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14° CORSO PER INFERMIERI DI SALA OPERATORIA 4° SESSIONE TEAM WORK E ORGANIZZAZIONE DEL LAVORO: INSERIMENTO DELL’OSS IN SALA OPERATORIA. IL NOSTRO CAMPO DI OSSERVAZIONE Moderatori M. R. Costantino (Gimigliano, CZ) E. Melis (Cagliari) Panorama nazionale di inserimento dell’OSS in sala operatoria B. Tomei (Roma) Esperienze a confronto: Sud - G. Lo Giudice (Catania) Centro - F. Ferraiuolo (San Benedetto del Tronto, AP) Nord - G.P. Zanchi (Bergamo) Ruoli e competenze del personale sanitario in ambito chirurgico E. Mazzeo (Sassari) L’esperto risponde
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Buonasera a tutti e benvenuti alla quarta sessione di questo corso per infermieri che
finora si è rivelato interessante e vedrete che sarà interessante anche in questa quarta
sessione. Intanto perché parleremo del teamwork, dell'organizzazione del lavoro e dell'inserimento
dell'OS in sala operatoria e direi in questo teamwork è un argomento delicato che sappiamo
che ci coinvolge anche da vicino.
Devo comunicarvi che non è presente la dottoressa Costantino
che doveva moderare questa sessione assieme a me
ma che è sostituita egregiamente dalla nostra segretaria ECM Lina Canale
che così conoscete la persona che corregge i nostri compiti pazientemente
ed è quella che ogni tanto mi chiama e dice
Dice, ma sai, c'è qualcuno che non ha risposto a tutte le domande.
E poi l'indomani mi richiama, ma sai che mi ero sbagliata?
Hanno risposto tutti.
Quindi sapete chi è.
Quindi Lina, lascio a te la parola.
Prego.
Grazie Elena.
Mi arrabbio soprattutto quando vedo scritto male l'indirizzo, l'email,
perché dopo dobbiamo andare non tanto con i palazzini,
ma anche con i congressi nostri di AICO, dopo dobbiamo mandare l'attestato ECM, quindi a volte nel questionario le risposte, non tanto le risposte perché di solito i risultati sono soddisfacenti,
Ecco, quindi quello è un parametro anche nostro per vedere e monitorare la riuscita dei nostri congressi.
Però è importante scrivere bene anche le indicazioni, gli indirizzi per poter avere i contatti, per poter rimandare la documentazione in merito.
Bene, iniziamo questa quarta sessione e partiamo subito.
Io do la parola al dottor Tomei Bernardino, infermiere del blocco operatorio, polispecialistico al policlinico Ottor Vergata di Roma e presidente regionale di AICO Lazio.
L'avete conosciuto ieri pomeriggio nei saluti.
La relazione è panorama nazionale di inserimento dell'OSSE in sala operatoria.
Buonasera a tutti, ben trovati. Io cercherò di farla più leggera possibile, siamo a ritorno dal lunch.
Di tanti temi che oggi sono sul tavolo, questo è uno dei temi che secondo me è tra i più caldi.
Allora io credo che dovendo parlare di un tema così chi viene qui a fare una relazione deve necessariamente parlare alla luce di evidenza, numeri ma portare anche un punto di vista.
è quello che farò io adesso con questa relazione. Io vi porterò tutta una serie di dati che dimostrano anche in modo abbastanza clamoroso
qual è la situazione del panorama sanitario, non solo infermieristico o delle professioni ausiliarie
e poi metterò sul piatto degli elementi di discussione che porteranno avanti le persone che mi seguono
che vi parleranno delle esperienze di inserimento.
Parlando però di inserimento della figura dell'operatore sociosanitario in una realtà come quella della sala operatoria
io dovrò necessariamente non affrontare solo quello che è il soggetto operatore sociosanitario
cioè io parlerò anche di noi purtroppo e fortunatamente, purtroppo perché lo vedremo subito
perché purtroppo... e poi entreremo insomma un po' a gamba tesa su alcuni argomenti.
Allora, ieri sera quando sono tornato a casa ricordavo di aver utilizzato l'anno scorso per un lavoro
una slide sul rapporto che fa ogni due anni o a secondo dei periodi ogni anno l'Ocse
e quindi sullo stato dei saluti dei paesi più... dei stati che noi definiamo sviluppati.
un elenco di 35 paesi e prendono in esame alcuni dati.
Avevo visto queste cose e non mi ricordavo un dettaglio
e sono andato a rivedere un attimino sul sito dell'Ocse questa cosa
e mi sono reso conto che il rapporto era stato aggiornato al 10 di novembre
quindi i dati che vedete adesso sono aggiornati a due settimane fa
perché chiaramente mi sono rismontato la slide e ho rimesso i dati di due settimane fa.
Qui c'è una banda che copre i paesi, al centro c'è un pallino rosso, è la media dei paesi Ocse.
Questo è il rapporto praticamente dei medici ogni 1.000 abitanti.
È 3.4 la media Ocse, secondo voi l'Italia dove sta?
L'Italia sta qui, 3.8, sopra la media Ocse.
Questo è il numero dei medici laureati nel 2005, o più o meno lì, perfettamente in linea con la media Ocse.
Adesso però vediamo quanti infermieri ci sono ogni 1000 abitanti, secondo voi dove stanno gli infermieri?
Ma non stanno là sotto, stanno sotto sotto lì, questi due dati se messi insieme ne mettono in mostra un altro che è anche più clamoroso, vediamo che è questo, il rapporto tra medici e infermieri e quindi se il rapporto dei medici era sbilanciato verso l'alto, quello degli infermieri sta qui sotto.
L'ultimo dato è il più sconfortante in realtà perché gli infermieri che si laureano tutti gli anni e noi siamo laggiù, io mi vorrei soffermare un attimo su questo dato qui, cioè sui nuovi laureati, io sono uno che è molto social e quindi spesso seguo le discussioni sui social ma anche sulle riviste nostre però, non solo sui social.
I social vengono spesso troppo banalizzati, vorrei ricordare che nel panorama politico italiano oggi sui social ci si conducono politiche di rilievo nazionale e internazionale.
Il Presidente degli Stati Uniti twitta, tanto per essere chiari.
Comunque io sento discussioni, twittava anche Obama se qualcuno aveva dubbi sul Trump, ma twittano in Italia, twittano in Russia, dappertutto twittano.
Comunque questo è il numero dei laureati, io sento spesso discussioni e le leggo anche su riviste e sento parlare anche esperti giuristi che parlano di formazione, anche illustri giuristi, insegnanti e docenti universitari che dicono che il mercato infermieristico è inflazionato addirittura, cioè che noi forniamo troppi laureati, in Italia si lavora troppa gente in infermieristica.
Secondo me c'è qualcosa che non va da questo punto di vista. La tesi alla base del fatto che ci sono troppi laureati è il fatto che ce ne sono troppi a spasso, ma questo è un altro discorso, non ha niente a che vedere su quelle che sarebbero le esigenze di un sistema.
E qui lasciamo, questo è il contesto, vorrei che inserissimo la discussione in questo contesto qui, perché nello stesso periodo, qui c'era un'altra cosina, i pallini bianchi in realtà mettono in evidenza come dal 2000 al 2015 si sono cambiati questi dati.
Nello stesso periodo di tempo, dal 2000 al 2015, la ragioneria generale dello Stato ci dice che mentre c'è stato un incremento di 22.000 unità di operatori sociosanitari, gli infermieri sono calati di 8.760 unità.
Allora questo è dovuto al contesto economico, al blocco del turnovere, a tutto ciò che sappiamo.
È del tutto evidente che se gli infermieri calano, vengono diplomati, vengono laureati, abbiamo infermieri che non lavorano e quindi abbiamo i concorsi con 3.000 persone, 4.000 persone.
L'anno scorso, dati del MIGEP, gli operatori di socio sanitario hanno 330.000, 250.000 riconosciuti, 250.000 in fase di revisione.
Questo è un dato tra le altre cose che se messo in confronto al numero che più volte è stato citato ieri rispetto agli infermieri che sono 440.000, ve lo ricorderete sicuramente, già dovrebbe far pensare qualcosa.
E però i 250.000 sono riconosciuti, questo c'è tutto il discorso dietro delle figure che prima non erano nostre, erano note e quindi in fase di riconoscimento e quindi partono già da un numero alto in realtà.
Nonostante questo c'è un dibattito molto importante con il MIGEP, che è l'associazione di tutte le professioni ausiliari all'interno del quale rientrano gli OTA, gli infermieri generici ancora oggi e tutta un'altra serie di...
C'è un dibattito molto acceso rispetto al riconoscimento di quest'area, però io ho decapitato una parola su questa slide e la dico, non la scrivo, quali sono i problemi intorno alla figura?
Non la scrivo perché in realtà i problemi intorno a questa figura bisogna vedere se sono problemi o meno, è quello che facciamo adesso, però intorno alla figura che cosa c'è da dire?
Allora che c'è? Un quadro normativo innanzitutto che ancora oggi se è chiaro in alcune cose, vedremo in quale cose, è molto poco chiaro in altre cose.
Vediamo dove saremo e questo entriamo nel dettaglio meglio avanti.
C'è un quadro organizzativo che lo complica estremamente la collocazione di questa figura. Perché? Perché le realtà organizzative sono le più variegate in Italia.
Ieri io sentivo parlare di come è nelle varie aree, anche quando parlava l'ultimo relatore che parlava della figura del tecnico d'anestesia, diceva in questa area c'è il tecnico d'anestesia, ma se noi andiamo al centro di Roma e andiamo a Frosinone troviamo una realtà che è totalmente differente.
Le differenti realtà non sono solo geografiche, sono anche di varia tipologia sanitaria, sanità pubblica, sanità privata, troviamo realtà totalmente differenti e questo è uno dei noti dolenti nello specifico.
L'inserimento non sempre adeguato di questa figura ma è quasi una conseguenza di altre cose che diremo.
L'aspetto formativo è un'altra questione che complica un pochino la presenza, l'inserimento perché su due fronti, questo è un aspetto che andrebbe valutato un po' meglio, sul fronte accademico per quel che riguarda la cultura di base nostra degli infermieri, cosa viene detto nelle università agli infermieri riguardo questa figura, quali sono le nostre responsabilità nei loro confronti e nei confronti delle strutture sanitarie nel gestire una figura come l'OS.
E sul fronte regionale perché la normativa, dicevo poco chiaro in alcuni aspetti, lascia alla regionalità poi organizzare cose che poi sul territorio non sono uguali dappertutto.
Qui c'erano le iconcine, soprattutto il problema più grande secondo me riguarda la cultura.
La cultura nel senso più ampio, anche visivamente, la cultura nostra del sistema sanitario, di come vengono inserite le nuove figure all'interno del sistema, di quale è il riconoscimento dei vari operatori all'interno del sistema, di come noi riconosciamo le figure tecniche, di come NOS vede un'infermiera di sala operatoria, di come un medico vede e quindi la cultura in generale del sistema sanitario.
Dove siamo noi? Noi siamo fermi, adesso verremo poi ai giorni nostri, con la legislazione agli accordi Stato-Regione del 2001 che istituiva la figura dell'OS e all'accordo di due anni dopo che istituiva la formazione complementare dell'OS.
Un po' più chiara la prima, un po' meno chiara la seconda. Nel 2001 appunto il primo accordo istituisce la figura, in realtà l'area che adesso viene ribadita poi nel DDL Lorenzin e dopo vediamo, lo accenniamo appena, è un'area che esiste già da prima, esiste dalla 502 del 92, ieri è stata fatta una panoramica sulle normative, insomma non mi risofermo di nuovo.
E quindi chi è l'operatore socio-sanitario? È un operatore che a seguito dell'attestato qualifica il termine di una specifica formazione e svolge queste cose qui e quindi soddisfa i bisogni primari della persona nell'ambito delle proprie aree di competenza e favorisce il benessere e l'autonomia dell'utente.
Ma anche questo insomma ce n'è da dire un po' generica come cosa no? Di chiaro però c'è questo in quella norma almeno, cioè vengono stabilite quale sono le attività e quale sono le competenze di questa figura.
E anche se queste nel dettaglio a noi di sala ci aiutano relativamente, anche se poi declinate possono aiutarci un po' di più, vengono dette almeno delle cose e quindi l'OS è quella figura che cura la pulizia e l'igiene ambientale e quindi se la decliniamo all'interno della sala operatoria,
ha in mente quali possono essere le collocazioni, l'utilizzo, osserva e collabora la rivelazione
dei bisogni e delle condizioni di rischio danno dell'utente, ci arriviamo dopo, farò
un esempio che è emblematico, però partecipa a pieno titolo all'interno dell'equip, nel
osservare situazioni ma anche nell'intervenire eventualmente, cioè se di base c'è quella
a quella cultura a cui io mi appellavo
c'è la possibilità anche di vedere una figura
che faccia un lavoro di questo tipo
collabora all'attuazione
dei sistemi di verifica degli interventi
declinata
nulla toglie che una OS
possa fare delle cose
come un test su un defibrillatore
chiaramente sotto la guida
dell'infermiere, sotto la verifica
dell'avvenuto test sul defibrillatore
riconosce
utilizza linguaggi e sistemi di comunicazione
Appropriati in relazione alle condizioni operative. L'OS può accompagnare o accompagna il paziente in sala ma può accompagnare un familiare che porta un bambino in sala operatoria e magari, non magari, deve saper relazionarsi.
Sì, esperienza mie persone di qualche anno fa in più, ho fatto operare mio figlio in un grande ospedale qui a Roma, ho lasciato il bambino all'ascensore e gli ho detto ciao papà.
Queste sono dinamiche che potrebbero essere curate da noi, ma perché no anche da una figura di questo tipo.
Utilizza strumenti informativi di uso comune per la registrazione di quanto rilevato durante il servizio, documentazione cartacea ma anche il supporto informatico.
E poi competenze, si ha curato il lavaggio, l'asciugatura e la preparazione del materiale a sterilizzare, esistono aziende in Italia che fanno outsourcing in sterilizzazione e utilizzano operai tessili, non utilizzano un operatore sociosanitario, una centrale di sterilizzazione può andare benissimo avanti con tutti gli operatori sociosanitari,
L'infermiere sarà il responsabile del processo di sterilizzazione, ma in centrale di sterilizzazione vanno benissimo.
Sa garantire all'arcorta lo stoccaggio corretto dei rifiuti, utilizzare specifici protocolli per mantenere la sicurezza dell'utente che torna di nuovo,
conoscere le modalità di rilevazione, segnalazione e comunicazione dei problemi generali specifici relativi all'utente.
Immaginiamo tutto quello che è il capitolo dell'epacu, delle recovery room, dei malati che rimangono in fase di stagione, arriviamo ai giorni d'oggi e il DDL Lorenzin di nuovo rimette mano, scrive delle cose ed individua e istituisce l'area delle professioni sociosanitarie.
ripeto, non è una novità
perché era nel decreto legislativo
del 92, era già istituita
l'area sociosanitaria, non è mai
stato dato corso
a questa cosa, all'interno
dell'area delle professioni
sociosanitarie e qui già è ripartito
di nuovo il dibattito perché c'è chi
dice ma non è una professione
ieri ce lo spiegava
Maria, no? Quali sono i caratteri
la dottoressa Caputo ce lo spiegava
quali sono i caratteri che distinguono
un professionista
E quindi c'è ripartito il dibattito su è professionista o non è professionista, però all'interno di quell'area ci sono anche i sociologi per dirla.
E qui un punto da mettere rispetto a quello che è l'infermiere rispetto a quello che abbiamo detto, cioè l'infermiere è il responsabile in realtà ultimo di quello che è l'operato di questa figura, che è una figura a supporto, viene scritto nel decreto ministeriale 739 e quindi per l'esperitamento delle funzioni si avvale o è necessario del personale di supporto.
Inoltre l'infermiere contribuisce alla formazione del personale di supporto e è il diretto responsabile di questa cosa, anche qui a attualità ci sono scuole dove si vorrebbe non concedere questo onore all'infermiere.
E poi arriviamo alle responsabilità e qui velocemente due slide che sono emblematiche, questo è tratto dal manuale della sicurezza in sala operatoria, raccomandazione checklist che qualcuno ha citato ieri, all'obiettivo 2 si parla della conta delle carze, è un esempio ripeto, è emblematico però perché dopo c'è una cosa d'attualità.
e qui parla il conteggio e controllo
dell'integrità dello strumento, deve essere effettuato dal personale
infermistico o da operatori di supporti
preposti all'attività di conteggio
l'OS può fare la conta delle garze
o no? Dopo lo vediamo
però succede questo
succede che quest'estate
c'è un incidente
no, l'incidente c'era stato, quest'estate c'è la
sentenza, l'incidente è stato un paio di anni fa
c'è la sentenza
su un incidente, quindi viene lasciata una garza
in addome, si fa il processo
e viene riconosciuto come unico
responsabile l'infermiera in sala operatoria
per non aver vigilato sul comportamento
ora, ne parlavamo
prima e poi ne riparleranno
dopo, qui bisogna essere chiari
e qui ritorno alla slide
iniziale, dov'è i problemi
la mancata chiarezza, delle cose
sono scritte, l'implementazione
è fondamentale in questi
dettagli perché innanzitutto
ogni causa, ogni procedimento
ogni incidente è un caso a sé
e quindi il magistrato quando
valuta un incidente entra nel dettaglio e quindi non si può mai generalizzare
però rimane il fatto che dal punto di vista delle raccomandazioni e delle
linee guida l'operatore può senz'altro farla la
conta è certo che però questo la raccomandazione deve essere implementata
a livello di azienda e quindi se in una maschera delle responsabilità manca chi
fa che cosa succede quello che è successo qui succede per cui se il
il responsabile su una maschera di responsabilità, su una matrice di responsabilità è l'infermiere,
l'OS conta e l'infermiere firma, ne risponde l'infermiere.
C'è poco da questionare.
Sempre sul manuale però, l'equip, quella di cui sopra, del livello culturale che è l'elemento,
L'equipo operatorio è definita come tutte le persone che collaborano all'interno della persona e tutti sono tutti quelli che entrano a far parte delle dinamiche e dei percorsi che riguardano il malato.
Quindi l'altra domanda d'attualità, è già venuta fuori ieri, pensavo che me la spoileravano, lo strumentista o l'infermiere possono essere sostituiti dall'OS? Qui ce l'abbiamo la risposta, può essere sostituito? Evidentemente no, c'è un DPR che dice che in sala operatoria i requisiti minimi organizzativi sono stabiliti qui, scritti sulla pietra e quindi due infermieri, due chirurghi, un anestesista.
E quindi chiudere i contenitori per i rifiuti ospedalieri speciali è competenza infermieristica?
Allora, qui bisogna un attimino che ci fermiamo due secondi e facciamo pace col cervello,
nel senso che o l'infermiere è un professionista che va verso le competenze specialistiche o no.
E allora, se io ci ho scritto sulla pietra e ho detto che l'equipe operatoria è formata da due infermieri,
Anche bisogno c'ho dell'OS che sostituisce lo strumentista, l'infermiere circolante, non voglio dire il nurse d'anestesia però ogni volta che poi si entra nel dibattito c'è qualcuno che dice secondo me può sostituire lo strumentista perché è meno tecnico dell'infermiere circolante.
No, secondo me invece lo strumentista rimane, può sostituire il circolante perché d'altronde che fa il circolante? Apre due bustine dei fili, conta due carze e qui ci dimentichiamo tutto quello che è il capitolo delle no technical skills e quindi il circolante che mantiene o gestisce lo stress di sala, gestisce le dinamiche di sala,
gestisce il panico che c'è dentro una sala operatoria
quando c'è l'incidente
e gestisce tutta un'altra serie di cose
che vanno dall'alta tecnologia
alla bassa tecnologia
chiamiamola così
quindi questa è l'altra domanda
risposta
a punto di dibattito
e però appunto a proposito di implementazione
qui andiamo verso il percorso
che secondo me
il mio punto di vista
andrebbe fatto
E' quello che lancerò poi in associazione perché esistono già i lavori che parlano di complessità assistenziale e allora non si può parlare sempre e solo di requisiti minimi organizzativi o pannicelli caldi.
Cioè qui bisogna cominciare a fare analisi più complesse e vedere se una colecistica è un intervento a bassa complessità, media complessità o alta complessità, ma non per il chirurgo, per l'organizzazione e per chi lavora in sala.
Bisogna capire se mettiamo sullo stesso piano una dissegazione aortica o un legamento crociato e su queste cose a livello nazionale bisogna parlare una lingua perché la dissegazione aortica è la stessa a Palermo, è la stessa a Roma, è la stessa a Torino, quindi non ci può essere differenze.
Se si ragiona però e si prende questa strada qui, a questo punto l'inserimento dell'OS è molto più chiaro, perché? Perché a questo punto stabilito che il requisito minimo organizzativo e quindi a complessità bassa è di due infermieri, dopo ragioniamo sul resto e quindi in media complessità abbiamo due infermieri e un OS, alta complessità tre infermieri, altissima complessità di uno o tre infermieri.
E qui però questi sono ragionamenti che vanno fatti su score, su indici di complessità, che non sono indici che si è inventato qualcuno un giorno, sono indici validati dalla lettura scientifica e l'altro discorso nello stesso lavoro è inserire poi questa figura loss all'interno di percorsi, job description e tutto quello che è l'organizzazione della sala operatoria moderna e quindi dove lo mettiamo loss, in quale fase, in quale momento del percorso.
E quindi questa secondo me è la strada da percorrere per poi dare all'inserimento dell'OS l'organicità che meriterebbe una sala operatoria moderna.
quindi dove e che cosa
e qui per avviarci solo alla conclusione
e quindi poi lasciare il campo agli altri
di supporto in più
in ogni sala operativa, non al posto di
nelle pago e non le recovery room
nei punti di passaggio e accettazione
negli spazi comuni
di supporto alle attività di relazione e comunicazione
ecofeminiari eccetera eccetera eccetera
eccetera eccetera e c'è da lavorare
come concludiamo?
le conclusioni secondo me e poi
i percorsi
in primis risolvere il noto delle dotazioni organiche minime
cioè noi siamo arrivati alla legge Gelli
e all'ingresso delle associazioni all'interno dell'albo
che sarà riconosciuto poi per l'emanazione dell'iniquità
totalmente impreparati secondo me
ci dovremmo arrivare pronti
pronti significava con tutti i requisiti già in mano
solo per presentare la domanda
noi dovremmo arrivare pronti in un'eventuale revisione
di quelli che sono i requisiti minimi organizzativi
che risalgono a 97, hanno 20 anni
e prima o poi qualcuno metterà a mano
a questi requisiti minimi
e bisogna arrivarci con la documentazione
e con i lavori fatti
e quindi con delle proposte
e quindi capire quali sono le dotazioni
organizzative minime nel 2017
e non nel 97
studiare la complessità assistenziale
e i percorsi e quindi fare i lavori
e quindi qui bisognerà iniziare a fare i lavori
sulla complessità assistenziale
è fondamentale
e poi una volta fatte queste due cose
parliamo di composizione dell'equip
e poi dopo studiamo e elaboriamo
i modelli per fare altre cose
e quindi detto questo
io credo di avervi lasciato
un po' tutto
io odio le citazioni
non metto mai citazioni
shakespeariane
cose altissime
queste però sono delle frasi che ha detto Luca
un os che non lavora con me
era un os intervistato
e che dice delle cose che ve le leggete, voglio leggere solo l'ultima frase, che dice che capita spesso che in alcune strutture poco professionali si affidano ad osse ruoli che non gli competono, solo per risparmiare sul personale, in questi casi che bisogna saper dire di no, ed essere consapevoli del proprio ruolo, fatto anche dei limiti.
Gli applausi sono per Luca, vi ringrazio per l'attenzione e spero di vedervi tutti nel 2018.
Grazie a Dino, una relazione veramente interessante ed è un problema sempre attuale.
Siamo dal 2000 che è stato inserito l'OSS nella panoramica sanitaria e veramente si sta parlando in continuazione dell'inserimento dell'OSS in sala operatoria.
Mi piace il discorso dell'analisi della complessità dell'intervento per poter definire poi chi può veramente entrare in sala operatoria, se l'OS o l'infermiere.
Naturalmente è giusto il discorso di un'analisi corretta dei processi per capire cosa attribuire in maniera corretta all'OS.
E questo è tutto un percorso che bisogna cominciare e bisogna lavorarci per poter arrivare a delle conclusioni perché potrebbe, senz'altro, l'OSSE è una risorsa all'interno della sala operatoria, però bisogna anche saperla apprezzare e inserire nel modo corretto nella panoramica della sala operatoria.
Grazie ancora a Dino, veramente.
Do la parola, adesso c'è la seconda parte, esperienza a confronto, abbiamo tre rappresentanti, nord, sud e centro,
Non va bene? Ah, è napoletano lui. Ma vive al centro. Cerchiamo di portare le loro esperienze perché poi nell'ultima parte ci sarà un'analisi ancora più approfondita e una discussione generale.
Quindi diamo la parola allo giudice Giovanni che è coordinatore della chirurgia generale ed urgenza dell'Arnos Garibaldi di Catania.
L'esperienza del sud, spesso si sente dire che il sud viene dopo, che siamo un po' in ritardo, noi non siamo in ritardo, è un ritardo intelligente, noi aspettiamo che il nord faccia qualcosa in modo che siamo pronti,
facciamo collaudare al nord la figura, l'inserimento dell'OSS, ora a parte gli scherzi noi riusciamo a farci male da soli, naturalmente dei miei concittadini che sanno di cosa sto parlando, noi abbiamo avuto le lezioni, riusciamo a ripetere sempre gli stessi errori e naturalmente abbiamo trovato nella formazione un modo di guadagnare, non di formare gli OSS.
C'è stato lo scandalo della formazione in Sicilia, sono più i formatori che i formati, addirittura i formatori che ci sono in Sicilia in quest'ente di formazione europeo superano il 56% della totalità nazionale.
Alla fine, dopo aver arrestato qualcuno, si riuscita a fare un elenco di enti che possono fare la formazione per gli OSS. Questi enti sono circa 136, mettendo una media di due corsi ogni ente noi sforniamo in Sicilia circa 10.000 OSS l'anno.
Naturalmente la domanda e l'offerta non si incontreranno mai perché noi abbiamo avuto la riqualificazione degli OTA nel 2000 come in tutta Italia, gli OSA che abbiamo all'interno dell'azienda ancora non sono in tutte le aziende riqualificate, quindi l'azienda ha stoppato e non fa degli assunzioni a tempo determinato.
Va degli incarichi oppure dei rapporti con ditte esterne, esternalizzati. Incarichi trimestrali, quindi tu cerchi di inserire qualcuno, dopo due o tre mesi non lo vedi più. Quindi l'inserimento vero e proprio da noi ancora non è iniziato.
perché, sempre per parlare della nostra situazione, tutte queste persone sono un bacino di voti.
Si è calcolato, un'agenzia di statistica ha calcolato che 7.000 persone che sono i formatori
o 10.000 OSS portano 7 voti ciascuno, quindi queste persone vengono tenuti a bagnomaria per le prossime elezioni.
Il problema esiste però perché i pazienti ci sono, gli ospedali ci sono, come si fa?
E allora cerchi di lavorare con quello che hai. Noi infermieri, come dicevo ai colleghi in un primo colloquio, stiamo lasciando troppi spazi, ma questi spazi non sono definiti bene da chi devono essere occupati perché c'è una legge che dice quante persone devono essere censate operatorie, ma se noi molliamo questi spazi per problemi economici saranno occupati da queste figure.
Io non voglio fare uno scontro con questa nuova figura perché per noi vanno benissimo, noi abbiamo cercato di inserire qualcuno e appena si stava inserendo ha trasferito.
C'è un sito, loro sono tantissimi, questo significa tanto, tanti significa una forza, hanno un sito, io mi sono collegato al loro sito e ho letto delle risposte che un esperto legale loro dava a degli OSS che chiedevano come inserire l'OSS in sala operatoria.
naturalmente i colleghi hanno delle procedure, hanno un modo di inserimento, hanno delle verifiche
ma cosa dice l'OSS, cosa vuole fare in sala operatoria
ve lo leggo, sono due parole, ce l'ho nel telefonino
perché lascia perplessi
e comunque quando non ci sono delle normative chiare
entra in gioco la responsabilità, la condivisione di responsabilità
perché tutto è sull'incarico, sul rapporto infermiere OSS, io infermiere ho una figura di supporto e do alla figura di supporto un incarico
ma lui deve condividere la responsabilità con me perché come diceva il collega prima la responsabilità penale è soggettiva
ma in genere si chiede un risarcimento quando succede qualcosa
la collega paga in prima persona per aver delegato un OSS alla conta Garze
mentre il Ministero della Salute dice che una figura tecnica può contare alle Garze
quindi in attesa di qualcosa di nuovo ci saranno le sentenze che faranno il manzionario degli OSS
un attimino, io vi invito a visitarlo questo sito
ma se non si accende qua è un telefono del sud questo che vuoi
comunque alla domanda dice
l'OSS può sostituire
l'infermiera in sala operatoria?
quello risponde sì
c'è il simbolo
del sito
allora risponde sì
dice l'OSS sostituisce in tutto e per tutto
l'infermiera circolante
quindi loro sono convinti di fare
le stesse cose che fa l'infermiere
ma con quale responsabilità?
io è per
lascio delle cose
Dica, l'avvocato? No, non so se è del sud l'avvocato, però è un avvocato che dà delle risposte a quei siti che nel forum o nel sito degli OSS vengono posti e secondo loro l'OSS in sala operatoria va a occupare il posto lasciato libero dall'infermiera, non è di sopporto.
Ecco, vi leggo le prime due righe. Cosa fa l'OSS di sala operatoria? Risposta. Viene principalmente impiegata in sostituzione, non in supporto, dell'infermiere di sala operatoria, detto anche infermiere circolante o terzo di sala.
L'OSS di sala operatoria e quindi svolge esattamente le stesse identiche mansioni dell'infermiera di sala operatoria. Io passo la parola al centro e poi ne parleremo.
la responsabile è l'infermiere
e a volte
no ma come diceva benissimo
Bernardino
in sala operatoria i due infermieri ci devono essere
il supporto significa
supporto ai due infermieri che già ci sono
non significa insostituzione
lo so
allora siamo qui a parlarne proprio per questo
perché diventa molto pericoloso
ti voglio presentare
Fabio
bene, prosegue Fabio
Ferrai Volo che lavora all'ospedale di San Benedetto del Tronto. Io mi presento, sono
Fabio Ferrai Volo, sono un'infermiera di sala operatoria. La mia esperienza è un'esperienza
positiva perché secondo me il personale di supporto per funzionare al 100% deve essere
regolato all'interno delle aziende. Abbiamo fatto l'anno scorso un congresso regionale
AICO dal titolo l'inserimento dell'OS in sala operatoria. C'erano circa 50 iscritti
con una buona rappresentanza di OS che venivano a sentire loro che cosa dovevano fare.
Bene, noi non abbiamo detto loro che cosa dovevano fare, sono le aziende che devono
normare questa figura e vi dico perché la mia esperienza è positiva, perché addirittura
a un congresso infermieristico mi sono permesso di inserire un os che lavorava con noi per
far capire a quelli che venivano ad ascoltare loro che cosa facevano da noi. Bene, l'os
da noi è semplicemente un supporto, sapete che ormai il turnover all'interno delle sale
operatorie è altissimo, molto spesso non ci sono tre infermieri per attivare una sala
l'operatoria e ce ne sono
due, qualche volta un e mezzo
va bene
fatto sta che
l'OS meglio essere in due
che magari due più un OS
no? attenzione
meglio due
meglio due più un OS che solo due
perché l'OS ti supporta
io sono necessità
piano piano a Catane che sono del sud
si dice che se tu gli dai un dito
si prendono tutta la mano
Guardi, mi sembra di risentire nuovamente quello che l'anno scorso abbiamo detto e ridetto all'interno di questo congresso.
Purtroppo la realtà italiana è questa, dove il personale non c'è, dove sostituiamo un infermiere con un osso eccetera eccetera.
La mia esperienza del centro è un'esperienza positiva dove anche i colleghi di Terni di Perugia lavorano con personale di supporto e hanno un normato che cosa fa l'OS?
pulisce, fa questo, fa quello, non ci dimentichiamo, ma tutto questo secondo me succede perché l'os prende così piede, perché noi non siamo consapevoli della nostra professione, perché se noi fossimo consapevoli di quello che noi possiamo e vogliamo non ci sarebbe tutto questo fraintendimento,
sì faccio dico di qua di là, no, secondo me no, perché loro comunque sia sono consapevoli che rimangono degli os e piano piano stanno cercando di elevare la loro posizione sociale, lavorativa eccetera eccetera, ma questo perché glielo permettiamo noi o comunque sia glielo permette la normativa che non è ben chiara, questa è la mia idea.
Scusate, prima di proseguire, sarebbe meglio che presentiate la vostra esperienza e poi lasciamo la discussione a dopo anche perché dopo c'è l'intervento della professoressa Mazzeo che è un medico legale e probabilmente ci chiarirà molti aspetti rispetto a quello che ci stiamo chiedendo ora.
Prego, adesso prosegue e conclude il collega Giampaolo Zanchi che lavora al blocco operatorio e centrale di sterilizzazione di Bergamo.
Sicuramente potrebbe essere un'opportunità, meglio 2 più 1 che al nord.
Premetto che nel mio brucco operatorio abbiamo inserito solamente solo un os in sala operatoria che fa parte integrante dell'equipe, come terzo operatore sostanzialmente, che è in parte simile all'esperienza che ha appena raccontato Fabio.
Allora, sul timore che viene e che emerge proprio chiaramente, si portano via spazi, il ragionamento che vorrei cominciare ad approcciare è questo, cioè la consapevolezza.
Bernardino ha fatto un escursus sulla figura fondamentale e alla fine ha anche lanciato delle proposte che condivido molto, cioè è su quegli aspetti in quanto professionisti bisogna lavorare, quindi sulla complessità.
È un passo veramente molto interessante in quanto professionisti che si agganciano a modelli concettuali credo che si possa valutare se un intervento è più o meno complesso e quindi da un punto di vista organizzativo modulare una presenza fatta di professionisti piuttosto che di certi altri.
Quindi è molto interessante. Per quanto riguarda la mia di esperienza invece, appunto un os introdotto in sala operatoria ma molti di più in centrale di sterilizzazione perché è stato uno dei primi passi per poter inserire figure di supporto ad un'attività che è francamente importante, quindi è importante il lavoro degli os in centrale, altamente riproducibile, standardizzabile e quindi ci sta a pennello una figura di qua.
E sempre di più si possono cedere sotto controllo, uso questo per dire che possiamo far fare ma i detentori del sapere di come fare le cose siamo noi, i professionisti, validiamo noi quello che poi è il prodotto di lavoro degli altri.
E' una figura sicuramente che può creare problemi in sala operatoria se non correttamente gestita e a questo proposito il profilo ci aiuta molto nel senso che leggendo il profilo possiamo contenere un brutto termine ma insomma regolamentare quello che possono e quello che non possono fare.
Quindi nel cercare di introdurre una figura professionale che non so poi probabilmente nella mia realtà potrebbe avere un futuro ancora più impegnativo ma non mi importa sono politiche di natura che mi passano un po' sopra la testa cioè se decido di implementare sugli os difficilmente posso governare questa cosa perché va nell'indirizzo ahimè di spending review e quindi credo che ci sia anche molto poco da dire.
Sono scelte di politica aziendale fondamentalmente, io forse sono fortunato, Giovanni pure, Fabio si trova bene, quindi tornando al problema è come è che governo da professionista una figura che è sicuramente di supporto, cioè mi è di aiuto nella mia attività nel momento in cui la politica aziendale investe su questo tipo di figura.
Noi abbiamo cominciato a riflettere all'interno, io lavoro a seriate come diceva Elena, ma fondamentalmente lavoro in un'azienda che ha quattro gruppi operatori.
Quindi ci siamo posti il problema, nel momento in cui abbiamo delle figure professionali che entrano tutto diritto nell'equipe operatoria, com'è che da professionisti possiamo governare questo aspetto che è delicato?
perché il problema non sono mica gli os e sono gli infermieri, cioè hanno timore di avere a che fare una figura diversa da loro.
Il collega diceva che ci portano via spazi, non so se è esattamente un problema, è governare la figura il problema secondo me.
Quindi nella mia esperienza ci siamo avvalsi, dopo aver letto quello che c'era a disposizione, dopo aver decodificato il profilo,
AICO negli anni passati ha strutturato un testo dove cercava di tenere sotto controllo e quindi motivare scientificamente l'attività di assistenza in sala operatoria.
All'interno di questo testo era stato ben descritto, sto parlando del 99 esattamente non due giorni fa, che cosa un operatore di supporto può fare all'interno di un blocco operatorio.
Quindi declinava esattamente che cosa poteva e che cosa non poteva fare. Adesso il valore aggiunto del profilo secondo me è che ci sono tre paroline magiche all'interno del profilo che possono poi far sì che i coordinatori,
cioè chi si occupa di indirizzare una figura professionale diversa, cioè di supporto della nostra, è lì che dobbiamo incidere noi.
Quindi un operatore, un OS, collabora, opera e coopera.
Quindi il lessico da utilizzare è questo, opera in autonomia, collabora con qualcun altro
e poi è a disposizione di professionisti che indicano come deve essere fatta questa cosa, giungo alla fine.
Nel momento in cui abbiamo voluto provare questa idea di utilizzare operatori di supporto abbiamo avuto la necessità di andare a declinare esattamente tutto quello che questi signori possono fare e con questa eccezione, opera, coopera, collabora.
Quindi abbiamo costruito un protocollo che va ad identificare la figura professionale, quindi incentrato sull'OS, nelle fasi di pre, intra e post operatorio e attività di tipo trasversale.
Questo abbiamo cercato di fare, oltre al fatto che i lavori erano già in stato avanzato, in sterilizzazione è già un'operazione che gestiamo da tempo.
La sala operatoria è invece un po' più dedicata perché, e ho detto una cosa un po' forte forse prima, ma non ho sentito bisbigli di fondo, quindi non ho fatto capire, ma forse, che veramente i problemi che ho come coordinatore sono legati al fatto che i professionisti fanno fatica a gestire una figura professionale, ma non è un problema del loss, loro possono dire tutto quello che vogliono.
E siamo noi che dobbiamo gestirle e quindi fare proprio, essere consapevoli che noi dobbiamo conoscere bene quello che lui deve fare e essere di supporto alla nostra attività, perché poi le scelte di politica aziendale ci passano un po' sopra.
Naturalmente posso anche declinare, a noi gli IOS per esempio aiutano nel posizionamento, ma aiutano, non è che sono delle posizioni a tu, cioè questo per dire che tutte le fasi intrapreposte sono governate con questa logica.
Io direi che proseguiamo con l'intervento della professoressa Mazzeo e poi apriamo la discussione. Quindi invito anche Giovanni, Fabio e Paolo a non lasciare l'aula.
la professoressa Mazzevo la presento
il piacere di presentarla
è docente ordinario e direttore
dell'istituto di medicina legale
dell'università di Sassari
le do la parola
molto
molto volentieri
mi piacerebbe dire per tutto
il tempo che vuole
ma non lo posso dire
però ci chiarirà alcuni aspetti sui ruoli
e le competenze del
personale sanitario nel nostro ambito
prego
Buonasera a tutti, ringrazio relativamente gli organizzatori ed in particolare Elena perché accetto sempre molto volentieri prima questi interventi.
Poi quando sono qui mi sento un attimo in difficoltà, è un motivo per cui non preparo mai una relazione prima perché so che tanto saranno le relazioni che precedono la mia a darmi tutti gli spunti per poter intervenire.
Allora, cominciamo a chiarire una cosa fondamentale. Qui ho sentito più volte, anche tu l'hai detto, i professionisti, i professionisti. Io non faccio una questione di categorie, sia ben chiaro, non è nelle mie finalità e non vi darei nessun elemento costruttivo.
Però è il diritto e la legge che ci dice chi è un professionista. Allora, il professionista è colui, soprattutto in ambito sanitario, che ha una laurea, un'abilitazione, un'iscrizione, che sia un collegio, che sia un ordine, adesso modificheranno tutto.
Quindi l'OS non è un professionista, fa parte delle arti sanitarie, so che si offenderanno, ma lo dice il codice, non lo dico io, coloro che svolgono un'attività di tipo manuale, mentre il professionista svolge un'attività di tipo intellettuale.
E con questo smettiamo di dire i professionisti perché ce lo studiamo tanto questo benedetto titolo e tanto vale che ce lo teniamo, considerando peraltro, e questo è un altro aspetto fondamentale e io parlo sempre di leggi,
che esiste un'ipotesi di reato
che finché la Lorenzi non interverrà
ma ci sono delle finalità e delle motivazioni
che non hanno nulla a che vedere con l'essenza della sanità
e tantomeno della sala operatoria
c'è un'ipotesi di reato chiarissima
che si chiama esercizio abusivo della professione sanitaria
punto
Punto. Questo esiste addirittura all'interno, ve lo dico perché mi è capitato un caso di questo genere, il titolo di prof invece che di dot, cioè se un dot si freggia del titolo di prof è esercizio abusivo del titolo conseguito.
Punto. Quindi non c'è nessuna possibilità che l'OS rubi, qualcuno aveva questo timore in precedenza, il ruolo, la funzione e la professione dell'infermiere.
Se qualcuno ci prova avete tutti il diritto di denunciarlo, salvo una situazione. È scritto da qualche parte, io ho qualche riserva, però mi rendo conto del problema.
Per esigenze di servizio, attenzione, aspettate perché... datemi spazio, dopo ne discutiamo.
Per esigenze di servizio, un OS può svolgere l'attività dell'infermiere? No. Finito.
Per esigenze di servizio un infermiere può svolgere l'attività dell'OS? Sì. Ricordatevi però, attenzione, spesso ho visto 3.000 articoli su questa storia, viene chiamato demanzionamento.
C'è una sentenza del Tribunale di Brindisi di quest'anno, non so se l'avete letta, in cui un gruppo di infermieri, e avevano perfettamente ragione, si sono trovati a svolgere per anni attività che dovevano essere del loss, perché? Perché si risparmiava un tantino, anche all'interno dell'azienda, quelli facevano tutto e sotto il profilo economico era un vantaggio.
Però è stato fatto per anni, non per esigenze di servizio contingenti. E allora è demanzionamento per un infermiere svolte nell'attività dell'OS quando è continuativa questa situazione.
Ci può essere un'emergenza contingente e su questo dobbiamo tutti essere consapevoli e disponibili, in cui bisogna farlo.
Ora se il contenitore dei rifiuti speciali smaltimento è di competenza dell'OS, ci può essere una situazione in quel momento che è un casino in sala operatoria, allora tutti devono, proprio perché è un'attività in echipe e che ha una finalità che non sono né io, né voi, né il chirurgo, né l'OS, è quel povero Cristo di paziente che spera che tutti facciano quello che bisogna fare.
E allora in una situazione di questo genere io infermiere non posso dire che quel secchio lì lo deve buttare via l'OS. No signori, siamo un po' elastici. Quindi se da un lato l'OS non può fare l'attività dell'infermiere, dobbiamo essere consapevoli del fatto che in determinate e circoscritte situazioni dobbiamo fare anche altro, oltre a quello che è di nostra competenza.
Ho sentito molto parlare di, sempre con te ce l'ho stasera, è il mio bersaglio preferito, di protocolli dove è scritto quello che devono fare, quello che non devono fare, c'è bisogno di un manzionario per l'osso.
Signori, siete voi che date le indicazioni all'osso, siete voi che gli dite che cosa devono fare, a seconda della vostra realtà, perché non si può creare un manzionario osso in cui, vabbè, è un assistente socio-sanitario che deve fare.
Gli scriviamo come ce l'avevate voi il manzionario? Ma come? Abbiamo lottato una vita. Un attimo, con serenità, perché stranamente non me la sto prendendo con voi, quindi stasera siate della mia parte.
Voglio dire questo, il manzionario è qualcosa che costringe sia l'OS a fare certe cose sia voi a non chiedergli certe cose perché la prima risposta è come diceva la nostra OS una volta non mi aspetta e se non gli aspetta voi non potete fare nulla.
Quindi non c'è bisogno di un manzionario per l'OS, perché voi siete responsabili degli atti che vengono compiuti dall'OS.
Siete voi che individuate che cosa deve fare, ma non solo perché è un OS, ma perché voi avete, prendetela nell'aspetto positivo del termine,
L'autorità professionale per capire che cosa è in grado di fare e distribuire i compiti in base alle capacità dei diversi OS. Prima con qualcuno si diceva, ne arrivano certi che non stanno né in cielo né in terra, ne arrivano altri che hanno voglia di fare.
E allora chi è che deve dire tu fai questo e tu fai quello? Siete voi. Se noi costruiamo un manzionario dove c'è scritto A lo fa, B non lo fa, che sia Somaro bravo, quello deve fare.
E questo ci lega le mani. La professionalità di un coordinatore infermieristico, di un infermiere, è anche nella capacità di capire e di sorvegliare, di valutare e di migliorare i comportamenti di chi sono il proprio supporto.
L'abbiamo sentita 300 volte stasera questa parola. Che significa supporto? Che mi aiuta. Ma per aiutarmi deve essere in grado di fare, io devo saperlo valutare, io devo sapergli insegnare quello che deve fare lui, non quello che fa un infermiere.
teoricamente è bellissima
è una bella favola questa
è quello che dovrebbe essere
poi sta la capacità di ciascuno
svilupparlo
il fatto è che i problemi sono enormi
leggevo poco tempo fa
è successo tutto un macello
in Toscana
per la somministrazione di farmaci
in una RSA
RSA dove c'è solo l'infermiere di giorno
di notte non c'è ma c'è l'OS
allora l'OS
Posso somministrare i farmaci? Io vi uccido stasera. Aspettate un attimo, ragionate e pensate che voi siete dei professionisti e avete la gestione terapeutica, ok?
Allora, qui c'è un problema nell'RSA, poi lo vedremo. Se io sono in un reparto, anche di giorno, turno normale, ho dieci pazienti, io, infermiere, preparo tutti i farmaci, io, infermiere, controllo che vengano somministrati i farmaci giusti alla persona giusta.
Ma mettergli in bocca la pasticchina lo può fare l'OS, perché non ha nulla di terapeutico questo. Il terapeutico è a monte, è nella scelta del farmaco, nella certezza di aver scelto il farmaco giusto, il dosaggio giusto e la persona giusta a cui somministrarlo.
Se no, quale sarebbe il supporto dell'OS? Se non quello di eliminarvi nella marea di cose che avete da fare, la cosa più stupida è mettergli in bocca la pasticchina, purché voi sappiate che è il farmaco giusto somministrato alla persona giusta.
Scusate? Aspetta, ci arrivo, ci arrivo, torniamo sempre allo stesso punto. Voi dovete costruirle queste figure.
Allora io ho un os che è appena arrivato, non è che gli do le pasticchine e dico al paziente quello vai, controllo se quello che fa è corretto, se non è corretto quello che fa modifico il tiro, lo risorveglio.
Quando so sicuro che ha capito quello che deve fare posso anche delegare la somministrazione, nient'altro che la somministrazione e non certo la preparazione o quant'altro. Questo è fuori discussione.
Però altrimenti il supporto in un reparto, al di là di fare l'igiene personale e queste cose, qual è? Però sta tutto in mano vostra. La gente va costruita. Quando voi siete diventati infermieri non ci avete avuto un tutor, spero che ce l'abbiate avuto, qualcuno che va traslato da quello che è una teoria e quasi pratica didattica durante lo studio
a quella che è la pratica all'interno di un reparto e qualcuno che è stato dietro e va detto no non si fa così, si fa in quest'altro modo e va corretto il tiro, per un po' va sorvegliato e man mano che si precede imparando e assimilando si lascia un minimo di spazio per quelle che non sono le competenze strettamente infermieristiche al personale di supporto.
Però è tutto in mano vostra, se questa è la metodica procedurale che adottate, io credo che il risultato ci sarà.
Nel caso dell'RSA il problema qual è stato? Che può essere un problema, non è detto che lo sia, è che se è vero che la responsabilità dell'infermiere è anche quella di supervisionare il comportamento, in questo caso, so che l'OS era da solo la notte, la supervisione non c'è stata.
Ci può essere una doppia possibilità, o l'infermiere è un incosciente e ha lasciato l'OS da solo a gestire qualche cosa di cui risponde anche lui in prima persona perché la responsabilità terapeutica è sua, oppure aveva talmente preparato bene l'OS da fidarsi del suo comportamento e quindi l'ha lasciato a sola a somministrare un farmaco.
Il problema qual è? È che adesso si stanno avanzando delle novità piuttosto preoccupanti, tipo la possibilità dell'OSS di inserire i cateteri centrali, e questo è un problema che non ha nulla a che vedere con l'attività sanitaria.
Questo è un problema di meccanismo gestionale che vede in primis un aspetto economico. Non c'è dubbio su questo. Se io ho 10 os mi costano sicuramente meno di 4 infermieri e allora insegno all'os come si fanno queste pratiche.
Aspetta, è certo che sono tosti, eh? C'è un punto, io qui come medico legale mi potrei divertire come una scheggia, perché è un trattamento invasivo? Sì, ok?
Allora il paziente deve essere informato che non è un infermiere ma un os e nessuno glielo dice, è un trattamento illecito, non c'è discussione, non è possibile che venga effettuato questo trattamento da un os perché manca la consapevolezza del paziente, perché è un atto invasivo, perché se non si è in possesso dei requisiti di legge, cioè la professione, per fare questo atto siamo nell'illecito franco,
O dalle lesioni personali lievi alle lesioni personali gravi e chi più ne ha più ne metta. Non c'è possibilità, tant'è che l'OS, nonostante l'ambizione fomentata dalla Lorenzini e da quant'altri e da loro stessi ovviamente, di crescere sotto il profilo del ruolo e del dot, prof o quant'altro, qualche barlume di lucidità ce l'hanno avuta.
senta perché sono andata a leggere delle cose che hanno scritto al di là di quella meravigliosa performance in cui dicono ma se mi viene chiesto qualche cosa che non è di mia competenza perché non sono né un infermiere né un medico e soprattutto non lo so fare perché non lo so fare
Mi posso rifiutare di farlo? E a differenza del tuo avvocato, l'avvocato che ha risposto a questa cosa ha detto certo devi rifiutarti di farlo. Quindi, scusate non è offensivo, ma per farvi capire, un po' gli os stanno vivendo la stessa esperienza che voi avete vissuto vent'anni fa.
Nel senso, l'ambizione di migliorare con la massima inconsapevolezza della responsabilità che corrisponde a questo fare ulteriore e alla incapacità di saperlo fare.
Speriamo, e io me lo auguro, questo esempio di barlume, di lucidità, me ne dà la speranza, che le cose si ridimensionino.
Domani potranno arrivare ad essere dei professionisti, non lo so, ma a quel punto non hanno più senso, perché se la finalità di un OS, ma proprio a livello sanitario in senso lato, è quella di supporto, nei momenti in cui diventano professionisti ci vuole un altro supporto a tutti questi che non sono più supporto e diventa il caos più totale.
Quello che avete detto voi mi è piaciuto molto perché io mi ero segnata questo, che in sala operatoria all'osso fa dal portantino alla sostituzione dell'infermiere circolante.
Cioè nel senso è talmente variegata la situazione che in certe realtà fanno il minimo indispensabile da quell'altro quello che in realtà non sarebbe neanche di loro competenza.
Poi non mi piace il termine competenza perché qui il concetto di competenza è quello che voi siete in grado di valutare e che loro sanno fare. Quella è la loro competenza. Non c'è un filo comune e di base. Anche perché i corsi di formazione degli osso sono dei corsi regionali e ognuno fa come accidenti gli pare.
Quindi se io prendo un os di Torino può avere una preparazione che è completamente diversa da quella di Catania, Galtanisetta, lasciamo perdere tutti i voti. In sala operatoria abbiamo detto che è di supporto, quindi tu dicevi prima, chi lo posiziona il paziente sul lettino?
Ma lo può posizionare benissimo l'osso, con voi che gli dite che cosa deve fare. Ma mi pare semplice, se no che supporto è? Se me ce lo devo mettere da sola, che supporto è? Oppure lo volete fare voi? Benissimo, tanto ce ne avete poche da fare in sala operatoria, fatelo da soli.
Però mi sembra sciocco, voglio dire, nel senso, se gli insegnate come si posiziona un paziente sul letto operatorio, ben venga.
Se si tratta di una situazione complessa, un intervento complesso come quello che ci raccontavano stamattina egregiamente nelle neoplasie del pancreas, è lì un attimino, lì aspetta un attimino perché è una situazione talmente, come posso dire, articolata, con delle fasi successive diversificate, con materiali e quant'altro diverso.
Se permetti me lo faccio io. Cioè sta sempre a voi stabilire e capire, in base alla situazione reale e in base alle capacità individuali, che cosa possono fare e che cosa non possono fare.
Non fate l'errore, se posso darvi un consiglio, che hanno fatto i chirurghi all'epoca di imporre la vostra autorità. La gestione di tutte le, come vogliamo chiamarla, come coordinatori di tutta l'equipe infermieristica OS, vuol dire tentativo di condivisione.
Non vuol dire imposizione di un'autorità perché altrimenti vedete il muro e se c'è il muro non andate da nessuna parte né voi né loro e il risultato è che chi ci mette è sempre il poro paziente che è lì sul tavolo operatorio.
Questo è lo stesso motivo per cui stamattina sono intervenuta nella relazione della Piloni sulla checklist.
Io condivido perfettamente il concetto della checklist come modello semiperfetto, perché perfetto non c'è mai niente, per insegnare qual è un metodo di approccio, un metodo di comportamento.
Sono comunque convinta che nel momento in cui viene imposto dà fastidio, darebbe fastidio anche a voi, perché uno dice ma io lo so già da me quello che devo fare, ora questo è un peccato di presunzione perché tutti possiamo migliorare e come dicevamo oggi con Elena può capitare che qualche cosa ci si dimentichi perché la sala operatoria è complicata, perché c'è sempre un gran macello, perché il chirurgo urla,
tutto quello che volete voi, qualche cosa possiamo dimenticare. La checklist dobbiamo vederla nel senso di un promemoria che ci aiuta a razionalizzare i nostri comportamenti, che ci aiuta a non dimenticare, ma nel momento in cui noi avremo la cultura, perché è tutto qui, del metodo, non avremo più bisogno della checklist.
checklist. Facevo un esempio stamattina, sempre a lui, tanto ormai stasera è il tuo turno,
hai fatto apposta. Vent'anni fa morivano i pazienti come le mosche perché nessuno gli
domandava se erano allergici a determinati farmaci. A quel punto sul frontespizio della
cartella è comparso un riquadro grosso così, allergie. Adesso è scomparso perché non
c'è più bisogno di scriverci, perché l'abbiamo imparato. E così è il discorso della checklist.
checklist, ce lo impongono in qualche modo perché entri nella nostra metodologia comportamentale,
quando sarà diventato un meccanismo culturale, chiamiamolo in automatico, non avremo più
bisogno della checklist, però ci vogliono gli anni per fare questo. Il significato della
checklist, allora stamattina l'ho sentito al volo, ebbè così stiamo tranquilli, nel
Vero che può essere anche la dimostrazione, io non centro niente perché ho fatto quello che dovevo, ma è soprattutto e direi prevalentemente l'individuazione di un comportamento corretto, quindi è avvantaggio non mio, è avvantaggio di tutti del paziente e di tutta l'equipe chirurgica, anche perché, e qui faccio una cosa velocissima perché sono per fare delle domande,
Non mi dilungo più di tanto. Quando c'è un problema, chiamiamolo così, in sala operatoria, non ne viene fuori nessuno in ambito penale. Vero è, poi vedremo se c'è colpa o non c'è colpa, diligenza, prudenza, perizia, vedremo quello che sarà.
ma intanto il pubblico ministero dice chi c'era in salveratoria anche l'osso ci sbatte dentro, guardate, così vi dirà sul morale, ci sbatte dentro tutti, poi verificherà perché la responsabilità penale e personale se la colpa cioè l'errore causativo del danno è stato di tizio, caio e sempronio, ma non vi dimenticate che ci può essere una corresponsabilità,
oppure una responsabilità unica infermieristica
e qui torno sul discorso delle garze
e poi chiudo perché se no vi impazzisco
allora abbiamo due circolari ministeriali
su antiche ma ce l'abbiamo
in cui dice che la conta delle garze è di responsabilità
e competenza infermieristica
si siamo fermati lì ma tuttora vale
tant'è che non voglio dire tutte
perché non sono in grado di affermarlo
Tantissime aziende hanno, estrapolando i concetti dalle circolari, creato dei protocolli interni in cui si stabilisce che cosa deve fare l'infermiere.
Problema, è capitato un caso, San Benedetto del Tronto, da quelle parti, in cui, perché qui è un problema serio, non è una passeggiata, è stata lasciata una garza in addome, tanto per fare qualcosa di originale, l'hanno rioperato, tolta la garza, questo ha denunciato tutti ovviamente, e qui è nata la diatriba.
Di chi è la responsabilità? Allora il pubblico ministero ha guardato il protocollo dell'azienda sulla base delle due circolari, era dell'infermiere e c'era scritto che l'infermiere doveva procedere alle conta delle carze pre e post intervento chirurgico.
esimendo il chirurgo dal verificare la correttezza di quello che veniva detto dall'infermiere
perché era competenza esclusivamente sua
l'unica cosa che doveva, e risulta nella sentenza, fare il chirurgo
era domandare se era stata fatta la conta delle garze
e qui c'è qualche dubbio perché uno dei...
hanno fatto ovviamente, hai sentito tutti quelli presenti in sala
Qualcuno dice sì, mi è sembrato di averlo sentito, ma forse ha mungolato, ha fatto un cenno con la testa. Insomma, morale della favola, la responsabilità è stata attribuita completamente al personale infermieristico.
Come? Pescara, non me lo ricordo il posto preciso.
Il punto qual è? È che se voi vedete l'evoluzione delle sentenze della Cassazione in questo senso, sembra aiutate Pierina a trovare la mamma.
perché una volta dà la colpa
al chirurgo e all'anestesista
perché l'anestesista doveva guardare
la volta dopo dà la colpa al chirurgo
a tutta l'equipe chirurgica
perché loro avevano il campo operatorio
un'altra volta dà la colpa agli infermieri
della serie, state attenti perché in qualche modo
dentro nel problema
ci siete tutti
io sono di questo avviso sotto la logica
chirurgica, vero è
che io chiedo all'infermiere di contare
le garze, ma io ho un campo operatorio
aperto e devo fare
Fare la revisione del cavo addominale prima di chiudere. Ergo, non è che posso dire solo, l'hai contato? Dovrò guardare se c'è un sanguinamento, se la sutura tiene, se c'è qualcosa che non va. E a quel punto vedo anche la carza. Allora la mia domanda è, ma quanto ha richiuso l'addome questo chirurgo? Dove ha guardato?
Ed è possibile che nella prossima sentenza qualcuno si ponga il dubbio che mi sto ponendo io. E ricominciamo da capo che ci va in mezzo tutta l'equip, l'infermiere, il chirurgo e forse domani anche l'anestesista. Grazie.
Grazie professoressa, ci ha sicuramente coinvolto, l'ho sentito dal brusio, in alcuni punti ci ha anche sconvolto, però chiedo, e quindi a questo punto chiedo, ma ci sono domande?
Prego, la discussione è aperta.
Avete capito tutto? Aspettavo la guerra io.
Buongiorno a tutti, io lavoro all'ospedale di Biella dove da 20 anni lavoro in sala operatoria e sempre ho lavorato con OSS come infermiere di sala, una volta erano ausiliari
Non come infermiere di sala, come supporto di sala
A chi ce lo chiama così?
Per capire di che figura stiamo parlando
L'equipe è composta da infermiere d'anestesia, infermiere strumentista e OS, che in qualunque entità di intervento, urgenza, emergenza o chirurgia...
Ma non lo vedo un problema questo, al di là dell'etichetta che gli viene attribuita infermiere, non lo so, infermiere circolante o quello che volete voi, il punto è quello che fa, che siete voi.
Quello che fa in altri ospedali lo fa l'infermiere.
Questa è una travisazione che indubbiamente esiste e che in parte è anche responsabilità vostra, perché in realtà la vigilanza su queste figure è la vostra.
Se voi non siete in grado di attribuirgli un compito in base alla sua capacità, in base alle necessità di quel momento, chiamatelo anche prof e va bene lo stesso.
Io volevo segnalare la differenza di realtà, lavorare in tre infermieri, lavorare in due in qualunque tipo di circostanza anche l'emergenza cambia ed è dura.
Lo so che è dura, ma questo è una, lo sapete meglio di me, non c'è bisogno che ve lo dica io, lui ce l'ha fatto vedere benissimo qual è la composizione, modello dell'equipe di sala operatoria, ma sappiamo tutti che forse a Roma sarà in un modo, a Torino sarà in un altro, a Catania sarà in un altro, a Sassare lasciamo perdere, non gli fa niente, perché le realtà sono diverse,
Perché siamo tutti in carenza di personale, perché siamo tutti subissati eccetera. Lo sappiamo perfettamente, ma questo non cambia la sostanza delle cose. Hai una figura di supporto, usala, usala, ma la devi usare tu per quello che serve per te, non per altro. E questo è il punto, se voi lo lasciate andare, domani sì che sarà un infermiere.
Forse il problema non è...
Da infermiere circolante e premetto che l'infermiere di anestesia non faceva parte della sala operatoria. Ora con questo non voglio dire che si debba tornare alle origini. Oggi c'è una grandissima confusione sulle competenze.
La collega, io la capisco, perché c'è un gran disquisire sulle competenze di chiunque, ma di fatto poi nessuno di noi sa effettivamente cosa dobbiamo fare per gestire l'OS.
Perché questa figura, un po' perché lo vuole essa stessa avere delle mansioni in più, un po' perché a livello nazionale purtroppo noi come categoria non ci sappiamo dare una linea guida che ci permetta di lavorare tutti alla stessa maniera e di arrivare ad un obiettivo comune.
di fatto si aprono delle problematiche sulla responsabilità. Cioè vale a dire, se io sono strumentista come ho fatto all'epoca negli anni 80 ma che non posso più fare oggi perché le responsabilità sono molto ben definite, cosa che non lo erano allora,
Allora io non posso permettermi di far firmare una contagazze all'OS. Ci deve essere una figura professionale che lo fa per l'OS perché è un documento non valido da un punto di vista della responsabilità professionale.
Quindi io da strumentista non posso controllare l'operato dell'OS perché comunque vale il principio dell'affidamento in equip. Io mi devo fidare di quello che fa un'altra persona.
L'affidamento è tra professionisti.
Ma ha maggior ragione.
Ma l'OS non è un professionista.
C'è lui in sala e allora insegnategli a contare le garze e controllatele.
Oppure spingete per avere una struttura di sala operatoria come dovrebbe essere.
Altrimenti qual è la soluzione? Non ce n'è.
Se questo è il ragionamento la soluzione non c'è.
nel senso che la strumentista si prende la responsabilità
domani se le carze sono state contate male
se vi sta bene così
allora avete due possibilità
posto che la responsabilità è vostra
della conta delle carze
o insistete per avere un infermiere come Cristo comanda
signori le nostre coifichi secchi in se fanno
la realtà è questa e dobbiamo affrontarla
è inutile che mi dite non ce l'abbiamo
Smettete di lavorare in sala operatoria, una soluzione tocca trovarla, no? È inutile che ci lamentiamo, non serve a niente. Allora, delle due in una, o trovate il sistema di avere un altro infermiere degno di questo nome in sala operatoria o insegnate all'osso a fare la conta delle carze e ve ne assumete la responsabilità. Alternative non ce ne sono.
c'è un'altra domanda
allora fate le simulazioni
portali in sala operatoria
quando c'è una stupitaggine e non sei tu la strumentista
insegnagli
a te chi ti ha insegnato
qualcuno che di te prima o poi si è fidato
qualcuno che ti ha insegnato
come si dice
scusi è la nostra professionalità
se io devo essere sostituita
dall'osca e con le gambe
ma non sei sostituita
allora contale
Io voglio un professionista come me.
Partete straenuamente per avere un'altra figura professionale. Quale altra soluzione c'è? Ce n'è un'altra? No? Allora forza ragazzi, trovate una, a seconda della realtà in cui vivete.
Lo so, ma non ci lamentiamo, basta, dobbiamo muoverci a fare qualche cosa perché il lamento non porta a niente, lo so che funziona in questo modo, ma allora che vogliamo fare? Smettiamo, potrebbe essere un'altra alternativa, bisogna trovare una soluzione.
C'è un'altra domanda, si può alzare in piedi per favore? Grazie, grazie, prego.
Io volevo fare una considerazione alla dottoressa, cioè lei ha detto di usare gli os per quello che mi servono, io li uso per quello che gli competono, non posso usarli per quello che mi servono.
Un'altra cosa, considerazione alla collega di Biella, abbiamo detto che per attivare una sala operatoria ci vuole un numero di infermieri, non è scritto nella Bibbia che tu devi fare la ferrista e l'os deve fare l'infermiere ciccolante, ti levi il camice e fai l'infermiere ciccolante, fai strumentare il medico.
fate voi
vi prego di alzarvi in piedi
non so che dirvi
c'è un'altra domanda qua
o considerazione, prego
collega alzate in piedi gentilmente
poi ti arriva anche il microfono
oppure non attivi la sala operatoria
oppure non si attacca
è una soluzione
meglio parlare con il microfono
grazie, passate il microfono al collega
e poi volevo chiedere
alla collega, chi lava i ferri dopo
se tu sei strumentista
e l'osso fa l'infermiere.
un confronto
infermiere medico
infermiere medico
quindi se fossi
voi come cari colleghi
se vi preoccupate che l'OSS
possa prendere in qualche maniera una parte del vostro
sapere, beh io mi farei
delle domande
noi stiamo cercando di fare
delle cose che vanno molto
più avanti, tipo per esempio la gestione
dei portali per gli accessi
venosi, pic
Stiamo cercando addirittura di organizzare degli interventi chirurgici come secondo, non solo come strumentista ma ci stiamo ponendo anche, nelle scuole anglosassoni già esiste, ci sono alcuni interventi chirurgici anche se di piccoli interventi di chirurgia dove l'infermiere oltre ad essere strumentista è anche secondo operatore.
Per non parlare tutta la scuola americana dei paramedici che in realtà gestiscono le funzioni vitali di strutture complesse, di ambulanze, secondo me ci stiamo buttando un po' troppo giù.
Non dobbiamo avere questo timore di essere in qualche maniera scalzati dall'OSS. Anzi, se fossi in voi, guarderei più in alto e cercherai di prendere un po' di potere ai medici, ai chirurghi e a tutti quelli che credono di essere sopra di noi. Grazie.
Allora si, la storia si ripete. Allora guarda in realtà nel nostro paese sono saltati un po' su tutti quando l'anno scorso sono stati autorizzati anche il personale infermieristico in pronto soccorso a piccole suture, piccoli trattamenti chirurgici eccetera.
Perché il problema non è io lo faccio e sono quasi dottore, lo so fare, il punto è quello, ci sono qui dentro, come su tutto il territorio nazionale, ma questo riguarda anche i medici ovviamente, abilità, capacità e acquisizione di competenze molto diverse.
Quindi tu ovviamente, lo capisco, hai questa opportunità, stiamoci attenti perché fare il secondo è in sala operatoria, se succede qualche cosa io ci vedo appena appena appena a un esercizio abusivo della professione medica.
Va bene, mi va benissimo, sono d'accordo con te.
Fa consulenze, un collega infermiere gestisce un reparto per quanto riguarda le lesioni da pressione e va per i reparti a fare consulenze e scrive tutto ciò che bisogna fare.
fare le potenze. Va benissimo. Cioè perciò
dico non guardiamo troppo in basso. Bisogna
saperlo fare. Assolutamente sì. Secondo me
il punto fondamentale della
professionalità, per questo che non
riesco a capire certi ragionamenti, è
che significa acquisizione di abilità
che sono conoscenza, cultura, manualità
tecnica. Poi uno può, teoricamente, il
modello a cui stiamo tendendo è quello
in cui tutti i professionisti della sanità possono intervenire anche chirurgicamente, come fanno negli Stati Uniti, tutte queste cose così. Però bisogna saperle fare perché io da quello che vedo nei film americani, questi infermieri sono dei geni del male, sanno fare veramente tutto, interventi a cuore aperto eccetera.
Allora, ci sono queste abilità? Benissimo, ci arriveremo. La strada è questa. Però bisogna avere queste abilità perché adesso io scendo da un gradino e ti faccio un altro esempio che crea grossissimi problemi.
esperienza diretta di casi di responsabilità
triage in pronto soccorso
sarebbe bene che qualche
d'uno ogni tanto azzeccasse il colore
del codice
perché se parliamo di
abilità, di competenze, di
capacità, di professionalità
di autonomia, di quello che volete voi
io ti metto lì in prima
linea, quindi ti sto dando
una responsabilità in
termini di, anche di
gratificazione professionale
oltre che di fifa terribile
perché ti metto a te
perché mi fido di quello che sai fare
a gestire il triage
ma azzecca lo sto codice
perché a me ultimamente
mi sono morte tre persone per un codice sbagliato
quindi benissimo
che sia il secondo operatore in sala operatoria
partiamo
non si costruisce mai dal tetto
si costruisce sempre dalle fondamenta
ecco io
se me lo consentite vorrei intervenire
Per dire che intanto le intenzioni di questa sessione non erano quelle di fare una rincorsa al potere o a chi vuole fare il lavoro dell'altro, noi vogliamo confrontarci per cercare magari anche di uniformare i nostri comportamenti e capire come possiamo risolvere alcune difficoltà, difficoltà che a quanto pare abbiamo tutti.
Io da coordinatrice dico alla collega Di Biella che è una questione proprio legale. I due infermieri sono i requisiti minimi previsti dalla legge. Avere un terzo OS è importante, però dobbiamo anche, forse come ha detto la Piloni stamattina, anche se parlava di checklist, un pochettino prima di tutto guardarci allo specchio noi.
Perché a me ogni tanto mi dà fastidio vedere, sì è vero che l'OS può da solo posizionare il paziente, ma per me è molto fastidioso vedere lo strumentista che viene aiutato dall'infermiere circolante e l'OS che è da solo col paziente.
Quindi qua anche noi dobbiamo dire che forse è molto meglio che l'OS aiuti la strumentista ad aprire le cose e che del paziente e del posizionamento.
me ne occupi io in prima persona
poi se ho bisogno di aiuto mi aiuta
altrimenti andiamo a finire
come capita nelle corsie
in molte corsie, spero che non sia la vostra
io ahimè, devo dire
nella nostra
dove l'OS viene
incaricato di fare
tante cose, non la terapia
perché di quella non ci fidiamo
ma per me
pensi un po' anche misurare una pressione per me è importante
e invece ci va
sempre l'OS
dove poi però che cosa risulta?
risulta che io nel frattempo che cosa sto facendo?
perché l'OSI a supporto dell'assistenza infermieristica
interviene ad aiutarmi
nel momento in cui io non ce la faccio più
poi certo come ha detto Paola
alcune cose le può fare in autonomia
però anche noi un pochettino dobbiamo guardarci allo specchio
altrimenti succede che
anche l'igiene del paziente è importantissima quando c'è l'OSI
Quando l'OS non c'è può rimanere sporco per tre giorni, che a noi non ci compete. Dobbiamo riportare questo anche nell'ambito della sala operatoria, cioè l'OS deve lavorare con noi, io sono d'accordo che venga integrato in sala operatoria, che venga riconosciuto come figura che fa parte del team, però lui deve cominciare dalle sue cose, io dalle mie.
Io non devo dimenticare quello che devo fare io. E la responsabilità del paziente se ce l'ho io. Significa che io prima di tutto devo stare vicino al paziente. Poi che ci siano delle problematiche dipendono anche da altri fattori che l'infermiere di anestesia là dove c'è fa solo l'infermiere di anestesia.
Anestesia, cioè non è più un'infermiere perché il paziente non lo guarda più, guarda quello che fa l'anestesista e aiuta l'anestesista in funzione di quello che serve all'anestesista, non in funzione di quello che serve al paziente.
Quindi probabilmente questo è importante che ne parliamo oggi ma senza dimenticarci che non possiamo partire dal nostro.
Scusate se sono intervenuta.
Posso dire una cosa? E comunque c'è stato un grossissimo lavoro internazionale che ha coinvolto 350.000 paesi e tra le tante problematiche affrontate è proprio quella dell'osso in sala operatoria.
E' risultato che una presenza di personale di supporto, cioè dell'operatore sociosanitario superiore in proporzione al 40% dello staff infermieristico diventa pericoloso e può determinare, io vi riporto quello che dice la ricerca, un aumento di mortalità.
40% rispetto al personale infermieristico.
Sono una domanda come medico legale.
Anche tu ti ci metti.
No, per quel caso che è successa a Padia, noi a Catania, la nostra azienda, la direzione sanitaria ha cercato di coprire i pazienti con questi moduli che arrivano.
Noi per trovare i pazienti dobbiamo togliere tutta la modulistica che ci mandano, togliere la modulistica che loro mandano, però non hanno la capacità di adattarla a noi.
E' arrivata quella famosa modulistica della conta Garza del Ministero della Salute dove c'è scritto firma dell'infermiere o altro operatore. Ora lei da medico legale in quel caso, quello che è successo a Pavia, l'altro operatore deve firmare oppure no? Può firmare solo questo?
L'altro operatore è il LOS?
Certo.
Se l'avete fatto insieme, firmate tutti e due.
No, fermo restando che in quel momento l'infermiere circolante non c'è, c'è il LOS.
E la conta la fa il LOS.
Ma la responsabilità della sorveglianza della conta, chi se la prende?
Qualcuno ce deve essere.
E' sempre lì il discorso.
La responsabilità è comunque nostra, anche se firmo LOS.
Assolutamente, non c'è dubbio su questo.
competenze, la somministrazione dei farmaci dell'OS in corsia è nell'accordo Stato-Regioni
del 2002 e quindi dice che la formazione complementare abilita l'OS sotto la supervisione dell'infermiere
a la somministrazione della terapia che è responsabile, ma questo vale però in qualsiasi
ambito sanitario, l'infermiere se noi ragioniamo per processi rimane irresponsabile della pianificazione
e dell'attuazione del piano assistenziale
e in questo vale anche
il discorso della conta Garze
quindi l'OS può contare
ma la responsabilità rimane insieme a
infatti hai detto
erano delle sottolineature
assolutamente d'accordo
e poi anche il discorso
è un problema
nostro e un problema degli altri
io la formazione
l'avevo messo come nodo
delle questioni sull'OS
e avevo sottolineato il doppio fronte
proprio perché dal punto di vista accademico
c'è un problema
su chi è l'OS e su che cosa
deve fare l'OS, io sarei curioso
anche di indagare su questo
se tutti sanno
quali sono le competenze
e le abilità che deve avere
un OS e quindi
questa era un'altra cosa
ci stiamo un'altra settimana su questo
tutto qui
grazie Berlandino
e forse il problema
il problema è l'infermiere
piuttosto che non l'OS
prego c'è un'altra domanda
sono un infermiere e anche io lavoro in Sardegna
conosco Elena
sono d'accordo con quello che diceva
Elena lei o Elena me?
Elena lei
questa cosa che comunque l'OS
è importante che venga inserito
perché da supporto per l'amor di Dio è necessario
però comunque competenze
avviene a che fare col paziente in sala operatoria
la responsabilità del posizionamento del paziente
noi sappiamo che è dell'infermiere
del chirurgo, dell'anestesista
non dice dell'OS
ma non lo dice no
come diceva anche la collega di Biella
non lo può dire
comunque c'è l'OS anziché l'infermiere
come il collega Tomei diceva
che la sala si apre con due infermieri
un anestesista e un chirurgo
cioè non possiamo dare
ma senza togliere niente all'OS
che per l'amor di Dio che ben venga
però dare
non so se dire competenza
una roba del genere
un ruolo, un compito
un ruolo che comunque non gli compete
benissimo, non glielo date
allora tu in sala operativa
non glielo diamo noi
perché io penso che nel momento in cui venga assunto dall'azienda
l'azienda come fa un contratto all'infermiere
lo fa anche all'OS
e gli viene detto qualcosa che deve fare
e c'è scritto posizionare il paziente
sul lettino operatorio
no, ma se deve sostituire no
Posizionare assolutamente, può collaborare col posizionamento del paziente
Certo, metti che ti arriva uno che pesa 120 kg
Collaborare sì, ma da supporto aiuta, c'è anche il chirurgo che aiuta, ci mancherebbe
Ma che cos'è il supporto all'infermiere?
Aiuto e non sostituzione
Supporto ho detto, supporto vuol dire aiuto
Lo decidete voi
allora lo decidete voi sì perché è d'aiuto alla vostra attività punto allora se si tratta di farlo
posizionare non è una cosa corretta perché c'è già il chirurgo c'è già l'anestesista ci siete
voi benissimo se ti capita uno di 130 kg fa comodo e allora ti fai dare una indipendente
Ma lo scegli tu, lo scegli, lo scegli tu.
Ma da noi non esiste questa realtà di discrepanze tra l'oste e l'infermiere perché c'è una stretta collaborazione, c'è un'indicazione di chi fa, che cosa fa e tutto quanto.
Se trovate un modo di non mettervi in contrasto, ma di cooperare, il problema si risolve. Dipende tutto dalla volontà di collaborazione, senza timori di essere scavalcati, senza paura di niente.
assolutamente, certo
grazie Ciro
ci sono molte discussioni tra di voi
ma che a me piacerebbe sentire
però approfittiamone
quindi i commenti
sarebbe bene farli a voce alta
così magari riusciamo a crescere
prego, c'è qualche altro
che vuole intervenire?
è perché ognuno vive il problema in maniera diversa
c'è anche un problema di
io penso, poi non so se
sbaglio, ma lancio la pietra
anche di autoreferenzialità
assolutamente
c'è tanta
soprattutto il problema dell'infermiere di anestesia
che ben venga se fosse specializzato
così come è specializzato
lo strumentista
ma ben vengano queste figure
ma se
diciamo
se vengono riconosciute a monte
perché altrimenti così in maniera
autoreferenziale se io stabilisco che devo
fare solo lo strumentista
E lei stabilisce che deve fare solo la nurse di anestesia, è lì il nostro problema, il nostro problema è organizzativo.
Ma le realtà organizzative sono diverse e quindi vanno modulate e adattate un po' anche alla realtà che ciascuno vive, partendo da dei presupposti di base. Io sono un professionista perché ho la capacità di e quindi ho un potere, fra virgolette, anche di demandare o chiedere aiuto per certe incombenze.
vorrei chiedere una cosa
ci sono alcuni che lavorano
con tre infermieri senza os?
e dai grazie
un microfono al collega
allora buonasera
io sono un coordinatore di Siracusa
la mia realtà
quando dico ai colleghi
i miei infermieri
che siamo un'isoletta felice
perché noi in ogni sala
abbiamo tre infermieri
infermieri ferristi di sala operatoria, quindi tutte e tre interscambiabili senza avere nurse di anestesia, senza avere infermieri che girano nella sala, sono tre infermieri esperti ferristi di sala operatoria.
Punto. Allora il mio pensiero qual è? Cioè noi dobbiamo avere il supporto dell'OS ma senza, secondo come la vedete, fino a oggi sono contento e soddisfatto del lavoro che ho fatto con la direzione sanitaria perché è importante far capire qual è la nostra professione, la nostra professionalità, il nostro modo di lavorare.
Cioè quando si parla di tempi, aumentiamo i tempi morti per un intervento, non me ne può fregar di meno. A me personalmente in qualità di coordinatore quindi di responsabile interessa la sicurezza del paziente, interessa che il paziente finisce l'intervento, si sveglia e se ne va.
che poi alla fine di tutta la storia
c'è un intervento in meno
durante l'arco della giornata
non è importante
quando mi dicono
che l'OS viene a sostituire l'infermiere
per me non va bene
ma non esiste nella maniera più assoluta
il supporto significa
mi va a prendere il paziente in reparto
me lo riaccompagna, mi aiuta
mi sistema i ferri, me li lava
questo significa
ma non che mi va a sostituire
un'unità infermieristica
non esiste
non lo può fare
sì ma quando mi dicono che si può aprire
una sala operatoria con due infermieri
e un osseo o con un infermiere e due
ma no, io gli blocco
le sedute
però questo è in risposta
a lei che sollevava
il problema
ecco, fatti dare un po' di indicazioni
da lui e risolvilo
è davvero in un'isola felice
volevo fare una precisazione
Bene, se non ci sono altri interventi, professoressa, vuole aggiungere qualcosa rispetto a quello che...
Volevo fare una precisazione.
Scusate.
Quello che viene definito nella normativa, sino a un anno fa più o meno, era quello che nel manuale dell'accreditamento che ogni regione ha fatto proprio,
veniva definito come minimo assistenziale per aprire una sala operatoria. Quindi non bisogna confondere quello che è il minimo assistenziale con quello che vogliono oggi imporci come regola perché se prima il minimo assistenziale erano due infermieri, un rianimatore e due chirurghi, domani avremo un infermiere solo che è quello che è al tavolo operatorio.
Quindi io non sono d'accordo sui due infermieri come regola, ma non perché non siamo in grado di coinvolgere altre figure, ma perché è solamente una manovra per abbattere ulteriormente il numero di infermieri nella sanità, per una ragione economica.
Sì però, cioè io non capisco.
La regione Sicilia come decreto?
Siccome ci sono due interventi la posso decidere di diminuire le cariche potenziali, ma quando c'è una media distanza di passaggio non è così semplice, il requisito minimo rimane un requisito minimo, poi va valutato in maniera circostanziata.
Non è mandatorio, non so come dire meglio. La regione Sicilia stabilisce per decreto che l'infermiera all'interno di una camera operatoria sono due e mezzo unità. Che cosa significa due e mezzo? Una stupidaggia.
Allora io ne voglio tre, capisci? Allora se noi diamo l'input di aprire una camera operatoria con due infermieri, ma io metto due unità quando facciamo i desageri, quando facciamo i lipomi, quando facciamo queste, cioè due, piccoli interventini, piccoli interventini.
Ma questo non è un problema dell'amministrazione o del primario, secondo come la penso io, è un mio ordinamento interno, ma io voglio il numero, a prescindere dal fatto dei limiti minimi assistenziali, io voglio la sicurezza, si parla tanto di sicurezza, di checklist, ma la sicurezza in primis sta in questo.
Io lavoro al nord, posso garantire che pur lavorando al nord lavoro tranquillamente anche io con tre infermieri e decido in quanto coordinatore di fare una valutazione del carico di lavoro in relazione al tipo di specialità, però non è che ti obbligano a… non mi risulta che sia così.
Bisogna vedere le differenze, questo è un tema talmente variegato che bisogna vedere in realtà.
Allora io penso che dovrebbe essere univoco il discorso nord-sud.
Se io avessi un OS, come stiamo dicendo dall'inizio, lo utilizzo da professionista, perché lo so, quello che mi serve per arrivare al problema intervento chirurgico sicurezza del paziente.
Adesso io non volevo incasellare l'OS in ragionamenti, era per cercare di, perché poi era in un contesto di formazione, quindi cercare di declinare un'attività complessa all'interno e quindi di far prendere coscienza agli infermieri di come una figura diversa, brutta a dire così, ma può esserci d'aiuto.
Ma il professionista sono io e decido io in che modo e mi avvalgo di strumenti legislativi che mi permettono di contestualizzare la situazione e quindi lavorare.
Ma non è che questo è, altrimenti lavorate con due, altrimenti è come collegarsi, abbiamo capito chiaramente che è la responsabilità dell'infermiere, bisognerà trovare all'interno dell'equipe, e c'è un secondo infermiere, ci prenderemo la responsabilità, bisogna trovare una soluzione all'interno di un contesto difficile perché altrimenti continuiamo a piangerci addosso e non facciamo.
Ma scusa, di fatto siamo...
Ma scusa, un attimo che ti passiamo il microfono collega, un attimo solo, grazie a te.
Stiamo dicendo di fatto tutte e due la stessa cosa in termini e condizioni diverse, cioè nel senso, allora.
Allora per me il discorso è il fatto che il loss venga usato realmente dai poteri forti che sia lo Stato, chi è che sia, per attaccare la nostra classe, questo è quello che sta avvenendo.
E' assolutamente così e lo viviamo ormai da tempo, anche ultimamente viviamo gli attacchi che vengono fatti nei confronti della nostra categoria.
Io non so, lei lavorerà su, io le posso garantire che nelle nostre strutture noi abbiamo problemi di personale e si cerca di centellinare in questo modo.
Per quello che concerne dove lavoro io non c'è un prevaricamento da parte dell'OS assolutamente, questo non c'è.
C'è però questa sensazione forte di un non rispetto della categoria infermieristica che nel corso degli anni si dice che va davanti, che debba migliorare e tante belle cose si prova ma in realtà non viene poi portato nella collettività globale e neanche nei palazzi dove si decide tutto ciò che si cerca di costruire.
Questo è quello che io personalmente penso e vedo allo stato attuale.
Volevo fare una premessa, io penso che gli insegnanti dell'OSS sono gli infermieri, quindi responsabili della formazione, in buona parte di tutto questo percorso sono gli infermieri.
Quindi voglio dire che siamo noi che dobbiamo dare input a queste persone per il ruolo che occupano.
Ma infatti è una questione di responsabilità, da qui abbiamo iniziato e qui insomma.
No, no, non c'è più.
Lasciamo stare perché effettivamente è un qualche cosa che... boh, le competenze magari vanno anche certificate.
La domanda che mi faccio è quando si fa il registro operatorio che vengono indicati i chirurghi, poi compare Mario Rossi, infermiere o strumentista nell'equipo operatoria.
se succede qualche cosa
non voglio fare consulenti
vede un po' di confusione
però voglio dire rispetto a quello che ha detto
il collega
negli anni 90
a metà di 90
in uno dei pochi aorne che ho fatto
c'era già la diatriba
siamo sempre vent'anni dopo
perché poi escono queste cose qua
la diatriba dell'infermiera
di sala operatoria
scrub nurse
First assistance è quel soggetto proprio che è stabilito dai regolamenti di AOR, cioè dell'associazione di infermieri di camera operatoria, che prevede che un infermiere con certificate competenze e di sala operatoria particolari possa effettivamente supportare il chirurgo in manovre semplici.
Ma sinceramente a vent'anni di distanza e allora già c'era un forte contrasto fra gli infermieri e l'operatoria perché diciamo ma siamo infermieri o siamo qualche cosa che, beh cominciamo a capire che preferirei essere infermieri perché altrimenti facevo medicina e chirurgia e forse per come la vedo io.
Cioè stiamo sul pezzo per argomenti che noi siamo in Italia, non è la Svizzera, non è la Francia, dove hanno competenze diverse e questo non sta a significare nella mia testa che non possa acquisirne delle nuove.
Però viviamo un contesto normativo che insomma incasella in un certo modo, quindi non è che possiamo fare i voli pindarici e farci i film mentali dove vorremmo essere,
Cominciamo a ragionare su aspetti di vita quotidiana che insomma già mi sembrano abbastanza impegnativi e alla fine l'OS è un'opportunità,
dove non c'è niente, meglio l'OS che gestisco e riesco a dare di supporto all'attività che altrimenti farei fatica a gestire che irrigidirsi sul 2 pensando che sia mandatorio quando non lo è.
Ora, io non è che voglio contestare il collega di Siracusa perché magari la Sicilia è o due, perché l'ho scritto, e poi da un punto di vista della gestione delle risorse umane, che è già di per sé aberrante definire risorse umane, le risorse finiscono, nel contesto organizzativo si trovano delle strategie, cioè si diventa propositivi per qualche cosa, perché altrimenti la mia impressione è che su certi aspetti ci si pianga un pochettino addosso.
E questo, sottolineo, lei non è d'accordo ma non è da professionista.
l'ho detto prima
non piangiamoci addosso
c'è ancora un intervento
per chiudere volevo dire che
due e mezzo della Sicilia
naturalmente è una statistica
una sala ce l'hai due e l'altra ce l'hai tre
come tutte le statistiche
quindi questo è stato
diciamo
l'intento della legge
aumentare un pochettino quei requisiti minimi
perché ci sono degli interventi più complessi
solo questo, poi magari non ce l'abbiamo
i due in sala operatoria perché come numero
numero non ci siamo e allora dice distribuitevi nell'orario invece di chiudere alle 14 fate mattina e pomeriggio e avete il più personale, siamo sempre in torto, io sono andato in tribunale perché un avvocato per chiudere il discorso, un avvocato ha trovato nei turni un infermiere di turno in un'urgenza, un infermiere solo, ha detto guarda che l'altro era reperibile e è stato chiamato ma il reperibile non era scritto nel turno e quello è andato subito, un infermiere solo.
Lasciatevi dire, anche loro devono fare qualcosa.
Quindi, sì, appunto, però voglio dire, ogni realtà è un pochettino...
Assolutamente, con equilibrio.
Comunque l'intento, come diceva Elena, non era quello di fare una battaglia infermiere OSS, ci mancherebbe, è un'opportunità che bisogna saper cogliere.
E comunque per tornare al tuo discorso l'importanza, la crescita e il valore dell'infermiere non è dato dalla politica, è dato dall'infermiere stesso, siamo noi che dobbiamo far valere la nostra professione e far capire chi siamo, non possiamo aspettare che una legge dice che l'infermiere vale tanto perché non arriverà mai questa legge, dipende da noi, dalle nostre competenze e di come ci poniamo.
Naturalmente se noi ci mettiamo sempre da parte, come dici tu, il problema infermieristico non è degli OSS, è degli infermieri.
Giusta conclusione che riguarda quello che ci ha detto finora la professoressa. Probabilmente abbiamo bisogno di più incontri anche per discutere più a fondo la questione e anche per acquisire noi consapevolezza.
Paolo perché non mi è piaciuto
meglio l'OS che nulla
l'OS quando è bravo è bravo
e quando ci supporta sa anche supportarci bene
è una figura che ha il suo valore
glielo dobbiamo riconoscere
ci sono
professoressa ha chiuso
ci sono altri interventi
vi volevo invitare
adesso in qualità di segretariaico
a continuare questa discussione
se volete che possiamo fare
Grazie.
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