perché insomma, vedete, sono proprio in prossimità della lesione. Mi spiace per tutto questo fumo che normalmente non c'è, non si capisce a cosa sia dovuto, perché francamente stiamo avendo un po' di difficoltà.
Ma di fatti di solito il Cayman ha proprio questa caratteristica molto gradevole di generare poco fumo.
Sì, infatti mi sta sorprendendo molto, vedete che come immaginavo il fatto di aver dovuto posizionare il trocar della mano destra, io non so se vedete l'immagine esterna, avendo dovuto posizionare, adesso lo mandiamo, facciamo un po' di anti Trendelenburg appena appena e lateralità verso di noi.
Vedete, il fatto di avere i trogar così bassi, lateralizzati, crea un po' di conflitto sia con l'ottica che con la trogar dell'aiuto.
Infatti questa qua non è la mia posizione preferita.
Tieni così, vedete lì il duodeno piuttosto bene.
Adesso è sposto bene però il duodeno, la radice del mezzo.
La mia pinza un attimo.
Allora adesso facciamo...
allora facciamo
la tenda sull'ultimanza
scusate Giuseppe
allora
questa è l'ultimanza
vedete che ha solo un po' di aderenza qui
che faremo dopo
adesso la utilizziamo semplicemente per
fare la tenda, vedete che qui è piuttosto chiara
e poi qui in alto abbiamo il duodeno
vedete questa qui dovrebbe essere
la, vedete sotto
la mesenterica o il primo ramo affluente
dai, uncino
come dicevo noi per la dissezione
preferiamo ricorrere
alla corrente monopolare
ed è un'abitudine che diciamo
abbiamo conservato
avvicinati, esce il fumo
anzi dovete seguire il fumo
perché sennò rischiamo di non far vedere nulla
oggi vedete questo fatto che anche l'uncino
ha questi problemi
mi fa pensare a qualcosa di diverso
poi lo scopriremo
ma perché oggi è partita così
avvicinati
Vedete, qui siamo alla ricerca del piano, come dicevo la paziente è piuttosto magrolina, quindi andiamo con cautela, ecco vedete il duodeno qui che già appare e quindi questo è il piano che diciamo ci dà la conferma di essere al di sotto degli ileocolici e quindi partiamo con la distezione.
Questa che appare dovrebbe essere la vena ileocolica ovviamente, qui siamo sul duodeno, vedete?
si vede molto bene
si vede il ginocchio duodenale inferiore
nell'angolo in base
eccolo lì
questo come tanti altri
ma questo in particolare è un intervento
nel quale ricordo spesso
la dissezione smussa fin quando posso
in quanto ci dà la sicurezza
di non aprire piani diversi
da quello della dissezione cosetta
anche perché soprattutto
nei pazienti magri sapete che
pochi millimetri
fanno la differenza tra il piano cosetto
e quello poi non cosetto
è molto facile
andare troppo
profondi effettivamente su quel piano
vedete c'è sicuramente
la vena ma probabilmente siamo anche in prossimità
dell'arteria
quello che noi tendiamo a fare
quando possibile è quello ovviamente di
portarci anche in alto, vedete a visualizzare
il duodeno in maniera tale
da avere la certezza, vedete di avere solamente
i vasi e quindi sappiamo che la dissezione la stiamo facendo sul cosetto piano, come
dicevamo vascolare allargante, qui ci portiamo appena appena in alto giusto per dare l'invito
diciamo alla dissezione successiva e poi ci dedichiamo alla dissezione sui vasi, qui abbiamo
abbiamo sia vena che arteria, adesso puliamo un po' meglio l'arteria per vederla, vicinati,
vedete che compare posteriormente, allora sezioniamo la vena e poi puliamo un po' meglio
ci danno una certa sicurezza ovviamente.
Io le faccio col Kaiman, io le faccio col Kaiman i vasi perché per me è più sicura
la saldatura che viene data con l'uso dell'energia che le clip, al limite facendo la doppia presa.
Devo essere sincero, anche io ho pensato questo fin quando ho utilizzato le clip metalliche,
effettivamente non davano molta sicurezza, francamente con le Emolock insomma mi sento
abbastanza tranquillo, però insomma anche l'energia ormai diciamo ha raggiunto un livello di
isolato anche l'arteria, invece dietro c'è tutto il tessuto che poi puliremo meglio una
volta tolto il vaso. Vedete come gli strumenti arrivino abbastanza tangenziali rispetto al piano
della mesenterica che è qui e questa cosa diciamo dal mio punto di vista è un potenziale svantaggio
perché posizionando i trocar operatori più medialmente noi abbiamo una posizione più
più verticalizzata rispetto agli elementi, che secondo me è meglio, però il vantaggio
è ovviamente poi lo avremo dopo in fase di confezionamento dell'anastomosi perché
saremo ovviamente più comodi, mi dai un cino? Sì, laviamo un attimo l'ottica che ha una
macchia giusto al centro, oggi noi abbiamo il collegamento finale 10 se non sbaglio?
sì sì sì ho visto che dopo è previsto un altro un altro collegamento sì poi abbiamo altri casi
dopo ma dai uncino diciamo non so se poi continuerai a seguirci tu durante la giornata
forse no credo di no perché io ho un altro dalla stessa postazione però un altro che un altro
collega ok ok un po più là lo vedete che adesso iniziamo con la dissezione la paziente è piuttosto
Quindi in realtà in questa zona il meso è costituito unicamente da un velo, allora come dicevo in questo momento noi abbiamo il cieco qui, la flessura e l'ascendente e qui abbiamo il trasverso prossimale, quindi come dicevo la sezione la faremo più o meno qui e quindi sottendiamo con la pinza dell'aiuto
la zona in cui andremo a fare la dissezione
che ci serve anche da riferimento
per la dissezione del meso
in questo modo abbiamo
un cin
fai tutta la
fai tutta la dissezione
diciamo
dalla regione sottomesocolica
e poi il legamento
gastrocolico lo apri dopo
o ti aiuti a prenderlo prima
no no no
normalmente lo facciamo dopo
perché a me
Non dispiaceva qualche volta aprire, ecco fatto questo tempo che tu hai ormai quasi
concluso, aprire il legamento sopra, lasciare una pezzetta sopra in modo che poi dopo ti
ritrovi diciamo, aprendo il mesocolon che tante volte è una regione dove c'è sempre
un po' del grasso, si può fare un po' di fatica a vedere se si è completato l'apertura
oppure no.
Allora, in realtà noi facciamo esattamente la stessa cosa in maniera speculare, perché
anche io lascio la pezzetta, però la lascio da sotto, infatti adesso vedrai, esatto, completato
questo, diciamo è la pezzetta il punto fondamentale dell'intervento, credo.
Allora, vedete qui c'è, questi sono vasi non del meso del colon, che penso lasceremo
in basso, adesso vediamo, qui vedete ci stanno i colici destri che adesso provvedremo a isolare
meglio, mi gira un po' la mano scusa, fammi vedere la pinza di Giuseppe, ok, ok, come
dicevamo prima, vedete a distanza di pochi millimetri c'è il piano giusto da quello
scorretto, mi dai il camera? Quelli dietro potrebbero essere i confluenti forse, sì,
Sì, penso di sì, non credo che sia esatto da comprendere nel piano di dissezione.
Adesso vediamo.
Cayman?
Sì, vedete qui siamo al di fuori del piano, vedete il piano resta al di sopra.
C'è questo vaso che facciamo col Cayman, ma il vaso che vedete al di sotto non credo che rientrerà nel nostro piano di dissezione.
Ok, allora, uncino.
Vedete qui siamo già in profondo.
Gira un po' la massa, è storto.
Gira, gira, gira, gira.
Allora, adesso posizioniamo qui la pezzetta, perché vedete, qui siamo in prossimità anche della flessura, e poi andiamo da sopra, che appunto, come dicevamo, è la manovra speculare a quella che tu hai descritto poc'anzi.
dai, vedi qua
mantieni il troga
allarga
mettiamo qui a proteggere
il duodeno e la testa pancreas
questa così
e adesso, vedi qua
andiamo dal basso
cioè dall'alto, vedi, posizioniamo verso il basso il pezzo
e ci apriamo, vedi così
il gastrocolico
e andiamo alla ricerca appunto della pezzetta
come dire, lassa
vedete, non
vedi qua Giuseppe
piacere. Offre un minimo di difficoltà della dissezione perché tende a non aprirsi perfettamente
subito, però tutto questo è compensato dalla magrezza, quindi tutto sommato la dissezione
qui evidentemente il meso, vedete?
si si, si vede già molto bene
e quindi in realtà
il colon, vedete, è come se lo avessimo
già quasi isolato completamente
oggettivamente l'epiplone
è poco rappresentato
e questo diciamo può essere un vantaggio
mi dispiace che questo fumo
oggi che è veramente fastidioso
ma francamente non saprei
come spiegarmi
abbiamo messo l'aspiratore di fumi?
non funziona, non funziona
ok
invece la colecisti vedete, vedete che siamo in virtù della dissezione fatta dal basso come dicevamo abbiamo un piano abbastanza tranquillo, avvicinati, vedete con la pezzetta che ci fa da schermo sulla C2 renale e quindi adesso l'unico obiettivo in questo momento è quello di staccarlo dalla colecisti,
peraltro non sempre si trovano aderenze con la colecisti e poi scivoleremo diciamo normalmente
ricerca del duodeno per averlo sotto visione ed è qui lo vedete si è visto sì sotto la pezzetta
si è visto bene sei già qui sei già oltre esatto una volta visto quello diciamo procediamo in
in tranquillità alla sezione della flessura.
Io non ho ancora sezionato il colon,
in quanto penso che in questo momento sia vantaggioso
averlo ancora attaccato perché ci consente una certa attrazione.
Lo faremo, arriviamo normalmente con questa dissezione,
dall'alto arriviamo più o meno a metà dell'ascendente,
poi ci fermiamo, sezioniamo il colon e poi completiamo l'intervento
con la dissezione dell'ultima ansa.
In genere questo è lo schema di intervento che utilizziamo.
come dicevamo prima invece
la dissezione dall'alto
quella di cui parlavi tu prima
io normalmente la riservo ai casi più complessi
quando effettivamente non riesco
dal basso ad avere una visione
così chiara e allora a quel punto
come giustamente dicevi tu, aprire dall'alto
aiuta perché
allontana diciamo
soprattutto
tutta la zona
della gastrodena
e dei gastri epiploici
che talvolta rischiano di ricadere nel piano di dissezione, invece in condizioni normali come questa,
questa è la dissezione che facciamo, vedete, qui abbiamo raggiunto il piano iniziale,
quello che abbiamo fatto subito posteriormente agli ileocolici, a questo punto qui ci fermiamo,
vedete in basso, allora vi faccio vedere il duodeno, vedete che è completamente liberato,
questa piccola aderenza si può fare sia prima che dopo a seconda di diciamo di come viene più
comoda però vedete che il piano ormai da questo punto di vista è sviluppato e quindi poi dopo
lo possiamo completare una volta staccato il colon e staccata ultimanza allora posizioniamo fammi
della pezzetta dove la nostra indietro sta indietro sto qua sto qua sto qua sto qua da
qualche parte, me la sono portata
eccola qua
allora, riposizioniamo la pezzetta
comunque sul duoreno, anche se adesso
diciamo, vedete i vasi che abbiamo
visto prima, vedete, sono i vasi della testa
del pancreas, adesso è piuttosto
chiaro, vedete
che non ricadono nel piano di distinzione
si vede bene
allora, adesso riposizioniamo il colon in alto
la pinza
dell'aiuto va nuovamente
sulla zona che avevamo
identificato per la sezione
che è questa, ovviamente ci facciamo guidare dalla sezione che abbiamo fatto sul meso,
così, Caiman, questa dovrebbe essere l'arcata, anche se non è proprio così evidente?
No, si vede bene che è l'arcata che pulsa, quindi sono i vasi che assicurano la vascularizzazione
del moncone colico che rimane.
Sì, per la verità ormai sono alcuni anni che abbiamo adottato l'utilizzo rutinario del verde indocianina
che ci ha cambiato francamente la vita nell'ambito della valutazione della vitalità dei monconi
e quindi siamo adesso molto più tranquilli, conduciamo in assoluta sanità la dissezione
e poi ci facciamo guidare dal verde per la valutazione
e questo francamente credo che sia un importante...
Ti prepari la strutturatrice carica blu?
vedete che abbiamo completato la sezione
e siamo pronti per sezionare il colon
allora vedi, se utilizziamo una carica blu
molla pure
molla il colon
io volete, qualcuno mi dice che stai zitto
aspettiamo i canonici 15 secondi
come vi dicevo adesso
diciamo ci preoccupiamo meno appunto della distanza a cui dobbiamo far
ricadere la sezione perchè
dopo faremo la controprova diciamo
fino a che non abbiamo iniziato questo utilizzo rutinario del verde
effettivamente questo è un momento di particolare tensione che poi rischiava di condizionare l'esito dell'intervento.
Allora, ti dico sì, forbici, avvicinati, allora, vedete il colon è qui,
allora potete fare un po' di trend Heilenburg lasciando invariata la lateralità,
nel colon destro abitualmente non utilizziamo posizioni molto spinte del tavolo,
lasciamo un minimo di lateralità
e poi
la fase che avete visto fino ad ora
la facciamo in leggero trendelenburg
mentre
quella che facciamo adesso
la facciamo in leggero, cioè anti trendelenburg
adesso invece la facciamo in leggero trendelenburg
vedete qua sotto
allora l'aiuto prende ovviamente
i vasi leocolici sezionati
li stira leggermente
e noi invece proseguiamo
uncino
non so se avete l'immagine da fuori
vedete che in questo momento noi abbiamo un po' di problemi
no da fuori non l'abbiamo
se ce li dai in cartouche
avvicinati
abbiamo un minimo di problemi di conflittualità
vedete tra il trocar
dell'ottica e quello della mia mano destra
avvicinati
che sono praticamente
molto vicini e quasi sovrapposti
questa cosa ovviamente
non succede
mi dai una pinza?
e se li avessi sulla stessa linea
non ce l'avresti ovviamente
io normalmente
vedete questo è il trocar della mia mano destra
vedete sta qui
normalmente questo trocar io lo posiziono
più vicino alla linea mediana quindi più o meno
in questa posizione
e vedete come cambia la comodità
perché ovviamente è completamente
svincolato dal trocar dell'ottica
oggi come dicevo siamo stati costretti a lateralizzarlo
molto da minuccino
per la presenza di queste aderenze
però diciamo anche questo
faremo tesoro
di questa esperienza
per valutare al meglio il posizionamento
negli interventi successivi
e considerate che ormai
uno tende a fare
gira un po' l'ottica
perché stai storto
al contrario
tende a standardizzare
le posizioni
io per qualche anno ho utilizzato
anche il robot e ovviamente lì poi c'era
era tutto il ragionamento da fare sul posizionamento dei trocar robotici che è completamente diverso,
ma essendo tornato adesso a una laparoscopia pura, tradizionale, queste sono le posizioni che abbiamo sempre utilizzato
e che hanno sicuramente dei contro, però il vantaggio principale dal mio punto di vista è l'assoluta libertà fra i due trocar.
Vedete adesso, perché abbiamo queste aderenze, gira un po' la mano, provvediamo a distaccare l'ultima ansa dalla sua aderenza infossiliaca, esce il fumo, gira un po' la mano, cambiamo la presa della pinza dell'aiuto che afferra esattamente l'ultima ansa.
Vedete la paziente è stata appendicectomizzata, normalmente utilizziamo l'appendice come punto di trazione.
infatti è tutto attaccato anche il ceco
la zona appendicolare
vedete che in questo modo noi abbiamo la possibilità
di fare una dissezione piuttosto comoda
anche di quello che poi faremo
dall'alto
di tutta la zona della fossa iliaca
questo ovviamente ci facilita
per quanto riguarda poi la dissezione che faremo
appunto sul meso dell'ultimanza
nei pazienti particolarmente magri
da un lato la dissezione è semplice
dall'altro come dicevo prima bisogna fare un minimo
di attenzione perché vedete stiamo
in basso scivolando
secondo me
stiamo alternando tra il piano assolutamente
corretto e quello che poi comprende
invece
quello che c'è al di sotto del gerota
che va ovviamente salvaguardato
difatti sopra
forse si era aperto
nella parte alta, nella parte mediale
di fatti forse è rientrato nel piano che contengono appunto gli elementi renali.
Sì, qui vedete ci siamo ricongiunti al piano che abbiamo fatto.
Sto fumo oggi ci sta facendo dannare.
Ah, si è staccato questo, attacca.
Allora, con calma, con calma, con calma.
Allora, ci rimettiamo in posizione, riprendiamo i vasi leocolici.
io riprendo ultimanza
e proseguiamo
nella nostra dissezione
vedete che il pezzo ormai è praticamente tutto staccato
apri bene
normalmente
io ho l'abitudine di posizionare
una clip
su questo vaso
quello dell'arcata
qui tendo a identificarlo e a clipparlo
ma secondo me anche questo
è molto molto comodo
e sicuro
farlo col caiman proprio perché ci sono
anche tutte le arcate
anche di secondo ordine eccetera
che sono un po' fastidiosi
sono assolutamente
d'accordo con te e non avevo
dubbi che tu già sezionandogli
i leucolici col caiman facessi anche
questi col caiman
però sai poi sono quelle cose che sono più che altro di abitudine
alla fine
per esempio anche nella
gastrectomia i gastroepiploici per esempio
continuo a conservare l'abitudine di
di destra, intendo di farli con le clip, però mi rendo conto che gli attuali mezzi di sintesi
ci consentono tranquillamente di fare una gastrectomia senza posizionare le clip.
Anche perché se fai il confronto con le dimensioni del Kaimang, il cui stelo di 5 mm e lo confronti
con il calibro dei vasi, siamo ampiamente nel range in cui viene assicurata un'emostasi
si cura dello strumento
sì, è vero
però giustamente ognuno
ha le sue salvaguardie
diciamo così
confesso che io questa cosa
l'ho sempre fatta
ma adesso in particolare
perché vivo una cinquantina di chilometri
al mio posto di lavoro
a maggior ragione
cerco di salvaguardarmi
oggi siamo riusciti
a darvi
questo tocco
diciamo di londinese di nebbia che continua ad accompagnarci per tutto l'intervento si mi
dicono giustamente dalla sala che ad avellino è uguale quindi ho sbagliato sto tocco avellinese
più che londinese dai la suturatrice volete siamo pronti per la sezione dell'ultimanza e poi provvediamo
a staccare unicamente sbandano un po' per favore tirami fuori il troga un attimo appena appena ok
si adesso puliamo perché c'è effettivamente la macchia proprio al centro dello schermo
forbici ok puliamo un attimo vai caiman lava il troga pulisci la capo e lava il troga allora
stacchiamo quest'ultima la cina e poi credo non so se c'è ancora da staccare qualcosa qui o è tutto
libero no ancora qui vieni vicino dammi la pinza per fuori allora molla un po' per fuori guarda di qua per fuori
allora credo che abbiamo staccato tutto
adesso verifichiamo
posizioniamo tutto sul
sul ferro
avvicinati
allora lasciamo tutto lì
in modo che non entra nel campo
allora adesso
avvicinati, verifichiamo le mostre
vieni vicino vicino vicino
dammi l'aspiratore un attimo
c'è qualcosina che dà
poi se ti vuoi fare una piccola garza
o forse questo è sangue reflu
adesso vediamo perché mi sembra fermo
guarda la gherzina pulita
sembra fermo
fai di qua
gherzina
ok
non si vede nessuna sorgente
quindi probabilmente come dicevi tu
è un po' di refluo
che è rimasto
vicino, consoliamo
ok, indietro qua
bene, allora
tiriamo via
allora, identifichiamo i due monconi
cioè questo qui
che già credo in posizione sta qui vediamo il del colon e il colon anche vedete piuttosto morbido
tranquillo allora a questo punto sostituiamo l'ottica in modo che facciamo il verde e
procediamo con la ricostruzione allora un attimo di pazienza che cambiamo l'ottica abbiamo purtroppo
disponiamo solamente della della 0 gradi per il verde quindi faremo questo doppio cambio d'ottica
siamo in attesa che ci consegnino anche la 30
però diciamo è un disagio al quale ci sottoponiamo molto volentieri
perché ci restituisce in termini di tranquillità
noi ormai utilizziamo il verde in tutte le procedure sul colon
ci dà una tranquillità incredibile
ovviamente sul sinistro procediamo anche alle prove di tenuta meccanica dell'anastomosi
ma il destro veramente ci ha cambiato la vita
è stato un grande progresso
indubbiamente questo
si
allora vedete qui
è super buono
adesso si sta cominciando
a colorare anche il colon
si
il colon andiamo
al moncone
adesso lo faccio vedere
che è qui
direi che non ci sono
non ci sono problemi
No, voglio solo coagulare, forse abbiamo trovato anche la fonte del sanguinamento, che prima era l'unica spia positiva di cui disponevamo riguardo alla vascolarizzazione del moncone, invece adesso fortunatamente abbiamo una riprova più affidabile.
ok
punto di Vigril
ricambiamo l'ottica in modo che con la 30
siamo più comodi
un attimo di pazienza
normalmente io faccio quella che vedrete adesso
la isoperistaltica interna
la anisoperistaltica
è quella che noi facevamo in open
o che facevamo
all'inizio dell'esperienza quando
utilizzavamo la tecnica
ibrida con l'anastomosi
esterna l'abbiamo di fatto abbandonata perché qui vedete i monconi si dispongono naturalmente
in posizione quindi francamente non c'è necessità forse un po sporco non so in basso vedo qua si
dispongono naturalmente in vedete in questa posizione non sempre così favorevole però in
linea di massima ed è il punto attivo allora posizioniamo un punto di un 3 0 che serve
Ovviamente serve per la trazione e poi procediamo all'insoluzione della testina.
Sì qua? Allora, uncino, allora vedete l'aiuto sottende così e noi sovvediamo all'uncino.
Non so se tu hai l'abitudine di fare qualcosa di diverso.
Ma guarda, io ho imparato un piccolo trucco che non è farina del mio sacco, nel senso
che l'ho imparata da Miller, che è un chirurgo austriaco molto bravo.
Allora, io prima di fare i due fori di introduzione dello stapler, entro dal trocar da cui entrerà
la suturatrice, quindi quello della tua mano destra, immagino, con un monofilamento di
di un 3-0, di solito uso un filo vascolare a doppio d'ago da 110 cm di cui taglio uno degli aghi,
entro, prendo le due anse da una parte e dall'altra, ovviamente, quindi il colon e l'ileo,
e torno fuori sempre dallo stesso trocker.
trocar facendo così quando io inserisco la suturatrice ho i due i due monconi che sono in
asse perché entrando e uscendo il filo che li tiene in trazione dallo stesso trocar della
suturatrice vengono presentati nella stessa direzione e poi una volta che ho inserito la
punta dello stapler tiro con questo filo per cui mi scorrono appaiati e mi si affiancano lì questo
qui è l'unica l'unica differenza insomma che che faccio e che ho adottato in tutti questi tipi di
anastomosi e secondo me è una cosa molto semplice e molto utile comunque la mia pizza quindi tu non
Non utilizzi la trazione ad allontanare il cono come faccio io, ma la fai verso il troga della mano destra.
Io faccio esattamente come te, cioè metto un punto lontano che viene consegnato all'aiuto,
che ti serve per allontanare il complesso e presentarlo.
Ecco, però dopo ti rimane il fatto che tu devi manualmente far scorrere le due ansse separatamente sullo starper.
Invece con quel punto lì, una volta che tu hai appena invitato lo sta per dentro nelle anse,
tu lo tiri e ti scorrono entrambe e ti restano lì anche.
Sembra interessante.
Ti rafforzi il troco, esatto.
Esatto, cioè tu qui di fatto fai quasi a meno della pinza della mano sinistra.
Esatto.
Ok, ok.
Io questa anastoma si tende a non farla troppo ampia.
cioè non utilizzare tutta la carica
vedi quel punto
ti
ti risolve
diciamo così queste piccole
difficoltà per amor di dio non è una cosa
però vedi che tu
devi accompagnare uno
poi accompagnare l'altro
invece così tu ritiravi
e ce li avevi lì appaiati già a posto
adesso ci dai il big
e un buloc
forse anche qua fa un po' di sangue
vediamo dopo
ovviamente qui facciamo
una cosa simile
posizioniamo il punto
distale per trazione
e poi partiamo dal basso per la sutura
non troppo
il punto che abbiamo messo lì
poi valutiamo in genere a fine intervento
cosa farne, cioè se mantenerlo
o toglierlo a seconda del tipo di
di trazione che dà
al colon
però oggi mi sembra che
A me sembra molto utile, io ti confesso che non lo metto abitualmente, però trovo invece che sia una cosa molto utile perché effettivamente di tutto l'intervento questo qui è il momento più critico,
cioè l'accuratezza di chiusura della breccia è una delle cose più importanti di tutto l'intervento
e effettivamente con quel punto lì si riesce a esporre molto bene anche la parte dietro
che non sempre si riesce a vedere bene insomma, quindi ti ripeto io è una cosa che non faccio
ma che farò nel senso che mi sembra una cosa indubbiamente molto utile
nell'esposizione del campo.
Sì, davvero.
Io dico sempre che questi incontri sono l'occasione di scambio di esperienze
fra tutti e sono assolutamente imprescindibili nel nostro lavoro,
insomma costituiscono un'occasione di crescita per ciascuno di noi.
Ne sono sempre stato convinto e continuo ad essere ogni volta che mi capita di essere impegnato a qualunque titolo in un evento del genere, anche se mi rendo conto che dal punto di vista organizzativo è una cosa di una difficoltà estrema e va dato atto a Giorgio di essere ancora capace di organizzare cose di questo genere.
ma credo che gli vada la gratitudine di più di una generazione di chirurghi
visto che sono più di 30 anni che offre questo strumento di formazione
sì decisamente, non credo che ci stia sentendo, sarà super impegnato
ma insomma mi sembra giusto testimoniarlo
ovviamente noi sul colon destro la chiusura la facciamo in duplice strato
ed è un'altra di quelle cose che diciamo ci ha dato una certa sicurezza
anche se poi in realtà se uno ripensa a quello che si faceva all'inizio dell'esperienza
diciamo senza il filo autobloccante, in monostrato, insomma gli interventi venivano uguali
però oggettivamente credo che alcune cose siano diventate imprescindibili
Ma io su questo invece resto ancora sul… ma devo dire che tutti quelli che come me hanno avuto come guida l'Enrico Croce, l'Enrico Croce faceva il monostrato in continua, in aperta e quindi poi ce lo siamo portati anche nella paroscopia e continuiamo così insomma.
sì, in realtà
diciamo
uno tende giustamente a riproporre
quello che fa in open, poi alcune cose
fa un compromesso
per esempio io sono uno di quelli che in open
fa ancora il
sopraggitto su questa linea di sutura
perché
mi sento più tranquillo
sul piano delle mostre
in realtà ovviamente la paroscopia
significherebbe fare un intervento
infinito e quindi
quindi le facciamo a meno, per esempio.
Io sono d'accordo con te e di fatti per la stessa ragione
uso una protezione di sottura, uso il SimGuard,
col quale mi evito il sopragito introflettente
che facevo anch'io in aperta,
l'ho sostituito con il SimGuard.
Ma usi il SimGuard anche sul colon destro,
cioè su queste due linee di sottura?
Sì, perché così mi restano i due monconi, mi restano protetti, insomma.
No, io uso moltissimo il Singer, però lo uso francamente sullo stomaco, sul colon tendo a non usarlo,
però effettivamente anche questa mi sembra un'ottima idea.
Sì, ok, allora, dammi la pinza.
Allora, tenete così.
Preso dalla chiacchiera ho tagliato il filo sbagliato, questo lo tagliamo dopo.
Ok, allora, adesso ripartiamo dal basso, ovviamente per il doppio strato.
Ah, perché devi fare il secondo strato.
Eh sì, esatto.
Io non ti ho detto niente perché appunto essendo abituato a fare lo strato singolo dico no, perché è sbagliato, ha fatto tutto.
Ecco, poi se posso dire un altro piccolo trucco quando usi questo tipo di filo, io me lo faccio preparare già con l'asola infilata e l'ansa caricata sul portaghi,
Così quando tu entri, tu passi il punto e poi tirando il punto la lansa già fatta, diciamo così, ti scorre lungo il portaghi e è già infilata, quindi devi solo tirarla, è proprio una stupidaggine.
Ma con questo o con l'altro filo?
No, no, con questo, con questo. Ogni volta che uso il V-lock, nel senso che la strumentista passa già l'ago nell'asola e poi il porta-aghi lo infila dentro nell'ansa e prende l'ago, in modo che tu porti dentro l'ago o la base del filo prima dell'ago.
In modo che tu quando ce l'hai dentro, il passaggio di infilare l'asolina piccola, diciamo così, l'hai già fatto, devi solo farlo scorrere, è una cosa che si rinfarmia un attimo, non è gran che, ma comunque ha la sua ultima parte.
No, allora noi normalmente in un caso come questo non posizioniamo il drenaggio e ovviamente il paziente ha un decorso post operatorio con una ripresa precoce dell'alimentazione, insomma tutto quello che ha a che fare poi con i protocolli ERAS che diciamo applichiamo più o meno integralmente ma soprattutto per quanto attiene alla rialimentazione.
Nel colon destro, abbassa un po' la tua pinza, abbiamo notato un vantaggio enorme a fronte di un disagio minimo per noi perché oggettivamente il colon destro è un intervento che deve avere un decorso molto rapido e semplice perché normalmente la complicanza viene affrontata con un reintervento.
Non so qual è la tua opinione in mezzo.
Sono d'accordo anche perché comunque è un'anastomosi in mezzo al peritoneo, quindi il drenaggio, anzi devo dire che in era pre-eras in cui noi eravamo abituati a mettere il drenaggio praticamente sempre, creava semmai delle perplessità,
perché se il malato non andava bene
però il drenaggio non dava niente
ma però chissà
quindi
del resto
il drenaggio certamente
non ti dà delle garanzie importanti
sullo scoprire
delle
scienze
anastomotiche
e poi certamente non ti dà
l'opportunità come può
essere invece quando hai
le anastomosi colorettali basse, extraperitoneali, praticamente nessuna possibilità di fare
un trattamento conservativo, quindi è anche questo qui un qualche cosa che rivisto criticamente
nella sua utilità potrebbe essere solo la spia eventualmente di un sanguinamento, non
certo di una criticità sull'anastomosi.
esatto
allora l'intervento diciamo è concluso
adesso facciamo una revisione del campo
tiriamo via questi due fili
due pinze
allora non chiudo
normalmente il meso non lo chiudiamo
non chiudi la breccia intermesenterica
francamente no
lo lasciamo aperto
non abbiamo avuto particolari
problemi e quindi sono quelle cose
che poi tendi a continuare
nell'esperienza
allora il campo mi sembra sangue
quindi non facciamo nulla
controlliamo un attimo in pelvi com'è
che poi ci portiamo il pezzo
a questo punto prendiamo il pezzo
lo portiamo giù e ovviamente
facciamo il fannestil protetto
per l'estrazione
l'unica cosa che potresti fare
ma questo qua cosa mi dici
c'è quella con le cisti lì
che è rimasta appesa
a un'aderenza
là sopra
e forse potresti finire
di disare
vediamo, vediamo, vediamo
avevo visto pure qualcosa del genere però
mi ero accertato che fosse tutto chiuso
vicinati, si in realtà è tutto
chiuso però, quindi vedi
certo, certo, no no, è una cosa
solo estetica
diciamo così
aspiratore
allora, aspiriamo
puliamo il campo, diciamo
questo è un malato, ok, se ci prepariamo per aprire
vado giù, mi cambiate gli occhiali
Adesso vediamo l'immagine esterna, questo è un malato che adesso sono le 9 del mattino, normalmente bevono in serata, probabilmente questo farà una colazione leggera stasera e da domani comincia la rialimentazione ovviamente se avrà un ricorso normale.
male, allora togliamo i troga sotto visione, togliamo il 10, mettici il dito per favore,
togli il 5, mettici il dito, ok, e no tanto sta sotto, togli questo, ok, benissimo, allora
togliamo tutto, dacci una pinza, cambi di testa, ecco intanto se qualcuno è collegato,
se vuole che vengano fatte delle domande agli operatori, potete scrivere in chat e io provvedo
poi a girare le domande
se qualcuno ha qualcosa da chiedere
o qualche commento
sì perché in effetti noi non abbiamo assolutamente
cognizione di quante persone ci sono
se ci sono
è così, c'è un piccolo fan
ce l'avete l'immagine?
sì sì l'immagine
si spara un pochettino la luce
ecco adesso si vede molto bene
l'argomento della CM
che in una paziente del genere
A me sembra da non prendere in considerazione, non so qual è la tua opinione per l'età, per la storia oncologica che ha, ed è un intervento che secondo me invece offre ottime opportunità e chance di sopravvivenza ai pazienti, ma è un intervento che credo vada riservato, che non possa essere rutinario, questa è la mia opinione.
Io ti confesso che non mi sono ancora formato un'opinione compiuta sull'argomento.
I dati in letteratura dicono che effettivamente è un intervento che ha la sua validità in
termini di sopravvivenza e di clitenza linfonodale, rimane il fatto che è un intervento, nella
mia mente è un po' il ragionamento che si fa l'AD2 o addirittura l'AD3 nel tumore
dello stomaco
è un qualcosa che va
ponderato bene
in funzione dei pazienti
non può essere la regola
perlomeno questa è la mia opinione
è però un intervento che soprattutto in casi
anche complessi
a fronte della difficoltà
della dissezione ti dà poi un piano
piuttosto chiaro
perché oggettivamente
rimanere sul piano della mesenterica
ti dà
per ribalti tutto il tessuto
linfodiposo
per cui hai dei
dei punti di
come dire di orientamento
molto chiari
non c'è dubbio
esatto
ti così
un po' cicatrizzato
ok dammi la Lexis
se no si riuscirà a tirarlo fuori così
ok togliete pure
dai la pinza al cuore
ecco qui
allora il pezzo
vedete che abbiamo
il meso, vedete gli leocolici
e poi abbiamo il meso
come vi dicevo che è un po' stirato
molto poco rappresentato
però vedete che poi sale
vedete, ce l'avete?
immagine?
si è coperto dalla tua mano destra credo
no è la pinza?
ora si vede bene
questi sono gli leocolici
questo invece è il meso
che avevamo tirato su sui colici destri e poi questa invece è l'arcata che abbiamo fatto in
prossimità della sezione sul trasverso prossimale. Sì è molto chiaro. Bene questo è il tumore come
prima non so se ci stanno ascoltando non so quali sono le tue indicazioni alla chirurgia
la paroscopia nel colon, penso che siano
il più estese possibile
credo che abbia senso ormai
dammi un po' di betadine
diciamo salvo
casi estremi approcciare sicuramente
tutti gli interventi nella paroscopia
tra l'altro il colon adesso
si presta particolarmente alla chirurgia
anche dei tumori avanzati
e qui credo che veramente
salvo
problemi, un po' come per la colecisti
se vogliamo, la via
la paroscopica sia di
di giovamento cocker
sia per il paziente
che per il chirurgo
concordo
assolutamente con quello che dici
non avevo dubbi
dammi un attimo altri due cocker
perché avevo fatto un po'
dai pure la pinza
abbiamo aperto in maniera un po' strana questo fannestil
perché chiaramente era
già stato utilizzato per ben due volte
credo per il cesareo e per la
l'isterectomia
e quindi adesso lo chiudiamo
dammi la
punto
ti volevo
utilizzare questo tempo
anche per ringraziare nuovamente
un po' tutti
io credo, mi sembra aver capito
che voi avete in sovrimpressione
il posto da cui noi operiamo
la nostra sede di lavoro
no, al momento no
ah ecco, ma avevamo detto che c'era
Io lavoro ormai da più di un anno alla clinica Malzoni ad Avellino, sono andato via dall'ospedalità pubblica napoletana e diciamo che siamo veramente in un'isola felice dal punto di vista sia professionale che umano
e quindi ci tenevo particolarmente a ringraziare tutti, veramente dall'amministrazione a tutto il personale che come dicevo in apertura stamattina si è sobbarcato un orario di lavoro non proprio normale, ma questo è il bello della diretta come si suol dire, anche se poi la giornata sarà lunga però credo che l'inizio sia quello fondamentale.
Noi ringraziamo voi per la disponibilità, per l'intervento che è stato molto bene, ha fatto molto bene, complimenti anche per quello, ha esposto molto bene tutti i passaggi, tutte le cose, quindi non possiamo che ricambiare i ringraziamenti.
Grazie, è stato un piacere conoscerti.
No, credo che ci sia ancora.
Noi adesso cosa facciamo? Completiamo la chiusura e poi cediamo la linea? Come pensi che convenga fare?
Dunque, io adesso mi informo e ti faccio sapere.
Ok, intanto completiamo la chiusura. Taglia tutto, qualcosa fa sale.
Dai la bipolare, pedale, quello qua.
Eccomi qui, allora voi avete in previsione un altro intervento a mezzogiorno?
giorno
ecco
non sarò più io con voi
avrete un altro moderatore
e quindi
direi che adesso noi
concludiamo il collegamento
ringraziando ancora
sempre anche per
tuo tramite e tutti i tuoi collaboratori
e voi
riprenderete poi a mezzogiorno
buona giornata
chi mi sta chiamando?
chi sta chiamando?
scusatemi ma c'è stato un piccolo
equivoco nel senso che ho avvisato
che stavate finendo
e quindi è stato dato
per scontato che era già finito
adesso siete tornati
sullo schermo e sul commento
e non so se avete sentito
nel senso che vi stavo dicendo
che voi avete un altro intervento
previsto a mezzogiorno
e quindi concluso questo il vostro appuntamento è alle 12
Perfetto, noi ti ringraziamo molto davvero
Grazie a voi, complimenti ancora, grazie a tutto il gruppo e a tutti quelli che sono dietro anche a questa diretta, grazie
Grazie
sì sì sì siamo abbiamo finito di spostare un attimo la camera si ci
stiamo finendo di sistemare un attimo che chiedo una calassia esofagea
buongiorno palermo sono il dottor azzola guicciardi sono il vostro moderatore per
l'intervento che state per incominciare mi pare di aver sentito che si tratta di
di una calasia, quindi immagino farete una miotomia longitudinale più, credo, una plastica
antireflusso, corretto?
Sì, buongiorno, da Palermo siamo quasi pronti perché eravamo alla diretta alle 10, 10 minuti
e cominciamo, ok?
Perfetto, quando siete pronti, se volete poi illustrare il caso e poi cominciamo con l'intervento
grazie.
Ok, procediamo.
ok ecco lo senti sicuramente lo senti era bassissimo professore agrusa buongiorno mi
sentite a me non ritorna audio da voi adesso mi sentite si adesso buongiorno adesso vi sento
bene e magari prima di cominciare l'intervento presentare il caso perfetto intanto desideravo
Semplicemente presentarmi e avere la possibilità di presentare anche i miei moderatori da Roma
Perché ritengo sia assolutamente utile per un canto e corretto dall'altro
Per cui io sono Nino Agrusa da Palermo, da chi ho il piacere di essere moderato
Io sono Marco Azzola Guicciardi, sono qui nel bunker del professor Palazzini
e l'accompagnerò per l'intervento di stamattina.
Ah, allora, felice di sentirti e chiedo se ho la possibilità direttamente a te di darci del tu,
perché ritengo sia...
Certamente sì, certamente sì.
Assolutamente una condizione indispensabile per poter iniziare bene questa giornata, darei a questo punto la parola alla dottoressa Savarino Marta che ci presenterà il caso clinico
che come tutti gli anni dalla mattinata è sempre partito con la presentazione di una calatia esofagea.
Marta, a te la parola per la presentazione del caso clinico.
Ringrazio il professore Palazzini e il professore Agrusa per avermi dato questa possibilità di presentare questo caso.
Allora, presentiamo il caso di una paziente di 70 anni, donna, con un BMI di 16,53 kg per metro quadro.
La paziente giunge presso i nostri ambulatori riferendo da circa 4 anni di sfagia progressiva,
da prima per i liquidi, poi per i solidi, sintomi di spettici, epigastralgia,
trattata senza beneficio con inibitore di pompa e caloponderale.
Per cui si prescrivono una serie di esami diagnostici eseguiti presso i nostri ambulatori, una gastroscopia che vede un esofago dilatato con un passaggio a scatto del cardias e non mostra segni di esofagite e candidosi.
Quindi si fa diagnosi di risultati simili all'acalassia esofagea, la paziente esegue anche una videoflorografia che permette la visualizzazione di un esofago dilatato, la presenza di un livello al terzo medio distale dell'esofago è un transito filiforme del mezzo di contrasto varietato dell'esofago gastrico.
Per cui eseguiamo anche una manometria esofagea ad alta risoluzione per fare diagnosi di acalasia esofagea, la manometria è seguita presso il nostro ambulatorio di fisiopatologia e motilità digestiva e ci permette la visualizzazione di un'assenza di attività peristaltica, un 80% di pressurizzazioni panesofagee, un IRP di 18,7 mmHg con una pressione basale di 29,6 mmHg.
Per cui si fa diagnosi di acalasia di tipo 2 e viene posta in base al quadro clinico radiologico endoscopico e manometrico diagnostico di acalasia alle caratteristiche della paziente, viene proposta una cardiomiotomia extramucosa laparoscopica, secondo Heller e Fundo Picazio secondo Dore alla paziente, che è l'intervento che adesso vedrete.
Grazie molte dottoressa, bellissima presentazione, ho visto che avete già posizionato i trocar, possiamo vedere il campo esterno?
in modo che si può illustrarne le posizioni e dirci anche quali sperimenti utilizzeranno le varie porte.
Allora, senz'altro sì, se ho la regia, se mi dà le immagini esterne, possiamo tranquillamente vedere il campo operatorio
che praticamente come per tutta l'Upper GI ormai siamo abituati ad impostare il posizionamento dei trocar nella medesima maniera
e cioè si parte con un trocar ottico che è posizionato qualche centimetro al di sopra dell'ombelico
Oserei dire, sappiamo la differenza, ma il palazzini non è altro che una sorta di ricordo di quella che è la tecnica oltre che i consigli che dobbiamo dare ai più giovani e quindi tra i soggetti maschi e i soggetti femmine spesso c'è una simmetria tra quella linea, sulla linea alba, percorsa tra l'oxifoide, l'ombelico e il pub
dove l'ombelico non sempre è al centro del mondo così come direbbe anche il nostro caro Giovanotti
e allora sempre la strategia è quella di mantenersi sopra l'ombelico certamente
ma calcolando bene la distanza tra il trocar psicoideo e il trocar ottico al di sopra appunto della cicatrice ombelicale
Poi rispettivamente la mia mano destra, la mano operatrice, sul trocar reposto in ipocondrio di sinistra e io ormai praticamente posso sostenere che riesco a mettere questo trocar, a posizionare questo trocar in corrispondenza del punto in cui introduco l'ago di Verres per eseguire l'opneumoperitoneo secondo Verres.
quindi grosso modo al di sotto dell'arcata costale di sinistra, in ipocondrio sinistro, nel cosiddetto, così conosciuto, punto di Palmer.
il terzo trocar speculare a questo di sinistra è posto in ipocondrio di destra
e un quinto trocar è posizionato diciamo sulla ombelicale trasverso lateralmente in fianco sinistra
a questo punto se avete già ricevuto le immagini dall'esterno io entrerei in addome
Molto bene, adesso abbiamo le immagini endoperitoneali.
Ok, allora entriamo quindi in endoperitoneo come correttamente tu ci ricordi e a questo punto non posso che prima di iniziare
vorrei avere il piacere di ringraziare te ma ringraziare certamente Giorgio Palazzini, il professor Palazzini per ancora averci dato la possibilità quest'anno di partecipare ad un evento così ormai importante per tutto il mondo chirurgico internazionale
A questo punto possiamo dire, visto i collegamenti dal mondo e non più dall'Italia. Io sono sempre particolarmente emozionato nel partecipare a tale evento perché ricordo nella mia giovane età quando partecipavo da discente e quindi dalla famosa aula che ci vedeva tutti.
del CNR
del CNR prima
poi dell'auditorium
veramente
tu ricordi addirittura
l'aula del CNR dove io ebbi
l'onore e il piacere di partecipare
quando ancora si era veramente
in pochi e allora
Giorgio mi permetto di
suggerire timidamente
ma anche per il rapporto grazioso
e simpatico che ormai
abbiamo estaurato
dopo i tre anni assurdi che abbiamo passato, mi permetto di chiedergli di poter dal prossimo anno tornare alla vecchia maniera,
cioè quella che ci consentiva di incontrarci tutti a Roma e di stare veramente bene in quell'aula e in quello spazio meraviglioso caratterizzato non solo dal meraviglioso evento scientifico ma anche dai lauti e ottimi lunch che riusciva anche nonostante i numeri a garantire.
A Giorgio ancora grazie, spero che lui possa sentirmi. A questo punto possiamo portarci nel descrivere quello che stiamo facendo.
La calasia è un intervento che siamo ormai, nonostante la sua incidenza, siamo ormai abituati a trattare abbastanza
routinariamente nel nostro centro uncino, proprio grazie al fatto che abbiamo sposato da tempo l'idea della multidisciplinarietà
a cui teniamo e a cui facciamo riferimento, che da quell'idea ci ha portato oggi a riuscire a poter dire la nostra
sul trattamento di tale patologia, seppur rara come abbiamo sempre detto, ma diventata ormai abbastanza frequente
proprio per la dedizione e l'impegno che il gruppo multidisciplinare è riuscito a mettere su in modo da far diventare il nostro centro
un centro non oserei dire di riferimento perché potrei essere tacciato di presunzione ma certamente un centro a cui tanta gente ormai si rivolge
A questo punto, se mi consenti, potrei anche dare, così come mi è stato chiesto da Giorgio, la parola ad uno dei principali artefici, collaboratori e ideatori di tale idea, di tale progetto sposato anni e anni or sono,
e cioè il professor Bonventre, il professor Bonventre è un nostro caro, ripeto, punto di riferimento, lui ci mette nelle condizioni di poter eseguire questa chirurgia perché?
Perché da sempre lui è stato un cultore e si è occupato della fisiopatologia, pur essendo un chirurgo, della fisiopatologia del giunto gastroesofageo o esofagogastico, così come si vuole in qualche modo identificare questo tipo di trattamento.
Allora, Sebastiano, dacci una tua prima presentazione, barra, sì, commento.
Spero che mi sentiate, buongiorno, grazie Nino per le parole in merita.
In realtà Nino ha parlato di inizio di intervento con posizionamento dei droppi, noi in realtà facciamo questo intervento, un intervento title, perché facciamo anche la manometria intraoperatoria.
Il primo passo per fare questa procedura in realtà è già avvenuto, prima ancora che il paziente venisse addormentato, il mio collaboratore Gabriele Palletta ha già posizionato la sonda per manometria, ha fatto una manometria e ha calcolato quindi i valori di base, i termini di IRP e di altezza della contrazione, che nel caso è una calasia 3, quindi l'altezza della contrazione spastica
E comunque valutiamo questi due parametri fondamentali, il che quindi ci consente, verso l'alto e verso il basso, di fare una miotomia secondo le necessità del paziente e non standardizzata con il classico di 7 sopra e 3 sotto.
Vorrei che Gabriele ci spiegasse meglio se riusciamo a inquadrare anche il...
Un attimino, prima che Gabriele ci spieghi meglio, io volevo introdurre, più che introdurre, spiegare quello che sino a questo momento abbiamo già abbastanza velocemente fatto.
fatto, è chiaro che parto col dire che da prima fondamentale è in questa chirurgia
come in tutta la chirurgia laparoscopica ormai sappiamo il posizionamento dei trocar, ma
pare rutinaria come ho scontato, come idea, ma io non finisco mai di dire che invece è
bene sempre ricordarcelo perché dalla buona posizionamento dei trocar a mio avviso sempre
ne viene fuori un buono o un migliore o un peggiore intervento chirurgico. Dal posizionamento
dei trocar passo a quella che è la visione e quindi la tecnologia ormai a cui dobbiamo
fare riferimento per eseguire la nostra chirurgia. Nel mondo, ma nel corso della giornata certamente
avremo la possibilità di discutere abbondantemente, nel mondo ormai delle nuove tecnologie laddove
la robotica ormai sta prendendo sempre più campo, non possiamo quindi fare un giusto
riferimento, un dovuto riferimento alla tecnologia. La tecnologia visiva che in questo momento
Io sto utilizzando una tecnologia 3D 4K, non so ma mi permettete anche di dirlo perché dichiaro ufficialmente l'assenza di conflitti di interesse e quindi non posso che non ringraziare e ricordare che sto lavorando in questo momento con una tecnologia 3D 4K nella fattispecie della Storz.
di fondamentale importanza perché vedremo nell'arco della giornata non solo adesso grazie alla visione magnificata e a mio avviso importantissima ma nel corso degli altri interventi per l'utilizzo, la possibilità di poter usufruire di altre varie opportunità tecniche
quali per esempio l'utilizzo del verde di indociamina di cui ripeto ci occuperemo nel resto della giornata, ma la tecnologia 3D in questo momento ritengo sia di fondamentale importanza perché ci consente proprio di, non so se voi riuscite a percepire,
avere la possibilità di identificare bene il nervo vago, che è questo qui, di identificare bene le fibre longitudinali dell'esofago, sia esso quello intratoracico, mediastinico, che intraperitoneali.
Prego Gabriele, a questo punto torno, ridò la parola a te e ci spieghi adesso quello che ci accingiamo a fare.
Spiega Gabriele perché stiamo facendo un intervento con la sonda manometrica inserita e con già i dati acquisiti.
Intanto ringrazio per le esposizioni anche perché avete prevenuto una domanda che io stavo per fare
che era appunto in che modo poi avreste verificato l'efficacia della miotomia,
ma mi avete già risposto nel senso che facendo correttamente la manometria intraoperatoria
che immagino che sia un vostro standard in questo tipo di intervento avete già risposto a una delle domande
però sono io che ringrazio te perché probabilmente noi abbiamo risposto alla tua domanda
ma tu gentilmente e cortesemente ci stai dicendo che condividi l'idea che ad oggi anche secondo la letteratura non è così condivisa, così in maniera scontata l'idea di eseguire la manometria intraoperatoria
e adesso invece vorrei spiegarvi o fare spiegare dal nostro Gabriele il motivo per cui sosteniamo
che l'esecuzione della manometria intraoperatoria ad oggi per noi è di fondamentale importanza
Gabriele prego, ecco adesso solo due secondi perché se no io sì vero è che devo dare
e devo essere moderato e devo essere democratico così come la laparoscopia ci impone, ma è chiaro che nel frattempo ci stiamo portando avanti e quindi io sono nelle condizioni, dopo aver preparato in una lunghezza veramente anche forse più che dovuta l'esofago intramediastinico e quello intraperitoneale,
diciamo che a questo punto sono pronto per eseguire la miotomia
per cui, e poi mi taccio, dopo essere entrato in mediastino
aver dissecato la parte flaccida del tessuto areolare, l'asso del mediastino
Ho portato, ho esposto, non so se rendo da Roma l'idea bene, la visione bene del campo operatorio e quindi dopo aver esposto cosa dico?
Questo è un passaggio fondamentale, non da poco, quello di riuscire a vedere per una lunghezza così importante e a preparare per una lunghezza così importante per due ordini di motivo.
A mio avviso, primo, dissecare il tessuto areolare lasso sulla parete anteriore, chiaramente, è una chirurgia dell'esofago e non dei pilastri, ormai siamo soliti dire, è di fondamentale importanza per evitare che l'esofago tenda anche successivamente a risalire, come è nella sua natura, verso il mediastino.
Quindi lo dissechiamo in modo da garantire una libertà di movimento rispetto a quella che potrebbe essere la trazione fisiologica verso il mediastino.
L'altro motivo per cui crediamo molto in questa altezza e preparazione assai meticolosa della pars intramediastinica è legata al fatto che è pure una chirurgia dell'esofago, per quanto di affezione e ziologia benigna,
merita una non scevra da complicanze, anche se Palermitano non dovrebbe in questa fase,
visto che la scaramanzia non fa mai male, dovremmo anche grazie a questa preparazione
essere nelle condizioni di poter affrontare qualsiasi tipo di complicanza intraoperatoria
che a mio avviso non va mai sottovalutata. A questo punto mi taccio, io inizio la miotomia
e do la parola a Gabriele. Abbassiamo i watt a 40, abbiamo come sapete e come avete visto
visto eliminato il lipoma, in questo caso poco rappresentato, ma anche in questa patologia,
come nella patologia, in tutta la patologia benigna, riusciamo sempre ad identificare e ad eliminare
anche questo per poter rendere l'intervento, diciamo, tra virgolette, più, diciamo, didattico.
Ok, prego.
Grazie professore. La manometria intraoperatoria secondo tecnica utilizzata presso la nostra scuola ha fondamentalmente una duplice funzione. La prima è quella di andare a guidare la lunghezza della miotomia eseguita lungo il versante esofageo, quindi il versante prossimale.
Ora perché ci interessa particolarmente questo tempo?
Sicuramente nella galassia di tipo 3 è fondamentale essere sicuri di aver raggiunto con la miotomia il punto di massima altezza della spasticità che caratterizza quel paziente.
Sappiamo che la galassia di tipo 3 è caratterizzata da contrazioni spastiche del terzo medio distale che possono variare da paziente a paziente.
Quindi con la manometria intraoperatoria vedremo adesso, una volta terminata la miotomia, come facciamo a verificare di aver raggiunto con la miotomia il punto di massima altezza della contrazione spastica che caratterizza il nostro paziente.
In particolare in questo caso clinico siamo davanti a una calasia di tipo 2, quindi in questo caso l'obiettivo è quello di verificare di aver raggiunto con la miotomia quella che è la minima lunghezza efficace prevista secondo tecnica.
Come abbiamo detto, prima di indurre l'anestesia nel paziente abbiamo posizionato una sonda manometrica ad alta risoluzione.
Naturalmente in condizioni intraoperatorie, questo ci condiziona, scusate il gioco di parole, quello che è il valore esatto pressorio in fase di misurazione.
Infatti il concetto che noi espressiamo molto, secondo la nostra tecnica, è quello che non ci interessa tanto il valore pressorio in senso assoluto, quanto la differenza di pressione che possiamo apprezzare sull'aggiunzione esofagogastrica tra il tracciato pre-miotomia e il tracciato post-miotomia.
quindi fondamentalmente le funzioni sono due
la prima è quella di misurare la miotomia sul margine prossimale, quindi sul margine esofageo
e successivamente quella di verificare effettivamente che a livello dell'aggiunzione esofagogastrica
la pressione basale dello sintero inferiore varia in contrarriduzione
una volta terminata la miotomia sullo sintero inferiore, sul cardias
quindi una volta che termineremo il tempo della miotomia
Vedremo come effettuiamo le nostre valutazioni manometriche intraoperatorie.
Allora io ti chiedo scusa se mi sono permesso io di darti del tu, ma l'anagrafe non penso che sia una condizione per poter, come sono stato abituato a stabilire il tuo in lei, per cui mi sono preso la confidenza di chiederti di darci del tu Marco.
No, ma io credo che sia prevalente la colleganza rispetto all'anagrafica, insomma, quindi non c'è nessun problema.
Detto questo ci siamo portati avanti come stai vedendo spero bene da Roma e io ho iniziato la miotomia, ho iniziato al di sopra del cardias perché al di sopra del cardias sappiamo per i più giovani appunto che le fibre muscolari del esofago,
siano esse le longitudinali che le circolari sono lievemente più spesse e quindi diciamo che abbiamo la possibilità, puliscimi l'uncino, di stabilire il piano in maniera più agevole.
detto questo io ripeto ho grazie all'esperienza maturata messo a punto una mia idea barra tecnica che è quella come vedi e se tu sei stato sei chirurgo che conosce bene questa patologia e questa chirurgia
se tu sei stato col professor Croce che salutiamo affettuosamente perché certamente anche lui è stato tra i pionieri della chirurgia laparoscopica nell'epoca appunto della pionieristica dell'avvento della stessa, sai benissimo quindi di cosa stiamo parlando e comprendi bene quello che sto dicendo.
Io ho messo a punto questa tecnica, come tu vedi io pongo l'uncino, il crochet, in posizione orizzontale e non verticale, cioè dopo che ho stabilito il piano qua giù in basso, io procedo verso l'alto, come tu vedi, posizionando l'uncino in maniera orizzontale.
Siamo soliti e anch'io ho iniziato posizionando l'uncino in maniera verticale, ma mi sono reso conto nel tempo che questa mia idea di posizionarlo orizzontalmente l'uncino dà due tipi di vantaggi.
Primo quello di evitare che il ginocchio, consentitemi di chiamarlo così, posteriore dell'uncino possa in qualche modo creare delle bruciature, delle escare, delle ustioni sulla fotomucosa esofagea
che chiaramente probabilmente neanche riusciremo a identificare in questa fase
ma soltanto successivamente nel post operatorio e quindi con tutto ciò che ne potrebbe scaturire
e quindi questa posizione mi evita questo inconveniente della bruciatura
legata al posizionamento verticale del crochet
su questa idea diciamo la teoria contrapposta è quella che in questa maniera noi abbiamo la
possibilità di prendere piccole prese di trazionare di sollevare e di usare meno la corrente grazie
invece alla mia idea e cioè di posizionare in questa maniera il crochet io cosa dico io faccio
questo lavoro quindi non ho nessun contatto con l'esofago io faccio questo lavoro sollevo e brucio
quindi ho un'emostasi ideale sollevo e mi allontano dalla sottomucosa e brucio mi allontano quindi
dalla sottomucosa quindi ho brucio per cui scusate il termine brucio poco elegante ma per rendere
l'idea e quindi eseguo una miotomia pulita, senza spandimento di quelle gocce di sangue
che in qualche modo sporcano il campo operatorio e infastidiscono sia chi guarda che chi procede
nell'intervento. L'altro motivo per cui sostengo che la posizione, posizionare l'uncino
in maniera orizzontale è assai utile, è legata al fatto che, forse questa è ancora più importante di quella di prima, è legata al fatto che in questa maniera io eseguo una miotomia assai più larga,
cioè non è più una miotomia lineariforme, puntiforme e di piccola larghezza, non so se riesco a rendere l'idea, ma guarda in questa maniera prendo il piano, sollevo l'uncino, attivo la corrente
e io ho un'apertura della miotomia della muscolatura longitudinale e orizzontale assai più larga
quindi a mio avviso come anche tra poco riusciremo a dimostrare attraverso l'esecuzione della manometria intraoperatoria
un abbassamento delle pressioni veramente notevole, veramente importante.
A te la parola Marco e dammi un feedback sulla idea che propongo e sul fatto che ti possa convincere o meno.
No, mi sembra molto efficace, noi facevamo in un modo leggermente diverso, nel senso
che usavamo di solito una pinza bipolare, diciamo il dorso di una bipolare per divaricare
le fibre longitudinali e proprio per evitare quei fastidiosi sanguinamenti che certe volte
anche pur essendo delle cose minime sporcano il campo eccetera eccetera e poi dopo effettivamente
con l'uncino caricavamo via via le fibre trasversali però stavo notando che effettivamente con
questo sistema la breccia che si fa è una breccia che viene allargata un po' di più
più, quindi non è come giustamente sottolineavi tu prima, diciamo soltanto un'atomia lineare,
ma già un pochettino più di dissezione, quella dissezione che invece nell'altro modo
bisognava poi completare, come un po' da questo tempo qui che stai cominciando adesso in poi,
Quindi no, mi sembra un accorgimento tecnico molto convincente.
Io volevo approfittare per fare un'altra domanda che era questa, cioè nelle acalasie di tipo 2,
visto che la diagnostica properatoria te le fa individuare,
io non so se voi da sempre e da subito avete usato sempre la manometria intraoperatoria come controllo,
Ma nel caso delle acalasie di tupo 2, in alternativa alla manometria intraoperatoria, se non fosse disponibile, che suggerimenti avete per verificare effettivamente l'efficacia, cioè la completezza della sezione delle fibre relative allo sfintere esofagio inferiore?
chiarissimo, allora prendo la parola anche se darò rispondere a questa tua assai opportuna domanda
darò la parola al professore Bonventre che ripeto lui è
che succede?
guarda un po' abbiamo parlato troppo, bipolare, una gazzina, ecco là, una gazzina per favore, bipolare
Bipolare, bipolare, è visto il bello della diretta, ok datemi per favore una gazzina, è visto come siamo riusciti anche a dimostrare che nonostante quello che sosteniamo diciamo che l'attenzione non deve mai venire meno.
Allora, adesso do la parola mentre io spero di riuscire a fare l'emostasi su questo vaso che ci ha traditi a Sebastiano per dare una risposta al tuo quesito.
Stavo però per dire che se avete una buona visione, io grazie alla visione 3D, grazie all'idea dell'utilizzo dell'uncino in questa maniera,
sono riuscito, e adesso lo vedremo ancora meglio, a salire veramente tanto in mediastino.
A questo punto do la parola a Sebastiano Bonventre per rispondere alla tua domanda.
Grazie Nino, il resto del parere è che alcuni diranno io faccio un'endoscopia e vado con l'endoscopia
se ci sono delle fibre che in qualche maniera in trasparenza posso vedere, in realtà il controllo quando parliamo di effettivo raggiungimento del risultato, il risultato è un risultato tipo pressorio, io da tanti anni faccio la malattia intraoperatoria, anche prima quando usavamo il sistema a perfusione, è chiaro la tecnica ad alta risoluzione c'è da moltissimo in questo senso, adesso vedremo con quale semplicità noi riusciamo anche a individuare il livello superiore e il livello inferiore della miotomia
e fare il paragone tra ciò che è stato misurato prima dell'intervento e successivamente all'intervento,
non durante l'intervento perché in termini di valori assoluti, ma prima e dopo l'intervento
certamente possiamo anche parlare di valori assoluti.
Quindi io non credo che esista un sistema migliore della manometria o più sicuro della manometria
per attestare l'effettiva avvenuta completezza della miotomia se è in alto verso il basso.
conta certamente l'esperienza, statisticamente 7 cm in alto e 3 cm in basso
nella gran parte dei casi sono sufficienti
ma a volte sono quei casi in cui quando non è sufficiente
noi poi abbiamo un risultato, un post-operatorio non adeguato alle nostre aspettative
e in termini di studi che noi abbiamo fatto, in termini di scuola di Eccler prima e dopo
noi da quando usiamo questa procedura
Devo dire onestamente che i risultati in termini di outcome ci confortano e ci insistono a far procedere questa procedura
che riteniamo abbastanza semplice, con data risoluzione abbastanza esplicativa, abbastanza chiara e abbastanza efficace.
Dino ti ridò la parola.
Mi pare che Marco aveva anche chiesto prima se facciamo sempre e noi abbiamo detto la facciamo sempre noi
Per noi perché l'abbiamo a disposizione la manometria ad alta risoluzione, ma l'altra domanda era se l'abbiamo sempre fatta anche prima di avere il manometro ad alta risoluzione.
Sì, l'ho già detto, quando anche con il sistema a perfusione la facevo, è chiaro che era più empirica la cosa, i risultati non sono così secondo me affidabili come quello che teniamo noi ora con la materia di alta risoluzione, in cui non immettiamo nulla, i sensori sono lì, ci consentono l'azione diretta senza invece lì mettere acqua, come invece si faceva prima.
Il resto del parere è che questo sistema nostro sia assolutamente affidabile ed efficace per quella che è poi gli aspetti più moderni, la chirurgia, la chirurgia Tyler, che mai come nella calasia non si può semplicemente standardizzare, può andare bene una volta su 10, ma 10 volte su 100 a volte i risultati non sono ottimali perché ci si tratta di troppo della standardizzazione e delle statistiche.
invece di volta in volta noi crediamo che questa misurazione fatta
e adesso vedremo come, Gabriele ci spiegherà come
quando Nino finirà verso il basso
ci dà una garanzia pressoché assoluta
ma lo diciamo sulla base dei nostri outcome
sulla completezza della miotomia
e ci consente, mi sia consentito anche di aprire
una pagina a favore della chirurgia
rispetto alle forme per contratti dell'esofo
su quella che è la sede di ipo 3
che alcuni vorrebbero essere patrimonio esclusivo degli endoscopisti
con l'apoem
io credo che invece questo sistema che ci consente di raggiungere
il livello superiore alla spasticità misurato fino
ci consente, magari non nel 100% dei casi
ma in tantissimi casi
di procedere a una miotomia chirurgica
e poi quel grandissimo vantaggio che ci dà la plastica antireflusso
è di evitare come abbiamo nell'apoem
quel 50% di reflussi
non voglio parlare troppo ma già si comincia
Cioè c'è un primo caso di adenocarcinoma di Barrett, di una morte di adenocarcinoma su Barrett, insorto post-poema.
Perché la poema è un intervento relativamente recente e quando noi ci esponiamo un soggetto per 20-30 anni ad un'esposizione continua a reflusso,
noi non sappiamo cosa succederà.
E credo che quindi una riflessione, questo dovremmo farlo e quando è possibile, essendo con me, favorire sempre,
con buona pace i nostri amici gastroenterologi, favorire sempre la procedura chirurgica, laparoscopica o robotica, poi dipende dalle attitudini.
Allora Marco, non so se stai vedendo la miotomia, se le immagini sono buone, cuisci bene?
Sì, si vede bene, io credo che purtroppo le immagini non siano così buone come le vedi tu,
ma questo è legato ovviamente al processo di trasmissione dell'immagine al monitor su
cui lo sto vedendo e su cui lo vengono i colleghi attenzione su due cose uno guarda
quanto sono salito su con il mio crocella dice lunga no non so se riuscite a vederlo
si si si vede molto bene
ok
guarda quanto è larga
la miotomia
queste sono le due sponde della miotomia
da un lato a destra
dall'altro lato a sinistra
questa è la sottomutosa
esofagea
denudata dalla sua muscolatura
il vago
che come sappiamo
ha un andamento obliquo
e siamo già scesi
il cardia 6
è in questo punto qui, noi siamo scesi almeno 3 cm al di sotto del cardias, se qualcos'altro
ancora lo possiamo recuperare, non so se da Roma rendiamo l'idea della lunghezza della
miotomia, sia sul versante toracico o mediastinico, ancora più correttamente da dire, che sul
sul versante intraperitoneale.
Si vede molto bene, volevo solo precisare il senso della mia domanda, è in dubbio che
la manometria, soprattutto una manometria ad alta risoluzione come fate voi, sia il
riferimento principe, io vi dico così, quello che è stata un po' la nostra esperienza,
Noi non avevamo a disposizione questo tipo di strumento da usare intraoperatoriamente, per cui facevamo un'endoscopia intraoperatoria e con l'insufflazione legata all'endoscopia si riusciva generalmente a verificare molto bene che restasse solo la sottomucosa per tutto il tratto che era stato denudato.
Marco ti interrompo, quello che tu stai sostenendo è talmente corretto e condiviso da noi che adesso ti sorprenderemo con effetti speciali, perché?
Non è che perché noi sosteniamo di poter fare la manometria intraoperatoria con tutto quello che sosteniamo e che ormai è dimostrabile da noi ci fermiamo,
ma ci portiamo avanti nel comprendere e ribadire quello che è stata ed è la tua abitudine nella tua scuola,
e cioè quella di adesso eseguire una esofago-gastroscopia indiretta, è sempre fatta, quindi sia la manometria, ribadisco intraoperatoria, che la gastroscopia intraoperatoria nella nostra quotidianità vengono eseguite,
Perché la prima abbiamo detto il motivo, la seconda per due ordini di motivi, e cioè quello di andare a verificare la lunghezza, quello di andare a verificare attraverso l'insufflazione dell'aria data dal gastroscopio,
controllare che non ci siano delle fibre diciamo soprattutto le circolari misconosciute rimaste
diciamo non dissegate 12 per evitare per sincerarci della buona diciamo integrità
della sottomucosa
ok, a questo punto
io vorrei semplicemente puntualizzare
come così fatta la manometria
intraoperatoria ad alta risoluzione
allunga i tempi operatori di meno di 30 secondi
perché bisogna precisare anche questo
perché noi, la sonda è già stata messa
adesso il tempo che Nino dirà
dove è andato in alto e dove è andato in basso
e noi avremo già
valutato l'ampiezza
e l'adeguatezza della miotomia
allora, a questo punto cosa facciamo?
Perché se no ci potrebbero dire ma il paziente è curarizzato, il paziente è in anestesia generale quindi curarizzato, quindi il valore della manometria ha un valore relativo e non assoluto.
Cosa faccio? Annulliamo la pressione dello pneumo peritoneo, dopo che io indico attraverso questa manovra,
e cioè spingo sulla sottomucosa nel punto in cui ho finito in alto la miotomia e verifico contemporaneamente, contestualmente l'idea del manometro.
Prego Gabriele.
Sì, allora questo è il primo tempo fondamentale della manometria intraoperatoria ad alta risoluzione.
Come vedete a schermo, nel momento in cui il professore Agruso esegue una pressione con la Joan sul margine prossimale della miotomia, sul tracciato manometrico possiamo apprezzare delle variazioni pressorie che quindi sono risposta della pressione esercitata dalla Joan sull'esofago.
Vediamo che queste pressioni sono situate a circa 25 cm di altezza contro il margine distale dello sfintere inferiore che si ruota a 34 cm, quindi per una differenza di almeno più di 9 cm di emiotomia eseguita lungo il versante esofageo.
Quindi prima pigiato sulla parte prossimale dell'esofago, adesso sotto il les, il cargas sulla parte distale. Non so se si vede bene dalle immagini.
Sulla parte distale noi non osserviamo incrementi pressori, questo ci evidenzia come sicuramente la pressione esercitata dalla Joanna si va al di sotto della sonda posizionata e quindi ben al di sotto dei 3 cm distali allo spinto inferiore della miotomia classica.
Usciamo tutti gli strumenti dal campo operatorio e annulliamo, eliminiamo la pressione dell'opneumoperitoneo, vedete, quindi ho tolto il collegamento all'insufflatore e come vedete sto annullando la pressione dell'opneumoperitoneo.
che non c'è più e quindi inizia la manometria intraoperatoria post-miotomia.
Questo quindi è il secondo tempo fondamentale della manometria intraoperatoria
che ci permette di verificare l'avvenuta riduzione pressoria
sull'aggiunzione del soffoco gastrica e sullo sfintere inferiore di conseguenza.
Questo che vedete a schermo è il tracciato manometrico invasale
apprezzato quindi in una fase pre-miotomia in assenza di pneumo peritoneo.
Come vedete, ai colori caldi corrispondono le alte pressioni, ai colori freddi le basse pressioni.
Questa zona di alta pressione che vedete puntata dal mio dito è la zona cisco scritta allo sfintere inferiore,
vedete caratterizzata da colori caldi con giallo e quindi superiore sicuramente ai 30 mm di mercurio.
Questa invece è la pressione apprezzata in un tempo indiretta, in fase post-miotomia.
Potete vedere bene come tutti i colori caldi siano scomparsi, abbiamo soltanto presenza di colori freddi,
e quindi in questo caso sono inferiori ai 12 mmHg e quindi capite bene come ci sia una differenza pressoria significativa tra la fase pre-miotomia e la fase post-miotomia.
Ok, bene, a questo punto Marco a te la parola e io ridò l'insufflazione, quindi ripristino l'opneumoperitoneo e se non abbiamo interventi, consigli, osservazioni che sono pronto a disquisire,
io mi porterei a questo punto al confezionamento della plastica antireflusso secondo Dorro
però solo dopo aver eseguito appunto la gastroscopia, l'esofagogastroscopia intraoperatoria
Manuele a te la parola e a te l'esame
abbiamo appena estratto la sonda manometrica
di andare a valutare quelle che sono
la presenza o meno di fibre ancora esistenti
aspetta, dobbiamo per favore regia
trasmettere la gastroscopia
non il campo operatorio ma l'esame endoscopico
ok
abbiamo le immagini endoscopiche
volevo chiedere alla regia se possiamo avere in cartouche
sia l'immagine endoperitoneale sia la gastro perché è interessante secondo me vedere anche
il comportamento della sottomucosa man mano che si insuffla. Stacchiamo la luce. Tecnici.
c'è del ristagno ci siamo persi l'immagine intraoperatoria però si sappiamo ma lo stiamo
bene tutto ok vedete la lampada dello strumento endoscopico attraverso la sottomucosa ecco adesso
si sta vedendo ok ok non insufflare troppo allora mi sto per avvicinare al cardias
possiamo vedere l'intrasparenza piano piano Emanuele è sempre un momento da
brivido questo quede quando arriva al cardias lo strumento questo è il cardias non so se vedete
bene se si vediamo molto bene molto bene quindi non abbiamo né sbuffi e né diciamo fibre diciamo
che alla distensione dell'esofago rimangono residuate dalla miotomia vedete bene sì sì
Si è visto molto bene, prima sembrava che ci fosse appena sotto l'incrocio del vago
forse una piccola fibra e così, ma in realtà sarà stato magari un piccolo vaso che semplicemente
con l'insufflazione si è distratto e quindi direi che si vede molto molto bene, era in
questo senso la mia osservazione rispetto all'omenometria, non per disconoscere il valore
in dubbio e di riferimento della manometria, ma sul fatto che quando questa non fosse disponibile
di solito si riesce ad avere una buona riprova a posteriori della correttezza della miotomia
effettuata anche con questo esame.
Assolutamente d'accordo con te, a questo punto ti chiedo se per te tutto va bene, io procedo
con la plastica antireflusso anteriore a 180° secondo d'or.
Sì, va tutto molto bene e anzi mi permetto di far notare come con la tecnica che hai impiegato tu
con il posizionamento del crochet in modo trasversale che quindi allarga la sezione degli strati muscolari dell'esofago
ti sei anche risparmiato quello che tante volte invece facendo nell'altro modo si deve fare cioè
di scollare un pochettino i margini muscolari per allargare un po di più la un po di più la
miotomia guarda io entro dentro apro le branche della mia joanne completamente guarda guarda non
Non so se si vedono bene.
Sì, sì, si vede benissimo.
E questa è tutta la larghezza della mia miotomia, per tutta l'estensione dell'esofago.
Ok, a questo punto bene, la parola a Sebastiano.
Volevo solo dare i risultati oggettivi.
Prima dell'intervento chirurgico la pressione media dell'OS inferiore era di 30 mmHg.
La procedura finita, dopo aver fatto una serie di procedure tecniche, quindi a sonde ricalcolate,
abbiamo 11 di valore di pressione della media dello spintere, quindi mi pare una riduzione
praticamente ai due terzi della pressione iniziale.
Marco, hai sentito?
Sì, sì, certamente, no, no, c'è la prova provata dell'efficacia della miotomia.
Ok, iniziamo a questo punto la plastica che prevede come da tecnica il primo punto sul versante al di sopra dell'angolo di Is, sul versante mediale del fondo gastrico
o tra il versante mediale del fondo gastrico, il pilastro esofageo di sinistra e la miotomia di sinistra.
Questo è il primo punto che diamo, è un punto intrecciato intracorporeo, ovviamente non riassorbibile,
ovviamente non riassorbibile non amo utilizzare in questa fase pur avendo un ottimo rapporto
non amo utilizzare il monofilamento perché lo considero a mio avviso troppo rigido per
stare rimanere a contatto con la sottomucosa denudata e quindi rimango
affezionato per questa per questo tempo alla al all'intrecciato si concorda
anche perché il monofilamento non assorbibile spesso ha un'attitudine
diciamo a tagliare progressivamente le strutture muscolari su cui viene apposto guarda sembra
sembra che ci conosciamo e siamo stati assieme siamo cresciuti assieme nella stessa scuola con
gli stessi principi e le stesse idee la lunghezza di questa plastica sul versante diciamo di sinistra
la stabiliamo alla domanda, oserei dire Tyler Redd a secondo che varia di caso in caso,
io spero che le immagini siano buone come quelle che io ho in sala.
Le immagini sono buone però come al solito siccome nella trasmissione dell'immagine,
cioè nella riproduzione dell'immagine quello che conta diciamo così è l'anello più debole di tutta
la catena ottica sicuramente il fatto della necessità di trasmissione in streaming fa sì
che non possiamo apprezzare completamente la qualità di visione che avete voi insomma pur
pur vedendo molto bene, però fortunatamente per voi, meglio per voi, sono sicuro che la
qualità della visione vostra è superiore a questa che pure è.
Ecco perché chiedo al caro professore Palazzini di tornare alle edizioni in presenza dall'auditorium
proprio perché a mio avviso in quella maniera noi potremmo anche recuperare su tutta quella parte
che è certamente, visto che di tecnologia, di nuova tecnologia dobbiamo anche parlare, ci ripristinerebbe.
Anche se gli interventi sarebbero comunque trasmessi, quindi qualcosa andrebbe comunque perso.
Ieri sera parlando con alcuni colleghi consideravamo con una certa sorpresa che quando qualcuno di noi è capitato,
ho avuto l'occasione di vedere ancora delle vecchie cassette in VHF, prima ancora dell'Umatic,
dei primi interventi degli anni 90, ci siamo chiesti se, magari essendo più giovani avevamo
degli occhi migliori, ma ci è venuta qualche perplessità su quello che riuscivamo a vedere,
perché effettivamente i progressi tecnologici sulla qualità della visione e anche direi
sul bilanciamento della luce, della luminosità in presenza di sangue, in presenza come adesso
di una garzina che è in primo piano, sono stati veramente straordinari, se uno adesso
vede delle cassette di interventi fatti nei primi anni 90, dubita della sanità mentale
dei chirurghi che l'hanno fatto, perché la visione era veramente qualcosa di molto particolare.
Assolutamente sì, diciamo che anche dal punto di vista medico-legale oggi potremmo tranquillamente dire che siamo stati dei folli o che sono stati dei folli,
perché chiaramente io a quell'epoca ero un po' più giovane e quindi ancora non avevo dimestichezza con la pratica chirurgica, la paroscopica quotidianamente,
ma anche dal punto di vista medico-legale, diciamo che quelle visioni oggi ci farebbero abborrire e ci farebbero astenere dal seguire qualunque tipo di intervento.
Ecco, l'affiatamento, io dico anche tra l'equipo, in questo tipo di chirurgia è di fondamentale importanza.
Quindi voi avete visto due momenti, il primo momento quello in cui io ho iniziato, ho stabilito il punto da cui iniziare la ghiotomia e che subito dopo si è avvalso dell'aiuto del mio collaboratore,
il professore Giuseppe Di Buono che mi ha consentito di portarmi in alto parallelamente a me dal basso verso l'alto
estendendomi mano a mano la miotomia. Il secondo momento è proprio questo, quello in cui come avete visto
Il professor Di Buono mi ha agevolato nel portare la parte laterale o più laterale del fondo gastrico da sinistra verso destra per evitare quella eventuale fastidiosa trazione che inevitabilmente si sarebbe verificata.
In questa maniera lui mi ha agevolato ribaltandomi proprio il fondo gastrico verso destra e posizionato il primo punto che ha previsto appunto il fondo gastrico, la miotomia di destra e il pilastro di destra,
diciamo che a questo punto mi consente di procedere solamente verso il basso in questa maniera
qui la discussione si potrebbe aprire perché anche se da me non condivisa assolutamente
mi pare che qualcuno sostiene che i pilastri non vadano fissati al fondo
Io non sono d'accordo ad oggi e quindi continuo nella mia idea di dovere per il primo punto, quello più alto, sia a destra che a sinistra, fissare la plastica e quindi il fondo gastrico al pilastro.
Noi in effetti non le fissavamo anche perché il diaframma è un organo in movimento e quindi ritenevamo preferibile lasciare libero lo scorrimento del complesso plastica esofago rispetto all'oiato.
Volevo approfittare per fare un'altra domanda perché voi sapete che il professor Delgenio a suo tempo sosteneva, avendo la disponibilità di fare la verifica manometrica della situazione,
di fare rispetto a una DOR proprio perché essendo un esofago alcalasico tutto l'aspetto
di clearing esofagea è comunque impedito e quindi preferiva mettere una barriera antireflusso
più efficace. Volevo sapere la vostra posizione su questo argomento, anche perché voi avendo
una capacità di verifica appunto manometrica così puntuale, così precisa, potreste probabilmente
fare questo senza dei rischi di disfagia secondaria.
Ma io rispondo per la mia parte e poi darò la parola a Sebastiano che risponderà per
la sua dal punto di vista fisiopatologico, allora due sono le cose, visto che hai ricordato
il caro maestro del genio, mi sosteneva, uno, di liberare i primi due vasi gastrici brevi,
cosa che nella mia esperienza io non ho mai fatto, senza avere mai riscontrato problematiche
di tensioni particolari, per cui nella mia esperienza mai ho interrotto nel trattamento della calassia esofagea i vasi brevi.
Altra cosa riguardante proprio la disfagia, noi facciamo precedere l'intervento e la procedura oltre che da una videoflorografia da una gastroscopia.
Allora io comprenderei qualora ci fosse una problematica di reflusso e quindi una calasia associata ad un'ernia diciamo in qualche modo diaframmatica iatale, lì comprenderei la modifica della tecnica e quindi probabilmente lì potrei comprendere l'idea di eseguire anche una toupée perché no, quindi una plastica posteriore.
Ma se no non ne vedo il motivo visto appunto i risultati, gli outcome che noi abbiamo anche nei controlli a distanza dall'intervento che siamo soliti eseguire, non ne vedo l'utilità di eseguire una plastica diversa da quella di dorro che sto eseguendo
per il semplice fatto che sarei costretto ad aprire posteriormente il piano esofageo che ulteriormente mi predisporrebbe ad una idea di apertura della via diaframmatica dei pilastri e quindi di una anche recidiva in termini successiva, in termini di reflusso.
Ecco i tre motivi per cui io mi comporto in questa maniera. Adesso do la parola a Sebastiano e vediamo cosa ne pensa.
Nel frattempo Marco ti dico, praticamente io ho finito, come vedi ho eseguito la miotomia, ho confezionato la plastica antireflusso, è tutto morbido, quindi è tutto molto floppy, sia sul versante dei vasi brevi, angolo di IS ripristinato con il primo punto,
che sul versante della plastica antireflusso diciamo anteriore secondo d'oro. Io praticamente ho finito l'intervento e quindi non so quanti minuti ci rimangono e quanto tempo ho impiegato a eseguire la procedura ma ridò la parola a Sebastiano per le considerazioni del caso e poi inviterei anche te a fare le tue considerazioni Marco.
Allora io intervengo subito, la nostra esperienza ci dice che i valori pressori della nuova zona di alta pressione
creata dopo la plastica antireflusso che sia superiore a 15 ml di mercurio
sono più facilmente associati a un Eccarscore peggiore, quindi a disfagia
quindi però il problema è che a mio parere dare dei valori assoluti in corso di intervento a una plastica antireflusso non ha senso
Io che non sono giovanissimo, è lì che ho visto la prima manometria intraoperatoria qualche secolo fa, sono molto perplesso della validità di una manometria intraoperatoria all'atto al confezionamento di una plastica antireflusso.
Una cosa è valutare una completezza di una miotomia verso l'alto e verso il basso, l'estensione secondo la necessità, ma sostanzialmente lì si tratta pressione prima c'era, pressione dopo non c'è più.
altra cosa è dare dei numeri effettivi in corso di intervento a quello che noi vogliamo fare
lì conta moltissimo l'esperienza del chirurgo
molti usano delle sonde intra... entriamo anche nel tema delle plastiche per l'ernia natale
cioè lì una valutazione manometrica a mio parere lascia... che dia dei valori assoluti attendibili
e poi che abbiano una certa corrispondenza nel posto operatorio
a mio parere lì l'intervento dello primo peritoneo, dell'anestesia, sono dei parametri
che non ci consentono di avere valori attendibili, quindi lì rimaniamo nell'ambito dell'esperienza
del chirurgo, perché il valore manometrico io non lo vedo.
Sì, io ricordo che Del Genio usava come standard anche nella chirurgia dell'ernia iatale
del reflusso, la valutazione con manometria intraoperativa e quindi probabilmente era una...
Io non sono giovanissimo, sono appena un po' più, sono a tua età, quindi sono stato lì e quindi so di quello che parlo,
ma quando poi ho provato a rifarla io con la stessa tecnica i risultati non mi erano neosoddisfacenti,
quindi non la ripropongo, non credo attuabili i valori assoluti attendibili che si hanno in corso di intervento.
Altra cosa, ripeto, è come facciamo noi, valutare invece la completezza dell'emiotomia e la misurazione precisa dell'emiotomia sia verso l'alto che verso il basso.
Sono cose diverse nell'ambito della calasia, per quanto riguarda invece la manometria anti-reflux, vi ho che perplessità.
mascherina. Certo, ma sono effettivamente due applicazioni completamente diverse, però
siccome voi siete un centro di particolare, mi sembra insomma che siete particolarmente
votati alla chirurgia funzionale esofagogastrica, mi interessava appunto stimolare l'espressione
del vostro parere su questo aspetto. Io vi ringrazio tantissimo, ma prego di ringraziare
tutti quelli che hanno, oltre che aiutato il professore, anche tutti quelli che hanno
potuto rendere possibile questa diretta, complimenti per l'intervento che è stato molto bello
direi che ha anche chiarito tutte le cose che potevano essere chiarite a questo proposito
io non so se noi poi ci rincroceremo tra oggi e domani
se questo non sarà io ringrazio è stato un piacere per me è stato un piacere
grazie davvero a tutti
Marco scusami qualche minuto perché probabilmente mi è stata data la possibilità
di anticipare la diretta rispetto ai tempi
spero di essere stato nei tempi
Ma uno, sono veramente lieto di averti conosciuto e di essere stato moderato da te, sia per la tua capacità di stimolare tutta la discussione che hai stimolato in maniera assai precisa e puntuale, sia per il fatto che rappresenti una scuola importante, la scuola del professor Croce.
io non so, mi auguro che anche per i prossimi interventi
che consisteranno in una voluminosa massa surrenalica di destra
e in una carcinoma del colon destro
oggi tu continuerai a stare con noi a Palermo
e a me farebbe molto piacere
intendo ringraziare la mia equip sin da ora
e quindi il professor Giorgio Romano
che mi ha aiutato nell'intervento, persona a me storicamente vicina e che mi ha sempre
coadiuvato in tutta questa attività, il professore Di Buono, il professore Buscemi, ma certamente
il professore Bonventre, il dottore Battaglia e il dottore Barletta. So che a seguire a
a me e quindi mi porto ancora qualche secondo dovrebbe iniziare il caro amico, quella persona
che io non finisco mai di ringraziare e di abbracciare in tutte le maniere e cioè il
professor Porcione a cui non voglio sottrarre assolutamente neanche un attimo perché non
non potrei farlo, ma che intendo salutare e ringraziare per tutto quello che lui ha rappresentato
nel mondo chirurgico, nel mondo umano, nel mondo accademico.
E a voi tutti un abbraccio caloroso da Palermo, visto il sole che stamattina sta caratterizzando la nostra giornata
e a più tardi. Ciao ciao!
Grazie molte!
Ok ragazzi!
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