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10° CORSO PER INFERMIERI DI SALA OPERATORIA 3° SESSIONE LA FORMAZIONE CONTINUA IN SALA OPERATORIA: ISTRUZIONI PER L’USO Presidente: S. Casarano (Tricase – LE) Moderatori: L. Cappelli (Bari) La formazione continua obbligo legale o imperativo etico? R. Cipri (Bari) La formazione a distanza: quali opportunità per l’infermiere di sala operatoria C. Cicala (Roma) L’esperto risponde (Tutti i relatori)
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Abbiamo chiuso parlando di formazione di base, quella formazione che di fatto abilita il professionista
all'esercizio professionale o lo specializza, adesso invece parliamo di formazione continua
che è di fatto quella formazione che deve accompagnare il professionista della salute
lungo tutta la sua vita professionale.
A questo proposito invito il primo relatore che è Rosa Cipri, infermiera coordinatrice del blocco operatorio dell'ospedale Sarcone di Terlizzi e componente del comitato scientifico AICO Italia.
L'argomento segnato è proprio quello relativo alla formazione continua, obbligo legale o imperativo etico.
Buongiorno a tutti. Mi rendo conto che l'ora è poco propensa a parlare di un argomento fra l'ossico, fra come dicono spesso i miei infermieri,
devo avere i crediti sì o no, devo fare questa cosa sì o no, perché mi tocca, perché la faccio.
Io non mi sento in questo momento di non dirvi che la formazione continua e sia un obbligo legale ma soprattutto un imperativo etico.
Io comincio con le conclusioni della mia relazione, cioè noi partiamo dal presupposto che al di là di quello che è la norma, di quello che è adesso il sistema sanitario nazionale, noi comunque come infermieri nasciamo proprio come una professione antropofila, come una professione di aiuto.
E quindi anche nel nostro codice diontologico sono presenti tanti riferimenti alla formazione continua.
Quali saranno i modelli concettuali, i modelli logici su cui si articola questo mio discorso oggi?
Innanzitutto su quelli che sono i modelli istituzionali, quindi andremo chiaramente a parlare di che cosa?
di educazione continua in medicina, ormai quello stemmetto lo conosciamo tutti, è presente sui nozzi attestati dei crediti formativi, andremo chiaramente a definire chi è Agenas, andremo a definire il COGEAPS, forse non tutti sanno che esiste una anagrafica delle professioni sanitarie che si chiama COGEAPS e una banca dati dove sono inseriti dai provider a fine evento tutti i nostri crediti formativi.
E quindi poi in ultima analisi la novità che anche abbiamo avuto modo di poter vedere che in alcune regioni è stata sperimentata il 4 e 5 di novembre c'è stata a Roma la quinta conferenza sull'educazione continua in medicina dove appunto ci sono già regioni che hanno messo in atto, che hanno sperimentato il modello del portfoglio formativo o dossier formativo che si voglia.
Quando parliamo di imperativo etico io già vi ho portato alle conclusioni della mia relazione. In pratica noi vediamo che nel capoterzo articolo 11 il codice odontologico cosa recita?
che l'infermiere fonda il proprio operato su conoscenze validate, quindi aggiorna il proprio
sapere quotidianamente, oserei dire. E io prendo a nome una bella frase di Montagnier che se lo
dice lui lo possiamo ottenere anche noi come monito. È evidente che i progressi della medicina e
della scienza sono talmente importanti, innovativi, che si deve studiare tutta la vita per essere
E in effetti io mi trovo perfettamente in linea e d'accordo con questo proposito. Poi vedremo come si fa, come ci scegliamo anche la formazione perché col dossier formativo è stata messa in atto anche una libertà di scelta della propria formazione.
Un moderno professionista oggi quindi anche la formazione più che obbligo, più che potere diciamo che è proprio imperativo ed è ontologico è richiesto anche in epoca di spending review dove si dà veramente risalto a quelli che sono le figure umane, cioè alle risorse umane.
Andiamo a vedere che oggi un moderno professionista di qualità deve avere degli strumenti perché deve garantire un'efficienza di costosi prodotti produttivi, deve garantire l'efficacia e l'appropriatezza delle pratiche professionali e come la garantisco se io non sono formato, non informato formato.
La buona gestione delle relazioni umane e professionali come competenze non tecniche e sono comunque anche queste da tenere presente nelle core competence proprio dell'essere un professionista della salute, non solo infermiere.
quindi questo processo è sicuramente un processo long life che parte dall'accesso agli studi di base
e termina purtroppo per noi al termine della nostra vita professionale se non appendiamo il camice al chiodo
se poi andiamo a fare i liberi professionisti a 60 anni io ho intenzione di appenderlo, basta
Basta. Quindi, come vedete da questa bella vignettina che mi sono trovata, è che comunque, ecco, come noi appariamo agli altri, qual è l'impressione che gli altri hanno degli infermieri?
Alcuni dicono, sì va bene, la laurea, il profilo, il codice, spesso e volentieri anche nelle nostre unità operative, il sentire parlare del dottore infermiere qualche volta fa sorridere qualche medico, qualche ghigno, c'è.
Comunque noi siamo cambiati, dobbiamo cambiare ancora di più e comunque dobbiamo convincerci che il cambiamento è necessario. Quindi etica e legalità sono chiaramente unite, una entra nell'altra, l'altra entra pure.
Quindi come vedete nell'aggiornamento è importante proprio il fatto stesso di fare parte di un corpo professionale, quindi di un corpus anche etico e poi tra l'altro anche di tante norme che adesso andremo a guardare a cui dobbiamo sottostare.
Ma la norma secondo me viene in secondo piano, in primo piano è proprio l'imperativo etico.
L'educazione continua in medicina, quindi è il processo attraverso il quale il professionista della salute dovrebbe mantenere aggiornato il proprio sapere.
Come sapete ormai era prassi comune, lo sappiamo tutti, diciamocelo molto francamente,
In passato chi ha voluto aggiornarsi lo faceva a spese proprie, per proprio conto, oppure per esempio non dimentichiamo dei grandi viaggi all'estero per questa pseudo formazione, quindi ben venga all'avere normata l'educazione continua.
E' chiaro che sta a noi non farla diventare una mera raccorsa di punti, anche perché dobbiamo imparare che la misura della competenza in ECM, che chiaramente non è altro che il credito formativo, è la misura dell'impegno che ci mettiamo.
Spesso e volentieri, vi do delle note tecniche perché comunque mi occupo di accreditare gli eventi per IcoProvider, che la misura dell'impegno è il credito formativo.
Adesso sappiamo tutti che per partecipanti da 1 a 100, cioè se abbiamo 100 partecipanti in un'aula, il bonus formativo che abbiamo è di un credito ora.
Se facciamo della formazione interattiva ogni ora viene capitalizzata come 1,5 crediti formativi. Questo perché? Perché comunque adesso i provider non abbiamo più l'accreditamento dell'evento come succedeva fino a non molto tempo fa, adesso il provider si è accreditato.
Che cosa vuol dire? Il provider mette di fronte al Ministero della Salute, stende tutta quella che è la sua rete che usa per fare formazione, quindi dovremmo avere sicuramente una formazione di qualità.
Io da questa ultima conferenza che c'è stata vedo che molto è cambiato, che è chiaramente stata fatta una grossa scrematura dei provider, sono stati appunto individuati quei provider che hanno veramente i requisiti per fare della formazione seria perché spesso e volentieri un infermiere, non parliamo dei medici, un infermiere di sala operatoria si va a fare un bel corso su per esempio l'assistenza domiciliare integrata.
Un infermiere di A a D che comunque deve raccogliere i bollini si va a fare un bellissimo corso sulla chirurgia robotica.
Cominciamo a guardare questi aspetti, cominciamo a vedere anche che cosa propongono poi i provider, se hanno un piano formativo adeguato, se sono adeguatamente calati anche nella realtà.
Quando mi vado a scegliere la mia formazione devo vedere che cosa scelgo e poi vediamo perché.
Quindi adesso in Agenas convergono tutte quelle che sono le attività anche formative non solo di altro, io vado avanti, quello che mi interessa dirvi e dove io davvero vorrei focalizzare l'attenzione
e che il COGEAPS che è il detentore della banca data dei nostri crediti è quell'organismo che poi andrà a fornire tutte le notizie ai nostri ordini e collegi
in maniera tale che sarà poi l'ordine e il collegio a certificare la competenza dell'infermiere.
Noi siamo infermieri, parliamo di infermieri, dei medici, non ci interessa in questo momento.
Quindi come vedete è molto bella questa cosa perché comunque una gestione centralizzata ci permette innanzitutto di vedere a che punto è la nostra formazione.
Se i nostri crediti sono stati effettivamente registrati si può accedere anche al COGEAPS, fra un po' vi do una notizia, laddove noi andremo addirittura a farcelo, a crearcelo con il COGEAPS.
Nella sessione MyHCM, se siamo bravi a smanettare su internet, ci andremo a creare quello che intendiamo fare della nostra formazione, quindi il nostro portafoglio formativo.
Io quello che mi preme per semplificare un sistema che è davvero complesso, quello dell'educazione continua in medicina, noi sappiamo benissimo che nel programma di educazione continua che confluisce in questa grossa casa comune che è Agenas, dove confluisce anche il COGEAPS,
è chiaro che ci sono delle regioni che si sono create in autonomia il loro sistema di accreditamento
che chiaramente nulla toglie a quella che confluisce, è chiaro, con l'accordo Stato-Regioni
anche nella grande casa che è appunto Agenas.
Quindi i crediti ottenuti sia con l'accreditamento nazionale che con l'accreditamento regionale
hanno appunto la stessa valenza.
E arriviamo alle sanzioni.
Noi sappiamo benissimo che con il decreto legislativo 138 del 2011 prevede l'obbligo per il professionista di seguire percorsi di formazione continua.
E continua. La violazione dell'obbligo di formazione determina un illecito disciplinare e come tale è sanzionato sulla base di quanto stabilito
dall'ordinamento professionale che dovrà integrare tale previsione. A questo punto mi aspetto, ma io non ho il tempo, io non posso andare a formarmi,
io non so come fare e quant'altro. Andiamo avanti e poi ce le diamo le spiegazioni. Quindi le tipologie di crediti che possiamo acquisire,
Queste notizie ve le voglio chiaramente dare. È chiaro che noi dobbiamo acquisire in ogni triennio, quindi dal 2010 al 2013, 150 crediti formativi. Di questi 150 crediti formativi ECM è chiaro che alcuni di noi sono stati anche sponsorizzati per venire qui.
Qualcuno di noi è sponsorizzato e reclutato dalle aziende per fare formazione. Ebbene nel computo del triennio non possiamo produrre più di 50 crediti ottenuti con la sponsorizzazione.
E' chiaro che nelle schede di provider intelligenti, provider accorti, nella scheda di iscrizione chiedono sponsorizzato? No, e comunque è molto importante anche questo perché nella certificazione, ecco il ritorno, il COGEAPS saprà che tu hai per esempio 80 crediti formativi sponsorizzati.
Quei 30 non sono chiaramente utili alla nostra formazione continua. Fino a poco tempo fa per gli infermieri non era possibile ottenere il 100% della formazione con la FAD, oggi è possibile anche ottenerlo, anche grazie alle tante pressioni che sono state fatte sulla Commissione nazionale continua in medicina e quindi anche noi li possiamo fare.
Quindi se quell'anno non abbiamo tempo di farci della formazione residenziale qualche corso FAD lo possiamo benissimo fare. Io credo molto nella formazione a distanza. All'inizio ero molto scettica perché comunque mi rendevo conto che alcuni progetti FAD si potevano svolgere anche passando l'aspirapolvere a casa.
Io purtroppo a casa devo passarla, quindi si poteva fare benissimo così. Oggi dei progetti FAD di qualità non ti permettono di fare questo, ti permettono che devi avere una grossa attenzione a quello che stai facendo, quindi la formazione è veramente valida.
quindi mi preme dirvi anche questo
non per bacchettare ma quando si fa la formazione continua
bisogna essere, ecco il dovere etico
oltre che il dovere morale
essere presente al 100% dell'attività formativa
non esistono sconti
se io sono nell'altra sala va bene
noi abbiamo una bella sala multimediale e interattiva
però io devo essere qui presente alla formazione. Questo sia ben chiaro.
Chi è esonerato dai corsi formativi ECM? Chiaramente chi è in aspettativa per la gravidanza,
chiaramente per il periodo più lungo, per esempio se il bimbo deve nascere a febbraio
l'aspettativa più lunga è quella dell'anno prima, quindi per quell'anno siamo esonerati.
Poi chi frequenta un percorso di specializzazione, master e altro e chi soggiorna all'estero per giustificati motivi o per attività lavorativa.
E' chiaro che andremo poi a vedere come ci saranno date sicuramente delle istruzioni operative per come comunicare per esempio al collegio che per quell'anno noi non abbiamo fatto della formazione continua proprio perché eravamo semmai impegnati in un lavoro all'estero o avevamo fatto un master o altro.
E parliamo di quella che è la novità, il dossier formativo. Il dossier formativo è in pratica uno strumento di valutazione, di programmazione del percorso formativo di ognuno di noi.
Si direbbe che non è un portfoglio delle competenze ma può essere considerato un precursore ed è comunque anche corregato al profilo professionale.
Perché vi dico questo? Perché come prima avevamo detto quasi con il sorriso sulla bocca che andiamo a farci corsi semmai dei quali non ce ne interessa niente, spetterà poi proprio all'ordine professionale, al collegio o ad altro, alle associazioni, perché ci sono anche delle professioni che non hanno ordini e collegi, di vedere se è veramente congruo quello che io ho fatto.
Se io sono un coordinatore infermiere, e vi assicuro che corsi per coordinatori infermieri di sala operatoria ce ne sono davvero pochi,
quindi io devo dimostrare come mi sono formata, qual è poi la spendibilità che il percorso formativo che ho fatto ha.
Ebbene, quando parliamo di dossier formativo è chiaro che andiamo a vedere che possiamo averne di due tipi.
Quello di gruppo e quello per esempio individuale. Entro nel dettaglio. Se io sono un'infermiere di sala operatoria, per conto mio, se sono un'infermiere che dal punto di vista etico vuole migliorare la propria attività lavorativa, le proprie performance, è chiaro che c'è un'autovalutazione di quello che è il nostro operato.
Io per esempio se mi dovesse approcciare a una sala operatoria che è diversa da quella dove sto, tipo la chirurgia bariatrica, chirurgia plastica ed oculistica, se dovesse andare in una sala operatoria di ortopedia io chiaramente non saprei da dove cominciare, da come fare gli ordini ad altro.
Quindi ognuno di noi cerca di creare quello che è il dossier in base a quelle che sono le sue carenze, quelle che crede che siano le sue carenze culturali e soprattutto dobbiamo anche lasciare un margine a quelle che sono le competenze non tecniche,
quindi corsi di comunicazione, corsi dell'inglese scientifico, quelli chiaramente sono trasversali,
quelli sono trasversali a tutti i professionisti infermieri, quelli tecnici sono chiaramente tecnici.
Esiste anche un dossier formativo di gruppo, in pratica un'azienda sanitaria dovrebbe comunque creare un dossier,
gli uffici formazione dovrebbero comunque creare per esempio il dossier formativo per l'infermiere di area medica,
Un dossier formativo per l'infermiere di aria chirurgica. Direi di più, mi è venuta l'idea quando stavamo al forum ECM che potremmo creare come AICO, se ci aiutate anche voi, un dossier formativo di infermiere di sala operatoria.
Perché no? Si potrebbe pensare con l'aiuto di tutti. Quindi questa sarebbe anche una dimostrazione di come l'infermiere con etica e legalità crea proprio la propria formazione continua.
E questo è segno anche di libertà perché comunque il dossier formativo non è soltanto un accumulo, una esplicitazione di quelle che sono i nostri saperi in educazione continua ma chiaramente può essere e sicuramente è una espressione dell'autonomia professionale.
Perché io professionista, se io mi accorgo, cioè io lo dico sempre anche agli infermieri in sala, io vi verrei a dare una mano o la do, ma più che spesso e volentieri fare degli atti tecnici, lavare i ferri, incannulare una vena, in sala, io faccio chirurgia bariatrica, è chiaro che non ho la velocità, la competenza che ha un infermiere che quotidianamente è lì in sala operatoria e che semmai conosce quante clip deve dare, cosa deve fare, quali sono gli strumenti,
li conosco, li ordino, ma sicuramente sarò lenta e ci metteremo due anni, quindi ho ognuno il ruolo e chiaramente c'è una competenza di ruolo.
Quando si parla di sanzioni per la mancata formazione, proprio a Roma un po' di tempo fa venne fuori che alcuni iscritti dell'ordine dei medici di Roma
Roma avevano ricevuto una mail con il quale veniva richiesto un contributo in
danaro per chi non aveva fatto la formazione. Ebbene ve l'ho messa questa
notizia proprio per sorridere un po' perché a tutt'oggi non sono chiari quali
sono gli elementi senzaonatori. C'è chi dice che a livello di contrattazione
decentrata chi non si è formato non avrà chiaramente i piani della
produttività o altro. Comunque c'è ancora molta confusione.
Quindi noi dobbiamo andarci a formare non perché saremo sanzionati ma perché comunque crediamo in un'agire professionale anche aggiornato e soprattutto allineato con quelle che sono le ultime evidenze scientifiche.
Concludo. Il professionista nella salute oggi non può non avere nel suo bagaglio formativo, nella sua valigia i 150 crediti, ma non perché c'è una legge che ce lo dice,
Ma perché comunque noi sappiamo benissimo che laddove non siamo culturalmente all'altezza della situazione è chiaro che chi ne soffre per primo è l'utente.
Un utente che si avvale di professionisti non specializzati facciamo un danno sia all'utenza che all'intero sistema sanitario.
Io spesso mi ritrovo a dire che il personale infermieristico è insufficiente, bene, io vi parlo di quella che è la mia esperienza.
Nel mio blocco operatorio quando ci sono le giornate formative a cui veramente gli infermieri tengono e che veramente sono propedeuti,
che stanno facendo adesso dei corsi per l'inserimento dei PIC, che stanno facendo degli altri corsi anche molto belli,
spesso e volentieri chi rimane in sala o autorizziamo dello straordinario per la copertura a turno oppure per quel giorno entro io in sala e per quelle che sono le mie competenze cerco di dare una mano affinché,
Perché nella mia azienda abbiamo cominciato a pensare nella programmazione anche delle ferie, dei congedi e tutto quanto di mettere in conto veramente quelle che sono le famose otto giornate per i crediti formativi e in più c'è una bella cosa che sta andando avanti per quanto riguarda la checklist, stiamo implementando proprio dei percorsi sulla sicurezza quindi questo vuol dire anche che se il collega si va a formare,
Oggi tocca a me, domani tocca a te. Comunque si può benissimo fare un discorso di questo tipo e comunque se ne avvantaggia tutto il corpo professionale.
Ricordiamoci che la formazione costa, la buona formazione costa. Quando andiamo a guardarci un progetto formativo andiamo a guardare l'obiettivo di quell'evento qual è.
Perché noi vediamo benissimo che ci sono degli eventi che effettivamente ci fanno comodo, giusto perché sono a Roma piuttosto che a Milano, piuttosto che l'azienda che ce lo sponsorizza.
Impariamo a pensare a quello che mi serve. Se io so che ho delle carenze io vado a cercare quell'evento che mi serve.
È vero che se un'azienda seria mi crea un portfoglio mi devo mantenere anche all'interno di quello che è il mio portfoglio.
Per esempio se io che sono infermiere di sala operatoria mi vado a fare, e spesse volte vedo molti colleghi, mi vado a fare un corso per stomatoterapia, mi vado a fare un corso che è bello 50 crediti su quelle che sono le piaghe da decubito.
Bene, sono competenze che attengono al profilo professionale dell'infermiere ma nel tuo specifico quotidiano che spendibilità se Rosa Cipri si va a fare un corso sulle piaghe ad adicubito ha piuttosto che come fare perché io credevo di non fare mai la ragioniera ma faccio più la ragioniera che l'infermiera perché comunque i coordinatori purtroppo devono fare anche i conti col budget.
Quindi è bene che io vada a farmi un conto sull'HTA, sulla tecnologia, su come devo sistemare la tecnologia in maniera più adeguata, non vi pare? Quindi cominciamo a pensare in questa ottica, solo così faremo veramente della formazione adeguata, giusta per noi ma giusta anche per l'utente e per il sistema sanitario tutto.
Io vi dico che c'è anche questo mito da sfatare, che l'obbligo all'ECM non è gratis, il professionista sa che la sua formazione continua se la deve anche pagare.
perché purtroppo chi scrive è un avvocato, è l'avvocato Barbieri che comunque dice che c'è stata proprio una sentenza della Corte di Cassazione
che dice che per l'azienda non era importante formare, quindi facciamo pressione sulle nostre aziende perché comunque è giusto che sia così
perché se l'azienda ha una mission questa mission deve passare anche attraverso la formazione perché se no non è un'azienda seria
Quindi possiamo fare pressione con tutti i nostri canali, con i sindacati o con qualche cos'altro.
E comunque ve lo dico, ve l'ho detto sempre, ho stressato molto questo concetto, la formazione in ECM non deve, non può essere una raccolta di bollini punti come i punti per la spesa.
Deve essere una raccolta di saperi perché l'uomo che sa effettivamente agisce meglio.
Io ho una visione molto socratica della vita, io so di non sapere, proprio questo sapere di non sapere qualche volta mi spinge ad andare oltre, questo è quello che provo io Rosa Cipri, io non so qual è la molla che può spingere voi, però ricordatevi che allinearsi a questo modo di lavorare e diventare dei professionisti seri perché spesso e volentieri non siamo credibili e non siamo anche rappresentativi con gli altri professionisti nel blocco operativo.
Io vi chiedo scusa per l'emotività che ci metto perché io ci credo in queste cose e vi auguro un buon pomeriggio.
La volta di Catarina Cicala, infermiera strumentista del blocco operatorio del Policlinico Gemelli di Roma e componente comitato scientifico AICO, che ci parla proprio della formazione a distanza, quali opportunità per l'infermiera di sala operatoria.
Cominciamo subito a dire che cos'è l'e-learning. È una metodica di formazione a distanza che si avvale delle tecnologie internet per distribuire online contenuti didattici mettendo il discente al centro del processo di apprendimento.
Perché scegliere la FAD? Come ha detto adesso la dottoressa Cipri, l'obbligo dell'ECM è diventato per noi un obbligo non solo deontologico ma proprio un obbligo che ogni infermiere a cui deve obbligare.
E proprio per questo motivo non solo le nostre strutture e le aziende si sono organizzate appunto sia a livello organizzativo economico per acquisire un totale di credito per anno al fine di provvedere allo sviluppo professionale continuo e così come ha definito il Ministero della Salute e delle Regioni.
Quali erano le opzioni di scelta? Formare dei formatori, cioè inviare ad un corso più figure aziendali che a cascata formavano poi gli altri lavoratori, secondo tempi e percorsi organizzativi circodificati, oppure una formazione mediante l'e-learning, cioè l'operatore attraverso un personal computer si collega ad una piattaforma digitale sulla quale sono realizzati dei programmi interattivi di formazione.
L'e-learning quindi diventa una scelta obbligata, finalizzata soprattutto all'ottimizzazione delle risorse organizzative ed economiche. Uno dei primi progetti fatto dall'AIFA, l'Agenzia Italiana del Farmaco, ci fa vedere come gli infermieri sono molto più sensibili rispetto ai medici a questa tipologia di formazione.
Vediamo ad esempio qui la rilevanza formativa così come anche la qualità e anche l'efficacia formativa, come avete visto la percentuale è sempre più elevata, nonché anche il fatto che è una metodica di formazione estremamente versatile, cioè gli infermieri come potete vedere possono fruire di questo tipo di formazione in tutte le ore del giorno ma persino della notte.
questa evoluzione nonostante questo
inizialmente nella fantasia era proprio
ah che bello
mi siedo nel computer e leggo
leggo, leggo, faccio una
quindi partecipo a una relazione online
in realtà com'è andata poi?
ah, volete proprio che faccia
un altro corso online?
se proprio ne vale la pena
quindi il risultato iniziale è stato un vero flop
ma perché questo?
cosa mancava?
mancava l'interazione col discente
mancava la comunicazione, la comunicazione in presenza data dalla didattica frontale
che è caratterizzata da gestualità, mimica, che facilita la comprensione e diminuisce
quelli che sono i rischi di frantendimenti. Quindi proprio per questo motivo la FAD inizialmente
è stata considerata la cenerentola degli strumenti di formazione, una cenerentola però
che ben presto è diventata come nella favola principessa. Vediamo in che maniera, proprio
Proprio in questo articolo dell'infermiere vengono sviluppati quelli che sono i vantaggi e i limiti di questa metodica di formazione.
Vediamo, che cosa ha cambiato realmente questa metodica di formazione?
L'ha cambiato la tecnologia, cioè l'avvento del web 2.0. Che cosa ha portato il web 2.0?
Ha portato nuovi modelli di apprendimento, perché abbiamo riconosciuto che le nuove generazioni sono generazioni di digitali nativi,
generazioni che nascono con lo smartphone, con il tablet dentro la
culla e che necessitano di una formazione completamente differente e
allora come fare? E' una generazione multitasking che fa mille
cose tutte insieme e che ha il cellulare come strumento di
apprendimento, si passa dal libro, dal book all'ebook e allora che cosa
ha cambiato essenzialmente il web 2.0? Non sono più delle piattaforme che
che erogano dei materiali con una serie di pagine scritte, scritte, scritte,
ma è lo studente che è al centro del processo di apprendimento,
lo studente che ha un rapporto paritario con il docente, con i suoi pari,
con i materiali didattici e gli strumenti.
Quindi non è più un apprendimento docente centrico, ma è un apprendimento discente centrico,
Non è più un accesso sequenziale, non è più un accesso sequenziale in cui noi siamo davanti al computer e siamo lì a vedere diapositiva dopo diapositiva, ma è un accesso casuale. Che cos'è? Qual è la differenza tra accesso sequenziale e accesso casuale?
è data da lì per testo, sapete che cos'è lì per testo?
è un testo non lineare, consente a chi scrive, a chi forma
di fare dei collegamenti seguendo molteplici associazioni di idee
e a chi si forma, quindi a chi legge, di decidere il proprio percorso formativo
di decidere quali collegamenti seguire
attraverso dei link che fanno riferimento e permettono di accedere
ad altre parti del testo e ad altri documenti
quindi permettendo non più una consultazione lineare
ma a una consultazione non sequenziale. Gli ipertesti offrono un modo nuovo e libero di costruire e organizzare il proprio pensiero, la propria fantasia, il proprio percorso formativo basato sulla libera associazione di idee e quindi una rete di testi collegati tra loro tramite tantissime connessioni.
In uno degli ultimi congressi della società italiana di learning è proprio venuto fuori quanto la formazione in FAD debba essere fatta di simulazioni interattive, di parti digitali e addirittura sono nati anche dei siti che hanno fatto della virtual surgery, cioè dove se voi andate vi è permesso partecipare attivamente a un intervento chirurgico in cui voi siete partecipi di quello che viene effettuato.
Quindi sono nati tutti questi corsi in FAD dove la parte preponderante è estremamente interattiva.
Come ha detto la dottoressa Cipri poi anche la sollecitazione dell'IPASBI ha fatto sì che tutti i crediti possano essere acquisiti dall'infermiere attraverso la FAD, quelli che sono previsti dalla Commissione Nazionale per la Formazione Continua.
I percorsi formativi inoltre in FAD iniziano in Europa ad essere presenti anche nelle lauree di primo livello.
Antesignana è la Francia che inizia proprio con parte del percorso proprio attraverso la didattica in FAD.
La modalità che viene scelta, e c'è moltissima letteratura in questo, è proprio la modalità blended
che prevede una parte di didattica in presenza e una parte di didattica a distanza.
Nel nostro paese vengono utilizzati anche nei master, si utilizza una learning management system, quindi una piattaforma che è capace di sincronizzare slide e commento audio e prevede anche delle sessioni di interattività, seguendo sia una logica lineare oppure anche una logica ipertestuale.
come ad esempio in questo caso che nel master che vi ha presentato questa mattina la dottoressa De Santis
è presente ad esempio nella timetomia, sono presenti ad esempio le vie di accesso
lo studente con il cursore del mouse deve indovinare le giuste vie di accesso
e a seconda se la domanda è giusta o esatta come in quest'altra diapositiva
gli appare errato o desatto ed è condizionante al proseguo appunto della lezione
formazione. Questo abbiamo già visto anche stamattina quanto sia importante appunto nelle
percentuali di risposte esatte sia per domanda che per studente lavorare dal parte del formatore
su quelli che sono i gap formativi che possono risultare da queste statistiche, quindi è
molto importante la tracciabilità che risulta da questa metodica di formazione. Ecco da
quest'anno con orgoglio possiamo dire che anche la nostra associazione, l'associazione
di infermieri di camera operatoria, ha fatto il suo primo progetto in formazione in FAD.
È un progetto che prevede, che lo dico per chi è socio e gratuito, prevede appunto questo
programma, questo progetto che è la sicurezza in sala operatoria, quindi la gestione delle
vie aeree difficili. È un progetto che prevede sei moduli, il primo di anatomia e fisiologia
delle vie aeree, previsione di difficoltà dell'intubazione, carrello delle intubazioni
intubazioni difficili, intubazione tracheale, quindi tecnica, e pianificazione della difficoltà imprevista e prevista.
Il primo è un escurso di tutte quelle che sono le cose principali per quanto riguarda l'automia e la fisiologia delle vie aeree superiori.
Il secondo è una previsione del grado di difficoltà di intubazione.
Come vedete, anche la parte fotografica risulta abbastanza accattivante,
proprio per coinvolgere maggiormente chi accede a questo corso.
Per questo motivo è corredato anche da un commento audio.
La visibilità delle strutture faringee, quindi la valutazione del mallampati,
la misura della distanza interdentaria, tiro mentoniera, sterno mentoniera,
l'approccio Lemon, che è un approccio molto veloce che ci permette da subito, vedendo un paziente,
di capire se può avere problemi nell'intubazione, anche solamente utilizzando le dita.
3-3-2-rule, quindi la valutazione del 3-3-2, 3 sotto il mentolo, 2 sotto la tiroide.
Questo ci permette appunto la previsione del grado di difficoltà e di dare un semaforo rosso, verde, giallo
a seconda appunto della valutazione che viene fatta prima del paziente.
Un altro modulo è quello del carrello delle intubazioni difficili in cui è specificato tutto quello che deve essere necessario
che è presente nel carrello delle intubazioni difficili e ci sono anche delle particolarità
proprio su ogni presidio che giornalmente utilizziamo.
Per andare poi a quelle che sono le tecniche di intubazione aurotracheale,
alle manovre che possono facilitare l'anestesista e che giornalmente eseguiamo noi,
ad esempio la manovra di Barth, e per andare infine a quelle che sono a mio avviso i due moduli più importanti,
assolutamente il numero 5
che appunto è la previsione
di intubazione difficile
in cui appunto, proprio per questo
motivo, le società scientifiche
fra cui la SIARTI ma anche quella
francese o quella americana LASA
hanno fatto appunto un algoritmo
che dovrebbe essere eseguito in tutte quelle situazioni
in cui c'è la presenza di una
difficoltà di gestione delle vie aeree
quindi la prima laryngoscopia, valutazione
del grado di difficoltà, revisione
delle manovre e tutte le manovre che
dovrebbero essere fatte secondo algoritmo. La richiesta di aiuto, vedete dalla freccia
che è una delle cose presenti già dalla prima laringoscopia, dalla prima valutazione.
La seconda laringoscopia con la difficoltà imprevista e la valutazione del grado di difficoltà
di Cormac e Lehan, le 4 gradi che sono presenti nella scala. L'ultimo invece è la previsione
di difficoltà nel paziente, la difficoltà prevista che prevede ovviamente un'intubazione
da sveglio, quindi caratteristiche strumentali dei fibroscopi e appunto tecnica anche della
fibroscopia. Ogni modulo prevede un test di valutazione in cui sono presenti, non è
il classico test di valutazione scritto, sono previsti proprio come vedete qua, sono
Sono proprio richiesti allo studente di partecipare attivamente, ad esempio qui viene chiesto il grado di visibilità attraverso il test di malampati.
Di che grado è questo signore? Bene, non c'è bisogno di fare il corso. Qual è la funzione dell'introduttore?
Quando si verifica una difficoltà imprevista la priorità è sempre ossigenare il paziente.
E infine, questo mi piace dirlo, viene stressato un po' questo argomento che comunque non sono solamente le competenze tecniche nel fare la differenza, ma è un connubio fra competenze tecniche e non tecniche in cui tutta l'equip operatoria deve appunto fare un giusto training.
allora voi penserete
ma allora l'AICO vuole proprio una super infermiera
se non sono riuscita
a suscitare il vostro interesse
allora andatevi a vedere su Youtube
lo consiglio veramente a tutti
digitando era solo un'operazione di routine
la storia di Hélène Bromley
non dico altro
concludo dicendo che la formazione a distanza
è un sistema dinamico
capace di aggiornare i professionisti sanitari
attraverso un metodo snello
poco costoso e con efficacia certificata
Il contenuto formativo digitale sfrutta il massimo dell'espressività introducendo una formazione più ricca, più ludica e di migliore qualità e inoltre offre la possibilità di esplorare e inventare mondi virtuali in continua evoluzione e lasciando un margine di creatività al singolo discente che diventa parte integrante del sistema.
grazie a tutti grazie caterina io vorrei ringraziare caterina due volte uno perché
così ci ha chiarito esattamente quali possono essere gli effettivi vantaggi di una formazione
in fad e poi voglio ringraziare caterina in qualità di responsabile scientifico proprio
del nostro progetto fad aico allora adesso abbiamo le relatrici a disposizione per le
le vostre domande e vi prego di venire qui e voglio approfittare dell'occasione per ricordare
a tutti quanti voi, come devo dire la verità l'ha già chiarito Rosa Cipri, che i crediti
formativi per l'anno 2014-2013 sono sempre 150. Più volte è stata annunciata la fase
a regime del sistema in educazione continua in medicina, è stata annunciata più volte
ma questa volta pare che ci siamo, parte ufficialmente dal 1 gennaio 2014.
Voglio ricordare che tutti hanno la possibilità di acquisire crediti formativi ECM in più o in meno rispetto alla media prevista annuale che è di 50 crediti.
inoltre nel momento in cui frequentate un master oppure frequentate la laurea magistrale
a questo punto dovete comunicare al vostro collegio i pasvi di appartenenza
questa vi dà la possibilità di non acquisire crediti per quell'anno accademico
oppure per gravi stati di salute o di maternità
quindi prima questo tipo di comunicazione non c'era ma adesso dobbiamo cominciarlo a fare
E poi il collegio IPASVI a sua volta comunicherà questo dato al COGAPS e quindi la vostra rendicontazione ECM sarà a posto.
Prima sempre Rosa Cipri ha accennato al fatto che c'è la possibilità anche in questo momento, anche se in fase sperimentale,
Andate sul sito dell'Agenas, sul link ECM, troverete MyECM, vi dovete registrare e così avrete la possibilità di vedere tutti i crediti ECM acquisiti sino ad oggi.
Qualcuno l'ha già fatto e ha lamentato il fatto che alcuni crediti non erano registrati.
Stiamo cercando di capire come funziona anche noi il sistema. Comunque è simpatico perché avete proprio tutta la vostra anagrafica, tutti i corsi che avete frequentato, i crediti che...
Ministero Salute, Agenas e poi Educazione Continua e Medicina e Mai ECM. Questo è tutto il percorso per raggiungere questo risultato.
Bene, se c'è qualcuno di voi che vuole fare delle domande, prego Maria Caputo.
Vorrei che la collega Cipri ci chiarisse meglio il concetto di formazione, cioè crediti sponsorizzati
e invece la parte che ognuno di noi dovrebbe sostenere di tasca propria.
perché anche la FAD ha un costo
non è che tutti i corsi FAD
vengono dati
diciamo gratuitamente
quindi
credo che
dobbiamo
ricominciare
e dico ricominciare perché chi l'ha fatto
in passato e magari lo fa
anche adesso
che quando realmente è interessato
a un corso
mette in conto
nel suo budget personale anche i costi per andare a seguirsi un corso, un master e quant'altro.
Quindi chiariamo meglio questa questione perché è fondamentale.
Allora, rispondo alla Presidente Aico subito. È chiaro che in un'epoca di spending review, di problemi economici che comunque assillano noi che lavoriamo, e per fortuna lavoriamo,
E' chiaro che la buona formazione ha un costo. Purtroppo non è normato da nessuna parte che le aziende sanitarie a cui apparteniamo hanno l'obbligo cogente, normativo, di fare formazione.
E' chiaro che un'azienda che comunque si pone il problema della qualità delle prestazioni che eroga, in Puglia io faccio parte dell'ASL Bari comunque anche se molto carente però un piano formativo aziendale c'è soprattutto per quelle che sono le competenze trasversali quindi l'inglese, la comunicazione e quant'altro.
Quindi di norma la nostra formazione è a carico nostro. È chiaro che le aziende che comunque molto ci aiutano anche nella formazione perché ho bisogno di dirlo che c'è un rapporto anche sano fra azienda e operatore della salute.
Quindi alcune volte ci sono delle aziende che ci sponsorizzano degli eventi e quindi noi dobbiamo comunque sapere che nel triennio per esempio 2010-2013 dovevamo avere nella nostra cartella crediti 150 crediti.
Ebbene, di questi 150 crediti, 50 crediti totali possono essere acquisiti attraverso il sistema della sponsorizzazione.
Tutto il resto ce lo dobbiamo chiaramente pagare, che sia FAD, che sia formazione residenziale.
È chiaro che ci sono delle aziende lungimiranti, delle aziende che dovremmo agire anche a livello aziendale
perché io erogo la mia prestazione nell'azienda, quindi è vero che ci verrebbe spontaneo dire l'azienda che mi forma, però nulla toglie, ecco l'imperativo etico che io come professionista mi devo comunque formare e comunque non posso pretendere che i miei corsi vengano pagati.
Perché per esempio qualcuno quando ho sollevato questo problema anche nella mia azienda mi diceva l'avvocato, il dentista o altro mica se li sponsorizza se li paga, i miei infermieri dicevano e noi mica guadagniamo quanto i medici, quanto gli infermieri e quanto altro, noi siamo degli infermieri, comunque l'essere professionisti passa anche attraverso questa fase.
Allora io in parte sono quasi pienamente d'accordo su quello che si dice, però nel momento in cui a me mi si obbliga a fare una formazione, io non devo essere poi costretta ad andare a pagare per fare questa formazione perché io voglio pagare la formazione laddove poi è anche una mia scelta, che sia una scelta di coscienza, di convenienza, di conoscenza, qualsiasi tipo di scelta e lì ci siamo.
ma nel momento in cui io vengo obbligata, perché questo è un obbligo poi, poi le sanzioni che ancora non sono state decise però a norma di legge ci siamo quasi, nel momento in cui io vengo obbligata però non devo essere obbligata a non non pagare ma almeno una cosa un momentino ridotta
perché non è detto che io posso, nonostante la mia voglia magari di imparare, di apprendermi, di aggiornarmi, non è detto che me lo possa permettere, il problema è questo poi fondamentalmente, un po' di tutti penso insomma, specialmente oggi.
Altro?
Volevo capire, per quel che riguarda la sponsorizzazione, si intende sponsorizzazione da parte dell'azienda o case farmaceutiche?
Di case farmaceutiche.
L'altra domanda invece è un'altra, come ci dobbiamo comportare nel momento in cui noi vogliamo formarci e non abbiamo la possibilità di farlo, nel senso che non ci danno la possibilità di poter partecipare ai convegni, a parte i FAD che sono effettivamente quelli che ognuno di noi può fare online e tutto quello che vuole.
Però il fatto anche la partecipazione diretta e mettersi in confronto con altre realtà è importante. Molto spesso non abbiamo la possibilità di partecipare perché siamo sotto organico e quindi non si può andare al convegno.
Io lavoro a Modena, so, penso sia così in tutta l'Italia, che esistono due budget distinti, per il comparto e per i medici.
Per il comparto, per tutta l'azienda UASL di Modena, che sono diverse migliaia di dipendenti, sono 1500 euro per tutto l'anno.
Per i medici è molto più alto. Si può fare qualcosa?
Allora, io rispondo, sono d'accordo anche io con voi, con ognuno di voi.
Scusate, ho imparato quest'anno che c'è anche una legge che vieta il passaggio di soldi dal budget medico al budget del comparto per consentire al personale di andare a fare il corso.
Ok, allora senta, io mi sento in linea con voi perché io comunque sono un'infermiere, io ho grosse difficoltà, l'ho detto prima, a trovare corsi confacenti al mio profilo professionale.
tant'è che sono molto e tuttora anche molto affascinata dalle implicazioni legali della nostra professione che mi sono fatta un master in infermeristica forense e quindi ho fatto ciò che mi piaceva e comunque ho temperato, questo è quello che ho fatto io proprio per testimoniarvi la grossa difficoltà che c'è oggi ad andare anche fuori.
Sono d'accordo con la collega che mi dice che quando c'è un obbligo legale mi si deve dire poi perché io devo ottemperare anche se non ho la possibilità, se non ho soldi.
Allora da questo punto di vista io mi sento di dirti che comunque nell'essere professionista è chiaro che come tutti quanti gli altri dobbiamo mantenere aggiornate i nostri ferri del mestiere.
L'altra cosa che mi sento di dire, noi passeremo alla storia come infermieri, questo è un mio pensiero di cui me ne prendo tutta la responsabilità di quello che dico, passeremo alla storia come coloro, come quella parte di lavoratori perché non siamo ancora entrati nell'ottica dell'essere professionisti che hanno sempre sgambettato,
corso di qua, di là, da reparto di là, di qua, però non abbiamo mai scritto e mai
abbiamo preso posizioni per quelle che sono le nostre rivendicazioni. I nostri
rappresentanti in ambito sindacale, io parlo della mia realtà, ma che speculare
a molte altre della Puglia e di altre regioni, chi ci rappresenta sono gli
amministrativi. In alcune realtà chi ci rappresenta a livello sindacale sono
sono degli amministrativi. Quindi voi pensate bene che l'amministrativo non farà mai il mio interesse.
Quindi suggerimento. Prendo anche l'esempio della collega che mi diceva che non posso andare, siamo sotto organico.
Io vi dico che dobbiamo cominciare a pensare in termini di collaborazione anche fra di noi.
Capita spesso, da me capita, io parlo per esperienze di vita vissuta, non mi piace, come detto prima,
ma sono una romantica ma sono anche molto pragmatica. Quando bisogna andare a formarsi e l'evento è veramente importante
dico ai colleghi infermieri, io entro in sala, tu però due ore di straordinario per il tuo collega te le fai?
Dice sì e quando vado io? Quando vai tu? Io calendarizzo la formazione anche, cerco di pianificare nei permessi e in quant'altro
quello che a me serve perché io essendo coordinatore devo anche occuparmi, che mi piaccia o no, della formazione e io ritengo che, e ne ho avuto prova, che quando l'infermiere esce fuori dal blocco operatorio, si va a formare, va fuori un giorno, due, tre, torna più carico, quindi io lo strumentalizzo anche qui, torna più carico, ha più novità e diventa anche motore e movimento per gli altri colleghi.
E' chiaro che siamo ancora molto ma molto lontano da quelli che sono anche i modelli anglosassoni, i modelli di oltre frontiere, però io ritengo che sta a noi.
Innanzitutto non facciamoci rappresentare da chi non è infermiere e qui io mi incavolo come una dannata quando andiamo a votare chi non è infermiere.
Due, nelle aziende facciamo riconoscere il nostro peso e nelle aziende quando, per esempio anche a livello regionale ci sono delle normative
che come dice il collega vietano il passaggio di fondi da una professione ad un'altra, scusate il termine, è un po' di casino, bisogna farlo.
Allora io volevo aggiungere qualcosa per rispondere alla collega che diceva che non abbiamo sempre la possibilità di avere le giornate per partecipare ai corsi,
spesso i corsi hanno una quota di iscrizione elevata
dice se è un obbligo perché io devo mettere la mano al mio portafoglio
la formula residenziale è una formula
la formula in FAD è un'altra formula
ma non dobbiamo dimenticare che c'è anche la possibilità
di accreditare la formazione sul campo
oppure un esempio che mi viene adesso in mente
perché lo stiamo facendo in questi giorni nella mia azienda
Tutte quelle riunioni che voi fate, i briefing, i debriefing possono essere accreditati se seguono ovviamente una certa struttura e determinate modalità e inoltre danno anche molti crediti formativi.
Nella mia azienda lo stiamo facendo con degli incontri che facciamo tutti i coordinatori perché stiamo rivedendo tutte le procedure, stiamo revisionando le procedure legate al sistema qualità e lo stiamo facendo con tutti i coordinatori siccome dobbiamo fare una revisione della letteratura, dobbiamo fare ricerca e apportare delle modifiche alle nostre procedure tutte queste ore le abbiamo accreditate ECM.
Per cui avremo 42 crediti solo con questo percorso, senza andare fuori e frequentare altro. Quindi 50 sono i crediti che devo acquisire in un anno, con 42 con il corso che faremo nella mia azienda abbiamo già soddisfatto al nostro fabbisogno annuale.
invece quello che manca
ed è una forte criticità
del sistema ECM
è l'offerta formativa
sul territorio
a volte ci sono dei corsi
che a me non interessano
ma io devo comunque
soddisfare il fabbisogno
dei crediti e alla fine
magari per ripiego lo frequento pure
e su questo
dobbiamo chiedere una maggior offerta formativa
però come dicevano
le colleghe dobbiamo essere anche
Anche noi propositivi se siamo nelle aziende andiamo nei nostri uffici formazione a proporre, magari ci andiamo anche con un bel progetto, è molto più semplice poi insomma mettere in moto certi meccanismi, sono meccanismi che comunque ci aiutano a raggiungere i nostri obiettivi non spendendo poi tutte le nostre risorse economiche dirette.
Prego.
Se ci sono respiro quindi esisto, ragione per cui se faccio quello che faccio vorrei saperlo fare e mi sono messo in cammino, ancora sto camminando, mi sono autoformato, mi sono riformato, mi sono informato, mi sono pagato la formazione.
L'associazionismo aiuta. Non siamo veline, cioè non è che noi passiamo dalle passerelle. Allora perché ci dobbiamo associare? L'IPASVI ci racchiude ma nell'IPASVI grandi realtà e molto vivaci e anche molto importanti vivono l'associazionismo degli infermieri di cardiologia e quelli di neurologia e quelli di sala operatoria.
guardate che facciamo una grande fatica a dire ci vogliamo rendere conto che siamo una grande forza insieme
io ascolto delle relazioni splendide dove hanno fatto veramente ricerca e l'hanno fatta in maniera seria
non lo sa nessuno, a che cosa è servita? Ad accontentare il dipartimento, il medico, il direttore di dipartimento
io a Torino ho fatto uno slash a un collega e ho detto splendido ma è servito a chi? A nessuno
L'hai fatto per non gli infermieri, per altri. E a che cosa è servito? Allora perché associarsi? A livello locale, la AICO è presente in tutta Italia, si va al referente regionale a dire a Lecce vorremmo dei corsi di formazione, a 10 euro si possono prendere 8 crediti, davvero stiamo parlando di un grande costo, perché?
Mia moglie non si può muovere da casa ma si siede al computer e si prende 15 crediti e fa 4 corsi da 8 crediti e raggiunge un numero minimo e non spendo che 40 euro, certo non vado nell'albergo a 5 stelle e mi faccio una vacanza a Giardini Naxos per andare a vedere Taormina, questo è il problema.
Allora ci siamo molto abituati a nascondersi dietro al medico che ci ha sponsorizzato l'ECM, lo dico perché l'hanno fatto con me, ciò nonostante sono andato a cogliere quanto di meglio dell'infermieristica, in quel momento la sessione infermieristica mi dava.
Certo che poi sono andato a Tormina e poi magari ho visto anche la Sicilia, ma non era la finalità, era il contesto. Ripeto, bisognerebbe di nuovo ritornare a capire perché lavoriamo, per chi lavoriamo e quindi come lavoriamo.
Allora è inutile dirlo, incrocefiggete i coordinatori che non vi mandano a farli, che non vi mettono le condizioni di farlo.
Io faccio come Rosa, quando c'è da difendere gli infermieri dico no direttore, hanno l'obbligo di andare perché lo sa meglio di me, quando vai a vedere che non hanno le otto giornate di formazione alla fine dell'anno ti lamenti, ma se sono 40 devono pur mancare, 10 alla volta mancano.
Perché se manca il chirurgo chiudiamo una sala, se mancano tre infermieri non è possibile? Accadrà il 19 di novembre, accadrà il 21 di novembre, chiuderò due sale operatorie, tanto lo sa già, perché 12 infermieri e 15 infermieri a Lecce con 10 euro vanno a fare formazione.
condizione ahimè chi la fa il sindacato per carità il sindacato va benissimo ma sapete perché perché
non c'è altro io ho detto se il sindacato colui che mi rappresenta è degno di farlo lo devo
scegliere io l'amministrativo non se ne parla proprio non solo dicevo ad una collega l'amministrativo
sei fortunata, neanche il collega mi rappresenta perché quello non mi rappresenta proprio,
guardate che noi siamo arrivati a cancellarci dal sindacato perché chi ci rappresentava
che era un infermiere non mi rappresentava proprio, ci siamo cancellati in 50, più protesta
di così e che torniamo a fare, vogliamo raccogliere i voti e quindi per raccogliere i voti va
tutto bene, allora alla mia direzione generale ho detto, vi ho raccontato chi è, ho detto
è una scuola che fa formazione, facciamola questa formazione, la facciamo gratuitamente,
tanto non vogliamo niente noi, invece noi il sindacato ha preso in mano la situazione,
ma va bene, con 10 euro, con un so quale provider, ti dà 15 crediti in 4 ore,
non lo so che tipo di serietà c'è, di certo è che gli argomenti sono, come dici tu,
non pertinenti alla sala operatoria, infatti io all'infermiere che va a fare il corso gli chiedo,
Mi dici di che cosa parlate? Pure per capire se ti mando non ci devo perdere la faccia, perché se no me lo ricorda la mia direzione sanitaria che mando a passeggio gli infermieri. Quindi associazionismo è la parola chiave, secondo me.
chi è all'interno dell'associazione
da semplice iscritto
quali siamo stati abbiamo cominciato
ad esserlo, eravamo iscritti come tanti altri
eravamo uno dei duemila
chi è più interessato è da sé
che va davanti
non è che c'è qualcuno che lo spinge
tanto se vieni spinto prima o poi torni indietro
perché sei assolutamente nulla
e più avanti andiamo più stiamo
diventando esigenti
su chi mi comanda
dovete crocefiggere i coordinatori
iniziate da me
Allora io un intervento e poi una domanda sul fatto di crocifiggere i coordinatori sono in parte d'accordo vorrei ricordare che ci sono dei poteri che sono superiori a noi e mi spiego due settimane fa congresso nazionale trapianti nella città di Bari
L'unica sala operatoria che fa i trapianti è la sala che io coordino assieme all'altro collega.
Chiedo il permesso di sospendere l'attività chirurgica ad entrambi i direttori che quel giorno avevano la seduta.
Mi è stato detto certo che sì, sicuramente. Iscrivo tutti gli infermieri al corso, faccio iscrivermi ad opero, conclusione 24 ore prima non mi arriva un cartellino operatorio ma bensì due cartellini e hanno due sedute e hanno lavorato dalle 7 di mattina a mezzanotte.
senza mai fermarsi. Allora chiedo, anzi se avete dei consigli da darmi, sono ben contenta,
che cosa potevo fare, che cosa non ho fatto e quali erano, qual era secondo il mio ruolo,
quali erano le possibilità che avevo, domanda, questa è una domanda che giro a tutta la
che il coordinatore ha il dovere morale di pianificare la formazione e di fare una turnistica e di adoperarsi per questo siamo d'accordo però vorrei anche dire che spesso sia io che il collega abbiamo anche faticato per trovare la sponsorizzazione e mandare gli infermieri all'ultimo momento non si è presentato
e stavamo facendo i suoi interessi, è come formazione e addirittura lo mandavamo gratis, voglio dire vorrei ricordare che la medaglia ha due facce.
Poi una domanda, non sono d'accordo su questa normativa che l'ECM ha preso che si possono prendere i crediti tutti anche attraverso la FAD, sarebbe stato secondo me una parte, magari più della metà,
Io ritengo che la FAD alimenti e crei gli individualismi. Credo che quello che sta avvenendo in questa stanza, che è il confronto, che è il passaggio di esperienza, che ci tutela anche da un punto di vista relazionale, lo scambio, credo che non ha prezzo.
E quindi chiedo e rivolgo la domanda in primis a Caterina ma poi chiunque voglia rispondere, non pensi che questo problema poi possa diventare quasi autoreferenziale?
Perché il fatto che io dietro a un computer mi faccio il corso e poi penso di aver acquisito la tecnica, ma poi non posso confrontarmi con chi magari quella tecnica la sta già facendo da dieci anni prima di me,
Non credi che questo alimenti o faccia chiudere al mondo esterno l'individuo?
Posso, scusate, posso un po'
Allora c'è un'altra domanda poi facciamo rispondere
No, no, no, io devo, praticamente sono le stesse domande
nel mio caso che io arrivo da un'isola, se mi chiudo in un computer, cioè sono già chiusa nell'isola e mi chiudo anche nel computer, quindi li confronto io, quando l'avrò? Uno, e poi appunto io sono una strumentista, chi è che interrompe le sedute?
Io che sono lavativa e dico interrompiamo le sedute perché devo andare ai corsi, è un po' quello che ha detto la dottoressa, vado io e dico come tu chirurgo interrompi le sedute per andare ai corsi anch'io.
Però gli uffici formazione delle vostre aziende possono intervenire in maniera forte?
Sì, ma noi ci viene risposto così, tu vuoi andare per non lavorare?
Allora, anch'io non condivido pienamente il fatto che il coordinatore deve insomma battere i pugni e dire oggi non si fa la seduta, però gli uffici formazione sanno benissimo se il budget per la formazione è stato assegnato oppure no, quant'è e a chi.
Nel momento in cui si rende conto che non c'è una grossa disponibilità economica per dare a tutti la formazione in ECM allora in quel caso costringe a fare altro, cioè quello di dare la possibilità, una modalità su come fare, ce la dobbiamo creare noi ma la dobbiamo anche suggerire.
Io credo molto negli uffici formazione che vanno lì, sono loro che devono chiarire qual è la situazione, le difficoltà, le criticità che i professionisti della salute hanno per acquisire questi 150 crediti ogni triennio.
Prego Caterina, volevo anche aggiungere un'altra cosa, quella della FAD è un'opportunità il fatto di fare il 100% dei crediti in FAD, è il singolo professionista che può e deve decidere che tipologia di educazione continua in medicina fare.
E' chiaro il confronto e il dibattito è la cosa più importante, quello che stiamo facendo adesso è la cosa più importante secondo me, non deve venire meno, ma la FAD è un'opportunità grande che io devo tenere lì, prima non c'era, adesso c'è e mi dà la possibilità nel momento in cui scattano le sanzioni.
E io non ho la possibilità di fare formazione sul campo, formazione residenziale, quello che rimane è la FAD. I provider che adesso stanno per diventare definitivi, stanno per avere l'accreditamento standard, faranno attenzione nel momento in cui vanno a fare la pianificazione dei progetti formativi, saranno costretti a fare un'analisi del fabbisogno formativo, così come saranno costretti a farlo anche le aziende sanitarie.
Mi associo a quello che ha detto Loredana, nel senso che ovviamente la FAD è un'opportunità in più che abbiamo, poi come ha detto giustamente lei non è che dobbiamo obbligatoriamente fare tutta la formazione in FAD.
Per rispondere alla Presidente io penso che sì lo scambio è vero però è anche vero che come ho fatto vedere nella relazione il fatto che veramente il web 2.0 a mio avviso ha veramente portato la didattica a distanza ad un'evoluzione diversa che anche se stai in un'isola, non so dove sta l'isolana, ti permette con strategie collaborative di stare insieme ad altri,
di fare la farda insieme ad altri, attraverso il computer, di avere rapporti con il tuo tutor, quindi come in teleconferenza, come se stessi in un'aula come questa,
cioè questo è stato dato dalla banda larga, l'avvento della tecnologia ha fatto sì che si possano superare il fatto che uno possa stare in un'isola, in montagna,
Cioè voglio dire veramente questo mi sorprende che voi rispondiate a questo perché vuol dire che non siete pronti, io penso che sia un'opportunità enorme per tutti quanti perché tu puoi parlare con uno all'altra parte del mondo, allora solamente così hai veramente la possibilità a 360 gradi di condividere.
se invece poi, se voi lo vedete
come una cosa che sta al computer
cioè il fatto di avervi fatto vedere
che era la cenerentola, era la cenerentola
perché ha iniziato così
ed è stato un flop, sta a noi
a far sì che divenga una didattica
differente perché adesso
è una possibilità in più
nella quale proprio investire
chiaro poi bisogna crederci, non ci credono
tutti Maria, questo so d'accordo
però uno ci deve credere
Allora Maria è un'opportunità ed è una modalità di io riconosco che chi non smanetta con il pc perché poi chi non smanetta col pc qualche volta dobbiamo imparare a smanettare perché nelle nostre core competenze c'è anche quelle che non sono tecniche il pc.
noi lo dobbiamo utilizzare anche a lavoro
quindi impariamo
perché comunque come diceva Caterina
ci sono queste belle possibilità
perché anche online
io ho conosciuto online
una collega con la quale poi
mi sono mancati senti
le relazioni comunque si possono avere
siamo iscritti a Facebook
ci sono altre domande lì in fondo
c'era qualche mano che l'avevo visto
ok
allora io vorrei concludere
questa sessione andando a considerare
la formazione continua
come una vera e grande
opportunità per tutti quanti
noi. Non dobbiamo
guardarlo solo come un dovere
deontologico o come una sorta di
manutenzione tecnica del professionista
la formazione continua
è l'unica opportunità che abbiamo
per mantenere elevato
il nostro livello di competenza
cioè deve essere lo strumento
che ci fa sviluppare continuamente
le nostre competenze
vorrei dare la parola
ricordiamoci che
le sale operatori high tech
hanno solo creato un sistema
per far comunicare le macchine
io stamattina ci pensavo
sapete che poi penso e poi dico
le macchine le hanno fatte comunicare
l'elettropistole con la scialitica
al touchscreen insieme al pedale
che non schiaccio più gli dico solo muoviti
non sono riusciti
a creare infermieri high tech
perché non riusciamo a comunicare neanche
tra di noi siamo in una sala tecnologica che le strumentazioni parlano tra di loro vedono
i conflitti ogni tanto dico che cosa il computer è entrato in conflitto dico puro computer si dice
che quando entra in conflitto comincia a dare i numeri come noi dico possibile che non siamo
adeguati alle sale operatorie come gli strumenti parlano e noi no non riusciamo neanche a scambiare
Scambiare delle opinioni credendo che lo scambio debba solo servire a farci crescere, associazionarsi vuol dire quello, scambiare e vedere che cosa mi serve di te, magari hai imparato qualcosa di me, non è essere protagonisti autoreferenziali, è passata quell'era, è passata.
Allora siccome non so se alcuni di voi hanno visto una diapositiva molto simpatica che AICO ha utilizzato in una delle relazioni, l'ha utilizzata Eleonora, credo Caterina ma anche io, evidentemente alcuni di noi fanno parte della generazione dei veterani
e non sono i baby X, no Caterina che è una baby X, cioè a seconda dell'età ci sono quattro categorie che la popolazione delle sale operatorie è divisa in quattro categorie,
Allora c'è la prima categoria che sono i veterani, Caterina ti prego di correggermi se ricordo male, e sono quelli che arrivavano dall'età 45, comunque forse tra di noi non c'è ancora nessuno di questi, sono quelli che sono andati in pensione.
La seconda categoria erano i millennials e siamo noi, cioè quelli che hanno ANTA siamo noi.
Poi ci sono i baby X che ce ne sono diversi e poi ci sono quelli appunto i millennials che sono quelli proiettati nel futuro e quelli che utilizzano il computer, tutto quello che è digitale eccetera.
Anche in AICO ci sono queste generazioni, io resto sempre la generazione subito dopo i veterani, però sono contentissima che in AICO e nei comitati abbiamo già i millennials.
Millennials, cosa significa questo? Significa che per quanto diciamo come associazione, come ICO noi crediamo ad utilizzare tutti gli strumenti, anzi io vi invito e devo dire un dato che forse non è stato emesso che la PAD l'hanno fatta più i non soci, cioè quelli non iscritti che dovevano pagarla che non i soci di ICO.
Anche questo è un dato che va interpretato, quindi evidentemente siamo stati più, o forse perché come diceva un mio professore quando la visita è gratis viene detto subito che come ti ho visitato io non è stato buono, quindi invece quando il paziente paga la visita, quella visita anche se tu sei un ciarlatano per lui è stata il top.
Forse evidentemente nella nostra mentalità funziona così, però potrebbe essere una chiave di lettura, quello che volevo dire, la FAD è uno strumento che noi non vogliamo assolutamente perdere,
quello che siccome tutti quanti noi facciamo i conti a fine mese, questa situazione economica più il fatto che possiamo, non è che dobbiamo, possiamo fare i crediti tutti attraverso la FAD,
personalmente se mi tolgono anche il contatto o il ritrovo con i miei amici, i miei colleghi, le persone che condividono e fanno lo stesso lavoro
allora restiamo sempre nei posti dove stiamo, cioè i nostri orizzonti ma sono i nostri orizzonti di tatto, di visività, relazionali
perché poi appunto invece la FAD mi può far mettere in relazione con quelli che stanno oltreoceano, però questo è il nostro percorso culturale e quant'altro.
Comunque io vi ringrazio per essere stati così attivi, partecipi in queste due giornate, noi aspettiamo nuovamente vostri suggerimenti, speriamo di incontrarvi in altri eventi che organizzeremo,
So che per chi è della regione Lazio, l'AICO Lazio a fine mese organizza una giornata di formazione, quindi se voi volete conoscere quanto avverrà, dove avverrà, basta che chiamate la signora, nonché dottoressa Pisanelli e sarà in grado di darvi tutte le informazioni del caso.
Oppure cliccate sul sito AICO e lì ci sono eventi formativi in tutte le regioni dove si svolgeranno praticamente da qui prossimamente.
Quindi io vi ringrazio così come il professor Palazzini che sembra non ci sia ma lui ora è seduto dietro i video, c'è il quadro regia perché lui segue di là tutto il suo congresso, ci sta ascoltando e quindi ringrazio anche lui per l'ospitalità e per questa opportunità che ci ha dato.
Alla prossima.
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