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24° CAD anno 2013 U. BOGGI (Pisa Cisanello) nefrectomia laparoscopica hand assisted
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questo qui però signore è fissato si fa per dire vero?
Molto per dire, eh.
Non so se...
Ecco, se si è strappato peggio perché sotto c'è un buco.
Un altro ferro.
Sì, se non me la danno sarà difficile c'è l'attacchi.
Levati.
Si deve arrivare.
No, no, questa che c'ho qua mi serve qua.
Scaldiamo.
Come?
Così, così.
Visto lì?
Quanto è?
12.
12 non mi sa.
Allora va bene da 12.
Scusa.
Un po' bravo.
Ecco.
Ok.
Fai vedere qua.
Fai vedere il fegato.
Mi fai andare qua un attimo che vedo anche una cosa.
Ok, bene.
Dov'è che vuoi che provi?
Sì, sto pigiando, ma se non la provate...
No, no, no, te la seguivo perché pensavo guardasse...
Vai, funziona, hai visto tutto?
Ok, allora noi possiamo cominciare.
abbiamo notizie come dobbiamo comportarci forse meglio scelto si vieni di qua vieni di qua la
raggi un attimo
dicevo ma io cosa devo fare a parte fare queste due lesi d'aderenza e poi mi devo
fermare e aspettare c'è un interlocutore che ci dice cosa fare o no come come dice
scusi sì loro stanno vedendo no indietro utilizziamo un pelo al colon non funziona
Sì, sì, sono lì.
L'emoloc verde, vicino.
Pronto Pisa?
Sì, salve.
Buongiorno prof, sono sempre io che danno, eh?
Salve, salve.
Che tipo di intervento fa?
questa è una nefretomia destra ok le passo un moderatore un attimino di pazienza
oggi buongiorno buongiorno sono cucchiara mi hanno mi hanno dato l'incarico di disturbarti
durante l'intervento. Avete presentato il caso? No, non ancora. Allora, è una signora di 40 anni
che ha una neoplasia renale prevalentemente polare inferiore. È questa? Questa qui, non so se state
vedendo l'immagine. Diciamo che avremmo anche potuto immaginare di fare un'eminefrettomia,
Se non fosse che il diametro massimo stimato all'attacco è superiore ai 7 cm, arriva a contatto con il gruppo caliceale inferiore, quindi sembrava, come posso dire, un po' eccessivo un atteggiamento conservativo.
Quindi abbiamo pensato di fare una nefretomia.
La paroscopica end-assisted. La mano entra da un piccolo funnestill, che sarebbe stato comunque necessario per estrarre il pezzo.
Poi abbiamo due trocar, uno dell'ottica in sede subito paraombelicale destra, un trocar da 5 mm in sede sottocostale destra, quello dal quale sto usando l'uncino, e un altro trocar in sede sottoxifoidea che è quello che ci serve per retrare il fegato.
Fai vedere un attimo, ecco, quest'altro strumento ci tiene il fegato a retratto.
È una tecnica, quella che facciamo vedere, che è mutuata da quella che usiamo nella donazione renale da vivente.
E la cosa che facciamo abbastanza regolarmente è che non usiamo strumenti tipo Ligasure o Ultracision.
Non che non siano strumenti validi perché sono eccezionali, ma nella maggior parte di questi interventi si riesce a fare con l'uncino.
senza particolari problemi quando sono obesi o c'è qualche motivo per cui dobbiamo fare presto
allora usiamo uno di questi energy device più efficaci si dicevo di trocar visto che
mi hanno detto vedete tanto c'è la mano che è infilata dentro questo fan estil ergonomicamente
la nefretomia destra si presta bene perché la mano sinistra e quindi diciamo il taglio
viene nascosto comunque e viene abbastanza bene. Il trocar per l'ottica in sede periombelicale,
quello operativo sottocostale da 5 mm e un altro sottoxifoideo da 5 mm. Poi la stapler
normalmente nella donazione renale da vivente la infiliamo dal gel port e la spariamo da
lì e la stessa cosa quindi facciamo nel caso del tumore. La tecnica immediata della donazione
da vivente, perché se lei immagina che la stapler sia il mio dito, se ora rivede internamente,
è esattamente orientata parallelo alla cava e quindi ci consente di prendere tutta la vena renale.
In un tumore ciò è a volte necessario, a volte non indispensabile,
ma comunque ciò evita di dover mettere un altro trocar da 12 mm.
Ottimo, grazie.
Questo come vede l'uretere, siamo sul piano dell'opsoas.
C'è un'ottima visione.
adesso che andate verso il dudeno
se magari vai spiegando
i tempi, le strutture
che mano a mano incontrate
allora ovviamente sotto
questo grosso vaso è la cava
questa è la gonadica
di destra
questo come giustamente indicava
è il dudeno
che va mobilizzato
quel tanto che basta per avere
una visione chiara del piano cavale
e quindi poi
della vena renale fra poco
poco, come dicevo la dissezione procede con l'uncino normalmente, la signora non è sfavorevole
come tipo di paziente, ma salvo proprio i pazienti più sfavorevoli nei quali l'uso
magari di uno strumento più efficace ha una buona ragione di essere, normalmente l'uncino
è sufficiente. Qui c'è la gonadica, si è lacerato un piccolo collaterale, ma non
Non è un problema in assoluto, lo è anche di meno avendo la mano a dentro che è uno dei vantaggi proprio nelle procedure sul rene e quello nel caso di un qualunque problema sui vasi.
La sensazione è che abbiate un controllo del campo molto buono e direi niente da invidiare all'open.
Sì, e questo le dico, la tecnica è in gran parte mutuata alla donazione renale da vivente dove di fatto all'inizio c'era perplessità circa il fatto di ottenere vasi sufficientemente lunghi, oggi è chiaro che il risultato nel candidato ben selezionato, quello giusto è equivalente alla tecnica open, quindi sì il controllo normalmente è un controllo valido che consente di agire in buona sicurezza.
Devo dire che io ho vissuto l'era pioneristica dei trapianti in seconda clinica, dal 1963, il primo trapianto l'abbiamo fatto poi nel 1966, fino all'80 l'idea di un donatore vivente in laparoscopia è lontano dalla mia mentalità.
però vedo che ormai anche i miei ex colleghi lì in istituto lo applicano abitualmente.
Sì, diciamo se esiste un qualche cosa che in medicina si può considerare standard direi che la nefretomia, la paroscopica nel donatore vivente,
sempre nel candidato appropriato, può essere oggi vicina ad essere considerata una tecnica standard.
Le sue perplessità professore erano anche le nostre all'inizio, all'inizio nel 95 quando in America iniziarono noi ricevemmo un questionario, cosa ne pensavamo? Quello che abbiamo pensato che fosse una cosa stravagante, in realtà poi si è iniziato e funziona.
Poi gli strumentari sono andati migliorando, le cose sono cambiate. Prima di farli io, i prelievi li faceva il professor Ribotta, che non so se ricordate, era un eccellente chirurgo.
e una volta una lombare che si strappò ci fece sudare e io ho sempre ricordato quell'episodio
quando facevo i donatori viventi perché non può assolutamente succedere nulla a un vivente,
c'è niente da fare. Però ora sì, ora è tecnica standardizzata e quindi legittima.
Sì, ha ragione, un donatore vivente non dovrebbe mai succedere niente, questo rende l'intervento in quel caso anche stressante, però consente forse meglio di altri di affinare tecniche, confrontandosi anche con i colleghi, proprio per la necessità di avere una tecnica il più possibile standard e sicura.
Sì, ma le tecniche sono poi anche molto questione di abitudine, se c'è il volume la tecnica si mette a posto, noi incominciamo a fare i tre pianti con il rimpianto in vescica,
all'apolitano Ledbetter come insegnava padre Starzl e poi passammo alla Gregoire League
facendola molto più rapida e comoda, tanto per dire una variante tecnica.
Sì sì assolutamente, assolutamente, vedi ora qui sicuramente usando una Liga
sull'Ultracision si fa prima ma nell'epoca dei costi moderni...
quello è un punto
e poi se non è indispensabile
il ligasure
chiude i tessuti
con l'uncino li aprite
ora la tecnica rispetto al donatore
sarà lievemente diversa
nel senso nel donatore lasceremo
la capsula di gerota nel donatore
pulendo già il rene
preparando l'altra pianto
e l'altra cosa è che
non taglieremo l'uretere e i vasi gonadici
se non proprio come penultima manovra prima dei vasi renali.
Ora le ureterie e i vasi gonadici possono tranquillamente essere tagliati
ed anzi ci aiuteranno nel sollevare il rene e andargli posteriormente.
Quindi ora fra poco sarà questo che faremo.
Ecco, un vantaggio di questo uncino che stiamo usando è questa cosa che si è appena vista,
fa un po' di tempo indietro, è che si può articolare.
E quindi per esempio...
Adesso si vede, sì.
Sì, ovviamente non è come usare un robot in cui c'è gli strumenti articolati, però per esempio andare qui dietro si fa meno conflitto, altrimenti con lo strumento retto si sarebbe meno precisi, quindi sicuramente come diceva le prima, lo strumentario si è affinato e sicuramente ci aiuta.
ora siamo finiti un po' nel fumo
ecco
allora per fare i vasi gonadici
siccome non abbiamo trocar da cui entrano
emoloc più grandi
non so se potete far vedere anche dall'esterno
ora ho tolto la mano
si
inizia l'emoloc
inizia da 5
anche quella finestrata solita
allora non so se vede
dall'esterno
allora entriamo con la clip
dal sistema
per l'end assisted
sostanzialmente
forse qui ci vorrà anche la clip oro
allora quest'altra la mettiamo sul
l'oreterio
questo è sempre nell'idea
ora soprattutto a valore torno a ripetere
in un donatore vivente spesso
come dire anche questo aspetto
dell'estetica
importante ma magari
nel paziente neoplastico meno
in un donatore, si se c'è l'oro mettiamo quella
invece in un donatore vivente tutto è massimizzato e come si può fare non si perde più di tanto il
pneumo e anche come ergonomia di lavoro è un'ergonomia di lavoro sufficiente quindi
che ha piso un certo colore non si può neanche nominare, e quelle chiamiamo lilla, perché
il campanilismo non abita da queste parti.
Ecco, fosse stato un donatore vivente ovviamente in alto l'uretere sarebbe stato non clippato,
ma in questo caso non abbiamo vantaggio a non farlo, anzi evitiamo di essere inondati
di urina.
Ora possiamo reinserire la mano, davanti un attimo l'ottica,
Ecco, avendo sezionato il loretere e i vasi gonadici, ora è anche più semplice.
Mi sente sempre, professore?
Sì, sì, si sente sempre e si vede anche bene.
Bene, avete un ottimo campo. Trattandosi della metà inferiore, il surrene verrà rispettato?
Assolutamente sì.
Sì, se lo vuole mettere sì.
C'è un po' di lino lì che ha preso.
Assanguinare in maniera birichina.
Io sto schiacciando ma non funziona.
Sto schiacciando il pilare giusto.
No, no, non sta funzionando.
Aspiratore?
dà la pinza monopolare col coagulo.
Ora siamo al polo superiore, con la mano delicatamente si può tirare il rene verso il basso
e che ci aiuta ovviamente in questa manovra che può essere un pochino più delicata.
Ecco, in laparoscopia magari si può avere un po' meno facile l'accesso al polo superiore,
ma ritraendo facilmente l'organo verso il basso.
Adesso la visione è buona e si vede bene che state lavorando nel cellulare lasso
che demarca tra Rene e Surrene
e magari quando vi riavvicinate verso la cava
se ci fate vedere bene
assolutamente
ecco, Surrene è qui
si, si vede bene
si è visto
eccolo là
mi ci vuole il moloc
verde
ecco, ora andiamo sui vasi e sulla cava
guardiamo giusto un attimo le mostre di qui
ora la scopriamo bene anche anche da qui l'arrese è molto buona si intravede anche da qui l'arteria
destro non ci sono normalmente problemi con la linfostasi, ovviamente essendo lontani
dai grandi tronchi linfatici, mentre sul lato sinistro si può andare molto vicino a grossi
tronchi linfatici. Nella paroscopia quale sistema si usi se non c'è poi un sistema
meccanico come mettere dei punti o mettere delle clip, è noto come dire che in casi rari
si può avere una fistola chilosa che qualche volta può perfino arrivare al grado della
scita chilosa e allora bisogna porre sulla sinistra particolare attenzione a cercare
di chiudere con grande meticolosità i tronchi linfatici. Sulla destra se c'è qualche grande
tronco si può legare ma normalmente questo non si traduce clinicamente in un
effetto negativo. Ecco quindi allora abbiamo, aspetta vieni un attimo indietro,
sì, allora abbiamo la cava che è questa, l'arteria renale e la vena renale, ora
rigiriamo un attimo il rene di dietro così rivediamo meglio l'arteria giusto
per essere più tranquilli, poi possiamo chiuderla con la strutturatrice
meccanica che come accennavo poc'anzi verrà inserita a sua volta dall'accesso
and port per questo fatto che l'uncino delle si articola si gira in queste
situazioni ci dà parecchio vantaggio è stata agevole acquisire dimestichezza
con questo strumento si rispetto a fisso si direi che abbastanza intuitivo
nell'uso per cui con un minimo come dire ecco di pratica poi non è non è
disagevole ecco imparare ok penso che grosso modo dovremmo essere pronti
se me lo trovo male, in mezzo dei cavi, poi qui dietro forse c'è una veneta, l'aspiratore
sì, dunque c'è, c'è una vena qui, una piccola vena, che si potrebbe gestire con una clip,
ma ora non ce la metto perché ho paura che mi rimanga in mezzo alla strutturatrice, quindi
penso che abbiamo abbastanza spazio per mettere la strutturatrice, direi di sì, quindi levo
la mano, poi dal distruttore del gel port mi da la strutturatrice, direi che ora si
l'arteria renale, ma sostanzialmente non ce ne sono, nel senso che o la si lega e la si
cuce, che è un'alternativa, o le clip normali sono da tempo state giudicate non sufficientemente
sicure. E anche gli altri tipi di clip, nello stesso foglio del produttore c'è scritto
che non vanno usate sull'arteria renale del donatore vivente e quindi mi domando perché
dovrebbero essere usate o si potrebbero usare in altre situazioni. E quindi è raccomandato
usare un sistema di trasfissione e cucitura, sostanzialmente è una suturatrice. Ancora
sotturata come si deve, anche la cava, anche la vena renale è a raso della cava, quindi
abbiamo preso tutta la vena anche per motivi oncologici, sebbene in questo caso non sembrava
Ora estraiamo il rene e poi rifiniamo l'emostasi.
Indubbiamente il rene si presta, però avete dato un'immagine di intervento oncologicamente corretto,
passando sempre in tessuti sani
non andando mai nell'aria coinvolta dalla lesione
e quindi veramente complimenti per la tecnica
che avete scelto e come la realizzate
grazie mille professore
ora rifiniamo le mostre
chiudiamo l'accesso umbilicale
si chiude il taglio
l'intervento è completato
Ecco qui a volte se è necessario, se vediamo dei grossi linfatici a volte possiamo mettere dei punti, però ora vediamo fare le mostre con la pinza e poi vediamo come dire se rimane dei dubbi.
Una curiosità personale, visto che avete nominato il donatore vivente, nel caso di Rene Sinistro la vena dove andate a chiuderla? Tra Orte e Cava o sul margine sinistro della Cava?
direi sostanzialmente tra orte cava cioè normalmente abbiamo la sfruttate tutta la
lunghezza e cerchiamo di prenderla tutta e nella maggior parte dei donatori è possibile lasciate
drenaggi ma normalmente uno per una giornata giusto più per spia dell'emostasi che peraltro
giusto per una precauzione
qui sotto c'è proprio una di quelle vene
professore che citava prima
che possono essere così antipatiche
alle volte
quando sono lineari è bene
ma quando sono a rete
ecco
ora forse può essere di interesse
questo nuovo sistema
che c'è per chiudere l'accesso
che è abbastanza pratico
ovviamente metteremo un punto sulla fascia
solo sull'accesso
principale
sul fan e stile
no, sull'accesso dell'ottica
intendevo dire il fan e stile
sui piccoli
mi fai un attimino vedere che non vedo perché non esce
allora, ora reintroducendo l'ottica
come all'inizio mi dà il trocar
che almeno viene meglio
da
qui andrebbe tenuto così
vai dall'altra parte
vai dall'altra parte
Ora guardiamo dentro il trocker, si introduce questo sistemino che poi una volta all'interno dell'addome va sbloccato,
si aprono le alette
si riblocca
poi si piglia uno degli aghi
uno dei due aghi
passa all'interno di uno dei due canali
fammi vedere
e automaticamente
finisce nel primo buchino
c'è una membrana di gel
si ritrae rapidamente
rimane incastrato lì
va rimontato all'altro filo
devo metterlo nell'altro buco
io lo sto accompagnando qui
Ora si riscende e da solo rifinisce automaticamente nell'altro buchino, si estrae, a questo punto si sblocca il sistema, lo si richiude, si retrae ed ecco fatto, è sigillato.
Ora non è facilissimo far vedere, soprattutto perché sta perdendo il pneumo, ma in ogni caso è estremamente efficace, rapido e non richiede quell'acrobazia a cui magari qualche volta si può essere abituati.
Allora, ricontrolliamo ancora una volta dentro e poi mettiamo un drenaggio.
Lo usate da parecchio?
No, non da parecchio perché è un prodotto relativamente nuovo, ma è un prodotto che dà soddisfazione.
Lo avete elaborato voi?
Abbiamo trovato una comodità che non costa di più e quindi i nostri amministratori non ci brontolano più di tanto, diciamo così, perché brontolare sappiamo che ormai brontolano sempre, quindi il campo è sufficientemente a posto, lo rilaviamo ancora per maggiore sicurezza, ricontrolliamo l'arteria che ovviamente è quella che potrebbe riservare le sorprese,
A questo punto mettiamo un drenaggio che facciamo passare qui dall'accesso sottocostale, lo lasciamo qui nella ex loggia renale, poi ora la paziente ovviamente è sul fianco quindi poi quando tornerà nella sua posizione tutto naturalmente riandrà più o meno a posto da solo ma in ogni caso l'aiutiamo già andando a rimettere il colon dove deve andare.
Ora controlliamo anche che mi danno una pinza retta da 5 mm che non sanguini quest'altro accesso da 5 mm che era quello che avevamo per retrarre, che sembra a posto e quindi abbiamo finito.
Per completare ci dice qualcosa su tempi di rialimentazione e magari avete il pezzo ancora lì, casomai da aprire?
Sì, sì, volentieri.
Così fate vedere la lesione. Grazie.
Il recupero è come atteso per una procedura mini-invasiva rapida.
Noi consentiamo ai pazienti, a seconda senza forzarli, ma già di bere, prendere qualcosa di liquido nella serata dell'intervento, li facciamo alzare e li stimoliamo a camminare.
In prima giornata, a seconda di come si sentono, possono rincominciare una dieta liquida e poi mano a mano più solida.
Se se la sentono, perché ovviamente c'è una variabilità interindividuale, l'adegenza media di questo intervento è intorno ai tre giorni.
Poi se qualcuno non se la sente di andare via e vuole stare un giorno di più, non è che siamo obbligati a cacciarlo.
Però l'adegenza media è intorno a tre giorni e la rialimentazione è in prima giornata, quindi soprattutto per un organo come il rene, come giustamente sottolineava lei, nel quale non c'è un'esigenza di ricostruzione e il più dell'intervento è nella fase demolitiva, la chirurgia mini-invasiva sembra avere nei casi giusti una buona indicazione.
Lo stesso si può dire nel fegato, ora noi per esempio per l'epatettomia maggiori nel fegato usiamo il robù, però è sorprendente come vedere un paziente che esegue anche un'epatettomia destra o un'epatettomia sinistra sia in grado di camminare in corsia la mattina seguente di aver avuto un intervento di quella mole.
E quindi credo che la chirurgia mininvasiva nelle sue varie applicazioni, soprattutto per tutte quelle forme che non richiedono una ricostruzione intracorporea complessa, abbia sicuramente un futuro.
sugli interventi che hanno una ricostruzione intercorporea complessa
noi abbiamo fatto circa 72 denocefali
in laparoscopia
sempre però con robot da Vinci
perché quando c'è da suturare tanto
come in un intervento sulla testa del pancreas
il robot da Vinci fa sentire pesantemente la sua differenza
i risultati sono buoni
ma essendoci una fase ricostruttiva
la maggior parte della morbilità
essendo legata a quella
sono meno eclatanti per esempio rispetto al fegato
Il rene, tornando a ciò che stiamo facendo, mi sembra veramente una buona indicazione per un approccio di tipo mini-invasivo.
Mi ha colpito molto perché non è usuale l'assistenza con la mano che effettivamente aggiunge qualcosa.
cosa? Diciamo, aggiunge intanto una cosa che è ovvia, ma ce la dimentichiamo magari
nella paroscopia, aggiunge il tatto, che è un senso ovviamente molto importante. Aggiunge
sicurezza, perché qualche volta raramente è capitato anche un malfunzionamento, un'indecisione
di funzionamento della suturatrice, magari anche sulla cava, e avere la mano all'interno
in quel caso
fa sentire la sua differenza di più
e questo
è una cosa abbastanza
pensavo poco
proprio a qui
pochi fortunatamente
ma ci sono stati casi di tragedie
per mancato funzionamento
dello stapler
anche quello la chirurgia mini-invasiva
io mi sono convinto
è una tecnologia che si affida molto sulla tecnologia
la tecnologia non è esente da poter
avere dei problemi
e il chirurgo e non solo il chirurgo
anche il personale di sala
devono conoscere molto bene la tecnologia che stanno usando
ed essere comunque sempre preparati
al fatto che ci possa essere un problema
e quindi essere pronti a ripararla
che poi è il principio base di tutta la chirurgia
si può fare una cosa
fin tanto che sia in grado di controllare le complicanze
che se no diversamente sarebbe come non avere un paracadute
Insomma, avere la mano all'interno aiuta in quest'ottica.
Non so se il rene è stato aperto.
Sì, bisogna ve lo mostriamo.
Il mio aiuto glielo sta mostrando, professore, vede?
Sì, si vede, si vede.
Se lo inclinate un po' verso la telecamera.
Ecco, ok, si vede bene adesso.
Grazie e ancora tanti complimenti.
In teoria non sarebbe stato impossibile una nefretomia parziale,
però mi sembrava francamente
eccessiva
non credo che in margine di sicurezza
sarebbe stato tranquillizzante
bene, la ringrazio professore
di nuovo e auguri
complimenti
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