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32° Congresso Chirurgia Apparato Digerente anno 2021 Emanuele Santoro Surrenectomia sinistra Dott. Emanuele Santoro Direttore della Struttura Complessa di Chirurgia Generale ed Oncologica dell’Azienda Ospedaliera San Giovanni Addolorata di Roma
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Buongiorno a tutti, qui siamo dal San Giovanni, siamo collegati, faremo oggi un intervento di nefrosurenettomia sinistra laparoscopica.
È un paziente che nel corso di accertamenti faceva un'attack, per altri motivi faceva un'attack e usciva fuori una lesione renale di 42 mm, ecco qui vedete le immagini, a sviluppo esofitico ma che entra nel parenchima renale e arriva in prossimità dei calici.
Inoltre c'è anche una lesione surrenalica, un piccolo nodulo surrenalico di 2,2 cm, abbiamo programmato pertanto di fare la nefretomia e di associare la nefretomia alla surrenalettomia, quindi nefrosurrenalettomia alla paroscopica sinistra.
Ecco, mettiamo il primo trocar. Purtroppo non abbiamo i commentatori perché abbiamo avuto un problema di audio e sapete che il San Giovanni è stato hackerato, abbiamo i sistemi informatici in point tilt e quindi parleremo da soli praticamente.
eccoci qua, questo è il paziente
in posizione
in fianco sinistro come tutte le
sue reanatomie sinistre
ovviamente partiamo da
circa 70 gradi
e durante l'intervento
arriviamo anche a 90
di inclinazione del letto
del paziente
utilizziamo sempre
4 trocar
l'ottica in ipocondrio sinistro
un trocar
in sottocostale sinistro
e un altro trocar
in
diciamo fianco destro
e poi mettiamo di solito
un trocar aggiuntivo
ancora un po' più laterale
che è quello che utilizzeremo
per il drenaggio
lo mettiamo però in corso d'opera
di solito non partiamo subito
con quattro trocar
ecco
adesso stiamo scollando
partiamo dal scollamento della doccia
parietocolica sinistra
partiamo dal basso
andiamo verso l'alto
poi riscendiamo giù
più volte
fino a mobilizzare praticamente tutto
tutto il colon sinistro
e a esporre la loggia
renale
e questa è una fase un po' lunga
un po' noiosa
però insomma col malato messo di fianco è un po' più rapida, però bisogna farla, sicuramente noi siamo abituati più noi che gli urologi a fare questo tempo,
perché tutti gli interventi di chirurgia colica sul colon sinistro facciamo questa parte dell'intervento e ovviamente col malato di fianco si vede che è tutto più semplice e tutto più facile.
Ecco, bisogna trovare bene subito la gerota e scendere tra la tolta e la gerota in maniera da scollare bene tutto il colon sinistro.
È una fase, in questa fase qui, avere lo strumento oltrasuoni o radiofrequenza,
insomma uno strumento energia è veramente una grande, grande comodità.
Questo ci permette di fare lo scollamento in maniera sangue, senza fumo, senza problemi.
qualche volta è molto adeso alla milza
mi sembra che questo non sia il caso
purtroppo non abbiamo commentatori
stamattina ci siamo collegati più volte
ma la linea va e viene
quindi anche l'audio
probabilmente il peso anche dell'audio
rendeva impossibile
la trasmissione delle immagini
ecco qua scendiamo giù
verso il basso
di solito scolliamo praticamente
tutto il sigma
ecco soprattutto qui dove c'è l'ansa del sigma
è attaccata alla fossa eliaca sinistra
eccolo qua
qui incrociamo i vasi gonadici
però più
più scolliamo il colono
e più stiamo
comodi e in sicurezza
ecco piano piano si scende
già si intravedono i vasi gonadici
l'uretere di solito è più profondo
si vede meno
in questa fase qua si vede meno
lo incontriamo meglio più tardi
questa è una fase un po' scomoda
dove con la mano sinistra si lavora scomodi
perché c'è il braccio del paziente
il paziente è in decubito laterale
con il braccio sinistro sollevato
come fosse un intervento di chirurgia toracica, come in una toracotomia sinistra e quindi
quando si lavora verso il basso il mio gomito del chirurgo si scontra con il gomito del
paziente, però solo in quella fase, poi tornando su si sta in maniera ergonomicamente corretta
e comoda. Piano piano anche qua si scende, la forza di gravità ci permette di lavorare
senza problemi. Qui si inizia a vedere il rene, la tumefazione del rene e qua incontriamo
anche qui c'è una cisti renale che aumenta la tumefazione renale che è prevalentemente
Il tumore è prevalentemente posteriore, in parte esofitico ma in gran parte intrarenale. Avevamo discusso sul fatto di eseguire una parziale ma la neoplasia entrava bene dentro, sarebbe stato molto difficile e con qualche dubbio anche sulla radicalità e quindi abbiamo preferito optare per una nefretomia radicale.
Di nefretomie parziali ne facciamo tante, quando si possono fare ovviamente devono essere fatte, adesso ci stiamo allargando sempre di più come tutti quanti al nefrosparing, però ovviamente non si può andare a discapito della radicalità oncologica.
poi questo paziente malgrado ha delle comorbidità
perché è un paziente che ha avuto un infarto subclinico
cioè un'ipertensione eccetera
ha una funzionalità renale buona
e quindi non ci sono problemi
per quanto riguarda il mantenimento di una buona funzionalità renale
anche dopo nefretomia radicale
qui piano piano cerchiamo di essere più esangui possibile
questa è la CISTI
quindi siamo sul piano giusto
cerchiamo ovviamente di non toccarla, non aprirla, andiamo progressivamente un po' giù, un po' su,
siamo attenti con la lama calda a non bucare la cisti, ovviamente qui la separazione tra il mesocolon e il rene è veramente minima,
ecco piano piano scendiamo giù, esocolon, cisti, piano corretto, vedete con la mano sinistra sto trazionando verso di me in maniera da separare i due piani, ecco il piano corretto, vedete tutto è sangue, in gran parte dell'intervento non si usa neanche l'aspiratore,
Qui stiamo andando verso il polo superiore, ovviamente la loggia surrenalica è ancora lontana, scendiamo in basso e ritorniamo sempre verso giù fino a trovare di solito quello che ci guida sulla vena renale, la vena spermatica.
però ovviamente dipende dai casi
qui abbiamo questa cisti renale
quindi lo vedremo stare da facendo
ecco piano piano
Ecco, questa cisti praticamente ci cade addosso.
che ci permette di non avere addosso tutto il rene
perché ovviamente in decubito laterale
abbiamo il rene che ci casca
ci viene contro praticamente
Praticamente è ovvio che il rene è un organo retroperitoneale che si sposta in avanti,
ecco
continuiamo verso giù bene la separazione tra retroperitoneo e colon, meso colon, meso
sigma, qui stiamo sempre andando più medialmente, cerchiamo di essere sangue al massimo in maniera
sporcare il campo operatorio
piano piano
eccoci qua
la cistina che ci viene davanti
qui siamo verso l'iro
ecco piano piano
come si lavora bene con l'ultrasuono
la quantità di fumo è minima
non sporca neanche la telecamera
su, andiamo verso il surrene qua, il polo superiore sul rene c'è ancora la flessura
splenica che cerchiamo di non
abbattere
cioè di abbattere per quanto serve
non facciamo come
nella surrenatomia che
abbattiamo tutto il complesso
splenopancreatico
cerchiamo di lasciare la milza
in posizione
e di scollare soltanto
la flessura
quanto basta per arrivare
alla loggia surrenalica
e preparare anche il surrenio
Ecco qui siamo per forza costretti ad abbassare un altro pochino l'angolo polico, bisogna stare attenti ovviamente alla milza, questa è una fase dove gli urologi soffrono sicuramente più di noi,
ripeto qui è abbastanza semplice ma capitano dei casi dove la milza dove la parete proprio
del colon è attaccata proprio alla superficie splenica e quindi insomma capita ogni tanto di
dover fare delle agglobazie per riuscire a scollare la fissura ovviamente la posizione
da tanto, i trover arrivano molto bene, è un uomo grosso questo, 1,80 di altezza, mi pare per 80 chili,
quindi è un ormotipo però è un uomo robusto, quindi abbastanza profondo, nella nefretomia radicale
L'indicazione robotica finora non è così importante,
in laparoscopia si riesce a lavorare bene con un'ergonomia giusta e senza grandi difficoltà.
Sicuramente il futuro è robotico per qualsiasi cosa,
ma per adesso nella chirurgia del rene è soprattutto indicato nelle resezioni renali
dove poter cucire con le articolazioni degli strumenti robotici è sicuramente un grande vantaggio.
Anche se fino adesso abbiamo fatto tante tante resezioni renali,
la paroscopica ci siamo abbastanza abituati anche a strutture difficili.
Sicuramente stare seduti comodi con una visione in 3D
e con gli strumenti che si possono articolare è un grande vantaggio.
Nella nefretomia, soprattutto con il robot vecchio, può essere anche una scomodità perché qui il campo va molto da giù a su, è molto ampio e qualche volta le braccia robotiche si scontrano,
soprattutto quando, ecco, qui stiamo lavorando molto in alto, poi quando avete visto abbiamo fatto la parte di scolamento del sigma, lì lavoravamo molto in basso, quindi qualche volta con il robot vecchia generazione c'era un po' di conflitto tra le braccia robotiche.
Ecco, adesso andiamo a cercarci l'ilo epatico, scusate, renale, qui dobbiamo cercare un piano giusto, ecco questa è una chirurgia se fatta seguendo bene i piani, è una chirurgia molto bella, molto anatomica,
a grandi soddisfazioni, è uno degli interventi
che a me piacciono di più
intervento ovviamente solo
demolitivo, quindi anche abbastanza rapido
però in infettomia
normalmente i tempi sono di
un'ora e mezza, poi
ovviamente dipende dalla grandezza
della massa, spesso
perdiamo un sacco di tempo nell'estrazione
perché quando
si tratta di masse grosse
poi
tirarle fuori intere non è semplicissimo
ovviamente la baroscopia come la robotica hanno dei limiti
e noi diciamo che arriviamo fino a 8 cm
poi dipende molto dalla posizione della massa
ovviamente una massa molto a ridosso dell'illo è più complessa
una massa del polo dei poli inferiore e meno complessa al polo superiore qualche volta ci può dare qualche difficoltà.
Normalmente utilizziamo l'approccio trans-addominale in quasi tutti i casi, la retroperitoneale
la facciamo veramente di rado, la facciamo praticamente esclusivamente nei pazienti plurioperati
e soprattutto per necrotomie non per tumore, reni grinsi o cose di questo genere.
Nella chirurgia del cancro del rene l'approccio transperitoneale è sicuramente l'approccio migliore,
è più radicale, ci permette di fare un intervento più pulito, di portare via tutto il rene
con tutto il geroto e tutto il grasso perilenale intero, quindi è veramente un intervento
oncologicamente più corretto. Nell'approccio retroperitoneale siamo costretti a entrare
nel geropa e quindi già quello non ci permette di avere una radicalità completa, ovviamente
dipende da caso a caso, bisogna sempre valutare il tipo di tumore del paziente.
Ecco l'uretere e i vasi spermatici.
normale, cioè aveva un'unica arteria renale e un'unica vena renale, l'arteria era posteriore
come nel più del 90% dei casi e la vena anteriore, quindi in quei rari casi in cui la vena è
posteriore è sicuramente tutto più semplice. L'unico momento difficile di questo intervento
è la preparazione dell'arteria che sta dietro la vena e quindi qualche difficoltà nell'andarla
a preparare, a caricare e sezionare lo possiamo avere.
Piano piano ci solleviamo il polo inferiore del rene, sollevarlo significa discostare
i piani, separare i piani tra retroperitoneo e il rene e questo ci permette poi quando
si arriva, si scende giù verso l'ilo, ci permette di arrivare lì con maggiore sicurezza.
Ecco, aggredire subito l'ilo prima di avere un minimo aperto lo spazio tra il rene e il
retroperitoneo secondo me è più difficile, quindi eccolo qua che piano piano, con calma,
ci facciamo una parte di intervento che avremmo dovuto fare comunque dopo, ecco, questo è
tutto, iniziamo a sollevare il polo inferiore del rene, spermatica, ecco e andiamo piano
Piano piano verso la vena renale, quella che ci guida appunto alla spermatica, però la vena renale già si vede laggiù in fondo, già l'avevamo identificata prima, eccoci, ecco questa è una zona piena di vasi e vasetti, bisogna stare attenti, bisogna cercare di non far sanguinare perché i sanguinamenti possono essere banali ma possono sporcare il campo operatorio.
Ecco qua.
qui dobbiamo fare molta attenzione
che i sanguinamenti
sporcano il campo
e in questo momento
questa è la vena renale
la vena spermatica che entra nella renale
però vedete abbiamo tutto
tutto il rene addosso
quindi quello che ci conviene fare adesso
è mettere un altro trocar
che ci
ci permette di
spostare il rene
nella sua posizione originale
e
in maniera da farci più spazio
per lavorare
sul lilo
ecco questo è un trocar che metto sempre
è un trocar dal quale
poi eccolo
metto di solito un drenaggio
e quindi ho una porta da 5 mm
veramente
un grosso vantaggio
per una porta in più credo
per lavorare con
con trazione e controtrazione e due mani libere credo che sia la cosa migliore.
Con questo graspa io prendo il grasso renale, eccolo qua, poco al di sopra dell'ilo
e creo una trazione verso l'alto in maniera da allargarmi lo spazio di lavoro,
Da rendermi più semplice il lavoro in prossimità dell'ilo renale.
Ecco qua, scusate, rimettiamoci in condizioni, rivediamo un po' l'anatomia.
Adesso in questa maniera posso rilavorare con due mani, bene, con pinze e forbici, è un po' come fosse il quarto braccio del robot.
robot, eccoci di nuovo con lo strumento energia fondamentale per lavorare qua, sono questi
micro vasetti molto fastidiosi, ma in effettomia di solito è un intervento che noi mandiamo
a casa in terza giornata senza problemi, l'unico fastidio che hanno ovviamente è la
la parotomia che noi facciamo in Fossa Eliaca Sinistra o raramente se si tratta di donne
giovani in posizione sovrapubblica, la posizione sovrapubblica è un po' più scomoda perché
abbiamo un malato di taglio, ovviamente se abbiamo un'esigenza estetica importante cerchiamo
di faticare un po' di più e di farlo uscire da là, se no in Fossa Eliaca Sinistra un piccolo
McBarney e si riesce a togliere bene il rene da un taglio di 4 cm, 5 cm, poi ovviamente
dipende dalla grandezza del tumore.
Ecco qui piano piano ci stiamo preparando, questo si vede l'uretere qua sotto, ovviamente
Mentre l'uretere noi lo sezioniamo soltanto alla fine, perché finché lavoriamo il rene funziona, produce urina e preferiamo ovviamente non clamparlo.
Lo possiamo clampare quando abbiamo chiuso l'arteria renale, ma noi praticamente è la manovra che facciamo per ultima.
ecco, adesso continuiamo la preparazione
vedete qua sopra abbiamo
l'uretere, andiamo giù
ci iniziamo a avvicinare alla regione dell'arteria
vedete quanto è comodo quel terzo trocar
anzi quel quarto trocar
che ci tiene su, ci solleva
la faccia anteriore del rene
ci permette di avere due mani libere
e di fare la dissezione con due mani.
Andiamo piano piano verso l'arteria, si vede la pulsazione sotto, si vede la vena,
qui dobbiamo essere molto delicati, sappiamo tutti che la vena rena è una struttura importante,
importante, dall'avena possono partire dei vasettini, strappare questi vasettini significa
sporcarsi, fare le mostrasi con difficoltà e quindi trovarsi un pochino col campo sporco
in difficoltà. Ovviamente l'avena poi si biforca, anzi si triforca, quindi dobbiamo
alla radice
ecco riscendiamo
verso giù ovviamente
clampiamo, meglio è ovviamente, la lunghetta ci può servire, ci può aiutare a tenere
pulito il campo, questa è la zona un po' più delicata, qui stiamo andando verso la
loggia surenalica, ecco l'arteria, dove andiamo a cercare l'arteria? L'arteria dipende
dalla situazione anatomica
qualche volta
siamo costretti a prepararla qua sopra
ma solitamente
la prepariamo sotto
la vena
ovviamente bisogna studiarsi bene
l'attack
dove conviene aggredirla
se conviene aggredirla da sopra
o da sotto
qualche volta è proprio
completamente posteriore
quindi è difficile
Grazie a tutti.
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