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26° CONGRESSO DI CHIRURGIA DELL’APPARATO DIGERENTE " Update in chirurgia Laparoscopica: L'importanza della collobarazione anestesista-chirurgo" Interventi in collegamento 2° sessione Live Surgery Relatori: F. Corcione (NA) Anestesisti: C. Esposito, G. Rossi (NA) Moderatore: A. Corcione
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Abbiamo inserito quattro trocars, la gente in posizione laterale è la posizione più favorevole perché il surrene è un organo molto profondo e a destra ci ha contrari chiaramente rapporti in alto con il rene e medialmente con la vena cava.
Il primo step è quello di preparare il più possibile, mobilizzare il più possibile il lobo destro in modo da esporre bene tutta la loggia surrenalica e l'avvantaggio di questa posizione è che noi avremo sott'occhio tutti i landmark anatomici e quindi saremo in grado di agire direttamente sul surrene senza avere interferenze con le anze, con l'intestino.
col bicubito laterale
che ombra letteralmente
verso il fianco sinistro
tutto questo a voi anestesisti
non interessa
ma lo dico
perché così parlo pure io
ma Clelia dove sta?
nessuno mi sta sentendo
ti vediamo ma
Clelia dove sta in sala?
mi reclamo poi sulla sala dopo
questo intervento
dobbiamo collegarci con la grande sala
Ma Clelia dov'è? Franco mi senti? Franco? Franco mi senti? Franco? Mi senti? Adesso sì ma molto molto lontano.
si
e dipende dai tecnici di Napoli
ma arriva proprio l'audio
senti ma Clelia dov'è?
adesso si come?
Clelia dove sta?
sta credo addormentando l'altro malato
ci serve di qua ci serve
allora Clelia di qua
c'è un Rossi ti serve un Rossi?
anche Rossi ok
non era stato preso
per il problema della
a Parigi no per gli attentati
non è stato arrestato
lui è stato liberato russi perché hanno visto che era uno senza capacità di
intendere volere aveva l'aspetto terroristico ma poi come ha parlato
faccio vedere allora è così parliamo meglio che non lo vedete lo so meno lo
sentiamo ci può dare nausea insomma effetti collaterali alla visione è una
visione sconsigliata un pubblico non adulto e non sperimentato inquadriamo le
Le problematiche anestesiologiche.
Vediamo dall'altra parte che stia succedendo.
Collegamento con qualche anestesista.
Un rossi o un esposito.
Franco, ci metti in collegamento con un anestesista di sala?
Qua, sta qua Rossi.
Non parlo, non parlo, non si può vedere.
Vicente, lo senti? Lui sta parlando.
Direttore?
Pronto?
Vicente, direttore?
E poi vogliamo vedere il monitoraggio, vogliamo vedere un po' chi sta combinando l'altra parte.
No, non vogliamo vedere l'intervento chirurgico, vogliamo vedere un attimo il monitoraggio.
Allora ci racconti qualcosa, come sta andando?
No, quella se la mangio, se la abbassa troppo, perciò la tengo alta.
Senti, allora volevo sapere un po', abbiamo sentito Clelia sul monitoraggio anni,
bis l'abbiamo saltato perché è evidente, sul neuromuscolare,
anzi vogliamo sapere che pressione stanno lavorando, che valori TOF abbiamo
E poi vorremmo sapere qualcosa sul monitoraggio emodinamico che avete applicato. E ancora se sappiamo se questo paziente ha fatto una terapia pre-operatoria.
Non ti sentiamo bene, lontano.
Ti sento lontano.
che non lo vedete voi, dal momento che sarà
una Xena anestesia
nel momento in cui introduco lo Xeno
ok, ok, ci chiami
chiederò la linea e vi
consegnerò questo, se tu vuoi
altrimenti, si si, facciamo vedere
intanto passo la parola a Giuseppe
il microfono
Mario, ecco ti sento
ok direttore, allora volevo fare
inquadrare il TOF
quindi abbiamo visto le pressioni di penoperitoneo
con cui riuscivamo a lavorare
abbiamo un piano di curarizzazione a questo punto
che ci garantisce una risposta top zero. Sappiamo che però il nostro controllo deve essere
verso Spitticin, post-etanic count che stiamo verificando in questo momento, ad assicurarci
la discriminazione di un blocco profondo rispetto a un blocco più superficiale. Il piano di
polarizzazione è stato ottenuto con la somministrazione di rocuronio in volo per facilitare l'intubazione
e poi con voli ripetuti in base appunto al monitoraggio TOC ITC.
Vediamo la conta postetanica che si sta verificando, non possiamo far vedere al momento il montaggio
del TOC per un motivo ovviamente semplicemente di posizione perché dovremmo andare a scoprire
il terreno del paziente, il postetanic count è confermato di zero quindi stiamo continuando
a lavorare con un piano di polarizzazione molto profondo che dovrebbe, mi lascio andare
andare con un condizionale perché dovrebbero confermarcelo poi i chirurghi, dovrebbero
facilitare appunto il lavoro e la formazione della camera operatore. Oltre al discorso
della curarizzazione per questo tipo di intervento stiamo applicando anche un monitoraggio con
il navigator, lo smart pilot view della DREG. Sì lo sappiamo, ci hanno detto, ci ha spiegato.
Andiamo sul monitoraggio emodinamico. Allora sul discorso del monitoraggio emodinamico
anzi complimenti perché vedo che il paziente è fuori scala di anestesia adeguata, non
non è stata nella zona grigia, quindi complimenti per un'anestesia non idonea.
No, no, nello SmartPilot siamo nel MAC90 in questo momento.
Il pallino nero che è fuori scala.
No, no, questo è quello dell'intubazione.
No, no, no, quello di giù.
Questo qua?
Esatto, esatto.
Consideri che abbiamo un po' cincischiato in attesa del collegamento,
quindi abbiamo dovuto garantire un piano di anestesia.
Comunque sei fuori scala, non sei in anestesia adeguata.
Non dato di fatto, chiedo Venia.
Hai firmato il contratto oggi, vero?
Per quanto riguarda il discorso del monitoraggio emodinamico che accennavo in precedenza, qui stiamo utilizzando un monitoraggio non invasivo, sempre nell'ottica di un'anestesia che vada di pari passo con la chirurgia verso il discorso della minima invasività.
utilizziamo il NICOM che ci fornisce una serie di parametri utilissimi
specie per questo tipo di intervento sul quale va fatto un minimo di precisazione
perché sappiamo che se riusciamo a inquadrare un attimo il paziente
vogliamo far vedere la posizione che è in decubito laterale
e ovviamente una delle prime critiche che possono essere mosse su questo tipo di discorso
e che questo tipo di monitoraggio potrebbe teoricamente, ritorniamo poi sul NICOM appena
un po', potrebbe essere faltato dal discorso della posizione. Questo è vero fino a un
certo punto, perché sappiamo benissimo che i valori emodinamici vanno considerati non
come numero assoluto, ma come variazione del valore anche sul discorso dell'unità di tempo.
Il NICOM ci offre la possibilità della valutazione del cardiac index, cardiac output, con dei
semplici elettrodi applicati sulla superficie corporea del paziente, nella parte posteriore
del paziente, ma soprattutto la stroke volume variation che sotto un certo punto di vista
è quello che noi utilizziamo come guida per la somministrazione per la fluidoterapia.
Essenzialmente facciamo cristallodi e ci guidiamo appunto in base a questo tipo di parametro
e ovviamente come già detto, immagino l'abbia accennato in parte Clelia, il passaggio nell'arco della storia dell'anestesia,
nel passaggio dalla chirurgia open alla chirurgia laparoscopica, questo tipo di parametro è sicuramente un parametro che ci aiuta tantissimo
per evitare quegli annegamenti, chiamiamolo così, tipici della chirurgia open trasportati in chirurgia laparoscopica
potevano diventare dei veri e propri disastri nella gestione della fluidoterapia.
Questo per quanto riguarda il discorso emodinamico, quindi sempre andare incontro alla non-invasività,
cercando di ottimizzare però di tagliare sempre di più l'anestesia sul paziente, come abbiamo ripetuto tante volte,
e questo monitoraggio emodinamico ovviamente non può far altro che accompagnarsi anche alla valutazione
di quelle che sono diverse fasi dell'intervento, non siamo riusciti al momento a dimostrare
come potessero variare anche nella fase di installazione del pneumoperitoneo, sicuramente
il monitoraggio emodinamico però ha un ruolo molto importante, specie accompagnato con
il discorso della valutazione respiratoria. Ovviamente sul discorso poi del posizionamento
degli elettrodi e sull'ottimizzazione del posizionamento ovviamente sul paziente durante
l'intervento è importante ricordare come sia la stessa posizione tra virgolette una
discriminante di questi tipi di monitoraggio, quindi bisogna cercare sempre di trovare una
certa compliance da parte del chirurgo per la sistemazione di questi e di questi stessi
Grazie. Per quanto riguarda invece la valutazione respiratoria, volevamo far notare...
Tutti e due si andano bene insieme, è proprio perfetto, sembra di carabinieri, uno accende e l'altro spegne. Meglio separarvi.
Sì, stiamo sistemando gli elettrodi dell'ECG. Per quanto concerne la valutazione respiratoria, noi abbiamo come respiratore lo Zeus, come è stato detto inizialmente.
Uno dei parametri che possiamo valutare, anche qui non parliamo mai di valore assoluto ma soprattutto di una variazione dei parametri durante l'intervento, se riusciamo a focalizzare un attimo l'attenzione sul discorso compliance, la compliance dinamica che ci viene offerta dal ventilatore.
Tieni la voce alta, Peppe, ti sentiamo ogni tanto, la voce bassa, tieni sempre il tono alto.
Ovviamente questo tipo di valutazione della compliance dinamica si accompagna necessariamente a una valutazione in continuo di quelle che sono le pressioni dell'affarato respiratorio del paziente.
fondamentale ovviamente la pressione di pippo
la pressione di platù
messa in corrispondenza appunto con la pressione di pippo
che noi utilizziamo in tutti i pazienti
per evitare il fenomeno dell'atletico
abbiamo bisogno di sederti
una voce più alta, un tono più alto
pronto? pronto?
vai
no, no, più alto
pronto?
direttore mi sente?
è sempre basso
non so, non riusciamo
Forse adesso sì, adesso sì.
Adesso non vorrei che ci sia qualche falso contatto.
Sì, sì, aspetta, c'è una domanda.
Sì.
Un attimo.
No, sto al microfono.
Che meglio, primario.
E ho visto che aveva 40-41 di TCO2 di start, prima ancora che iniziasse l'intervento.
respiratori a un minuto
adesso vedo
che gli atti sono 16
ma l'ETCO2
non scende
voi riuscite a sentire
il male
molto male, prima sentiamo bene
allora, devo sapere
la frequenza respiratoria
a 16, da quanto tempo
tu hai messo la frequenza a 16
perché all'inizio era 12
L'abbiamo alzata perché c'è stato un rialzo dell'entrata al CO2, se questa è la domanda...
Quando l'era alzata? Quanto tempo fa?
Nel momento in cui l'entrata al CO2 ha superato il valore di 38. Pronto?
Sì. Ok, ti sentiamo, ti sentiamo.
Ok, io ti sento ancora un po' lontani, quindi ti voglio chiedere...
Ma noi ti sentiamo, vai.
Allora, dicevamo, la frequenza respiratoria l'abbiamo aumentata proprio perché abbiamo visto che è aumentata l'entrata al CO2.
Certo, questo non è un parametro a cui noi vogliamo tendere, cioè l'entrata al CO2 dovrebbe essere più bassa, per questi principi di intervento ci siamo di cercare di lavorare su valori più bassi.
Diciamo che, e poi è anche un po' la tendenza, se mi posso permettere, della letteratura attuale, è quella di applicare un tipo di ventilazione che sotto certi, non voglio dire una bestemmia,
L'obiezione che facevo io adesso è questa. All'inizio, quando abbiamo fatto i primi lavori sulla chirurgia laparoscopica, noi anestesisti, la scuola di Milano aveva fatto dei rilevamenti sul polmone,
sulla compliance, sugli spazi morti e si era scoperto che anche su una semplice colicistetomia lo spazio morto aumentava in modo notevole, per cui la CO2 non era dovuta, come pensavano i chirurghi, al riassorbimento della CO2, ma al fatto che il paziente aveva uno spazio morto elevato.
E quindi più andava avanti, ci ha aiutato molto avere i respiratori con le pip, con queste cose eccetera, però nelle prime indicazioni che erano state date allora era che mentre se tu sei in rianimazione e un paziente con la CO2 elevata devi aumentare la frequenza, qui dicevano aumentate per favore il volume perché vuol dire che avete le basi polmonari che sono schiacciate,
Sono schiacciate o per la posizione o perché il chirurgo spinge su una cosa, poi dipende da paziente a paziente, cioè è difficile valutarlo, mi arrebbe fare una valutazione polmonare precedente estremamente raffinata.
Per cui normalmente io chiedo di aumentare almeno un po' il tidal, non la frequenza, perché se non riesci a controllarla la CO2 a un certo punto ti troverai con 46, 47, 48 che corrispondono poi a delle CO2 estremamente elevate, poi difficili da abbassare,
e con uno spazio morto e nel post-operatorio proprio delle lesioni da schiacciamento del polmone.
Anche se proprio la scuola di Milano di Paolo Pelosi, già di oltre 10 anni fa, ha dimostrato che conviene inizialmente aumentare la PIP e poi eventualmente la pulmonità.
Io aumento la PIP ovviamente, certo.
il paziente sta sul fianco
per cui ha una distribuzione delle zone di West
completamente alterata
qui bisogna capire
io guarderei la curva di compliance
perché c'è un punto di flesso
che ci può dire come in quel momento
si sta comportando
il polmone, calcolando
che uno sarà iperinflato
e l'altro sarà dipendente
Grazie.
punto quello c'è stato un piccolo
dischiudo tecnico. Comunque non ti sentiamo
benissimo, cioè i tecnici sono
amici di fare qualche cosa, che non dipende
da noi. Dicono che il problema
è da Roma probabilmente.
Non è da Roma, confermiamo che non è da Roma.
Allora, almeno un po' riuscite
a sentire. Sì, sì, ma ti sentiamo
lontano. Clele
si sentiva benissimo. Quando sentiamo la tua
collega la sentiamo bene.
Il microfono è lo stesso.
il discorso che volevo cercare di affrontare
è appunto quello che mi è stato anticipato
sul discorso della posizione
ovviamente certo, questo è il mio cupido laterale
cambia un po' il discorso
sulla valutazione
della ventilazione
verissimo
la questione della gestione del Tidal
e soprattutto della PIP
in questi tipi di pazienti
non sentiamo
no guarda cambiate il microfono
di ai tecnici fare qualcosa perché non è possibile andare avanti così
è una sofferenza per noi
non riusciamo a sentire
di che qua non dipende da qui
devi dire ai tecnici di risolvere il problema
adesso stanno provvedendo
allora stiamo prendendo il microfono dell'altra sala
ecco ma si sente
giuro che non faccio nulla che sia
ho capito ma devi risolvere il problema
adesso va meglio
Allora dicevo appunto il discorso è questo, il discorso PIP aumento del tidal, questi
pazienti di solito sono i pazienti su cui noi facciamo prima della fase di risveglio
un reclutamento, un reclutamento che facciamo essenzialmente PIP guidato e con la valutazione
della dinamica respiratoria con i parametri che vi ho fatto vedere precedentemente, quindi
Quindi sì, la risposta è assolutamente sì, noi lavoriamo sulla frequenza fino a un certo punto,
però ovviamente quello che le fa la padrona è il recupero del potenziale di reclutamento.
Quello che cercavo di dire precedentemente, non so se sono ancora, mi sentite?
Sì, adesso sentiamo bene.
Quello che cercavo di dire precedentemente è che, essendo comunque, tra virgolette,
fresco di studi e tante cose le ho dovute studiarle e capire,
ho trovato comodo fare una sorta di parallelismo tra la ventilazione protettiva, non voglio fare una bestemmia, stile RDS, piuttosto che la ventilazione appunto del paziente e la paroscopia.
cioè noi inizialmente cerchiamo di settare un tidal che sia sufficiente a garantire una best performance respiratoria, abbiamo un minimo di gioco sul discorso della frequenza in tidal ma sappiamo che la cosa che dobbiamo più combattere è sicuramente il potenziale di deregutamento, quindi pip assolutamente non dobbiamo avere paura di arrivare a dei livelli di pip più alti che comunque devono essere anche qui settati sul paziente,
Quindi il discorso resta sempre lo stesso, quello di cercare di non fare un protocollo anestesiologico che sia una sorta di diktat che deve essere rispettato per qualunque tipo di paziente, ma cercare di tagliare l'anestesia anche dal punto di vista della respirazione sul paziente e quindi sui parametri che ci vengono.
Ascolta, io sono d'accordo su questo. È normale che l'anestesia debba essere valutata sul tipo di paziente, sulla posizione del paziente, eccetera.
Però se tu non hai un miglioramento, qualcosa devi cambiare, insomma, a un certo punto.
No, no, ma io penso assolutamente, infatti, è questo il discorso.
Allora, possiamo, con conseguenza, nel momento in cui ce ne andiamo conto, che a parla della padrona, il...
No, quando fanno così succede un casino.
Non si può risolvere questo problema di questo microfono?
accederato di mimo
il gesto lo facciamo noi
senti
Franco, Franco ci senti?
Franco
Franco
Franco mi senti?
Franco
Franco ci senti?
Franco
no, ho il microfono
ho il microfono
sono in contatto con i tecnici di Napoli
ecco
Sì, Franco
Franco
Ti sento lontano
Io ho finito qua l'intervento
Vediamo che stai terminando
però non sentiamo bene
Antonio mi senti?
Un pochettino, Clelia
Perché io sono pronta
e allora è Peppe il problema
mi sento
se mi sposto
mi sento lo stesso
ti sentiamo bene
perfetto Antonio
eccomi qua
se mi inquadrate
devo mostrarvi
quanto ti avevo anticipato
a proposito
però vediamo le immagini di Franco
del sorrene
non ti vediamo
Possiamo fare entrambi, vedere entrambe le cose.
Avete l'immagine operatore? Meglio, meglio.
Pronto?
Noi ti sentiamo, ma non ti vediamo.
Io volevo dire che per questo tipo di anestesia...
Ti sentite, Antonio?
La voce va e viene.
Guarda che abbiamo...
Clelia, ti sentiamo, ma non ti vediamo.
Vediamo l'intervento che Franco sta terminando.
Clelia?
Noi abbiamo finito l'intervento sulla ectomia destra,
era una simbola di Kohn
quindi il sorrene è più importante
della gestione anatomica
degli altri
dell'anatomia
no ti sentiamo male
i nuovi respiratori
così raffinati
dei saloperatori
una volta noi abbiamo una certa età
ce lo ricordiamo
in saloperatore si mandavano i muletti
in rianimazione c'erano i respiratori
super mega
adesso invece anche
Anche nelle sale operatorie ci sono questi respiratori che permettono di fare tecniche chirurgiche estremamente complesse
e ci aiutano non solo noi, ma anche i chirurghi, perché è importante.
Allora, 23 anni fa io sono venuta qua e ho fatto una relazione tra l'anestesista, il chirurgo e un'equipe,
e anche gli infermieri.
e devo dire che io i primi monitoraggi li ho ottenuti ai tempi perché il chirurgo si è impuntato
e essendo impuntato l'amministrazione mi ha fatto comprare delle cose che se no non avrebbe mai fatto comprare
allora io lavoravo al Fatte Bene Fratelli di Milano e avevo le monitorizzazioni per fare le colecisti più elevate
di quelle che avevano i vascolari nelle loro sale. Devo dire che ottenere queste cose, portare avanti queste cose, bisogna farle assieme, cioè non è che il chirurgo tiene l'attacca intraoperatoria e tu devi andare col mulinello, perché è questo che le amministrazioni adesso accettano.
Se consideriamo anche il vantaggio della scopia per noi, perché andiamo a vedere se il paziente è contratto o no, ma al di là del monitoraggio che dobbiamo attuare, però ci ha fatto capire effettivamente quando il paziente era contratto, quando andavamo a rilassarlo, in maniera...
Sì, ma il problema per noi è sempre stato quello che l'anestesista è sempre stato considerato al di fuori della rianimazione come praticamente poco più che un infermiere, tanto per intenderci, quindi aveva pochissima voce in capitolo in sala operatoria.
E solo con la collaborazione elegante.
Antonio io sto parlando
adesso ci sentiamo
mi senti?
adesso si anche qua
la voce è un po' trombetta
ti sento male?
e anche noi
anche noi siamo male ma ti sentiamo
volevo
non capire perché ci sono
tutti questi problemi di audio
e non di video
però se mi sentite
procederei con quello che volevo
aggiungere
e cioè che la stazione di anestesia che vedete alle mie spalle, come hai già accennato tu, è l'unica stazione che si sente in Europa che consente di fare anche la Xenon anestesia.
In realtà quella che vediamo è la bombola di Xenon, è un time of X, probabilmente ha dei limiti come respiratore, sicuramente rispetto alla stazione driver che abbiamo visto prima,
ha un diverso barotrauma certamente, però è un respiratore che ci permette appunto di utilizzare anche la miscela di ossigeno e xeno
che è quella che appunto abbiamo scelto per interventi di questo tipo ed è quella che noi scegliamo su pazienti soprattutto anziani
con delle cardiopatie ischemiche di base o con dei disturbi neurologici per esempio legati alla silvità
in quanto sfruttiamo le caratteristiche del gas anestetico Xenon
che è un gas nobile, un gas presente nell'atmosfera
e quindi sfruttiamo le sue proprietà anestetiche
per dare un'anestesia che si è rivelata in questi anni
di ormai sperimentazione di Xenon, di utilizzo di Xenon
che stiamo facendo da 2010-2011 più o meno
ci ha dato ottimi risultati e ha dimostrato di essere un'anestesia cosiddetta on-off
che non lascia code e soprattutto che garantisce una stabilità emodinamica
di gran lunga superiore a quella che abbiamo avuto con altre tecniche anestesiologiche.
tecnicamente come si fa?
è molto semplice
si parte con una
con una tiva TCI
quindi noi siamo partiti ovviamente con
un'induzione di Propofol in tiva TCI
con un target anche basso
per la paziente che siamo partiti con
3 gamma per millilitro
di
Propofol
associato ovviamente a remifentanil
anche questo ad usaggio di 0,01 mg
per chilo minuto
anche la signora abbiamo praticato
per l'induzione, per la gestione del dolore, delle fasi di intubazione e quant'altro,
una dose di sufentanil a un usaggio molto basso, un usaggio di 0,02 gamma prochilo
e per questa paziente abbiamo utilizzato un protocollo di analgesia multimodale,
e quindi di anestesia integrata con il posizionamento di un cateterino epidurale a livello toracico
all'interno del quale praticheremo nel corso dell'intervento a voli frazionati
delle somministrazioni di levobupi vacaina allo 0,25%
e che poi continuerà a essere utilizzato nel postoperatorio sempre con levobupi vacaina
concentrazione più alta cioè di 0,75 mg per millilitro e che durerà poi 40 ore. Le prime 40 ore saranno gestite attraverso il cateterino epidurale
dopodiché si deciderà se sarà necessario continuare con l'epidurale oppure se può bastare le prime 40 ore
per quanto riguarda
tecnicamente come si fa l'opseno
si parte con un'attiva TCI
quindi si addormenta il paziente
e una volta intubato
una volta collegato al respiratore
bisogna effettuare una cosiddetta fase
di denitrogenazione
che cosa intendiamo?
a togliere tutto l'azoto per permettere poi all'oxeno di potersi fissare e questo viene
effettuato con una ventilazione in ossigeno oppure al 100% per 10 minuti al termine dei
quali possiamo al circuito totalmente chiuso, quindi in modalità eco, ce lo dà il respiratore,
introdurre la concentrazione evoluta di oxeno rispetto all'ossigeno che sarà perlomeno
di partenza 60% e 35% ma che poi moduleremo nel corso dell'intervento sulla base della
profondità dei nattosi e quindi sotto monitoraggio bis sulla base dell'emodinamica e una volta
quindi impostata la concentrazione di xenon voluta osserviamo la percentuale di xenon
sull'inspirato che nel momento in cui arriva al 40% che corrisponde alla minima concentrazione
ipnotica ma anche prima in questo caso perché la signora ha un bis di 24 che ci consente
già da adesso senza necessariamente arrivare al 40% di interrompere la somministrazione
del propofol e continuare soltanto con ossigeno e xenon ed è un po' come tornare ai vecchi
tempi dell'ossigeno protossido con il remifentanil ovviamente e un po', scusate abbiamo spento
il remifentanil, ho ragione, oddio, dal bello della diretta, Umberto riaccendiamo la pompa
con il remifentanil sospendiamo il propofol, siamo arrivati a 37 ma già a 37 noi lo possiamo interrompere e interrompiamo perché il bis è 26 e quindi ci permette di poter interrompere il propofol e continuare soltanto con il remifentanil
oltre che ovviamente l'analgesia imperiturale con la levobuputacaina
e se dovesse rendersi necessaria anche la somministrazione di sufentani.
Dicevo, lo Xenon lo utilizziamo in modalità di circuito totalmente chiuso,
quindi in eco, perché è un gas estremamente costoso
per cui va ovviamente ventilato, riciclato in un circuito totalmente chiuso.
Quanto costa lo Xenon? Lo diremo tra un po'.
Perché costa tanto? Lo diciamo subito, perché essendo un gas presente nell'atmosfera in una concentrazione bassissima, pensate, 0,087 parti per milione della nostra atmosfera sono composti da externo.
Quindi se noi per esempio immaginiamo una stanza di 50 metri quadri, all'interno di questa stanza, ma anche una stanza più piccola, una stanza normale, 20 metri quadri, all'interno di questi 20 metri quadri noi respiriamo un quantitativo di xeno di soltanto 4 ml.
Quindi essendo molto difficile estrarre lo steno dall'atmosfera e soprattutto essendo la destinazione dello steno all'istratto prevalentemente destinato come tutti sanno all'industria automobilistica per la fabbricazione dei pari delle automobili e non soltanto ma anche nella industria della produzione di apparecchiature e soprattutto della radiologia,
Quello che rimane destinato all'anestesia è molto poco, nonostante la conferenza di Chioto abbia stabilito che anche relativamente all'emissione atmosferica degli allogenati dovremmo dal 2017, quindi dopo domani, già ridurre e far assolutamente sparire, non soltanto il protossi doveva già sparire anni fa e è ancora presente in alcune realtà,
ma dovremmo anche bandire l'utilizzo degli allogenati.
Dicevo, il meccanismo d'azione dell'oxenon è un meccanismo d'azione di tipo non competitivo NMDA,
mentre non sembra interagire con i recettori GABA, di conseguenza non c'è nessuna interferenza con il protocol
e questo meccanismo d'azione non competitivo NMDA è un meccanismo estremamente interessante
perché nasconde al suo interno, quindi rende implicita una sorta di componente analgesica
e dunque ci consente anche di gestire il tipo di anestesia con un consumo interiormente inferiore di occhioidi.
Non viene metabolizzato, non entra in nessun ciclo metabolico,
viene eliminato e mutato attraverso i polmoni e agisce inibendo soltanto la pompa del calcio
e quindi questo è un meccanismo sia a livello della membrana del neurone
sia a livello della cellula cardiaca molto interessante
e quindi fa sì che questo tipo di anestetico possa essere indicato per pazienti cardiopatici schemici cronici
tutte quelle volte in cui la stabilità emodinamica intraoperatoria è fondamentale ai fini della sopravvivenza del paziente stesso, infatti noi abbiamo anche praticato e Rosana Erosa ha descritto dei casi in cui abbiamo gestito dei pazienti cardiopatici gravi in anestesia con Xenon e quindi anche dove l'indicazione proprio anche alla laparoscopia era borderline
Ci siamo potuti spingere perché il monitoraggio intraoperatorio, per esempio in alcuni casi più spinto dal punto di vista emodinamico, ci ha permesso di controllare l'andamento dell'anestesia e quindi dell'impatto emodinamico della stessa sul paziente.
e in questo caso infatti abbiamo scelto di praticare la stessa cosa perché anche ai fini della gestione dei parametri introveratori raggiungiamo una stabilità diversa.
e soprattutto un tempo di eliminazione legato al coefficiente di solubilità di questo gas
con un coefficiente di solubilità molto basso, molto più basso rispetto a tutti gli altri anestetici
esistenti in commercio e quindi questo ci permette di ottenere il rapido raggiungimento
e una soltanto rapida eliminazione della concentrazione d'oliva.
Mi senti? Il risveglio dell'altra sala.
Ah c'è il brillo, sì. Ci trasferiamo nell'altra sala dove c'è Giuseppe al quale cedo il microfono.
Non lo fare, non lo fare, prendi qua.
Ancora non siamo pronti con la decoralizzazione in verità. Stiamo chiudendo i fori dei trocker.
E vediamo un po' la CO2, come va?
Antonio mi senti?
La ventilazione del paziente, dobbiamo controllare il paziente di là, come sta andando?
Dobbiamo controllare i parametri della ventilazione.
Puoi andare in un'altra sala?
Allora, sì, l'altra sala sono quasi pronti per la depuralizzazione,
ma non sono ancora completamente pronti, perché stanno ancora chiudendo i fori dei trocar.
Se vuoi però ci trasferiamo lo stesso.
Sì, andiamo di là, andiamo dall'altra parte.
che sta manovrando Giuseppe qualcosa per
barare
vogliamo controllare un po' i parametri
tutti i parametri
a disposizione
senti?
io sono io
ti sentiamo vai
ti sentiamo
parla parla
pronto?
ti sentiamo
Io non sento niente ragazzi, non so, sono io la maledizione.
Pronto?
Mi sentite?
Sì, sì.
Non so che dirvi.
Mi senti? Parla, parla.
Ti sentiamo, parla, ti sentiamo.
Ma se tu non parli non ti sentiamo, tu muovi solo la testa, devi parlare.
ti vedono ma non mi sentono
ti sentiamo, tu basta che parli
ti sentiamo, non muovere la testa
parla soltanto
allora, niente
siamo
verso l'avvento
l'intervento è finito
l'approccio chirurgico dell'intervento è finito
stiamo riposizionando
il paziente
e ci stiamo preparando ovviamente sul discorso
della decorarizzazione
abbiamo già programmato
con l'utilizzo del Triglior, il paziente pesa 93 kg.
Vogliamo vedere i parametri?
Vabbè, li vediamo qua.
Ci fai vedere tutti i parametri?
Mi sento malissimo.
Vabbè parla, parla, ti sentiamo.
Parla.
Ok, sul discorso della depolarizzazione
stavamo facendo vedere appunto il discorso del top,
siamo sempre con un top 0,
andando però ad effettuare il post-etanic count
guardiamo come la conta post-etanic count
vediamo se sia cambiata
in realtà l'abbiamo fatta al precedente ciclo
quindi siamo riusciti già a vedere che era intorno a 3-4
vediamo adesso invece quant'è
si sta verificando
intanto come dicevamo abbiamo preparato il bridion
eccolo qua, il post-etanic count siamo a 7
o addirittura stiamo a 10
Quindi siamo ben lontani da un blocco profondo, per attuare la nostra decorizzazione abbiamo due strade, o accettare un TOF di 2 e aspettare che il TOF torni a 2 e quindi fare un dosaggio di Sugamadex di 2 mg per kg.
vediamo proprio che in questo momento
il TOF
abbiamo il ciclo di 1
a questo punto se riusciamo a inquadrare un attimo
i chirurghi che chiudono la cute
ci dovremmo in grosso modo
essere riusciti a calcolare in modo corretto
i tempi
ok perfetto
torniamo sul discorso del monitoraggio
volevo giusto
perché prima quando c'è stato quel problema
dell'avio
per quanto riguarda il discorso dell'entrata al C2
che dicevamo prima, è un po' scesa ma comunque sono valori più alti rispetto a quelli che
preferiamo di solito, in linea di massima, visto la posizione, adesso è normale, ovviamente,
diciamo che questi valori che sono leggermente più vicini a quelli che accettiamo ma comunque
alti per quelli che sono gli standard, però ricordiamo che il paziente non ha il pneumo
ma è ancora in posizione in decubito laterale, quindi questa è una valutazione che poi va
fatta anche col paziente posizionato su pino, questa è una cosa che va sempre correlata.
Abbiamo anche utilizzato il corlopan che cercavo di far venire precedentemente quando ci siamo
collegati prima, l'abbiamo utilizzato ovviamente, non lo utilizziamo per un discorso tra virgolette
di nefroprotezione, ma soprattutto per cercare di contrastare eventuali pusse ipertensive.
Il dosaggio andiamo a 1 ml ore, in realtà l'abbiamo abbassato perché abbiamo ottenuto
quello che volevamo, cioè un piano di gestione della pressione e anche un piano emodinamico,
guardiamo appunto il vigileo, che è accettabile, per questo l'abbiamo scalato ed eventualmente
il paziente lo può continuare anche in terapia intensiva. Per quanto riguarda invece la funzione
del monitoraggio o BIS, vediamo come il numero di BIS è ancora un numero che ci garantisce
un piano anestesiologico accettabile perché vogliamo che ovviamente il paziente non abbia
in questa fase il rischio di awareness che sappiamo che all'induzione, al risveglio
è più alto è il momento in cui sono più delicati per il rischio appunto della
awareness che dicevamo e soprattutto dobbiamo accertarci che il paziente il
momento in cui si ha sveglio sia ovviamente ben polarizzato il principio
dell'utilizzo del TOF d'altronde e del BRIDION ovviamente è proprio questo
quindi tra poco ci accingiamo a rivalutare quella che è la funzione TOF
intanto l'intervento è finito il paziente è sempre in decubito laterale
quindi dobbiamo anche posizionarlo, mettere il supino, il TOF è sempre 1 se vogliamo farlo rivedere, ovviamente a questo punto avendo un TOF di 1 non possiamo assolutamente regolarci col post-titanic count,
possiamo farlo vedere anche non so e ovviamente non abbiamo proprio
possibilità di attuarlo e la macchina che fortunatamente ci dice di non farlo ma
non avrebbe senso visto che abbiamo già una risposta non avremmo la possibilità
di utilizzare la contaposta etanica allora io non so se vogliamo andare
avanti in diretta così perché adesso dobbiamo soltanto mettere il paciente
su pino e poi decurarizziamo non so che tipo di ok perfetto allora quando
Il valore di ANI, eccolo qua, abbiamo un ANI medio di 63, che possiamo definire accettabile, l'istantaneo di 51 è un pochino più basso, noi abbiamo collegato anche l'elastomero endovenoso per questo tipo di intervento che solitamente applichiamo nel momento in cui facciamo il bolo analgesico.
Alla PCE, non vi sono in continuo, abbiamo avuto problemi proprio con i pazienti, il senso è che era concettualmente perfetta, però dal punto di vista pratico è difficile perché per quanto stiamo lì a spiegare ai pazienti l'importanza della digestione, si verifica sempre un non controllato...
Un controllo del dolore meno efficace perché il paziente prima di somministrare il tavolo che aspetta dice io potevo aspettare, non avevo tanto dolore e quindi funziona bene, abbiamo notato con medici, farmacisti, ingegneri ma già altre figure professionali oppure anche altre persone di un centro sociale più basso c'è difficoltà a notare.
addirittura c'è capitato un caso che la mamma somministrava l'analgesia alla figlia
quindi questo è la cosa, siamo tornati un po' alla pompa inclusiva continua
anche perché la gestiamo meglio per problematiche legate ai vari reparti di chirurgia
dove noi andiamo a controllare anche la gestione cateteritoriale
e quasi nostra come se esisti
abbiamo addirittura
diffidato di rimuovere il catetere
mediorale e chirurgia di Fermino
perché abbiamo visto che non rispettavano
l'orario della parina passione
dicendo che tutta la gestione
era a carico nostro
e quindi non potevano rimuovere assolutamente
nessun catetere e se è rimossa
accidentalmente devono avvisarci perché devono andare
a controllare le problematiche
legate alla mobilità
quindi questa è
il
Ah senti Peppe, vuoi ribadire il perché della somministrazione del Corlopam in questo tipo di patologia?
Allora noi in realtà il Corlopam lo utilizziamo sia per una...
La premessa è un po' un lusso, però abbiamo visto che ci sono... dai dimmi.
lo utilizziamo essenzialmente sia per un discorso di nefroprotezione
ma soprattutto per un discorso anche di gestione più corretta della pressione arteriosa
nel senso che uno degli obiettivi dell'utilizzo del Corlopam
in questo tipo di interventi è evitare quelli che sono i pussè ipertensivi
l'azione di questi farmaci sono azioni essenzialmente legate a un rilasciamento
della muscolatura vasale, la muscolatura liscia vasale
e quindi andare a quello che è un miglioramento dell'irrorazione renale
è come se facesse una vera e propria di chiamarsi un materasso di quelli che sono appunto quei picchi ipertensivi
e quindi è come se mettesse sotto questo punto di vista a protezione il glomerulo renale
il lefrone in particolare insomma, la funzione renale
e quindi questo è il motivo principale per cui utilizziamo il Corban
Per i pazienti che presentano una serie di comorbidità noi in linea di massima utilizziamo questo trattamento, ovviamente lo continuiamo anche in terapia intensiva.
Diciamo che lo predisponiamo all'utilizzo per questi tipi di interventi e ovviamente in base al tipo di paziente poi scegliamo meno di utilizzarlo e continuarlo anche in terapia intensiva.
Gli interventi su cui utilizziamo più spesso sono il fibromocitoma, le patologie del surrene e soprattutto sappiamo che c'è un miglioramento della funzione renale manifestato anche dal miglioramento della diuresi che osserviamo sia nell'intra che nel post operatorio.
Questo è grossomodo il discorso per cui utilizziamo il...
Posso chiedere...
Cioè spero di aver risposto insomma.
È una domanda da professore Mattia, con Salvo Mattia.
Adesso che avete girato il paziente puoi far rinquadrare i parametri ventilatori?
Assolutamente, guardi mi ha tolto proprio quello che volevamo fare insomma.
Mettiamo solo il statometro, mi spiace Lucio che l'ha staccato nel girare il paziente.
Attenzione soltanto alle pompe, volevo far vedere l'entrata del CO2 che è diminuita e che quindi abbiamo una riduzione dell'entrata del CO2.
il paziente su tuina adesso non è più in debubito laterale
facciamo un giro di parametri
dal punto di vista della valutazione
eccolo qua, valutazione TOF
Fede facciamo il brilliant
TOF leggermente falsato
inquadriamolo qua
abbiamo un TOF di 1
diciamo
che
c'era stato prima un
nel posizionamento
allora aspiriamo il paziente in bocca
dopo ci fai vedere gli elettrodi
come sono posizionati
del TOF
si si si eccoli qua
allora scopriamo il paziente che qui è
mi sento mi sento
ok allora
ovviamente il braccio era stato assicurato
anche per un discorso di sicurezza stesso del paziente
visto che rende pubito laterale
si di solito ne applichiamo una prolunga
ovviamente il paziente adesso si è spostato
ok
quindi bianco e nero
il timer lo abbiamo fatto partire
questo è il posizionamento del TOF
degli elettrodi
ok
andiamo sul paziente Andrea
è somministrato su GammaDex
Peppe
Andrea mi sente?
eh ma tu non ci senti
Andrea ti sente?
Peppe
si abbiamo somministrato
io non vi sento malissimo
No, ma parla. Mi sentite? Sì, basta che parli e ti sentiamo. Ok, allora sì, abbiamo somministrato il Sugammadex. Che dosaggio? Abbiamo fatto 2 mg pochilo, nel suo caso essendo 93 kg abbiamo fatto 200 mg, abbiamo approssimato un po' per eccesso a dire il vero.
Andrea mi sente?
Apra la bocca se mi sente
Benissimo
Benissimo
Allora, eccolo qua
Andrea è sveglio
Andrea, se mi sente apra la bocca
Bravo
Faccio vedere la lingua
Esca la lingua
Mi sono andato con un diplomatico
Mi faccio vedere la lingua
Così è un po' più fuori la lingua
Bravissimo, ok
Ok
Il valore di Ani al momento è un po' basso, però c'è da dire che la fase di risveglio
come dimostra Boselli è la fase dove è meno attendibile l'Ani perché ci sono le interferenze
del simpatico e quindi teoricamente perde di attendibilità, mentre la fase più importante
è la fase immediatamente risveglio, in cui c'è assenza della simulazione chirurgica
e quindi è possibile la valutazione della nocicezione, della predisposizione alla nocicezione
del paziente. La cosa migliore ovviamente è come sempre la clinica. Andrea, ha dolore
alla pancia? No? Ok, perfetto. A questo punto diciamo che il paziente ci conferma che non
non ha sensazione algica.
Alla pancia hai fatto,
tu hai salito le gambe, la testa, il torace,
il dolore dappertutto.
Dovrei chiedere al paziente
il dolore da qualche altra parte,
ma insomma direi che...
Andrea, come va?
Ok, mi fa vedere un bel respiro lungo.
Perfetto, ok, perfetto.
Direi che siamo abbastanza soddisfatti
del risveglio che siamo riusciti ad ottenere.
Andrea, si ricorda che è stato operato?
Ok, perfetto.
A questo punto ci accettiamo ovviamente il TOF, assolutamente lo spegniamo prima del risveglio del paziente
perché comunque per quanto possa essere una minima stimolazione è comunque una cosa fastidiosa
e non vogliamo che il paziente abbia questo tipo di problematica.
Il monitoraggio va semplicemente poi staccato e ovviamente riposto per essere riutilizzato.
Il vantaggio del TOF è sicuramente anche il fatto che viene utilizzato essenzialmente soltanto i due elettrodi, sono la vera parte del materiale di consumo, quindi se vogliamo anche dal punto di vista dell'impatto economico è veramente minimo perché tolti i due elettrodi e il cerotto insomma per fissare il pieto elettrico non ci sono particolari problemi e particolari costi, questo soltanto.
Poi, tra il commercio fra poco, un altro mitoraggio muscolare si chiama TOF-CAF, che è come un apparecchio da pressione, si posiziona con un bracciale a pressione e in continuo dai valori,
e a bassa pressione possiamo utilizzare un accesso venoso per poter somministrare i liquidi ai pazienti, quindi tempo di applicazione del bracciale di una pressione.
senza gli elettri
senza mettere niente
io sento malissimo
parliamo tra di noi qua
abbiamo qualche domanda da fare
a Peppe e a Clelia
avete qualche curiosità
da poter porre
posso?
sì, sono capace
perché io faccio la parte di quello che cerca
di farvi avere altre attrezzature
di monitoraggio ancora
adesso ci sono
e noi ti ringraziamo
Ci sono molti lavori che dicono che bisognerebbe monitorizzare anche la pressione del palloncino della cuffia,
soprattutto nei pazienti in decubito laterale o in quelli addirittura interventi sulla colonna, eccetera.
Allora voglio sapere se questa cosa vi sembra utile e in particolare a Crelia, se per esempio con lo Xenon ci sono più problemi o meno problemi nella variazione del volume della cuffia.
guarda, io approfitto del tuo assist
e prima di
coinvolgere anche
Claire ovviamente, dico una cosa
porto ancora più acqua al nostro mulino
faccio notare anche che manca
il monitoraggio della temperatura
che è una cosa che noi abbiamo chiesto
al nostro primario, perché in realtà
è tutto legato a un mero errore
nostro perché l'abbiamo rotto
catena di foli, ci sta a disposizione
utilizzata, mea culpa
l'ho rotto io
lo ho rotto io
quello della temperatura esofagea
l'ho rotto io, il primario per punizione
ha detto che non doveva averlo più
quindi chiedo ufficialmente e pubblicamente
di poterlo riavere
allora, per quanto riguarda
la pressione della cuffia
sì, io penso che sia importante
sebbene però con
lo xenon, in base a quelle che sono
le caratteristiche dello xenon
non dovrebbe esserci
esserci una variazione significativa della pressione all'interno della cuffia utilizzando
l'oxeno, almeno in letteratura non è riportata, non è una cosa della quale io posso riferire
dati di esperienza perché non avendo mai utilizzato un monitoraggio di pressione della
la cuffia, non l'ho utilizzato neanche sull'oxenon, di conseguenza non saprei dire se c'è la
possibilità di una variazione. Però l'oxenon di per sé non dovrebbe creare nessunissima
alterazione di questo tipo di parametro.
Antonio ti vedo?
Sì, era il professore Consapo Mattia che puniva la domanda.
Non ho capito che era lui, è Giuseppe che non ha capito.
se non abbiamo curiosità
domande da porre
possiamo anche interrompere l'audio
e il video
tanti saluti, buon continuo di lavoro
volevo ritornare un attimo
io vi raggiungo più tardi
va bene
intanto io volevo però fare una fotografia
fotografia di quello che sta succedendo nella sala 7 sulla gastrectomia con l'oxenon,
giusto una fotografia di quelli che sono i parametri attuali, se tu vuoi.
Due secondi perché devono collegarsi con l'auditorio.
Due secondi, mi trasferisco? Ci siamo? Posso? Mi sentite?
Sì, sì, ti sentiamo, ti sentiamo, vai.
Professore? No. Allora, volevo dire che se inquadriamo un attimo la nostra postazione,
In questo momento stiamo conducendo un'anestesia con ossigeno e xenon a circuito completamente chiuso, quindi modalità di ventilazione, il respiratore ce la indica come eco, con una concentrazione di xenon sull'ispirato del 54% che ci fornisce una lettura di BIS, un indice di profondità di 48.
tanto non avremmo potuto utilizzare in questo caso anche il Narcotrend volendo e secondo alcuni lavori ultimi di letteratura sullo Xenon
sembra che addirittura l'indicazione di profondità con il Narcotrend sia addirittura più precisa rispetto a quella con il BIS.
In questo momento al paziente è affettuato un volo di lepopiracaina nel cateterino periodurale di 20 mg,
ma stiamo anche associando a questo l'infusione di remifentanil a 0,02 gramma profilo minuto e questo ci dà un bis di 65,5 a 54 istantaneo con una pressione in questo momento leggermente più bassa rispetto a 5 minuti fa.
L'ultimissima domanda del professor Consapo Mattia.
No, io volevo solo dire che noi abbiamo fortemente voluto eleggere Antonio Corcione presidente della SIARTI
perché sapevamo che lui ha un gruppo di collaboratori talmente bravi come te e come gli altri che abbiamo visto oggi
che lui può tranquillamente andare in giro nei congressi a tenere alto il valore della società scientifica
per cui era solo per farti i complimenti
Clelia
grazie professore, grazie mille
qui c'era una voce di fondo
che diceva che è stato fatto presidente
di Asiati
per meriti del professore Franco
ma probabilmente era una battuta dei chirurghi
allora dicevo
grazie, grazie mille
noi siamo tutti molto
grati al nostro direttore Antonio
perché ci permette di lavorare in sicurezza
e questo è molto importante
e poi anche la domenica libera
in questo senso e di imparare tante cose nuove che altrimenti probabilmente non avremmo mai visto.
Dicevo, questa leggera ipotensione che abbiamo in questo momento, che è di 90 di sistolica,
ho l'impressione che non mi sentiate più, però non lo so, potrebbe migliorare avendo la paziente
uno stock volume variation di 16, cercando di capire se questa paziente è fluida e responsiva.
Quindi adesso stiamo procedendo a un riempimento per capire se c'è può essere una risposta emodinamica interessante con la somministrazione di un riempimento di cristalloide.
Ti sta ascoltando anche Nico Cattaneo, che è il nostro direttore dell'endoscopia digestiva.
Forse mi sentite meglio?
Sì, ti sentiamo, ti sentiamo.
Allora noi ti salutiamo, buon lavoro.
no vabbè non è importante
vabbè dai
facciamo contento
gli facciamo un applauso
se è contento
mi sentite?
si ti sentiamo
ti ho fatto fare l'applauso
allora
io non voglio assolutamente prendermi meriti
che non mi spettano
però se considerate che il tuo fratello
è fratello minore in tutti i sensi
e che quindi
Ho dovuto portarlo su io con grande fatica e potete capire che un po' di merito, al di là di quello che ha detto Clelia e anche del chirurgo di questo ospedale, che da loro l'opportunità di avere tecnologie, pazienti, studiari, pneumi eccetera eccetera. Non voglio dire altro.
Grazie Caino, grazie.
Volevo ringraziarvi del fatto che avete fatto le cose senza nessun coinvolgimento del chirurgo, come sempre.
Noi con il robot abbiamo risolto i problemi.
E va bene, e va bene.
E' là che nasce l'alleanza, necessita il robot.
Alla prossima, alla prossima. Saluto a tutti, arrivederci.
Ciao, ciao.
Io volevo rubarvi proprio due minuti della vostra attenzione prima di andare via perché volevo far vedere, non le diapositive che ormai abbiamo discusse, però posso andare avanti perché c'è un caso clinico di là,
discutere con voi di un caso clinico
che abbiamo affrontato qualche anno fa
e fa capire quanto sia importante
la collaborazione
che questo punto nasce
ma poi diceva
un attimo
vado solo sul caso clinico
che dicevano
c'erano questi studi che dicevano
la cosa simpatica
è strano perché
qua funziona
è strano
come gli anestesisti chirurghi
quando sono in cassa di cura privata
sono fratelli
proprio strettissimi
devo andare avanti su questo caso
quindi a volte anche
un po' di pazienza
questa era
la parte della relazione
ecco qua
allora, 74 anni
una signora, cardiologia ischemica
BPCO
all'ecoaneurisma apicale esteso
frazione e azione 20%
stenosi valvolare a ortica
medio-savera
Ha un K a colon destro sanguinante e quindi c'è indicazione chirurgica. Noi che abbiamo fatto? Sappiamo che la stenosi aortica moderata e severa è condivisione assoluta alla chirurgia laparoscopica.
allora a proposito
di alleanze
siamo rivolti al cardiologo
abbiamo chiesto se potevamo fare qualcosa
per questa paziente per l'aspetto cardico
e lui ha detto possiamo tentare
una valvuloplastica, un palloncino
quindi lui ha fatto una valvuloplastica
e ha portato le sezioni dal 20 al 30%
ma soprattutto i valuti PAP
da 50 al 35
ma comunque resta
una senese ortica moderata
e quindi abbiamo
una condizionazione ancora assoluta
alla chirurgia laparoscopica.
Cosa?
E allora siamo rimasti,
se questo...
Quindi non è solo colpa di Napoli, eh?
Allora, siccome abbiamo
questa incondizionazione salute, che facciamo?
Lo andiamo in laparotomia
e ci siamo messi un po' a discutere.
Abbiamo scelto la laparoscopia
e abbiamo visto perché, l'ha detto Cleo prima,
avevamo a disposizione un alcoseno,
ma vi posso assicurare, anche con il DES
e con lo SEMO, avremmo fatto
lo stesso, la laparoscopia.
Quindi è stata quella scelta, l'apparecchio l'avete visto, ma l'importanza, parlavamo del monitoraggio,
quale monitoraggio? Il Cg, la sovrazione, il TCO2, la temperatura corporea, il BIS, il TOF,
l'entare da aerogenati, ma avendo a disposizione dei colleghi anestesisti che fanno il transesofageo,
che non ci serviva come diagnosi, ma ci serviva per seguire il paziente minuto per minuto,
cioè dall'induzione al risveglio
abbiamo applicato questo monitoraggio
durante l'intervento
come vedete non c'è stato
modifico dei parametri, se non la PAPS
da 35 passava a 40
questo è l'unico valore che non ha fatto
convertire il paziente
quindi praticamente il paziente
dopo 7 giorni era a casa
un paziente che aveva fatto una laparotomia
quindi aveva a disposizione dei monitoraggi
dei farmaci che abbiamo adesso
ha consentito di fare interventi
di laparoscopia che, ripeto, forse il 100%
dell'equipe chirurgica
è venuto per questioni di
anche medico legale, ma ci siamo detti
ma perché, proviamo, è una condizione assoluta
ma chi l'ha detta assoluta?
Non volevamo essere eroi, volevamo fare interesse
ai pazienti, siamo riusciti, per questo
l'importanza di lavorare
in equip, con i cardiologi
con tutte le figure professionali, con i pneumologi
ma soprattutto avere le armi
per poter lavorare, se io non ho un monitoraggio
che mi dice che devo fare un blocco profondo
perché ho un blocco profondo, ho meno
con dolore postoperatorio, un monitoraggio che non costa niente.
Noi siamo un po' strani anestesisti perché una cosa che non costa niente non la facciamo,
una cosa che costa 10 lire in più non la facciamo perché costa troppo.
Dobbiamo trovare un po' una via, dobbiamo effettivamente capire, noi abbiamo il nostro paziente da trattare,
pensiamo sempre, come faccio io nel mio quotidiano, che io sono io il paziente.
Cosa vorrei dall'anestesista? Io vorrei questo monitoraggio, dal neuromuscolare,
per tutti i limiti che possa avere il monitoraggio
perché noi anestesisti dobbiamo avere il compito
di monitorare il monitoraggio
quindi di interpretare il monitoraggio
allora l'obiettivo che ho come Presidente
è di assolutamente obbligare
le aziende ad acquisire questi monitoraggi
però abbiamo proprio il dovere di insegnare
a utilizzare i monitoraggi
quindi la società scientifica è questo che deve fare
e io questo nei prossimi tre anni
avendo una squadra di esposizione forte
ma in questa squadra non è legato solo il direttivo, non è soltanto i gruppi di studio, tutti gli anestesi italiani possono contribuire in questa cosa, quindi la squadra siamo noi che dobbiamo andare avanti e lavorare nella sicurezza del paziente e nella sicurezza nostra.
noi abbassiamo il contenzioso
che più maturaggio abbiamo
più siamo sicuri di poter fare bene
e fare meno errori
io vi ringrazio di essere qui con noi oggi
di aver condiviso queste cose
sono a disposizione se abbiamo altre
domande o qualche dubbio da poter porre
e mi dite nonostante
come sempre succede l'alleanza
non solo anche sull'anestesista è importante
mi riferivo a Consapo Mattia
insomma la battuta
grazie ancora a tutti voi
Poi continuiamo su questa linea, penso sia quella vincente per tutti. Grazie.
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