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30° CAD anno 2019 VIDEOFORUM Presidenti S. COLIZZA (Roma) A. LICATA (Catania) G. PANTUSO (Palermo) Moderatori L. BERTULESSI (Seriate, BG) A. BESOZZI (Bari) C. MOLINO (Napoli) V. MORICI (Catania)A. PAGANINI (Roma) Discussant D. FRENO M. CUOGHI, R. PATRONE D. FUSARIO, L. COBUCCIO, A. SALAJ M. BONALDI, G. DAL MONTE, G. DI FRANCO, N. FURBETTA, D. PAGLIONE, M. PALMERI P. PAPINI, L. FREGOLI, L. ROSSI L. COVOTTA, M. MILAZZO, M. C. SCOLLICA S. TESTA, R. SEBASTIANI, S. GUADAGNI, G. STEFANINI, P. PELLEGRINI SIL Proctectomy for colorectal cancer R. Sebastiani, S. Lafranceschina, F. P. Valentini, L. Vincenti
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Buongiorno a tutti, sostituisco il dottor Sebastiani, collaboriamo insieme nell'equipe
del Policlinico di Bari presso la chirurgia generale ospedaliera diretta dal dottor Vincenti.
Vi porto il caso di una donna giovane di 45 anni con tumore del retto basso, margine distale
a 6 cm da margine anale, T2N0, preoperatorio M0. Abbiamo deciso di approcciare questo intervento
chirurgico con quella che possiamo definire un'estremizzazione della chirurgia mini-invasiva
ovvero con un single port ombelicale. Ovviamente questo tipo di approccio prevede che ci sia
da parte del chirurgo un'importante esperienza, anche l'operatore deve avere una grande esperienza
perché è veramente complicato con il singolo accesso poter fornire delle immagini utili
all'operatore, soprattutto nella parte che riguarda il retto e ancora si può fare soltanto
in pazienti che non hanno subito, o meglio più agevole farlo, in pazienti che non hanno
subito pregressa chirurgia o in cui il tumore è relativamente piccolo e quindi facilmente
manovrabile. Sicuramente più difficile sarebbe farlo in pazienti con una neoplasia di tipo
bulchi oppure in pelvi particolarmente strette. L'accesso viene effettuato a livello umbilicale
con una breccia di circa 3 cm, si inserisce il gel point, si inseriscono i trocar. Bisogna fare
in questo caso molta attenzione all'inserimento dei trocar che devono essere posizionati in modo
da avere il minor contrasto possibile all'interno del corpo. Dopodiché come potete vedere l'intervento
si svolge regolarmente come una normale resezione del retto alla paroscopica con principi oncologici
ovviamente, quindi si procede con la resezione della vena mesenterica inferiore al margine
inferiore del pancreas, con isolamento dell'arteria mesenterica inferiore all'origine aortica,
qui la vediamo bene, e la sua sezione. Ovviamente quello che potrebbe risultare molto difficoltoso
in questo tipo di intervento condotto in questa maniera ed è una cosa che va sempre tenuta in
considerazione oltre all'aspetto oncologico deve essere sempre anche l'aspetto funzionale. È molto
difficile con un single asses riuscire ad ottenere trazioni utili per riuscire a vedere bene il
plesso ipogastrico superiore e poi ancora nella pelvi riuscire ad individuare e risparmiare il
plesso ipogastrico inferiore rispettivamente di sinistra e di destra. Qui possiamo vedere
una grande casistica di questo tipo di interventi. Il motivo fondamentale per cui non l'abbiamo è perché
riusciamo a eseguire bene nella nostra clinica questo tipo di interventi con soli tre accessi, due da cinque
è un accesso da uno e poi il mini-fannestil, per questo motivo solitamente viene eseguito
in questo modo. A questo punto, giunti alla mobilizzazione del retto prossimale completata,
viene eseguito un mini-fannestil che servirà poi per il confezionamento dell'anastomosi,
viene posizionato un alexis e tutto questo perché? Perché altrimenti sarebbe estremamente
difficoltoso riuscire a mobilizzare il retto basso, per cui attraverso l'Alexis si introduce
un retrattore che tiene sollevato l'utero e il peritoneo, il plongian, e invece attraverso
il gel point, con l'utilizzo di una paletta, si riesce molto più agevolmente a eseguire
una curata di sezione del retto profondo, soprattutto, e lo sottolineiamo, sulla superficie
anteriore e anterolaterale, che a questo livello prevede la fuoriuscita delle radici di S3
che vanno preservate. Quindi si procede alla sezione distale del retto, in questo caso
con due cariche, una manovra estremamente disagevole, possiamo immaginare, quindi poi
attraverso il mini-fannesi c'è l'estrazione del pezzo, la sezione e il posizionamento
della testina per poi andare a confezionare un'anastomosi convenzionale secondo Night
Griffin. Come possiamo vedere da questa immagine è molto complesso per il secondo operatore che
tiene la telecamera riuscire a fornire sempre delle immagini utili al primo operatore proprio
per la scomodità obiettiva di questo tipo di accesso. Trattandosi di una neoplasia a 6
centimetri dal margine anale, si è provveduto al confezionamento di un agostileostomi, passata
ovviamente una fettuccia sull'ansa e ancorata alla parete addominale con una breccia delle
dimensioni del lupo. Questo è il quadro finale, la paziente è stata dimessa in quinta giornata
post-operatoria, non ha avuto complicanze, al momento della dimissione ovviamente è stata
stata liberata la gostileostomi e si sono ottenuti degli ottimi risultati estetici.
Qui possiamo vedere la breccia ombelicale di soli 3 cm e questo è il quadro finale
al termine dell'intervento. Grazie.
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