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26° CAD anno 2015
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Ok, perfetto, grazie.
Allora, alziamo per favore un briciolino a letto, mi da il bisturi.
Prendi magari una dermografica che facciamo due disegni.
Sì, grazie.
Eccolo, sì.
Perfetto.
Dobbiamo insufflare?
Gli endoscopisti li avevamo preavvisati, vero?
Sì, sì.
Ok.
Come funziona?
Come gli anni scorsi che ci mandano comunque e poi arrivano...
Cioè, vuol dire, adesso siamo in onda comunque e poi arriva un moderatore o...?
Sì, sono Amedeo Elio di Verona e ho il piacere di farvi compagnia.
Ciao.
Eccomi, sì, ciao.
Ciao.
Allora, noi come secondo intervento abbiamo un'annia di Natale per Magna e vi faccio vedere, abbiamo appena iniziato a mettere l'ago di Verres, vi faccio vedere il caso clinico col dottor Giraudo che ve lo presenta.
Grazie mille.
Grazie a voi.
Si tratta di una donna di 82 anni, affetta da insufficienza renale cronica, uno struma eutiroideo, una coelitiasi, una diverticolosi del sigma, già stata sottoposta a un intervento oculistico di fachiectomia bilaterale e di stereonesectomia totale per un prolasso uterino.
Da alcuni anni soffre e lamenta epigastralgie post-prandiali,
accettate a rigurgico, peggiorate negli ultimi mesi.
Per tal motivo il curante la sottopone ad un attacco del torace,
la quale dimostra una voluminosa ernia iatale con trasposizione intratoracica di tutto lo stomaco.
La successiva gastro non evidenza segni di esofagite e la linea Z ha 30 cm all'arcata tentaria.
Vedete qui l'esito della gastroscopia e questo la voluminosa ernia iatale per magna.
Lo studio viene completato con un Rx transito esofago gastrico che evidenzia una preistalsi irregolare, un decorso inginocchiato in sede distale e risulta pressoché completa di tutto lo stomaco in galazia. Il transito non è apparentemente ostacolato.
Proponiamo oggi come intervento chirurgico per trattamento di questa rena iatale per mania, iatoplastica più plastica antireflusso laparoscopica.
Ecco, abbiamo appena messo il primo trocar e vi facciamo vedere l'immagine esterna, quindi una rena iatale gigante con un sospetto di esofago corto che sarà un punto centrale anche della discussione.
Se possiamo alzare un po' il letto, per tutta la chirurgia del giunto gastroesofageo mettiamo gli stessi trocar che sono essenzialmente 5 ed è la posizione classica descritta da Dalmagne ormai nel 90-91 e quindi ci sono praticamente 4 trocar più o meno su una stessa linea
che è all'incirca metà strada tra ombelico e xifoide, l'ottica al centro, un trocar verso sinistra per distendere lo stomaco,
il trocar operativo chirurgico in mezzo a questi due, quello quindi da cui passeranno i vari strumenti,
che nel tentativo di ridurre i costi è l'unico che usiamo disposable, un altro trocar da 5 a destra, se me lo metti qua Marco, per la mano sinistra dell'operatore e infine un trocar sotto xifoideo per sollevare il fegato e quant'altri.
Ok, ecco l'ultimo trocca, lì su più su che puoi Paolo, ok un 5 lassù, quindi 3 trocca da 5 e un 10 e un 10-12 per operativo.
Possiamo dare l'immagine interna, se mi date due Joanne, forse sì, datemi due Joanne, adesso guardiamo, sì penso di si apri le case, comunque tanto servono.
Allora la malatta è in antitrendelenburg e si vede già un forame abbastanza importante e lo stomaco su, qui si vede il sondino che fa, ah guarda è divertente, il sondino che arriva nello stomaco poi entra in addome e ritorna su.
Se me lo tiri un po' indietro Elena, ne approfitto per ringraziare la dottoressa Gaglietti che è la nostra anestesista oggi, solleviamo il fegato, si dammi una garza, dai una Giovanna Paolo, ma forse dà più fastidio che altro, fai così per adesso poi vediamo.
Ok, allora dobbiamo prima staccare questo pezzettino qua.
Ecco, se fai un attimo il riassunto della strategia che pensi di adottare.
Grazie.
Allora, stacco solo questo e poi... perfetto.
Allora, mi dai un altro, Gian, così facciamo vedere?
Allora, l'intervento ha una serie di fasi.
La prima fase... aspetta che qui deve essere uscito il trocca...
Ok. La prima fase è quella di, almeno per me, di dissecare il sacco erniario e contemporaneamente, no, la prima fase è ridurre ovviamente in addome lo stomaco e tutto il contenuto.
ridurlo, tira ancora indietro il sondino che fa ancora un giro, lo vediamo qua, vai, perfetto,
ridurlo il più possibile facendo attenzione perché finché non si riesce a mettere una fettuccia attorno al cardias
la trazione può essere un po' traumatica, quindi in realtà tutto quello che faccio in una prima fase
ha l'obiettivo di mettere una fettuccia il più rapidamente possibile attorno al cardias
perché da quel momento in poi posso avere una trazione molto migliore.
Per ottenere quello devo essenzialmente dissecare l'inserzione del sacco attorno all'alloiato.
E qui comincia a vedersi.
Quindi con la pinza che entra da sinistra chiedo...
Sì, se non è al massimo, è al massimo di inserzione.
Ok, io come abbiamo detto anche sull'intervento precedente faccio la maggior parte degli interventi solo con la mono e bipolare, le grosse arnie iatali qualche volta beneficiano in realtà di strumenti più sofisticati e quindi potremmo forse usare poi il Thunderbit, ma nella fase di dissezione trovo molto più preciso ancora il vecchio uncino.
Quindi come primo tempo cerchi il pilastro di sinistra.
Cerco i vari pilastri, destra e sinistra, dipende un pochino da quale si presenta meglio.
Adesso sto aprendo la parte flaccida del piccolo momento.
Questo è il destro, il pilastro destro.
Qui ci sono dei vari, qui ancora un po' su.
Ho visto che a sinistra c'è questa aderenza, quindi cominciamo da qua.
E poi un punto centrale, ma ne parleremo dopo, per noi è la gastro...
La gastroscopia intraoperatoria alla fine della dissezione per verificare l'essenza o meno di un esofago corto, abbiamo già pubblicato ormai quasi 20 anni fa questo fattore come principale determinanza della riduzione del rischio delle recidive che in questa chirurgia è molto alto e forse in laparoscopia più alto che non all'addome aperto, poi ne parleremo.
Allora, questa sembra l'inserzione sul diaframma, una delle problematiche potenziali è l'apertura delle pleure, che non è infrequente in questa chirurgia.
Vi ha creato problemi l'apertura delle pleure?
Ma è meglio evitarla se avviene in una fase tardiva dell'intervento, non ha una grande importanza, se avviene in una fase precoce può dar fastidio all'anestesista, se capita quello che facciamo e gli anestesisti hanno dei problemi è che mettiamo un piccolo ago, un piccolo trocar toracico per evitare il primo toracico iperteso.
direi che in ernie così grandi
forse succede più o meno
nella metà dei casi
qui sembra vedere abbastanza bene
la riflessione
andiamo avanti qua
sicuramente anche all'ascolto
oltretutto su internet o altro anche dei giovani
una cosa molto
importante di cui l'abbiamo parlato sono le indicazioni
cioè una cosa su cui io insisto molto è che
questi malati vanno operati solo
se hanno dei sintomi
di evitare di operare pazienti anziani di questo genere solo perché per caso si scopre una di queste ernie
perché purtroppo il risultato della chirurgia è sempre imperfetto
lo vedremo credo alla fine ma la strategia è sempre quella di un compromesso
perché ricostruire in maniera solida la loro anatomia è molto difficile, non sempre riesce
e quindi se un malato non ha nessun disturbo farlo stare meglio ovviamente non è facile
quindi io evito assolutamente quelle persone anziane che per caso scoprono il problema
Convengo assolutamente in questa tua dichiarazione perché è una cosa fondamentale
non bisogna cedere nelle indicazioni su questo tipo di pazienti
perché poi spesso alcuni di questi anziani si sono abituati così
quindi dopo stanno peggio di prima dal punto di vista dei sintomi
Allora qui stiamo
Cercando un po' di capire
Se qui è già esofago
Ma mi sa di no, c'è qualcosa che suona
Non è nostro
Andiamo a vedere un po' com'è a destra
Qui dobbiamo ridurlo ancora
Aspetta tu sei
Facciamo ancora un po' di sinistro
C'è ancora molta roba
Io giro un pochino attorno
Cercando un pochino di capire
Un battuffolo se me lo dai
Mi hai anticipato nella domanda, infatti volevo chiedere se non utilizzi mai la
garzina oppure una spugnetta per aiutarti in queste manovre.
Sì esatto, batuffoli, garzine, altre cose sicuramente, è un po' più emorragico di
quello che vorrei perché se lo lasciamo sanguinare poi tra un po' non capiamo più
niente, vado un attimo, ah è qua, forse bipolare, dammi magari una gazza, sbagliato
pedale. Una paziente che mi sembra molto tendente al sanguinamento anche per
manovre estremamente delicate come stai facendo si sono infatti c'è un po più
ma perché c'è tutto sto grasso che magari tirandolo uno fa qualche ma forse
era solo quel punto lì dammi ancora un po di bipolare adesso mi sembra che sia
perfettamente pulita allora torniamo a vedere un po qua come la situation
questo sembrerebbe il sacco di norma approcci direttamente la riduzione del
il sacco o prima riduci il contenuto
e poi ti concentri sul sacco?
Ma
va un po' alla demanda, dipende un po' da quello
che riesco a trovare
l'obiettivo è ridurre il sacco
però... Quindi caso per
caso a seconda di come... Sì, un po'
caso per caso a seconda un po' di come
trovo... perché trovo... c'è grande variabilità
da un caso all'altro, delle volte... Certo
tutto su, però poi
appena riduci c'è un'anatomia
quasi normale, quelle volte più croniche
come sembra essere questo
a destra ci sono un po' meno chiari i limiti, dammi di nuovo un batuffolo, non è chiaro
se qui ha ancora stomaco, andiamo a vedere un secondo a destra, com'è la situazione,
qui c'ho, mi sembra che lo stomaco sia ancora tutto su, era tutto dietro, adesso è sceso
vediamo meglio di qua
adesso si vede molto meglio
il limite anche del sacco
quindi andiamo qua
chiedo a Paolo di tenere un po' più così
ok, perfetto
benissimo
di là era un po' poco chiaro
andiamo sulla destra che mi sembra di
mi sa che dobbiamo pulire l'ottica
abbiamo l'acqua calda per l'ottica
in questi casi in cui
la paziente tende facilmente
a sanguinare lo uso di uno strumento
di sintesi tipo un mistero tra suoni non potrebbe essere lo uso sono un pochino per abitudine lo uso
soprattutto quando non ci sono dei piani precisi perché temo che mi crei più lui il piano di quanto
cioè il mio principio è quello di cercare di separare i piani anatomici con quelli lì ti
crei tu il piano, però sicuramente qui prima della fine lo usiamo, anzi chiedo di prepararlo
visto che oggi dovremmo usare sia perché è uno strumento che ci piace sia per accordi
di sponsorizzazione, il Thunderbit, esatto, che è lo strumento dell'Olympus, che è quello
che associa, tu Paolo puoi tirare un po' più forte, sento, ok, cresce ancora lì, adesso
Adesso prosegui verso l'arco anteriore.
Sì, io cerco di farmi, adesso vedere un po' cosa succede staccando qua, se riesco a prima o poi identificare un po' l'esofago per mettere la famosa fettuccia, questo peritoneo che ricopre.
Ecco, l'altra cosa importante è laddove è possibile cercare di conservare una copertura del diaframma da parte del peritoneo, dei pilastri da parte del peritoneo per non bipolare.
Per mantenere una certa consistenza poi anche.
esatto, nella ricostruzione
esattamente
perché credo che con un forame così grande
il problema poi ti si porrà
quando si tratta di ricostruirlo
sì
non è una cosa da poco
qui ho la sensazione dell'altro pilastro
certo
perché se per caso riesco a
mettere un mezzo di trazione
esatto, mettere un mezzo di trazione
dietro
potrebbe essere utile
vediamo un attimo qui dove punto
Vai un attimo Paolo dall'altra parte, dammi una gioia anche, vediamo un po' questo punto.
Credo che ci sia molto vicino.
Sì, ecco qua. Allora, mettiamo una fettuccia. Non sono sicuro di essere proprio sul cardio, ma delle volte in queste grandi mi capita di mettere due volte le fettucce, però aiuta comunque, ho una trazione sia più forte, più robusta, sia meno traumatica.
Assolutamente.
Ok, ma no, fammi vedere.
ma mi sembra sia molto prossimale
comunque è molto buona
se è abbastanza lungo diamo un nodo
se no
ah vabbè
di solito diamo un nodo ma oggi siamo più ricchi
per cui facciamo vedere
il che non è una tecnologia
delle più grandiosi ma
può essere utile che questo qua
un endolupo
lascia un attimo
vedete che ho fatto pasticcio
in realtà era l'altra mano che doveva prendere
l'endoloop ma ormai
l'ho messo qua
ok me la tieni tu Marco
a Paolo di trazionare bene
va bene
ecco così, traziona pure forte
intanto danni così non dovresti fare
metti forse un po' a fuoco
benissimo, allora
cerchiamo di capire qua
qual è il piano giusto
mi dai il crochet
magari il battuffolo
hai qualche trucco da suggerire per la ricerca
della pleura per evitare di aprirla
quando i sistemi moderni sono così grandi
non tanto
andare piano
avere la consapevolezza
che questo
quello penso che sia solo la trasparenza
essenzialmente
come in tutte le cose
secondo me sapere che può capitare
è la cosa più importante
andare piano e poi vedere un po'
l'altra problematica
è ovviamente fare attenzione ai vaghi
infatti stavo chiedendoti questo
Perché qui andiamo più a rischio di quello.
Se li cerchi proprio per identificarli oppure ti regoli a una certa distanza?
Ma in questa fase cerco di non star troppo vicino all'esofago.
Secondo me la chirurgia dell'ernia iatale e tutto sommato anche la chirurgia del reflusso è una chirurgia dell'oiato e non dell'esofago.
quindi
l'esofago poi alla fine te lo ritrovi
dissecato avendo cercato
altre cose, commettiamola così
ecco questa è la cavità
lì dietro c'è ancora
un po' di grasso però sembra che
forse l'esofago venga giù bene
bipolare, qui c'è qualche
vasetto noioso
però credo che tutta questa
forse lì c'è la pleura
non so se quella lì è pleura
forse no, forse un po' più sopra
ok crochet
state facendo uscire un po' d'aria
ok
ecco potrebbe essere
questa cosa qua la pleura
qui non andiamo male
andiamo a vedere se
dobbiamo poi pulirci la base
che poi sarà anche il punto dove
si appoggerà se mettiamo protesi o altro
devo capire un attimo
quel grasso lì
anticipo un po' i tempi
di prassi utilizzi sempre le protesi
Per queste ernie così giganti?
e poi spesso ricopro con una protesi, però il difetto di questa chirurgia secondo me è che dietro rimane un vuoto, quindi qualunque cosa tu metta qua medialmente tende a cedere e quindi la recidiva tende a esserci, quindi confidare completamente nella protesi in assenza di una buona chiusura dell'esofago, come a un certo punto si era anche sperato, perlomeno in laparoscopia.
io cerco di chiudere il più possibile
con dei punti
finché tieni i pilastri
e poi in quelle grandi così
metto sopra un qualcosa di protesi
più a consolidare
la mia sutura
che non
e poi verifico sempre
alla fine della dissezione che non ci sia
un esofago corto
che per fortuna non è
frequentissimo ma
che è il vero problema poi di questa chirurgia
Che allora diventa veramente un problema, abbiamo avuto un periodo di entusiasmo per le colli Snissen, però poi abbiamo avuto anche una complicanza molto grave e da allora non ne facciamo quasi più.
Oh, qui sembra scendere non malissimo.
Ok, allora andiamo a vedere un attimo dietro di qua.
Questo penso che dovrà partire, questa roba qua, poi c'è questa ciccia qua che non mi è chiaro.
Eccolo, eccolo.
Questo deve ancora venire via.
Deve venire giù, credo.
Questo deve venire via.
L'impressione che abbiamo da qui è che dovrebbe sì, venire giù.
C'è ancora qualcosa che sta venendo fuori.
Dammi l'aspiratore.
Un po' di sacco lì dietro.
Un po' di sacco qua dietro.
E forse ancora un po' di stomaco lassù dietro.
Dammi un'altra, Giovanni.
Questa roba qua deve venire via.
Sembrerebbe la parte posteriore del sacco, quella che stai tracciando.
Esatto, sì.
La parte posteriore del sacco.
fammi vedere la garza che è dentro
che la uso per
ok
sporcato un po'
diamo una pulita
e poi usiamo questa garza per
disseccare un po'
diamo un po' una pulita
utilizzi sempre ottiche
30 gradi
0 gradi
si
ma quasi sempre
no direi sempre 30 gradi
per questo intervento qua
non ho perso un po' l'abitudine
del 0 gradi
qui possiamo disinserirlo
mi dai il crochet
e nella tua esperienza
la grande differenza tra
questa chirurgia fatta
con la laparoscopia tradizionale
rispetto alla robotica
io ho il robot
dal 91 siamo stati forse i secondi
in Italia ad averlo
non sono assolutamente un entusiasta del robot
sulla plastica di reflusso
facciamo anche
fu il primo settore in cui
nel 92 ci siamo messi a fare
un studio randomizzato che è pubblicato
su British Journal
in cui abbiamo mostrato che non c'era
la differenza e aumentavano solo i costi. Da allora poi non l'ho più utilizzato in
questo campo, quindi non vi so dire. C'è un'infattizzazione un po' di tempo fa sulla
calasia da parte di Santiago Organ, eccetera. Quindi usi una tecnica laparoscopica tradizionale
con un'ottica full HD, ottica 30° e non laparoscopia full HD. Questo non è un 3D?
No, no, no, non abbiamo il 3D, io non so voi ma noi siamo in un periodo di problemi economici severissimi
quindi il problema per noi non è 3-4 HD ma è di essere sicuri di avere le sottolattrici tutti i giorni
siamo veramente un problema di grossissima difficoltà in Piemonte
Ebbè anche in Veneto non è che siamo tanto lontani
continuiamo a usare il robot
proprio perché
così ce l'abbiamo
però io sono sempre più
dubbioso
dei suoi vantaggi rispetto ovviamente
a un'esperienza buona
della laparoscopia
mi fa sempre piacere
sentire questa affermazione
perché io lo condivido pienamente
io credo che in chirurgia generale
le indicazioni all'utilizzo del robot
boh siano veramente molto limitate, molto limitate, vengono trovate una alla volta e
poi scompaiono, penso che hai visto anche il famoso retto con lo studio Rola Ara dimostrato
che non c'è nessuna differenza, poi arrampicandosi sì, forse il maschio è obeso, però i costi
sono molto diversi e questo dobbiamo tenerlo presente, abbiamo tantissimi robot in Italia
No, è un problema molto molto grosso, molto grosso perché poi le aziende, per esempio la mia, gli va bene spendere sul robot, poi se vuoi la sotturatrice o appunto tanto il bitligascio ti fanno difficoltà che non ho mai ben capito, anche perché ormai non è neanche più una tecnologia di avanguardia ormai.
Ecco, adesso mi sembra che sei arrivato dall'altra parte.
Siamo arrivati dall'altra parte in un punto forse più sicuri che sia quello buono e mi sembra anche che così a naso l'esofago si riduca bene, perché mi sembra che poi sia tutto giù, magari se mi dai un'altra fettuccia la metto qua e tolgo quella di prima, però intanto spingi così che faccio fuori, Marco vedi se riusciamo a vedere.
Tu credi che cambiare la fettuccia sia effettivamente un vantaggio?
No, infatti non so se la cambio, adesso stavo per farla ma adesso voglio andare a vedere prima qua perché non so se serve, mi hai preceduto.
Credo che se tu finisci quella parte lì poi la trazione...
Infatti, infatti, sono d'accordissimo, stavo cercando di vedere un attimo com'è qua.
Intanto se cominciate a dire agli endoscopisti che non siamo lontani da chiedere il loro aiuto e poi mi dai l'aspiratore un attimo.
Da che ho capito fate sempre l'endoscopia di controllo, finita la parte della riduzione.
Esatto, per verificare dove è la giunzione delle due mucose, rilasciando la trazione.
In realtà è cominciato con un studio che abbiamo fatto con Mattioli, che sai che è un po' il paladino dell'esofago corto, no, bipolare.
E allora facevamo una verifica su una serie di malattie da più, uno studio epidemiologico in qualche maniera che altro, però abbiamo visto che in effetti qualche volta ti sembra di aver ridotto tutto e così non è.
Certo.
E ti aiuta a spingere un po' più la dissezione, quindi da allora io ho la fortuna di dirigere un'endoscopia perché ovviamente devi anche avere la disponibilità degli endoscopisti.
Assolutamente.
Torno a una domanda di tecnica, fino a quanto ti spingi nella dissezione dell'esofago verso l'alto?
A tutto quello che posso, finché posso, finché vedo, soprattutto in questi anni giganti se ho l'impressione che possa aiutare nella discesa.
La contenza di mollare la trazione nella fettuccia per vedere se l'esofago resta come punto di riferimento credi che possa essere?
Assolutamente, va fatto così
adesso lo sto usando più perché l'ho aperto
però credo che queste tecnologie qua in effetti sono utili
bisogna solo non abusarne
non abusarne e soprattutto tener conto che devi comunque cercare i piani
assolutamente
soprattutto con quelle, per esempio tipo il ligasho
ho visto un film un po' impressionante di uno che apre la cava in due
due cose. Credo che se vogliamo parlare di strumenti sicuramente forse uno dei limiti
proprio del ligasur è proprio questo che dà una chiusura talmente efficace delle strutture
che se non hai una dissezione anatomica puoi indurti in errori anche grossolani. Il rischio
è che diventi proprio l'era di questi strumenti quindi si impari con questi strumenti, allora
Allora poi magari in certi momenti, ma lo vedo anche in me, ti porta magari per accelerare un po' a cercare delle scorciatoie nella dissezione e lì diventa potenzialmente pericoloso.
Poi alcune volte, non dico che sia indispensabile perché negli anni 90 facevamo più o meno le stesse cose senza, però certo che una colectomia totale senza o un'esofagectomia senza diventa...
però ti ringrazio a nome di tutto
quello che ci stai facendo vedere
è veramente una dissezione anatomica
con i fiocchi, complimenti
grazie
anche perché le aderenze non sono poche
mi sembra che non sia proprio un esofoco
un liscio
no, è un esofoco abbastanza
però piano piano
stai un po' più vicino così vedono meglio
vediamo solo qua
mi dai l'aspiratore un attimo
nella bipolare
qui l'utilità del Thunderbit è legata al fatto che queste cose qua non hanno più tanta trazione
quindi se non hai tanta trazione con il crochet diventa un po' difficile
certo
quindi oppure devi tirare come un mato che è anche quello un rischio
questo qua potrebbe essere il vago
è una bella corda che potrebbe ricordarlo
quello lì potrebbe essere il vago di là e di qua non lo vedo
cosa hanno detto gli endoscopisti?
che siamo abbastanza al buono
ok
al limite iniziamo un po' di chiusura
prima che ci siano
cominciamo a vedere un attimo la situazione attuale
magari provando a molare la fettuccia
se resta tutto
adesso vedi non ho niente
sembra che stia tutto al suo posto
assolutamente
un altro dibattito
io ho partecipato tanti anni fa
a una specie di consensus
della società europea
e c'erano diversi aspetti e non c'era
un grande accordo quasi su nulla
un altro argomento è se portare via
o meno il sacco
esatto
toglierlo o utilizzarlo il sacco
il tuo atteggiamento qual è?
ma io di solito se riesco a toglierlo
lo tolgo, è un po' noioso
perché si mette a sanguinare da tutte le parti
però mi aiuta a capire un po'
l'anatomia, qui in realtà è tutto molto
chiaro, qui è sceso
perfettamente, mi chiedo se
valga la pena di cercarsi grane
la domanda è sempre proprio quella
vale la pena di perdere
adesso? Forse no perché adesso
qui è tutto, me lo chiami? Perché i pilastri
li vedi bene, l'esofago lo vedi bene
lui è venuto tutto giù
non credo che cambi
dove sta, quindi forse
qui non lo farei
mi pulisco un po' qua perché
io di solito chiudo e poi metto in appoggio una protesi
un piccolo pezzettino
di protesi, allora deve appoggiarsi
qua, se riesco
Qui c'è ogni tanto l'arteria, il ramo di Belsei da ste parti, bisogna fare un po' attenzione, lì c'è la milza, ovviamente questo tipo di malati non hanno bisogno di gestione dei vasi brevi, ma credo che qui c'è già lo spazio per appoggiarmi, dai il batuffolo.
Hai preferenze sul tipo del materiale per la chiusura dello Iatus, usi il Prolene per definizione?
Sì, uso il monofilamento, ho usato praticamente sempre il Prolene, che l'unica cosa essendo un monofilamento, scusa non un monofilamento, uso il non riassorbibile ovviamente, l'unico difetto del monofilamento è che i nodi sono un po' meno solidi, tendo a fare il nodo fuori, poi rinnovato dentro.
dentro, ultimamente sono andato a operare un po' di volte negli anni da Franco Corcione
che usa invece, come si chiama, il Letti-Bondo-Mersilene, che forse puoi fare i nodi dentro, forse sono
più affidabili, però di base uso il Prolene. L'intrecciato scivola meno il nodo e quindi
è molto più facile da gestire all'interno. Esatto, ma io direi che possiamo iniziare
racchiudere nell'attesa che ci confortino gli endoscopisti. Il pilastro di sinistra
è sempre molto più solido di quello di destra, per motivi anatomici a me misteriosi, comincio
dal basso e faccio tutto dietro. Sono rimasto colpito recentemente, un paio di anni fa,
da una proposta francese che in quelle molto grosse fanno una specie di plastica anche
anteriore sezionando, creando una specie di flap anteriore, ma non l'ho però mai fatto.
Io chiudo quasi solo dietro, sì.
E il rinforzo dei pilastri con un patch di rete per renderli un po' più...
Esatto, e lì alla fine della fiera, dopo averle provate un po' tutte, alla fine ci metto un
pezzettino di prolene, che non è un tanto, cioè è il peggio che c'è dal punto di vista
delle teoriche complicanze, però in realtà in situazioni di questo genere qui ci finisce
poi un po' di sacco, un po' di grasso eccetera e quindi viene ricoperto.
Certo, magari si potrebbe utilizzare il sacco per ricoprire la protesi.
Esatto, anche solo appoggiando perché intanto si aderisce subito.
Il rischio reale poi nelle protesi è sempre quello della migrazione all'interno dell'esofago?
si
ovviamente se l'esofago è proprio a contatto
ma non faccio più quelle protesi
a ferro di cavallo eccetera
perché tutto sommato non
adesso lo guardiamo
bisogna vedere come tengono questi pilastri
guardiamo mano a mano che li chiudiamo
questo è un 2.0
questo è un 2.0
è un po' più resistente
però il nodo è ancora meno
solido nel 2.0
è un filo normale o un filo dedicato
per nodi testa corporei
è un filo normale
però è lungo 90 cm
io faccio un banale nodo fuori
come ho sempre fatto
poi lo spingo giù
è quello che si chiama
è una modifica del nodo di
di roeder
so che in commercio comunque ci sono
dei fili di prolene con un
nottolino già predisposto
per poter far scendere il nodo
per farlo scendere, vero, sì
Penso che l'avesse addirittura inventato l'errore e poi però per tranquillità gli do un nodo che blocchi la scivolata. Si vede già come dal primo punto il pilastro di destra sia tutto lì che vuole.
c'è del sangue che cola
potrebbe essere
tu dove sei con la tua pinza sul fegato
no non sei tu
forse è il punto che hai passato
è il punto
mi dai ad aspirare un attimo
al limite gli lasciamo una garzetta
lì un attimo
ah si è il punto qua però senti
ah no
va va bene
dammi un attimo a bipolare ti ho forse toccato
no cola dall'alto a sinistra
cola dall'alto
vediamo un po' qua
tu non sei il colpevole
e stai qui Paolo
non me lo mollare
vediamo un po' se è successo qualcosa qua
ah si forse a un certo punto
sei andato un po' profondo
no no ma
queste cose qua di solito
smettono, mi dai un attimo una garzina
ma che gliela ficchiamo lì
oppure aspiro ancora
no ma c'è ancora un po' che scende, dammi la garzina
mi dai poi un altro ago
Può servire anche per fare questo lavoro qua.
Magari anche solo lasciare la garzina per tamponare un po'.
La prendi con questo e fai così.
Ok, andiamo avanti. Vai.
Nel materiale che utilizzi per un eventuale rinforzo hai preferenze tra un materiale rispetto all'altro?
Alla fine nei casi semplici metto un pezzettino di prolene, una fascetta di prolene appunto perché
che è il materiale più robusto, che crea più aderenze, ovviamente è il peggiore se l'esofago gli va a contatto, però cerco di coprirlo, è il meno caro, è il più facilmente disponibile, le abbiamo provate un po' tutte,
tanto tempo fa anche il Gore-Tex
che però tiene poco
il doppio Gore
adesso ce n'è uno nuovo in effetti
sempre della
non mi ricordo come si chiama
però l'ho provato in altri centri ma non a casa mia
ce n'è uno fatto da quelli della Gore
che non è male
tu che materiale preferisci?
io utilizzo proprio il polipropilene
secondo me però bisogna avere
l'accortezza di coprirlo perché non vada
a ridosso dell'esofago
noi abbiamo avuto l'esperienza di una migrazione
di una protesi all'interno
che abbiamo lasciato là peraltro
perché è stato un riscontro occasionale
a una gastroscopia di controllo
però la migrazione c'è stata
e abbiamo seguito
nel tempo questa paziente
e alla fine non ha avuto problemi
non ha avuto problemi però
però toglierlo sono dolori
però toglier quella protesi là sarebbe stata
veramente
E quindi da allora abbiamo sempre scelto o un materiale composito, cioè polene ricoperto da gore, oppure di ricoprire con il sacco.
Per ora sta tenendo, quindi andiamo avanti con i punti.
Il pilastro destro effettivamente fa un certo angolo, però sembra tenere abbastanza bene.
Per il momento tiene, sì. Anche se ci sarà bisogno ancora di un paio di passaggi, vediamo cosa succede.
Io poi di solito come idea, come strategia cerco una strategia come dire di compromesso perché arrivare a una perfetta chiusura non sempre è possibile e oltretutto se poi risale un briciolino finisce a essere più sintomatico, dipende un pochino dalla situazione però farlo proprio stretto stretto delle volte non conviene.
e poi la regola dei maestri
che il meglio è il nemico del bene
rimane
in questo tipo di situazioni
devo dire che è giusto
forse sempre no
ma è un po' più vicino che vedo
se sto stringendo bene il nodo
credo di poterti accontentare
adesso ne metti un altro
stavo dicendo uno forse ci sta ancora
teniamo conto che non c'è un tubo di calibraggio
e che l'esofoco
è spostato
infatti chiedo
Ho fatto il bullo dicendo che dirigo un'endoscopia e quindi vengono, ma per il momento non li vedo.
Sì, vai pure col sondone.
Ecco, il sondone ovviamente sapete che...
Ah scusami, continuo a sbagliarmi di pinza.
Deve essere ovviamente, almeno noi insistiamo che non siano quelle sonde da dilatazione o altro,
ma dei sondoni smussi, rilasciare bene la trazione, avere un anestesista esperto che lo fa perché...
Hai una misura di riferimento per il sondone?
Ma il nostro è 12 mm, anche se diciamo di solito la letteratura ha usato il 14, quindi tengo conto che non è il più...
Abbiamo i 12, sono delle sonde di fauché, quelli rotondi.
L'importante è più o meno, diciamo, sapere in che situazione ci si trova. Ecco, il nostro 12, forse anche per la plastica che tendiamo a calibrare sul sondone, è più descritto col 14.
direi che questo è proprio il vago che gira qua
adesso vediamo arrivare
vediamo arrivare il sondone
lassù eccolo
ok vai che vai bene
perfetto vai pure
vai ancora un po' così poi stai lì
benissimo lascialo pure lì
ma è ancora abbastanza aperto
se è un punto penso che ci stia
mi dai ancora un ago
ma va abbastanza bene
prendi una di quelle protesine
sempre con punti o utilizzi
le spieraline
ma perdo tempo un pochino ma preferisco
fissarle con i punti, è un po' noioso
a parte che ne bastano tre se usi il prolene
perché tanto si attacca subito
non le ho mai usate le spieraline
non saprei
come idea non mi piace tanto
poi non posso dire che ho avuto problemi
o altro perché non le ho mai usate
se posso dire la mia
io l'ho usato un paio di volte
spiralline riassorbibili
perché come dici tu poi il problema è che comunque si attacca velocemente
quindi è solo questione di lasciarlo per un po' di tempo
che stia appoggiato lì
quindi una spiralline riassorbibile
sapendo che poi
è andata bene
è un valido compromesso
serve per accelerare i tempi
quella in titanio penso che sia meglio non usare
no no
quella assolutamente no
ti riduce un po' il tempo anche perché
perché soprattutto sul lato sinistro non è facilissimo da fissare.
Ok, allora io adesso non darei un altro punto.
Mi pare assolutamente condivisibile.
Hai ritirato il soldone o è ancora dentro?
È ancora dentro, sì, è ancora dentro, però vedi che se non tiro lo spazio non è enorme.
Qualche volta gli do un punto davanti, anche se poi è più psicologico che altro.
Ciao, ciao Ugo.
Ecco, abbiamo il dottor Serentà che è il nostro endoscopista, se mi guardi solo dov'è la giunzione, solito discorso, esatto.
Tieni qua Paolo per favore, mettiamo un pezzettino intanto di protesi, comincio ad appoggiarla.
Io uso per semplicità quelli che sono i plug delle ernie, lo riduco un po', vediamo se basta, il plug delle ernie inguinali voglio dire.
il principio è essenzialmente
quello di detendere
un pochino la sutura
ok, allora
e poi qua lo copriamo con
il sacco, questo forse
adesso ce lo possiamo togliere
si prova a toglierlo?
si, togliamocelo
ok, mi dai dei punti più piccoli
che intanto comincio a fissarlo
la cava è lì, attenzione a non schiaffarlo
sulla cava
ecco, hai un riferimento per
la larghezza della protesi
per usare, dicevi che usi il plug
quindi quello da 5 immagino
si esatto, uso il plug
ma lo piazzo
no
a me basta che ricopra
bene la sutura
e che rinforzi in qualche maniera
il diaframma
più che chiudere il buco per l'appunto
hai tolto ovviamente
hai tolto il sondone ovviamente
visto che ce l'ha gasto
aspetta che non tiriamo, Paolo non tirare
lascia andare via il sondone
Sì, vai pure. Ok, tira di nuovo in là.
Ecco, abbiamo l'immagine endoscopica nel riquadrino.
Pronto? Mi sento? Adesso sì, ok.
Appena sei dentro mi fermo con la sutura.
Niente, alza forse, avvicinati al microfono.
Aspetta che l'ho preso male, mi sembra che l'ho preso bene.
Giusto solo per la discussione, credo che il prolene del disco
abbia un unico limite che è relativamente rigido e per passare il punto fa un po' più fatica.
Sì, sì, no, è sicuro, alla fine lo uso per comodità, per un insieme di, no per comodità non è il termine giusto,
per un insieme di valutazioni, ha dei difetti e dei pregi come un po' tutte le protesi,
alla fine nell'equilibrio, anche vista la sua presenza costante in sala, facilità di averlo,
non necessità di reperirlo apposta, eccetera.
Ciao caro, bene, grazie a tu, bene, grazie, grazie.
Ecco, sei in esofago, aspetta scende.
Ecco l'endoscopia.
Ok, allora ci drizziamo, aspetta lasciamo andare,
tieni, prendi, no sono io che sbaglio,
lascia pure così, ok, vieni pure.
Se riduciamo un po' la luce della laparoscopia
lo vediamo arrivare, così è benissimo.
Credo che sia già arrivato l'endoscopio.
Forse sì, ecco lì, sì sì, io ero distratto, sei già passato?
Sì, è già contro la fettuccia.
Vedete che la linea Z è lì dove tocco?
Ok, è al limite però non direi che sia giustificata una...
Io non sto tirando sulla fettuccia.
Ma mi sembra che lui stia sotto senza problemi.
È in addome, non è certo giustificato altro.
Ah, è un po' più bassa allora, ok.
ok, ah è qua, perfetto, allora è proprio in addome deciso, è qua dove vedete la luce adesso, va bene, allora ti chiedo solo di andare in stomaco e di sgonfiarmelo, fantastico, bello sgonfio, vieni pure via Ugo, solo senza aspirare, ti ringrazio, grazie, va bene, allora ci confermo, in questo caso era già piuttosto visibile, ma in altri casi è meno chiaro, e allora continuiamo nella coda, diamo ancora un paio di puntini di fissaggio della rete, mi dai un altro ago?
Nella gestione post-operatoria di questi pazienti lasciate un sondino nasogastrico, finito l'intervento?
Grazie, sì, questa è una cosa interessante secondo me perché credo che i vantaggi della laparoscopia qui siano un pochino uno svantaggio nel senso che crei meno aderenze, il malato lo alzi subito eccetera, tutto questo è giustissimo però ovviamente in qualche maniera facilita.
Noi siamo un pochino più lenti, li lasciamo di solito 24 ore a letto, li rialimentiamo magari un giorno dopo, il sondino di solito, in questo caso penso che non lo lascerò, però qualche volta lo mettiamo.
Abbiamo avuto in effetti delle distensioni improvvise, magari da, come dire, non dico bruciatura, ma insomma da stupore dei vaghi, eccetera.
E quindi nella maggior parte dei casi lo lasciamo, adesso qui mi è sembrato venire veramente bene, però forse è meglio lasciarlo.
Nella maggior parte dei casi lo lasciamo, tendiamo anche a fare un controllo in quelle più complesse, radiologico, in seconda giornata.
e quindi abbiamo una gestione più prudente
che bisogna fare molta attenzione
che non tossiscano nell'immediato postoperatorio
credo anche
vedete che poi qua abbiamo questo
qua che poi ci proteggerà
potrebbe appoggiarcelo sopra
do ancora un punto qua
e poi magari
acchiappo con un puntino al sacco
in questo caso
con una serie di accorgimenti
piano piano abbiamo ridotto il tasso di recidive
che all'inizio devo dire era molto alto
C'è stato anche un lavoro del gruppo di De Mister che parlava di un 45-50% di recidive in laparoscopia e ovviamente parliamo dell'enne natale gigante, cioè quella in cui un terzo dello stomaco è suo o la distanza tra i pilastri è superiore ai 6 cm.
In questa categoria le recidive non sono rare. Con tutta una serie di attenzioni le abbiamo ridotte, però credo che un 15-20% di recidive non abbiamo rivisto ultimamente sia purtroppo fisiologico. Poi dipende se è una recidiva con sintomi o senza.
Ecco esatto, infatti stavo dicendo, tante volte però ci sono recidive che sono segnalate o radiologicamente o endoscopicamente ma senza alcuna sintomatologia.
Esatto.
Se mi dai due joanne vedo come mettere il sacco un po' a protezione.
Come plastica antireflusso?
Ma io tendenzialmente faccio una Nissan floppy diciamo.
Sempre, anche se non c'è reflusso come in questo caso mi sembrava.
Sì, è una discussione giusta. Non è tanto per i reflussi, è perché è un modo in più per tenere tutto in addome.
Certo, assolutamente. Era proprio questa la domanda. Qui non abbiamo necessità di una plastica antireflusso, ma di mantenere giù lo stomaco.
Mentre non confido, anche se in una fase di nuovo, tanti anni fa l'ho fatto, in punti gastro-pessie.
Mi pare che lo stomaco si allunghi.
mi pare che sia mai abbandonata
comunque il concetto
bellissima invece la copertura
della rete con il sacco
qui mi sembra che
abbiamo fatto bene
a tenerlo
lo appendiamo lì
e ci dovrebbe togliere questo problema
mi tieni così che non me lo
tiri via
ok
allora adesso ci facciamo la plastica
mi trovo bene
stai così un attimo
attenzione che è caduto il fegato
l'unico vero limite di mantenere il sacco
è che adesso magari ti può da noi
alle volte far passare
si bravo
vediamo come gira adesso
l'ho appeso un po' tanto in alto
forse
mi sembra che giri senza grandi difficoltà
no giro abbastanza
Al limite poi posso inciderlo un po' qua, posso liberarlo volendo forse, sì me lo libero un po' qua perché poi, allora fai una cosa, anziché prendere la fettuccia, lasciala andare, mi prendi lo stomaco qua, ok, e io libero, ho dato forse il punto sulla rete un po' troppo, però adesso mi sgancio qua e poi forse da un punto mi dai il crochet, ah no, il Thunderbit, Thunderbit.
ma credo che se lo sgancia anteriormente
dall'esofago
dovrebbe scendere giù
che è successo? non gli piace?
ho preso troppo tessuto
non tirare così tanto
non va a finire di là, rimane qua
ok, passamelo pure
ritira di nuovo
leggermente così
mi dai un'altra Joanne
un secondo
tiro bene sull'angolo per essere sicuro
che venga bene su
e poi comunque
se una parte è scoperta
è scoperta sullo stomaco
non sull'esofago
io direi che
così va bene anche se non ho il sondone dentro
è bella morbida
mi sembra assolutamente morbida
uso sempre 2.0 o 3.0
per questa plastica
qui passo al 3.0
passo al 3.0
ah me l'hai tirato via
aspetta
Ok, adesso finché do il primo punto tengo la mano là, c'è una, aspetta che c'ho la, vabbè senti intanto se scappa lo riprendo.
Puoi anche fartela tenere dalla pinza aggiuntiva.
Prendimelo tu qua, eh sì grazie infatti, ok.
Ah io ce ne sei messo i clip, solo nei casi un po' più complessi una vascola.
Quanti punti metti? Due, tre, quattro?
Di solito tre, ne metto tre molto vicini uno all'altro e col terzo nelle grosse linee atali prendo la parete anteriore dell'esofago.
Lo faccio comunque con l'Ultracision Johnson, anche se sto provando perché l'ho trovato lì in sede all'Eniago il Tandavite che non è male.
Ok, me lo tieni così. Aspetta che ho fatto qualche pasticcio. Ah, ho preso tutti e due i fieri.
gli lasciamo un sondino visto che
abbiamo dissecato parecchio
le lascerò un sondino per prudenza
fino a domani
certo togli domani quindi dopo 24 ore
anche noi in genere comunque lasciamo un sondino 24 ore
questo detendo lo stomaco
si credo che
questa è una chirurgia diversa
da quella del reflusso
una chirurgia in cui va
enfatizzato un po' meno
la rapida dimissione
la minima invasività eccetera
a casa ma
ho trovato il mio allievo
che è il padrone
l'ultimo
abbandonala
associ terapie farmacologiche
particolari per periodi di tempo
tipo inibitore di pompa
o cose di questo genere
per predeterminati periodi
oppure
di solito una ventina di giorni
di inibitore di pompa
gli ridiamo
ovviamente ai reflussori
li valutiamo dopo un mese
quindi li lasciamo fare la terapia
ma la maggior parte anche se non sono veri
questi qua
Qua il medico gli dà gli inibitori perché hanno un cibo che ristagna,
quindi sono pazienti che di solito li prendono e li lasciamo nell'immediato post-operatorio.
Li rivediamo di solito dopo un mese e a quel punto sospendiamo la terapia.
Hai esami radiologici di controllo, contrastografici di controllo predefiniti su questi pazienti?
Di solito gli faccio una lastra, gli facevo una lastra in seconda o terza giornata, adesso per esempio con gastrografin, adesso per esempio questa manata qua che giovedì, sabato e domenica non si fanno, spesso gliela facciamo nel post operatorio, diciamo nel mese,
Il mio obiettivo è di avere un controllo tra la settimana e il mese per capire se tutto è a posto,
anche per valutare eventuali sintomi che emergano a distanza.
Ti rendi dietro questa Giovanni che non serve?
Penso sia importante avere una verifica radiologica che tutto è corretto.
Assolutamente.
Quindi se possibile nel precoce post-operatorio, prima è meglio è.
Ecco, fatto questo direi che l'intervento è concluso
No, devo togliere la fettuccia
La garzina è già tolta
La garzina è tolta, sì
Questo qua è lì, tanto poi si appiccica
Diamo una visione d'insieme
Ovviamente lo stomaco non era...
Aspetta, qui cosa c'è?
Ah, magari faccio saltare questa...
Non credo che crei problema, dammi il Thunderbit
Facciamo saltare sta robina
Ok credo che possiamo ritenerlo concluso, ti ringrazio molto anche per la moderazione, mi pare che abbiamo delle strategie comuni, mi fa piacere, dare un punto qua davanti non serve praticamente a niente perché non tiene, quindi mi fermerei così.
Grazie mille a te per la dimostrazione veramente bella, grazie.
Grazie, ovviamente grazie a tutti, ringrazio anche tutta l'equipe di nuovo, avrò probabilmente un'altra strumentista, quindi ringrazio Lidia che ha strumentato qua e Elena l'anestesista. Grazie, arrivederci, ci vediamo per un intervento dopo, grazie.
Ciao, ciao, grazie.
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