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30° CAD anno 2019 VIDEOFORUM Presidenti E. COLANGELO (Teramo) E. DE ANTONI (Roma) P. IACOVONI (Alessandria) A. LICATA (Catania) G. SALVINI (Roma) Moderatori A. BIONDI (Catania) G. G. DI VITA (Palermo) P. NARILLI (Roma) A. SERVENTI (Aqui Terme, PD) A. TRICARICO (Napoli) B. BENINI (Roma) Discussant S. PALERMO, G. PERNAZZA, G. BUSUITO, S. A. CANTON G. CECCARELLI, P. PAPINI, E. ANCONA, A. ANNICCHIARICO, G. BARBERA, D. FUSARIO S. CARNIO, A. BESOZZI, F. CARLEA, M.A. LIGUORI, E.A. ADAMI “SLIM-MESH”: MASSIVE DIASTASIS RECTI ABDOMINIS WITH UMBILICAL HERNIA S. A. Canton
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Diamo la parola a Cantone, il dottor Cantone, Slim Mesh Massiva di Diastasi Retti e Abdomini sull'Umbilicale Ernia.
Buongiorno a tutti.
Prego.
Buongiorno.
Slim Mesh e le sue applicazioni nel trattamento della diastasi massiva o completa dei retti
con associata ernia umbilicale e di quarto grado, ossia di dimensioni superiori ai 5 cm,
in una giovane atleta, madre di due figli, abituata a praticare i giochi in 15 km al giorno,
ma per l'insorgenza di questa patologia ha dovuto abbandonare la sua professione.
Questa è la prima fase della metodica, con il primo step laparoscopico, con le manovre di adesiolisi
e da ampia preparazione fasciale, la legatura del legamento rotondo, la sua sezione e del legamento faceforme.
La diastasi è una malattia quasi sistemica, può dare disturbi gastrointestinali, disturbi respiratori,
addominalgie, dorsalgie, fenomeni di incontinenza urinaria, disfunzioni del pavimento pelvico fino alla incontinenza.
Sono prevalentemente colpite le donne, soprattutto le donne dopo la gravidanza.
La prima fase tecnica prevede la marcatura dei quattro punti peritoneali cardinali.
Il primo è stato il punto nord, ora la marcatura del punto est e poi del punto ovest e del punto sud. Possiamo apprezzare l'ampia diastasi associata all'ernia umbilicale.
Ecco, quella è l'ernia umbilicale. La diastasi qua si vede bene il quarto grado, quindi dimensioni intorno ai 6 cm.
La seconda fase di Slim Mesh della tecnica prevede una fase cutanea, diciamo così, la marcatura di quattro punti cutanei per controspinta dall'interno col grasp,
in modo che questi siano simmetrici ai quattro punti peritoneali, la misurazione degli assi dell'area di applicazione di SlimMesh che in questo caso è un'elisse di 26x16 cm.
In questo intervento i trocca sono stati posizionati alla destra della paziente, vediamo l'asso, non trocca 10 mm sull'ipoconzo sinistro e un altro da 5 mm in fossa iliaca destra.
Questa misurazione sarà importante dell'area di applicazione esterna o cutanea per poi la fase successiva che è la terza fase.
Ecco qui l'allestimento a banco della mesh che prevede il fatto che l'area di applicazione cutanea viene riportata sulla protesi prescelta che deve essere uguale e poi viene ritagliata.
Si possono usare protesi composite oppure no, qualunque tipo di protesi.
sulla protesi vengono marcati quattro punti cardinali, in particolare il primo punto di ancoraggio
ancora inizia poi l'arrotolamento stretto della mesh
in questo caso viene fissata inizialmente con una serie di due punti
poi arrotolamento ancora, una prima serie di tre punti
arrotolamento, una seconda serie di tre punti e alla fine un ultimo punto finale
viene lasciato un margine libero di 45 mm
Abbiamo così caricato Slim Mesh nella sua forza elastica come quando comprimiamo una molla che poi verrà rilasciata questa energia in corso di intervento in associazione con la forza tensione e le due forze agendo sinergicamente aiuteranno il chirurgo in tutte le manovre di ancoraggio.
Quarta fase, ultimo step laparoscopico, agevole introduzione di slim mesh con corretto orientamento del primo punto di ancoraggio, con due graspe la mesh viene orientata verso il punto peritoneale prescelto che è il punto ovest, sovrapposizione simmetrica del punto ovest di slim mesh col punto peritoneale, iniziale fissaggio con straps riassorbibili, stiamo fissando il free margin, cioè il margine libero della mesh.
mesh, alcune strap nel versante sud-ovest e altre poi nel versante nord-ovest. Vediamo come il campo
operatorio viene innalzato sulla volta della parete addominale con notevole incremento della
visibilità intra-addominale con riduzione del rischio di lesioni accidentali degli organi da
manovre cieche e non che raggiungono intorno al 10% con alto rischio di conversioni. Da questo
Da questo punto in poi la mesh si autososterrà completamente fino alla fine dell'intervento, liberando l'energia di cui abbiamo detto prima, sviluppando la memoria di forma di ogni protesi.
Qui possiamo vedere la diastasi dei retti e si cerca di garantire un concetto importante, un overlap superiore ai 5 cm.
Questa metodica permette una corretta visualizzazione dell'overlap.
sezione dell'ultimo punto che abbiamo detto prima ancora ecco si vede può notare il margine della
diastasi ulteriore strap vediamo come la messa si autosostiene vediamo la seconda serie di tre
punti le manovre qui si spostano verso il versante nord con sovrapposizione poi vedremo del punto
punto cardinale nord. Sezione della prima serie di tre punti, una sezione veloce. La mesh viene
fissata nella sua parte centrale. Questa è una mesh gigante. La croce serve per centrare, vuol
dire che siamo al centro della patologia che è stata correttamente centrata. Qui la sovrapposizione
del punto nord di slim mesh sul punto peritoneale prescelto. Se i calcoli sono giusti questa deve
Deve essere una sovrapposizione corretta, con corretta simmetria.
Ora le manovre di fissaggio si spostano nel versante sud e vediamo che è quasi centrato.
Possiamo intravedere l'ultima serie di tre punti.
Nell'allestimento a banco si modula la tensione del filo in modo da permettere un agevole ingresso della lama della forbice.
si calcola quello che succederà poi intraoperatoriamente. Le manovre si
spostano verso il versante est della protesi che è il versante più
difficile perché si riduce la visibilità intradominale, ci avviciniamo ai trocar
per cui servono le manovre di controspinta del chirurgo, poi seguirà
la sezione del primo set di due punti e il fissaggio del punto
punto peritoneale est. L'IMESH trattasi di una tecnica sicura innanzitutto in assenza dei punti
trasperitali e delle loro complicanze che conosciamo bene possono aggiungere complessivamente
il 55% tipo ematomi di parete, lesioni d'organo, ancora dolore postoperatore cronico che arriva al
il 30% su trussite infection, le infezioni nella sede del posizionamento dell'ago,
ancora rotture della mesh con rischio di recurrence e anestetismi cutanei.
Tecnica sicura per la notevole visibilità intradominale che è dovuta all'innalzamento
del campo operatorio sulla volta della parete addominale lontano dagli organi
con riduzione del rischio di loro lesioni da manovre cieche e non.
Tecnica agevole in virtù della grande maneggevolezza di Slim Mesh ed il sinergismo delle due forze che abbiamo citato prima, la forza elastica intrinseca in ogni mesh se è così trattata, la forza tensione che è la forza che si genera quando noi stiriamo una mesh tra due estremità come quando si costruisce un ponte.
queste due forze aiutano il chirurgo in tutte le manovre di ancoraggio
permettendo una corretta distensione e tensione della mesh
tecnica facilmente riproducibile anche da chirurghi in training paroscopico
tecnica soprattutto, il dato più importante, veloce
per riduzione del tempo chirurgico rispetto alla traditional paroscopic repair
per ogni tipo di paziente e per ogni tipo di ernia
Ancora una tecnica economica in assenza di costi aggiuntivi per dispositivi associabili alla mesh per la sua introduzione o il fissaggio intraparitale tipo glue o PS, posizioni di sistema o altri sistemi costosi. Grazie.
Buonasera Carnazza, due precisazioni, intanto l'opneumo a quanti millimetri di mercurio lo ponete per mettere il tipo di protesi e poi che difficoltà avete avuto nel mettere la parte ovest cioè quella vicino ai trocar perché la mesce è molto ampia, la diastasi dei retti sappiamo che è ampia
quindi io penso che ci sia stato
un po' di difficoltà a posizionare
in questo modo anziché nord-sud
la protesi pur essendo larga
poi 14 di pneo
mi sembrano un po' troppi
io la faccio a 10
proprio per il problema
del post-operatorio
perché sappiamo bene le tensioni
grazie
generalmente usiamo
peritoneo a 12 mm di mercurio
però sempre pronti se ci sono
complicanze di tipo anestesiologico a ridurlo. Per quanto riguarda l'approccio, la disposizione
dei trocar, io ho fatto un'ernia, in quel caso massiva, sempre con troca dalla regione
ipogastrica, diciamo che per quanto riguarda me personalmente preferisco la posizione da
destra, l'intervento risulta più veloce. Lei dice una mesce gigante, ma l'intervento
parte con la misurazione
della patologia
che conosciamo
anche con il riscontro TAC
ma soprattutto con il riscontro del parascopico
il calcolo è
la misurazione intraperitoneale
e
facciamo già la considerazione
di una posizione
del fatto che i trocar devono essere posizionati
molto lateralmente
va bene
una domanda
nella diastasi
non riapprossimare i reti
sulla linea mediana
è un po' controversa
diciamo che
generalmente
sentendo anche
l'odio femminile
le donne preferiscono un approccio laparoscopico
tipo questo
cioè la mesce
dà sufficiente rigidità
perché sennò rimane comunque un bulging
della rete
per questo io le avrei portato due foto
che potete vedere, questa è l'immagine del paziente prima dell'intervento che aveva abbandonato l'attività fisica
e questo è a tre mesi dall'intervento, solo appena a tre mesi che aveva ripreso solo modestamente il suo giochino.
Ecco, diciamo questo rispondendo alla sua domanda, la diastasi di reti non è solamente una malattia estetica
E quello è l'aspetto secondario, è una malattia funzionale. Ho introdotto prima come trattasi quasi di una malattia sistemica. Quindi prima al paziente noi dobbiamo dare una cura alla malattia funzionale che può prendere tutti gli organi, il respiro, la schiena, la vescica e altri.
Poi se c'è anche guadagno estetico, meglio generalmente c'è, se no diversamente è un intervento di chirurgia plastica.
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