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23° CAD anno 2012
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Buongiorno a tutti e buongiorno al Presidente, lo ringraziamo per l'invito, al Presidente Palazzini,
ringraziamo anche il Primario, il Dottor Caliento per averci prescelto come operatori per questo intervento.
Utilizziamo, parliamo un attimo del caso, il paziente ha 51 anni, non ha patologie concomitanti,
Infatti ha una corporatura magra, quindi si presta benissimo per un'alloplastica inguinale per via anteriore in anestesia locale.
Per disinfettare la cute utilizziamo un nuovo device, si chiama Cloraprep, che contiene clorexidina alcolica.
Ormai sono sempre maggiori le evidenze in letteratura di una superiorità di questo tipo di disinfettante cutaneo
nella chirurgia pulita e contaminata rispetto al classico povidone.
Una meta-analisi del 2010 dell'Università di Cambridge su circa 5.000 pazienti ha dato risultati incoraggianti.
Ecco, questo è il device, si spingono le due alette, si rompe la fialetta e aspettiamo che si riempia.
E poi aspettiamo che si colori di rosso la parte inferiore spugnosa.
Ecco qui.
Adesso possiamo iniziare a disinfettare.
Ce ne sono due misure, questa è quella più piccola per un alloplastica e più che sufficiente.
Mentre aspettiamo che si asciughi, vi presento la equip di sala.
Mi aiuterà la dottoressa Maria Caputo, l'equipe infermieristica è composta da Francesca Rivi che farà da strumentista, Maria Secchi e Maria Gemmei in sala operatoria.
L'anestesista è il dottor Fabio Muratori.
Logicamente essendo in anestesia locale comunque l'anestesista partecipa dal punto di vista emotivo.
facciamo il campo
delle ernie
più o meno per l'anno
noi siamo in genere
scegliendo i casi che facciamo
open e poi la scelta
della paroscopica
chiede il dottor Salvini
della nostra casistica
annuale
su tipi di ernie, quantità
tipi
tipo di intervento
L'anno scorso abbiamo finito con 370 ernie mi sembra, la stragrande maggioranza open anteriore, ovviamente 10 a 1, 11 a 1 l'incidenza maschio-femmina e di complicanze chirurgiche degne di questo nome ne avremmo avute 2-3 insomma, non di più.
Logicamente poi le ernie recidive, le bilaterali in genere approcciamo per via laparoscopica.
Sì, ma rappresenta una percentuale minima rispetto a quel numero assoluto.
Quali sono gli anestetici?
Mettiti tutti e due qua.
Allora, cominciamo con l'anestesia locale.
Io utilizzo carbocaina miscelata con soluzione fisiologica.
Questo perché avevamo iniziato a fare con l'anaropina,
ma a volte l'anaropina ha un onset time che è abbastanza lungo.
il paziente se deve andare a casa nel pomeriggio potrebbe avere dei problemi in quanto a volte
vengono interessate delle fibre motorie del muscolo femorale e quindi si ha un cedimento
della gamba al primo appoggio da parte del paziente e a volte è successo che il paziente
è caduto, quindi per evitare questo utilizziamo la carbocaina che ha un onset time inferiore
però associamo un analgesico già nel primo postoperatorio, poi chiaramente da continuare a casa per i primi due o tre giorni.
L'infiltrazione della miscela anestetica inizia 2 cm medialmente alla spina eliaca anteriore e superiore, si orienta l'ago in profondità fino a raggiungere il piano sottofasciale dove decorrono i nervi ilioepogastrico e ilioinguinale.
Pochi cicilli riserviamo alla regione del tubercolo dove a volte questa prima infiltrazione non è sufficiente a raggiungere le fibre più periferiche dei nervi.
E quindi terminiamo infiltrando il piano dermico lungo la linea di incisione prescelta.
Pasquale, due parole sui percorsi preoperatori di questi pazienti, quelli che fanno la preospedalizzazione, gli facciamo in dei hospital e poi quelli che fanno la...
Tutti i pazienti con questo tipo di patologie hanno un percorso prestabilito per cui vengono visitati chiaramente, selezionati con la visita ambulatoriale chirurgica,
vengono inviati al percorso della preospedalizzazione, però già al momento della prima visita si fa una prima buona selezione dei pazienti che possono essere operati in anestesia locale,
quindi entrare nel percorso della desageri vera e propria. Poi c'è il giorno della prosperizzazione in cui il paziente esegue tutti gli esami di routine e la visita anestesiologica e a quel punto c'è una nuova visita chirurgica con la compilazione della cartella e del consenso informato
e quindi l'invio definitivo al percorso di One Day Surgery o per chi presenta patologie concomitanti a un ricovero ordinario.
In genere vengono ricoverati la mattina, li operiamo e poi il pomeriggio vengono dimessi, ma non è protetta con tutto il percorso che devono seguire.
ecco qui incisa l'epidermide
adesso
vai vai
si vede lì?
si si si
un po' scuro
se si potesse chiarire un po'
Mariuccia
guarda un po' se la luce
questa da sopra può migliorare
meglio ecco
si
le manovre di dissezione
in questo tipo di approccio
con anestesia locale
chiaramente devono essere più caute
e non bisogna correre, bisogna andare abbastanza lentamente.
Il distruttore elettrico lo mettete a 35 per favore?
Si vede un po' scuro, no?
La luce non si può mettere meglio?
Proviamo con questa, Mariucci.
Quella lì, magari anche dalla parte dietro la testa di Maria.
Attenzione lì, no.
Mariucci, guarda un po'.
Ci dica lei che vede meglio di tutti, dallo dottor Salvini.
Non è chiarissimo, insomma, c'è un po' troppo scuro.
Allora mettiamo questo di qua, dai, mettiamo questo grande...
No, no, giriamo il braccio tutto di là, Mario.
Questo, ok.
Un minuto, eh, che proviamo a sistemare meglio la sciolitica.
Abbiamo il problema che la telecamera sta proprio vicino al perno della sciolitica.
Ancora un po', Mario, ci fai girare?
Ok.
Ancora, ancora, verso...
Un po' adesso.
Qui? Meglio vero dottor? Un po' meglio, sì. Non è troppo, si vede un po' di ombra, magari è scuro.
Andai a pinza da povero?
Si deve allargare il cono di luce.
Pinza da povero?
Lascia la camera.
Povero?
Comunque io penso che adesso facendo il campo mi dia.
Qui si vedono gli epicastri superficiali, li andiamo a legare.
Adesso, due backhouse, così spara di meno, non prendere la cute Maria, attenzione alla cute, autostatico, adesso mettiamo un autostatico, cerchiamo di fare un campo un po' più americano piccolo, brava.
piano fasciale si vede
incidiamo la fascia
forbici
qui dietro con l'americano
scolliamo un po'
lasciamo
cerchiamo di metterci meglio
si si
aspetta aspetta
questa è tutta l'inibizione
elettrico
tampone montato
Giovanni
allora dall'altro lato
nella quarta sala
amici ha finito la parte
parte cistoscopica, la malata è in posizione e stanno per iniziare la laparoscopia per
l'anefretto.
Devo fare un flash di là?
No, no, ma ci dovrebbe essere uno schermo separato.
Ah, sì, sì, sì, ancora però non è collegato.
Chi dà questo collegamento?
Gaetano deve dare il collegamento.
Allora, questo è il nervo ilioinguinale, non so se si vede.
Sì, sì, si vede molto bene.
Ok, noi generalmente ormai eseguiamo di routine una neurectomia andando a sezionare il nervo fino al suo ingresso nel ventre muscolare, anche questo ormai è abbastanza evidente in letteratura.
C'è una meta-analisi di fine del 2011 pubblicata su Sargeri che raccoglie un numero elevato di pazienti, un numero di studi di trials ad alta qualità che evidenzia una riduzione statisticamente significativa del dolore cronico post-operatorio,
che è un annoso problema che il chirurgo si trova a volte costretto ad affrontare nei pazienti operati di ernia.
In letteratura viene descritto circa un 5% di questi pazienti che soffrono di dolore cronico postoperatorio,
ma a volte è una cifra anche sottostimata perché il paziente poi non ritorna dal chirurgo operatore.
Ecco qui andiamo a sezionarlo al ventre in modo che il capo residuo si affondi dentro le fibre e non venga coinvolto dal processo di sclerosi.
Mi sembra che l'anestesia abbia preso molto bene, il paziente come ha reagito?
Per ora sì, abbastanza.
Ieri sera era molto preoccupato.
Lo so, me l'ha detto, però dopo il colloquio con lei è stato molto più tranquillo.
andiamo a sezionarci il cremastere
le fibre anteriori
cerchiamo di
quando è possibile di salvaguardare
quelle posteriori perché
lì decorre la branca genitale
del nervo genitofemorale
e quindi
l'annoso problema dell'eccessiva schizializzazione
che gli americani odiano
le grosse problematiche
già si intravede il sacco
questo è un lipometto
pererniario
Ecco il sacco, il tampone montato. Si vede così il sacco? Lo sto
trazionando? Si vede molto bene. C'è sempre un po' di chiaroscuro. Altro cry, elettrico.
Lo dissociamo dalle fibre del funicolo, qui c'è il deferente, un po' indietro, tira così, tira questo.
Cerchiamo di prepararlo in profondità fino all'anello, mi sembra chiaramente un'ernia indiretta.
Tieni così, con tutte le due le mani, questo così, non c'è, tira questo verso di te, in alto.
Il sacco lo affondiamo, non lo resecchiamo.
Sì, non lo apriamo, a meno di dubbi sul contenuto, ma in questo caso non mi sembra.
Ecco qui, sacco e lipoma.
Adesso affondiamo, ecco qua.
Lascia pure.
L'anello inguinale non mi sembra deformato né slargato, metto un crail così evito di slargarlo io, per cui non è necessario a questo punto neanche fare secondo me una plastica dell'anello, in genere il plug lo utilizziamo solamente ormai nei casi un po' più avanzati con l'anello molto slargato.
Ecco qui c'è l'ilo epogastrico, non so se adesso si vede, lo sto stirando, faccio lo stesso lavoro che ho fatto per l'ilo inguinale, vado a prepararlo fino al ventre e lo seziono.
L'unico svantaggio di questa tecnica, di questo trattamento dei nervi è una ipoestesia post operatoria maggiore nei primi 3-4 mesi, fino a 6 mesi poi la situazione migliora.
Ok, io direi di non scheletrizzare ulteriormente il funicolo, si vede?
Si vede, si vede.
L'erni è rientrato, il funicolo è a posto, adesso prepariamo la rete, ci cambiamo i guanti.
La rete che utilizziamo è una rete ultra pro composite, che è una rete parzialmente assorbibile macro porosa.
Anche qui ormai le evidenze scientifiche sono quasi tutte a favore di questo tipo di reti perché viene ridotto anche in questo caso il dolore cronico postoperatorio.
Con questo tipo di reti chiaramente si ha una inferiore sensazione di corpo estraneo nel primo postoperatorio e non viene comunque a essere inficiato il tasso di recidive.
Giovanni
è iniziato
amici
nell'altra sala, vede le immagini
non ce le abbiamo
non ci sono ancora?
hai parlato con
abbiamo parlato con la città
ci sono le immagini, siccome manca l'interlocutore
non sappiamo chi fa il commento di là
non capiamo
neanche chi sia il commentatore
capito?
tu puoi fare qualcosa da lì?
aspetta vado a vedere un attimo
senti niente
non c'è da fare niente però dobbiamo sbattere solo un po di pronto di cuore
seggio seggio si dimmi dimmi dimmi dimmi giovanni quando posso giovanni dimmi
dobbiamo lavorare
sull'unico schermo
per cui quando sta per finire
passiamo a Sandro
perché questo?
perché gli altri schemi sono falsi
dobbiamo lavorare più forte
allora
ecco qui
conclude rapidamente
Pasquale perché lì hanno già iniziato
vedete la rete
che descrivevo prima
è una rete
parzialmente assorbibile
La parziale assorbibilità è dovuta alla sua componente in monocril, che è quella riassorbibile.
L'altra metà è costituita da polipropilene, che è quella non riassorbibile.
Questo fa sì che, a distanza di sei mesi, rimanga impiantato circa solo il 50% della massa.
La macroporosità è un'altra caratteristica molto importante,
perché si è visto che è in grado di stimolare una reazione fibroblastica corretta, quindi non eccessiva come per esempio quelle microporose e quindi determinare un ottimale adattamento anatomico e aumentare il comfort del paziente.
Si forma una cicatrice chiaramente più elastica.
L'altro vantaggio di questa porosità ad ampia tramatura è che possiamo adagiarla sul parete posteriore del canale inguinale.
e avere sotto controllo attivo
le strutture anatomiche
per evitare quindi di
pronto Roma
mi fermo perché ci sono grosse interferenze
mi dica lei dottor Salvini
sì sì acceleriamo un po' perché dobbiamo lavorare su un unico schermo
che mi fa vedere come è
altra caratteristica fondamentale
è la geometria della rete
chiudi la porta
Si è visto che nei punti di angolazione la rete fibroblastica è più intensa, quindi
diciamo che noi preferiamo sagomare la rete arrotondando negli angoli e quindi in questo
modo raggiungere appunto quel risultato di cicatrice più flessibile di cui parlavamo
prima. Stondiamo gli angoli, modelliamo la rete, l'occhiello per il funicolo. Ok, la
rete è pronta per essere posizionata. La adagiamo, come dicevo prima, sulla parete
in Prolene 2.0. Logicamente punti staccati, no? Punti staccati, sì, sì, per ridurre
la trazione. Tecnica di amid, chiaramente. Esatto. Ora, con l'avvento di questi nuovi
device, a volte utilizziamo anche nei casi abbastanza selezionati, come potrebbe essere
anche questo qui, anche dei collanti, però un puntino o due di sicurezza lo mettiamo
sempre, poi non lo facciamo di routine chiaramente per il costo, però si può utilizzare anche
come alternativa il collante rispetto ai punti e sicuramente dà un maggior comfort post
operatorio, minor dolore. Un ultimo puntino staccato sulla coda, sempre in prolene, mentre
Mentre la parte craniale la fissiamo in Vicryl Plus 2.0.
No, mi hai tirato via il punto.
Sì, due puntini sul versante craniale.
Sopra il punto e poi passiamo di là a Pasquale perché è un po' evitato.
Allora.
Poi assomai facciamo vedere alla fine il...
Ecco la rete, questo è il versante craniale, punto, Vicryl Plus.
un altro divaricatore
questi li mettiamo sul muscolo
quindi cerchiamo di non serrarli
solamente di accostamento
portaghi
e poi infine
un ultimo puntino di
prolene
Giovanni, allora ci sono tutte e due le sale
adesso?
non si vede la quarta?
a solidarizzare le cose
C'è Amici che sta parlando però, c'è l'interlocutore.
Amici al 10, si sta lavorando sul 10.
Ci sono, va bene, a posto allora.
Ecco il punto per solidarizzare le code e ricostruire anatomicamente l'anello inguinale interno.
A questo punto la rete è posizionata, come vedete, senza eccessive piegature, senza eccessive
trazioni e ricontrolliamo un attimino le mostre.
se vogliamo mettere per eccesso un po' di colla
un po' di erice
non c'è bisogno
ma io penso che
puoi fare il solito colpo di tosse
così vediamo
Andrea un colpo di tosse
perfetto
basta così
non c'è stato bisogno di nessun ausilio da parte di Fabio
no no
come
il paziente si è comportato benissimo
adesso richiudiamo la fascia
io tieni ancora tu lascia lavorerà continuo ritieni di tagli crai così qui con l'americano
rapidi se dammi la macchinetta adesso puoi andare tranquillo perché c'è contemporanea
ok allora
magari Maria
fa un intratermico
dateci un
un vaglio rapido
passami un attimo Fabio
che vuole fare una domanda
Fabio mi sa che devi parlare qua vicino a me
se no c'è il microfono
del dottor Colizio
senti Giovanni
ecco te lo passo
ehi Giovanni ciao
buongiorno a tutti
logicamente è solo assistito
però se ci fosse stato bisogno
che avresti fatto in questi casi
ma guarda in realtà
dipende dal problema da affrontare
diciamo che
qui il paziente era
parecchio agitatello
per cui io l'ho fatto soltanto
un pochino di
mitazola ma si per rilassarlo un pochino
e basta un po' di sufentanil
diciamo che poi è tutto liscio e tranquillo
ovviamente in caso di
dolore estremo bisogna ricorrere all'anestesia generale è logico altrimenti l'alternativa è
fare una epidurale sì una subaracnoidea però quello bisogna decidere a priori ovviamente
in sede durante l'intervento purtroppo non è più possibile procedere a questa anestesia
come percentuale in genere
l'80% li trattiamo
con l'epidurale
la parte qui
diciamo di solito facciamo
parla generale
se ci sono delle controindicazioni
alla subarachnoidea
problemi di coagulazione
piasterine basse
problematiche particolari
abbia
tenuto bene
nel nostro caso
era veramente tutto liscio
Grazie mille
Prego, grazie a voi
Certo, certo, grazie
Adesso finisce Maria con un'intratermica
Insomma, se non ci sono domande
Io ringrazio lei per averci supportato
Si è visto molto bene
È stato molto didattico
Grazie mille
In contemporanea c'erano interventi ben più complessi
Però anche questo è bene
Che la gente l'abbia vista
si è resa conto che è una patologia così frequente che l'ha trattata comunque.
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