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26° CONGRESSO DI CHIRURGIA DELL’APPARATO DIGERENTE VIDEOFORUM Presidenti L. CASCIOLA (Spoleto) P. IACOVONI (Acqui Terme, AL) S. TESTA (Vercelli) Moderatori A. ELIO (San Bonifacio, VR) A. CRUCITTI (Roma) L. MASONI (Roma) V. MORICI (Catania) A. PEZZOLLA (Bari) A. TRICARICO (Napoli) Full-robotic total gastrectomy for cancer with linear-stapled esophagojejunal anastomosis G. Giuliani, F. Coratti, G. Formisano, P. Misitano, S. Esposito, L. Salvischiani, A. Lo Conte, P. P. Bianchi
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Buonasera, grazie per l'introduzione.
Presentiamo appunto una gastrectomia totale per tumore con una linfoderectomia D2
e faremo dei confronti con altri casi con l'intento di magari spiegare meglio la tecnica robotica.
Prego.
Appunto un paziente di 74 anni che non ha particolari patologie in anamnesi con un tumore dello stomaco
Dopo che l'attack preoperatoria non mostrava una patologia avanzata alla parete con dell'infono di negativi e un tumore a livello della piccola curvatura senza metastasi a distanza.
Questo è il posizionamento del cart del nostro robot che va verso la testa con il posizionamento d'arco di tre troca robotici da 8 mm, uno da 12 per la camera e un altro da 12 per l'assistente.
Come abbiamo già visto dai video precedenti, la gastrectomia inizia con un distacco colo epiploico e l'apertura della retrocavità degli epipron.
C'è una libera e ampia mobilizzazione dello stomaco che permette appunto di liberare lo stomaco, la parete posteriore di essa,
per andare poi a legare quelli che sono i vasi gastroepiproici di destra e permettere appunto una linfodanectomia della stazione 6.
Questo è il primo paziente, il caso del paziente della gastrectomia subtotale, vediamo legatura prima della vena gastroepiproica di destra,
dopodiché vediamo l'arteria gastroepiproica di destra che viene legata e poi invece abbiamo fatto un esempio con un paziente
sente che magari aveva una dissezione un po' più complicata, perché magari aveva una patologia linfonodale un pochino più estesa
e vedete come con l'uncino riusciamo comunque ad avere una dissezione pressoché anatomica per una legatura dei vasi all'origine.
In questo caso abbiamo appunto prima la legatura della vena gastroepiproica di destra, utilizziamo come potete ben vedere le hemoloc anche noi,
dopodiché ci prepariamo sempre con l'uncino, la arteria gastroepipoica. Vedete come il robot
permette di mantenere una statica trazione degli elementi anatomici che permette una
dissezione molto più accurata. In questo caso è difficile posizionare due clip tipo
hemlock e quindi troviamo più porturo fare due nodi per essere più tranquilli e legare
all'origine in modo molto basso l'arteria gastroepipoica di destra, vedete il parenchima pancreatico che è proprio continuo, e con l'introduttore robotico posizioniamo una hemoloc e andiamo a tagliare in modo sicuro l'arteria gastroepipoica di destra.
Dopodiché continuiamo la dissezione, andiamo verso l'arteria gastrica di destra per andare ad asportare la stazione linfonotale dell'arteria gastrica di destra, la legatura di essa, la sezione e successivamente prosegue con la preparazione del moncone duodenale.
La nostra introduzione alla stape viene a sinistra, d'altra parte l'assistente che è a sinistra, con una endogia lineare gold, ho visto prima che l'approccio era più da destra.
E poi continuiamo con una dissezione della catena linfonodale dell'arteria epatica comune, la dissezione anche in questo caso è anatomica,
e questo è il primo caso appunto del paziente della gastrectomia totale
vedete come risulta agevole andare anche verso l'ilo epatico
per andare a svolgere la linfodonectomia D2 dell'arteria epatica propria
e quindi la catena linfonodale viene tolta in bloc
andando verso quella che è il tronco cilico
e quindi verso la catena linfonodale 9.
In un recente articolo di Kim del 2014 in cui venivano confrontate le varie tecniche, la tecnica robotica rispetto alla laparoscopica nel subtotale dava una maggiore qualità dei linfonodi presi.
Ecco questa è la vena gastrica di destra, vediamo lì l'arteria splenica con l'infonodi 11P prossimali che vengono sezionati, ora vediamo bene come si espone l'arteria gastrica di sinistra e la visione che permette la tecnologia robotica, come è stata già ampiamente esposta, permette una linfadenectomia D12 sicura con i moncone dell'arteria gastrica, dell'arteria epatica propria e dell'arteria splenica.
Questo è il caso 2, invece dove con un Vessel Loop, mostriamo come diventa più semplice poter andare a sezionare quelli che sono gli infonodi della vena porta.
L'assistente prende il Vessel Loop e noi ci portiamo a disseccare gli infonodi della vena porta.
il sappiamo che la chirurgia mininvasiva nello stomaco ovviamente non è standardizzata è tutto
ancora da definire però la linfadenettomia che permette che vediamo il lavoro la vena porta e
l'arteria epatica propria comune si continua alla linfadenettomia verso la piccola curvatura la
la parte cardiale, continuiamo verso gli infonodi della catena 1,
la liberazione appunto del cardias,
liberando il pilastro diaframmatico e quindi la lamina,
ci portiamo verso i vasi gastrici brevi,
dopodiché una volta preparato completamente il fondo,
andiamo a preparare la fase ricostruttiva,
dopo aver preparato anche bene la parte cardiale sezionata a 20-30 cm il digiuno
in maniera antecolica si fa salire la lanza digiunale, si fa una porta di servizio con l'uncino
e la stapler viene introdotta, una stapler lineare introdotta sempre dal trocar assistente
dal fianco di sinistra
permette un'anastomosi laterale-laterale esofago digiunale da 60
dopodiché viene chiusa, viene affondato
viene tolto il pezzo operatorio
che permetteva la trazione all'interno dell'addome di tutto quanto l'esofago
e dava meno trazione verso il torace
e si chiude la breccia operatoria con una sutura in doppio strato
con un monofilamento 3-0, utilizziamo di solito il monocryl 3-0.
L'intervento si concluderà con il confezionamento dell'anastomosi a pieddanza
e di una digiunostomia nutritiva.
Di solito posizioniamo un drenaggio che viene posizionato
a livello dell'anastomosi esofago digiunale
e scende verso il moncone affondato del duodene
Viene e fuoriesce dal stroker del braccio che è utilizzato per il robot.
Posso fare una domanda ai robotici a questo punto?
Perché, insomma, lo chiedere Palmieri, Giuliani, insomma, Bianchi, insomma,
insomma, loro, dobbiamo dire con orde vero che il gesto è elegantissimo, efficace,
non so se sono stati particolarmente favorevoli, volevo dire, siete passati attraverso una fase laparoscopica,
mi immagino
effettivamente nella chirurgia
nella linfa d'enectomia
quindi nella chirurgia del cancro gassico
il robot è un valore aggiunto
vorrei una risposta in questo senso
Palmieri, Giuliani, insomma
chi ha fatto il robot?
C'è Care
magari hai fatto il tuo primo
io non ho fatto
però hai visto magari solo il robot
direttamente
il dottor Bianchi viene da una scuola, da una tradizione aporoscopica
quindi prima di approcciare al robot sicuramente
ha un'alta esperienza in laparoscopia
effettivamente
la letteratura ci dice pure
che per questi tipi di interventi
anche robotici una tradizione
laparoscopica sicuramente aiuta
anche se con i roller
le cose non sono proprio così
però c'è un lavoro di Kim
sull'American Journal di gennaio
che appunto ha dimostrato
che su 185
robotici in gastrectomie
e 185 laparoscopici
il robot non è superiore alla laparoscopia
quindi non è superiore
non è superiore
però ovviamente l'ergonomicità
la visione
che permette di avere la robotica
io ho visto
gli ultimi
gassettomi che ho visto
perfetti
però avendo il robot
c'è la possibilità di fare un lavoro più comodo
e un pochino più fine
e abbastanza avanzato
I tempi e il cambio di posizione dell'ottica, è necessario?
Allora noi abbiamo la versione precedente, l'ultimo robot e l'ottica viene posizionata a livello dell'amperio umbilicale, un'ottica a 12 mm che resta fissa lì con i dropper ad arco, resta lì fissa per tutto l'intervento e questo è un altro vantaggio del robot che permette di poter muovere la camera al chirurgo, al primo operatore e quindi ha una visione perfetta a chi opera.
Sì, sempre col robot però, non c'è bisogno di passare in laparoscopia.
E poi i tempi, la letteratura dice che vanno da 105 ai 475 minuti i coreani, per loro l'anastomosi la fanno anche aperta, fanno una mini laparotomia e la fanno manuale, quindi sono un po' variati da questa qui perché loro hanno un BMA piccolo.
i nostri tempi sono sui 270-300 minuti
quindi 4 ore e mezza, 5 ore per le totali
ma in realtà sono con la letteratura
perché appunto vanno sui 105-475 minuti
oggi in sala grande sentivamo un po' il commento su questo
io vengo fuori, il robot da noi, io sono in Puglia
il robot è arrivato da pochi giorni, poche settimane
però ho fatto un po' di frequenza lì da Chacmechevan dove c'è anche Spinoglio
e lì c'è una versione di robot, non l'ultima ma forse quella che avete voi
invece io ho fatto simulazioni o altro sul nuovo che è quello che è arrivato a noi
allora questo per dare un messaggio
il nuovo robot, l'XI, ha tante evoluzioni
ha innanzitutto la praticità del robot
che è totalmente più pratico degli altri, il posizionamento al paziente è rapidissimo, ha tutta una centrale dietro al robot che lo muove abbastanza facilmente, basta che uno ha standardizzato gastrectomia totale, lui sa già la posizione e viene posizionato, fa un docking incredibile, un docking automatico, ha l'ottica che si sposta nelle varie braccia
mentre quello precedente l'ottica era ingombrante, la prima parte fatta la paroscopica era lunga, questa è un'ottica che si cambia nelle varie braccia anche se è di 8 cm più piccola, quindi i tempi ora verranno fuori, i tempi non sono più quelli lunghi di una volta anche perché se tu devi fare un'anastomosi robotica e una paroscopica i tempi sono diversi e quindi iniziamo a invertire la curva,
Questo è quello che ho capito io in questa mia fase di apprendimento.
Bene, direi che... Ah, c'è un esperto, un robot. È lui che è un robot.
Solo un commento perché giustamente il collega è un po' giovane, ma insomma anche i gruppi...
Allora, io lo uso da qualche anno e nello stomaco abbastanza, ma a maggior ragione adesso che sono in un centro,
in una realtà, diciamo, geografica dove ce ne sono molte di patologia gastrica.
Allora, mi sto ancora facendo qualche idea se serva, se sia un po' una nostra, il concetto secondo me è questo, se noi crediamo che l'approccio mini-invasivo, mini-invasivo vuol dire la paroscopia convenzionale, abbia un senso nella chirurgia gastrica, difficile dire che il robot non aggiunga qualcosa.
cosa, costa sicuramente, ci vorrà un pochino di tempo nell'imparare a posizionarlo, ma
fare una linfectomia laparoscopica, bravi che siano tutti e farla robotica, anche forse
come dicono alcuni, ma è più facile, grazie, questo è già un grosso risultato, se però
crediamo nella chirurgia minivasiva dello stomaco, selezionando le indicazioni e dandogli
un significato, fare una linfectomia del peduncolo, visto fare cose bellissime, fare
le robotica da una sicurezza sicuramente maggiore, cioè vuol dire che se hai un problema, un
sanguinamento, mettere un punto eccetera, avere il robot e non averlo fa la differenza,
questo è il concetto.
È assolutamente condivisibile, non ci sono dubbi che sia così, anche io ho avuto una
breve esperienza prima di lasciare la mia collaborazione con Spinoglio, il mio primo
in robotica è stata una via biliare
che è già la via biliare
in laparoscopia
non la fanno tutti
c'è Novellino che è maestro
però insomma non è che è una cosa che si vede tanto di frequente
guardate solo oggi in questi giorni
vie biliari
laparoscopiche non mi sembra di averne viste
mentre invece si può
uno che aveva già certe esperienze
in laparoscopia fare la via biliare
era un caso semplice, c'era un grosso calcolo
un calcolo unico, tutto quello che si vuole
però la struttura biliare non è proprio agevole.
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