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10° CORSO PER INFERMIERI DI SALA OPERATORIA 1° SESSIONE REPARTO OPERATORIO HI-TECH: ASPETTI ETICI, INNOVAZIONI ORGANIZZATIVE, TECNOLOGICHE ED ASPETTATIVE DEL PAZIENTE Presidente: M. Caputo (Bari) Moderatore: G. Campagnola (Verona) M. Pisanelli (Roma) L’Esperto risponde (tutti i Relatori)
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Terminano le parti espositive e teniamo, insomma, abbiamo, vediamo.
Beh dai, abbiamo un quarto d'ora, siamo stati dentro alla grande, va bene che manca una relazione, la prima.
prima. Però prima della discussione vorrei da parte mia e in maniera molto sincera complimentarmi
con voi partecipanti nel senso che da qui si vede e si sente tutto, si vede tutta la
platea, siete stati molto attenti e anche in silenzio nel seguire tutte quante le relazioni.
Ripeto, non è una sviolinata questa, è veramente perché fa piacere vedere e soprattutto è un merito anche a chi ha presentato tutte le relazioni che sono state coinvolgenti, interessanti e quindi un bravo e un complimenti a chi ha partecipato.
Ok, 10 minuti, un quarto d'ora, poco meno per qualche domanda, qualche esperienza anche propria.
Vorrei allora dire una cosina io, una domandina, così niente di che ai colleghi qua della Sardegna, però anche a chi, anche tra di voi, svolge, fa la strumentista,
l'infermiere in sala operatoria
in sala dove si usa il robot
e tanta tecnologia
immagino che insomma come ha detto
adesso per la robotica
sono state scelte
su base volontaria o comunque
non so su esperienze o altre
una piccola equip intanto
però voi strumentiste
noi, perché anch'io una volta lo ero
piace, entusiasma
si partecipa a questo
o è una cosa noiosa
che non dà soddisfazione
non dà quella carica
come partecipare
nel taglio, nel passare i ferri
o altro così
perché tanto tempo lo si passa
a braccia e incrociate
quando hai cambiato un'ottica
dopo te ne stai lì
se qualcuno vuol dire qualcosa
o i colleghi
come la nuova strumentista
come vede
questa tecnologia
come la vive
allora
penso che non sia
molto noioso per lo strumentista
robotico strumentare l'intervento
uno perché non ha
tempo di girarsi
i pollici perché è impegnato
sia nella
nella preparazione dei fili di struttura per quanto riguarda il clampaggio, eventuali anastomosi
e sia anche nelle fasi delle sostituzioni delle varie pinze durante l'intervento.
Per cui è in fase, ha una fase molto attiva rispetto alla videolapara come quella tradizionale.
Allora, l'intervento, relativamente, a meno che uno non si prepari,
Perché la nostra equip, infatti, siccome determinati fili vengono aperti al momento, una volta che parte l'intervento, poi successivamente ci si prepara le varie misure e le varie strategie.
Per cui anche questi tempi sono stati importanti perché vanno a togliere i tempi di preparazione, perché se noi partiamo con l'intervento già con i fili pre-tagliati, chiaramente nel pre-intervento perdiamo un sacco di tempo, invece questo viene fatto nei tempi morti di pausa, diciamo, durante il periodo robotico.
Essendo sempre la stessa equipe plurispecialistica, questo ti porta a far sì che anche la nostra equipe abbia una visione a 360 gradi sulla chirurgia vascolare, sulle lobectomie, sull'urologia perché facciamo tutti gli interventi di urologia, sulla chirurgia generale a livello intestinale e poi anche a livello ginecologico.
e abbiamo iniziato due settimane fa anche con l'Otorino.
Per cui infatti a questo punto, siccome il nostro compito è quello di far lavorare giorno e notte il robot
per cercare di ammortizzare queste spese che ci sono, lo facciamo solamente facendo lavorare il robot.
Per cui la nostra azienda ha istituito anche una convenzione con l'università
per fare in modo che anche l'università, i ginecologi dell'università possano utilizzare il robot.
Ecco perché, come parlava il collega, di avere non 50 colonne e 50 strumenti per ogni primario,
c'è un robot che cerchiamo di utilizzare in tutta e in gran parte delle varie specialità.
E questo penso che serva per ammortizzare i vari costi.
Per cui il personale dedicato ha poco tempo per quanto ci riguarda da dedicare, da girarsi i pollici durante l'intervento perché è in fase attiva, infatti anche sul filmato si vedono molte fasi dove l'infermiere ormai è diventato il secondo in robotica.
Sì perché è stata la nostra cosa di impiantare i ferristi solo e sicuramente sempre gli stessi perché devono conoscere il robot nei minimi particolari.
Perché è capitato due volte che il robot è entrato in tilt, si è spento, tutti sono entrati in tilt perché con un minimo di savoir-faire lo strumentista ha dato due indicazioni, ha riassettato, sbloccato le pinze, riassettato tutto e ripartito in modo tranquillo.
Però ci sono stati momenti, e questo se capita con strumentisti che non sono all'altezza, succede un caos.
Anche per gli altri relatori, le relazioni, le colleghe del Gemelli, Casarano, Giampiccolo, abbiamo altri 5 minuti abbondanti.
Prego.
Sì, sei te.
Mi rivolgerei alle colleghe del Gemelli di Roma, o anche agli altri colleghi.
vorrei sapere la vostra tendenza
il vostro organigramma in sala operatoria
perché la tendenza che si sta creando
sta sviluppando nella mia realtà
è di introdurre l'OS
due infermieri
e basta
o perlomeno questo è quello che vorremmo fare
non lo stiamo facendo
però se non ho capito male
voi lavorate con due infermieri
e un OS per...
no, ho capito malissimo
lo staff di sala
è costituito da un infermiere strumentista
Da un infermiere fuori sala. Gli ausiliari sono ausiliari che poi ci danno un supporto in alcune attività, questo sì, soprattutto nelle posizioni complesse dei pazienti se è necessario più persone per girarlo.
Anche se poi gli ausiliari hanno vari titoli, perché c'è l'OS, c'è l'OTA, ma inquadrati tutti come ausiliari, hanno una funzione di trasporto e pulizia e sono al di fuori delle sale operatorie e gestiscono il settore, i rientri, le pulizie, i trasporti dei campioni biologici, il rifornimento magazzino.
Ciò non toglie che se si ha bisogno di una collaborazione in sala in termini proprio di forza lavoro, questo vengono chiamati, ma non sono assolutamente inquadrati come figure di supporto all'interno della sala.
Non è previsto dall'azienda e non penso neanche che lo preveda.
La terza unità, l'infermiera e il nurse di anestesia?
No, da noi non esiste proprio, tant'è che non c'è neanche più il master per l'infermiere di anestesia, uno perché come tutti i policlinici universitari ci sono 100.000 specializzanti che stanno dietro all'anestesista
E comunque l'infermiere fuori sala assiste anche, collabora all'induzione dell'anestesia generale ma anche delle anestesie periferiche sia spinali o epidurali insomma.
ma il pensiero delle figure di supporto, io ti dico, almeno nella mia azienda, verrà visto come una collaborazione nei reparti, ma non nell'ambito delle sale operatorie,
dove ancora rimaniamo fermi alla presenza degli infermieri e delle ostetriche, avere gli ausiliari sui quali contare nel momento della necessità, ma non come figura di fuorisala perché quello che propongono è non a integrazione ma a sostituzione della figura fuorisala, quindi evidentemente è la cosa migliore mantenere due infermieri.
Perché nella mia realtà, oltre che lavorare in tre unità infermeristiche,
prevalentemente, anzi addirittura noi ci scambiamo come ruolo,
siamo strumentisti, circolanti.
Sì, anche noi, questo è, cioè, polivalenti.
Sì, polivalenti.
Abbiamo introdotto l'OSSI che mantiene sempre il compito di trasporto dei pazienti
e di pulizia delle sale, ma sta anche in sala a fare,
mi spassi il termine, l'infermiere circolante,
ossia aprire il materiale sterile, il posizionamento,
collabora con quello che è senza la figura della fuorisala cioè senza il
secondo infermiere in sala questo è quello che sperano però per
adesso perché ti dico perché questo è l'orientamento ecco perché secondo me
non è
ci sono interventi di chirurgia oppure quelli di interventi considerati minori
quelle di dermatologia
è tutta di alta complessità
ci sono le regioni
voi sapete che
diversa parte della sanità
è destinata a linee guida
regionali
esaminiamo quelle della Puglia
perché è chiaro che poi
ognuno conosce e vive
quelle della regione a cui appartiene, la Puglia in un primo momento ha fatto un distinguo.
Innanzitutto dicendo che per le chirurgie medio-basse prevedeva un infermiere strumentista, uno di sala
e prevede la figura dell'OS ad integrazione dell'infermiere di sala
e invece per le sale operatorie ad alta specialità dove la chirurgia è di alto livello compresa la trapiantologica apriva un varco sulla terza unità infermieristica ma di fatto con i numeri e le assunzioni non l'ha mai attuato.
Quindi allo stato attuale noi abbiamo, poi le sale secondo me sono tante repubbliche marinare, ovviamente si autogestiscono in questo perché ad esempio nelle stesse regioni così come se voi esaminate le vostre troverete che ci sono ospedali che hanno la figura dell'infermiere di anestesia
mentre noi praticamente viaggiamo con la stessa organizzazione per quanto riguarda l'infermiera, non abbiamo l'infermiera di anestesia dedicato, però io dico grazie a Dio la figura di supporto OS da noi è una figura integrata di supporto all'infermiera di sala.
Quindi ma non abbiamo oltre alla strumentista due infermieri in sala, proprio un sogno che noi non possiamo ancora avere, nonostante parliamo di trapianti, il collega mi dice che anche nella regione Veneta l'organizzazione è così,
Così se c'è qualcuno che ha un'organizzazione diversa, fatecela sapere perché, ma questo è il confronto che tutte le volte chiude i nostri.
A noi ce la fanno passare come degli obiettivi a progetto a costo zero, la mancanza del terzo infermiere o del supporto OSS in sala.
Non so se nelle altre realtà è uguale, perché noi siamo in due in sala, sono 24 anni che faccio lo strumentista,
attualmente io sono a favore della tecnologia
attualmente sto facendo la certificazione
per le etavi
però all'angelo da noi siamo solo in due
anche su una cardiochirurgia siamo solo in due
su una neurochirurgia siamo solo in due
io volevo sapere
appunto
il servizio sanitario nazionale accetta
a livello nazionale questa situazione
non solo regionale
nelle linee guida e spers
perché io non l'ho trovato
da nessuna parte in internet
o sui libri
che cos'è la vera figura dell'OS
solo per sentito dire
non so se c'è qualcuno che me lo può spiegare
noi all'Angelo la figura dell'OS
non ce l'abbiamo praticamente in sala
fa le pulizie, sistema i sacchi
però onestamente per aprire
una cosa sterile
penso che
scusa l'intervento
più che di linee guida
diciamo che
la mamma di tutte le direttive
è il famoso decreto Bindi del 97, il 14 gennaio 97, che dice che i requisiti minimi sono due chirurghi, un anestesista e due infermieri.
Questo decreto legislativo è stato recepito nel tempo da tutte le regioni italiane, comprese le due province autonome di Trento e Bolzano.
solo la regione Trentino Alto Adige ovviamente avendo già le due province autonome recepite non l'ha recepito, però l'aspetto da tenere secondo me sotto stretta osservazione non è tanto quando il decreto parla della dotazione minima quanto quello che dice dopo,
perché anche a livello regionale non c'è questa chiarezza, perché poi loro parlano che la dotazione deve essere in rapporto al volume delle attività, questo vuol dire lasciare carta bianca e quindi ognuno è libero di interpretare come meglio crede questa cosa.
Da un lato ti dice minimo due, dall'altro lato ti dice rapportato al volume delle attività, però secondo me sotto due non bisogna andare, non bisogna accettare di lavorare con una seconda figura circolante in sala che non sia un infermiere,
a meno che qualcuno non si prenda la briga di dire che quella persona sta lavorando sotto la sua diretta responsabilità
e lo deve mettere per iscritto, perché se lavora con me in sala operatoria, siccome la responsabilità è mia,
lui fa solo quello che dico io, quando lo dico io e come lo dico io.
a meno che qualcun altro, il caposala ad esempio, una volta qui in questa sala con un coordinatore che veniva dal nord abbiamo avuto questo tipo di approccio, io dico per carità se il coordinatore scrive che quell'OS, quell'OTA, quell'ausiliario è lì in maniera tale che sia chiaro e inequivocabile domani che quel signore non era lì per me,
che con me non aveva nulla a che spartire, che non è il mio interlocutore, allora va bene, personalmente non accetterei mai di lavorare, io strumentista e un altro circolante, non è il mio interlocutore, lui fa solo quello che io dico di fare, perché è così che funziona.
Allora scusa un secondo che dopo chiudo, due conti al volo, io gli ultimi due anni ho lavorato in cardiochirurgia,
per preparare un tavolo di cardiochirurgia ci vuole circa un'ora, il paziente cardiochirurgico non viene preparato
nel reparto o in terapia intensiva ma viene preparato nella sala dagli infermieri di anestesia o in quel momento di sala
perché siamo solo in due, un'ora per preparare il tavolo chirurgico, un'ora per preparare il paziente,
se avessi avuto la terza persona
in un'ora facevo entrambi
per 365 giorni all'anno
per 800 o 900 interventi
sono più di 1000 ore perse
e spese per mantenere una sala operatoria
per 10 anni sono 10.000 ore
quanto mi viene a costare questa spesa in 10 anni?
forse magari potevo prendermi il robot
anche io
no, questi calcoli
dovrebbe farseli la sua direzione
dovrebbe farlo qualcuno
infatti, ma però
la mia direzione mi sta dando degli obiettivi
con progetto a costo zero
ma non sono progetti a costo zero
ma io penso che sia una realtà di tutti
penso questo
la direzione dovrebbe dotare
quella sala operatoria
di personale in rapporto
al volume delle attività
è scritto, se non lo fa è un problema
dell'amministrazione, io dico che molte
delle nostre colpe vengono
dai vertici che non sono all'altezza
ecco, bene
allora io
vi ringrazio tutti i relatori
e moderatori di questa sessione, invito i prossimi moderatori a prendere posto e anche
i relatori di questa sessione che comincia, che è altrettanto interessante perché vedremo
a confronto vari modelli di formazione degli infermieri e anche le modalità diverse di
lavoro che si possono avere, quindi invito a prendere posto. Grazie per averci seguito.
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