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29° CONGRESSO DI CHIRURGIA DELL’APPARATO DIGERENTE VIDEOFORUM SALA AZZURRA Glubran-2 in chirurgia pancreatica: esperienza preliminare R. Vallese, C. Sperti, L. Moletta, M. Valmasoni
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Vallese, passiamo alla chirurgia pancreatica.
Grazie mille.
Innanzitutto vorrei ringraziare per l'opportunità che mi è stata data.
Vi presentiamo la nostra esperienza preliminare per quanto riguarda l'utilizzo del Lubran 2 in chirurgia pancreatica.
Vi presentiamo alcuni video esplicativi di chirurgia pancreatica per farvi capire qual è più o meno la nostra esperienza.
Il primo è una duodenocefalo pancreasectomia alla parotomica che abbiamo eseguito circa ormai due anni fa con necessità di una resezione portale tangenziale in cui successivamente siamo andati a confezionare un'anastomosi virsum digiuno poi in doppio strato.
A livello dell'anastomosi siamo andati a disporre il Lubran, sia a livello dell'anastomosi pancreato digiuno, sia a livello dell'anastomosi biliodigestiva, ovviamente con l'apposito applicatore che esiste per entrambi i tipi di interventi.
Il secondo intervento è un intervento in laparoscopia, una pancreasectomia distale con preservazione della vinza e sezione dei vasi splenici, l'intervento secondo Walsh per una neoplasia benigna.
Siamo andati inizialmente a ricercare, a identificare il tunnel retropancreatico, che vediamo qui, abbassando successivamente i vasi splenici, vediamo appunto il passaggio che si crea al di sotto del pancreas.
In questo caso abbiamo deciso di sezionare il parenchima pancreatico con l'ultracision, abbiamo avuto varie esperienze, abbiamo utilizzato anche l'endogia, l'endogia con i rinforzi, in questo caso abbiamo utilizzato il bisturi ultrasoni appunto per sezionare il parenchima pancreatico che tra l'altro era in un paziente che aveva avuto delle precedenti pancreatiti.
A questo punto andiamo a isolare la vena splenica che viene circondata, utilizziamo una fettuccia per aumentare lo spazio e per inserire la sotturatrice meccanica.
Stessa cosa per l'arteria splenica e successivamente, come nel passaggio precedente, utilizziamo un'endogia per sezionare.
Completiamo la sezione. A questo punto andiamo medio lateralmente verso l'ilo splenico e sezioniamo la coda pancreatica a livello dell'ilo con un'endogia.
Andiamo a rinforzare il moncone pancreatico con una sutura con un V-lock e successivamente poi sul V-lock andiamo a mettere il glubran per appunto andare a sigillare il moncone pancreatico.
Terzo tipo di intervento che portiamo come esempio è una pancreasectomia intermedia che abbiamo fatto in un paziente l'anno scorso. Vedete appunto la sezione del pancreas con la porta di sotto e si vede anche la gastrodenale.
Eseguiamo una ecografia intraoperatoria per delimitare la neoformazione e andare a decidere dove sezionare sempre con un bisturi a lama fredda ed eseguiamo una virsum digiuno anastomosi con del PDS 5.0.
In questo caso poi dopo aver confezionato l'anastomosi andiamo a rinforzare sia l'anastomosi che il moncone pancreatico prossimale con il posizionamento del gluboran con sempre l'apposito applicatore.
che vedete appunto sia sul moncone pancreatico prossimale, vedete la porta sotto la gastro duodenale, e a livello dell'anastomosi distale che è stata eseguita.
Questo è il risultato finale, appunto il Globran 2 è l'unico comunomero presente sul mercato, la formula chimica è qui riportata, il Butil 2 ci hanno acrilato,
Abbiamo a disposizione in commercio sia degli applicatori per l'utilizzo della paratomia che della paroscopia. La nostra casistica da ottobre 2016 a novembre 2018 conta 35 casi, di cui 22 denocefalo, 12 pancreasectomie distali, di cui 6 laparoscopiche, una pancreasectomia intermedia.
e abbiamo avuto la comparsa di fistole pancreatiche di grado B in 4 pazienti, che sono circa pari all'11%,
non abbiamo avuto una mortalità operatoria.
Non abbiamo avuto neanche problemi legati proprio all'utilizzo del glubran.
Quindi, in conclusione, l'utilizzo dell'adesivo tessutale glubran 2 nel sigillare l'anastomosi o il moncone pancreatico
si è dimostrato sicuro e rapido per la semplicità di preparazione ed utilizzo.
Il tasso di fistole pancreatiche appare accettabile anche se ovviamente sono necessari degli studi prospettici per valutare l'effettiva efficacia.
Una domanda, giusto per vedere se torna nel quadro delle percentuali di fistole.
Quelle fistole pancreatiche che avete avuto sono riferite però al complesso degli interventi, compreso l'edurodenocefalo.
Dice Versa, quando erano pancrasettomie distali, ce l'ha presente quant'è stata l'incidenza di fistole pancreatiche?
Considerando solo le pancrasettomie distali?
Eh sì, perché il problema più grosso è lì della fistola, perché lo fanno spesso le fistole.
Perché voi avete dato un 22%, no, 22% mi sembra, su un totale però comprensibile.
No, allora abbiamo avuto 35 interventi in totale, di cui 22 erano due adenocefalo.
12 erano delle pancreasectomie distali, abbiamo avuto due fistole nel caso delle denocefalo e due nel caso delle pancreasectomie distali, che sono state in totale 12.
Quindi circa il 20% è il dato della letteratura sulla pancreasectomia distale.
Sì, diciamo che non abbiamo risolto il problema della fistula pancreatica, però possiamo cercare di…
No, no, questo volevo vedere, perché la percentuale di fistule sulla pancreatitomia distale della letteratura è il 20-22%, quindi praticamente siamo in quell'ambito, nonostante l'utilizzo del collante.
Grazie.
Una domanda, scusami. Avete esperienza di obliterazioni del virus?
Abbiamo avuto tre casi che sono andati bene, però li abbiamo fatti recentemente.
L'abbiamo fatto negli ultimi tre mesi, abbiamo avuto tre casi di obliterazione del virsum, comunque l'abbiamo fatto, sono andati bene.
Bene, se non ci sono altre domande, grazie.
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