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33° Congresso di Chirurgia dell'Apparato Digerente 24 - 25 novembre 2022 R. SILVESTRO - E. SATTIN Ernioplastica Inguinale bilaterale transaddominale preperitoneale laparoscopica (TAPP VL) dott. Roberto Silvestri, dott.ssa Elisa Sattin, dott. Gaetano Filippone Azienda Sanitaria Universitaria Friuli Centrale Presidio Ospedaliero Santa Maria della Misericordia SOC Chirurgia generale, Direttore: Dott. Roberto Petri
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Chi vi parla è Gaetano Filippone, sono un chirurgo dell'ospedale di Udine, un collaboratore del dottor Petri.
Adesso vi presenteremo un caso di un paziente di 59 anni, maschio, giovane, con un BMI di 27,
senza grandi comorbidità in anamnesi, che circa sei mesi fa ha lamentato un dolore inguinale a sinistra
ed è venuto da noi in ambulatorio, l'abbiamo visitato e abbiamo scoperto un'ernia inguinale sinistra di circa 4 cm, non complicata
e contemporaneamente abbiamo rilevato la presenza di un'altra ernia anche a destra, questa di più piccole dimensioni
e sintomatica anche questa ma in maniera minore.
Per tale motivo abbiamo discusso con il paziente sulle indicazioni dell'intervento da affrontare
e l'abbiamo posto indicazione a fare una correzione laparoscopica transaddominale preperitoneale, una TAP.
Gli operatori di oggi sono il dottor Silvestro Roberto e la dottoressa Elisa Satin.
Allora che in questo momento stanno già posizionando il primo trocar,
utilizziamo di solito un accesso con trocar di asson a livello umbilicale.
successivamente posizioneremo altri due trocar sempre sull'ombelicale trasversa di una da 10
mm a circa 8 cm dal primo e bilateralmente dall'altro lato sempre sull'ombelicale trasversa
c'è qualcuno che vuole fare qualche domanda c'è un moderatore sì eccoci eccoci mi sentite sì sì
perfettamente ciao quindi quindi ciao domenico di nato piacere sono un collaboratore prof e
quindi partite insomma il paziente se non ho letto ho sentito bene un'ernia voluminosa e di a sinistra
e una più piccola a destra di sinistra e di 4 cm insomma non particolarmente grande insomma però
quella di destra è un pelo più piccola sintomatiche entrambe chiaramente maggiormente quella di
Di sinistra abbiamo parlato con il paziente sui rischi e sui benefici delle tecniche che potevano essere affrontate e alla fine lui concordava con noi con il fare un approccio laparoscopico di risolvere entrambi i difetti con la tecnica TAP.
Ti faccio una domanda fuori campo, ovviamente a parte la bilaterale e la recidiva, avete esperienze, iniziate a fare qualcosa anche sulla monolaterale in casi selezionati o no?
In realtà no, nel senso che non abbiamo queste indicazioni, diciamo così, scrupolosamente ci atteniamo alle indicazioni, alle linee guida, anche perché oggettivamente...
Vi avevo perso per un po', mi sentite?
La sentiamo, la sentiamo, buongiorno. Gaetano Filippone da Udine.
Sì, buongiorno. Dicci un po' che cosa stai...
Allora, io descrivo l'intervento che stanno per condurre altri due collaboratori del dottor Petri, che sono il dottor Silvestro e la dottoressa Satin.
Siamo per fare una ernia laparoscopica bilaterale. È un paziente giovane, magro, con un BMI di 27, che non ha grosse comorbidità e ha un'ernia sintomatica maggiore a sinistra, di circa 4 cm.
e al momento della visita abbiamo evidenziato anche la presenza di un'ernia a destra, in questo momento siamo appena entrati.
La fate per via transperitoneale?
Sì, transperitoneale, una TAP.
Abbiamo messo un trocar di assono a livello umbilicale, ne mettiamo per mettere altri due sull'umbilicale trasversa a circa 8 cm
e lo mettiamo in una lieve posizione di Trendellenburg
chiaramente per facilitare l'esposizione delle regioni inguinali
adesso stiamo per mettere i due trocar operatori
come dicevo prima ci atteniamo strettamente alle indicazioni, alle linee guida
per cui gli interventi in laparoscopia per l'ernia
li facciamo solo nei casi di ernia bilaterale e nei casi di recidiva
in esiti di progressa chirurgia per via anteriore condividiamo l'unica cosa spesso sai ti trovi
sembra una punta terni a che clinicamente il paziente obeso poi è difficile da valutare e
che poi a distanza di anni svilupperà allora a volte ci si chiede se si imparerà anche una
per valutare prima
per valutare poi
l'indicazione
del paziente ovviamente difficile
obeso eccetera
questa è una cosa che tendiamo anche noi a fare
quando li valutiamo in ambulatorio
spesso comunque
anche se pausi sintomatiche
ma magari un minimo di fastidio a livello inquinale
ce lo hanno quindi
in questi casi, in queste circostanze
chiaramente essere agevolati
da una diagnostica strumentale
aiuta
e così in maniera tale da risolvere chiaramente in un solo momento tutti e due i problemi.
Allora noi, non so se si vede adesso la troma.
Già c'è un trocar da 10 adesso, ho visto.
Sì, sì, un trocar da 10 per facilitare chiaramente il passaggio della rete.
Di solito utilizziamo, come dire, controlateralmente un trocar da 5,
poi diciamo che per comodità di inserzione della protesi possiamo utilizzare anche un altro trocar da 10.
perché altrimenti l'ingresso della rete attraverso verrebbe diciamo così
contromano diciamo così non in maniera agevole allora noi adesso stiamo
creando la tasca il flap peritoneale quindi si parte dalla linea e ci si
dirige medialmente legamento umbilicale
L'ernia è un'ernia indiretta, si possono vedere la nostra bussola che è rappresentata dai vasi epigastrici
e facendoci spazio nel tessuto preperitoneale
Come dire, i nostri due reperi sono sempre questi, la spineliaca e il legamento. Chiaramente si può quasi dire che le tasche non sono mai grandi abbastanza, nel senso che è fondamentale creare un flap adeguato per poter accogliere poi una protesi che di solito serve a coprire interamente tutta la regione inguinale.
Il paziente entra in Belemburg spinto o no?
No, no, no, sono 10 gradi circa. No, è che fortunatamente è un paziente magro, quindi non ha particolarmente sviluppato il grasso addominale, quindi si vede bene perché è magro.
Il Trendelenburg sono 10 gradi circa.
Allora, poi se procede per via smussa facciamo la dissezione e la preparazione dello spazio per il peritoneale.
Chiaramente poi l'opneoperitoneo facilita queste manovre.
di facilità avete mai utilizzato ottica da 5 o da 3 mm ma è come dire a dirla tutta no nel senso
che ci siamo come dire sempre trattati bene con le ottiche da 10 chiaramente da 30 gradi per per
veder bene adesso stiamo aumentando un po allora adesso stiamo andando a evidenziare i punti di
I repere profondi, che è sempre la scoperta del bianco medialmente, ci guida poi per definire lo spazio che dovremmo poi andare a ricoprire.
Il cupere che si vede bene con i suoi vasi, che non cito perché sono napoletano e il nome è abbastanza lucubre.
Allora si prosegue con la creazione dello spazio preperitoneale, anche lateralmente.
Fa sembrare che non vada.
Hai detto che sei napoletano di Napoli?
No, io sono di Nola, sono della provincia di Napoli.
Qual è il cognome perché sono arrivato tardi?
Filippone, cognome catofonico.
No, no, bello, imponente.
una rappresentanza del sud a odine incredibile è vero anche il primo operatore anche il primo
operatore di arzano invece sì sì sì sì anche noi moderatore diciamo non siamo lo so lo so lo
so lo so il primo operatore come si chiama roberto silvestro come dire proveniente dalla scuola di
forestieri. Eh sì, Peter, siete giovani e giovanissimi. Grazie. Mi complimento. Ormai
abbiamo superato i 40, almeno io, quindi... Ma Margherita è andata via? Margherita
spazia nei ginecologi, appena. Sì, penso di sì, non lo so. No, noi siamo chirurgia
generale, sì sì sì, quelli di prima erano i ginecologi. Allora, qui stiamo procedendo
progressivamente a sinistra di intravedere il sacco stiamo progressivamente definendo i
limiti del sacco erniario in diretto ovviamente pensate di mettere due protesi separate assolutamente
si usiamo una 10 x 15 che auto ancorante in poliestere che ha la parziale riassorbimento
cioè il riassorbimento dei ganci, degli uncini, dello strato del film anteriore, quindi con la riduzione del materiale protesico.
Allora, qui stiamo ancora isolando il piano profondo, ecco, si vede bene il sacco, gli elementi che si intravedono attraverso il peritoneo,
di appoggio sulla parete delle strutture nobili.
Forse c'è un lipomino, sì, un lipoma preerniario, non tanto lipomino sembrerebbe, vediamo.
Allora, di solito i lipomi, se sono voluminosi e quindi possono creare fastidio nel posizionamento della rete, li resechiamo, li portiamo via, altrimenti se sono piccoli li lasciamo lì.
guarda a me è capitato di farne uno
con un voluminoso lipoma
ma stavo così trazionando su
liberando il lipoma che mi ero portato il testicolo
per cui alla fine l'ho lasciato
se ci sono attaccate cose importanti
è chiaro che bisogna lasciarlo stare
però per esempio questo oggettivamente
quello che stiamo vedendo
secondo me ci riserverà qualche sorpresa
perché vediamo
se inficia
ha la parete, il piano profondo, così vediamo, ah no dai è finito, adesso lo separiamo, eccolo
la possibilità di incontrare, oddio no siamo abbastanza esterni qua dai, comunque procediamo
sempre osservando quello che ci si presenta davanti, bene?
Il sacco parzialmente lo resecate oppure no?
In questa circostanza credo di no, adesso vediamo fin dove arriva, però l'unica circostanza in cui lo resechiamo è quando è attaccato, quando è molto profondo, quando è scrotale, quando è attaccato al testicolo e tirarlo su comincia a diventare troppo indaginoso.
E quindi in quelle circostanze chiaramente lo andiamo a tagliare e ad abbandonare.
Allora adesso dobbiamo separare gli elementi dal sacco.
Il paziente ci agevola perché si riesce attraverso il peritoneo ad identificare le strutture del funicolo.
Quindi stiamo proseguendo con l'isolamento del margine laterale del sacco.
La fate anche in robotica la chirurgia di parete?
Non ancora, così se il primario mi sente gli lancio un messaggio
Nemmeno noi a Terni, anche se abbiamo il robot e la facciamo tutta la paroscopica
però sono andato per un corso a Brescia e per esempio loro la fanno in robotica
robotica si può dire è bella ecco diciamo gli amo sono le frontiere che devono essere
necessariamente esplorate così come un tempo era un altro sì più che altro per proprio la
definizione la visione che hai sul controparetale l'ottica robotica effettivamente oltre a tutti i
vantaggi del robot, però l'ottica
robotica in uno spazio
inguinale ti dà
un vantaggio enorme. Questo sì, sicuramente
di visione sì, però poi bisogna
fare i conti
con chi fa i conti
Ah certo
e quindi alla fine insomma
come dire, un giorno
sicuramente
il robot sostituirà forse
la laparoscopia, così come
pian piano la laparoscopia poi ha sostituito
gli interventi a cielo aperto
però diciamo che è un processo lungo insomma la diffusione dello strumento e della metodica poi
chiaramente faranno abbattere i costi è così si è visto il deferente adesso anche dentro e
vasi spermatici sono lì e attaccata possiamo dirlo che insomma gli elementi del funicolo
si vede proprio il limite del sacco
attaccato al funicolo
ben fusi al funicolo
ma pian piano
ci facciamo la strada giusta
ecco come dire
utilizziamo chiaramente anche l'uncino
come strumento di disezione
anche perché ci consente una, se vogliamo, più accurata identificazione dei piani da staccare.
Quindi sempre sotto visione.
Quindi proseguiamo con la separazione del sacco dagli elementi del funicolo.
Sempre in maniera molto cauta, parietalizzandoli, quindi lasciandoli sul piano profondo.
Ci siamo quasi.
Ok.
Ecco, questa è un'altra manovra che agevola la separazione del sacco dagli elementi,
che è quella di pizzicarlo, diciamo così, da dentro,
e trazionandoselo verso di sé.
Questo, come dire, è utile, specie nelle ernie voluminose, scrotali,
per andare a vedere se si riesce a resecare tutto il sacco, oppure no.
Oltreniamo quindi gli strumenti per la dissezione con la bipolare e l'uncino.
L'uncino è particolarmente utile in queste circostanze dove ci sono strutture aderenti.
il deferente è sotto, i vasi spermatici sono sotto
quindi stiamo procedendo a sciogliere l'ultimo legame del sacco
con il funicolo per liberarlo
si vede che particolarmente attaccato lì
è magro però
se l'è tenuta per parecchio l'ernia
manca davvero poco, almeno da quello che vediamo in Roma
sì, sì, sì, è quello, è quello
manca solo quel pezzettino adesso pian piano
sempre con come dire insicurezza guardando si guarda quando ho fatto ovviamente come tutti
le lingue in ali open poi la farai la paroscopica e ti rendi conto che non c'è capito nulla del
piano costruire del legno è un altro è un altro mondo allora capisci che sostanzialmente un
intervento veramente di pazienza come è vero insomma oggettivamente il rischio insomma
L'anatomia laparoscopica ha dei nomi che sono angoscianti, i vari triangoli. Un motivo concreto c'è, nel senso che bisogna comunque sempre essere vigili e attenti, non prenderla mai alla leggera perché bisogna fare le cose con caldo.
L'unico triangolo valido è quello di zero.
No, non ha portato il cinto, mi chiedono dalla sala se per caso avesse portato il cinto, no no no, probabilmente ce l'aveva da parecchio l'ernia.
Sì, penso che il cinto ormai sia superato, non c'è più indicazione, c'erano dei lavori che davano delle, praticamente vennero dimostrate delle micro erosioni, micro insulti flogistici che peggioravano paradossalmente l'ernia immeterata.
E' vero, e poi chiaramente sul tavolo queste cose si vedono, però insomma ripeto con calma e pazienza si risolve sempre tutto.
Ecco, il travisto indifferente e il sacco lo stiamo per staccare del tutto.
come dire per via smussa cerchiamo di crearci queste strutture più sottili no da poter poi
tagliare con con il croce maniera tale da sicuri in sicurezza esatto di essere sicuri di quello
che stiamo facendo è solo però si è chiesto si è chiesto se può essere utile un troppo
che era in più di 5 mm per una controtrazione?
In realtà no, sfruttiamo la posizione del tavolo, forse in un paziente obeso,
in un paziente dove c'è parecchio grasso intraperitoneale,
allora magari quello a volte è agevole a tenere dentro gli organi addominali,
a fare lo spazio nella regione inguinale, però diciamo che sfruttiamo di solito la posizione,
poi nel caso specifico adesso è agevole.
La contrattazione sulle strutture secondo me potrebbe essere anche un po' rischiosa
nel senso che si può magari produrre qualche strappamento in più
e quindi alla fine noi per via smussa creiamo questi legamenti che poi vengono sciolti
o stesso con la bipolare oppure con l'uncino come in questo caso
che si vede bene qual è il piano di sezione tra il sacco e gli elementi che in questo momento sono
trazionati verso di noi ma noi appunto dobbiamo paritarizzarli e quindi una volta staccato il
sacco riusciamo ad abbandonarli al loro destino adesso si vede bene anche il deferente che è
lontano queste sono anche aderenze con l'ipoma probabilmente c'è chi si sarebbe già fermato
perché effettivamente è tutto preparato insomma però come dire il vantaggio laparoscopico e
specie nelle persone giovani che fanno vita attiva è importante evitare ridurre al minimo
la possibilità il rischio di dolore cronico postoperatorio che come dire purtroppo una
cosa con cui tutti dobbiamo fare i conti ma ci siamo quasi sono veramente gli ultimi ritocchi
perché il sacco ormai è già dalla nostra parte. Dobbiamo staccare queste ultime aderenze.
Là c'è il deferente, eccolo. Possiamo spegnere le luci? Spegni le luci, le luci della sala.
Benissimo, adesso si vedono perfettamente gli elementi. Sulla destra abbiamo il deferente,
a sinistra abbiamo i vasi spermatici che entrano a comporre il funicolo, va bene, bello, però facciamo prima il paragone tra la tecnica in aperto e quella laparoscopica,
però devo dire che dà soddisfazione anatomica vedere la regione inguinale da dietro, per via laparoscopica, perché alla fine è tutto più chiaro.
Tutto ha un senso e sotto si intravedono pure i vasi liaci che pulsano.
Ottimo, bene, ci possiamo anche fermare qui come dissezione, ormai abbiamo pressoché tutte le strutture anatomiche importanti evidenziate, lì c'è l'anello interno e adesso andremo a creare chiaramente il flap,
lo spazio per l'alloggiamento anche nella porzione superiore, anche qui siamo chiaramente
agevolati dallo pneumo peritoneo che riesce a dissecare con la pressione il peritoneo,
sempre con un occhio di riguardo ai vasi epigastrici, c'è un vasellino peritoneale, l'ottica
comincia a raffreddarsi, riscaldiamo un attimo l'ottica.
secondo me tu hai superato pizzul in questa telecronica come dire purtroppo nella nella
diretta ci sono perché partecipi proprio in maniera attiva diciamo che ci siamo divisi i
compiti ecco e poi insomma è una chirurgia che mi piace quindi questo anche questo plus valore
vedere un piano ben preparato mi dà soddisfazione
siamo anche in tempo di mondiali di calcio
giusto, poi peraltro Pizzul è friulano
infatti è perciò detto lui e non Alberto Rimedia
bene, noi adesso andiamo a prendere la rete
che come dicevo usiamo una rete in poliestere
parzialmente riassorbibile auto ancorante diciamo che questa auto ancorante non dà difficoltà
maggiori non penso che si attacca è più difficile poi spostarla di un po no purtroppo purtroppo si
in realtà ha le sue difficoltà però diciamo il tempo che si usa che si impiega per distenderla
poi è tempo guadagnato rispetto alle reti che necessitano di sistemi di fissaggio quindi
Quindi diciamo che si recupera.
Di abitudini, di abilità più o meno.
Sì, concordo.
E poi, come dire, appunto una volta preso la mano diventa, diciamo così, più agevole.
Certo, come dire, adesso siamo a microfoni accesi e quindi evitiamo di fare commenti,
però di solito in sala operatoria i commenti sulla rete che si attacca sono...
Ebbene, no, quelli bisogna registrarli invece.
Però devo dire la verità, questa rete ha cambiato realmente la chirurgia dell'ernia laparoscopica perché il rischio purtroppo di far danni utilizzando delle ancorette o utilizzando i punti era veramente elevato rispetto a questa.
Questa è una rete che veramente ha modificato il corso della chirurgia dell'ernia laparoscopica.
Ha cambiato la vita a voi, operatore.
tantissimo, tantissimo
perché alla fine una volta che è distesa
sappiamo che è lì, sappiamo che è difficile che si sposti
sappiamo che riduce la possibilità di dolore veramente a niente
insomma una volta che come avete visto
si rispettano le strutture, si rispettano i piani
la possibilità di creare dolore
la poteva dare solamente utilizzare dei punti
utilizzare delle tac, utilizzare delle ancorette
invece questo evita tutti questi rischi
e poi peraltro gli uncini stessi della rete sono di un materiale che nel giro di un mese e mezzo tendono a riassorbirsi
quindi in realtà la rete poi diventerà più leggera, quindi meno materiale protesico
e poi non avrà più neanche lo stimolo irritante che può magari dare un uncino sulle strutture nervose.
quindi insomma ripeto veramente ha cambiato e ha velocizzato in meglio la chirurgia della
erniaria laparoscopica infatti non so come dire noi vedo vedo come si può dire si vede che
l'operatore abituato ad aprire le reti a dirgli che può parlare salve a tutti noi ci siamo divisi
i compiti perché chiaramente
ci piace rimanere
concentrati su quello che facciamo
così mi sono offerto
di parlare io, di commentare io
vai Rob
ora si parlava della rete
io non so, voi che dite sulla tasca
c'è chi dice che la tasca deve essere
più piccola, più grande
noi utilizzando queste reti qui
necessariamente dobbiamo fare una tasca
più grande
Ma poi il flap è talmente ampio che è anche più agevole suturarlo, nel momento in cui utilizzate dei fili tipo autobloccanti non c'è più problema, poi vabbè è chiaro che in robotica diventa ancora più facile.
anche se lì poi entra in gioco
la possibilità di mettere i punti
però ripeto
fissare la rete alla parete
con punti o graffette
può indubbiamente
creare un momento di rischio
oltre che per i nervi
anche per le strutture vascolari
quindi non si mette neanche più il punto sul cuber
assolutamente
no no no
questo è anche un altro fattore importante
eccolo
La rete è bella piatta, stesa bene, poi mostra verso di noi uno strato rapidamente riassorbibile che serve comunque a protezione eventuale di un contatto con le anze, però il flap andrà a chiudere bene.
Sì, forse un po' più giù doveva venire appena per evitare questo ribaltamento al flap superiore.
Eccolo qua, perfetto. Così si va a coprire bene anche la fossa femorale.
Eccolo là, benissimo, perfetto.
Insomma come avete visto l'esperienza che ha un operatore che è abituato ad aprire questa rete riduce i tempi, però come dire tutto sta a farla.
Vabbè, è tutta una questione di pratica, di allenamento.
Di allenamento, esatto, esatto.
Adesso stiamo per introdurre l'ago autobloccante, la rete è piatta praticamente, muta bene, ben stesa,
si ripiega poi anche inferiormente a coprire la lacuna femorale e adesso andiamo a chiudere il nostro flap peritoneale.
In questa fase la robotica è la salvezza del chirurgo.
difficile
la manualità
e quindi
poi man mano che ci si avvicina
medialmente diventa tutto più agevole
tra l'altro
noi utilizziamo questo sotterfugio
per facilitare la chiusura
praticamente
passiamo l'ago
nell'occhiello fuori esterno
e poi ci lasciamo un'asola
che è chiaramente molto più grande
con cui poi andando a stringere
si chiude bene tutto e rimane tutto bloccato
eccolo qua
quindi diciamo abbiamo superato la fase
di dover rincorrere l'occhiello
del punto autobloccante
che pure quella era
mi sembra un ottimo
accorgimento
praticamente questa è una suonata a quattro
mani che avete fatto
che tu dai pure dei suggerimenti
non solo fai la cronaca ma dai pure dei suggerimenti
complimenti come se fossi l'operatore. Purtroppo è la diretta e quindi uno deve
cercare di far scorrere tutto. No, ma complimenti, veramente bravi, ottimo lavoro.
Bravi gli operatori, io sono solo la voce narrante, però partecipo emotivamente all'intervento.
Vabbè, io vi lascio chiudere e ci vediamo dopo, perché dopo ci sarà un altro intervento.
Un attimo che mi dicono dalla regia, un secondo, un attimo solo perché so che da quest'altra parte, nell'altra sala, erano in preparazione per l'intervento.
Noi abbiamo finito di qua.
Vabbè io ho dieci minuti di break.
Ok, pronto.
Complimenti, grazie ragazzi. Pronto, chi è?
Sono Petri da Udine. Allora ho anticipato anche al professor Palazzini.
Quindi noi ruberemmo 5 minuti dalla diretta perché abbiamo il piacere ma anche l'onore di farvi conoscere e farvi salutare dal nostro direttore generale, il dottor Caporale.
Che non è un medico però.
che non è un medico
anzi
è un militare
approfittiamo
così vedete tutti
i colleghi che hanno contribuito
a questi due giorni
il professor Terrosu
il dottor Bassi
il dottor Frigatti
con i suoi collaboratori
ci fa piacere
avere il direttore generale
per ovvi motivi
e gli stavo appunto dicendo che oltre alle capacità dei chirurghi
che insomma credo che qualcosa si possa vedere in questi giorni
ma è importante per noi avere anche la collaborazione di Pengo
mi pare che le immagini...
No, quello che ho notato è che c'è un affiatamento e una squadra ben assortita e affiatata
Per cui gli interventi vengono svolti a regola d'arte con tutto ciò che occorre per farli bene.
Grazie, basta sviolineate se no...
No, è la verità, è osservato.
Io approfitto ancora una volta per ringraziare Giorgio Palazzini che ci dà questa opportunità ogni anno, quest'anno in maniera particolare e passo la parola al Direttore Generale, Dottor Caporale.
Grazie.
Sì, buongiorno a tutti, grazie a Dottor Petri per avermi invitato, è la prima volta che ingresso in sala, per me, devo dire, al di là dell'emozione, forse mi tirerete su da per terra, però non importa, a questo punto perché non sono un sanitario,
però questo è il momento anche di ringraziare naturalmente tutti i sanitari, tutti i professionisti che lavorano all'interno di questa grande azienda
che ho l'onore di rappresentare, la differenza la fanno sicuramente i professionisti che lavorano per Asufce
e la fanno sicuramente anche l'equip che voi vedete qui in rappresentanza anche delle altre dirigenze
da parte del comparto che naturalmente non solo su questi interventi ma nella sua complessità
di un sistema sanitario, di un'azienda sanitaria che deve rispondere ai bisogni di salute
ha dato sia in termini durante la pandemia ma anche successivamente e anche prima
prima un grandissimo contributo naturalmente che ha dato dei risultati importantissimi, oggi li vediamo ma non solo oggi, li vediamo ogni giorno, quindi è anche il momento da parte mia per ringraziare al nome della direzione strategica
e naturalmente tutta la parte operativa dell'azienda che rappresento perché naturalmente l'azienda è formata da tantissimi componenti, anche quelli strumentali ma se non ci sono i componenti umani e le nostranze tutto questo non può essere realizzato.
Quindi oggi a nome della direzione strategica ringrazio voi e chiedo di portare naturalmente a tutti quanti i vostri collaboratori il ringraziamento che ho cercato di sintetizzare in queste poche parole. Grazie.
sono flessibili
anche ai cambiamenti
che già nella mattinata di oggi
ci siamo stati
grazie ai colleghi, grazie al direttore
e buona continuazione di lavoro
grazie a voi, grazie
e complimenti ancora
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