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30° CAD anno 2019 U.O. di Chirurgia Generale, d'Urgenza e Nuove Tecnologie Ospedale Civile di Baggiovara, AOU Modena Direttore: Dott.ssa M. Piccoli Equipe: Dott.ssa M. Piccoli, Dott. G. Colli, Dott. D. Gozzo moderatore: Marco Naddeo
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Salve. Eccoci. Allora, il caso clinico? Sì, chi parla? Buongiorno, buonasera. Marco Nadeo, buonasera. Salve. Allora, è il terzo caso di oggi. Abbiamo fatto stamattina una lobosmetomia, ripetiamo un'altra lobosmetomia, anche per dimostrare la ripetibilità del gesto, spero.
il dottor Giovanni Colli sta già iniziando a fare la prima parte, il tunnel
il caso che vedete, vai avanti con le diapositive
è una donna di sesso femminile, 78 kg, un BMI di 26
e questo per dimostrare che anche la presenza di una progressa mastectomia destra
con una mastoplastica bilaterale con protesi
non è una controindicazione
ovviamente la distazione del cavo
ascellare è stata dall'altro lato
a sinistra da dove entriamo
ha fatto solo la mastoplastica
lei ha una
tiroidite cronica autoimmune come
quella di questa mattina
però le dimensioni sono quelle
di una tiroide generalmente di
dimensioni normali però ha a sinistra
un nodulo
di circa 12 mm
che è risultato un tir
3A ma con una mutazione
N-RAS e quindi
l'indicazione condivisa
con gli endocrinologi è quella
di una lobo ismetomia sinistra
perfetto
allora vedete Giovanni
ha già iniziato l'intervento
come questa mattina
la tecnica che usiamo noi
che abbiamo identificato come tecnica
ibrida è perché anche la parte
il tunnel, la prima parte
del tunnel sottocutaneo sopra
il muscolo pettorale viene
viene fatta con l'aiuto della telecamera e con l'aiuto del Modena Retractor, di questo retrattore, esattamente come stamattina.
I due sono due chirurghi adesso lavati sul tavolo operatorio, come questa mattina Giovanni Colli e Davide Gozzo, abbiamo Simone alla strumentazione
e da questo momento in poi dalla parte visiva si passa alla parte endoscopica, per cui andremo avanti con degli strumenti in parte tomici, in parte laparoscopici a creare la tasca sopra il muscolo pettorale.
qui dovremmo stare attenti perché c'è una protesi sottopettorale
che magari potrà un pochino sollevare il muscolo pettorale
quindi dovremmo stare particolarmente attenti
Giovanni Colli sta iniziando la sua dissezione
quindi la prima parte è come questa mattina identica
questa mattina l'intervento di loboespetomia è durato una quarantina di minuti
Adesso vediamo, ovviamente è stato particolarmente rapido per la compliance del caso e della paziente e adesso vediamo un pochino cosa ci riserva.
Questi sono piccoli vasi tra il muscolo pettorale e il sottocute, nella lama che vedete, vedete che sono dei fori, sono dei fori di aspirazione per cui tutti i fumi vengono aspirati, quello che utilizziamo è sempre il Modena Retractor, ci siamo costruiti noi grazie all'aiuto della CEATEC e della presenza in aula di un ingegnere che ci ha costruito il retractore come volevamo noi.
Il retratore viene cambiato e posizionato in continuo durante questa prima fase in modo tale da mettere sempre più in tensione i tessuti e favorire il piano di dissezione corretto.
Tutto molto chiaro, grazie.
Le immagini sono?
Sì, sì, ottime.
Benissimo.
Sia del campo esterno sia della parte endoscopica.
Perfetto, adesso andiamo, Giovanni andrà verso il giugolo, lì dove sta lavorando siamo verso il giugolo, a cercare di identificare l'inserzione del muscolo sternocleidomastoideo sul giugolo.
dovremo identificare o il tendine congiunto delle due branche
o comunque le branche, sapete, sono il branca sternale e il branca claveare
e dovremo infilarci tra le due branche
cioè sotto la branca sternale e sopra quella claveare
fino ad esporre i muscoli pretiroidei e l'omogliodeo
sono ormai oltre più di 500 casi
e direi che come dicevo stamattina
è la più grande casistica in Europa
fino in questo momento
con degli ottimi risultati
bisogna fare attenzione come dicevo
a non ustionare la cute sovrastante
perché è proprio l'ustione del tunnel
è proprio la complicanza specifica di questa chirurgia
Sono molto rare, però nei pazienti molto magri, perché tutti dicono ma che complicanze diverse ha questa chirurgia rispetto a quella tradizionale.
Sono solamente questa delustione e la lesione del plesso brachiale per la posizione del braccio molto iperestesa che assumevano prima i pazienti nella tecnica coreana,
Ma oggi noi mettiamo il paziente in una posizione molto più comoda con un braccio flesso sulla testa che viene provato con la paziente sveglia in modo tale da essere sicuri di non fare nessuna trazione sul flesso.
Non so se ho qualche domanda così. L'utilizzo, l'impiego di altri tipi di mezzi di sintesi per limitare i danni cutanei?
c'è qualcuno che usa anche il disettore ad ultrasoni
adesso è già una chirurgia abbastanza impegnativa dal punto di vista di costi
se dovesse usare anche l'ultracision per fare questo
vedete che comincia a intravedersi lo sternocleido e le due branche
si vede il tendine
adesso sta cercando di individuare proprio lo spazio tra i due capi
Quindi normalmente in questa fase usiamo solo il monopolare e anche una pinza bipolare al bisogno. Quando invece facciamo questo intervento che è possibile anche solo totalmente endoscopico, ovviamente visto che abbiamo lo strumento dell'intraciso che lo abbiamo fin dall'inizio, lo si può usare anche in questa fase.
Benissimo.
Vedete che ha trovato lo spazio, mette una pinza in modo tale, una guida che permetta poi alla valva del retrattore di sollevare.
Si controlla, controlla con la mano che la pinza sia effettivamente sotto la branca sternale del muscolo sternocleido.
molte cose le do scontate
per quello che abbiamo detto stamattina
però magari
me compreso
comunque
a parte tutto spiegazioni precise
e puntuali anche l'immagine
tutto si vede bene
vedete adesso
quello che è rimasto giù è la branca
claveare, adesso cerca di allontanarlo
e di abbatterlo sempre di più
E alla fine dovremmo arrivare ad esporre il muscolo omoioideo, che si intravede anche forse già, e i muscoli pretiroidei.
Mi sentite?
Sì, sì, sì, sì.
Per questioni tecniche dobbiamo sospendere il microfono per non sovraccavallarci qui.
Solo per questo.
Ma ci siamo e si sente tutto, grazie.
Va bene, certo, certo.
Ok, continuiamo a separare due capi. Ovviamente dobbiamo cercare di fare il tunnel il più possibile ampio, in modo uguale, fino al... lì si intravede.
Inizia, mi accosta il lembide.
Adesso riposiziona la spatola, riposizioniamo la trazione importantissima.
Per guadagnare, giusto.
Esatto, piano piano. E vedete comunque questo divaricatore è estremamente agevole, adesso non perché l'abbiamo costruito noi, però è così.
Vedete, si possono controllare dei movimenti fini dalla parte dell'operatore, dei movimenti invece grossolani dalla parte contraria.
Certo.
Adesso cerca ancora di ampliare la finestra tra i due capi, per ripetere per chi non era collegato stamattina l'accesso a scellare viene scelto dalla parte ovviamente omolaterale alla lesione e in caso di una tiroidectomia totale che ovviamente è fattibile,
In caso di una tiroidetomia totale si sceglie il lato in cui è presente il nodulo di maggiori dimensioni.
Limiti dei noduli, abbiamo detto fino ai 5 cm con molta tranquillità, dopo ovviamente solo con una esperienza.
Vedete lì l'omoiodeo, come si vede bene?
Ecco, questo è il nostro limite superiore.
Ha un collo molto piccolo, quindi bisogna stare attenti.
È un quasi coreano, dice Giovanni.
Allora, ovviamente, vedete qua?
Adesso si cerca lo spazio tra il muscolo omoideo e i muscoli pretiroidei,
che bisogna sollevare in alto.
Io bisogna stare attenti inferiormente alla vena giugolare che sotto l'omogliodeo risale sempre, quindi molta attenzione.
Infatti si vedono movimenti molto fini, molto dedicati, non bisogna aver fretta diciamo in questa chirurgia.
Assolutamente no, fino a che non vediamo il nostro parenchima tiroideo che già intravediamo, vedete?
L'obiettivo, quelli che sta tenendo con la pinza sono i muscoli pretiroidei, che noi normalmente non sezioniamo, solo se ne abbiamo bisogno, cerchiamo di conservarli sempre e di infilarci sotto, sembra sempre che sia uno spazio piccolo, ma alla fine c'entra anche la lama.
Vedete, adesso ha messo la guida e adesso sostituisce, infiliamo la lama del divaricatore.
Bene, bene, tutto bene, complimenti. Si vede che hanno un valido timonine, un valido maestro.
Ok, vedete come la tiroide è stollevata adesso in alto?
Sì.
L'omogliodeo è stirato, allora margini del nostro campo operatorio, omogliodeo a destra, vena jugulare inferiormente.
la lama del nostro divaricatore in alto
il giugolo a sinistra
perfetto
adesso continua un po' a liberare
è molto attaccata adesso la tiroide
adesso cerca un pochino di
allora come siamo anche qua è una loboismetomia
quindi non c'è necessità di arrivare fino
ai muscoli pretiroidei controlaterali
però guardate come si sta
forse si intravede anche una paratiroide giù in fondo guardate sulla sinistra capite bene
che la magnificazione dell'immagine è veramente importante ma soprattutto perché adesso quella
che avete voi non sarà mai uguale a quella che avrò io dopo nel tempo della console esatto che
una full immersion 3D. Siamo quasi pronti e vedete che i tunnel che all'inizio dell'apprendimento
sono ovviamente la cosa più difficile da prendere questa parte della chirurgia perché
ovviamente è una via completamente diversa da quella che siamo abituati a fare per la
tiroide e sono anche delle strutture anatomiche non così note e comunque abituali per un
chirurgo generale non è stato semplice mettere a punto anche questa tecnica piano piano e quindi
all'inizio è la parte più difficile dopodiché vedete che stamattina ci abbiamo messo un quarto
d'ora ma anche adesso direi siamo 20 minuti e dopo la console in realtà è quella che più si
che più assomiglia al nostro gesto normale, anche chirurgico tradizionale,
perché faremo come vedrete il polo superiore, il nervo, e adesso sta cercando, finendo di liberare,
e poi fra pochissimi minuti siamo pronti per...
Quindi come limite di preparazione del campo nella lobo-istmectomia, come reperi anatomici dove vi fermate?
Ma ci fermiamo fino all'istmo perché dopo continuo io in robotica, se devo invece fare una tiroidectomia totale si approfondiscono fino ai muscoli pre-tiroidei controlaterali, quindi fino ad esporre anche il lobo controlaterale.
Perfetto, grazie.
Grazie. Io a mio avviso questa tra tutte le tecniche di accesso remoto è quella che mi ha convinto di più. Non riesco a farmi piacere la tecnica transorale, secondo me non è, cioè io non me la farei fare. Questa oggi come oggi è una tecnica che su me stessa la proverei.
Beh questo è un dato importante quando noi chirurgici... No è vero perché oggi la tecnica
transorale è molto in voga sugli otorini perché ovviamente è una via a loro più abituale, congeniale
però è una tecnica a me non riesce a piacermi, non è così chirurgica come questa,
Comunque anatomica come questa. Io così mi sento a mio agio dal punto di vista di anatomia e di controllo delle varie strutture.
Potremmo annoverarle tra le tecniche notes che non hanno avuto grande riscontro.
Esatto, esatto. Vediamo, ha cambiato adesso, il dottor Giovanni Colli ha cambiato la lama, ha messo quella un pochino più lunga in modo tale da avere più agio nei movimenti, vedete, tiroide bene esposta. Adesso siamo pronti per fare il docking time, quindi l'avvicinamento del robot.
Ecco, per fare il docking, il punto di repere, il target dove viene posizionato.
Allora, adesso vi faccio vedere le immagini esterne. Tiriamo via la colonna laparoscopica. Noi teniamo l'asse del Modena Retractor. Quindi il robot si avvicina dal lato controlaterale tenendo come direzione quest'asse qua.
Perfetto.
E dopodiché, come ho fatto stamattina, non usiamo quattro braccia ma ne usiamo solo tre perché è una lobectomia con un nodulo non tanto grande. Nei noduli usiamo quattro braccia solo nella tiroidectomia totale e nelle loboismetomie con dei noduli di dimensioni maggiori ai 3-3,5 cm dove allora tenere sollevata la tiroide con un solo braccio può essere ovviamente più impegnativo.
Ma con delle tiroidi di queste dimensioni tre braccia sono sufficienti.
Adesso tiriamo via la colonna, dopodiché il robot è già vestito e metteremo centralmente, ovviamente perché questo è anche un SI, quindi l'ottica può essere posizionata solo sul braccio centrale, è un'ottica da 12 mm, però usiamo due strumenti da 5, che è un Ultracision e una Maryland.
Con l'XI gli strumenti da 5 non sono disponibili, non so se li faranno mai e quindi saremo costretti ad usare degli strumenti da 8 mm, è vero che anche l'ottica sarebbe da 8 mm, però l'ingombro è un pochino diverso da gestire,
anche perché proprio gli strumenti hanno una conformazione diversa, non sono piatti come questi, sono un pochino più, sono differenti
però li abbiamo fatti anche con l'XI e ovviamente la maggiore esperienza ce l'abbiamo con l'SI
sapete che c'è l'SP che è bellissimo, che l'ho visto recentemente a Seoul
che è il monobraccio che si può montare sull'XI
e che è con l'ottica e le due braccia che si muovono come un monotrocker, quindi sono sia l'ottica che le braccia che gli strumenti sono endovriste.
Quindi certo, in situazioni in spazio così limitati potrebbe essere un vantaggio.
Io l'ho vista applicata su una tiroidectomia transorale, su una emilaringectomia, è un bello strumento.
non è così semplice il docking
adesso per fortuna abbiamo
l'esperienza per gestirlo
però capite bene che
inserire all'interno di uno spazio di 4 cm
3 braccia
3 strumenti e un altro
strumento accessorio
non è così
automatico, è una questione proprio di spazi
Siamo quasi pronti, quindi avete visto il primo step che è quello della creazione del tunnel,
il secondo che è il docking time, adesso inizia il console time.
Noi nel nostro monitoraggio dei tempi separiamo tutti questi tre perché hanno delle learning curve differenti,
quindi monitoriamo anche il tempo operatorio dei tre step per operatore.
anche per identificare quando viene superata la cosiddetta learning curve
adesso iniziamo il tempo robotico
metteremo nella prima fase, perché gli strumenti vengono cambiati durante le varie fasi dell'intervento
adesso metteremo l'ultracison sulla sinistra e la Maryland sulla destra
perché la Maryland è d'endovrist e quindi la posso gestire un po' meglio
invece per andare sul polo lo strumento che mi arriva sulla sinistra è più comodo
ok
avete le immagini del robot?
perfetto, sì sì
ottimo
vedete il retratore che è messo dal chirurgo a letto operatorio, da Giovanni
Giovanni andiamo a farci il polo superiore, si aspetto che mi stanno montando meglio il dissettore, vado col test, andiamo a mobilizzare il polo superiore, un po' attaccato ai muscoli, qua siamo già nel muscolo, si si noi seguiamo, stiamo seguendo, un po' attaccatina sempre, sono un po' in difficoltà nei movimenti Giovanni,
Tira via questo qui, esatto, un po' più qua, grazie.
Vedete come è attaccato i muscoli anche, questi sono i muscoli laringei.
Se mi dai poi anche un batuffolino, Gio?
Ok.
Vedete, questo movimento non deve essere solo in qua, ma anche staccare un pochino dei muscoli,
perché uno dei primi errori che si fa all'inizio è di entrare troppo nei muscoli laringei,
che non succede adesso, ovviamente cercando di non rovinare anche il laringeo superiore, insomma, no?
quindi di evitare di lesionare
soprattutto quando ci sono
dei fenomeni di tiroidite che possono
poi il polo praticamente è già staccato
come in questo caso
allora, mi cambiate già gli strumenti
per favore
una tiroide piccolina
come dimensioni
quindi il movimento, il messaggio
il movimento deve essere non solo di basculamento
ma anche quasi di estrazione del lobo
dal suo alloggiamento
un pochino ovviamente
senza esagerare adesso ci andiamo a trovare il nostro nervetto eccolo qua guardate si è visto
già vedete sì adesso sì penso che sarebbe bello vederlo in 3d in questo momento perché si vede
bene immagine in 3d immagini che io sono molto belle in effetti vedete che entra qua dentro
Qua non so se c'è una paratiroide, quindi sto un po' più in su.
Sì, sì, vediamo l'interno adesso.
Posso chiederti cosa prevede il posto per...
Se si vede già così che...
Sì, sì.
Sono dei movimenti molto delicati ovviamente, però molto precisi.
Certo.
Se avessi una tiroide di maggiori dimensioni avrei bisogno di una pinza che mi fa questo movimento, ma quando sono così piccole, dato che una delle critiche maggiori sono quelle dei costi, cerchiamo anche di risparmiare e di usare tre braccia.
qui siamo già sopra della trachea
ricordiamoci che io non ho un feedback tattile
però mi sembra quasi
un feedback che abbiamo nel nostro cervello
esatto
si discuteva proprio stamattina
sulla chirurgia robotica del retto
differenze tra la paroscopia
e chirurgia robotica
ed era proprio questa una delle osservazioni
che quando poi
una certa esperienza si acquisisce
il feedback tattile diventa
proprio visivo e mentale
esatto
Perfetto, qui vedo una neoformazione che potrebbe essere la para, vedete, la lasciamo lì dov'è, il batuffolino, proteggiamo anche il nervo, ok, qua c'è il vaso.
a volte quando ci sono
dei vasi molto vicini al nervo
si può posizionare anche un eclip
non è vietato
non faccio niente perché
non vedo bene il nervo
protetto
adesso lo vedo
si vede lì sotto un po' più basso
certo
e lì sei già sul piano tracheale
giusto?
Sì, praticamente l'intervento è quasi finito.
Hai abbassato la pressione dell'opneum adesso o no?
Passiamo sull'istmo, tiriamo via anche l'istmo in modo tale che se malauguratamente l'esame istologico ci dovesse indicare di radicalizzare,
noi dobbiamo solamente andare a fare una lobectomia, quindi non dobbiamo tornare, non abbiamo problemi di aderenze sul piano tracheale.
E in caso di radicalizzazione si ripropone sempre la tecnica robotica?
Assolutamente sì, dal lato controlaterale.
Ovviamente, certo.
Anche se ho visto anche in Corea riapprocciare dal lato omolaterale, però ovviamente lì ne hanno fatte 5.000, noi 5.000.
Non sono poche comunque.
però comunque sicuramente si approccia da un lato vergine anche perché davvero di quella
ferita scellare veramente minimo certo e poi nel caso specifico c'è già la pace anche la protesi
quindi basta
basta insistere su sto lato
praticamente abbiamo già
ecco qua
adesso estraiamo
il lobo
controlliamo il nostro
campo
il nervetto
qua vedete che c'è, questo è il nostro
nervo integro
questo è l'esofago
si si vede da parte
tanto è vero che
noi con questa via abbiamo fatto
anche una ventina di
zanker
quindi
non male
sono i primi interventi al mondo
e anche forse gli unici
penso di sì
comunque complimenti
qua c'è il nervo
non voglio fare danni
si si vede bene
qua sotto
facciamo la valsalva per favore
per vedere i sanguinamenti venosi
sotto pressione
40 cm
ci siete ragazzi?
si si ci siamo
ah no di là scusa
questa è la giugolare
si vede molto bene
e drenaggi?
si ne mettiamo uno
che togliamo domani
e la signora viene anche dimessa domani
mettiamo un drenaggio
Adesso vi faccio vedere la ferita perché uno dei trocker robotici l'abbiamo inserito attraverso una piccola incisione appena sotto l'incisione ascellare perché la utilizziamo dopo alla fine dell'intervento per il drenaggio.
e quindi un drenaggino
un redonde
di piccolino, sottile
che poi domani mattina
finiremo
direi che insomma 40 minuti
vedete che
l'accusa che viene sempre
fatta a questa chirurgia di essere più lunga
40 minuti
una loboismetomia
non molti chirurghi la farebbero
in aperto
no, assolutamente
Esattamente, anche con una dovizia di particolari così alta e con una netta visione del ricorrente.
Esatto, per me è una tecnica ovviamente convincente, i risultati sono molto buoni in termini di complicanze.
ha detto abbiamo pubblicato quest'anno i primi 497 casi, quanti sono?
No, no, quelli pubblicati che abbiamo fatto con i primi 492 casi nei primi 8 anni di attività
ed è la casistica davvero più grande in Europa con tutti i risultati, il follow up, eccetera.
Quindi oramai fare tre o quattro interventi robotici con questa tecnica è la normalità. Oggi ne abbiamo fatti tre, due tiroide, un surrene e sono le sei. E facendo due ore di attesa per le dirette.
Quindi ci stanno tranquillamente quattro interventi senza nessun problema ormai, come degli interventi normali.
dovrai rivivere un po' i tempi
delle prime con le cestine paloscopiche
è un po' quello
adesso stanno
terminando l'estrazione
del Modena Retractor
l'incisione che viene fatta
nel primo intervento
stamattina abbiamo spiegato
anche la posizione
noi trasportiamo
la distanza che c'è
tra il giugolo e la cartilagine tiroidea con due linee rette, le trasportiamo sull'ascella.
La posizione dell'incisione è appena sopra il muscolo pettorale, però già studiata prima
perché in modo tale che chiudendo il braccio sia completamente invisibile.
Invisibile, c'è anche un'attenzione all'estetica.
Ma l'incisione sul collo, oltre a essere a volte esteticamente problematica e a volte vissuta dalle donne, vi assicuro, io quando sono stata in Corea e poi sono tornata in Italia ho detto ma no, le donne italiane, in Corea sapete c'è un problema religioso, delle linee della vita che vengono interrotte sul collo,
quindi loro avere un taglio sul collo è come avere uno sfregio sul viso, le donne sono delle problematiche culturali e religiose, quando sono tornata in Italia ho detto vado alle italiane non ci fanno poi tanto caso, in realtà quando ho cominciato a proporre questo accesso tutti mi hanno detto dottoressa ma caspita evitare lo sgozzamento,
E' vissuto in modo anche psicologicamente un po' impegnativo. E' comunque una cicatrice visibile che uno ha davanti allo specchio tutta la vita e comunque una cicatrice che può dare dei problemi di aderenze che non sono proprio completamente...
No, no, prive di deficit funzionali anche, assolutamente, sono poi cicatrici che comunque possono dare dei fastidi.
Esatto, in più questa paziente che viene dimessa domani, non avendo cicatrici che vedrete fra un'ora non sembra neanche operata, può andare a lavorare senza nessun problema perché nessuno sa che cosa ha fatto praticamente.
Quello in Corea, qui non ancora, una settimanina a casa.
d'accordo
cosa dire, grazie
veramente belle immagini
sempre
precisa come al solito
e un ringraziamento da parte di tutti
e a presto
rivederci
grazie a voi e buon lavoro
grazie, complimenti a te e a tutta l'equipe
grazie, grazie tante
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