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28° CAD anno 2017 Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli (Roma) Università del Sacro Cuore PACELLI CHIRURGIA CITORIDUTTIVA + HIPEC
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Buongiorno a tutti, presento il caso di oggi, è una signora di 69 anni, affetta da alcune comorbidità,
l'ipertensione arteriosa, una lieve cardiomiopatia dilatativa, una lieve BPCO, giudicata dal nostro anestesista, quindi un ASA2.
La sua storia precedente è che ha fatto una resezione ileocecale nel marzo 2016, l'esame istrologico definitivo documentava un adenocarcinoma muscinoso, quindi G2, senza linfonodi.
Ha fatto un follow up che è risultato negativo fino a settembre 2017, successivamente è comparsa una sintomatologia vaga e al follow up gli esami cambiano, abbiamo un incremento del CA19-9 e del CA125, modesto aumento del CEA.
In questa occasione fa un attack total body, il torace e il cranio sono negativi, non ci sono linfonodi intraddominali e retroperitoneali e l'attack segnala solo la presenza di materiale ipodenso nello scavo di Douglas, ponendo il dubbio di una patologia di interpretazione uterina o addirittura una raccolta saccata.
e completa il follow up con un'ecografia pelvica realizzata dai ginecologi e quindi in sede posterolaterale dell'utero è presente questa neoformazione di circa 6 cm a struttura irregolare
che sembra avere una partenza d'origine ginecologica, comunque realizza una gastroscopia che sono negative.
Ecco qui potete vedere le immagini TAC dell'alto addome, quindi in ipocondrio sinistro sono evidenti delle nodularità,
che sono perispleniche, vengono a contatto con l'angolo colico di sinistra
e verosimilmente sono sull'omento di questa zona dell'ipocondrio di sinistra.
Questo è il quadro pelvico, c'è sicuramente posteriormente all'utero una quota fluida
con invece una parte corpuscolata che si estende e prende contatto con il retto.
viene operata dai ginecologi facendo una laparotomia esporativa
con l'idea che si trattasse di una patologia di origine ginecologica
e vengono documentati alcuni noduli di carcinosi
a livello dell'omento dell'ilosplenico su un'anza tenuale
e confermata la presenza di una neoformazione di 6 cm fra utero e retto
c'è una piccola quota di liquido muscinoso in pelvi
Sulla base dell'esame radiologico TAC e dei reperti descritti dai colleghi ginecologi abbiamo provato a fare uno score, quindi una classificazione della carcinosi presente, giudicata quindi inferiore a 10.
abbiamo pertanto deciso di procedere a un intervento chirurgico
comunque la biopsia dell'omento effettuata in sede di intervento ginecologico
conferma l'origine gastrointestinale
per cui abbiamo proposto alla signora un intervento di chirurgia citoriduttiva
più chemioterapia in ipertermia intraperitoneale
io sono Andrea Di Giorgio e presento l'equip che è al tavolo operatorio
adesso li raggiungo
c'è il professor Pacelli
e il dottor Valerio Gallotta
qui c'è il carcinosi
questo è l'utero
stacchiamoci questo così facciamo il campo
Trendelenburg per piacere
abbiamo fortunatamente
è abbastanza mobile il tutto
dunque eseguita
la laparotomia
si evidenziano dei piccoli impianti
diciamo di consistenza
mucinosa
e sulle anze intestinali, ancora però dobbiamo completare la viscerolisi per fare il nostro score intraoperatorio del PCI
e quindi avere un'idea chiara della diffusione reale di malattie in questo momento.
Garza calda, Trendelenburg, volevo finire di liberare la pelvi qua e poi vi lascio il campo.
Quindi stiamo mobilizzando le ansie intestinali che sono aderenti in pelvi.
Ok, abbiamo uno schermo dove si può controllare quello che facciamo?
No, lo vedi tu, va bene.
C'è un carcinosi qua, carza calda ancora.
Un altro allie per favore.
Allora, qua diciamo che abbiamo la carcinosi pelvica, ok.
Vediamo un pochino qua di mobilizzare, teniamo su un bagno tutto quanto.
Forbice, meno male che non c'è tante aderenze.
Quanto è libero, diciamo che il livello è libero.
È attivato il mio microfono? Ok. Allora, fortunatamente la matassa ileale è sufficientemente libera, per cui possiamo concentrarci sui due punti critici, che sono la carcinosi pelvica, che vi ha fatto vedere il dottor Di Giorgio alla TAC, sulla quale tra poco inizieremo a lavorare.
c'è un residuo diciamo mentale malato non è un vero e proprio mental cake ma si vede ecco la mia
testa adesso è libera non è un vero e proprio mental cake ma abbiamo dei noduli e adesso
vorremmo esplorare l'emidiaframma di destra è pulito adesso vorremmo esplorare un attimo
l'emidiaframma di sinistra mi sembra che noduli di grandi dimensioni non ce ne sono il ventaglio
mesenterico è sufficientemente libero e mobile ok ecco io vorrei vedere la la
parte anche la doccia lateracolica di sinistra è libera una valva a me vediamo
se riusciamo a capire la situazione dell'ilo splenico e del diaframma di
sinistra questo lo facciamo dopo l'aumento adesso
ci concentriamo sulla pervi un pochino tira è ecco anti trend ellenburg un
un attimino, non so se questo si percepisce, è un nodulo omentale di carcinosi,
e qua manualmente si percepisce il nodulo segnalato all'attack
che è in corrispondenza dell'ilosplenico e della porzione sinistra del grande aumento.
Non so il diaframma di sinistra, com'è? Si vede? Si è inquadrato? Guardalo tu, Andrè, com'è?
Sì, apparentemente sembra libero.
Apparentemente libero. Bene, lavoriamo di meno.
Ecco, vedete il nodulo omentale che si vedeva l'attack in prossimità del pollo inferiore della milsa?
E francamente questo è un nodulo di carcinosi. Penso che dovremmo sacrificare la milsa.
Non so se si vede questo. Si riesce a vedere questa parte qua?
Ecco.
Quindi diciamo che fortunatamente abbiamo una corrispondenza tra il quadro radiologico e il quadro intraoperatorio che non sempre accade, quindi credo che riusciremo a mantenere il nostro progetto di fare una peritonectomia pelvica, una peritonectomia diaframmatica sinistra che dovrebbero essere sufficienti ad arrivare a un residuo macroscopico zero.
e poi ci concentriamo sulla belvica. Questa non è una stamosi. Lo dici così? Io penso
che questa sia una stamosi. Stacchiamo questo. Allora, perfezioniamo la viscerolisi per motivi
di comodità e poi iniziamo la parte pelvica. Facciamo questa. Va bene. Quindi il progetto
adesso è di iniziare la peritonectomia pelvica, forbice, per la quale ci avverremo come diceva
Andrea Di Giorgio del dottor Gallotta che è un componente dell'equipe della ginecologia
oncologica del Policletico Gemelli diretta dal professor Scambia. Noi lavoriamo molto
in collaborazione perché la nostra esperienza di carcinosi è fatta sia di carcinosi extra
ginecologica come vedete in questo caso, sia anche di carcinosi di origine ginecologica
da cancro ovarico, sulle quali abbiamo acquisito una grande esperienza.
Senti, vogliamo bloccare, ci accontentiamo di questo o mettiamo proprio il divaricatore?
Sì, il cremascoli che tu hai.
Forbice? Allora, tiriamo su le aste per il cremascoli e mettiamo anche il divaricatore.
Ok, stacchiamo la toracolica di sinistra, adesso ti lascio il campo, stacchiamo la toracolica
La luce non c'è tanta, anche la doccia laterocolica di sinistra è libera, la tasca di Hartmann anche, il problema è appunto nella piccola pelvi.
Diciamo che per questi interventi spesso ci avvaliamo di una doppia equip
Quindi vedrete che una parte verrà eseguita dal dottor Di Giorgio e dal dottor Gallotta
Una parte da me e anche quando abbiamo i casi ginecologici ci scambiamo le cortesie
Secondo voi si sente quello che dico? Siamo collegati?
avendo diciamo
già sacrificato
si vede?
ecco l'urretere
io penso a questo punto dobbiamo mettere i divaricatori
ok
siamo pronti con l'hommitrack?
con il trattore?
il cremascoli
ah puoi mettere anche l'hommitrack
come lavoriamo secondo te?
probabilmente per lavorare
la minza è più bella che il cremascoli
allora questo lo possiamo mettere dopo
se noi siamo in grado di lavorare così
anche con le valve
siamo seguiti in sala
ok va bene
Valerio metti di comodo
dove stai comodo qua
tu stai qua comodo qua
una garza grande per piacere
se vuoi parlare ti devi avvicinare
al microfono mio
tieni qua
oppure mi metto vicino a Valerio
allora il progetto qui è quello di fare
certamente
un'istoranessectomia. Vediamo se possiamo risparmiare l'intestino o se siamo costretti
a fare un intervento di recessione in blocco tipo uso delle piane. Chiaramente mancando
i vasi ileocolici e avendo un sospetto sulla flessura splenica del colon dobbiamo stare
molto attenti nel cercare di risparmiare i vascolari residui del colon per evitare di
dover fare poi una collettoria totale che non abbiamo in progetto di fare i ferri per
i ginecologici ce l'abbiamo sì no per i ginecologici ok siccome possiamo il cavo
il cavo di douglas è completamente obliterato non so se riusciamo nel nostro intento di un
Un altro lì per favore.
Riesci a guardare un pochino meglio la pelvi?
L'altro ho visto.
La pelvi è verso il basso, diciamo.
Senti quello che c'è bisogno, ti servono qualche ferro?
Qui stiamo mobilizzando il peritoneo parietale e posteriore della fosse lì a cadestra.
Cerchiamo di identificare l'uretere.
La peritonectomia?
Aspetta che sto collegando.
mi potete scollegare l'audio per favore
a lui qua
che dici
invertitevi
che qua lui fa più spedito
meglio no
io penso di sì
adesso facciamo questa parte qua
testa tua andrea un po io sono staccato però credo la testa andrea andrea di san diego che
non piano
non se riusciamo
non vogliamo provare a mobilizzarla
e scendere così anteriormente
sei pessimista
spiega Andrea quello che fai
ok
lo possiamo mettere l'omnitract
lo possiamo mettere
lì come sono messi all'altro collegamento
devono fare altri interventi
ma sono entrati, vogliamo mettere
vabbè, quando ce lo porto
non lo mettiamo, dai, tira tanto Manu
spiega Andrea, tanto mo sei relaxed
dell'utero
vabbè dai, è verso la testa, riconcentrati
vuoi vedere quando sto da solo io, sulla parte alta
sai, risata, la faccio con Manuela
col BMW
lo cominci a fare il f***o ragazzi
intanto
Spostati un po', Andrea così mette la...
Vogliamo fare il retto adesso?
E tanto tu te ne vai poi dopo, è tutto un problema mio.
Fai, fai, fai a lui, fai a lui.
Per fare una cena.
Tu stai a pensare solo alla bicicletta.
Darci un'altra oretta di fuoco.
Prendi il mollo, io 800 volte ti ho detto questo.
Fai a lui, la parte ginecologica falla a lui, che te frega.
La fanno sempre loro.
Eh, vero?
Dopo, dopo.
No.
sinistro in alto, non so perché
si, ma tanto questi sono passaggi ancillari
gliel'hai fatto un po' di molla molla?
penso che finirà che facciamo
questa parte adesso
poi probabilmente
spero che coincida che
quando loro fanno il bariatrico
finiamo questo, così poi gli faccio vedere la parte
dell'omento e della milsa
e la parte emotiva è finita
poi non so se loro fanno l'altro intervento bariatrico
esatto
gli faccio vedere la chemoipertermia
si molto
noi siamo un pochino
diciamo ancora
un po' alle prime armi
poi sai questi sono interventi che non è che si prestano tanto
alla fine viene figo
però insomma
vedrai che viene un bel lavoro
è certo
oggi c'è Lodoli
che sta migliorando le nostre
Abbatini che è l'unico che è partito
che l'altro si è fatto
l'altro è vecchio
penso che la parte mia
andiamo a mobilizzare
il peritoneo pelvico di sinistra
e con sezione
del legamento rotondo
di questo lato
perfetto
solleva di più
stiamo mobilizzando la vescica
esattamente
continui un attimo
elettrico
per favore un'altra cosa
aspetta un attimo
ho bisogno di vedere tutta la vescica distesa
ok
allora noi dobbiamo entrare qua
stiamo cercando adesso di staccare
il peritoneo dalla
parete posteriore della cubola vescicale
vediamo se riusciamo
qui ad aprire un attimo
di chi è sta bella ciniglia nera?
di chi è? tua? me la posso mettere?
sono morite freddo
bella, guarda che è
sei al contrario
tanto non mi inquadrate mai, no?
non può capire
siamo indietro con
Brian Surgery
lì ci serve una mano
aspetta un secondo
esatto, togli questo qua
togli la garza
bene, dai, stiamo andando bene, no?
quindi così
i vestiturini di sinistra
l'avete fatti ancora, no?
di sinistra
di sinistra, sì
di destra, no?
Se lo sante le tue parole, De Andrè, dì qualcosa.
Sì, questo si vede bene, lo puoi spiegare.
e dunque quindi lo scollamento arriva fino a raggiungere il piano fra utero dove il peritoneo si ribalta fra utero e vescica
ok però riprendiamoci quindi il lavoro laterale
vuoi fare la tua arteria qui adesso?
sarà lavorare qua sull'uretere che possiamo provare va bene questo te lo posso fare io da
qua si pensa per favore controllo dell'uretere sempre però che qua che 4 ritrovi purtroppo
qui abbiamo noi facciamo passaggi simmetrici a destra abbiamo tanta aderenza abbiamo avuto
difficoltà a identificare l'uretere, che appunto Valerio Gallotta qui mi ha suggerito
siamo andati a prenderlo molto più su. In realtà mi è stato detto, insomma è venuto
fuori adesso in anamnesi, che aveva fatto una piccola resezione tangenziale dell'uretere
di destra e quindi ha reso, durante l'intervento chirurgico per l'emicolettomia destra, questo
ci ha reso la dissezione di questa zona molto più complessa.
se noi riusciamo a farci questo piano qua, lo rivediamo da questo lato.
questo ci dobbiamo portare via però se riusciamo a ritirare fuori l'uretere da questo lato
dobbiamo cercare di conseguirlo forse medialmente più facile
Fai fare, fai fare a lui adesso.
Allora qui dobbiamo clippare l'arteria.
Fai fare a lui.
Ok, va bene, va bene, va bene, va bene.
Passa fila.
Elettrico.
Abbiamo preso un caso difficile.
La parte sopra è più facile.
Ok, passa fila.
Ma se su lui c'è una visione migliore di qua.
Fai lo fa a lui, fai lo fa a lui.
C'è una visione migliore di qua.
l'elettrico inseriamo
io qui riesco a entrare, vai con l'elettrico
più verso di te
non so se qua ci passa la ureterina
e dammi l'X1
dici la recidiva?
dici la recidiva
l'uretere passa molto vicino alla recidiva
fai fare quella che facciamo prima
sta comodo lui
mi dai il clemerone d'autero
qui abbiamo tutto peritoneo
cerca di non strapparlo, il peritoneo è un peccato
qua dovrebbe essere molto più lontano
sentito, sento me, prova a sentire dov'è
ad aprire la vagina
la vescica la possiamo svuotare se è ancora
perfetto, perfetto
puoi sentirlo?
mi dai uno scollino
si si
del resto mi devo un attimino
No ma adesso questa parte la fanno loro, poi dopo io faccio sopra, non qua se more, non è da dire da mezz'ora, da mezz'ora, questo è più, almeno è qualcosa di nuovo finalmente, no?
L'impressione che si ha, sì, non è di super qualità, qua il video viene bene se tu lo fai con l'aparoscopio, vedi che se ne è in cazzo.
Però la distinzione del Douglas viene uscita, un po' si intuisce, però insomma l'importante era esserci, mandare un messaggio anche interno, soprattutto quello, io tutto quello che sto facendo è per quello, capito?
fa credo fosse rimasto male che mi hanno invitato no no no no queste cose sono le
facchi noi ormai ci siamo specializzati la facciamo molto meglio no e poi la
gente ci fa le cose capito adesso qua non faremo altro cazzo del cambio di nome che
viene chiamato capitoneale che ormai si fa cioè qua non sapremo come fare
capito anche a parli tutti io insomma adesso questo anno 2017 mi sono mosso
moltissimo per cercare di trovare un'identificazione. Adesso mi devo dare una sala in più il mercoledì
e 5 letti, poi io sto a posto. Diventa una buona divisione. Poi sono aziendalista, tu
lo hai visto, insomma, per cui... c'è aziendalista vero, non... no?
Non lo so, però cerchiamo di stare vicino all'utero, di fare questo passaggio.
Va lontano un secondo, vengo subito.
Io vado lungo.
Eye of the Tiger.
Adesso qui abbiamo dei vasi.
No, perché, fra il fatto che a me, capito, insomma, ho scelto un caso difficilissimo.
Vabbè, però, però finiscono.
Ma lei non è mai delle cose, non è un po' di semplice, sai, c'è...
Sì, sì, però, ma dove siamo?
allora qui adesso c'è l'arteria uterina
ok
e passafilo
quella superficiale
elettrobisturi
ok
facciamo, leghiamo l'arteria
perché adesso questo poi me lo porto via tutto posteriore
eh
il
X1
passafilo
elettrico
ok
io direi
o apriamo la vagina
ok
qui forse la vescica dobbiamo scolare un po' di più
uno scollino
non si vede, media, media, media, ok, hai visto che il collo è un po' più lì, cockerone,
devo scendere un po' di più, anche qua, si, ci puoi mettere la luce per favore che non vediamo,
e non vedono, un altro cockerone, allora questa è la luce qui per favore, mi dai uno scollino,
un cocker a lui, uno scollino a me
passafira
vai
elettrico
e poi mi servono le for
o dei cocheroni
non si vede bene
perché
il campo
se riuscite a entrare un po' di più
in pelvi
da legare intanto
riesce a entrare
aspetta che però non ho capito
vedete che l'apertura è qua
mettiamo la foro
fanno commenti?
hanno detto qualcosa?
tutti seguono
in aula quante ce ne sono?
non so dire
sono un cocherone
le immagini dell'entrata sono bellissime
le immagini dell'entrata sono bellissime
è bella
questo è un bel campo
non laparoscopici
ah no, vedi la telecamera
così li faccio i video
del resto il primario
è della stessa che ci ha offrito
stiamo andando bene?
si vede bene?
abbiamo spostato un po' l'immagine
forbici
potremmo fare
il sigma lo tagliamo come ultima cosa
tiriamo fuori tutto quanto
infatti ci siamo
stiamo facendo così no?
nel senso che abbiamo fatto tutto il piano anteriore
x
non vedo bene
il volatere è salvo?
mazza ragazzi
che smaltita
allora
qui la vagina
è tutta aperta
stiamo insieme
io ho 15 mila
non posso parlare
non posso parlare
dunque
adesso io direi
apriamo la parete
posteriore della vagina
e poi ci dedichiamo
al retto elettrico
no
è la malattia
allora io ho detto
a Cianci
di venire qua
alle due
di non fare lo stronzo
due o due e mezzo
in modo che quando poi
se ci riprendono ancora
nella fase dei hype
intanto ci riprenderanno
perché
secondo me i conti tornano
lui fa una piccola
parla lui
pensa alle tre come ti ho detto
tre e mezza
tre e mezza
prendiamo un po' di ferri
questo qui dopo lo riprendiamo
lo riprendiamo dopo
adesso ci facciamo
che è successo?
si è sfogato?
l'hai visto prima quando lo stavo usando
tagliare il sigma
un po' di ferri che sono troppi
li tremo in rastrello?
Io direi di sì.
O spariamo con la contura?
Potremmo anche sparare dopo, semmai riferiamo.
Elettrobisturi.
Spiega.
Ecco qua si vede la malattia che è indissociabile dal retto ed è adesa al corpo dell'utero
e per cui quindi decidiamo di fare la resezione del sigma retto in blocco.
Ok, stiamo legando le morroidare superiori.
vediamo se riusciamo a farlo in due passaggi
ice
un altro ice
stavoliamo qua
così siamo più veloci
questo è fatto elettrico
e stavoliamo pure sotto
ormai ci
possiamo andare via, vediamo che ci manca
aspettiamo un attimo
oggi è tagliato senza
ice
perfetto, di nuovo in sil
blu blu blu blu blu blu blu adesso serve soltanto questa soltanto quella
Basta, se restavi troppo bravi costruitele.
Eh?
Se restavi troppo bravi costruitele.
Ma è in gombra la pelvi? È in gombra?
Eh, questa è a destra molto.
Ok, abbiamo la suturatrice?
E così liberiamoci, liberiamo.
Asciuga Andrea il lago.
Asciuga che è insomma.
Sì.
Ho finito, sì sì, c'era un'altra corsa da fare, vai.
Ok.
Che figura.
Questa era, dai, immagina.
ora l'abbiamo legato questo, questo è da forza
ok, va bene
facciamo posteriore
elettrico, il trend perché?
di quello che stai facendo
stiamo staccando il retto
in blocco con il mesoretto dal piano sacrale
e qui adesso dal piano laterale
il mesoretto
aspira
aspiratore
dillo quello che è successo
quindi si è aperto qui
Qui la neoformazione che c'era nel Douglas, premendo posteriormente sul retto.
Io metterei una valva lunga al laterale, no?
Sì, penso che sì.
Però anteriormente siamo troppo avidi, perché hai visto che entriamo nella mucina,
quindi non sei sotto il Douglas.
Sì, vediamo.
Togliamo un po' di trend.
Questa è la vagina, anche questo, mano.
Solo che così abbiamo perso l'immagine, sapete?
stai molto avvantaggiato
a stare in antitrend
rimettiamo il trend
aspetta a muoverti
con la telecamera
ok basta
stiamo scollando la parete posteriore
della vagina
dal retto e dal set
non possiamo mettere una valva lunga
ok
dobbiamo fare la stessa cosa di qua
e quindi
Adesso dal lato di sinistra, sollevando la parete posteriore della vagina, mobilizziamo il meso resto anteriore, arrivando ad un piano più basso rispetto alla riflessione del d'agras.
I piani di crivaggio non sono agevoli perché la malattia, l'impianto peritoneale,
retrae il tessuto intorno e quindi anche il mesoretto.
Adesso apriamo la fascia mesorettale e il mesoretto, distalmente alla neoplasia,
cercando comunque sia, perché la mobilizzazione del retto con il mesoretto
ci permette di sollevare tutto il blocco retto con l'utero e la porzione anteriore di vagina
per cui possiamo cercare adesso in un secondo momento di risparmiare quanto più retto possibile
una volta che è avvenuta la mobilizzazione
fai col passafilo
vai tu col passafilo
lui non può vedere
X1
aspiratore
passafilo
mettiamo una valva media per favore
è banale
fai così in modo che si possa vedere
passafilo
fai vedere la parete
lui fa X1 dove
entra la parete del retto
una pinza per favore
sei molto sulla parete
Andrea
pulisci il droghe di lago è finito
non andare lì che è troppo vicino al retto
qua, da sopra
non ti trovi bene?
vai elettrico?
andiamo a fare posteriore prima
perché se no non...
non devi fare il contrario
faccio...
passafiro
ce l'ho io
lo stai facendo al contrario?
è la parte tua
cioè tu lavori di qua quando fai il retto?
sì, sì, sì
mi pare che non sei efficace
tu sei...
va bene
no, io non sono collegato però
si sente
la sala è gelata però
bisogna forzare un po' la temperatura
eh sì è gelata la sala
c'è lei per questo video
diretta
c'è lei e tu sei fuori?
c'è
io con una pinza
vai elettrico
non lo so siamo in diretta
con 15
in streaming con 15.000 collegamenti
prepariamo un'altra carica di Ecelon
però poi sembra che ce lo colleghi, non è vero oltretutto
tira per favore
no, io
va bene
che facciamo, spariamo Andrè?
si, siamo già pronti per sparare
strutturatrice
queste parete
chi mi volete collegare?
vai strutturatrice
aspetta, mi faccio collegare
andiamo a scattare un angolo
chi mi vuole collegare?
il microfono?
aspetta che non lo vedo
si, se ce l'ho ancora
Allora, stiamo completando con la resezione del retto che è stato tutto mobilizzato e adesso quindi per cui verrà fuori il retto sigma con il Douglas e l'utero, l'utero e l'anessi.
Stesso verso, voglio metterla.
C'è un pezzo?
No, elettrico.
Mettiamo un telo verde, un telo verde, garze calde, ecco potete inquadrare il silenzio in aula, ecco qui quindi il sigmaretto che è coinvolto nella sua porzione anteriore insieme a livello del Douglas con l'utero e gli annessi.
e qui abbiamo tutto il peritoneo del parietale e prevescicale
chiudilo così, fammi entrare un secondo
garze calde, questa cosa c'è bene
che prese sono?
la vagina, la vogliamo suddurare la vagina così?
scusa un attimo, mi passare
una garza calda per piacere?
tieni così in mano
no, possiamo, allora, se posso dire due cose
allora questa, dunque la prima parte dell'intervento è finita
adesso facciamo un cambio di, un cambio di echipe
Come facciamo sempre in questi casi, perché come vedete l'intervento è abbastanza lungo, terminata questa parte che onestamente è stata la più complicata, soprattutto per le aderenze sull'uretere di destra, che vedete era coinvolto da una ganga cicatriziale, oltre che dalla neoplasia, ma che è stato comunque liberato.
adesso procediamo alla chiusura
della vagina e poi ci sposteremo
come campo in ipocondrio di sinistra
per fare la peritonectomia
dell'ipocondrio di sinistra
sotto diaframmatica e l'asportazione
della milza e della recidiva e completare
l'asportazione del momento
quindi per me possiamo anche interrompere
e ci vediamo quando siamo nell'altra
spero nella fase avanzata
dell'altro step, grazie
ok, chiudiamo la vagina
tieni così
l'uretere questo qua era proprio
allora, buonasera
non so a che ora si sono fatte, le 3 immagino
ok
cosa abbiamo fatto nel frattempo
mentre il professor Raffaeli faceva l'intervento bariatrico
quindi la parte pelvica era finita
come vi abbiamo dimostrato
nel primo collegamento
e quindi adesso abbiamo una vagina suturata
un moncone rettale
abbandonato nella pelvi
e entrambi i diureteri visibili, non so se si vede, ma questo è più che un vanto, è una circostanza,
anche il plesso ipogastrico risparmiato.
Detto questo ci siamo spostati verso, quindi questo è il moncone sigmoideo che poi anastomizzeremo al retto,
ci siamo spostati verso l'ipocondolo di sinistra dove sapevamo che c'era la seconda grande nodulo di carcinosi.
Questo nodulo di carcinosi coinvolgeva la flessura colica di sinistra che è stata sezionata e c'è stata un'asportazione en bloc del grande omento che è stato asportato in modo radicale della milsa, dopo vi faccio vedere la fotografia del pezzo se si può, e questa è la quota del pancreas.
Quindi c'era pressura sprenica, blocco spreno pancreatico, legatura dell'arteria e dell'avena, la milza non c'è più, non c'è più il nodulo, non c'è più l'omento, non c'è più la grande curvatura gastrica.
Abbiamo tolto il piccolo omento, che è una serie spesso di nodularità, ed è stato liberato il piccolo omento, una valva lunga, non so se si riesce a vedere, forse la valva ci toglie luce però.
in ogni modo, il piccolo mento è stato asportato
ed è stato asportato anche il peritoneo
che si trova, diciamo che potremmo definire
come pavimento della retrocavitata di Epipolo
la luce è qua per favore
potete vedere i pilastri diaframmatici
la vena cava che si intravede
il lobo di spigelio
questa è un'altra zona, forse non so se si vede bene
comunque un'altra zona tipica
di deposito di muscina
luce, inquadrate
ok, si intravede la vena cava
il lobo di spigelio, il pilastro diaframmatico
questa era una zona dove abbiamo riscontrato mucina
poi abbiamo esplorato l'intera matassa ileale
l'intera matassa ileale è pulita
tranne che per un nodulo
che era extra ed intraviscerale
medio ileale che abbiamo resecato
abbiamo pulito lo spazio di Morrison
questo vedete che è il rene di destra preparato
dovevamo delle nodularità
e poi anche se all'inizio dell'intervento
abbiamo detto che il diaframma di destra
sembrava pulito, in realtà così non era
e quindi diciamo abbiamo fatto
una mobilizzazione del fegato
e diciamo una peritonectomia
diaframmatica
destra
non so se si riesce ad apprezzare
c'è un piccolo buco sul diaframma
che adesso andiamo a strutturare ovviamente
prima di fare la chiamia ipertermia
adesso solo per competenza
togliamo
questo peritoneo della doccia laterocolica mancante anche se non ci sono nodularità
però essendo in contiguità con un peritoneo malato che era quello del diaframma e con
un peritoneo malato che era quello diciamo pelvico, asportiamo questa pasticca di peritoneo.
Quindi questo è l'intervento demolitivo praticamente finito. Adesso faremo la chemipertermia,
il dottor Cianci che è un altro collaboratore del professor Scambia con il quale noi appunto
vi spiegherà che tipo di chemipertermia facciamo
e che tipo di macchinario utilizziamo
e poi al termine della chemipertermia
ma penso che non ci sarà più tempo di sentirci
inizieremo il tempo ricostruttivo
che consisterà di una anastomosi colorettale
una anastomosi colocolica
un'anastomosi ileoideale
e il confezionamento di una ileostomia di protezione
completiamo la peritonectomia della doccia laterocolica
ripeto, non perché qui abbiamo delle nodularità
ma perché mi sembra inutile lasciare un'isola a rischio
anche se avendo ottenuto un residuo macroscopico zero
confidiamo sul fatto che la chemipertermia ci possa ulteriormente avvantaggiare
in realtà è un po' maggiore perché potremmo calcolarlo intorno a 18 pinze
perché appunto avevamo questo coinvolgimento del peritoneo diaframmatico di destra
che non avevamo identificato per operatoriamente
ed un, forse la tua Stefano
ed avevamo anche
mi sconosciuto questo nodulo
ileale
fortunatamente il mese intero è completamente libero
ok, siamo pronti con l'IPEC?
con la macchina?
ancora no, perché se non siamo pronti faccio
allora io chiuderei
la perforazione diaframmatica
mi aiuti tu Ste?
Stefano spiegaci di tanto, ti sentono?
se parla il dottor Cianci lo sentite?
vi è qualcosa Ste?
adesso noi fortunatamente abbiamo identificato
ecco vedete che il diaframma è perforato
perché si vede dal bombè che fa
nel corso delle manovre degli atti respiratori
abbiamo identificato la picca perforazione
ed ora procediamo
alla sua chiusura
Stefano fai tu
la procedura che faremo oggi
è una procedura utilizzando un macchinario
no
facciamo prima
fai vedere come chiudiamo il diaframma
poi spiega la EPEC
so che voi avete anche uno studio in corso
dai qualche indicazione
pensa a me
sulla chiusura del diaframma
come ci confrontiamo
qua semplicemente
identifichiamo il buco
eccolo qua
dai degli ice
lo delimitiamo con gli ice
mi serve l'aspiratore
è intuitivo che
dovendo fare una manovra di chemipertermia
dobbiamo essere sicuri dell'integrità diaframmatica
qua invietriremo l'anestesista a fare una manovra di valsalva
al momento in cui gliela chiediamo
forza
sì
mille buchi
se avete un aspiratore mille buchi
allora ci prepariamo
a chiudere
la piccola perforazione
è chiaro che man mano ci avviciniamo al centro tendineo man mano il rischio di perforazione
aumenta però diciamo se vogliamo realizzare una peritonectomia completa noi prima di chiuderlo
metteremo l'aspiratore dentro per ricreare una pressione negativa associato alla manovra di
al massimo noi togliamo l'aspiratore. Ok. Mentre lui toglie l'aspiratore io chiudo il
possiamo apprestare ad eseguire la chemipertermia. Allora la procedura di chemipertermia che facciamo
la facciamo utilizzando un macchinario nuovo che si chiama PRS che sta per Peritonea Recirculation
System. Questo macchinario sostanzialmente utilizza rispetto a quello che si fa normalmente
con la RAND che è un macchinario con la quale si fa anche circolazione extracorporea e altre
altre procedure, questa macchina invece ha un ruolo specifico, cioè è stata creata
esclusivamente per l'IPEC, inoltre grazie a questo ha superato una serie di problematiche
legate precedentemente alla procedura, perché questa macchina riesce a garantire attraverso
su un sistema che vi mostrerò, la conoscenza si può valutare direttamente e con certezza,
ovviamente intendo per le procedure chiuse, quindi ad addome chiuso, si riuscirà a verificare
che l'addome sia completamente riempito dal chemioterapico e questo ovviamente è una
garanzia del fatto che il chemioterapico viene distribuito a tutta la cavità addominale
in tutti i recessi addominali. Associata a questo, questa valvola ha una seconda funzione
che è quella di riuscire a garantire, a permettere la presenza di una pressione intraddominale costante.
Come sappiamo in diversi studi, anche che abbiamo fatto noi come ginecologi con il professor Scambia,
che la presenza di una pressione intraddominale buona e soprattutto costante durante la procedura
permette una maggiore penetranza del farmaco e quindi ha una funzione nell'out-campoio oncologico.
Associato a questo, infine, assieme all'infusione di liquido, questa macchina permette in contemporanea alla procedura
l'infusione di gas CO2 che viene iniettato a bassa pressione.
Questo cosa determina? Determina che all'interno della cavità addominale si creerà un moto, la tecnica infatti viene chiamata jacuzzi technique perché questi tubicini che iniettano CO2 permetteranno un moto endocavitario che permetterà una maggiore distribuzione del farmaco a livello della cavità addominale.
Possiamo procedere all'installazione.
Come stai comodo? Si fa una piccola incisione di circa, ce l'hai da 11 se ce l'hai, di 10 circa da 6 a 10 mm a livello dell'addome che è il punto dove si andrà a installare questo reservoir che è una specie di fungo di cui vi ho parlato prima.
Si vede, vero? Questa è la base del fungo che serve ad ancorarlo a livello della cavità
addominale e poi fuoriesce da qui. Questo lo taglio un pochino, vero? Lo taglio dopo, ok.
si mette la base del fungo si lascia ora lo posso tagliare giusto lo
toglie un pochino lasciandone poco poco giusto per almeno un centimetro per poi
chiuderlo col tappo questo ovviamente
una pinza retta una pinza d'angolo retto piuttosto che l'ice pazienza
Io c'ho il collegamento in questo momento? Mi sento? Quindi con una mano che tiene la base, metto il tappo, il tubo viene regolato successivamente ovviamente perché dipende dal BMI della paziente.
Una volta installato il tappo, questo ovviamente non è finito così perché poi successivamente andrà inserito il cilindro.
Ora possiamo passare all'installazione dei tubi, come vedete c'è un tubo unico che poi si dirama in due tubi, questo è l'infusione, questa è l'aspirazione.
Allora, il concetto è che nel nostro posizionamento standard è importante che l'aspirazione sia messa più in profondità, cioè più declive rispetto all'infusione.
Quindi noi sostanzialmente la posizioniamo a livello laterale e più declive.
l'infusione ha lo stesso posizionamento ma dalla parte opposta
cioè l'ingresso è a livello pelvico
poi si può anche cambiare, non è questo il punto
l'importante è che siano ben separati
e in questo caso viene messo più superficiale
così che non sono allo stesso livello
questo mettiamolo qua
Allora, infine si installa il terzo tubo, che è quello dove si inietterà la CO2.
In questo caso, come vedete, i tubi della CO2 sono ovviamente più piccoli e sono tre, con differente lunghezza.
L'importante è che questi tubi vengano messi con un decorso circolare, soprattutto che siano un minimo distanziati.
Il concetto, il goal di una corretta installazione di questo strumento è appunto creare un circolo uniforme.
Ok, possiamo iniziare, fatto questo, a fissare i tubi.
Sì, una volta fissati i tubi si richiude l'addome.
La chirurgica, per favore.
Ci sono vari modi poi di fare la chiusura dell'addome, dipende un po' dalle tecniche utilizzate dalle scuole, perché alcuni chiudono la fascia, mentre qua con questo macchinario in genere noi chiudiamo direttamente la cute.
mi servono un po' di questi
li devo riutilizzare
ovviamente è importante che i punti
siano abbastanza stretti in modo da
evitare fuoriuscita
poi del chemioterapico
come sta andando Cianci?
non me lo dica così
ha visto?
con l'infusione
si si
e vabbè questo
no dai
Però comunque me ne serve almeno un altro.
Ovviamente questa procedura è parotomica, ma c'è la possibilità anche di eseguire queste procedure per via laparoscopica.
è legato un po' anche ai nostri studi che abbiamo fatto per quanto riguarda ovviamente la ginecologia,
che sostanzialmente noi per il carcinoma ovarico abbiamo diversi protocolli in atto, tra questi
abbiamo fatto uno studio farmacocinetico in cui durante le procedure IPEC abbiamo fatto
dei prelievi seriati di campioni biologici, cioè durante l'IPEC, che nel nostro caso
vengono fatte con farmaci diversi viene fatta col cisplatino e dura 60 minuti
senza un'infusione sistemica di chemioterapico abbiamo prelevato che
ora mi puoi dare delle continue abbiamo prelevato dei campioni di fluido
peritoneale dalla macchina ogni 20 minuti in maniera seriata quindi prelevi
di sangue fluido peritoneale e urine inoltre abbiamo fatto prelevato dei
campioni dopo la procedura. Tutti questi campioni sono stati esaminati per valutare l'assorbimento
del farmaco e li abbiamo confrontati, cioè abbiamo confrontato le procedure IPEC eseguite
per via la paroscopica versus le procedure IPEC eseguite per via la parotomica.
per via la parotomica. Il dato che noi abbiamo rilevato è davvero interessante perché abbiamo
visto che per quanto riguarda sangue e urine la concentrazione del chemioterapico nelle
procedure laparoscopiche era molto più elevata. Ovviamente questo sta a significare che la
pressione endodominale ha un ruolo molto importante nell'assorbimento del chemioterapico.
Proprio grazie a questa nuova tecnologia ovviamente riteniamo che questo possa essere garantito attraverso il reservoir e l'utilizzo della CO2 in sedentro operatoria.
Si pensa anche al fatto che in questo policlinico abbiamo in corso un altro trial che è sempre per quanto riguarda le terapie locoregionali del carcinoma ovarico che consiste invece nella procedura IPAC, cioè sostanzialmente una somministrazione endoperitoneale di farmaco che non avviene allo stato liquido ma il farmaco viene nebulizzato.
Proprio perché il concetto di nebulizzazione favorirebbe due aspetti.
Il primo è che il chemioterapico allo stato gassoso dovrebbe avere una maggiore distribuzione a livello addominale.
Inoltre la pressione endo-addominale che avviene per la nebulizzazione è maggiore rispetto a una somministrazione allo stato liquido
e questo quindi favorirebbe una maggiore penetranza del farmaco, anche questo ovviamente è in corso di studio farmacocinetico.
Per quanto riguarda la distribuzione del farmaco, uno studio che abbiamo condotto con questo nuovo macchinario è stato fatto sui maiali,
Abbiamo fatto un IPEC su un maiale utilizzando invece del chemioterapico, abbiamo utilizzato una soluzione con il blu di metilene per valutare bene la distribuzione dell'ipotetico chemioterapico a livello addominale.
I risultati sono stati davvero ottimali perché una volta finita l'infusione del chemioterapico abbiamo aperto il maiale, siamo andati a guardare tutte le cavità, tutti i recessi e devo dire che il blu aveva colorato tutta la cavità addominale e anche i recessi un po' più difficili da raggiungere come a livello retroepatico, ad esempio, diaframmatico profondo.
Un altro vantaggio che abbiamo trovato in questa macchina, come dicevo, questa macchina ha una cosa ottimale, per noi che facciamo molte IPEC è un problema talvolta rilevante, cioè la macchina non va mai in blocco, perché?
perché cosa succede con la RAND? La RAND talvolta durante le procedure, soprattutto nel caso forse
della ginecologia in cui la procedura dura di più, dura dai 60 ai 90 minuti, poi dipende
dai protocolli di studio, molto spesso, giustamente non facendo procedure chirurgiche, il livello
di polarizzazione della paziente alle volte viene ridotto, comunque si riduce. Questo
cosa determina? Determina che la paziente spesso inizia a spingere. Spingendo aumenta
troppo la pressione endo-addominale, la macchina lo rileva e va in blocco. Il problema è che
facendo andare la macchina in blocco una, due, tre volte, ovviamente la procedura risente
perché i tempi si allungano, andando la macchina in blocco non c'è una continuità nella
somministrazione del farmaco, del trattamento e quindi ovviamente i rischi aumentano e anche
anche gli outcome oncologici si riducono.
Questa macchina ovviamente, avendo questo reservoir, che serve come valvola sostanzialmente,
evita che la macchina va in blocco.
La macchina non va mai in blocco.
Come profilo di sicurezza ovviamente, il fatto che avendo questo sistema di ricircolo,
il CO2 ha un vantaggio in termini di sicurezza, quindi non solo un vantaggio in termini oncologici,
ma anche in termini di sicurezza, perché ovviamente un ricircolo maggiore del farmaco
determina, si cerca quantomeno, di evitare i danni diretti da calore.
Noi ne vediamo, ad esempio un tubo che decubita in una struttura importante,
noi ne abbiamo viste come può essere l'uretere o altre strutture,
andando per 60 minuti a infondere il farmaco ad alte temperature in uno specifico punto
lo può andare a danneggiare. Con questo ricircolo maggiore ovviamente questa
problematica di sicuro è ridotta in maniera rilevante perché il calore ovviamente
viene distribuito maggiormente. Ok, noi abbiamo chiuso completamente la cavità
addominale quindi ora procediamo all'installazione, a
completare l'installazione del reservoir che è questo cilindro qua che
che vedete, che si installa alla base, riesce a vedere? Non c'è luce.
Ora mettete anche quello, che si installa al livello dell'addome,
che è l'elemento che permette appunto di vedere bene,
perché qui arriverà il livello di liquido associato al chemioterapio,
quindi il fatto che si riempie qui, ad addome espanso ovviamente,
vi permetterà di capire che l'addome è completamente pieno.
Associato a questo c'è questo meccanismo di valvola,
Il reservoir ha bisogno di una staffa che lo mantiene.
Questo tu lo puoi toccare tanto?
Questo, sì. Allora aspetta, lo dovete tenere questo un attimo, scusate.
Questa staffa si ancora allettino operatorio.
Devo allungare un po' di qua.
Ovviamente il posizionamento del braccio deve fare in modo che lo mantenga, non
che lo tenga in posizioni forzate, cioè deve stare naturalmente perpendicolare
rispetto all'addome, quindi così, penso che vada bene così, da là lo devi fare, aspetta, da qua, ah si, si, ok,
giustamente lo solleviamo un pochino perché ovviamente la cavità addominale
una volta inserito il liquido e il farmaco si riempirà. Ok, ora si fa la prova, cioè
si fa la prova senza chimioterapico per vedere se ci sono dei leak a livello della parete
addominale. L'aspirazione la mettiamo su. Ok, questo è il tubo di aspirazione. Questo
qua, giusto? Ovviamente anche in questo caso c'è un sensore termico che permette di rilevare
sia la pressione la temperatura di infusione che la temperatura d'uscita stessa cosa per
quanto riguarda l'inflow e infine colleghiamo il tubo della co2 che colleghiamo normalmente
a una una normalissima colonna laparoscopica si si tranquilli tranquilli tranquilli attacchiamo
così l'installazione è completata ora si inizierà l'infusione che ti manca
si farà solo l'infusione di liquido che si porterà alla temperatura
richiesta dopo di che se non ci sono leak una volta ottenuta la
temperatura adeguata si inizia l'infusione del farmaco. C'è un modo di riprendere un
po' anche la macchina, il macchinario, giusto così per farlo vedere. La CO2 ovviamente
viene inserita solo quando c'è l'infusione del chemioterapico, viene in genere la pressione
Come vedete il reservoir si è riempito, quindi vuol dire che l'addome è completamente espanso
e di conseguenza una volta ottenuta la temperatura si può iniziare l'infusione
perché come potete vedere non ci sono leak di liquido, quindi diciamo siamo pronti a eseguire la procedura.
Sì, ah sì no, devi chiamare la regia però anche che mi sposta il microfono.
Bene, come vedete qua c'è il moto, le bolle che escono vuol dire che è attivo anche il moto, tra virgolette, chiamato jacuzzi.
No, mi devo cambiare la mascherina.
e poi passeremo
alla fase ricostruttiva
questo è il preparato
anatomico dell'intervento eseguito
giusto per così riassumere
allora
partendo da destra verso sinistra
questa è la doccia laterocolica
di destra, questo è il
peritoneo diaframmatico di destra
questo è il peritoneo
dello spazio di Morrison
questo è il peritoneo del piccolo mento
questo è il peritoneo del pavimento
della retrocavità di Epipron, quello che si trova
tra pilastro diaframmatico di destra
e vena cava, chiaramente sono tutti
quanti raggrinziti perché sono
stati asportati
dalla loro sede anatomica
questo è il grande omento
staccato in modo radicale e in blocco
con la milsa
questo grande nodulo di carcinosi
che era quello che si vedeva alla TAC
per operatoria, che infiltrava
la flessura del colon
la flessura splenica del colon che è stata resecata
e questo è
chiudendo il giro, il peritoneo del rezius staccato in blocco con l'utero, il nodulo di carcinosi e il sigmaretto.
Questa è stata la parte tecnicamente più complicata perché c'erano le aderenze del pregresso intervento,
dell'intervento ginecologico e abbiamo scoperto durante un'anamnesi intraoperatoria
che c'era stata una sutura o una lesione tangenziale dell'ureteria di destro al momento della prima emicolectomia destra fatta in altra sede.
Tutto questo è il peritoneo macroscopicamente affetto dalla malattia che francamente ha alcuni aspetti che possono ricordare anche uno psiodomixoma,
ma anche se abbiamo fatto rivedere i vetrini e sappiamo che si tratta appunto di una recidiva di tumore mucinoso del cono,
se voi vedete appunto questo per esempio il peritoneo diaframmatico è appunto pieno di mucina,
quindi questo assomiglia molto a un classico pseudomixoma.
La fase ricostruttiva, non so se la faremo in tempo a far vedere, comunque comporterà chiaramente tre anastomosi,
c'è un'anastomosi colorettale, un'anastomosi colocolica e un'anastomosi ilioileale.
e confezioniamo sicuramente una ideostomia di protezione
va bene, grazie
ok, allora possiamo rimettere tutto a posto
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