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32° Congresso Chirurgia Apparato Digerente anno 2021 Gabriele Materazzi Tiroidectomia Robotica con approccio Trans-Ascellare (RATT) Università di Pisana U.O. Endocrinochirurgia Universitaria
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Dimmi. Sì, dunque, io noto che l'accesso lo farete dall'ascella di sinistra. Sì, assolutamente.
Puoi spiegare per quale motivo, perché la patologia è prevalente a sinistra o per altro?
Sì, il motivo è che la patologia ha di diametro maggiore a sinistra, perché lei ha un nodulo sinistro di 3 cm, mentre il nodulo controlaterale è di 1,5 cm.
Quindi comunque giustamente?
Certo, l'accesso è mirato ovviamente alla patologia, nel senso che se c'è un carcinoma si parte dalla parte del carcinoma.
se c'è un nodulo maggiore o un lobo di dimensioni maggiori
si parte dalla parte del lobo o del nodulo maggiore
questo per ovviare a quella difficoltà oggettiva
che è il fatto di andare a fare un lobo dal lato controlaterale
con dei bias di tipo proprio panico-dimensionali
per cui io nella selezione del paziente
invito a valutare non solo i diametri e le caratteristiche del lobo che si vuole approcciare,
ma anche omolaterale, ma soprattutto a valutare il lobo controlaterale. Piccoli esempi, se
nel lobo controlaterale c'è un nodulo apicale in corrispondenza del peduncolo superiore,
sconsiglio questo tipo di approccio, perché come è ben chiaro il laringe costituisce
uno scudo diciamo invalicabile, no? Mi senti? Certo, sì sì. Se dalla parte controlaterale
abbiamo un nodulo pur piccolo ma molto posteriore, sconsiglio di effettuare questo approccio
perché si rischia di non riuscire a gestire completamente quella porzione di Zuckerkand
molto posteriore. Quindi ancora una volta la selezione del paziente deve essere una
una selezione molto accurata, soprattutto da un punto di vista ecografico.
È chiaro questo, perché poi si rischia di non essere radicali.
Sì, come in tutte le tecniche mini-invasive, la selezione del paziente è assolutamente
il primo target e per fare un'accurata selezione è necessario avere un'expertise anche ecografica
che ormai oggigiorno comunque non manca a nessuno, parliamoci di tempo.
no no certo
non ci si fida mai
non per sfiducia nei confronti degli altri
ma è bene sempre guardarsi
che è quel proprio paziente
bene bene
avremo modo
se l'intervento fila liscio
dovrebbe durare tra la preparazione del tunnel
e la tiroidectomia
non più di un'ora e mezza
spero
a volte si fa anche prima
comunque il tempo standard è quello
un'ora, un'ora e un quarto, un'ora e mezza per la totale, poi ci sarà modo naturalmente di parlare, quindi capito si perde sempre un po' di tempo comunque in dettagli, anziché andare avanti in maniera, però in questo tempo spero che ci sia tutto il tempo necessario per spiegare e parlare di tutte le caratteristiche di questa tecnica, spero proprio.
Assolutamente.
Allora, noi stiamo facendo il campo, siamo pronti, anche perché volevo iniziare questo intervento dalla pelle, non volevo certo farli preparare, sono pronto col tunnel fatto, che invece rappresenta una componente della tecnica.
E' chiaro, anche perché rappresenta una parte anche importante, perché non è scevra da problematiche se non la si fa in maniera accurata.
Sì, poi è stata anche criticata come un elemento che ritarda e allunga di molto il tempo operatorio e invece spero di non avere problemi stamani ma se ben fatta e ben condotta non porta più di 15 minuti di tempo.
Ecco, come al solito tutto spesso sta nelle mani di chi lo fa, ovviamente aumentando l'esperienza i denti si standardizzano e si abbattono.
Esatto, esatto.
Quindi l'equip è composta da due persone e tu stesso fai il tunnel e poi passi alla console.
L'equipe è composta da chirurgo che si alterna al tempo di preparazione del tunnel e poi in console, però essenziale è la presenza del secondo chirurgo che sta al tavolo durante l'intervento quando il chirurgo primo sta in console.
L'ottica che usi è una 30 gradi?
Sì, quella robotica è di 30 gradi.
Ho una ripresa con un'altra ottica endoscopica per mostrare meglio quello che sto facendo nel tunnel, però almeno ci sono varie scuole per la preparazione dello spazio.
noi a Pisa lo facciamo sotto visione diretta
io non uso l'endoscopia
e a Modena per esempio
la Micaela Piccoli usa l'endoscopio
sono due modalità ovviamente
comunque tutte e due sono diverse
ma che alla fine portano allo stesso risultato
bisogna preparare uno spazio che sia idoneo
al posizionamento del retrattore
e soprattutto a raggiungere il lobo contralaterale
con una specie di parallelepipedo che deve partire dall'incisione ascellare
e arrivare quasi con la stessa larghezza a livello cervicale.
Ora ve lo mostro, sì, da un pennarello, perché siamo praticamente pronti per partire.
E ancora non siamo in registrazione, o siamo già in registrazione?
Benissimo.
Allora, quindi intanto presento il personale che è in sala oggi con me.
Va bene, io sono Gabriele Manterazzi, il mio aiuto al tavolo chirurgico sarà il dottor Lorenzo Fregoli e il dottor De Palma che tra l'altro appena ho finito le presentazioni vorrei presentarsi in caso clinico con due diapositive.
L'anestesista è la dottoressa Linda Lombardi, coadjuvata dal suo specializzando amante, bellissimo nome.
Ovviamente è assolutamente necessario avere un personale infermieristico che abbia una competenza specifica nella chirurgia robotica.
Io sono qua e ho la fortuna di lavorare dentro questo centro, che è un centro multidisciplinare robotico,
diretto dalla professoressa Murphy, che prevede la presenza di personale specializzato.
Le due infermiere che sono entrambe ferriste presenti stamani, la Marinella Motroni e la Letizia Cecconi,
sono due ferriste di alta esperienza non solo in tutta la chirurgia generale e tradizionale,
ma si sono poi specializzate nella chirurgia robotica.
Ritengo che sia essenziale questo perché la preparazione di un personale infermieristico in robotica per ottenere migliori risultati è essenziale.
Non si può inventare un'equip da un giorno all'altro pur avendo comunque dei professionisti validi.
Si deve avere un'equip che lavora insieme perché altrimenti i risultati non arrivano.
Allora io sto facendo un piccolo disegnino di quella che sarà l'incisione.
Sì, intanto il dottor De Palma vi presenterà il caso. Prego.
Buongiorno a tutti. Allora, scellare sinistro.
La paziente è appunto giovane, 35 anni, con un BMI di 25.
La diagnosi della paziente è una denoma di Blumer, del lobo destro della tiroide, in gozzo multinodulare.
Allora, appunto, come ha detto precedentemente il professore, la denoma è a destra, quindi nel lobo destro della tiroide,
mentre a livello sinistro abbiamo un nodulo di 30 mm, quindi essendo il nodulo dominante
l'accesso sarà a punto sinistro, 30 cellule sinistro. La paziente ha rifiutato il trattamento
con gli odio adiettivo per cui è stata candidata a una tiroidectomia chirurgica. Gli esami
ematochimici, quindi essendo adenoma di plume, possiamo vedere come il TSH è soppresso.
La terapia che la paziente eseguiva è tapazzole e inderal.
L'ecografia ha dato un volume tiroideo di circa 14 millilitri con al livello del lobo destro un nodulo ecocogeno di circa 13 millimetri
e al lobo sinistro invece un nodulo isoecogeno di 29 millimetri.
All'ismo ritroviamo un altro nodulo di circa 4 mm. Questo appunto è il nodulo a livello del lobo destro. L'ago aspirato che è stato compiuto a livello appunto del nodulo dell'adenoma di polumera ha dato il risultato di un TIR2 e appunto essendo una paziente giovane fortemente anche preoccupata del risultato cosmetico dell'intervento è stata posta in indicazione quindi un'antidelectomia totale robotica appunto con accesso remoto transascellare sinistro.
Bene, grazie.
A questo punto si inizia, si fa il taglio in corrispondenza del bordo laterale del muscolo grande pettorale,
in corrispondenza quasi del bordo dei burbi biliferi della scella.
Guardiamo un po' il taglio.
La cicatrice...
Quanto è stesa l'incisione?
Allora, l'incisione è un'incisione che ovviamente anche qui varia da quella che è la dimensione della tiroide che vogliamo togliere,
così via, però in media è tra i 5 e i 7 cm, cioè corrisponde esattamente alla lunghezza
di una cervicotomia standard in regione cervicale nel caso volessimo fare una tiradentomia totale
per un gozzo, almeno nella nostra abitudine di questo tipo. Si procede su un piano molto
superficiale che si va praticamente sul sottocute a scivolare sulla superficie
del muscolo grande pettorale la paziente non è esattamente una paziente diciamo
con le fattezze il bmi orientale ecco dove è nata questa tecnica è una zona
che è un 25 però da una parte come dire sono contento di fare un
un intervento che comunque è calato nella realtà, ecco perché voglio dire, è vero
che questa tecnica è nata in un paese dove il BMI è così basso, i toraci sono così
piccoli che onestamente rende molto più facile l'approccio, questo va detto, abbiamo anche
detto che certamente anche le nostre donne hanno diritto a un risultato cosmetico, non
non solo per i religiosi
ma anche propriamente
e unicamente cosmetici
allora vedete che è già in visione
il muscolo granpettorale
primo advice
ovviamente bisogna stare ben attenti
a non fare il banale errore di cadere
nella scella della donna
se no si va a finire a fare un ruotamento
a scellare e si chiude qui la diretta
si scivola invece
sul muscolo grandepettorale
avendo cura di mantenere
sempre il più possibile
il diametro dell'incisione iniziale
cioè non bisogna fare un triangolo
con apice
mi dai un piccolo ritrattore intanto?
è necessario un terzo
se puoi andare te Letizia
intanto
è necessario un terzo assistente
che sostiene
manualmente
il campo operatorio perché in questa fase non abbiamo ancora posizionato il retrattore
che poi vi mostreremo, però come vedete è un piano completamente esangue, avascolare
che si fa tranquillamente tramite elettrofistori.
Senti Gabriele, scusami, problematiche correlate proprio a questo tipo di accesso, siccome è una delle critiche che normalmente si fa a questo tipo di approccio, nella tua esperienza quali possono essere, che incidenza?
Il trattore lungo. Allora, le problematiche principali vengono da lesioni vascolari.
Fondamentalmente io non ho avuto nessuna lesione vascolare maggiore, assolutamente.
Allora, principalmente, come ben sappiamo, per chi fa questo tipo di chirurgia...
Ora si può accendere la luce?
Scusate, per chi fa questo tipo di chirurgia esiste la vena jugulare laterale,
che è quella che viene ad attraversare il campo per intendersi quando facciamo gli svuotamenti
che è una vena giugolare a volte piuttosto consistente
diciamo gestibile benissimo con una legatura o con una clip
ma ecco se ti devo dire l'incidenza maggiore di problemi che mi ritardano la preparazione del turno
mi arriva da lì e a volte ho purtroppo l'interruzione di questa venetta
che mi salmina e mi dà problemi. Ora vedo se riusciamo a farla vedere. Ovviamente per fare
il tunnel dobbiamo usare strumenti lunghi, come vedete ho cambiato l'elettrobisturi,
sto facendo ora l'ultima parte del mio piano sul muscolo grande pettorale perché sto arrivando
al muscolo sternocleidomastroideo e via via ecco la vena si trova qui e a volte l'incisione di
al secondo alla seconda parte della preparazione del tunnel quella più interessante no sì nel senso
perché siamo qua sul piano dell'articolazione esterno claveare, siamo qui,
quello che io indico è l'inserzione, quindi qua praticamente io col dito percepisco la clavicola,
a questo punto devo fare un piccolo salto verso il basso e devo andare a cercarmi il mio spazio
tra le due branche dello sternocleidomastoideo. Mi dai da asciugare un attimo?
Ho finito adesso per fare il moderatore, non avete problemi?
No, tutto a posto. In questo momento non vediamo nulla noi, abbiamo lo schermo...
Non vedete nulla? Questo mi dispiace molto.
Abbiamo il nero, dove hai preso la garza, fermo un attimo e chiedo aiuto.
Adesso vediamo da fuori, adesso siamo nel tunnel, quelle sono le branche dello sternocleido,
quindi siamo vicini alla tiroide
siamo molto vicini
quindi quella va sollevata
la branca sternale va sollevata
la branca clavicolare va lasciata
stavo dicendo
di qua passa questa vena
che è quella giugolare laterale
che nel tentativo
nel tentativo di allargare
lo spazio
se viene incisa purtroppo provoca un sanguinamento
che non è grave
ma che rallenta di molto
la preparazione
del nostro tunnel a questo punto quando abbiamo la branca sternale la possiamo caricare
e no devi far vedere se no giustamente devi tirare vedete il muscolo omoioideo che è un
rapper importante diciamo che si intravede perché un po scuro ecco adesso meglio sì
Sì, perché dimmi se l'immagine che vedete voi è buona o no, siamo qua apposta, capito?
Sì, sì.
In questo momento quello che vedo io lo vedo con i miei occhi, quindi ti prego di aiutarmi in questo senso.
No, lo vediamo un po' sporco.
Fammi dare regia.
Lo vediamo ovviamente tramite l'endoscopia.
Ecco, questa che stiamo raggiungendo è la tiroide.
Sì, bisogna levare il fumo, se no giustamente...
C'è un po' di fumo, c'è un po' di fumo.
Fammi asciugare un secondo.
Guarda, credo che sia un po' sporca l'ottica, sì decisamente.
A questo punto si incidono i muscoli per tiroidei?
Si incidono nel senso che si sezionano o si passa?
Allora, non ci si passa esattamente proprio sotto.
Diciamo che l'abitudine è quella di inciderli parzialmente
per andare a prendere la capsula tiroidea.
ho letto, grazie
fai asciugare un secondo
allora è questa
si hai ragione, io nel tentativo di farvi vedere meglio
purtroppo abbiamo usato
una tecnica ibrida
abbiamo messo l'endoscopio dentro
che di fatto io non metto male
però spero che adesso si veda chiaramente
che affiora la tiroide
con ancora un minimo strato
di muscoli pretiridei sopra
che sono quelli ovviamente
più profondi, che vanno ovviamente in qualche modo poi caricati, ma come spesso faccio anche
in chirurgia tradizionale, vengono parzialmente sezionati, soprattutto nella parte apicale.
La preparazione del tunnel è importante per eseguire poi un intervento corretto e soprattutto
comodo. Non ci si deve limitare nella preparazione del tunnel, bisogna assolutamente cercare
di raggiungere come sto facendo il lobo controlaterale perché è vero che con il robot si può poi
gestire la parte, vedete che sto andando oltre l'istmo, piano piano si sta delineando
l'anatomia diciamo, a questo punto io vado a caricare i muscoli pretiroidei e ho praticamente
anche controlaterali
anche controlaterali
poi è vero che la restante parte del piano
me la possa anche preparare robotica
perché grazie alla produzione
e diciamo il disegno
di uno speciale retrattore
che è stato poi disegnato
fatto in Germania ma con la collaborazione di Micaela Piccoli
questo retrattore che infatti si chiama Modena Retractor
che io sto per usare
permette l'avanzamento della spatola progressivo
e quindi sotto guida endoscopica lo si può gestire in maniera progressiva
vedete però che io con il mio elettrobistoli sono arrivato al lobo controlaterale
e mi preparo a caricare prima con la spatola
tieni, metti dentro l'endoscopio
e poi successivamente lo caricherò con la spatola del Modena Retractor
allora come vedete io ora l'interesse mio è prepararmi anche la porzione più diciamo rostrale
perché il peduncolo superiore si trova qua, qui siamo a sinistra
io direi di essere praticamente pronto a questo punto ho terminato il tunnel
e mi dichiaro pronto per mettere il retrattore
quindi comincia quella seconda fase che è la fase di docking
Cosa vuol dire? Vuol dire che poniamo il retrattore, vieni spatola, e poi mettiamo ovviamente i bracci robotici.
Vuoi vedere quando inserisco il retrattore a me? Anche a me.
Ok, va.
Come vedete, fai vedere Lorenzo, il retrattore arriva dalla parte opposta.
Vedete, questo è il nodulo maggiore, questo è il nodulo minore.
questo è dove arriva la mia spatola
qui c'è il giugolo
la preparazione deve andare oltre l'istmo
soprattutto quando si vuole fare una totale
è chiaro
quindi il retrattore
solleva tutto il piano dei muscoli
pre-tiroidei
e sostanzialmente bisogna rispettare
la larghezza del piano
perché se si va
a finire con un'apice
ovviamente non c'è più spazio per operare
bene
sistemiamo il robot
dai ora ci saranno tre minuti di posizionamento
i bracci che usi sono ovviamente tre in questo caso allora leviamo tutta la colonna non serve
più scusa questioni tecniche allora i bracci sono tre e il tuo il tuo ovviamente si presta
è giustamente forse una provocazione, perché tu sai che la tiroidottomia robotica totale,
così come è stata disegnata da Chung, è effettuata con quattro bracci di Danagasa.
I quattro bracci servono, uno per tenere l'ottica centrale, il secondo braccio per l'Harmonic,
il terzo braccio per la maryland e il quarto braccio serve per sostenere il
lobo tiroideo ora ti dico qual è la nostra esperienza
noi a pisa abbiamo fatto 615 interventi di questi 615 io direi più non dico più
della metà ma almeno 280 290 sono totali e non abbiamo mai ti posso dire mai
mai usato il quarto braccio se non nel primo intervento che fu di lobectomia tiroidea.
Cos'è successo?
È successo che, coadiuvati dai tecnici della bimedica, si può mettere questo respiratore
o no, perché le giornate passano poi, quello lascia stare.
Allora, stavo dicendo che dal primo intervento in cui abbiamo posizionato i quattro bracci
ci siamo reso conto subito che intanto i quattro bracci all'interno della ferita comunque certamente ponevano problemi di compatibilità, ma non tanto per noi, proprio per il robot stesso, perché lo spazio è molto ristretto.
inoltre ci siamo resi conto
almeno nella nostra esperienza
della quasi inutilità
di questo quarto braccio
perché come avrò modo di farvi vedere
spero
alternando sia con
l'harmonic ultracision
che con la mediland
la presa
dell'ovo o di quello che vogliamo
prendere
alla fine che ci sia un braccio
che ci tieni l'ovo continuamente
sospeso
non ci dà nessun vantaggio ulteriore
quindi questo nel tempo ci ha fatto capire
e abbiamo perseverato in questo atteggiamento
che tutto sommato anche se c'è una volta su mille
che diresti guarda forse se ora avessi il quarto braccio
magari me lo metterei lì
diciamo non capita quasi mai
di sentirne la mancanza
e in effetti i risultati almeno ci sono
perché abbiamo fatto tutti questi interventi sempre con tre bracci
il fatto di utilizzare tre bracci si è ripercosso in maniera sostanzialmente importante
quando da un punto di vista economico usavamo l'XS
aspetta sto posizionando, scusa ci sono a volte, ecco
sto posizionando il modellare trattor
abbiamo una visione della sala centrale o no?
abbiamo una visione centrale della sala
si può inquadrare il malato?
lo stiamo vedendo benissimo
questo per far vedere
il divaricatore che a questo punto
è l'unico mezzo con cui manteniamo
il campo operatorio, l'intervento è bene precisarlo
è un intervento gasless
allora scusa, mi sono interrotto
dicevo, il fatto di usare
tre bracci
naturalmente ha avuto delle ripercussioni importanti
da un punto di vista economico
perché quando usavamo
è uno strumento di meno
allora a parte lo strumento di meno
ma soprattutto la vestizione del quarto braccio
che nell'XS
si fa in maniera modulare
mentre nell'XI
devo ammettere
che invece si pratica
un minimo piccolo spreco
perché va vestito
anche il quarto braccio
e purtroppo questo problema
ancora non risolto
ma chi usa l'XS
certamente potrà portare
a vantaggio di un risparmio su ogni intervento del costo della guaina che non è del tutto
irrilevante. Non si discute sul fatto che l'alobetomia possa essere fatta con tre bracci,
non si discute. Avendo fatto almeno 200, non mi ricordo quante ne hai detto, 200 di alobetomie
totali, non ti dico il numero esatto, non vorrei sbagliare ma siamo sicuramente intorno
alle 2.50. Adesso abbiamo ultimato praticamente il docking, o quasi, che quindi consiste nel
piazzare i tre bracci, un braccio centrale che è quello che porta l'ottica ovviamente
e due bracci laterali, uno che porta l'harmonica, l'altro che porta la Maryland. Perché ritengo
che questo sia un intervento smart, diciamo, intelligente, perché sono i bracci stessi
a tenere aperta la ferita. I bracci laterali divaricano la ferita. E quindi è ingegnere...
E la tengono. Sì, come vedi, come potete vedere tutti, il tempo di docking in genere in un'equipe
esperta implica una perdita di tempo di 5 minuti. Se vogliamo metterci anche in posizione,
nel posizionamento del retrattore
abbiamo impiegato
un tempo medio di preparazione
del tunnel, a parte che ci siamo
un attimo fermati
poi c'è sempre
il rallentamento della diretta
l'emozione, come dire
il voler far bene per forza
il fatto che debba andare tutto bene
quindi questa poi
non voglio giustificarmi ma era una paziente
che ci tengo
a presentare perché ripeto
aveva e ha un BMI piuttosto consistente, non è quello di una coreana, ha una bella dose di tiroidite
e la nodularità è di 3 cm da una parte e di 1,5 cm dall'altra, quindi non si parla di una tiroide inconsistente.
Vediamo i risultati.
Allora, adesso stiamo posizionando gli strumenti.
scusami, tu usi sempre sulla destra l'harmonic e sulla sinistra il Maryland?
sì, sì, assolutamente
diciamo che bisogna vedere qual è l'approccio
in questo momento io ovviamente ho l'harmonic sulla destra
e vado a fare il peduncolo
quindi devo avere, io ho sempre l'harmonic dalla parte del peduncolo superiore
e mantengo nella maggior parte dei casi costantemente in questa posizione
però è anche vero che posso invertire gli strumenti
vi farò vedere quando cambiamo il lobo
che a volte potrebbe essere utile cambiare la posizione degli strumenti
cioè invertirli
però quando approcci da destra l'harmonic lo tieni a sinistra
sì, sempre dalla parte del peduncolo
allora voglio rimarcare un concetto importante
Ci tengo non solo per ringraziare di nuovo quelli che mi stanno aiutando, queste manovre di doppi nel posizionamento del robot richiedono un'equipe esperta, nel senso che abbia fatto un training, altrimenti è vero che si possono avere delle perdite di tempo inutili da parte di quello che sta al tavolo.
È nota la frustrazione del chirurgo che stando in console vive quella distanza anche minima sul tavolo operatorio.
Se non ha un assistente ultra valido, certamente si può trovare in difficoltà.
Allora, abbiamo completato il docking? A questo punto si parte con l'intervento.
Vedo anche un aspiratore endoscopico, ovviamente. Quello viene utilizzato dall'assistenza al tavolo operatorio?
Diciamo una cosa alla volta, l'aspiratore è quello che in fianco tiene il dottor Fregoli che è il mio assistente al tavolo e che avvolge anche esso un ruolo importante,
prima di tutto perché come sapete il robot, l'aspirazione è continua, vedete dai fori del retratore, quindi i fumi che vengono prodotti vengono aspirati certamente dall'aspiratore centrale,
Però è anche vero che quell'aspiratore che sta tenendo fregoli non solo è importante per aspirare per le tematiche eventuali, speriamo ce ne siano meno possibili, però soprattutto servirà, come vedete già, per aiutarmi nella gestione del piano.
Ciao Marco, Marco Raffaelli, annesso con noi, buongiorno Marco.
Abbiamo risolto i problemi tecnici perché qui la regia non riusciva a farci parlare.
Gabriele posso farti una domanda?
no no no ma sapendo
diciamo
che tu hai sempre utilizzato
il Maryland e l'Ultracision
per questo approccio
tu sai io ho incominciato
a utilizzare il
Besser Sealer
e la pinza
diciamo il Prograsp
che comunque sia
mi da una maggiore sicurezza
e soprattutto il Besser Sealer che mi consente
di utilizzare completamente
diciamo le peculiarità del robot che sono quelle diciamo di muoversi a 360 gradi tu l'hai mai
provato? se si hai notato differenze rispetto all'Ultracision? No, deve essersi diciamo perché
non consente libertà di movimento che hai con i robot l'harmonica rimane rigido rimane retto
ti dico io mi trovo molto bene
perché
è un pochino più grande
ma tutti le peculiarità di rotazione
dell'articolazione
con quella 360
ve lo potevi dire prima
e se lo volevo dire qui
e se no anche se sono le dirette
separi in due la ghiandola
e porti via prima il lobo sinistro
in questo caso
ritengo che sia basilare
è un principio a mio avviso di fuggia
a quella che si fa in tiroidottomia tradizionale, si lussa il lobo e si va a cercare, poi magari
a benigno
buongiorno
siamo a luogo contralaterale
appena hai
identificato e visualizzato il nervo
dobbiamo dare
la professore Bellantone
che sta per iniziare
qualche minuto ovviamente
così ci vediamo bene
po più impegnativo io penso di sì adesso chiedo chiedo alla regia perché neanche
capito ancora se sullo stesso canale quindi non so se noi intanto continuiamo
certo è chiaro
In questo caso non è essenziale, non è importante.
Benissimo Gabriele, adesso io ti saluto e ti ringrazio moltissimo, è stato molto istruttivo in primis per me e grazie, buon lavoro, buon proseguimento, buona giornata, ciao.
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