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29° CAD anno 2018 Pozzuoli
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Allora, mandiamo le depositive così presentiamo il caso clinico, paziente di 57 anni con un BMI di 24, esofagite di grado A, responsivo parzialmente.
Pozzuoli mi sentite?
Sì, sì, sì.
Sì, volevo darvi un commentatore.
Ah, perfetto.
Buon lavoro.
Grazie.
Allora, ci abbiamo come commentatore?
Allora, vado avanti con la presentazione del caso clinico, dicevo esofagia di grado A, responsivo parzialmente alla terapia, nel senso che...
Sì, pronto?
Ciao, sono Luca Del Re, da Milano, ti portiamo i saluti dal 29° congresso, sono Pazzini, contento di averti qui con noi.
Grazie.
Continua pure la presentazione del caso.
Sì, no, dicevo, paziente di 57 anni, 21,4 di BMI, hernia tale, che qui anche si vede, con sintomi da reflusso gastroesofageo dominati parzialmente dalla terapia e devo dire che lui anche sotto terapia aveva in alcuni momenti anche degli accessi di sintomatologia, ovviamente anche di ordine tipo cardiologico con fibrillazione.
Ha fatto una pH-impedenziometria che documenta un quadro di reflusso patologico.
Quindi il suo gastroenterologo che lo seguiva per questa patologia, poi me l'ha inviato per questo intervento che io ho programmato di iatoplastica più fondo obbligato, secondo Enison Rossetti.
Allora, se abbiamo le immagini interne, potete vedere appunto il pilastro diaframmatico di destra, qui abbiamo quello di sinistra, qui lo sfiancamento dell'oreato.
Ok, le immagini sono molto buone, ti do come ritorno.
Allora, io come... spegniamo le luci...
Tieni, questo è per te, dammi l'harmonica.
Allora, nella mia idea è sempre quella di preparare una plastica floppy, allora io di base procedo sempre alla sezione dei primi due vasi brevi e quindi inizio l'intervento con questo approccio e quindi parto ovviamente come da scuola, poi da sinistra in primis per poi andare alla preparazione del pilastro di destra ovviamente.
Qualche domanda visto che il momento è buono? La scelta della sessione dei vasi brevi quindi per voi è di scuola?
la mia scuola
non prevedeva sempre
prevedeva l'occorrenza
però io mi sono fatto una mia idea
poi ci sono le evoluzioni delle idee personali
che deve essere
morbida
perché nella mia esperienza
mi è capitato di vedere
varie volte
l'allemagna che è venuto ospite
presso l'istituto
dove lavoravo prima
quello di Corcione
mi è capitato di vedere che lui di prassi fa in questo modo così e io l'ho trovata sicuramente
una cosa ottima cioè fare in primis questa cosa senza andare prima a documentare a vedere se
passa non passa così quindi mi sono lasciato i brevi eliminiamo perché il concetto almeno che
io ho imparato dal mio maestro è che la plastica deve essere floppy perché è l'unico modo per
per evitare la disfagia post-operatoria o quantomeno ridurla a un breve periodo che di solito interessa il primo mese post-operatorio ovviamente.
Quindi preferisco farlo subito piuttosto che andarlo poi a verificare alla fine e doverlo fare poi nella parte finale dell'intervento in questo tempo.
Mi aiuta anche poi nella preparazione del pilastro, mi diventa ancora più semplice onestamente.
Senti, per parlare un po' di tecnologie, usi questo strumento 8 suoni sempre default, ti trovi anche con altri strumentari, li hai provati, vedi differenze?
No, diciamo ogni strumento ha i suoi vantaggi.
L'HDI 1000 ha sicuramente il vantaggio di avere, a differenza di quello precedente, sicuramente una maggiore maneggevolezza in ciò che è la dissezione, sicuramente nella rapidità di azione dovuta ovviamente al fatto che le branche sono un po' più sottili, più alluncate e quindi offre questo.
Poi la funzione 7 ti permette di fare le mosse adeguate e quindi in questo caso permette di evitare il clip.
Inoltre ha sicuramente una maggiore presa e quindi sicuramente è uno strumento notevolmente migliorato.
Altri strumenti, quali possono essere i Thunderbit, che pure noi utilizziamo, è sicuramente altrettanto valido.
però io ovviamente ho dedicato un po' gli strumenti a seconda delle patologie che andiamo a trattare
dove ritengo che ci sia una maggiore dissezione, che c'è più necessità di dover utilizzare un bipolare
allora preferisco anche utilizzare i Thunderbit perché mi permette di avere in un unico strumento la doppia funzione
altrimenti penso che questo strumento qua sia più che efficace per condurre avanti un intervento di
qualsiasi tipo bisogna affrontare ogni strumento ha le sue specificità quindi sono poi anche le
abitudini per esempio a me non piace molto la radiofrequenza assoluta però c'è anche chi la
utilizza in una maniera abbastanza standardizzata poi ci sono le abitudini personali apriamo la
La lamina di Limer Bertelli, ovviamente non ancora, vedete qui a fiori il pilastro, ovviamente di scuola sono abituato a partire da sinistra perché ovviamente forse è più facile prepararsi da destra, però in questo modo diventa poi più semplice preparare la crusa diaframmatica e quindi evitare di andare a sforare in questo punto qua,
perché passando direttamente da destra verso sinistra, in primis, si può rischiare di andare a fare una dissezione del mediastino
pensando di liberare il pilastro diaframmatico di sinistra.
Questo te lo agevola, perché un po' come facciamo per la chirurgia del colon,
in cui mettiamo sempre una cartina a protezione o del pancreas o del duodeno, a seconda se stiamo a destra o a sinistra,
anche qui metteremo una cartina che ci permetterà poi di...
sarà il nostro filo d'Arianna
che ci permetterà poi di individuare
il pilastro di sinistra
e sono piccoli
statagemi che aiutano
quindi fai bene a segnalarli
a evidenziarli
un attimo che riposizioniamo un attimo meglio
la tipificazione
ovviamente
il paziente non ha calcolosi
lapolicisti
per evitare che poi possa avere
una calcolosi post
cerchiamo di preservare, ovviamente c'è un'arteria di Irtole che preserviamo,
ci sono le branche dell'atarge e quindi apriamo la pars flaccida e poi andiamo ad aprire la pars
condensa in modo da preparare poi il pilastro. Stamattina in un altro caso abbiamo visto dove
il paziente era stato già colecistectomizzato, questo passaggio è stato evitato. Sì certo,
Ma certo, diventa inutile, o diventa solo un'abitudine, giusto per un esercizio, risparmiarlo.
Altrimenti, in quel caso, diventa inutile risparmiare queste fibre nervose.
Ok, se Antonio, entri con la tua...
Appoggia appena un po' qua, vediamo se ci può essere d'aiuto.
Aspetta, appoggia di soltanto, non prendere nulla, appoggia.
Ok, fin qua. No, no, togli, togli, togli, Antonio.
La cosa importante è cercare di conservare e danneggiare il meno possibile il perimisio perché ci servirà poi dopo per l'aiuto plastica.
Vedete qui il pilastro di destra è ben rappresentato.
Faccio sempre delle domande appuntando in momenti di minore difficoltà.
Quando l'oiato è molto ampio, quali sono i criteri che usi per stabilire quanto chiudere, quanto non chiudere,
dei metrici di partenza o lo valuti intraoperatoriamente?
Quando chiudere? No, io faccio sempre una plastica e teloiato, a prescindere, quando meno sono dei punti di rinforzo.
Poi al massimo possiamo discutere quando mettere o meno un'eventuale protesi di rinforzo.
Per me è abitudine quando il difetto è abbastanza ampio e per cui abbiamo una grossa ernia iatale, di prassi metto un rinforzo sulla iatoplastica.
ovviamente è un rinforzo riassorbibile
perché ha l'unico scopo
è quello di far sì che si crei
una fibrosi momentanea
per cui far sì che anche se si ha una recidiva
si può avere una recidiva tardiva
che evita di dover
creare quelle problematiche
di recidiva precoce
che poi sono
le più gravi
che poi ti obbligano a dover operare il paziente
dammi un po' di polare per favore
in genere in questi casi
Quindi preferisci mesh a lungo o medio riassorbimento, tipo oggi abbiamo visto usare la BioA?
Sì, sì, sì, utilizzo la BioA, sì, perché penso sia un giusto compromesso sia per l'assorbimento ma per il fatto che ovviamente è riassorbibile.
Perché nella mia esperienza mi è capitato di vedere diverse migrazioni, ovviamente tutte protesi diverse, ma erano non riassorbibili
e quindi è capitato di vedere varie situazioni in cui poi si è dovuto trasformare poi quell'intervento in una Ivor Lewis
o quantomeno in una resezione polare superiore dello stomaco.
In quel caso la fissi con dei punti o preferisci delle colle?
Sì, colla e punti di solito.
Ah, quindi usi tutte e due i vestiti?
Sì, cintura e bretelle.
Dammi prima un po' di pepolaro, voglio un attimo fare un po' di...
Ah sì, scusa.
Allora, i trogar che abbiamo posizionato sono in tutto cinque.
Due da 10-12 e tre da cinque.
Ok, dammi una fettuccia per favore.
Siamo passati dietro l'esofago.
È stata abbastanza agevole,
perché avevamo giustamente già preparato
da sinistra
mettiamo adesso una piattuccia
retrosofagea
stavo dicendo
utilizzo 5 trocar
2 da 10, 12 e 3 da 5
posizionati
quello per l'ottica a metà strada
tra l'ombelico
e il processo oxifoideo
poi mano destra, mano sinistra
sottocostale destra
e sottocostale sinistra
e poi aggiungo un trocar da 5 in sede periombelicale fra il trocar ottico e il trocar della mano destra e quindi sottocostale e quello messo in sottocostale sinistra.
vediamo il cartuscio infatti
la disposizione degli strumenti
dei trocar
adesso lo aiutiamo
con le gambe divaricate
paziente supino, gambe divaricate
in leggero anti-trendelburg
e live rotazione
e live rotazione
verso
la destra del paziente
procediamo alla liberazione
dell'esofago
dal mediastino inferiore, in modo da riportare la giunzione esofagocastrica in addome. Ok,
Complimenti, i gesti sono molto delicati e gentili, per cui è molto bello vedere come
come l'esofago mediastinico comincia a liberarsi, a venire giù, la pleura.
La centrale, a basso.
Sì, bisogna preparare bene l'esofago e portarlo bene giù.
Poi dopo verificheremo il fatto che si tenga da solo nella posizione che andiamo ad assumere.
I pilastri sembrano abbastanza morbidi e non troppo compianti per quello che potrai fare.
Sì, ovviamente l'abbiamo preparata nell'eventualità che poteva servire, ma non metteremo sicuramente la protesi bioagrica.
Per fare un po' di didattica, la valutazione in termini di centimetri da dove mettessi la protesi è comunque dai superiori ai 3 centimetri di difetto?
Sì, sì, sì. Ok, penso che andiamo bene. Adesso, vedi, lasciando la presa, diciamo, la trazione sull'esofago, l'esofago si tiene da solo, quindi penso possiamo essere più che soddisfatti della preparazione che abbiamo fatto.
Sembra che venga giù morbidamente.
Sì, senza problemi. Ok, mettiamo un attimo qua, andiamo ancora un po' a picolare, aspetto un attimo, ok, tieni qua, sollevo un attimo, facciamo un po' di emossosi, ripassiamo un attimo di qua, ci prendiamo un attimo, facciamo un primo check, verifichiamo, dammi una giovane per fuori, l'obiettivo è quello di, abbassa un po' Antonio, di verificare se la plastica che andremo a fare è morbida,
vediamo se
nonostante abbiamo liberato i due vasi
tende a tornare indietro
c'è un po' di effetto memoria ancora
sì sì sì
vabbè penso che possiamo
giusto liberare un poco qua
qualche altra aderenza
senza arrivare
senza arrivare ai vasi probabilmente ce la fai
sì sì
altri vasi
nella mia idea no
perché almeno nella mia esperienza
Forse giusto questo qua, che era sempre il secondo, forse non l'abbiamo fatto in maniera complessa.
Bene, riproviamo. Solleva, per favore. Ok, vai.
Da quest'altro lato, tanto abbassa. Non tirare, abbassa.
Vabbè, però anche se tende ancora a tirare, ma penso che...
Sollevano ancora, fammi vedere.
Fai il famoso segnale dell'asciugamano che...
penso che si tiene senza problemi
allora a questo punto
io non faccio calibrazioni
né con l'endoscopio
né con manometria
ma ho utilizzato un sondone da 36 French
che adesso l'anestesista ci posiziona
e sulla guida di questo sondone faccio sia
ovviamente la iatoplastica che anche la fundoplicazia
quella è una scelta
che è piuttosto condivisa
ma perché ti permette di ottimizzare
anche le risorse
ok, un altro poco avanti
un altro poco avanti
basta, basta, basta
un po' meno, un po' meno
troppo spinto
allora, dammi il punto
vediamo se ce ne vorrà uno
o se due
ovviamente utilizzo punti
intrecciati
non riassorbibili
ovviamente questi sono punti laparoscopici
e anche se è un filo intrecciato
ha il vantaggio della scorrevolezza
vedete come di sotto si vede battere la orta
ha il vantaggio di essere morbido
però a tempo stesso è non riassorbibile
e ha una scorrevolezza
che addirittura per fissare il primo punto
C'è bisogno di fare tre passaggi per essere sicuri che non ci sia sollevantato.
Usi sempre un orio assorbibile intrecciato con sud intracorpore?
Sì, sì.
E fai sempre questo punto a X?
Sì, proprio perché la struttura è una struttura delicata, potrebbe lacerarsi.
quindi mi sento più sicuro nel doppio passaggio piuttosto che nel fare un singolo passaggio.
Come dicevo, occorre fare tre passaggi per essere sicuri,
perché per quanto sia intracciato, essendo un filo dedicato per la laparoscopia,
ovviamente stringo ma cerco di non esasperare nella trazione.
vedi nonostante i tre si è avuto un allentamento della presa penso che basti un solo punto
mi sembrerebbe sufficiente come correzione, il fiato è già sufficientemente chiuso
penso di sì
aiuta anche alla consistenza dei pilastri che sono abbastanza corposi
siamo fortunati in questo
fuori punto
Così tanto per darti fastidio, forse avessi lasciato la fettuccia per questo primo passaggio, poteva darti ancora una mano, una trazione.
Sì, sì, no, questo hai perfettamente ragione, però alle volte tende a bloccarsi, dopo che hai messo il primo punto, è come se si ancorasse e devi stirare,
Allora la devi tagliare poi dopo, perché non puoi strofinare molto, perché rischi poi di lesionare per trazione il vagolo posteriore.
Perché il vagolo l'abbiamo lasciato a contatto ovviamente dell'esofogo.
Sì, sì, si è visto il bad quando l'hai preparato, che è rimasto adiacente al visce.
Preparo un altro di questi punti.
Penso che metteremo tre punti.
Un altro.
Ovviamente per me questo è il punto superiore.
Con nessuno dei tre punti ti appoggi alla parete e prendi la parete esofagea per paura che scivoli?
No, no, metteremo un punto di Carlos Pellegrino, quindi Pellegrino voglio dire, per fissare, per evitare lo slippage della plastica.
Però non metto punti sulla parete anteriore per evitare di prendere inapertitamente il vago anteriore con la sutura.
riuscito a usare lo stesso filo significa che sei riuscito ad avvicinare bene i lembi e che ci sia
a poca tensione. Sì, il fatto che poi la plastica si tenga dritta, questo è un altro,
non abbia fatto torsioni su sua asse, è una cosa anche questa importante che ci dà un
segno indiretto di scarsa tensione della valva, perché se c'è un po' di trazione tende
a ruotare verso sinistra, ok? Allora, togliamo il sondone per favore. Si vede molto bene che
comunque l'esofago resta anche a vita addominale, quindi la mobilizzazione era sufficiente.
Si vede anche che è una plastica floppy, no? Ok, metti la testa dritta per favore. Allora,
dammi ancora punti, metteremo altri due punti, un punto di rossetti e poi un punto di callos
Questo è una cosa che fai sempre?
per favore ci dici qualcosa sulla gestione postoperatoria di questi malati infatti non
Non mettiamo nessun zondino, il paziente già dal giorno dopo incomincia a fare una dieta liquida,
ovviamente per evitare il grado di eventuale disfagia post-operatoria.
In seconda giornata fanno un'alimentazione semiliquida e in terza giornata, se tutto è a posto, tornano a casa.
ok
se mi date
una
togliamo la prima carta
dammi un po' di bipolare
intanto complimenti
è stato molto didattico
è stato molto chiaro, pulito
ok
vai avanti
controlliamo sempre
perché
ok non c'è nessun danno
della cartina fuori
bipolare sempre
Sempre. I trocar da 10-12 io li chiudo, quelli da 5 coagulo i punti di accesso alla cavità addominale.
Mi dà meno psicologicamente, mi sembra che...
Scherotizzare l'aditus.
Sì, perfetto.
usate fare delle infiltrazioni con l'anestetico locale delle porte dei
trocker per aiutare l'anestesista? L'anestesista ci tiene sempre a queste
cose quindi ci obbliga diciamo a farlo quindi penso anche in questo caso lo
faremo. In questo caso c'è un legamento un
aspetta, per non tornare indietro, porto sulla tua, faccio così, torno un po' più indietro,
il trogar sotto, vai, vai oltre, aspetta, fermati un secondo, torna un po' indietro,
non ti preoccupare
facciamo così
disidratiamo un po' il legamento
così recuperiamo un po' di spazio
la verità è che
siccome sei stato troppo veloce
adesso vuoi mantenerti in diretta
no era giusto per
no perché anche questi punti
di accesso da 5
alle volte possono dare delle spiacevoli sorprese
allora io preferisco sempre
coagularli. Nella tua esperienza è successo veramente qualche volta sul trocar dal 5,
su 10 è successo tanto. Su 10 sì, per cui li chiudo sempre, quindi metterò alla fine un punto
di sutura, ok, in questo caso qua per la vicinanza agli altri coagulo il tramite in questo modo qua
così ok bene mantieni un attimo qua ritorno nel mio trocar di base e verifico a questo punto ok
le calze le abbiamo tirate tutte quante fuori va bene ovviamente vi dico solo che non ci sia
un'emorragia poi chiuderò queste due brecce sia del quello del trocar in cui abbiamo introdotto
sia questo che era per la mano operativa destra, mettendo dei divaricatori all'interno, quindi trazionando sulla parete e mettendo dei punti ovviamente fasciali.
Ok, tiriamo fuori.
Avete in programma altri interventi con noi oggi?
Sì, più tardi abbiamo un colon destro.
Allora ti faccio i complimenti della sala e noi ci salutiamo momentaneamente, magari ci risentiamo nel pomeriggio.
Grazie a voi
Grazie a te
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