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14° CORSO PER INFERMIERI DI SALA OPERATORIA 3° SESSIONE BUONE PRATICHE ED ESPERIENZE Moderatori C. Cicala (Roma) R. Cipri (Bari) Chirurgia del pancreas - Approcci chirurgici diversificati - Il ruolo dello strumentista C. Fanti (Roma)
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Adesso passiamo alla terza relazione. La dottoressa Caterina Fanti, strumentista,
infermiera strumentista del blocco operatorio del Policlinico Agostino Gemelli,
direi strumentista esperta. Gli abbiamo chiesto un argomento particolare proprio
in tema di congresso di chirurgia dell'apparato digerente, di parlarci
appunto della chirurgia del pancreas. La chirurgia del pancreas, come sappiamo, è
una delle chirurgie più complesse e quello che abbiamo chiesto a lei è
è proprio di vedere quelli che sono gli approcci chirurgici diversificati,
quello che però è proprio il nostro ruolo, quindi il ruolo dello strumentista.
Salve, buongiorno.
Oggi vi parlerò di uno degli organi secondo me più affascinanti all'interno della cavità addominale,
che è per l'appunto il pancreas.
Allora, prima cosa cominciamo con qualche anticipazione anatomica,
dove si trova, come è vascolarizzato.
Allora, è un organo che fa parte dell'apparato naturalmente digestivo, ha una funzione esocrina perché produce gli enzimi digestivi che lui stesso immette all'interno del tubo digerente ed endocrina perché produce e sintetizza degli ormoni che lui stesso libera nel circolo sanguigno.
È un organo lungo circa 15-20 cm, di colorito roseo e ha una consistenza pressoché friabile.
Si trova nella parte posteriore dell'addome e dietro lo stomaco.
Da che cosa è composto? È composto da una testa che entra in rapporto all'interno del duodeno con lo stomaco e con il coledoco.
una parte, la stessa testa presenta un prolungamento chiamato processo uncinato
vedrete quanto è importante dopo e fondamentale nelle varie resezioni
tra testa e corpo c'è una parte più ristretta che si chiama istmo
poi troviamo il corpo che entra in rapporto con il legamento di traiz, le anze digiunali e lo stomaco
e poi la coda, la coda che viene intrecciata dalla vena e dall'arteria splenica
e dove nella sua parte terminale entra il rapporto con l'illosplenico.
Questo organo è altamente vascolarizzato dalle arterie pancreatiche e dodenali superiori ed inferiori
che nascono dall'arteria epatica comune e dall'arteria mesenterica superiore
e il loro drenaggio avviene tramite il sistema portale venoso.
Allora, cominciamo a dire qualcosa in più.
Le malattie che colpiscono questo organo sono diverse, malattie infarmatorie come le pancreatiti croniche e acute, malattie tumorali sia benigne che maligne come l'adenocarcinoma e i neuroendocrini e le congenite.
Il pancreas, i pazienti che sviluppano le patologie lo sviluppano soprattutto per un 70% nella testa purtroppo, i sintomi avvengono quando ormai c'è già una parte di compressione, quindi il paziente presenta ittero, perde da dipeso, nausea e vomito e la diagnosi purtroppo avviene tardiva o comunque con malattia avanzata, soprattutto per quel 70%.
e si fa attraverso risonanza magnetica, la paroscopia diagnostica e questo avviene soprattutto in pazienti
in cui stiamo facendo anche un altro intervento, è tra le prime cinque cause di morte nell'uomo
e quattro nella donna, quindi ad oggi ci deve molto far pensare, proprio lei leggeva un articolo
di un futuro vaccino proprio per il tumore del pancreas, chissà che riusciamo a salvare questo 70%.
Patologie associate come il diabete, il fumo e i fattori occupazionali.
Si è visto che molte persone che lavorano con i solventi sviluppano patologie alla testa del pancreas.
E cominciamo.
In base alla localizzazione del tumore c'è l'approccio chirurgico.
Quando è alla testa del pancreas si parla di duodenocefalopancrasettomia come tecnica Whipple o secondo traverso.
quando invece il tumore è nel corpo coda si parla di pancrasettomia distale
e si interessa anche la milza splenopancrasettomia distale
quando invece il tumore prende quasi tutta la ghiandola e non si riesce
e quindi è un multifocale e non si riesce a preservare neanche una parte di questa ghiandola
purtroppo dovremmo fare una pancrasettomia totale
e generalmente si porta via anche la milza
Quando invece abbiamo delle lesioni superficiali sotto ai 2 cm, benigne o comunque di bassa aggressività, possiamo fare delle nucleoresezioni.
Cominciamo. Duodenocefalo-pancrasettomia, in alto vi faccio vedere la whipple, la parte grigia è quella che noi andiamo a togliere, sotto l'attraverso.
Asportazione del duodeno, della testa del pancras, del processo uncinato, ve lo ricordate quel prolungamento che vi dicevo prima?
prima, un terzo distale della via biliare e a seconda della tecnica, quindi il tipo di tumore,
il tipo di localizzazione, si fa una whipple, quindi si porta via l'antro e il piloro, oppure
la più classica che è quella dell'attraverso dove si preserva sia il piloro che lo stomaco e la
rimozione della colicisti. Si fa soprattutto per patologie tumorali, naturalmente una dodenocefalo,
la più comune è la denocarcinoma. Preparazione del paziente, naturalmente intubazione orotracheale
e il paziente in anestesia generale
letto elettrico è fondamentale
perché ci sono varie posizioni
l'antitrend, il trend, il decubito laterale di sinistra
e di destra
il paziente in posizione supina
braccio sinistro fuori su apposito sostegno
braccio destro lungo il corpo
braccia, naturalmente le gambe sono chiuse
messe in sicurezza
da una fascia di protezione
due accessi venosi, un accesso arterioso
catetere, sondino
calze elastiche
io parlo della mia esperienza
Per quanto riguarda l'adodenocefalo preparo un cesto con ferri base di chirurgia addominale, a disposizione in sala deve essere sempre pronto un kit con ferri vascolari per eventuali infiltrazioni.
Ad oggi sulla duodenocefalo noi utilizziamo un divaricatore non solo addominale ma anche costale, il cremascoli, garze di varie misure 40x40, 30x30, 7x9, lame 20x10x15, punta elettrobistori corta, media e lunga perché naturalmente il campo varia e cavi dello strumento multifunzione.
Di lacci variamo in base all'operatore, ad oggi abbiamo operatori che utilizzano lacci di seta, 203040 e lacci di Vigril, punti di varie dimensioni naturalmente MH1 che vanno dal 20 al 30, abbiamo il 40RB1 e il 30RB1.
A disposizione proleni, perché naturalmente ci può essere un interessamento vascolare, come vi dicevo, immaginate questo sistema di arterie mesenteriche con le sue pancreatiche dodenali che possono essere infiltrate e quindi richiedere un tipo, soprattutto nella lamina retroportale, di un tipo di resezione vascolare.
sudoratrici tre file con le diverse cariche
un aspiratore appunto sottile
proprio per l'anastomosi della via bigliare
loop rosso, blu e bianco che dopo vi spiegherò
come, dove e drenaggi spiralati
e care. Ecco qui
allora l'ess indica la strumentista
il mio primo servitore, il mio secondo
servitore, al mio fianco
c'è il chirurgo, di fronte
al chirurgo c'è il suo aiuto
a fianco l'assistente, alla testa naturalmente
l'anestesista. Qui vedete
a fianco noi ci stiamo preparando per un autodenocefalo, quindi ho fatto il mio campo,
ho fatto tutti i collegamenti, ho controllato che tutti funzionino in modo corretto e siamo
pronti. Ecco i miei servitori, sul primo i ferri più importanti, con i primi punti
per poter partire, sul secondo tutto quello che fa parte di un secondo tempo, per esempio
dei bulldog, per esempio un blefarostato, delle satischi, le liega branca corta e branca
calunga e in seguito
ci apriremo se necessario il cremascoli
e naturalmente i ferri vascolari
due fasi
demolitiva e ricostruttiva
fase demolitiva in che cosa
consiste? Un accesso mediano
noi ad oggi li alterniamo
tra accesso mediano, un sottocostale bilaterale
di ROS, viene esplorata
la cavità addominale, vengono inviate
delle estemporane se ci sono delle lesioni
sospette, compreso se è presente ascite
quindi un liquido peritoneale sospetto
andiamo a sezionare il legamento
rotondo, fondamentale se dobbiamo fare
delle ricostruzioni vascolari, apertura
del legamento gastrocolico, manovra
di cocker, legatura
dell'arteria gastrica di destra
viene fatta la colicistectomia
sezione della via biliare e se il paziente
ha posizionato a causa dell'ittero
precedentemente
un dilatatore, quindi uno stent
questo verrà rimosso e verrà eseguito
a una biricultura e credetemi
delle volte siamo noi a ricordarlo rispetto ai chirurghi
Quindi quanto è fondamentale conoscere il paziente e leggere l'anamnesi per capire se ci sono infiltrazioni, perché la preparazione è nostra.
Dopodiché resezione gastrica, se facciamo una Whipple, quindi portiamo via l'antra e il piloro, o del duodeno se facciamo la classica resezione secondo traverso.
Isolamento dell'arteria gastro-dodenale, della vena mesenterica superiore e della vena porta nel suo margine inferiore del pancreas.
si sottopassa l'istmo del pancras con un loop bianco di riconoscimento
dopodiché noi lo andremo a sezionare a freddo con una lama da 10
eventuale incandulamento del dotto di virzung
cosa troviamo all'interno del pancras?
questa spugna perché sembra una spugna con tutti questi microcircoli che vanno tutti coagulati
al centro troviamo solitamente un virzung, ne possiamo trovare anche due
quindi ci possono essere anche delle anomalie
questo virzung se rimane al di sotto dei 3 mm
Se il pancreas è buono, quindi non è molto friabile, possiamo considerare l'alternativa di un'anastomosi inserendo, attraverso delle canule che noi facciamo con gli abocat, una soluzione bloccante, il glubran.
E quindi questa è una parte di obliterazione.
Dopodiché c'è la sezione della lamina retroportale che noi poi andremo a evidenziare con del blu di metilene, proprio per gli istopatologi, e la sezione dell'ansatigionale che ci servirà per le anastomosi.
Fase ricostruttiva, se il birsung purtroppo è dilatato, il pancreas è completamente friabile, cosa facciamo? Possiamo fare due tipi di anastomosi, la pancreatico digiuno-ostomia termino-laterale, quindi abbocchiamo il pancreas all'interno di un'anza digiunale in doppio strato, o una pancreatico gastrostomia, cioè abbocchiamo il pancreas nella faccia posteriore dello stomaco, sempre in doppio strato.
Dopodiché, se abbiamo fatto una Whipple, dobbiamo fare una gastro digiuno, quindi andare a ricollegare lo stomaco,
o un adodeno digiuno.
Dopodiché, l'anastomosi epatico digiunale.
Qui possiamo decidere, se la via biliare è molto dilatata, si può inserire anche un CARE,
proprio per la valutazione del postoperatore o del paziente stesso.
Emostasi, conteggio, garze, suture, lame e controllo degli strumenti, chiusura dell'addome.
Nella pancrasettomia distale, cosa intendiamo?
E' l'asportazione del corpo coda, se la malattia purtroppo prende anche i vasi, purtroppo anche la milza.
Ad oggi noi lo facciamo in modo imininvasivo, laparoscopia o robot assistito.
In giallo vedete la parte che noi togliamo se è una splenopancrasettomia distale, quindi compresa di milza,
in basso invece vedete la preservazione dell'avena e dell'arteria splenica e della sua stessa milza.
È un intervento naturalmente laparoscopico, il paziente sempre in intubazione orotracheale, in anestesia generale, letto elettrico, posizione supina, braccio sinistro fuori, destro lungo il corpo, il paziente a gamba aperta e con i piedi poggiati su delle petane.
Noi questa posizione la facciamo da sveglio perché sono pazienti che possono avere anche dei problemi articolari, quindi in modo tale che controlliamo che il paziente non abbia dolori in quella posizione perché sarà comunque un intervento che dura 5-6 ore.
Due vie periferiche, un accesso arterioso, sempre sondino, catetere e calze elastiche.
Dopodiché, in base al tipo di rappoccio, ci deve essere la colonna pronta.
Ad oggi noi abbiamo il 4K, che è un full HD, con lo schermo 55 pollici e naturalmente il robot.
E naturalmente l'importanza di uno schermo satellite, perché vedrete come è posizionato lo strumentista.
Strumenti, sempre un cesto di chirurgia addominale, un cesto di chirurgia laparoscopica
che riproduce perfettamente i ferri che noi abbiamo nell'open, a disposizione sempre i ferri vascolari e dei portaclip metallici, sia monouso che poliuso.
Dei poliuso noi attualmente utilizziamo le M-LOK, ottica, naturalmente se siamo in HD o in 4K o in 3D parliamo di una 30-10, con 3 trokers da 12 mm a disposizione, uno da 5 e uno da 12,
un copritelecamera, uno strumento multifunzione con relativo cavo, sistema lavaggio-aspirazione, head-to-bag e strutturatrici trefile di tipo laparoscopico, ma anche open sempre a disposizione.
Vi dicevo la differenza, perché in robotica le ottiche sono tutte da 8 mm, quindi non esistono da 10.
Proseguiamo.
L'extra, naturalmente dobbiamo avere a disposizione la lama dell'11 per fare l'accesso dei trocar,
una lama da 20 per l'eventuale conversione, una lama da 10 per le sezioni a freddo, punto elettrobistori corta, la media io solitamente me la tengo a disposizione, dei punti di Weigl, punti di Prolene e un ago retto 2,0 per la sospensione dello stomaco, perché voi dovete immaginare che il pancreas è proprio al di sotto dello stomaco, quindi se è uno stomaco molto dilatato per avere un approccio migliore, una visione migliore, viene appunto sospeso.
Adesso cominciamo, posizioniamo i trocar, viene sempre esplorata la cavità addominale, sezione del legamento gastrocolico, si accede alla retrocavità dell'epiplon con l'abbalassamento completo della fessura splenica, viene isolata la vena e l'arteria splenica che vengono montate su dei loop con codice colore, rosso arteria, blu per la vena, isolamento del bordo inferiore del pancreas e si sottopassa il corpo del pancreas con un loop di tipo bianco.
L'importanza dell'ecografia intraoperatoria è fondamentale perché noi abbiamo avuto anche dei casi dove bastava fare una nucleoresezione, quindi è fondamentale accoppiare con un endoscopista in sala questo tipo di pratica.
lo stesso che ha seguito il paziente
su cui ha fatto l'esame sul pancreas
dopodiché c'è la sezione del pancreas
tramite suturatrice tre file
noi attualmente utilizziamo l'Eschlon 60
se asportiamo la milza
e questo può accadere purtroppo
in alcuni tipi di tumori
andiamo anche a sezionare meccanicamente
o con delle clip la vena e l'arteria splenica
naturalmente il pezzo viene inserito
all'interno di un endobag
che viene asportato all'esterno
si rientra in laparoscopia
si controlla le mostrasi, eventuali drenaggi, naturalmente il controllo degli strumenti garzi e punti, rimozione dei trokers sotto visione e chiusura.
Ed ecco che vi faccio vedere, qui è un tipico intervento di robotica ma questa posizione che voi vedete, compreso la posizione dei vari operatori, è identica in un intervento di pancrasettomia testale di tipo laparoscopico e robotico, sono simili.
Io ho fatto il mio campo, qui ecco i miei due servitori, il primo servitore con i ferri laparoscopici, il secondo per un'eventuale conversione comunque dei ferri base, eccomi che mi sto prestando a fare tutti i collegamenti controllando che ogni cavo funzioni, ecco le mie tasche laparoscopiche sia a destra che a sinistra, i miei vari cavi.
All'inizio io mi trovo fra le gambe del paziente quando andiamo a mettere i trocar
Naturalmente vengono collegati aspiratore che deve essere già pronto
Io solitamente mi collego anche quello dell'open
Eccomi che il chirurgo si sta prestando ad agganciare i vari strumenti
Al momento utilizziamo una bipolare, una forbice e un harmonic di tipo robotico
Ed ecco i miei servitori
Parlano da sé, sono molto chiari, ci sono le varie fettucce
naturalmente la scatola con taghi
le mie palpe, nel secondo servitore
tutto l'occorrente per la laparoscopia
ed ecco la colonna
fondamentale con il secondo
schermo satellite perché ne abbiamo anche un terzo
con il vario motore del gas
questa è la visione che noi abbiamo
del robot quando il chirurgo inizia
a lavorare dei ferri
ed ecco, il chirurgo si trova
esattamente alla console
l'aiuto fra le gambe
io sono esattamente nella parte
parte inferiore di sinistra dell'arto del paziente, alla destra dell'aiuto che in quel momento diventa come se fosse il primo operatore
ed ecco la parte finale, la mini-invasiva, quindi immaginate nel post-operatorio prima un intervento di questa entità
che oggi semplicemente con 5 accessi abbiamo tolto il tumore al paziente, il paziente nel post-operatorio può riprendere anche la sua vita abituale
E questo è fondamentale.
Noi vi faccio vedere le clip che utilizziamo, le M-Lock, ecco la nostra sudoratrice Echelon 60, attualmente l'Harmonic Case di ultima generazione,
è a disposizione per la DCP, sudoratrici lineari 55 e 75, perché prima non ve l'ho fatta vedere.
Per la pancrasettomia totale, non vi ripeto, stessa preparazione di un adenocefalo, noi attualmente la facciamo in open,
Si fa per casi di adenocarcinoma del pancreas, per neoplasie intraduttali, papillari mucinose.
Si asporta tutto il pancreas, il duodeno, la porzione terminale della via biliare, i colicisti e il milza.
Naturalmente le anastomosi e l'epatico digiuno, la duodeno digiuno, la gastro digiuno.
Non mi ripeto sulla preparazione e sulla posizione, perché è la stessa.
E nucleoresezioni.
Ad oggi le facciamo tutte in laparoscopia.
paroscopia e come vi dicevo prima molte pancreasettomie distale nascono come pancreasettomie distale
e diventano i nuclei con resezioni in corso d'opera, perché quando le lesioni sono lontane
dal dotto di Virsung, superficiali, benigni o meno aggressive o comunque al di sotto dei
due centimetri, si fa un approccio mini-invasivo e quindi si va a togliere tramite l'utilizzo
di uno strumento multifunzione queste lesioni. Quindi fondamentale sia in robotica e in laparoscopia
allo strumento multifunzione, noi utilizziamo l'Harmonic. Ecco la colonna 4K, ha un monitor,
vedete un motore telecamera, un motore cavoluce, ecco la colonna con il 31 pollici e lo schermo
fondamentale che è il 55 pollici, il suo cavoluce, la sua telecamera e le sue ottiche. Quello che
dico sempre anche ai ragazzi del master e nella fase che io svolgo di tutoraggio nei nuovi colleghi,
anche se sono giovane però mi trovo
a fare tutoraggio
comunque quello che vi voglio
dire è questo
quello che dico sempre è
mai usato
ho 33 anni, ho fatto 8 anni di reparto
presso il centro tre piante e adesso sono quasi 6 anni
che sono in sala operatoria e ho trovato
la mia strada, è questa
ho detto che era esperta
perché la conosco e che penso proprio
che veramente è una tecnologia come quella del punk
che è veramente tra le più complesse
ha saputo rendere questa chirurgia
a mio avviso veramente
io faccio due dcp al giorno
lavoro in robotica
faccio tutta la chirurgia laparoscopica
dalla mattina alla sera
e vi posso dire che per me è il più bel lavoro del mondo
non c'è più niente come questo
lo spero
si
spero di farlo
io non ero neanche nata, sono nata nell'84
quindi ancora non ero nata
allora
quello che dico sempre ai ragazzi
Grazie ai miei colleghi, non dovete mai utilizzare una cosa che non conoscete, mai, non improvvisatevi, gli interventi sul pancreas sono i più complessi, io ad oggi credo di non aver visto mai una DCP standard, ogni volta succede sempre qualcosa ed è bellissimo essere sempre pronti, osservare, sentire, captare, parlare con il paziente prima, mi leggo l'anamnesi, studio la sera, non sono un chirurgo, non sono uno specializzando,
Sono una strumentista e lo strumentista non è un merito esecutore, lui anticipa, conosce e consiglia, questo è quello che dico sempre, questa è la mia opinione, quindi sono importanti i mini corsi di formazione, affinare le abilità tecniche e le competenze, conoscere gli strumenti, le apparecchiature, le strutture di emostatici perché siamo noi che diciamo come funzionano, perché i chirurghi non sanno nemmeno come funzionano, parliamoci chiaro, mi dispiace io questo lo dico.
A me capitano chirurghi che mi dicono oggi che cosa mi vuoi far utilizzare, quindi che mi consigli la carica verde o la carica nera? Siamo noi, non è nessun altro, come un emostatico, ad oggi il 70% o l'80% sbaglia l'attivazione di un emostatico, garza bollente, il flosillo non si attacca con una garza bollente, non si attiva in quel modo e siamo noi che lo conosciamo e dobbiamo studiare, studiare per farci valore.
conoscere i tempi di un intervento
questo è collegato all'esperienza ma anche molto a noi
studiare sempre
e per essere degli attori attivi
all'interno dell'equipe chirurgica
non siamo ferristi, siamo strumentisti
sono due cose diverse per me
agiamo in piena consapevolezza e autonomia
nella gestione della fase di preparazione
dell'atto chirurgico perché rispettiamo
le norme relative alla sterilità
alla fase di lavaggio preoperatorio
delle mani, vestizione nostra e degli altri
preparazione del tavolo
e gestione del campo operatorio
vi capiterà del chirurgo che rimane fermo così e lo specializzando ad aspettare che li vestite, è compito nostro perché loro non lo sanno fare, scegliere in maniera corretta e mirata il giusto presidio e il giusto ferro, quello è collegato anche all'esperienza, rispettare e riconoscere i tempi chirurgici dello sporco e del pulito, attuare i giusti protocolli del conteggio di garze e ferri e strumenti, naturalmente controllare la stelerità anche della teleria, noi controlliamo la laparoscopia, il ferro si apre, ruota, è idoneo, è compatto, lo stelo è quello,
Ma per essere completi bisogna aver maturato la capacità di trasmettere ai nuovi colleghi, ai colleghi che abbiamo intorno, che cosa? Le nostre conoscenze. Confrontarci, non in maniera distruttiva, per poter migliorare il futuro di questa professione.
E qui concludo dicendo questa è la frase che mi accompagna sempre, l'unico modo di fare un ottimo lavoro è amare quello che fai, se non hai ancora trovato ciò che fa per te, continua a cercare, non fermarti come capita per le faccende di cuore, saprai di averlo trovato non appena ce l'avrai davanti e io ce l'ho davanti ogni giorno.
Quindi vi dico soltanto questo, è amare, io penso che la chirurgia addominale non c'è niente come la chirurgia addominale, noi nel blocco operatorio, qui ho delle colleghe come Caterina Cicala, facciamo di tutto, trapianto di rene, trapianto di fegato, donatore da vivente, tutta la chirurgia vascolare, abbiamo così tanto da vedere, però vi dico che la chirurgia del pancreas per me è l'organo più bello presente in cavità addominale
Spero di avervi comunicato qualcosa oggi e di lasciarvi qualcosa. Questa è la mia prima esperienza e spero che vi siete divertiti. Grazie mille, arrivederci.
Bravissima, questa relazione io l'ho fortemente voluta, Caterina quest'anno è anche docente al Master, voi siete stati attaccati senza mai perdere la soglia d'attenzione,
perché quello che vi dicevo prima, il pancreas è uno e tutti gli interventi sono veramente fra le chirurgie più complesse.
Quello che mi fa piacere è che lei è stata chiarissima, ha reso veramente facile quelli che sono questi interventi
e poi la cosa più bella è che veramente traspare tutta la passione con cui lei giornalmente, questo l'avete capito da soli, fa il suo lavoro.
E' anche l'ultima slide che era presente anche nella cosa del master. Grazie Kate.
Complimenti a te. Ecco come immagino chi mi curerà. Io sono più vecchietta quindi ecco come immagino l'infermiere della sala operatoria. Mi è piaciuto tantissimo ascoltarti e soprattutto quando dicevi l'infermieristica è passione.
Io sono molto datata rispetto a te, potresti essere mia figlia. L'unico messaggio che mi permetto di dare ai miei infermieri, agli infermieri che coordino, dico miei perché li sento miei amici, miei colleghi, perché appunto quello che deve cambiare è la mentalità dell'approccio all'infermieristica.
Ecco io studio a casa, io ho 58 anni, non mi vergogno di dirlo, studio anche io ogni giorno a casa, io mi interesso di management quindi lo dico.
Altra cosa molto bella, qui parlo proprio da coordinatore, l'ordine e soprattutto la perizia nel confezionamento dei due servitori.
Io lavoro da 38 anni nelle sale operatorie e appunto quello che alcune volte vedo che manca nei giovani colleghi è la passione.
Oggi torno a casa con un bagaglio più pieno, la mia valigia è più piena perché mi sono resa conto in questa giornata che c'è della bella gente.
Io ho conosciuto Kate in AICO, conosco molti altri ragazzi che si affacciano ad AICO, AICO è questo, AICO è gioventù, noi possiamo andare a casa domani se ci sono ragazzi come voi, complimenti.
Brava Rosa, parole giustissime.
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