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34° Congresso Chirurgia dell'Apparato Digerente, anno 2023 20° CORSO INFERMIERI SALA OPERATORIA AN OVERVIEW OF ROBOTIC SURGERY: Organizzazione -Innovazione -Tecnologia 1° Sessione Organizzazione & Comunicazione Sanità Moderna tra esigenze Aziendali e bisogni dell’Utente Savino Cariati Alberto Gobbato (Veneto)
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Allora a questo punto do la parola a Savino Cariati, coordinatore del gruppo operatorio
Padova, pediatico di Padova. Sanità moderna, esigenza dell'azienda e bisogni dell'utente.
Mi immagino che i bisogni dell'utente sono sempre in prima necessità, poi i bisogni dell'azienda
insomma, vabbè ci darà sicuramente degli spunti non da poco per riflettere su questi argomenti.
Ho il faro che mi impunta, devo guardarvi in faccia.
Grazie agli organizzatori per l'invito, ad AICO soprattutto.
Io non ho avuto la fortuna, la prima esperienza qui al Palazzini e mi lusinga l'invito, non ho l'esperienza di Dino.
Dopo la lusinga, leggendo il titolo che mi hanno proposto, è cominciato un po' di panico.
E francamente mi sono chiesto di cosa parlo con un titolo così ampio e in effetti non potete darmi torto, sono argomenti che prevederebbero un congresso intero più giorni con politici, esperti, economi, dirigenti.
Allora mi sono fatto una riflessione, da cosa parto? L'illuminazione è partita in sala operatoria mentre lavoravo in una giornata qualsiasi e quando ho sentito dai facciamo presto che è tardi e quindi il primo bisogno che in effetti manifesta e denuncia l'utente sono i tempi di attesa.
Tempi di attesa che guardando dall'alto sono descritti ampiamente attraverso i media ormai, sono raddoppiati o triplicati in base alla fascia.
E il fenomeno che sempre di più si sta verificando con percentuali differenti comunque, creando una disparità tra le regioni, è quello del ricorso ad accuperture assicurative private per garantirsi un dimezzamento dei tempi, una velocità di risposta delle cure.
Inoltre il rapporto civico sulla salute nel 2022 oltre ai tempi di attesa hanno evidenziato altre criticità, altre denunce da parte dei cittadini rispetto al nostro sistema sanitario e denunce che prendono i tre ambiti sia l'ospedaliero sia il territoriale che la prevenzione.
E ho posto l'accento, evidenziato di verde, anche sulla sicurezza delle cure e sull'umanizzazione della relazione con il personale sanitario.
Cosa pensano al governo oggi? Pensano che la sanità è una priorità, ma i margini ormai sono limitati.
Chi ci governa dice che non basta spendere di più per risolvere i problemi, però nella manovra è previsto un intervento per il personale e qualcosa per abbattere le liste di attesa.
E qui mi sono letto i due rapporti del GIMBE, il gruppo italiano di medicina basata sull'evidenza, dove il presidente Cartabellotta ha fatto un bel escursus, tra l'altro è stato ospite del presidente Mattarella, in un confronto su quelle che potrebbero essere le strategie correttive del nostro sistema sanitario.
Intanto la premessa è che per quasi dieci anni c'è stato un imponente definanziamento,
meno 37 miliardi che aveva aiutato la sanità.
E poi dopo i rubinetti si sono aperti quando?
Quando è scoppiata l'emergenza sanitaria.
Là non si pensava più al risparmio, bisognava far fronte a questa situazione che la storia ci insegna,
però apparentemente ignota, eravamo impreparati forse, ma ce la siamo cavate.
Siamo arrivati quindi poi a una ripresa dove ci dicono, attenzione, adesso si ritorna a un finanziamento
che a malapena sarà riferito a una manutenzione ordinaria del sistema sanitario.
E poi i titoli di stampa dicono un po' in maniera eclatante, è un disastro economico e sociale,
Di fatto conosciamo bene la realtà che stiamo vivendo, sia fuori che nei nostri reparti.
Propongono anche delle azioni politiche, a partire dalla governance delle regioni,
ma io ho evidenziato di più una frase che a noi è sensibile, il reclutamento di personale infermieristico.
E in parallelo degli investimenti certi e vincolati per il personale sanitario.
Quindi riportando un po' al contesto in cui lavoriamo, come si scambiava con le colleghe stamattina,
tutto gira intorno alla centralità del paziente, dove in un'analisi sistematica, vedete in questa slide,
È molto semplice, i bisogni dell'utente devono per forza combaciare, incastrarsi con quelle che sono le esigenze aziendali e se per i bisogni dell'utenza, tempi di attesa, cure di qualità, bisogno di sicurezza e l'alta professionalità si aggiunge anche l'umanizzazione delle cure.
e l'ho evidenziata apposta perché oggi si parla di robotica, sale ibride, quindi contesti con un'alta complessità tecnologica.
Dall'altra parte le esigenze aziendali quali sono? Sono quelle di far quadrare i conti, di efficientare il sistema
e quando entriamo nei blocchi operatori oltre che nell'ospedale per efficientare il percorso chirurgico
Sappiamo bene che la chirurgia è una delle attività con un alto livello di complessità organizzativa
e con un centro di costo importante con un elevato rischio per l'utenza
e poi con una disponibilità di risorse economiche che a malapena riesce ad essere adeguata al fabbisogno necessario.
Quindi, non funziona più, cosa serve?
Serve sicuramente un governo clinico efficace.
Cosa si intende per governo clinico?
Ossia l'approccio integrato dei vari elementi che concorrono in un sistema sanitario
ponendo a centro della programmazione i bisogni dell'utente, tema della relazione,
ma al contempo che valorizzi il ruolo e le responsabilità di ognuno di noi.
Partendo dall'alto, l'organizzazione azienda deve avere, scusate l'affermazione semplicistica,
L'idea è chiara su dove si va a lavorare e sempre di più scendendo nei blocchi la leadership è fondamentale che sia riconosciuta, che ci sia un forte collegamento tra la direzione e chi fa programmazione e poi delle spiccate dote organizzative di risoluzione dei conflitti e delle criticità.
Gli strumenti che abbiamo a disposizione sono diversi, sono molti.
Io ho riportato l'accento di nuovo su l'osservazione dei bisogni dell'utente e i cambiamenti che stiamo vedendo in ambito sanitario.
I cambiamenti sostanzialmente sono il cardine e nei sistemi sanitari quello che generano una forte instabilità.
L'instabilità a cosa è riconducibile? All'evoluzione delle patologie, alla turbolenza dei sistemi economici che stiamo vivendo a pieno, oltre che quelli sociali, vediamo le guerre, al mutato quadro demografico, sempre di più incontro a una popolazione che invecchia, alla dimensione tecnologica, come dicevo prima, che genera una complessità dalla chirurgia robotica, alle sale ibride, a quelle integrate,
al processo di apprendimento dei bisogni e al consumerismo, quel fenomeno che vede sempre di più i cittadini unirsi in associazioni per dare degli indirizzi chiari a chi ha bisogno di informazioni rispetto a una patologia.
All'aumento poi ovviamente dell'insoddisfazione dei pazienti nel dover cercare delle soluzioni alternative quando una lista di attesa di 30 giorni diventa anche di 60-90 giorni.
Il sistema organizzativo non è quindi inteso solo e da vedere esclusivamente dall'alto, da parte delle aziende,
da chi ci governa, chi ci dirige, ma calarlo all'interno dei nostri contesti.
Governando quindi queste voci che ho elencato, per primis le risorse economiche.
Noi tutti collaboriamo a rendere efficiente il sistema facendo la giusta economia.
Due esempi rapidi mi vengono. Uno, ho un'esperienza di vent'anni di sala operatoria,
io mi ricordo uno dei primi coordinatori che ho avuto e ha sensibilizzato un po' tutti,
è quello di scrivere il prezzo su ogni dispositivo all'interno dei cassetti.
giusto per dirci rendetevi conto quanto stiamo spendendo, non apriamo a caso, fino ad arrivare poi dopo anche all'efficienza dell'approvvigionamento dei materiali,
che se prima era basato facciamo scorta perché non vorrei mai che mi mancasse il materiale, ad arrivare poi dopo alla strategica formula, compriamo quello che veramente ci serve,
Gli strumenti ci sono tutti, l'informatica ci aiuta, anzi ci dovrebbe aiutare, bisogna instaurare una comunicazione efficace anche con questi altri punti strategici delle aziende.
E quindi le risorse umane, abbiamo una forte carenza di personale, è vero abbiamo un forte turnover di personale per la scarsa attrattività che sta avendo la nostra professione, però credo che non bisogna demordere e ancora lavorare sulla fidelizzazione delle competenze e trovare se non da soli, farsi aiutare, delle strategie utili a questo fine.
Lo sviluppo professionale, non dobbiamo perdere di vista che la crescita ci porta ad andare avanti, quindi ben vengano le specializzazioni, i master e gli incarichi professionali previsti dal nuovo contratto.
La formazione è pane quotidiano per garantire prestazioni di qualità, motivazione del personale che di vari passi ci porta a fidelizzarli e quindi anche a seguire, scusate salto in velocità,
a quello che io ci tengo particolarmente con il ricambio generazionale che ho avuto nel mio blocco operatorio
a lavorare attivamente sui punti debole che possono crearsi all'interno di un'organizzazione
complessa come quella della sala operatoria.
Bisogna essere efficaci, governare l'efficacia come?
Attraverso una programmazione attenta e una pianificazione.
La programmazione attenta a volte può sembrare banale ma il briefing cadenziato aiuta molti di noi nel prepararsi in maniera reattiva e proattiva a quelli che saranno gli interventi che andremo a svolgere e quindi è fondamentale innescare o creare, solidificare, io stresso tanto in sala questi termini, quando si parla di briefing, debriefing, programmazione.
Siamo riusciti a cadenzare un briefing mensile che ci presenta un calendario di discipline e specialità che gireranno all'interno del blocco operatorio.
queste ci forniranno un programma settimanale che verrà discusso preventivamente in aula
con gli attori coinvolti e poi sistematicamente tutti i giorni
prima dell'inizio della seduta operatoria per far fronte alle ultime criticità rimaste
magari legate probabilmente a un'urgenza che subentra e stravolge i piani
Quindi dobbiamo oggi sempre di più coniugare l'innovazione di tutta la tecnologia che ci presentano ma al contempo questa deve essere sostenibile e appropriata.
Non possiamo fare robotica su ogni tipologia di intervento, anche se sfido chiunque qui dentro, se non ha sentito almeno una volta, un chirurgo che vuole fare formazione, vuole cimentarsi in una procedura che probabilmente uno bravo con i conti potrebbe dire viene meglio e forse più efficace, efficiente nella paroscopia.
Sì, e quindi vado a concludere dicendo che nella sanità moderna la sfida appunto sta nella sostenibilità.
Dobbiamo capire tutti quanti se è un sistema sanitario che regge e che è sostenibile rispetto alle innovazioni che stiamo vivendo.
Per le aziende, a mio avviso, e comunque da quello che deriva dalla letteratura,
Sempre di più dovrebbero essere soggetto a un'attenta valutazione.
Torno a essere piuttosto semplice negli esempi.
Sono i nostri soldi che finanziano il sistema sanitario e dobbiamo sapere come decidono di spendere questi soldi
e il perché di determinate scelte, non far quadrare semplicemente un bilancio.
In più, gestire in maniera appropriata le risorse e ricollocarle al momento che serve.
L'abbiamo visto anche nella pandemia, siamo stati sbattuti a destra e manca.
E lavorare su quelli che sono i modelli organizzativi innovativi.
Per quanto riguarda la nostra professione, questa immagine è un po' provocatoria.
ho messo una sala di una volta piena di professionisti,
stiamo andando verso l'alta tecnologia che si sta svuotando di professionisti.
E tornando quindi su quella che è la sfida di prendersi cura dei pazienti,
il dominio crescente della tecnologia sicuramente aumenta la complessità assistenziale,
ma rimane comunque quella complessità intrinseca.
nella nostra professione di far fronte all'umanizzazione delle cure.
Il gesto chirurgico sicuramente diventerà più preciso e più fine, più delicato e più efficiente al massimo dell'aiuto tecnologico che possiamo avere.
Però mi sento di dire che questa immagine si racconta da sola. Prima del gesto chirurgico c'è il gesto dell'infermiere, la capacità di far fronte alle difficoltà dell'utenza perché non è un utente che viene in sala operatoria per fare un intervento chirurgico,
è un utente che ha un vissuto di emozioni
che spesso viene trascurato
e viene tralasciato
io vi ringrazio con questa slide
e vi auguro un buon proseguimento di lavoro
Complimenti Savino
comunque hai brillantemente esposto
molti punti
di ragionamento
di pensamento
di pensare
comunque il fatto è che mi è piaciuto molto
il fatto dei costi che noi
di tanto in tanto, poi io lo faccio
riferisco ai colleghi intorno ai costi
dei dispositivi, degli strumenti
di apprecciatore quindi avere molto più accortezza
in più, però dobbiamo coinvolgere
più i chirurghi, gli operatori magari in questo
discorso perché sono loro poi a fine di esecutori
quindi lo faccio
però vedo che ha suscito
ancora più dubbi, ancora più problemi
verso i colleghi che noi colleghi
noi ci siamo sempre, noi oramai non c'è bisogno
più di ripostare quando siamo bravi
competenti e quindi ci impegniamo
nel lavoro, soprattutto ai fini del risultato
per il paziente che sta diventando
cioè sta ritornando un po'
quella che è la prima nostra professione
insomma quindi
complimenti magari per un modo di dibattere
ancora in altre occasioni. Grazie
Savino. Grazie Savino
che ha introdotto un po' la giornata con dei temi
molto
generali e ci sono già diverse
parole chiave che magari torneranno
poi in fase di discussione
e anche dal punto di vista
appunto della conduzione facciamo che le domande
e la discussione l'apriamo alla fine di tutte le relazioni.
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