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34° Congresso di Chirurgia dell' Apparato Digerente, Roma 2023 Dr. S. CALANDRA Laparoscopic right hemicolectomy Dott. Sergio Calandra, Dott. Antonio Ziccarelli, Dott. Davide Muschitello ASU FC Azienda Sanitaria Universitaria Friuli Centrale Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia
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Pronto? Ok. Buongiorno, qui siamo dalla sala operatoria di Udine, Parlaterroso, clinica chirurgica.
C'è qualcuno in linea? C'è qualcuno in linea? Non c'è nessuno. Andiamo avanti lo stesso.
Presentiamo fra un attimo un caso clinico di un colon destro, un paziente che ha un tumore del colon destro.
Poi vedremo le diapositive.
Vi presento intanto l'equipo operatoria, che è formata dal dottor Sergio Calandra, che è un mio collaboratore,
e l'autore Ziccarelli, che è un collaboratore del dottor Petri.
Abbiamo scelto di fare questi due casi consecutivi, un colon destro adesso e un colon destro anche dopo,
un'emicolettomia destra, la paroscopica adesso e anche dopo, dove gli operatori si invertiranno le parti.
Adesso lascio la parola agli operatori, però non ho nessuna voce di ritorno da Roma.
Buongiorno a tutti, ma il caso clinico è già stato presentato? Forse è meglio partire col caso clinico.
Allora, buongiorno a tutti, sono il dottor Davide Muschietiello, medico in formazione specialistica presso la scuola di Udine
e vi presenterò appunto questo intervento di emicolectomia destra laparoscopica
condotta dal dottor Sergio Calandra della clinica chirurgica del Prof. Terrosu
e il dottor Antonio Ziccarelli della Chirurgia Generale del dottor Roberto Petri.
Allora, il paziente in sala è un uomo di 70 anni, il suo percorso diagnostico-terapeutico inizia con un sangue occulto fecale positivo
per il quale si sottopone a una colonoscopia diagnostica.
Durante la colonoscopia sostanzialmente quello che viene evidenziato a livello del colon destro,
appena distalmente la valvola licecale, è una lesione ulcerata di circa 3 cm
che viene biopsiata e marcata distalmente in quanto sospetta endoscopicamente.
All'estodologia tuttavia ciò che sovviene è che l'esame istologico risulta essere un adenoma con solo displasia di alto grado.
Visto tuttavia la discordanza con l'aspetto endoscopico viene quindi ripetuta una conoscopia il 25 ottobre
e vengono ripetute nuove multiple biopsie.
In questo caso l'esame istologico risulta essere come sospettato una neoplasia maligna, quindi un adenocarcinoma colico.
Viene quindi il paziente sottoposto a una tacto racciadome di stadiazione
che oltre a confermare l'espessimento a livello del colon destro appena a valle della valvole lececale
e diverse linfodinomegalie a livello mesenteriale pericolico,
ciò che si evidenzia anche una colelitiasi, come una colecisti ripiena di calcoli
e poi effettivamente giungendo il paziente alla nostra attenzione e colloquiandolo
ci siamo accorti che effettivamente aveva una storia sintomatologica positiva per coliche biliari recidivanti
per le quali tuttavia non si era mai presentato l'attenzione di una valutazione specialistica.
Per questo motivo, vista appunto la neoplasia colica e la concomitante colitiasi sintomatica,
il paziente è stato arruolato sia per un'emicolectomia destra laparoscopica e contestuale colicistectomia laparoscopica.
che si tratta di un paziente di 175 cm x 84 kg, quindi un BMI di 27, non particolari comorbità, unicamente ipertensione arteriosa, diabete, steatosi,
e appunto in data di erna, come vi dicevo, verrà sottoposta a intervento sia di emicolocotomia destra, sia di colecistectomia robotica.
Il paziente solitamente noi lo posizioniamo a gambe chiuse, tuttavia in questa seduta, data sia anche la colecistectomia che faremo successivamente al colon,
abbiamo posizionato il paziente supino a gambe aperte, per quanto riguarda i trocar abbiamo posizionato innanzitutto un trocar ottico a livello pararetale sinistro
e ulteriori due trocar operativi a livello di ipocondrio sinistro e di ipogastro, questo per quanto riguarda il colon destro.
Trattandosi anche appunto di un intervento in combinata con la colicistectomia abbiamo posizionato un ulteriore trocar operativo in fianco destro.
Questo è tutto, adesso vi passo la sala per la prosecuzione dell'intervento.
hai una joan per favore no no no no ok ultra fammi dare un po' più a destra per favore Anto
possono essere abbassate no no no no giusto un po' aspetta dai un attimo una bipo c'ho il pedale
qua sì? No no ma va bene sai Anto così? Sì sì va bene. Dai solo una garzina un attimo che asciugo
è? Qua. Ok anche basta dai fammi tirare via questa. Op dammi di nuovo l'ultra. Grazie. Vado
ancora un po qua si sono i vasi no no qua qua c'è ancora che perde un po se io adesso avvicinati
un punto scusa hai una tra poco ti chiederò una cartina per avere un po più trazione verso l'alto
Questo nero rompe un po' le scatole
Ma, ok
Aspetta che andiamo qua
Cambio mano
Sì, aspetta che qua
Questo deve scendere qua
Ok
Qua, sì, adesso prendo la garzina
Aspetta che finisco di fare questo
Ah, qua no
Ok
Hai una garzina, beh
Sai una normale qua adesso?
Che la...
Sì, sì, grazie
Ok
Qua si inizia a vedere il vaso, direi
Proviamo a vedere la mesenterica, puliamola un po', così vediamo meglio.
Hai un attimo l'aspiratore?
Grazie.
Ok.
Com'è?
No.
Ah, ho capito, ho capito, aspetta.
si adesso aspetta che sistemo la garza puliamo grazie
si dai un attimo anzi dai una garzina piccola che te la rendo subito
Mettiti un po' più dritto se riesci anche.
Pronto, calandra, mi sentite?
Sì, buongiorno.
Sì, buongiorno.
Scusa, io arrivo adesso.
Sono Roberto Russo qua da Roma.
Benvenuti al congresso del professor Palazzini.
Grazie.
Mi sembra, non so esattamente cosa facciate, ma credo sia un colon sinistro o sbaglio.
Un colon destro?
Un destro.
Destro?
Sì.
Destro.
ecco se gentilmente
mi spiace perché magari ne avete già parlato
ma io ho preso in questo momento
volete che rifacciamo la presentazione?
ok sì niente
non so se l'avete già fatta con qualche
d'uno o meno perché adesso sarò io
con voi come tre d'union
diciamo fra voi e la sala
la presentazione se volete la possiamo ripetere
se non è stata
se l'avete già fatto penso che sia stata vista
ok ok
andiamo in diretta adesso
è un adenocarcinoma diciamo subito a valle
della valvola ileocecale
è marcato
70 anni
come comorbidità
diabete, ipertensione
null'altro
TAC negativa
è stato scoperto
in occasione
di un sangue occulto fecale positivo
poi fatto la colonoscopia
il tumore è un po' escavato
di circa 2-3 cm
diciamo che nessuna altra cosa particolare da condividere sul sul caso scusa non vedo
mettila un po verticale se riesci così perfetto grazie abbiamo messo i trocar magari non proprio
standard perché questo paziente anche una calcolosi sintomatica della colecisti e quindi
Quindi abbiamo messo il quarto trocar in fianco destro, in modo che poi ci venga agevole per eseguire anche la colicistectomia.
E quello che sto usando adesso, dove ho l'ultracision, l'abbiamo messo un pochettino più alto rispetto alla sede canonica, sempre per lo stesso motivo.
Aspiratore.
State isolando l'asse venoso, state cercando la metà tecnica.
Esatto, esatto, sì, esatto, esattamente quello è il passaggio, che sembra intravedersi qua, forse possiamo abbassare ancora un po' qua, ma neanche tanto, perché questa è l'ascella, questo va via, sì, sì, sì, un po' si apre, niente, niente, direi che è qua, sì, non c'è niente mi sembra, un po' più lontano per favore, ok, grazie.
Poi puliamo la telecamera.
Cosa dici Giancarlo? È sporca?
Ok, puliamo la telecamera un attimo.
Non è tanto a fuoco, forse.
Sì, non era tanto a fuoco Giancarlo.
Sì, questa è la vena.
Si vede la vena, già.
È l'origine della vena iliocecocolica.
Probabilmente l'arteria è questa a destra.
Sappiamo che molto spesso non sono costanti la presentazione anteriore della vena rispetto all'arteria.
Anzi, guarda, sai cosa? Questo lo lascio qua, se mi serve.
Lascia, lascia, lo uso dopo. Un secondo solo.
La vena sembra abbastanza evidente e l'arteria probabilmente è questa qua, qua dietro.
Ok, dai l'ultracision intanto. Grazie.
No, adesso pulisco un po' l'arteria in modo da vederle tutte e due e poi le clipiamo insieme.
Ah, clip, clip, normali. Hai le clip? Beh, tu.
Ok. Avvicinati poco poco, Anto, grazie.
Avvicinati poco poco.
No, no, benissimo, così.
Grossina, no?
No? La seguiamo un po' di più?
Sì, sì.
Qua c'è un po' troppo...
Però, quello è...
Eh, non tagliarla.
No, no, non la taglia.
boh tagliamo la vena intanto aspetta però sembrerebbe essere senza mai pulisco qua
se asommai tu hai anche il trocar quello là in cui ti posso passare il meso e facciamo un check
qua avvicinati poco poco no no l'ho fatta per pulirla un po qua ok si vediamo se è qua dai
così la vediamo meglio si è mai sembra anche me qua e ridai di nuovo la gardina
bea quella piccola che prendo qua prova a prendere così se grazie aspetta se
adesso la puliamo adesso la pulisco giancarlo per un attimo ancora qua ok
puliamo pure l'ottica andiamo a controllare ancora un po qua avvicinati
Volevamo cercare di vedere l'origine dell'arteria idrocecolica in modo da essere più sicuri.
Oggettivamente il dubbio lo fa venire, non è piccola, è anche anteriore, ci sono due dati che...
Esatto, soprattutto...
È vero che a volte, però due dati assieme è meglio controllare.
Sì, non è piccola, soprattutto, esatto, quello.
Sì, sì, no, ho passato, sono passato tutto dietro, però non la vedo ancora.
Provare a abbassare la tenda e portarla verso sinistra,
vedere qual è la situazione anche dell'ileo facendo così per vedere.
Sì, può essere un'idea, aspetti.
Sì, no, no, no, vediamo solo.
Sì, aspetta, qua.
Questa non sembra niente.
Ok.
Ok, adesso che la stiamo pulendo forse risulta delle sue dimensioni giuste, perché c'è qualche, ancora un po' di sportività, no no no, ok, passiamo, ok dai le clip che intanto facciamo la vena, che così aumenta, se infatti, sì sì ma così vedo, cosa ho preso, no dammi pure l'ultra, ok fammi prendere la gardina che asciuga un attimo,
Adesso forse facendo la vena ci aiuta a capire quelle telette dietro cosa sono
tipo l'arteria abbiamo detto che sembrerebbe essere qua, linfatici direi
grazie, buono, allora facciamo una visione un po' più guardando anche a sinistra
Sì, aspetta, strano che perda il fuoco, ok, sì, aspetta, siamo sempre lì, sì, questi andrebbero abbassati, però sono un po' tenaci, che normalmente, sì, aspetta, questo non dovrebbe essere niente, aspetta.
Mi chiedo scusa perché io non vedo bene, ma mi sembra che siate molto, mi sembra già molto in alto, se quello sotto è il duodeno, se sei già sul pancreas.
Sì, questo sì, questo è la testa, quindi qua dovremmo essere proprio sicuri.
E mi sembra di vedere la mesenterica arteria adesso con la biforcazione, se non sbaglio, quella dritta che c'è proprio in quella V di fronte a noi, dietro non è arteria, esatto.
Sembrerebbe di sì, sembrerebbe di sì.
per cui probabilmente è molto corta
con una nascita
in alto
è verosimilmente la lettura
corretta
l'unica cosa che normalmente è più agevole
è abbassare questa parte qua
e invece attualmente
trovo un po' di difficoltà ad abbassare
questa parte per
dissociarmi dalla testa del pancreas
che normalmente è un piano bello vascolare
eccolo qua, qua è corretto
probabilmente devo passare
qui
adesso vedo se se io passo qua vediamo se sono già oltre mi sembrerebbe di sì ultra non c'è
niente lì alzate per favore poco poco il letto per favore grazie ok fammi prendere la garza
anto questa sì sì basta grazie ok direi che possiamo fare l'arteria rimane attaccata sono
solo questo questo largo dopo ok vediamo se ci siamo già sì dai è il mio ciclo colica sicuro
si dovrebbe vedere anche la continuazione
di stale della mesenterica
a questo punto
che dovrebbe essere lì pulendo
per avere la conferma
al 100%
chiedo scusa io
è giustissimo
mi permetto ogni tanto di
apprezziamo
va benissimo anche perché il commento
anche quello che hai fatto prima era giustissimo
allora
diciamo che vediamola qua
secondo me
è qua proprio, adesso la possiamo pulire
un po' meglio
cioè anche ragionando
eccola qua, questa sembra
adesso cerco di pulirla
con l'ultra per poterla mostrare meglio
perché la vena è
bella evidente
a questo punto torna anche l'anatomia
la vena oggettivamente la troviamo prima
venendo da destra
per cui torna anche quello adesso
rispetto alla situazione iniziale
dove come hai detto c'erano un po' di dubbi
un po' troppi visto anche il calibro
potrebbe anche fare una chiusura
temporanea
se c'è pulsazione sulle ali distali
se c'è proprio
un minimo di dubbio
anche se non credo
adesso credo che magari con la garza
dovremmo intuire meglio
l'inserzione dell'ilocecolica
nella mesenterica
a me pare
lui è un po' grasso
ma sembrerebbe che questo sia il decorso
però non chiarissimo
ma questa sia la mesenterica e che continui qua però effettivamente ancora
non lo vediamo perfetto come si dovrebbe, dobbiamo grattare qua, prendo la guarda un attimo
va un po' fuori fuoco secondo me, quando ci spostiamo va fuori fuoco
senti la tiro via questa perché si, ok avvicinati ancora, qua c'è, forse si
questo qua, allontanati un po', no sei storto però, io sono con la testa così, tranquillo,
non vuole farsi vedere l'origine, forse qua, aspiratore? Allora, sì che qua la vena la
vediamo benissimo, quello è un vasovasorum, io qua ci sono già di là, guardando in largo,
pensare che sia una mesenterica è veramente difficile perché la biforcazione a quel punto
adesso si percepisca l'ascella superiore, quando spostando un po' quel grasso sembra di vedere
proprio adesso magari fermandosi si nota esatto qua così lì così esattamente forse potremmo pulire
questa parte qua se vogliamo vederla meglio mettiti un po più dritto scusa mi sembra mi
sembra sufficiente anche quasi esagerato esatto esatto no sì è più per diciamoci la verità se
non ci fosse la diretta l'avrei già clipata però è bello vederla bene all'origine no sì però mi
dicono che voi non vedete benissimo. Ok fammi riprendere un attimo. Puliamo subito Giancarlo?
Ok dai puliamo. Pulita abbastanza direi. Ok allora abbassiamo ancora un po' qua. Niente,
Niente, niente. Aspetta, allontanati. La cartina te l'avevo resa, no?
Sì, eccola qua. Tende ad essere un po' tenace qua. Occhio.
Siamo un po' in fighting perché ti becco.
Ok, adesso questo lo possiamo fare perché il vaso è qua.
Adesso si vede meglio che è venuta meno la trazione i due vasi.
Ok, questo lo posso fare.
Ok, questo secondo me no, sì lo so però, è bello attaccato qua, sì, aspetta che finiamo di aprirci la, aumentarsi il ventaglio qua un attimo, sì vado qua, vado qua, allora, sì, scusa, sì, no, è qua, no, no, è giusto, è qua, ok, sì, si vede male, sì, va in largo, sì, lo so, aspetta che abbasso un po' qua,
Questo deve abbassare, aspetta che uso la garza, no no, cambio solo mano in modo da poter avere, aspetta, ok, questo dobbiamo fare fuori, e questo.
Non è che sei dentro nel mezzo?
Allora, guarda, rivediamo la testa del pancreas e rivediamo tutto, mi sembra di no, vediamo però, verifichiamo subito.
Questa mi sembra la testa del pancreas.
Sì.
questo deve scendere
e mi sembra che il piano sia proprio questo
aspetti che riprendo la garza
così facciamo la prova del 9
ok, aspetta vai un po' indietro
vai indietro, ok riavvicinati
no, lui è grasso
a me sembra che questo sia testa del pancras
duodeno, fai vedere
duodeno, testa del pancras, questo è un po' di grasso
perché altrimenti questo
lei dice che questo serve
ad alzare e andare qua sotto
a me sembra che sia questo il piano
no no no probabilmente è corretto così avevo avuto un'impressione da qua l'immagine è un po' così
certo certo anche perché questa vena è quella che noi poi dovremo andare a sacrificare andando avanti
ok andiamo avanti
aspetta che metto la carta lì Anto
qua sotto per fargli vedere meglio quello
ok torniamo sui vasi che vediamo dove eravamo
Da un'aspirata così si vede meglio
Qua fammi aspirare
Ma in realtà non c'è grandi roba
Dobbiamo andare qua
Anche questo
Ok
Aspetta che cambio mano
Metti dentro per favore un po' più il trocar
Questo è il 5
Grazie
Se tu riesci
Se riesci a prendere qua
Non so sai
un po' più su, un po' più su, va bene ok grazie
possiamo andare qua adesso, questo qua dietro
ah sì sì sì sì sì sì sì ok aspetta che vediamo qua su ok boh dai ci siamo dai facciamo qua allora
io ferro qua prima che mi rimanga in mano ecco sto già rimanendo faccio così se non mi rimane
in mano veramente ultra si molla molla tanto ci sono io e andiamo lì si dice vado qua vicinati un
Questa la devo fare. Sì, aspetta, adesso vediamo. Allora, vediamo qua. Sì, siamo già
quasi arrivati, sì. Già al ramo, sì. Ah, boh, qua noi siamo. Aspetta che mi riprendo.
Questa la seguiamo qua. Però la possiamo fare qua. Avvicinati un po', Anto.
avvicinati
avvicinati ancora un po'
scusa
vieni a prenderla tutta
qua si biforca
lo lascio
ok
vediamo se riesco a prenderla qua
ecco qua
direi che è qua
questo qua si biforca
quindi stiamo cercando di salvare
quella ramificazione
io direi che questo deve andare
non so neanche se vale la pena pulirlo ancora
ma forse è questo
si dai, clip
ah scusa, dai Nagio anche l'ho messa male
grazie
ecco non la voglio mettere sotto perché ho paura che vada troppo
in bici
posso fare una domanda?
si
è una tua
abitudine
lavorare con un'ottica così
angolata?
è quasi a 90 gradi
direi io con l'ottica
ma diciamo che come ho detto
non è la posizione ideale anche per la colecisti
questa è una roba orizzontale in genere
ah dici di lavorare così
lavorare così
ma è l'ottica che
sì certo
questo è un ramo che dovrebbe essere orizzontale
sì sì
voglio dire è una scelta
tua o casuale
ecco per capire un attimo
Certo, diciamo che la facciamo quasi sempre robotica questo tipo di procedura e forse quando lo facciamo robotico abbiamo questa visuale che paradossalmente abbiamo adesso portato alla laparoscopia, però se mi chiede come...
era solo per
da qua avendo un campo
molto piccolo
sembra tutte strutture verticali
che invece sono anatomicamente
orizzontali
facciamo un po' fatica a capire
si diciamo che ormai è un'abitudine
comunque nostra lavorare così
da quando
insomma facciamo spesso le CME
anche robotiche
però insomma è vero che
possono forviare
però l'abbiamo seguita
e abbiamo visto anche la biforcazione
quindi grossi dubbi non ce ne sono
no, no, non era per i dubbi
sì, sì, per l'abitudine
per capire il campo anatomico
chiaro
allora, riuscite per favore a metterlo
un po' in anti-trend
siamo arrivati qua
ok
aspetta che spostiamo un po'
se riesci, prendilo
ok
noi siamo qui giusto se io prendo da qua da qua dai che avvicinati un po se riesci è in
anti trend ragazze oppure forse è solo tolto il trend adesso perché non mi sembra molto in
anti trend ecco basta grazie vediamo se siamo troviamo anche metterci la carta sotto che era
meglio si prende riesce a prendere qua tu ok ti aiuto vai prendi ce l'hai ma non so se quello
di cosa? l'omento? sì dopo sì ma intanto ci apriamo qua così scodiamo
ecco ecco ecco allora devi prendere qua riesci ecco lascia lascia lascia dai che me lo faccio
facciamo l'ileo intanto oppure voi che tagliamo qua finiamo qua ok allora aspetta che ci rimettiamo
lascia pure che sistemiamo tutto questo era la cartina qua eravamo arrivati qui no bravo
se riesce a tenerli è perfetto ok aspetta che prendo la carta tanto perché non di metterla
meglio ok allora ora che c'è già il buco se tu prendi questo ok ma aspetta un attimo che
vediamo se riusciamo a preparare ma mi sembra che questo quasi ha fatto avvicinati qua che
vediamo se possiamo allungarlo e farcelo un po meglio tu puoi andare oltre dentro così io faccio
quella tendina lì perfetto grazie dimmi tu ci sei ok ok o in realtà possiamo sparare direi questa
Questa qua? Questa? Poca roba. Anche di là c'è poca roba.
Boh, hai l'Ecelon? Mi prendo io qua così, prova a uscire.
Grazie. Aspetta però che... Riesci a tirare indietro un po' il trocar?
Grazie. Sì? Sì sì. Aspetta. La piego un po'.
Ok, aspetta che la riprendo. Sì, prendilo.
Sì, anche se credo di esserci già.
Ok, prova a andare oltre. Mi sembra che ci siamo.
Così, dai, cosa dici?
perché no ok lasciatene un attimo perché non si va reverse non si molla e dove reverse forse
adesso mi attaccherà raddrizzo perché non si raddrizza e lo so adesso la rappresenta e lo
so non si apre non so perché non si apre ecco si è aperta buona dai un attimo un'altra due
joan che vedo come la situazione con la gardina la cambiamo visto che un po sporca ed è l'unica
nove si ti tolgo la gardina e poi magari dopo la mettiamo un altro ma per adesso questo che
ma ma no dai non credo tira ok allora aspetta fammi vedere dove il colo qua sì no no per tirar
su per vedere cosa c'è ancora ok questo è il nostro la sutura ok questa qua questo è questo
da fare ok facciamo subito e fammi prendere il moncone colico e poi te lo passo aspetta sì sì
sì no ma voglio andare proprio nel mezzo in modo da che si capisca meglio ok questo è così questo
è così e adesso questo è così e dobbiamo andare là sì ok quello è la direzione dai ultra e forse
serviranno delle clip vado verso la trasparenza esatto se riuscivi come prima questo sì o mentali
si sentiva dai clip va che questo bello grande ai clip grazie che siamo anche questo è no ma
comunque lo rincontriamo dai cosa ci frega anche solo una dai ultra grazie tanto vado qua ma basta
lascia tu qua che lo prendo ok e ci siamo aspetta si si si si aspetta che lo riprendo tanto faccio quella
ok si
potete rimettere in trend
bene bene
abbiamo già selezionato il colon
dobbiamo solo fare qua
l'ileo prof
si ancora un po' poco
grazie
anzi tu riesci a tenere questo
si si comunque
allora aspetta te lo prendo così
grazie
vi prendo qua
sono ancora a clip
ok
aspetta
Ok, quello lo facciamo dopo da dietro, possiamo già, sì facciamo questo, siamo arrivati, hai la suturatrice, io questa la sto un po' martoriando, prendiamola qua, facciamo ancora questo grasso? Ma no, l'ho sposto, sì, allora aspetta, ok, boh non la giro neanche perché va bene così, tieni questo Bea, ok, tuo, pinza ultra,
Dai quella bella
Sì, grazie
Allora, qua è già tutto mobilizzato
Aspetta, fammi vedere un po' a sinistra
No, non vorrei beccare le clip
Perché poi sai che va
Prendo l'appendice così, dai
È finito
Portiamo tutto su
Non so se ci arrivo fino là
Sì, dai
Sta, anche
Puliamo un po' l'ilio
Cioè, ce lo portiamo un po' su
Lo giro, sì
Giro anche qua, tanto
Ok
Diciamo che è qua
Mi sembra qua
forse anche ci basta
dai da aspirare qua ma penso che sia più che altro un ematoma non sia niente da aspirare
no no è solo ok tieni dai un'altra Joan un attimo per favore grazie allora aspetta che lo
rigiriamo di nuovo mettiamo dritto lui è così e così direi che viene alla grande
se il colon è qua e quello tradotte poi di togliere un po di aumento anche
secondo me no infatti infatti allora questo è si diminuite un po lo
sbandamento o lo prendi da quanto no mettiamo il punto che dici e poi lo
tieni tu va bene dai allora dai prima un punto quello a 13 diminuisci sì un po' per favore lo
sbondamento sì ma basta basta e abbassa però un po' il letto adesso grazie sì sì vuoi Anto
tenermi tu questo non so se prendere di più vediamo vorrei che si strappasse qua se vuoi
prendi questo più in abbondanza ti lascio lo prendi direttamente tu esatto un po' di meno
ecco così ecco qua noi mettiamo in genere un punto di sospensione tra colon e ilion ok
aspetta vediamo dove no non te la 13 ok cosa dici qua no no no no direi che qua
si io metterai qua guarda qua ci viene così guarda un po più su ok e questo è quello che
portiamo qua dai quindi è uscita la coda no solo che ecco che sta per uscire e tu
a sfuggirmi aspetta diminuite un po il trend per favore ok molla ok quanto è bello fare i punti
ok mi dai da tagliare anche con l'ultra quello che vuoi aspetta che la prendo qua questo lo
taglio qua prendo l'altro no dai così prendiamo tutti e due ok joan o portaghi che prendo l'ago
ok mi dai un attimo una joan grazie vuoi tutti e due anto aspetta questo è più lungo aspetta
Dammelo vedere, ok, te li prendo, vai, ok, sì, ok, dai l'uncino per favore, sì, anzi dammi di nuovo la Joanne, scusami, beh, l'hai preso troppo distante, un po' sì, vabbè puntalo verso di là, verso di qua, ok, in caso mai quello poi lo possiamo fare anche saltare.
allora questo grasso ci rompe le scatole e la facciamo qua oppure gli puliamo
questo vediamo è questo se dai dai dell'ultra per favore nella mano sinistra
ok di nuovo la joan questa è vabbè ma lasciamo così dai allora scusami che ti
ti sto sbattendo forse quel punto anto nel senso che alla fine lo faremo da qua a qua e quello lo
possiamo anche abbandonare vabbè allora io direi comunque di farlo qua forse lo tagliamo anche
subito intanto facciamo per far questo l'uncino pedale ce l'ho qua sì cosa dici qua aspetta che
non vedo il pedale eccolo ecco visto visto io direi qui anche io dai per entrare disettore
grazie so se sono entrato si vede cacca direi di sì ok anche basta ok tieni
dai una pulita per favore joan è qua abbassalo così grazie ma
guarda forse lo puoi anche non so mollare mi dà l'idea che non sia di
grande aiuto provo a mollarlo mi sa che quel punto lo faremo saltare perché non è molto
d'aiuto io direi qua questa è la distanza qua dai uncino grazie qua dai ok sì sono dentro no
ok rivediamo il buco di là basta questo forse no mettiamo la branca grande qua ci va ok
Ok, dai, senti, allora a questo punto, a quel punto però dobbiamo farlo saltare perché altrimenti ci viene...
Vediamo se riusciamo a...
Sì, formici.
È stato inutile, l'ho messo male.
Ok, sutratrice.
Tira per favore un po' indietro il troccar, questo qua.
Grazie.
È un po' piccolo, eh.
Dai una pulita solo a questo.
Gli metto la branca piccola qua, dai.
Tanto è uguale.
Scusa.
Sì, aspetta.
Ok.
Adesso.
Vediamo qua. Tu riesci, Anto, a tenermelo?
No, forse... Esatto, se riesci lì.
Un po' più in là, bravissimo. Perfetto, grazie.
Ah, tranquillo. Ok, portalo anche un po' più bravo.
Aspetta che lo allargo un po'. Mi sembra che sia dentro adesso.
Ovvio.
Sì.
Puoi scendere adesso?
Sì, adesso vado. Aspetta.
Che cosa è questa?
Non so, io non ho fatto niente. Aspetta.
Vai... No, guarda su, guarda su.
Ok.
Sì. Ma sai che no? No, perché poi non riesco a muovermi, Anto.
grazie più che altro se riesce a spostarmi questo grasso qua ma penso che
siamo già giusti adesso porto indietro questa che dici
se non vado vieni da un secondo scusa leina di nuovo la joan grazie
tieni duro ok questo è quello 25 23 se non so se ci conviene tenerlo un po più
distante ma no va bene lo teniamo così un po più lontano se riusci no più che
altro adesso non abbiamo questo se tu riesci poco poco alzarmelo così se ora
dove sono io te lo si va ancora meglio grazie se perfetto grazie mille anche un
Ok, aspetta, ve la sposto. Abbassate un po' il letto, per favore.
Sì, va bene. Non si riesce ad abbassare? Se non riuscite portatemi una pedana, però direi che si dovrebbe riuscire, no?
Sì, sì. Perché non si riesce ad abbassare il letto? Aspetta che siamo entrati qua.
Faccio in due, va, il primo. Sì, un secondo, ormai che faccio questo passaggio.
vai metti pure la pedana
grazie
così è più comodo
hai le mani più giù
sono fuori
anastomosi sempre intracorporea?
noi sì
ripeto facendola in robot è tutto molto più
rilassante diciamo
però anche quando la facciamo
in laparoscopia la facciamo sempre intracorporea
allora adesso alzate un po' il letto
perché
adesso si sono
anche un po troppo alto di poco basta basta no aspetta il cambio perché a 10 per dopo perché
ah sì sì penso che su quello non ci siano sì io sì sono di base sempre noi siamo sempre il
vicryl nella intracorporea riproduciamo quello che faremo in open sostanzialmente è un po più
noioso ma perché non vi piacciono le auto bloccanti o un problema così come tutti hanno
di abitudine di utilizzare un filo senza un motivo di sicuro l'abitudine non c'è un vero
motivo scientifico ma la prima che hai detto c'è un po un'abitudine poi una volta è successo
agli inizi che facendo l'anastomosi intracorporea e usando un V-lock sostanzialmente si fosse
attaccata un'ansa di tenue e quindi l'esperienza alla fine fa la regola e quindi abbiamo iniziato
a usare sempre poi aspiriamo qua che c'è un po' di sporcizia usiamo sempre il vicry in realtà
non è che poi sia questa grande differenza nel è solo un fatto di abitudine ma va benissimo
ovviamente anche il V-Lock. Con il robot il vantaggio del V-Lock viene meno perché usare
il V-Lock o il V-Lock è esattamente praticamente uguale quindi alla fine facciamo così almeno
tu dopo usi magari il V-Lock. Sì qua a Udine siamo due chirurgie. Una usa gli altri. No no,
No, tutti e due in realtà, ho appena chiesto, mi ha confermato, anche loro usano il Viking.
In realtà io e il mio collega qua lavoriamo sempre insieme e facciamo la robotica insieme
e abbiamo condiviso questa scelta e alla fine, visto che porta risultati buoni,
continuiamo così, ma è un dettaglio.
In genere non mettiamo il drenaggio.
Scusa, ho detto doppio strato o monostrato?
doppio strato sempre
no questo sono entrato qua
in più facciamo questi punti
introflettenti che richiedono
alle volte un passaggio di più
anche questa abitudine mi rendo conto
magari che è un eccesso ma
si adesso tirarlo
non facciamo preparazione
e quindi l'obiettivo è
in terza giornata
di mettere
la paziente
qua vado direttamente però
immagino senza nessun dispiacere
facendo gli scongiuri del caso
no
lei è abituato a metterlo al drenaggio oppure no?
io ho qualche dispiacere
nel colon destro l'ho avuto
non tanto dall'anastomosi
ma dal cul di sacco
per cui poi la decisione
adesso lo intendevo sui tre giorni
la decisione non lo so
se il drenaggio
possa o meno essere
credo che è un po'
una discussione legata
Alla disponibilità del controllo post-operatorio, nel senso che una fistola lì così mediamente va riguardata, per cui credo che il drenaggio può favorire la diagnosi di qualche ora, però credo anch'io che non sia indispensabile se si è sicuri di un controllo clinico post-operatorio costante.
costante
diciamo che
l'unica cosa
l'osservazione è da tal fatto che
mentre nel retto
il drenaggio ha anche una funzione
curativa
nel senso che si può poi eventualmente
pian pianino fistolizzare
nel destro se va male
e ovviamente capita a tutti
si deve un po' rivedere il tutto
e il drenaggio
Come ha detto lei sicuramente dà un vantaggio magari di qualche ora però non terapeutico nel senso che pistolizzarlo sul destro è un po' più difficile e questa è la motivazione sostanziale per cui non lo mettiamo.
Poi anche deriva dal fatto che ci siamo accorti, come pensano un po' tutti, che quando vanno male in realtà il segno di sé, soprattutto nei destri, lo danno abbastanza precocemente e quindi sì, sicuramente qualche ora potrebbe dare il vantaggio, ma non so se sono proprio quelle ore lì che fanno la differenza, poi ovviamente potrebbe essere contestato, non fa la differenza neanche metterlo o non metterlo, nel senso che poi, però è un'abitudine.
Siamo d'accordo.
Sì.
Potete togliermi per favore la pedana adesso che sono distale?
Grazie.
Forse la maggioranza.
No, no, tranquillo.
C'è un altro di qua, poi uno semplice per chiudere.
E quando lei lo mette, il drenaggio lo mette sotto,
che passa tutta sotto l'anastomosi,
che finisce nella chiusura del meso,
e le chiedo, il meso lo chiude?
Noi sì.
A destra mediamente sì, in mezzo lo chiudo, sì il drenaggio dietro, posteriore, non nel Douglas.
Sì, sì, chiaro. Noi sì, anche noi a destra lo chiudiamo sempre, a sinistra mai.
Uguale a sinistra mai chiuso. Anche se io devo dire vero, una volta ho avuto un'ernia interna.
È capitato anche a noi, però appunto lei ha detto una volta, anche noi una volta,
forse non è abbastanza per giustificare la chiusura nel sinistro. Mentre nel
destro sì perché ci è capitato in passato più di una volta e poi anche
visivamente sembra che sia giusto farlo nel senso che la breccia sembra fatta
apposta per favorire un'erniazione interna quindi noi di base lì lo
facciamo sempre. A questo punto devo dire che ieri era in moderazione adesso non
non ricordo il collega ma proprio
su un colon
di destra, stessa domanda
lui la risposta è stata a noi
non la chiudiamo mai
mai neanche nel destro?
no no nel destro, proprio nel destro
noi non la chiudiamo mai
mi ha detto che non la chiudevano neanche
nei tempi della chirurgia aperta
addirittura
probabilmente è vero il contrario di tutto
è che quando succede
immagino che il caso che lei
Lei ha descritto, e anche il nostro, quando succede è un vero dramma,
nel senso l'erniazione su un colon destro è veramente un'urgenza brutta poi da dover gestire.
E quindi in quel senso, secondo me, il gioco vale la candela, insomma.
Sono perfettamente d'accordo, anche perché il rischio, voglio dire,
a cui si espone il malato per chiudere la breccia è zero.
Il tempo è di qualche minuto in più e non fa quindi la differenza.
No, sono d'accordo. Aspetta che lo prendo qua. Ah che sfiga. Aspetta. Fai un largo. Adesso come lo
prendo? Così. E l'ho perso. Aspetta. Ok. Tagliare.
Sì, potrebbe essere un'idea. Taglio qua allora. No, no, non l'ho preso. Adesso te lo passo. Ok.
Altro. Lo tagli sempre. Sì, sì, grazie. In cima il più possibile. Grazie mille.
Posso approfittare di farle una domanda io?
Per Bacco, adesso so la risposta però.
Come si comporta nei tumori del trasverso distale verso la flessura sinistra se fa una destra allargata o fa una resezione di flessura e una stomosi colocolica?
tendenzialmente preferirei
una destra allargata
anche noi
a meno che non ci siano delle motivazioni
diciamo particolari
però concettualmente
preferirei una destra allargata
mi sembra più agevole sia dal punto di vista
tecnico e anche più sicura
dal punto di vista
sì sono d'accordo
visto che parliamo di cose positive ma anche negative
tutte le volte
che almeno è stata fatta da noi
Noi la destra allargata non ha dato mai dispiaceri e invece c'è stato uno o due casi in cui la scelta è caduta sulla seconda opzione
in cui qualche dispiacere l'abbiamo avuto, quindi adesso diciamo di base scegliamo sempre la sua opzione.
La nostra opzione?
Sì, esatto, la nostra.
frequentemente la valutazione
vascolare
pre-sezione all'interno del meso
non è così agevole
il rischio oggettivamente di un'ischemia
esiste, l'anastomosi
non è così agevole perché sono molto mobili
tanti piccoli
dettagli
e poi oggettivamente
no e poi ho visto sì che
quelle volte in cui la si fa
non appunto da
una destra allargata per quanto si sta
attenti per quanto si mobilizza
alla fine un po' di tensione c'è sempre
in quella anastomosi colocolica
che probabilmente è alla base
della motivazione
dei dispiacere insomma
quindi invece è vero
si sacrifica un po' più di colon però
il vantaggio
è veramente evidente
poi non credo che la funzionalità
per il paziente poi cambi
di così tanto
esatto credo anch'io che alla fine bisogna valutare
quello che sarà per il paziente
La qualità di vita, dato che non ci sono dati, almeno a mia conoscenza, che ci siano delle differenze, conviene essere più sul sicuro da un punto di vista chirurgico.
Altra domanda, allora il verde lo fa, non lo fa? Sempre o solo nei casi dubbi?
Anche qua io credo che alcune decisioni vadano prese come prima
con l'utilizzo di quel tipo di filo di scuola
a prescindere poi dai casi eccezionali
quindi credo che qualche volta può essere vantaggioso
e quindi i costi sono modesti
il tempo che si perde è modesto
qualche vantaggio in più può darlo
credo che sia una buona norma
fino a quando non ci saranno dei numeri
magari che dimostreranno
ne parlavamo proprio ieri
anche qui non ricordo con quale collega
diciamo alla fine
io l'ho sempre fatto ma poi ho avuto soltanto
la conferma che già l'aspetto
macroscopico, il colore
tutto quello che si faceva
prima del verde voglio dire
concordava col verde quindi forse non serve
ma fino a quando non ci saranno
dei numeri sufficienti che possano dimostrare
che la vecchia
attitudine
prima del Verde di Nocianina era sufficiente
mi sembra che sia ragionevole
farlo
forse sì, è più giusto
oggi noi non lo abbiamo fatto, non lo facciamo sempre
però è vero quello che ha appena detto
che sostanzialmente
anche quando lo si fa
guarda che si è disassato un po' questo
un attimo, puliamo la telecamera
quando lo si fa
pulisci la te
quando lo si fa per
dubbio, poi alla fine conferma un dubbio
o una che noi già sapevamo, nel senso che se si osserva bene il moncone poi alla fine si va a vedere che il verde dà la conferma di quello che si è pensato, però sono d'accordo che il costo assolutamente contenuto e qualche vantaggio lo dà senz'altro.
Recentemente siamo andati da Morpurgo a Campo San Piero a vedere un retto e nella mobilizzazione robotica e nella mobilizzazione della flessura alla fine lui usa il verde anche per visualizzare il pancreas.
quando praticamente fa la tasca sotto l'avena e apre il fredè, su quel piano lì usa il verde per essere sicuro della sede pancreatica e di farlo più in sicurezza.
Quindi anche quello è un utilizzo che probabilmente ruberemo.
Può essere sicuramente un aiuto nei pazienti grassi.
Sì, esatto.
O negli ultramagri.
Sì, anche quelli che sembrano i migliori ma poi alle volte...
Comunque credo che il concetto è quello sempre della chirurgia, più possibilità si hanno a disposizione, parlando sempre a parità di costi, è meglio utilizzarle, se per il malato non cambia nulla, chiaramente se per il malato cambia è un altro discorso.
Poi la Colecisti, finiamo l'intervento con la chiusura del mese e poi la Colecisti, stacchiamo il collegamento perché non credo sia poi...
Non volete farmi vedere il collega?
Perché servirebbe la linea nell'altra sala, altrimenti si può fare tutto.
Nel destro fa sempre le CME o in base alla sede valvola rispetto a flessura? C'è complete mesocolon oppure quando si tratta di una valvola si fa insomma una legatura, c'è una emicolectomia destra classica?
No, faccio sempre con l'infoteletomia, anche lì credo che per il paziente non credo che cambi
Sì, spostami pure. Sì, sì, tranquillo, scusa.
Aspetta che non vedo questa.
Dimmi. Sì, sì, tanto qua ormai abbiamo finito.
Ci chiedono la Lina dall'altra parte, quindi ne approfitto per salutarla e ringraziarla e salutare tutti.
Grazie a voi, complimenti per l'intervento.
C'è stato qualche dubbio anatomico e questo non va bene per voi, ma va bene per la diretta.
grazie ancora
e ancora un ringraziamento
da parte del professor Palazzini
per la partecipazione a questo
congresso, come sempre
non ve l'ho detto ma la sala è strapiena
come sempre, c'è gente seduta da tutte le parti
siamo felici?
felici, spero almeno
apparentemente sì, ma comunque
interessati
diciamo così
grazie ancora, complimenti a tutta l'equip
grazie, saluti
e buon riposo a questo punto
Sì, arrivo. Eccoci. Buongiorno nuovamente.
Buongiorno ancora, sono ancora io con voi.
Buongiorno, buongiorno. Allora, presentiamo il caso. È una nefrectomia parziale per una neoformazione renale a destra. Adesso il caso verrà presentato a breve dalla dottoressa Biasatti.
utilizziamo un approccio in questo caso transperitoneale con il posizionamento delle porte robotiche quattro braccia tutte in linea sulla linea pararettale, vengono messe abitualmente così.
L'approccio transperitoneale lo riserviamo generalmente alle lesioni della faccia anteriore del rene e del margine laterale.
Quando invece la lesione si trova sulla faccia posteriore del rene soprattutto nei pazienti con un BMI elevato laddove il grasso perirenale è un grasso notevolmente rappresentato utilizziamo un approccio di tipo retroperitoneale che rappresenta una via sicuramente più diretta alla lesione.
È uno spazio sicuramente meno comodo rispetto all'accesso transperitoneale, però consente di arrivare più agevolmente alle lesioni di tipo posteriore.
La lesione in oggetto oggi è una lesione della faccia anteriore, margine mediale e quindi abbiamo scelto l'approccio transperitoneale.
Adesso presentiamo il caso e poi procediamo.
Grazie.
della neoformazione renale che risultava essere di 28 mm al terzo medio superiore
a livello della faccia anteriore del margine mediale del rene di destra.
La funzionalità renale era assolutamente conservata con 0,59 di creatinina
e il PADUA score calcolato per la complessità dell'intervento era di 10.
Allegata l'iconografia che vi lasciamo in visione.
Ho capito male, erano 2,8 cm?
all'attacco mi sembrava molto più grande. Più che altro è anche la sede abbastanza centrale.
Adesso ecco quando le lesioni sono a carico del terzo medio superiore della rene di destra
utilizziamo questa porta accessoria per sospendere il fegato
e quindi favorirci l'approccio al campo operatorio.
L'equip rispetto all'intervento...
Il paziente è in parziale decubito sinistro?
Sì, il paziente è in decubito laterale sul fianco sinistro.
C'è una lieve spezzatura
E' una posizione a 70°, non è un approccio completamente lombotomico come useremo per un approccio retroperitoneale dove il paziente viene messo proprio sul fianco completamente con un angolo di 90° rispetto al letto operatorio.
In questo caso si può mantenere anche un decubito laterale un po' meno estremo.
L'equip rispetto a questa mattina non è cambiata per quanto riguarda la parte anestesiologica, sempre il dottor De Carlo, la dottoressa Biasatti è sempre presente.
Invece al tavolo non c'è il dottor Giannarini ma c'è il dottor De Giorgi, sempre la Silvana come strumentista.
Buongiorno a tutti.
Sì, diciamo che già il decubito aiuta molto in quella che è la medializzazione del colon e del duodenum, sicuramente sì.
Questo può avvenire in modo un po' più tradizionale e per come si fa ancora oggi quando si fa una nefrectomia radicale, ovvero iniziare dal basso e trovare l'uretere più o meno sullo psoas e dopo andare a salire.
Nei casi in cui la lesione sia anteriormente sul margine mediale del rene e quindi non si renda necessaria una grande mobilizzazione del rene stesso, cerchiamo se possibile di fare un approccio più diretto ai vasi senza effettuare una grande mobilizzazione del rene.
Adesso la tendenza, diciamo, dopo magari discutiamo anche un po' sulle tecniche di enucleazione, nucleoresezione che utilizziamo.
Però la tendenza per quanto riguarda il controllo vascolare è quella di cercare di minimizzare il clampaggio dei vasi sia in termini di tempo ma anche se si riesce a non eseguire una enucleazione senza il clampaggio del peduncolo.
Però diciamo che se anche questo dopo avviene noi generalmente prepariamo sempre il peduncolo, io credo sia una questione di prudenza, una questione di sicurezza perché anche l'ennucleazione più apparentemente più semplice sulla carta comunque può riservare dei problemi
ed ecco che allora avere un controllo vascolare credo sia una questione proprio di sicurezza e di prudenza.
Questa è l'arteria, non siamo sicuramente nel tratto comune.
La Tac dava un ramo normale senza, voglio dire a destra, spesso possono essere, se mi ricordo, fino a quattro, no?
Sì, sì, sì, ecco, sembravano essercene un paio, dopo molto spesso, diciamo, anche quando è unica a questo livello, è già diramata nel ramo anteriore.
Quindi prosegui fino al margine sinistro della cava?
Sì, quantomeno cerchiamo di andare dietro. Non facciamo, lo si può fare in certi casi andare in sede a questo livello intercavo aortica, però abitualmente non lo facciamo.
È un accesso che riserviamo magari nei casi di nefrectomia radicale, masse molto voluminose, impegnative, adenopatie nella zona ilare del peduncolo, ecco che allora l'arteria si può andare a prenderla a questo livello.
siamo sicuri che qui è unica, è una cosa che si può sicuramente fare. Ecco qui già vediamo che
ci sono due vene, una l'avevamo qua, probabilmente quella principale, una seconda vena è questa e
peduncolo diciamo che ci incidiamo la gerota qui il grasso è anche poco
rappresentato e ci esponiamo la superficie della rene e la zona della
intraoperatoria per definire diciamo con precisione quelli che sono i margini della
Ah sì, adesso mi è comparso il cartuscio. Sì, sì, lo vedo.
Questa è la lesione, qua è il parenchima sano, qua è sana, eccola qua che inizia nella parte sinistra, eccolo lì, dello schermo, dello schermo ecografico.
Vediamo il limite qui tra il parenchima sano e l'inizio della lesione che quindi corrisponde a quella che è la sensazione visiva.
Così è spesso, talvolta le lesioni tendono ad avere una forma sferica in superficie ma poi cambiano nella porzione endofitica che non vediamo e quindi il fatto di avere conferma ecografica ci dà qualche certezza in più.
Qua vediamo la porzione più craniale, qui è Parenchi Massano e qui inizia, eccola qui, nella parte superiore verso destra dello schermo ecografico vediamo l'inizio della neoformazione, qui finisce, quindi anche qui diciamo che sembra corrispondere a quello che è il margine che vediamo qui.
Ok, togli pure Gigi. Ecco, l'abbiamo insomma delimitata.
Allora, vi accennavo prima un po' delle tecniche di enucleazione. Puliamo l'ottica nel frattempo, grazie.
Delle tecniche di enucleazione, diciamo, la nefrectomia parziale nel corso degli anni si è un po' evoluta.
Siamo passati dal fare quella che era una vera e propria nefrectomia parziale a quella che poi è diventata una enucleoresezione, quindi una enucleazione che comprendesse una rima di parenchima sano attorno alla neoformazione il cui spessore è andato man mano nel tempo a ridursi.
Al giorno d'oggi quello che noi perseguiamo è una enucleazione pura, cioè scorrere su quella che è la pseudocapsula del tumore stando più vicini possibile.
Questo è stato supportato da degli studi che hanno fatto vedere come la enucleazione pura da un punto di vista oncologico sia sicura al pari di una enucleoresezione o di una nefrectomia parziale.
e il fatto di perseguire questo piano che sta proprio in prossimità alla pseudocapsula tumorale ha una serie di vantaggi che sono sostanzialmente quelli di ridurre il sanguinamento e quindi la necessità di renorafia al termine della fase di enucleazione della lesione.
Tutto questo ha un duplice vantaggio ovvero quello di ridurre il rischio di fistole arterovenose, cioè meno punti mettiamo più basso è il rischio di fistole arterovenose
Un altro vantaggio è quello di ridurre i sanguinamenti conseguenti alla renorafia che accadono anche in corso di intervento.
Un ulteriore vantaggio è la preservazione del parenchima sano, cioè quello che si è visto nel corso degli anni è che probabilmente più che l'effetto negativo causato dal clampaggio eventuale del peduncolo renale e quindi all'ischemia calda che si viene a creare durante la nefrectomia parziale,
Una buona quota di funzione renale persa dopo l'intervento è dovuta al sacrificio di parenchima renale sano che si ha durante la fase di resezione.
Dovuto questo quindi in parte al piano che noi scegliamo, cioè quindi al parenchima sano che asportiamo e in parte anche all'arenografia.
Cioè una sutura molto aggressiva con punti che comprendono una buona quota di parenchi massano induce uno stato di ischemia che ovviamente determina un decremento della funzione renale.
Diciamo che tendenzialmente noi iniziamo sempre l'enucleazione con una tecnica clampless, quindi non clampiamo il peduncolo e dopo questo viene clampato al bisogno in caso di un sanguinamento che non tanto determina una perdita ematica importante che è sempre limitata,
quanto un sanguinamento che rischia di non permettere una corretta
visualizzazione del piano di dissezione e quindi un rischio aumentato di
incorrere in un margine chirurgico positivo.
Ok, va bene, quindi i peduncoli sono pronti.
Aspira qua Gigi. Facciamo una prova con il bulldog nel caso di necessità,
come se siamo comodi
mi sembra bene
ecco, se perseguiamo la via dell'assenza di clampaggio
chiediamo generalmente all'anestesista
una ipotensione controllata
la pressione ideale in questa fase
è una pressione sistolica
che varia, diciamo, tra gli 80 e i 100 mm di mercurio.
Ok, allora iniziamo.
Se mi aspiri, Gigi, qua vicino.
Ok, aspira, aspira in continuo.
Ecco, quello che si cerca di fare è generalmente di aggredire la lesione
in modo molto circonferenziale, in modo tale da arrivare un po' alla volta
in modo progressivo nella parte più profonda della neoformazione laddove ci sono anche i vasi di calibro maggiore avendo la maggior parte della neoformazione già isolata.
Quindi si cerca proprio di procedere in modo circonferenziale.
In questo caso, a differenza che nell'intervento di prima vedete che sto utilizzando come pinza bipolare questa fenestrata e non la Maryland,
diciamo che lo riteniamo un po' più sicuro da un punto di vista del rischio di bucare con uno
cercare è proprio il contatto, l'idea di quello che può essere il piano della pseudocapsula
il peduncolo prevede una emostasi che sia una emostasi progressiva e quindi la fase
La fase enucleativa è una fase che dura a lungo, non abbiamo l'ossessione del tempo che passa, però l'obiettivo è quello di arrivare ad una fase finale con una emostasi che sia in buona parte già fatta.
Ok, giù qua, sì, ovviamente è una fase dove c'è una buona coordinazione con l'assistente
perché è un lavoro che si fa in concerto, vedete che stiamo seguendo proprio quella
che è la curvatura della pseudocapsula tumorale, che è questa. Ed ecco che è importante,
come vi dicevo, aggredire la lesione proprio cercando di aggirarla, in modo tale da arrivare
nella parte più profonda, con una buona parte della lesione già rimossa.
Una domanda, utilizzare parte del grasso prerenale per poi porre un punto o qualche cosa per cercare di sottendere verso l'alto in questo caso, in caso di una lesione anteriore chiaramente come in questo caso, sottenderla in alto per aumentare ulteriormente l'esposizione potrebbe essere un'opzione?
Sì, è una cosa che spesso facciamo. Adesso trovata questa fase di il piano, capito bene quello che è il piano, effettivamente adesso quando noi abbiamo il robot con quattro braccia, lo utilizziamo o per spostare inferiormente, fare questa pressione sul rene e esporre la lesione, oppure in alternativa fare proprio questo lavoro qui. Assolutamente sì.
Qui mi sembra però già molto avanti, mi sembra già che stia sulla parte profonda voglio dire, quasi andando dall'altra parte.
Qua siamo nella parte già più centrale della lesione. Questo è il piano proprio, vedete qui si vede in trasparenza, non so se le immagini lo fanno notare, un colorito che passa dal rosa al giallastro che è il tumore tipico del carcinoma renale.
a cellule chiare o dell'oncocitoma, hanno questo aspetto color ocra, lo si intravede in trasparenza, però la malattia è coperta da quella che è proprio la pseudocapsula tumorale.
Si pensava un tempo fosse un piano pericoloso da un punto di vista oncologico, in realtà numerosi studi hanno fatto vedere che così non è, nel caso quando non viene violata la pseudocapsula il rischio di margini chirurgici è basso e anche le recidive di malattia locale sono estremamente rare.
Bisogna sicuramente una chirurgia che prevede un po' di pazienza perché noi la vivevamo questa come una chirurgia un po' della fretta, del tempo, dell'orologio che scorre.
Se vogliamo farla così bisogna procedere in modo molto cauto, molto tranquillo per continuare a fare emostasi man mano che si procede.
Qui si vede, non so se lo percepite, la differenza tra quelli che possono essere i piani di enucleazione.
Qui siamo su un piano di una enucleazione pura, in questo caso qui invece vedete qui c'è una rima proprio di parenchi ma siamo nell'ordine veramente del mezzo millimetro, però si vede quelli che possono essere proprio i differenti piani enucleativi.
Adesso vedete qua ci ricongiungiamo con il piano che abbiamo dall'altra parte.
La visione intendi per il 3D?
Sì, per il 3D, anche il livello di definizione è buono, e poi indubbiamente la libertà di movimento che consente il sistema robotico è notevole.
insomma ecco anche queste queste trazioni questi movimenti molto così minimal devo
dire che aiutano molto qui c'è un vasetto possiamo anche cliparlo metti una clip blu
gg una piccola arteria qua siamo proprio ovviamente questo è uno dei vasi più grossi
che arrivano alla alla lesione occhio all'aspiratore il palo gg verso il basso ok senza spingere
Ok, piccola arteria, vediamo se qui c'è qualcosa d'altro, metti qui un'altra, questa struttura qua, eccola qui abbiamo un altro vaso, qua, qua, qua, dove sono io?
Ecco è chiaro che poter vedere e legare selettivamente questi vasetti è a tutto vantaggio di quella che sarà poi la situazione alla fine della fase enucleativa.
Cioè noi arriveremo, o l'obiettivo, quantomeno questo è quello che ci prefiggiamo, di arrivare al termine della fase enucleativa con un grado di emostasi che è già fatto per il 90%.
L'obiettivo sarebbe quello, un po' alla volta, di arrivare a fare delle enucleazioni clampless e anche suturless,
quindi insomma arrivare in fondo con un'emostasi già fatta, lo stiamo perseguendo, abbiamo una serie che stiamo pubblicando di una quarantina di lesioni con un indice nefrometrico elevato,
quindi lesioni che possono essere definite lesioni complesse e nucleate con tecnica calampless e suturless.
Ma adesso lo vedremo, ma mi sto portando avanti.
Demostrasi poi del, chiamiamolo, letto residuo.
Lo continui a fare con metodi bipolari piuttosto che altre metodiche sofisticate?
Utilizzo di colle?
In quei casi dove ci sentiamo confidenti a non fare una renografia,
applichiamo un patch emostatico, altrimenti le mostasi sono punti.
Anche lì la sutura classica dopo la nefrectomia parziale prevedeva due fasi, una sutura della midollare e poi una sutura della corticale proprio a chiudere il rene rimanente al di sopra dell'area enucleata.
Anche qui con lo scopo proprio di minimizzare il numero di suture e di ridurre anche la quota di parenchima perso, nel tempo si è sostanzialmente abbandonata o quantomeno ridotta sicuramente la sutura della corticale e qualora necessario si è proceduto solamente alla sutura della midollare.
Vediamo un attimino il pezzo, qui siamo nella fase profonda e vedete come per buona parte siamo stati sul piano della pseudocapsula,
sulla via un minimo di parenchima in questa fase, che è sempre la fase posteriore.
Cioè tipicamente noi riusciamo ad essere enucleativi nei due terzi anteriori della lesione, dal punto dalla quale la aggrediamo.
Poi nella fase posteriore, che è quella dove abbiamo una visione sicuramente più difficile, portiamo via spesso un millimetro di parenchima.
E lo zaffaggio sempre della zona dove è stata fatta la nucleazione con lembo di aumento o addirittura frammento di aumento, si utilizza ancora?
No, è una cosa che si utilizzava un tempo, dopo è stata un po' abbandonata, sono sincero non ho neanche fatto a tempo a vedere quel tempo dove si faceva.
Come vedete adesso siamo arrivati in fondo, c'è un minimo sanguinamento prevalentemente di tipo venoso, però direi che è un'emostasi che è già fatta al 90%, possiamo fare una minima sutura midollare e penso che sia sufficiente.
Mettiamo il porta-aghi, ecco la struttura è una struttura che facciamo sempre della
midollare in continua, si usa un monofilamento 3.0 con delle hemolock a bloccare la struttura
per tensionarla.
Come mai un 3-0 piuttosto che un filo più sottile?
Dopo tante cose sono anche un po' abitudini.
Il rischio nell'usare un filo molto sottile è quello che nel momento in cui si va a tensionare la struttura
la sutura vi possa essere la taglia insomma la sezione la taglia un po' sì perché tende un po' a fare questo
la sutura noi tendiamo si tende insomma a fare una sutura quanto più proprio superficiale sia
proprio per evitare di creare dei danni ulteriori legati proprio alla renografia
Una delle complicanze principali della nefrectomia parziale è sempre stata la fistola, l'artoravenosa, lo pseudoneurisma e sono generalmente tutte lesioni secondarie alla fase di renorafia.
In un'emostasi di questa entità, come in questo caso, un tentativo di emostasi con dell'Argon non sarebbe sufficiente?
Ecco, noi non abbiamo molta esperienza di argon, vedo proprio che in ambito urologico l'ho sempre visto applicare molto molto poco, può essere sicuramente una possibilità.
Emolock. Adesso in questa fase generalmente chiediamo di aumentare lievemente la pressione,
in modo tale da verificare l'emostasi. La tensioniamo da una parte dall'altra e
un giorno e basta. Ecco diciamo che fino a un po' di tempo fa qui noi avremmo fatto un
un clampaggio del peduncolo, a quel punto si arrivava al termine della fase enucleativa non sapendo bene quali erano i punti di sanguinamento,
si faceva a prescindere una renografia midollare di tutta l'area di resezione, in questo caso è stata una renografia in qualche modo mirata a quella che era la zona di sanguinamento venoso
che si concentrava più o meno in quest'area qua e poi si sarebbe fatta anche una raffia della corticale, quindi una raffia più superficiale che comprendeva questa zona però proprio a chiudere il rene.
È chiaro che tutta questa zona avrebbe risentito di tutta quella che sarebbe stata l'ischemia secondaria alla reno-rafia.
ecco insomma l'emostasi mi pare a posto
adesso la controlliamo ancora qualche minuto
aumentando la pressione però dovremo essere a posto
non so se c'è qualche ulteriore domanda
tieni qua Gigi
ok
complimenti ancora per il bel intervento interessante
ecco io vi ringrazio
ringrazio ancora l'organizzazione
Grazie a tutti per averci dato questa possibilità e un buon proseguo di giornata.
Grazie altrettanto, complimenti a tutti, è stato un piacere.
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