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22° CAD anno 2011 VIDEOFORUM Presidenti: A. LICATA (Catania) A. REDLER (Roma) Moderatori: A. BESOZZI (Acquaviva delle fonti BA) P. IACOVONI (Acqui Terme AL) P. MARINI (Roma) D. PIAZZA (Catania) Discussant: A. IUPPA (Catania) V. PANEBIANCO (Taormina ME) G. TROMBATORE (Lentini SR) Pericostectomia di cisti idatidea gigante del lobo epatico destro L. Di Cristofaro, M. Massa, A. Costa
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Io vi presento un caso di un paziente di origine tunisina che si è presentata alla nostra osservazione
per dolore addominale in ipocondrio destro.
L'obiettività era apprezzabile una massa in ipocondrio destro appunto di consistenza parenchimatosa
per cui sono stati eseguiti gli esami amatochimici che sono risultati nella norma,
ecografia e successivamente questa TAC che come vedete presenta una cisti multiloculata
plurisepimentata con una parete che si impregna al mezzo di contrasto delle dimensioni di
diametro massimo di circa 14 cm. Abbiamo optato per un trattamento laparoscopico posizionando
due trocar da 11 mm in sede sovrambericale e in ipocondrio sinistro e due da 5 mm, uno
in fossiliaca destra e uno in epigastrio. Questa come vedete è la CISTI che dislocava
completamente il colon destro in fossiliaca destra, probabilmente generando il dolore
per cui lui è giunto alla nostra osservazione, un dolore che descriveva come persistente
da diversi mesi. Il primo tempo dell'intervento è consistito nella liberazione delle numerose
aderenze tra la cisti che anche all'osservazione intra-addominale si presenta come plurilobata
e queste aderenze si erano formate sia con il colon destro sia con l'omento. La liberazione
delle aderenze prima è avvenuta tramite l'uncino che noi usiamo abitualmente e successivamente
proprio perché medicamente vascolarizzate e tenaci abbiamo sostituito l'uncino con l'ultracision
per avere sia una celerità nel movimento chirurgico sia una migliore emostasi. Queste sono ancora
le aderenze con il colon destro perché tutto il margine inferiore della cisti e anche quello
laterale attaccate appunto all'omento al colon destro e anche alla parete addominale queste
sono le aderenze con la parete addominale anche la consistenza anche dalla consistenza si vede
come sono ben tenaci insomma abbiamo completamente liberato le aderenze proprio per riuscire ad
ad isolare completamente il margine inferiore della cisti e anche ad evidenziare finalmente la superficie inferiore del fegato.
Una volta completato questo momento dell'intervento è stato posizionato un tampone endo-addominale che poi è stato imbevuto di soluzione ipertonica salina.
Poi attraverso l'ago di Verres abbiamo aspirato parte del contenuto della Cisti e attraverso lo stesso accesso è stato introdotto sempre la stessa soluzione salina e ipertonica che viene usata come scolicida dalla maggior parte degli attori che praticano questo tipo di intervento.
Finalmente siamo passati alla pericistectomia vera e propria, iniziando dalla parte anteriore
del quinto segmento epatico, attraverso l'uso dell'ultracision e successivamente lungo il
margine anteriore del sesto segmento. Infatti la cisti si sviluppava soprattutto in maniera
esofitica e contraeva rapporti con questi due segmenti epatici. Il rapporto con la colecisti
Si vede chiaramente che è inesistente, cioè è vicina alla colicisti ma non ci sono rapporti per cui non abbiamo optato per una colicistectomia che alcuni autori indicano come rutinaria nelle procedure di pericistectomia nella cisti dati DEA.
Approfondendo la pericistectomia sicuramente la sezione della parte mediale più profonda è stato il momento più difficile dal punto di vista tecnico, non solo per un problema di strettissimo rapporto e difficile dissociabilità ma anche per una più difficile esposizione sul letto epatico.
Ci siamo aiutati con l'accesso in epigastrio attraverso l'introduzione dell'aspiratore per allontanare il margine inferiore del fegato.
Qui viene completata la pericistectomia, con le immagini che sono sporcate.
Una volta completata la pericistectomia è stata trasportata questa grossa cisti attraverso un sacchetto da 15 nel quale entra con difficoltà
e poi la cisti viene asportata allargando leggermente l'accesso in fossa iliaca destra
dopo l'aspirazione del contenuto della cisti.
Durante l'emostasi nella trancia di sezione, che è un'ampia trancia,
si è reso evidente un sanguinamento da una collaterale della vena sovraepatica destra
alla quale abbiamo provveduto prima attraverso un tamponamento momentaneo dall'esterno
e poi attraverso la posizione di alcuni punti di sutura.
Questo ha comportato una perdita ematica da parte del paziente di circa 500 ml di sangue
ma nessuna emotrasfusione né intraoperatoria né postoperatoria.
Naturalmente questa è una manovra che abbiamo eseguito con estrema calma
e accuratezza per ottenere una emostasi sicura insomma ecco già dopo la posizione del primo
punto il sanguinamento è ridotto ma successivamente l'emostasi sarà ottimale questo allungato
notevolmente anche i tempi dell'intervento proprio perché visto la tecnica l'importante insomma visto
Visto che non abbiamo optato subito per la conversione alla parotomica bisognava completare con calma e bene.
Qui si vede la trancia che è completamente priva di gemmizi ematici e anche non si evidenziano delle perdite biliari.
Il perfezionamento delle mosse è stato fatto con la posizione di un po' di Flosil e di Tabotam, recuperato da quello usato nella fase di compressione e poi da foglietti puliti.
Sono stati posti, al termine dell'intervento, due drenaggi a spia, non solo dei possibili eventuali sanguinamenti, ma anche dei possibili elicobiliari.
Il paziente ha sviluppato in quinta giornata post-operatorio un addensamento polmonare destro che ha allungato leggermente i tempi di degenza e è andato a casa in decima giornata.
Ha un anno, ha il controllo a un anno, sta bene e l'ecografia è negativa. Grazie.
Complimenti dall'uditorio e dai nostri moderatori.
Due cose, probabilmente hai fatto un errore di dicitura, hai detto che avete aspirato la Cisti con Agudiverres, credo che...
Abbiamo aspirato parte del contenuto della Cisti, solo per renderla più soffice, non era...
Con Agudiverres?
Sì, sì, con Agudiverres, abbiamo usato Agudiverres collegato all'aspiratore, infatti si vede dalle dimensioni.
Sì, no, l'ho visto che era...
Ma era solo per renderla più soffice...
Un tre quarti mi sembrava, non mi sembrava un Agudiverres.
Era un ago di Verres.
con l'ultracisione andando a resegare, forse conviene verificare un po' la presenza di strutture sia vascolari che biliari,
forse anche fare una manovra di pringolo.
In realtà la TAC dimostrava che non c'erano delle strutture importanti perché lo sviluppo era prevalentemente esofitico.
L'ecografia intraoperatoria non l'abbiamo fatta, però la TAC assolutamente e anche l'eco non dimostrava dei rapporti con delle strutture importanti né bibliari né vascolari.
La collaterale, il sanguinamento della collaterale abbiamo evidenziato proprio per, insomma siamo stati nei canoni di quella che è indicata come la letteratura, cioè un centimetro al di là della cisti.
fare una resezione più anatomica sarebbe stato stare molto più... no, a parte che un pochino si vedeva, però forse è che l'intervento è durato 4 ore e 30, quindi era difficile, bisogna fare una scelta delle immagini.
Io mi associo alla sua osservazione, ecco io avrei utilizzato l'ecografia intraoperatoria, forse il tempo speso per l'ecografia avrebbe controbilanciato quello perso per quelle mostre, per cui mi complimento perché l'avete gestita molto bene.
E poi un'altra domanda, se quell'ipertonica salina ha dato dei problemi di dolore postoperatorio perché è irritante sul peritoneo?
No, anche perché l'ipertonica non è che abbiamo riempito, anche perché sarebbe controindicata, era solo imbevuto il tampone ando addominale.
Io ho fatto soltanto due casi di cisti di echinococca in laparoscopia, però mi sono protetto meglio il campo operatorio con più garze con soluzione salina,
con la concienza di nostri maestri, l'eventuale apertura ci dà una protezione maggiore.
Il tempo di infusione della soluzione salina dentro la cisti, quanto è stato, quanto l'avete tenuto,
e se alla luce della complicanza che avete avuto, se c'è un ruolo ancora per la cisti per l'ecitectomia parziale.
cioè arrivare soltanto fino al parengo e fermarsi ed evitare questa possibile complicanza.
Allora, la prima domanda, 15 minuti, perché quello è il tempo che viene di solito,
poi comunque l'abbiamo lasciata, non è che l'abbiamo aspirata, quindi 15 minuti è stata ferma lì
e poi abbiamo lasciato la Cisti in maniera, però mai sotto pressione,
cioè non abbiamo mai messo la salina a pressione dentro alla Cisti.
La seconda domanda è per la cisti e per la cistectomia parziale.
restare sul margine
tirando fuori la cisti
ma in realtà la letteratura non depone
per questo tipo, cioè a meno che
il margine di sezione non sia molto ben
clivabile, a meno che non sia molto
clivabile, cosa che in questo caso non era
perché la cisti era assolutamente
adesa e non veniva
indicato né da radiologi
una...
troppo sul parenchima
e quindi il margine, il famoso pericistio
è assolutamente da un margine
con il parenchima è stato oltrepassato.
Grazie.
Io sono perfettamente
d'accordo con te. Il discorso
è che magari
questa patologia la stiamo
rivedendo magari con gli emigranti
e quindi abbiamo di nuovo
io personalmente vengo da una
regione in cui ce n'era tantissima
oggi la vediamo solamente
piuttosto poco frequentemente.
Il discorso è questo
è che il dato preoperatorio
è sempre fallace
Perché la reazione pericistio intorno alla cisti stravolge completamente l'effettivo rapporto sia con le strutture vascolari sia con le strutture biliari.
Ecco perché personalmente mi ha fatto l'impressione di non vedere una fuga biliare quando c'era quella perdita ematica.
Infatti il collega Trombatore diceva proprio questo, fermarsi sul margine, cioè dire quando si va su questo,
questo è contemplato dalla letteratura in questo i francesi con quella che era tutta la patologia che veniva dal Nord Africa,
cercavano poi di restare sul margine restava solo il pericistio ma si
asportava il tutto tanto che poi nacquero anche degli studi sulla
cosiddetta possibilità di avere una diciamo così una recidiva da quella che
poteva essere un insemenzamento fuori dal pericistio ma poi in effetti fu
visto che non era così ecco perché dice tanto è vero che molti
i nostri maestri non si approfondivano per questo motivo, perché come giustamente è stato rilevato
le strutture vengono completamente alterate ed il quadro non è mai veritiero perché è una intensa reazione fibrotica.
Comunque complimenti.
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