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32° Congresso Chirurgia Apparato Digerente anno 2021 Francesco Corcione Reflusso gastro esofageo Plastica secondo Nissen Università degli studi di Napoli Federico II DAI di Chirurgia Generale, Endocrinologia, Ortopedia e Riabilitazione U.O.C. Chirurgia Generale e Oncologia Mini -Invasiva
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Angela buongiorno, eccomi Angela, buongiorno a te, ci siamo, possiamo iniziare?
Ci siamo.
Perfetto, allora, mi date a bipolare, iniziamo con questo caso un po' diciamo unico.
Nel senso buona giornata, buona giornata a tutti, a tutta l'equipe.
Io personalmente ne ho operato, questo è il quarto caso che ho operato nella mia vita.
Ragazzi a bipolare come se non andasse, no?
Diminuisce un po', allora qua.
Angela, partiamo con la presentazione del caso?
Sì, grazie.
Bianca, partiamo con la presentazione del caso.
Buongiorno, sono la dottorista Bianca Maria Iacone e oggi vi presento il caso di stamattina.
Avanti con le slide.
La paziente è di sesso femminile, ha 55 anni, un BMI di 22,3 e una saparea 2.
In anamnesi patologica remota ci riferisce di verticolosi del sigma ed è stata circa 23 anni fa operata di colicistectomia videolaparoscopica.
In anamnesi patologica prossima ci riferisce una storia decennale caratterizzata da nausea, vomito, diarrea e perdita di peso
e nel marzo del 2017 esegue un primo accesso in pronto soccorso
per l'acutizzarsi di sintomatologia algica a livello addominale in modo diffuso.
Inizia quindi quelli che sono gli approfondimenti diagnostici.
Prossima slide.
La prima attacca addome senza e con mezzo di contrasto la esegue nel 2017
e in ispirazione si osserva un'impronta sul tratto prossimale del tronco celiaco
da parte del legamento arcuato mediano e quindi si pone un primo sospetto di sindrome di Dunbar.
Presso il nostro reparto durante il ricovero viene sottoposta nuovamente un angiotici addome con mezzo di contrasto
che conferma un'ipertrofia del pilastro diaframmatico destro che comprime il tripode celiaco
che assume poi un decorso tortuoso.
La diagnosi è quindi quella di sindrome di Dunbar e l'intervento proposto è una videolaparoscopia esplorativa con eventuali elisi del legamento arcuato-mediano.
Bene, grazie Bianca. Quindi partiamo con questo intervento che ha, ripeto, un'indicazione rigorosa davanti a un quadro di un angiotac di questo tipo, confermato ovviamente anche dalla nostra radiologia.
e sono pazienti che scoprono sempre con molto ritardo questa forma clinica, questa patologia che è stata descritta per la prima volta nel 1956 da Dunbar
e che è legata in effetti a un insufficiente apporto ematico nella fase digestiva, per cui si hanno questi regolarità digestivi,
questi spasmi diffusi, a volte anche molto intensi, tant'è che la signora è andata anche a un pronto soccorso
e pensava di risolvere queste problematiche con l'intervento di colegistectomia che ha subito qualche anno fa.
Non so se avete visto, c'erano un po' di aderenze qui che ci ostacolavano la visione,
adesso il campo è quello che vedremo anche dopo per un'enneia tale, l'anatomia la riconosciamo,
la pars flaccida, la pars condensa, i rami a destinazione biliare, i rami del vago, qui
la membrana di rami e bertelli, l'esofago. Il nostro obiettivo è di andare a individuare
adesso qual è la migliore soluzione per accedere al tripode. È chiaro che quando, come più
più tardi, spero di dimostrarvi, abbiamo necessità di una linfectomia estesa del tripode
oltre che un'esposizione ovviamente dell'epatica, l'approccio è tutt'altro che quello che
state vedendo adesso. Qui però ci troviamo di fronte a una patologia selettiva che interessa
quindi il legamento arcuato e il pilastro diaframmatico, per cui, forte anche di un'esperienza
di altri tre casi trattati non di 30 ma di tre vado ad aprirmi la pasta flaccida
ampiamente non so se c'è il buon francesco ruotolo collegato entra
dentro aprendo la pasta flaccida qui ho la cava ovviamente qui ho il primo
landmark che il pilastro destro del diaframma quindi io come faccio per
e l'energia tale vado sulla parte mediale del pilastro come se volessi mobilizzare l'esofago
in modo che mi crea uno spazio qui. Da questo spazio in poi vado giù verso il tripode.
Allora per chiarire un po' le idee ai giovani dal momento che è una patologia rara e giustamente
come dici tu è a te il quarto caso, qual è l'obiettivo tu, che cosa vuoi fare in questo
si interventano. Io adesso mi devo sbrigliare il tripode celiaco praticamente, detto in
termini banali, cioè devo scendere e individuare la gastrica di sinistra e portarmi al tripode
celiaco, avendo una visione quasi come quella del… vedete la differenza, qui c'è il
il pilastro che rimane sulla sua destra e qui ci sono delle fibre che continuano a scendere
verso il tribole celiaco, quindi io, le vedete queste fibre?
Queste non fanno parte più del pilastro, non fanno parte più del pilastro.
Questi altri casi che tu hai avuto erano molto simili come si fa a questa...
Sì, sì, e dicevo che molte volte c'è sempre un radiologo che poi alla fine scopre il problema
perché non tutti vanno a guardare alcune cose, vedete che queste fibre queste vanno al tripode
e sono anteriori, vedete il pilastro dov'è? Si vede benissimo, sono separate. Esattamente e sono
dure, sono fibrotiche, vedete? Quindi io mi vado a sbrigliare tutto questo e poi mi porto verso in
basso verso sulla scorta di queste queste fibre le immagini sono buone
anche una granulosità tipica di piccole linfadenopatie ovviamente sono sempre
mi presenta a livello del tripode.
Si, reattive diciamo anche.
Franco, lo studio di questi pazienti, secondo te, come deve essere fatto?
Ma l'angiotacca è più che sufficiente, puliamoci, è un po' sporca l'immagine, puliamoci.
Ok, e quello che questo paziente ha fatto?
No, ne ha fatte, veramente ne ha fatte tre, la signora non è napoletana, viene da un'altra
regione e la prima diagnosi l'hanno fatta lì poi noi l'abbiamo confermata il tutto con due tac e
un angiotac però è stata una tac fatta in semiurgenza per un dolore che lei ha avuto
essere sul tripode comincia ad avvicinarmi al tripode queste sono le linfadenopatie aspetta
fammi preparare meglio questo spazio così la signora è un po cicciottella nonostante i dolori
post grandiani noi fanno impazzire i pazienti che si lamentano i dolori che non riescono a
mangiare e poi sono grassi rimane sempre un mistero che cosa mangi niente no niente no
No, poi ho scoperto che nessuno beve bibite gassate, lo sai?
Quando dice lei non deve bere bibite gassate, fermento, no, no, è chi beve,
ma l'acqua gassata no, ma è acqua liscia, ho capito.
Secondo me tutte le case...
Senti Marco, una domanda che ti faccio,
questo non puoi liberare un po' di più qui a destra, far scendere, avere un campo un po' più ampio?
A destra? È quello che sto facendo, perché non riesco a cedere bene qui
e quindi mi sto mobilizzando un po' questo grasso perché...
perché mi sembra che è un campo
eccessivo
è un grasso eccessivo onestamente
ok
ci mettiamo il quinto trocar
come per l'Enera così questo me lo viene
stilato
datemi il quinto trocar da 5
giù giù giù
da 5
ci fai vedere una visione dall'esterno anche?
si si regia
posizione diciamo
ernia iatale ok dai 5 no giovanna michelina la vista le immagini esterne le immagini esterne
no regia la regia a cura del nostro amico alessandro corrado che come quella cosa che
se la conosci la eviti
ecco allora
si vede benissimo
perfetto
ok
i tre sotto e i due sopra
l'ultracisione
non lo chiamare ultracisione
perché non hai l'ultracisione
alla mano destra
si potrebbero offendere
io chiamo tutto ultracisione
anche il ligasciolo
quando mi capita
quelle rare volte
ieri l'ho usato
perché secondo me
dipende dal tipo di interprete
allora questo è come l'ultracisione
il mio strumentista stamattina diceva
professor però com'è più comodo
perché non ci sono i capi, facciamo prima
e siccome lui è sfaticato
lo devo accontentare
perché non è uno che
man mano approccia il tribo
l'epatica, la splenica
e qui ci dovremmo trovare la gastrica
adesso vediamo
fedelmente
Sicuramente, e hanno visto gli interventi di ieri, vi dico che grazie a Dio, al giro di stamattina i pazienti non hanno problemi, questo è tutto l'inferiorità di ieri, le sezioni così vediamo meglio, il signore del retto basso ha avuto un po' di sanguinamento nel drenaggio, ma niente di più, e basta, gli altri zero problemi.
Perfetto.
si era studiato il problema. Ah, peccato, ora vediamo di contattarlo.
Gli volevo fare pure delle domande per vedere se era preparato.
Poco a poco verso il basso, verso il basso, fermi, senti andare, andini un po', qua, lascia un po', così.
Mi dicono che è in collegamento, che dovrebbe collegarsi, la moglie mi ha detto, però il suo telefono è spento, non riesce a comunicare.
Non si riesce a comunicare.
Peccato perché qui c'è parecchio da dire con lui.
No, lui mi ha commentato una volta una sigla di un padre che abbiamo fatto insieme quando abbiamo fatto una scuola SIC, non mi ricordo, una full immersion.
Togli un po' la manina, ma direi qua, e quindi è bello vedere quei disegni che...
No, anche per sapere i disegni che sta lui, ma soprattutto le origini di queste fibre, queste fibre che tu stai...
Ecco, ecco, è arrivato. Francesco, buongiorno. Allora, ecco, mi fa molto piacere che è arrivato perché qui c'è secondo me qualcosa che neanche le tacche ci hanno fatto capire, credo. Adesso vediamo.
Francesco, buongiorno, ti aspettavamo.
Francesco, buongiorno, buongiorno.
Francesco, avete capito qua che è successo?
Che c'ha la signora?
Non l'avete capito ancora qua in sala?
No, eh?
Francesco?
Vedete qua come è senotico?
Vedete che differenza di calibro?
Che stai facendo?
Stai facendo il tuo errore.
Sì, pensavo.
Vai giù, vai giù, entra e vai giù. Ma Ruotolo non si vuole collegare con me stamattina? Gaetano? Francesco? Ma come mai? Ma lui sta là adesso, non sta a casa. Posso capire che sta alla casa? No, no, e lo so, però mi serviva Ruotolo. E facciamo una linea privata, un cellulare, e che ce ne importa?
Ma chi ce l'ha a Palazzini?
Ascolta, Francesco, rispondimi al telefono.
Ascoltami, Francesco, rispondimi al telefono, professor Ruotolo, rispondimi al telefono.
Allora, comunque, al di là di Ruotolo, qui avete visto c'era un calibro completamente diverso della gastrica rispetto a questa parte.
si vede nettamente che qui era molto più dilatata, adesso sta quasi riprendendo,
vedete che qui come se avesse avuto una sorta di stenosi, vedete la differenza?
Sì, sì, si vede molto bene.
Il sacciforme è qui e qui invece?
Abbastanza ristretto lì.
Vabbè, poi qui sale per fatti suoi.
La radice del tripler è questa ovviamente, quindi abbiamo raggiunto il nostro obiettivo
e abbiamo liberato tutta l'arteria
classica di sinistra
la radice del
del tripode
vorrevo farvi vedere qualche immagine di ruotro
che sono molto belle però
credo che questo operatore lo sia un attrettato
la classica di sinistra
viene conservata
l'intervento è finito andate in pace
aspetta no Franco aspetta un attimo
aspetta un attimo
puliamo un po' con la lente
angioletta
quindi questo non possiamo
abbiamo liberato tutta l'arteria
gassi di sinistra, la velina
ma soprattutto la base del tripode
e si è vista proprio
la patologia
come se una parte
dell'arteria fosse stata inglobata
e diventata
un po' aneurismatica, un po' sacciforme
entra, entra, entra
come d'altronde abbiamo
già visto altre volte per questa patologia
Qui non mi addentro perché è inutile, è inutile.
Se tu aspetti un minuto vediamo un attimo.
E comunque eccola qua.
E qui addirittura la gasa di sinistra va posteriormente alla vena, siamo saliti molto in alto, vedete?
Sì, sì, benissimo si vede Franco, molto bene.
E qui è come se avessimo due tripode qui sopra.
Sì.
Che va dall'altro lato.
Eccolo là.
Ma diciamo che questo intervento è molto importante, anche se raro, è molto importante
perché uno può trovarsi davanti a questa situazione e non ne ha visti tanti, quindi
noi ti ringraziamo, anche se non ci sono le belle immagini di Francesco, che avremo modo
di vederle, vediamo come.
Sì, vabbè, ma è la radice che ti va ad essere inutile che vada a seguirmi l'arteria
fino in paradiso.
No, non ti serve più.
Ok, quindi partendo dal pilastro sono arrivato a individuare tutto il triplo, a liberare l'arteria e la vena, adesso mentre qui mi tolgono i trocar eccetera, io me ne vado a prepararmi l'enneia tale, secondo intervento, siamo già pronti, la garzina dov'è?
proviamo le due garzine
ok allora ti seguiremo
nell'esempio natale
quindi oggi è tutto
a per G.I.
va bene grazie Franco
grazie veramente per questa dimostrazione
molto didattica molto utilissima
perché casi molto rari
ma
come immagine è bella
molto bella
abbiamo visto prima e dopo
quindi ci è servito a capire
che la vera
del legamento
togliamo i due
le due garzine
ah vabbè toglilo tu
tieni
ragazzi però
grazie a dopo Franco
a prestissimo due minuti
avete fatto scendere
a dovere degli strutturati
non si sa mai
nessuno se l'ha finito
e lo so
sono mortificato
Sono mortificato perché questo tecnico non so chi sia, ma avrà pure le sue ragioni, ma mi ha educato da morire.
Professor Corcione?
Non mi ha educato da morire.
Professor Corcione?
Sono mortificato.
Professor Corcione?
Sono mortificato perché questo tecnico non so chi sia, ma mi ha educato da morire.
Sempre lei?
A me guardi come carattere, mi dispiace perché uno viene qui anche cercando di essere utile.
un attimo lo stiamo microfonando
buongiorno
sempre io
ma voglio incominciare bene
Alfredo
siamo collegati
a Vessandro
dai bisturi
10
l'insufflazione bisogna dirlo dai 5 ma vieni qua 3 errori in una mossa complimenti no no
non ho visto niente lavati di nuovo allora siamo collegati sì allora secondo intervento della
Buongiorno a tutti, sono la dottoressa Elardi e presenterò il prossimo caso clinico.
Avanti!
La paziente è una paziente di sesso femminile di 77 anni con un BMI di 30,5 e una classe
di rischio anestesiologico di tipo 2. La paziente riferisce in anamnesi patologica
remota, ipertensione arteriosa, asma allergico ed ipertiroidismo. È stata sottoposta nel
2006 ad una isteroanestectomia bilaterale ed una colecistectomia videolaparoscopica
nel 2017. La storia clinica della paziente inizia circa 20 anni fa, quando per la comparsa
di una sintomatologia di speptica e pirosi eseguiva una prima GDS che documentava la
presenza di un'ernia iatale. Veniva quindi trattata con una terapia medica farmacologica
che ne migliorava la sintomatologia. Recentemente però per un peggioramento del quadro clinico
ripeteva un EGDS che ha evidenziato una voluminosa ernia iatale da scivolamento di tipo 3 nella
classificazione di IL. Come possiamo infatti vedere alla EGDS l'esofago risulta normale
male per calibro, lunghezza e di corso. Sono invertiti i rapporti cardiodiaframmatici in
corrisalita della linea Z, come da ernia di atale da scivolamento, con cardia sbiante.
All'inversione si osserva una mucosa del fondo gastrico nella norma, cardia sbiante,
e risalita di piche gastriche attraverso lo iato diaframmatico. Una lieve iperemia e congestione
della mucosa a livello antrale. Eseguiva successivamente una radiografia dell'esofago, stomaco e duodeno
con doppio mezzo di contrasto, dove il transito del passo baritato si effettuava senza difficoltà
attraverso tutto l'esofago fino in sede precardiale, dove subiva un rallentamento per la presenza
di una voluminosa ernea del fondo gastrico. Infine ha eseguito una pH impedenzometria
gastroesofagea, dove l'esposizione acida dell'esofago, ovvero la percentuale di tempo con un pH inferiore
era 4 nelle 24 ore, era uguale a 4, aumentata soprattutto l'esposizione acida notturna e
un numero di reflussi acidi di 26 nelle 24 ore, quindi un D-Mester score di 75.
E dunque con una diagnosi di malattia del reflusso gazioesofageo perennia e atale da
scivolamento di tipo 3 secondo Hill, l'intervento proposto è un agliato plastico a più fondo
plicazio secondo Nisser e Rossetti, videolaparoscopica.
Grazie.
Ok, grazie. Non so se ci sono animatori in sala, io parlo a beneficio di coloro che comunque si sono collegati.
Quindi interventi eneatali che nella mia esperienza deve essere indicato veramente con molta attenzione e ho apprezzato molto una relazione che mi ha affidato pochi giorni fa Domenico Dugo in webinar sull'eneatali e mi ha dato l'incarico di trattare il tema gli errori da non commettere.
Tra questi errori il primo, secondo me il più importante, è la giusta indicazione.
Vedrete nella vostra vita professionale molti pazienti che vengono a voi dicendo che...
La mia esperienza deve essere indicata veramente...
Perché sento di nuovo la mia registrazione?
Ma che è, Roma è... Gaetano, ma non funziona Roma quest'anno, eh?
E di nuovo arriva? Che faccio? Sto zitto?
Ah, ok. Allora, stavo dicendo, quindi il primo errore, il più importante è l'indicazione. Avrete sicuramente esperienza nella vostra vita professionale di pazienti che arrivano alla vostra attenzione dicendo che hanno mal di stomaco, gonfiore all'addome, non vanno bene di corpo, hanno mal di testa, l'eruttazione.
facendo l'esame hanno scoperto un'ennea iatale di 2 cm con esofagite A.
Quelli sono pazienti che non dovete neanche toccare da lontano,
perché sono quelli che rimangono insoddisfatti dell'intervento,
sono quelli che possono andare incontro a complicanze importanti.
Io vi dico che con l'aerolaparoscopia c'è stato il boom delle indicazioni.
Prima della laparoscopia vedere un'intervento anedale, vedere nel senso proprio materiale del termine, era assolutamente difficile per un giovane perché anche con un sottocostale bilaterale entrare qui sull'oiato, io l'ho visto due volte nella mia vita da giovane perché le altre volte il mio ruolo era quello di tirare sui divaricatori, quindi non vedere niente.
e nello stesso tempo lo stesso chirurgo
vedeva poco e niente
per cui le indicazioni erano molto rigorose
i casi molto selezionati
invece con la laparoscopia
noi in primis ci siamo detto
che bello possiamo vedere tutto bene
allora trattiamo tutte le ene
esofagite A, piccole ene, grandi ene
e abbiamo visto disastri
io personalmente
ho effettuato
due gastrectomie
totali
e una gastectomia parziale per pazienti operati per ernia iatale e un altro paziente a cui
io non avevo dato indicazione è finita gastectomia totale in diverse mani di chirurghi in tutta
Italia, quindi ovviamente problemi medico legali, insoddisfazione del paziente e devo
dire credo anche del chirurgo, quindi l'indicazione è la cosa più importante, quindi pazienti
che hanno N di discrete dimensioni, soprattutto pHmetrie e manometrie positive, pazienti
in cui il livello di quality of life è inferiore a 5, è una cosa che io chiedo sempre da 0
a 10, qual è la sua qualità di vita e molte volte quelli che si lamentano mi dicono 6,
7, dico allora tenetevi 6 o 7 perché non arriverete mai a 8 o 9, se invece ti dicono
è 2, 3 e allora lì si può accendere la campanella dell'indicazione in relazione, ripeto, a un
accurato work up preoperatorio. Fatta questa doverosa premessa, qui abbiamo, adesso parliamo
di tecnica, al palazzini si parla di tutto, ma soprattutto di tecnica e quindi la disposizione
dei trocas 5, paradossalmente per una gastritomia ne mettiamo quasi sempre 4, per un'enea tale
alle 5, perché? Perché abbiamo bisogno di una mano in più per la trazione dei vari
movimenti di dissezione dell'esofago, uno sguarda l'anatomia, la pars flaccida, bisogna
sempre fare all'inizio l'intervento, qualche volta dalla gassica di sinistra c'è il ramo
che va all'arteria di Hartle, che va a idrorare il lobo sinistro del fegolo e quindi bisogna
fare grande attenzione a risparmiarla, in ogni caso noi risparmiamo quello che rappresenta
il passaggio da pass flaccida a pass condensa del piccolo epipron, perché qui sono contenuti
i rami a destinazione biliare e nella mia esperienza la sezione di questi rami può comportare
una litiasi della colicisti, noi facciamo fare sempre un'ecografia preoperatoria, laddove
ci sono dei calcoli, ovviamente facciamo nella stessa seduta anche l'intervento di colistotomia,
laddove non ci sono non vogliamo che si creino per la lesione di questi nervi, come è successo
nella mia esperienza. Quindi tutto quello che vi dico è legato all'esperienza personale,
anche i vari step sono legati all'esperienza personale. Quindi io all'inizio partivo come
tutti da destra e poi andavo a preparare il pilastro di sinistra. Oggi faccio quello che
ritengo che si debba fare per cercare di minimizzare le eventuali problematiche e complicanze
chirurgiche ovverosia parto da sinistra parto da sinistra per cui l'aiuto mi tira mi tiene
intenzione questo verso sinistra legna vedete non è piccola vieni qua tu che fai lì vieni
qua dietro di me e tiri vai qua dentro no no deve entrare questo qua questo qua datemi l'ultracision
vedete legna abbastanza voluminosa e in questa legna voluminosa probabilmente dovremmo mettere
anche una rete, c'è grasso dovunque, entra dentro, si vede un pilastro molto dilatato
qui, questa è la membrana, ecco qua l'ernia e c'era quel grasso che bloccava questo passaggio,
comprimeva qui e quindi alterava tutta la motilità, quindi io incomincio a prepararmi
il pilastro di sinistra, è una chirurgia parietale e a prepararmi il sacco, un sacco
che è abbastanza voluminoso, non so se Angela Pezzolla mi sta ascoltando, qual è la sua
idea, o Nunzio Trigari, qual è la sua idea sulle indicazioni dell'Enea Iatale, questa
è un'altra signora che non mangia niente, però è grassa, perché non può mangiare
niente, figuriamoci quando potrà mangiare, quando faccio così mi devi capire, no?
Sto grasso, ma sicuro che non può avere più antitaneggiamento, metti così se ci riesci,
senza danneggiare niente, entra, anti-trendero è il massimo e comunque mi porto da sinistra
siamo a stretto contatto con questi elementi grassosi per evitare lesioni del vago, quindi
Quindi più stiamo vicino al grasso, meglio è.
Il vago anteriore decore tra le fibre e quindi molte volte passa inosservato.
E adesso continuiamo la nostra preparazione.
Così, tira, tira.
Il pilastro di sinistra, come dicevo, è il nostro primo obiettivo.
Il pilastro è molto slargato, quindi sicuramente ci sarà necessità di una protesi e poi affronteremo il capitolo protesi.
cerco di individuare bene il pilastro e di stare a contatto con lo stesso perché ripeto è una chirurgia parietale in questo momento
quindi non è una chirurgia viscerale, lo diventerà dopo e anche per questo intervento la tecnologia è giusta
uno strumento che vi permette una dissezione fine quasi come le forbici ma in più con la possibilità di avere un'emostasi soddisfacente
Ecco si comincia a delineare il pilastro di sinistra, continua la mobilizzazione del legamento gastrofrenico che è il minimo che bisogna fare in questi casi, quindi non accontentarsi di vedere il pilastro ma scendere fino al primo vaso breve che vedete lì al di sotto del mio ultracision in modo da avere un'ampia mobilizzazione del fondo.
Poi decideremo se approcciare anche i vasi brevi, secondo la mobilità che avremo della fundopricazio.
In queste ernie di grosse dimensioni valutiamo anche l'opportunità di cambiare atteggiamento
e di eseguire una fundopricazio a 270°, la Toupet, che è il tipo di riparazione preferita dai francesi,
che hanno una lunga esperienza per questo tipo di patologia,
dall'otace a Cobb a scendere giù,
e noi siamo più legati alla Nissen, poi alla Nissen Rossetti.
l'esofago che incomincia a delinearsi,
la pleura di destra,
che come sempre in queste grosse ernie è molto adesa al sacco.
ricordo che quando iniziamo la nostra esperienza laparoscopica
avevamo il terrore di aprire
che si aprisse durante la dissezione una pleura
chiedevamo all'anestesista
questo è il vago anteriore
chiedevamo all'anestesista continuamente di controllare i parametri respiratori
poi ci siamo resi conto che
l'anestesista se ne frega se ne apriamo la pleura
ci siamo resi conto che ce ne freghiamo pure noi adesso
perché non succede niente di particolarmente drammatico
andiamo a individuare la orta che è qui
entriamo nel mediastino per mobilizzare il più possibile l'esofago vediamo che c'è
vedete anche un grosso lipoma sempre accompagna queste ernie come nel legno
inguinale d'altronde e anche questo bisogna cercare di mobilizzarlo il più
tutto occupato dall'ernia e dal grasso, tutto questo spazio mediastinico.
Ancora dobbiamo mobilizzare meglio qui.
la radice della V diaframmatica,
in modo da facilitare poi il passaggio retroesofageo.
Lì si vede bene l'arteria frenica, eccola qui.
Vediamo adesso questo grassetto, se riusciamo a portarlo via,
perlomeno mobilizzarlo dall'esofago.
Va asportato ovviamente l'ipoma come nell'enne inguinale per una buona iatoplastica e soprattutto una buona fundoprigazio perché è comunque massa che impedisce poi una corretta tensione della iatoplastica e della fundoprigazio.
C'è il rischio di denervazione, è un rischio che purtroppo bisogna correre e che riguarderebbe in ogni caso solo i rami del vago anteriore, che non sono banali, dico sempre quello che dice Ruoto, visto che oggi non mi segue, che sotto certi aspetti sono più importanti i rami del vago anteriore che quelli del ramo posteriore,
che invece è sempre meglio rappresentato da un punto di vista anatomico, più facilmente individuabile rispetto a quello anteriore, però capirete che se non facciamo questa sorta di mobilizzazione, di curettaggio di questo grasso, noi una buona fundoplicazione, una buona elettroplastica non la possiamo ottenere.
L'ottica, non l'ho detto all'inizio, ma si è vista da immagini esterne, è introdotta a metà strada tra processo xifoideo e ombelico e questo ci permette, quindi molto alto rispetto a quelle che erano le nostre preferenze iniziali, ricordo a me stesso, tutti gli interventi incominciavano con l'ottica nell'ombelico, non esisteva altro sistema,
quindi anche i surreni anche appunto le erne iatali e questa immagine diretta proprio sul
sull'oiato era veramente impossibile da avere da realizzare allora questo Michele D'Ambra lo
toglierà alla fine questo lipoma glielo lasciamo qui a imperitura memoria entra dentro ok adesso
Adesso passiamo al lato opposto, lato destro.
Mantieni, lato destro, no no no, lato destro significa che la mano dell'aiuto del secondo,
vedete questo è tutto il fondo che abbiamo liberato,
prende adesso lo stomaco e io entro nella pars flaccida,
ecco lui ha lasciato lo stomaco, sono cose che non si possono nascondere, così.
La seconda volta verrà punito con un divaricatore in testa e la terza volta con un divaricatore su una cosa che a lui non serve e che ha per contorno.
Quindi pars flaccida, nervi ramibiliari del vago e pars condensa.
L'apro d'amblè, si intravede già il quadrato e mi porto sulla membrana di Lime e Bertelli
a completare questa sezione della membrana che sporrà il pilastro di destra che già si intravede sotto.
Lo vedete? Eccolo qua.
Dopo di che anche il pilastro di destra va sgrassato, ma a destra rimane sempre un qualcosa che a sinistra non rimane mai, non chiedetelo a me, l'ho chiesto pure a Ruoto e non mi ha risposto, cioè il cosiddetto perimesio,
questa sorta di peritoneo che avviluppa il pilastro che vedete è piuttosto flaccido, piuttosto morbido
mi apro ancora un po' di più, ecco qua, in modo da avere migliore accesso al pilastro
però il pilastro io lo approccio al di sotto da qui
perché la base del pilastro corrisponde all'apertura qui, anche qui, eccolo qua
quella è la base del pilastro, quindi una volta individuato
Se è meglio sapersene servire dei trocar e degli aiuti.
Ci sono aiuti che non servono.
Allora, chirurgia parietale significa che io non vedo dove sta l'esofago,
non vedo dove sta lo stomaco, la giunzione gastroesofagea,
vado direttamente sul pilastro, come ho fatto a sinistra.
E vedete adesso il vantaggio di aver aperto tutto lo spazio retroesofageo,
me lo ritrovo adesso in questa preparazione del pilastro di destra.
per cui tutto quello che io farò di retropassaggio esofageo viene fatto senza alcun rischio, tira, senza alcun rischio di ledere l'esofago, vedete io sto a contatto con il diaframma, da un po' di noia questa, oggi abbiamo De Luca alla console, vedete che ci fa vedere cose incredibili che neanche lui ha mai visto nella sua vita.
E adesso abbiamo, e questo è l'obiettivo che ci siamo proposti all'inizio, mobilizzato l'esofago senza vederlo. Peccato che non ho interlocutori dalla sala perché questo sarebbe stato un elemento di discussione e ho la V che è qui, vedete, e io passo da destra a sinistra e è tutto mobilizzato.
Non corro rischi per l'esofago, non corro rischi per i vaghi e quindi ho ottenuto il mio obiettivo.
Quindi a questo punto, per continuare la mia dissezione che non è finita, scusatemi,
mi date la risposta?
Senza mi dirlo. Peccato che non ho interlocutore.
Stai ancora oltrecesio?
Il grasso qui e dovunque, non mi posso accontentare di quello che avete visto finora,
Ora devo completare la mobilizzazione dell'esofago, il più possibile nel mediastino.
Qui si intravede la preura.
Alessandro, non riusciamo a ripristinare un minimo di collegamento audio?
Mi sembrano quelli che parlano da solo nel deserto.
Vedete, è conservato il vago anteriore, dopo vedremo anche quello posteriore.
Intanto, anche questo grassetto, se lo possiamo asportare, male non fa.
Stiamo sempre in eredità a gamba.
vedete come questo grasso
sembra insignificante
ma poi è quello che va a inficiare
poi la buona
rotazione dello stomaco
intorno all'esofago
e come possa essere vantaggioso
cercare di eliminare la gran parte
in tutto questo
credo che Alessandro Corrado
alla fine della giornata riceverà
un quarto delle sue aspettanze
lo attiviamo
ok
Ok, e questo, sempre per d'ambra, sono due regali che gli facciamo.
Abbiamo una calzina dentro, vero?
Ok.
Allora, a questo punto, abbasso un po' la manina,
abbasso un po' la manina, mi date la fettuccina,
ma vieni qua, una...
Ah, guarda, guarda, entra dentro, entra dentro con l'ottica.
Guardate la pleura come è stata preservata, sì.
No, appena appena c'è una piccola lesione pleurica lì, vedete?
Perciò si riempie di aria.
Datemi una giocata per piacere.
ripeto, una volta ci avrebbe spaventato, oggi è normale, entra, vedete l'accollamento qui della pleura,
qui si è aperto ancora di più, allora qui, vedete passo dal pilastro destra al davanti al pilastro sinistro,
datemi la fettuccina, si torna, me la metti qua, entra dentro, ecco la mia Giovanna che è libera, vai,
lunga, devo annodarla
lunga, lunga, lunga
no, non può essere da Roma, Roma sono perfetti
ma ha detto Palazzini, il problema non è mai
da Roma, mai da Roma
sempre dai comuni
e dalle province, mai dalla capitale
hai capito?
l'ha detto Palazzini, quindi
ma perché è così corto, scusate, riesco a fare un nudo
con questo, ok, dai, ok
è dalle province, mai dalla capitale
eh, questo è vero
eh, capito
questo l'hanno rimesso
scusate, dovete passare il muro con questo
ancora, hai visto che l'hanno
detto anche da Roma
infatti
è così, non mi sento solo
capito?
sì, ma perché
no, ma dico perché
ok, allora, qui
l'esofago è mobile
ho preparato, ok, l'altro fuoco qua
di ultracisa, tieni così
come stavi prima, perché ti muovi?
più mobilizziamo l'esofago è meglio
e qui sto ripetendo quello che ho detto questo webinar di qualche giorno fa, gira di là, gira di là e abbassa la maniera, abbassa la maniera, cioè tutto quello che dobbiamo fare in questo intervento deve mirare a non avere problematiche post operatorie, gira dall'altro lato, perché questo deve essere un intervento verso l'errore zero,
verso l'errore zero che ecco il vago posteriore accollato all'esofago lo
vedete il vago anteriore è sempre un po laterale obliquo mentre quello
posteriore è sempre più rettilineo ancora un poco poco qua ultracisio
grazie fabbi in modo da portare più possibile l'esofago in addome questo è
il segreto fammi vedere allora vedete che io la
la iatoplastica la posso effettuare rimane tutta questa parte di esofago
addominale quindi sono soddisfatto di questa mobilizzazione adesso adesso ci
sono alcune cose da chiarire prima l'importanza dell'aiato plastica e come
deve essere fatta l'aiato plastica allora la v è questa siamo pronti con i
fili non riassorbibili intanto effettuiamo no no no lungo lungo
non credo che ce la faccia
Fabian
allora il primo punto ovviamente ha la base
del diaframma
vedete com'è veramente debole
il pilastro di destra
quasi sempre così
rispetto a quello di sinistra
allora questi fili scivolano un po'
per cui
per dei nodi un po' più consistenti
io preferisco il doppio passaggio
non mi soddisfa
ho preso poco
questo mi soddisfa di più
sono state descritte tutti i tipi di complicanze
capirete bene
la orta è là dietro
la cava è qua
quindi sull'aiato plastica
bisogna sempre avere la massima attenzione
la orta qui la teniamo lontano
perché lei ne era di grosse dimensioni
abbassa la manina tesoro
allora
vedete come riesco a chiudere bene
il pilastri
ma questa chiusura purtroppo
non è ermetica
perché ha due difetti che vi mostrerò fra 30 secondi il tempo di annodare
primo punto delinea quello che è un problema della iatoplastica cioè la
medializzazione oh che franco si angela mamma mia ciao finalmente io parlavo
parlavo solo io come un cretino
sai quelli che
no no però guarda ti voglio dire che
noi sentivamo tutto in più c'era un'altra
registrazione di un'altra linea
che era su di noi quindi era
per me giusto un gran casino
però noi ti abbiamo seguito
grazie
prima del pilastro di sinistra
poi del pilastro di destra
ecco ora c'è un'altra linea sopra
ma la colpa di chi è?
Gaetano secondo me
aspetta un attimo
allora io continuo a parlare volevo mostrarvi appunto quello che stavo
dicendo che questa iatoplastica è bella solo a vedersi ma se uno analizza
abbassa la manina tesoro abbassa la stai alzando va bravo bravo se tu l'abbassi mi fai
vedere se tu l'alzi e mi chiudi il passaggio perfetto guarda quello è intuitivo ragazzi
c'è tanta strada da compiere ecco allora raddoppiamo il passaggio e dicevo
Quindi ogni passaggio di ago vi fa vedere come la qualità di questi pilasi certamente non è eccellente, sono piuttosto flaccidini, soprattutto non sono strutture aponeurotiche, quindi vanno incontro, anche se voi prendete un bel pezzo di muscolo così, ecco, e comunque va incontro a una possibile lacerazione per sforzi postoperatori, forse anche un problema legato alla tosica.
L'altro problema è che quando io stringo, il pilastro di destra e quello di sinistra vengono, come si dice in termine chirurgico, medializzati, ovvero io esercito una trazione per medializzarli rispetto all'asse del pilastro stesso.
Questa trazione ovviamente può facilitare l'insorgenza di una recidiva post-operatoria.
Segno, appunto, insisto, di cattiva qualità dello stesso. Vedete, è proprio flaccido.
allora adesso facciamo introdurre un sondone
vedete man mano che salgo
come il pilastro si accosta con più difficoltà
come se fosse quasi
già lacerato
il fiocchetto è il segno di corcione
una volta mi disse uno
guardi non sapevo che operava
però ho visto il fiocchetto e ho detto allora quello è corcione
e io da allora lo metto sempre
perché soprattutto quando Palazzini
mi sospende alla diretta e non si sa chi sta operando
il fiocchetto identifica corcione
allora mettiamo adesso
il sondone perché la iatoplastica deve essere calibrata su una sonda perché io
qui potrei stringere ancora a dismisura ma a parte che deve entrare ancora la
protesi potrei creare dei danni poi delle disfagie importanti post operatori
per cui lascia un po vedete che senza senza trazione io io già ho chiuso lo
iato quindi il sondone mi servirà anche a calibrare la la fundoplicatio per la
quale a questo punto io faccio la prova a finestra una giovanna a me non ce l'ho
ce l'ho una giovanna perfetto e vado a preparare vedere il fondo classico come
ruota fai vedere qua abbassa la tua manina tesoro ok prendo la parete
anteriore del fondo classico la giro dietro l'esofago faccio una prima
verifica entra qua una prima verifica parete anteriore parete anteriore fai
vedere in toto tipo asciugamano e la lascio cadere a destra dell'esofago si ritira allora cercherò
di mobilizzarla ancora di più nel frattempo potete introdurre il sondone questa è l'aggiunzione gas
esofagea si vede bene qui oltre ci siano a me mantieni qua tu stai bene così anestesia sta
introducendo il sondone mobilizzato entra entra qua mantieni qua così leggero leggero entra con
mi accontento di mobilizzare ancora di più il fondo gastrico che già era abbastanza morbido
come diciamo ok ritorniamo al fondo di partenza prova prova prova a questo punto la rete la rete
1992
quindi 30 anni fa
di rimettere da colui che poi
mi illuminò
nell'evoluzione chirurgicale a Parascovia
si chiamava George Bechan
un chirurgo che non ha avuto
mai l'onore che
meritava perché lavorava
in una casa di cura a Digione
e che io trovai per combinazione
questo è un messaggio ai giovani
per combinazione su un aereo
Parigi Los Angeles
dove ero andato
per un congresso
dell'American College
quindi 30 anni fa
mi rimettere
allora fino allora
io avevo avuto come maestro
soltanto il buon
Mure
e Mure io ho raccontato
ieri lavorava con una mano
in laparoscopia cioè il chirurgo
lavorava solo
con la mano destra
La mano sinistra era appannaggio dell'aiuto ed era una cosa un po' ridicola, nel senso che io personalmente mi sentivo anticappato a lavorare con una sola, però avevo visto Muri lavorare così e dico così si deve lavorare in laparoscopia e quasi tutti lavoravano così.
dopodiché in aereo incontro questo in aereo letteralmente in aereo perché il viaggio era
lungo incominciamo a parlare con il gruppo di chirurghi francesi lui si era aggregato a questo
gruppo bisognava bagnare questa e siccome erano tutti chirurghi parietali non lo so si deve
bagnare no si deve bagnare si deve bagnare no non si deve bagnare si deve bagnare ma dove sta
si è bagnata dai dopodiché questo signore erano tutti i vari tale per cui la laparoscopia manco
sapevano che cos'era e lui era aggregato a questo gruppo una cosa simpatica perché mangiando un
sandwich in piedi in aereo mi ricordo questa scena che lui disse ma tu che fai di dove sei
io sono di napoli a ma napoli che fai che attività svolge io era 1992 inizio e quindi
Quindi io mi parvoneggiavo e gli dissi io faccio chirurgia alla paroscopia.
Ah, fai chirurgia alla paroscopia? Pure io.
E lui mi disse, ma la coliciste come la fai?
E la faccio con quattro trocar.
No, io la faccio con tre.
E l'appendice? L'appendice io metto tre trocar così.
No, io la faccio con uno.
E il colon? No, il colon non l'ho fatto.
E io ne ho fatti cento.
E l'enedale? No, l'enedale faccio...
E no, io metto anche la protesi.
Caspia, disse.
Dopo quindici giorni io stavo a digiune.
dove imparai la TEP, imparai la corecissa a 3 trocar e imparai l'appendice con monotrocar ombelicale, 1992.
Imparai a lavorare a due mani e vedi per la prima volta mettere una protesi di gore su un diaframma.
E rimasi inorridito perché vedi quella placca che circondava l'esofago e lo stomaco e dissi ma siccome lei era grande come questa non so se ha ragione o meno.
poi io ero nemico del gore perché era una protesi che non si colonizzava e fedele allievo del
professore rivin cominciare a mettere qualche protesi di polipropilene forte della esperienza
di due chirurghi che stimavano nicola basso in italia e grande era in olanda che parlavano e
pubblicavano delle grosse casissime con la bassa ricorda il pubblicoso saggio endoscopi cento
casi di atoplastica rinforzata con polipropilene. Io ho messo tutti i tipi di protesi, alcune
sono sparite, fanno parte della storia, Proceed, Bifasic, non mi ricordo neanche più i nomi.
Ebbene, ho avuto recidive ovviamente, ma questo era scontato, ma soprattutto ho avuto la migrazione
di tre protesi messe da me personalmente a distanza una di dieci anni una di 14 anni
una di tre anni migrazioni di queste protesi nell'esofago due sono finite a evolui e una
a gas a polare superiore e il video l'ho mostrato proprio in quella in questo webinar di domenico
dugo per cui da allora io protesi riassorbibili al contatto con i visceri non emetto più soprattutto
soprattutto in soggetti giovani. E allora l'alternativa qual è? Ne ho discusso con Bernardo Alemagna, che voi sapete è un grosso occultore della materia, essendo stato il primo al mondo a realizzare un intervento di Ainaia Tale, e lui mi disse guarda noi dobbiamo temere la recidiva precoce, non quella tardiva, perché quella tardiva l'hanno tutti quanti.
E quindi torniamo al problema delle indicazioni. Per cui la recidiva precoce ti determina una disfagia importante. Quella tardiva c'è l'abitudine dell'esofago adattarsi a questa recidiva e il paziente non ne soffre particolarmente.
allora per evitare la recidiva precoce
a parte una buona iatoplastica
però quella non serve
credetemi io l'ho fatta un'altra
esattamente uguale
molti anni fa una ragazza giovane
e questa dopo 7 giorni
stava di nuovo in sala operatoria
era saltata la iatoplastica
e tutta la fundoplicazia era entrata nel mediastino
e lei aveva avuto una disfagia improvvisa
quindi per ottemperare alle due esigenze
evitare complicanze da protesi
e evitare la recidiva precoce, siamo passati alle protesi parzialmente riassorbibili e tra queste la BOA che io vi faccio vedere qui che ha una forma già presagomata con un versante più largo che va verso il lato sinistro e un versante più stretto che va verso il lato destro con una bella base che deve contornare l'aeroplastica e con l'orifizio dell'esofago.
Quindi, questa delle caratteristiche che non vi sto qui a descrivere, penso che la conoscete tutti, per questa chirurgia per me rappresenta attualmente la migliore soluzione.
e noi abbiamo pubblicato tre anni di esperienza con queste protesi
è chiaro che essendo riassorbibile dopo tre anni
io non penso di trovarmi più davanti a complicanze
come quelle che vi ho descritto dell'Avon Lewis
che credetemi, soprattutto in una giovane
è stata un'esperienza certamente poco piacevole
è bella rigida, quindi si dispone facilmente sullo iato
dalle mani all'epoca quando ne parlai con lui
mi disse ma mettiamo anche una protesi di macri giusto per per i primi 30
giorni questa ci assicura una durata sicuramente superiore vedere se è
disposta da solo ok adesso franco non ti sembra vero non ti sembra vero ma ora
c'è un buon collegamento no non mi sembra vero e io finiti abbiamo seguito
sempre anche in questa delle protesi quella quella cosa
ok grazie
adesso mi vedete e mi sentite?
ti vediamo e ti sentiamo
ma ti abbiamo sentito anche prima
era noi che non potevamo parlare con te
allora questo è l'ideale
ma guarda che sei veramente
allora come la
no il segue passala
quello adesso
ma il numero di telefono
ce l'hanno tutti qua
tira tira
mettiamo prima un po' di colla
ma è giusto per facilitare l'adesione
e poi soprattutto usiamo questo sistema riassorbibile
in effetti come avete visto si dispone da sola
certamente non possiamo lasciarla così
serve semplicemente a rimanere in situ per
ok passa all'altro lato
Gino
Franco ma ha un giovane che ti sta guardando
si e ho cercato di dare tanti messaggi
no si si abbiamo sentito tranquillo
Eh, vorremmo chiederti invece in questo momento, quando tu metti queste clip, quali sono i tuoi punti di riferimento, dando la pericolosità degli organi vicini?
Allora, alterno l'Ave Maria al Padre Nostro.
Ah, meraviglioso, no, no, dai, dai un messaggio giusto.
No, allora, il messaggio giusto è che devi sentire la consistenza dei pilastri, qui io sono andato sui pilastri.
Esatto, questo volevo dirti, che devi prima premere, vuol dire che c'è il pilastro sotto e poi puoi andare, è giusto?
Esatto, ok, datemi una gioia per piacere, e adesso devo fissarla solo lateralmente, è chiaro che puoi fissarla in molti modi, anche con punti, però là sopra diventa farraginoso, lunga e anche inutile, perché ti ripeto, il nostro obiettivo è di lasciarla lì.
Vabbè, già quel clip che hai messo non la fa spostare più.
ecco qua altro non ho l'ultimo graf ecco ora tu fai vedere un po prima premi vedi che c'è il
pilastro e poi vai a vedere che ciò tu premi ora sotto vedi che c'è il pilastro qui ecco
quel pilastro vedete ecco ok perfetto allora è questa deve rimanere in situ per un paio di
mesi che noi che noi abbiamo detto prima adesso confezioniamo la nostra fundoplicatio gira di
qua prima abbiamo fatto vedere che scorreva bene lascia di qua ok entra dentro ok allora lascia
tutto ritirati la sonda non ho lui lui lui l'anestesista vai vai e come stringe qua no
no, non mi piace, non mi piace, è perché è troppo grossa, vai, vai, questo è il fondo,
mi tira un po', no, mi tira un po' quindi non mi piace, allora, facciamo così, ok,
ok, rimane, vedete, abbassa la manina, abbassa la manina, ok, abbassa la manina,
si altri tre quattro mi sentite angela volevo parlarvi un po della
la fonduplicazione
non mi sento
Franco sono Guido Battisti
no Guido
ciao che piacere sentirti
ti sentiamo a tratti
perché ci sono delle sovrapposizioni
adesso in questo momento
ti sentiamo
allora noi abbiamo fatto
intanto piacere di sentirti
e che bei ricordi
legati al nostro
trascorso
soprattutto la paroscopico
e quindi
ne abbiamo discusso già altre volte
tra di noi di queste problematiche
oggi quello che è importante trasmettere
è che questa chirurgia è una chirurgia benigna
e quindi deve mirare
all'errore zero
tutti i passaggi effettuati
tutte le precauzioni che ho preso
dimostrano che
bisogna dare la massima attenzione
ad ogni passaggio
per evitare le problematiche
post-operatorie e quindi dalla dissezione dell'oiato alla confezione dell'oiato plastica,
all'uso della protesi, soprattutto all'indicazione, sono tutti fattori che possono avere un senso
in un decorso post-operatorio più o meno buono, che è quello che auspicano i pazienti
che si sottopongono a questa chirurgia funzionale e questo è l'handicap e noi dobbiamo dare
una funzionalità a un viscere che non l'ha più e dare una qualità migliore di
vita ai nostri pazienti quindi io dico sempre quando vedo
pazienti di questo tipo per il chirurgo è più facile amputare un arto che
ricostruirlo qui dobbiamo ricostruire un arto e questa è la difficoltà
allora come vedete io metterò tre punti di adoplastica deve essere più o meno di
2 3 cm secondo le indicazioni di rossetti ancora un altro per piacere ultracision altro punto e
vado verso l'alto non verso il basso a coprire quindi l'esofago punto fuori tieni dammi la tua
gioia punto e io devo mettere un terzo punto ancora più in alto dopo di che l'intervento
non è finito qui domani anche non sento neanche più te adesso no io ci sono ci sono
questi collegamenti via web secondo me dobbiamo tornare al palazzini di una volta tutti i labelli
seduti con le cuffiette. Stasera lo dirò a Giorgio. Ecco qua la mia fundopricazio.
Allora il segno che sono sempre moderatamente soddisfatto, mai ampiamente, perché questa
è una chirurgia che espone a mille rischi, è il fatto che il segnale che posso essere
moderatamente soddisfatto è dato dal fatto che questa fundopricazio, nonostante il tempo
trascorso dal primo all'ultimo punto rimane ancorata sulla parte anteriore dell'esofago
e non ruota verso sinistra quindi questo è il segno che questo fondo plicazio è tra virgolette
floppy questo è il segnale non ha ruotato però a questo punto io non mi fermo un altro punto non
mi fermo perché credo molto al punto di rossetti parete anteriore parete anteriore piccola curva
piccola curva che mi tiene ancorata la plastica anche nel post operatorio tumultuoso, può
essere caratterizzato da vomito, tosse e quant'altro, quindi è un punto che non ci costa niente
ma che Rossetti ci teneva molto, poi qualcuno che ha voluto portare la sua esperienza l'ha
un po' come dire minimizzato l'importanza, io invece per me è importante, non ci costa
niente un doppio passaggio e mi ancora la plastica allo stomaco stesso d'ambra c'è questo franco
se non ricordo male
sicuramente da molti anni
che sei affezionato
allo scherzo
eh si
quando è
quando è che
no
Guido non ti sento
ti senti attratto
mi senti meglio adesso?
adesso si
quando è che ritieni
indispensabile ricorrere alla tua pete?
Allora, l'intervento non è finito perché mi piace mostrare quello che ho messo insieme, un puzzle di varie esperienze.
Questo punto qui è quello che è stato proposto da Carlos Pellegrini, chirurgo americano, italo-americano, che si è sempre occupato di chirurgia esofagea,
il quale a un congresso mi colpì perché fece vedere questo punto in un'anissero sette
e disse giustamente io lavoro in un istituto universitario dove devo insegnare delle tecniche
che non devono essere anche per i principianti pericolose per i pazienti
un chirurgo esperto potrebbe in uno di questi punti che ho messo
individuare il decorso del vago che è questo ed evitarlo
un chirurgo non esperto potrebbe non vederlo
e uno di questi punti, visto che la plastica noi la vogliamo solidarizzare all'esofago
e quindi prendendo l'esofago in uno o due di questi punti
potremmo intrappolare il vago anteriore
allora io ottengo lo stesso scopo, cioè quello di intrappolare la valva all'esofago
con un punto però messo lateralmente
tra parete laterale all'esofago e fondo per calcio
mi è sembrato così corretta come proposta che l'ho fatta mia
quindi questo intervento si chiude con questo punto
E a questo punto, diciamo che questo è quello che io propongo come intervento tra virgolette verso l'errore zero, poi l'errore ci sarà dopo domani, però è concettualmente l'insieme di tante esperienze che ho accumulato negli anni e che mi ha portato a standardizzare, a codificare tanti passaggi tecnici che hanno portato alla realizzazione di questo progetto.
questo intervento, la calzina mia, eccolo qua, intervento che da A alla Z, ripeto, ha
l'obiettivo di eliminare una patologia, ricordate la grossa ennia che era qui, tenere l'esofago
in addome e tiene da solo, circondarlo da una buona fundopricazio che non ruota e quindi
stabilmente rimane al centro e quindi tale da non provocare nel tempo una disfagia importante,
la signora lavora per un paio di mesi la fissazione anteriore superiore e
inferiore con i due punti di rossetti di callos pellegrini la protesi per evitare
soprattutto la recidiva precoce perché come diceva d'alema questi la recidiva
lavranno tutti e quindi adesso la rimozione di quei due di quei due dove
che stanno, eccoli là, questi due chiamiamoli IPOMA e la rimozione dei trocar sotto controllo
visivo. Abbiamo lasciato i nervi a destinazione biliare, i rami vagali a destinazione biliare
e se non c'hai domande tu, io non ce l'ho altro da aggiungere, se non che ringraziarvi
per dirvi che fra esattamente 5 minuti siamo pronti per il terzo intervento che è un carcinoma
ma classico, quindi andiamo a fare una gastritomia.
Grazie Franco, a più tardi, ciao ciao.
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