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29° CONGRESSO DI CHIRURGIA DELL’APPARATO DIGERENTE I TUMORI DELLO STOMACO I SESSIONE IL CARCINOMA DELLO STOMACO Presidente: F. CAFIERO ( Genova) Moderatori: L. PASQUALE (Ariano Irpino, AV) M. TESTINI (Bari) Closing Remarks G. Camerini (Genova) - G. Conzo (Napoli)
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Va bene, dunque, allora faccio due commenti, facendo i complimenti innanzitutto davvero, ma veramente a tutti gli oratori, che sono stati molto brillanti.
E in effetti ho addirittura cambiato idea nel corso tra una presentazione e l'altra, perché quando ha parlato il professor Galloro,
a cui faccio i complimenti per la completezza, per la chiarezza estrema della presentazione,
Mi stavo domandando nella mia testa se ci potesse essere spazio per quelle chirurgie un pochino più minori che stanno lanciando molto in Giappone, che sono le pylorus preserving, la wedge, la proximal gastrectomy, ovviamente associate alla lymphatic basin dissection.
Ed è un argomento molto in voga in letteratura e mi domandavo se ci potesse essere una maggior cooperazione tra i gastroenterologi nel fare dissezioni sottomucose, addirittura le full thickness che ora stanno facendo, in modo molto, con dei risvolti tecnici interessantissimi per noi.
E poi queste, diciamo, linfodeletomie settoriali. Ho cambiato diciamo abbastanza idea nel corso della presentazione del professor Roviello perché in effetti forse le nostre latitudini con le casistiche che abbiamo noi, con la diagnostica che abbiamo noi, forse ancora non possiamo permetterci di andare in quella direzione, anche se devo dire che è estremamente interessante perché noi continuiamo a parlare di chirurgia mini-invasiva,
ma è dimostrato che a un anno di distanza la qualità di vita di un paziente operato in laparoscopia è uguale a un paziente operato in open, quindi dobbiamo cercare di minimizzare non solo l'approccio chirurgico ma anche ciò che noi facciamo dentro il paziente se possibile e rispettando i criteri oncologici che Rovielo ci ha spiegato molto bene.
Poi avevo un'obiezione da fargli, ma non gliela faccio perché se no parla sempre lui. No, no, no, la faccio alla fine semmai perché era di nuovo sull'infonodi, se no non se ne può più.
E quindi passerei, scusate il disordine, ecco, professor Donini perfetto, condivido tutto quello che ha detto, no, e poi mi è piaciuto lo spazio, l'apertura che ci ha dato verso la PAND, la dissezione delle stazioni 16A2B1 che siano.
Questo perché erano tutti molto trattenuti inizialmente dal famoso triste lavoro di Sasako del 2008 in cui lui dimostrava che non c'era differenza, se ricordate, era un lavoro pubblicato bene su New England, però la differenza, volevo dirlo per chi non ha il lavoro in mente come me fino a poco tempo fa, era che i linfonodi positivi che aveva trovato lui erano solo l'8.5%, per questo non si sono aperte le curve,
Era troppo bassa l'incidenza dell'infiltrazione di infonodali di quelle stazioni. Probabilmente aveva operato dei tumori in fase molto precoce, mentre secondo me non vi è dubbio che nei tumori balki nelle stazioni 2 e nei diffusi o poorly cohesive o quelli ad anello con castone, secondo me dobbiamo cominciare a intravederla nel nostro bagaglio, nel nostro armamentario, con la difficoltà che ci sarà a farlo in laparoscopia e robotica.
Beh, in robotica forse no, ma in laparoscopia sì. Ci sono dei risultati brillantissimi di sopravvivenze a 5 anni del 53% inserita la PAND ovviamente in un contesto di terapia multimodale preceduta da chemio, seguita da reso e quant'altro.
Due. Ceccarelli, complimenti per le immagini. Eccolo. Molto bravo, mi è piaciuta molto la presentazione. In effetti tutti gli studi per ora, Kim, Zhang, Obama e tutti gli altri, non dimostrano la superiorità della robotica.
A mio giudizio, adesso qui non vorrei suscitare un vespaio, però a mio giudizio, io ho tante esperienze in chirurgia meninvasiva, sono uno di quei bariatrici ignoranti che si vantava di saper fare le anastomosi,
però sono un bel supporto, perché così, voglio dire, quando si arriva alla parte forse più delicata,
io lì veramente mi rilasso, perché è quella che so fare meglio, e mi concentro di più sulla parte della linfodermectomia,
che è quella ovviamente più importante della cura del paziente, anche se la seconda non è da meno.
Però, quindi da più di dieci anni che faccio interventi mini-invasiva di gastrectomia,
ma io vedo restringersi molto lo spazio della chirurgia laparoscopica di fronte a noi.
Non ne ho fatti tanti in robotica. La sensazione mia fortissima è che l'intervento sia, malgrado l'alteratura ancora non ce lo dica, sia migliore di quello in laparoscopia.
Ho parlato recentissimamente, due giorni fa, con uno di questi famosissimi cinesi che fanno migliaia di casi e dice che non ci penserebbe neanche più, lui ne ha fatti migliaia sia in laparoscopia che in robotica, a farne uno in laparoscopia.
Non ci penserebbe più a tornare indietro, mi spiace perché un collega ha recentemente detto il contrario, ma in effetti non c'è partita, io ne ho fatti pochi, solo da un anno che l'abbiamo, ma la precisione del gesto, il relax del chirurgo, non c'è perdone.
C'è il problema del costo, ma il problema del costo secondo me andrà a risolversi nel giro di non molto, perché stanno scadendo i brevetti, cerchiamo di guardare avanti più di quanto, stanno scadendo i brevetti, ci sarà più competizione tra le dite.
cominceranno a produrre questi benedetti strumenti in Cina o in Corea o in Giappone
dove hanno anche un'altra incidenza di questi tumori
andranno a costare meno secondo me
quindi secondo me se si deve fare mini-invasiva
in un futuro non molto lontano si farà in robotica
questo è un parere mio ma sono ovviamente disposto ad accettare tutte le critiche possibili
dunque per quanto riguarda invece la presentazione di Borghi
Complimenti anche a lui. Volevo dire dunque che la laparoscopia in effetti a oggi cosa ha dimostrato? Beh, di avere un po' meno complicazioni forse, questo possiamo dirlo, lo dimostra Kim nel class 1, anche se è l'unico studio randomizzato importante su migliaia di casi in cui si dimostra che la linfoderectomia è meno buona.
che è molto bello, che è l'unico che è puntato sulla compliance, come endpoint primario, e c'è una cosa strana, perché la compliance è sovrapponibile, 47-43%, open e video, quindi sovrapponibili, ma attenzione, negli stadi 3 è molto minore la compliance della video, quindi bisogna stare attenti agli stadi avanzati, molto attenti.
E poi cosa dire ancora? Che se facciamo un overview di tutti i trials comunque dobbiamo dire questo, che sono tanti ormai perché ci si è lavorato tanto su questo argomento da tanto tempo, però quasi tutti considerano solo tumori distali e sono un'altra cosa anche biologicamente ma tecnicamente.
troppi considerano solo gli early
perché i giapponesi, i cinesi, i coreani
sono molto seri
hanno cominciato solo lì
contrariamente a noi
che siamo un po' più birichini
siamo partiti un po' da tutte le parti
e non era richiesta lì
scusa Franco
una di due è formale
quindi questi risultati ancora non sono così evidenti
e poi soprattutto nessuno includeva
la neoadjuvante
che accidenti se ci complica la vita
Poi nel fare l'intervento in mini-invasiva. Quindi davvero dobbiamo ancora aspettare un pochino. E poi volevo dire una cosa, ma non me l'ha lasciata dire prima, il gentile... no, ha detto di là dopo, giustamente.
C'è un trucco bellissimo dei bariatrici ignorantoni per non mettersi nella situazione in cui l'entero-entero ti casca giù, che è la tecnica del dual loop, cioè che fai l'anastomosi, poi fai l'entero-entero e sezioni dopo, così te le trovi tutte e due lì e eviti anche i kinking, quindi dai che i bariatrici qualcosa hanno portato.
Grazie per l'attenzione.
Dunque, Ferdinando Caffiero, Presidente, questa sessione è dovuta allontanarsi per problemi personali e quindi tocca a me, anzi con grande piacere, devo portare i saluti di Ferdinando Caffiero e chiudere questa prima sessione.
Io da questa prima sessione credo di aver imparato qualcosa, comunque volevo sottolineare due cose. La prima è l'altissimo, credo, livello scientifico dei relatori che ha dimostrato quanto siano avanti con lo studio e le ricerche in questo campo.
La seconda cosa che voglio sottolineare è la qualità anche della discussione che è stata estremamente viva, che ha dimostrato in buona sostanza come tutti i relatori e tutti quelli che hanno discusso siano riusciti, riescano a portare le evidenze scientifiche nel loro lavoro quotidiano.
E questo credo sia una cosa importante, anzi fondamentale e che è estremamente sentita nella nostra società. Quindi ringrazio tutti, soprattutto i relatori e chi abbia avuto la cortesia di ascoltare tutti quanti e vi aspetto nella sessione del pomeriggio alle due e mezzo. Grazie a tutti.
Per chi è interessato adesso c'è il consiglio direttivo della Sipad, proprio qui.
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