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22° CAD anno 2011 WORKSHOP RISK MANAGEMENT: ESPERIENZE A CONFRONTO Moderatore: U. PANETTA (Roma) La Gestione del rischio in campo aeronautico A. Franzoni (Varese)
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Grazie, buongiorno a tutti. La mia presentazione racconta l'esperienza di risk management applicato al contesto di Alenia Air Machi.
Due parole veloci per dire cos'è Alenia Air Machi.
Alenia Air Machi rappresenta una delle realtà storiche nel campo aeronautico a livello italiano,
è un'azienda che progetta e costruisce aerei da quasi cent'anni.
La storia dell'aeronautica in Italia ha più di cent'anni, è nata immediatamente dopo il primo volo dei fratelli Wright.
ogni tanto tendiamo a dimenticarcelo, la legna aeronautica che è diventata recentemente da pochi anni parte di un conglomerato industriale molto più ampio
è posseduta al 100% dalla legna aeronautica che a sua volta è la componente del settore aeronautica dalla fissa del gruppo Finmeccanica.
Fiume Meccanica oggi è un gruppo mondiale di oltre 80.000 persone, 15 miliardi di euro di fatturato all'anno,
presente in sostanzialmente tutto il mondo ed è uno dei primi 5 competitor nel campo della difesa dell'elettronica a livello mondiale.
Alcune parole sulle strategie che guidano le attività di Alenia Armacchi.
La Nermacchia è coinvolta da molti anni come azienda leader mondiale nel settore degli addestratori per piloti militari e i nostri punti di forza sono internazionalizzazione, possiamo dire con orgoglio che la maggior parte dei capi di stato maggiore o comandanti delle aeronautiche militari mondiali hanno imparato a volare sui nostri aerei
e quando parliamo di reputazione questo è un fatto estremamente importante.
Orientamento al cliente, abbiamo i nostri aerei che volano in più di 40 paesi e 5 continenti.
Orientamento all'innovazione, abbiamo un grande processo di trasformazione da azienda che costruisce aerei
ad azienda che fornisce servizi integrati di addestramento di cui gli aerei sono una componente importante
E non ultimo, per far contenti i nostri azionisti, un'azienda che crea valore e che in particolare negli ultimi anni opera con risultati di profittabilità che sono al top della categoria in campo aeronautico.
Veniamo a applicazioni di risk management in campo aeronautico, in realtà avrei potuto parlare di due argomenti, uno che riguardava più strettamente il prodotto, come si fa a progettare un aereo sicuro,
però poi ho avuto paura di raggiungere l'effetto opposto, cioè quello di scoraggiarvi a volare e allora non l'ho fatto, anche per trovare una maggiore attinenza con il tema di questo convegno ho preferito parlare dell'applicazione di risk management ai processi,
ai processi industriali complessi che hanno molte più attinenze, me ne sono accorto strada facendo,
con invece l'attività in campo medico e certamente in quella operatoria.
Parlando di sicurezza aeronautica, molto brevemente, solo in una slide,
come si fa per garantire che un prodotto sia sicuro?
Si rispettano alcune normative, normative che derivano dall'esperienza accumulata nel corso degli anni,
che ci dicono che se facciamo una cosa in un certo modo certamente funzionerà bene e rispetterà certi standard, alcuni criteri base su cui si basa la progettazione aeronautica, non ci può essere un solo guasto che comporta la perdita di un aereo, deve essere comunque un accumulo di concause,
In ogni caso otteniamo questa possibilità che si accumulino più con cause che portano ad un evento catastrofico a un livello di probabilità molto basso, non superiore a 1 per 10 alla 9 eccetera eccetera.
Questi numeri sono dettati essenzialmente da che cosa? Dalla nostra suscettibilità al rischio, a quello che noi vogliamo accettare come rischio quando saliamo su un aereo.
è noto che il rischio di essere investiti sulle strisce
specialmente se parlate con il telefonino
è molto più alto di quello di subire danni volando su un aereo
però quello di camminare sulle strisce parlando al telefonino
lo accettiamo normalmente tutti i giorni
perché diciamo no figurati ma io quando attraverso guardo
sono gli altri che non guardano
invece su un aereo vogliamo sentirci assolutamente sicuri
perché è qualcosa che è totalmente al di fuori del nostro controllo
non l'abbiamo progettato noi, non sappiamo come è fatto
e c'è un altro che guida
che non vediamo perché sta in una cabina chiusa
per cui io poi sono ingegnere nucleare
e so benissimo cosa vuol dire
la suscettibilità al rischio nucleare
se ne parlate tantissimo in questi giorni
e lì ancora di più i numeri
questi numeri di sicurezza
che vengono adattati per il progetto degli impianti nucleari
sono estremamente più alti
proprio perché la suscettibilità
a questo rischio è ancora più alta
di quello del campo aeronautico
ma veniamo invece a quello che abbiamo fatto in allenare le macchie per quanto riguarda la gestione dei rischi nei processi produttivi.
Sono processi produttivi complessi, un incidente di percorso può causare non soltanto costi addizionali,
può causare anche l'insoddisfazione di un cliente che può arrivare fino alla cancellazione di un contratto
e nel nostro mondo la cosa più importante sono i clienti e dunque c'è grandissima attenzione su questo.
Esiste una tradizione in Air Machi di approccio al concetto di risk management che è data da più di dieci anni di esperienze e che sostanzialmente ha attraversato tre fasi.
Una prima fase, il risveglio, la consapevolezza, è importante cominciare ad occuparci dei rischi e cominciare ad approcciarli e gestirli.
C'è stata una fase immediatamente successiva dove i primi risultati ci hanno incoraggiato e poi abbiamo avuto però il confronto con la realtà, la realtà spesso è molto più complessa di come appare, all'inizio si tende a semplificare, si vede che le cose funzionano, poi ci si accorge che no, il mondo è un mondo difficile, è diverso da come ce lo immaginavamo.
A questo punto con la maturità si rileggono tutte le esperienze e si trae lezioni da quelle esperienze e si arriva ad approcci più sfumati e più completi, più sistemistici, più integrati.
Vediamo queste tre età come si sono sviluppati.
All'inizio degli anni 2000 c'è stata la voglia di cominciare a introdurre questa metodologia nell'ambito dei processi industriali, si è cominciato a vedere che cosa facevano gli altri, la curiosità da questo punto di vista è sempre una grandissima molla, nel nostro mondo come in tutti i mondi bisogna essere curiosi, non bisogna essere chiusi e guardare solo quello che succede nel nostro interno.
abbiamo visto cosa facevano i migliori tra di noi
e abbiamo voluto iniziare un'operazione
che portasse immediatamente a dei risultati concreti
perché l'ottenimento dei risultati concreti
è quella molla che ti convince ad andare ancora avanti
se fai delle cose e non ottieni risultati
subentra subito una frustrazione
e quello che vedete qua è molto vicino a quello che la professoressa ha descritto prima
c'è una metodologia codificata
che porta all'identificazione dei rischi, una volta che questi rischi sono stati identificati
spesso attraverso operazioni di brainstorming che coinvolgono gli esperti
che conoscono nel dettaglio le singole fasi di un'operazione
e possono dire quali sono i parametri che li condizionano e quali sono gli eventi
che possono nascere, che possono portare ad un risultato diverso o peggiore di quello pianificato
alla fine questi rischi una volta che vengono identificati, vengono valutati
vengono pesati in termini delle conseguenze che possono avere e queste conseguenze possono essere
o ininfluenti o potenzialmente rischiose o certamente rischiose e allora se queste conseguenze sono certamente rischiose
cioè hanno un'elevata probabilità di produrre un danno rilevante allora questi devono essere gestiti.
Gestiti significa che per ognuno di questi rischi noi dobbiamo avere uno strumento che consente di trovare un modo di minimizzarlo.
Questi strumenti sono dei veri e propri piani di azione che presuppongono interventi e monitoraggi continui,
presuppongono anche una codifica e un'attribuzione precisa di responsabilità
a chi ha il compito di monitorare e compiere queste azioni
e alla fine questo si traduce in un approccio estremamente metodico
dove tutto è tenuto sotto controllo, valutato e monitorato.
rischio di andare un po' lungo
però risultati concreti
iniziato questo approccio
all'inizio degli anni 2000
risultato
che ha incoraggiato
prima di
introdurre un approccio
ordinato alla gestione del rischio
avevamo
scarti
con impatti percentuali
elevatissimi e costi molto elevati
molto elevati
dopo abbiamo drasticamente
abbattuto l'impatto delle non conformità
e dell'irregolazione e addirittura siamo arrivati
in una situazione dove non avevamo più
scarti sui vari processi
produttivi gestiti con questa metodologia
fantastico
però poi c'è l'impatto con la realtà
qui c'è una piccola storiella che racconto velocemente
ma è divertente, è una storia vera
vicino a Parigi, bellissimo castello
sede del ministero degli esteri
un giorno il ministro degli esteri
decide facciamolo più accogliente
Ci costruiamo un laghetto artificiale, però dopo un po' compaiono delle gigantesche alghe.
Questa era una cosa che non era stata prevista, accidenti, nel laghetto ci sono delle alghe.
Cosa possiamo fare? Per togliere le alghe basta metterci dentro dei pesci che se ne mangiano.
Nel laghetto ci furono messi dei pesci, sperando che si mangiassero le alghe.
però i pesci mangiucchiavano le alghe, però nel frattempo arriva nello stesso giardino attirato dal laghetto un bellissimo airone
e questo airone aveva il vizio di mangiarsi i pesci, dunque i pesci dopo un po' scompaiono.
Che cosa possiamo fare? Dobbiamo togliere di mezzo l'airone e come si fa a togliere di mezzo l'airone?
Basta metterci il suo principale nemico, chi è? È la volpe, allora mettiamoci una volpe in questo laghetto.
detto, la volpe viene liberata, ma che succede? La volpe scoprì che l'airone scappa veloce,
ma invece c'era intorno un branco di bellissime oche che erano delle prede molto più facili
per lei e dunque la volpe si concentra con le oche. Il risultato? La realtà è infinitamente
più complessa di quello che noi possiamo pensare e una volta che si manifesta un problema
non previsto, se non si agisce con metodo, ma si cerca semplicemente di correre ai ripari,
e si rischia di fare molti più danni di quelli che invece ce ne sarebbe lasciando le cose così come stanno.
Dunque, alla fine della storia è che le oche furono spostate e poi furono riportate al loro posto,
insomma, per dire, questa non è una favola, è veramente una storia accaduta,
e la morale è che, alla fine, la realtà è veramente molto più complessa.
Tutti gli schemi che noi introduciamo per spiegarla sono gioco forza semplificati.
Pensate alla fisica, pensate all'escamatizzazione della meccanica,
come la semplificazione più grande che si introduce per spiegare meglio tutti i fenomeni,
è il corpo rigido nello spazio con sei gradi di libertà.
Un corpo infinitamente rigido non esiste, però questo modello spiega benissimo quasi tutto.
Il problema è che non spiega tutto, dunque a un certo punto se si vuole spiegare proprio tutto
bisogna accettare modelli più complessi.
il secondo
quello che ci ha indotto appunto a passare
nella seconda età che è quella di un approccio
sistemistico o sistemico
è davvero questo
che la realtà è davvero complessa
le conseguenze inattese
che abbiamo visto prima
la volpe non si mangiava gli aironi ma si mangiava
le anatre
dunque
le azioni, le decisioni, gli interventi
che mettiamo in atto
devono essere ben
pianificati e controllati
altrimenti possono portare a soluzioni
che sono tra di loro in contrasto
ed in contrasto con gli obiettivi
che noi all'inizio avevamo
necessità quindi di gestire
la realtà con un
approccio sistemico tenendo presente
che
le attività di miglioramento continuo
ci aiutano a
gestire
i processi
con un'ottica di breve periodo
ma non ci aiutano a risolvere i grandi problemi.
Allora ci siamo mossi dentro quello che abbiamo definito l'approccio sistemico.
L'approccio sistemico significa, sì, è molto bello analizzare all'inizio con gli esperti
quelle che possono essere tutte le varie cose che certamente andranno male e cercare di prevenirle.
Però poi è anche bene integrare in questa ottica e fare tesoro dell'esperienza di chi giorno per giorno poi sul processo ci lavora, raccogliere i loro input, sistematizzarli, metterli a fattor comune,
è passare da una visione meccanicistica della realtà che considera i sistemi isolati, chiusi, assolutamente lineari e legati da un meccanismo diretto di causa-effetto
ad una realtà dove non esistono sistemi chiusi, esistono sistemi interdipendenti e quello che spesso condiziona l'evoluzione di un sistema
sono proprio i condizionamenti che riceve dai sistemi contigui e ogni cosa che succede in uno
dei sistemi alla capacità di influenzare tutti gli altri che vi sono connessi tutto questo ci
ha portato ad una lunga attività di creare questi network concettuali di esperienze anche mettendo
insieme le esperienze di chi sul processo tutti i giorni lavorava e di implementarlo in un approccio
che abbiamo chiamato systemic approach to risk analysis, di quale qui vedete semplicemente
quello che è l'output visivo, ma dietro questo c'è rappresentato un sistema che non solo riesce
a contenere le mappe di analisi dei rischi che vengono fatti up front, ma che contiene tutte le
esperienze che i vari operatori che lavorano nelle singole fasi giornalmente possono riportare ed
include anche una tracciabilità di quale sia l'esperienza che le ha generate, un percorso di
audit interno, per esempio un'attività di tipo Kaizen, cioè un'attività di miglioramento nel
quale viene chiesto all'operatore tu stai facendo questa cosa in questo modo, pensi di poterla fare
fare meglio, se sì, in quale modo e con quale altro aiuto, tutto questo viene codificato e inserito nell'ambito di questo sistema
e poi un'altra delle capacità di questo approccio è quella di trarre spunto dalle cose che non sono andate bene
su quel processo o su altri processi simili, queste lesson learned che vengono messe a disposizione di tutti gli operatori
che lavorano in azienda su tutti i processi e che generano un approccio più trasversale e più sistematico
che perciò mette a fattor comune anche esperienze di mondi continui e contigui
che così sono abituati a non vivere più in isolamento ma a partecipare l'uno dell'altro.
Ultimo step che è quello che stiamo vivendo adesso, la maturità.
Con la maturità tutto diventa più sfumato. Io ho iniziato, alcuni di voi riconosceranno qua Aristotele nel dipinto di Raffaello, nella fresca di Raffaello in Vaticano, perché la logica aristotelica è quella che ci ha guidato per moltissimi anni
e che poi sostanzialmente si traduce una cosa è o non è, una cosa è bianca o è nera, una cosa appartiene all'insieme A oppure non appartiene all'insieme A, uno è morto o è vivo, non può essere contemporaneamente morto e vivo.
Insomma, però poi, pensandoci bene, c'era già qualcuno a quell'età che mise, proprio quasi contemporaneo di Aristotele, il quale diceva tutti gli uomini sono mortali, Socrate è un uomo, dunque Socrate è mortale, non c'è scampo, però un altro signore disse una frase, il cretese Epimeneide afferma che i cretesi sono bugiardi.
E questa è una frase che è un paradosso perché è una frase che costruita con la stessa logica aristotelica e dunque non poteva essere o che vera o falsa, questa frase è contemporaneamente vera e falsa e dunque ci mette in crisi immediatamente.
ci spiega che la realtà è molto più complessa, non solo, un approccio sistemico come quello che abbiamo visto prima
presuppone il ricorso anche all'esperienza reale di tutti noi, ma l'esperienza reale di tutti noi è un'esperienza soggettiva,
mentre noi quello che cerchiamo è l'oggettività, un'esperienza soggettiva, che tempo fa oggi a Roma?
ma bellissimo, così brutto, sono tre persone che vedono la stessa cosa e che ti rispondono in maniera diversa.
Se tu devi far tesoro della loro esperienza, devi avere anche un modo di filtrare questa soggettività
e dire, beh, questo è un pessimista cronico, mi dice che il tempo è brutto, forse forse non è poi così brutto, eccetera.
anche qui
sempre dai greci
nello stesso fiume scendiamo e non scendiamo
siamo e non siamo
la realtà è una realtà mutevole
che va
vissuta come tale e di conseguenza
va interpretabile
e poi per chiudere con il grande Einstein
finché le leggi della matematica
si riferiscono alla realtà non sono certe
e finché sono certe
non si riferiscono alla realtà
è una specie di comma 22
ma chi è pazzo può chiedere di essere esentato dalle missioni di guerra
ma se chiedi di essere esentato dalle missioni di guerra non sei pazzo
e questo ci ha spinto, questa osservazione
su una realtà che non è così assolutamente bianco e nera
non è assolutamente deterministica
a introdurre alcuni concetti che vanno oltre la metodica sistemica
e superano due fatti
il primo che la realtà è intrinsecamente molto più complessa di come pensiamo
e la seconda è che i dati, i dati specialmente quelli esperienziali o quelli soggettivi che riscontriamo vanno filtrati proprio in quanto soggettivi.
Dunque questo ci ha portato ad applicare concetti di fuzzy logic all'analisi dei rischi.
Pensiamo nella nostra comunque modestia di essere tra i primi ad aver fatto una cosa del genere.
riguardo l'ingegner Filippi che è qui
che mi ascolta
che è quello che ha con i suoi collaboratori
introdotto questo nel nostro sistema
che cos'è la Fuzzy Logic?
La Fuzzy Logic è
una
una logica
sfumata, lo dice la traduzione
quasi letterale della parola stessa
che dagli inizi
degli anni 70
ha cercato di superare
gli schematismi tipo
uno
con la logica binaria booleana, uno o è un giovane o è un adulto.
Non esistono, un bel giorno arrivato a 35 anni non sei più considerato un giovane,
sei considerato un adulto, ma se io ne ho proprio 35 non mi sento più giovane,
ma non mi sento nemmeno un vecchio.
E allora cosa sono?
Con la logica fazzi tu sei un po' giovane e un po' vecchio.
E man mano che vai avanti diventerai sempre meno giovane e sempre più vecchio,
Io fino a quando, oggettivamente, oltre una scelta età, diciamo 90 anni, sarai 0 giovane e 100 vecchio.
Tutto questo può venire applicato a tradurre in un numero più affidabile concetti espressi in modo soggettivo
e che altrimenti sarebbero condizionati strettamente dall'analogica binaria.
0 o 1 è o non è, è bianco o è nero.
In questo caso traducendo in realtà o traducendo in un numero un'esperienza soggettiva si può associare a quell'esperienza un valore più sfumato e questo consente di far tesoro di molti più dati di quelli che potevamo pensare di gestire inizialmente con una logica tipicamente binaria.
Questo associato a un approccio che va insieme all'approccio Fazi che è quello di una descrizione dettagliata delle singole fasi dei processi all'interno dei quali tutte le cause di rischio vengono identificate e modellate
e soprattutto quello che viene fatto attraverso l'esperienza dell'operatore
e l'esperienza diretta, il collegamento tra tutte queste fasi di un processo
che non vengono più viste semplicemente come sequenziali
e in qualche modo indipendenti l'uno dall'altro, ma correlate.
In una certa fase di attività una causa di rischio può essere generata direttamente
da quell'attività, oppure può intervenire per colpa o per causa di qualcosa che è andato male
in un'attività o in una fase precedente del processo, a causa questa volta di un fattore
che se io guardo solo in isolamento questo segmento non avrei mai nemmeno immaginato
potesse portarmi a una conseguenza come quella.
Una mappa complessa reticolare come questa unita a una valutazione complessiva delle cause di rischio e ad una valutazione fatta con uno strumento flessibile che tiene conto anche della possibilità di tradurre il dato esperenziale in un dato sintetico numerico è l'applicazione che noi oggi stiamo portando avanti in Air Machia all'analisi del rischio.
Per dare un esempio molto concreto, uno dei rischi che noi abbiamo a livello produttivo è la possibilità di utilizzare materiale scaduto.
Se io guardo soltanto a questo rischio, le cause di utilizzo del materiale scaduto sono
non ho verificato la data di scadenza, oppure non l'ho mantenuto a temperatura adeguata e dunque è scaduto,
però potrei anche aver sbagliato a compilare la scheda del materiale
avendo indicato una data sbagliata che poi ha indotto qualcuno a prelevare un materiale scaduto
e dunque tra le possibili cause vi è anche la non corretta compilazione della testata
e di conseguenza l'errore del magazziniere
tutto questo non sarebbe stato tracciabile se io avessi guardato semplicemente a questa fase
a questa fase del processo senza guardare anche a questa e a come li era collegata.
Conclusioni, il risk management è una tecnica che non richiede strumenti normalmente molto complicati
e non richiede neanche grandissimi metodi di calcolo o strumenti o investimenti costosi.
Il risk management invece è un'applicazione molto più intuitiva di quello che possiamo pensare, richiede sensibilizzazione ma non richiede grandissimi corsi di formazione, dunque non è un'attività molto onerosa da mettere in piedi.
È un'applicazione matriciale, coinvolge tutti i segmenti di un'azienda e coinvolge tutti i lavoratori di un'azienda e tutti i vari dipartimenti.
Infine il risk management è però capace di cambiare drasticamente la performance e il rendimento di un'azienda.
Ed è essenzialmente un qualche cosa che è condizionato in parte ma può anche condizionare il cambiamento della cultura di un'azienda.
Dunque è su questo aspetto qui in particolare che vogliamo concentrarci quando promuoviamo l'utilizzo di questo strumento in azienda.
Soprattutto però è importante perché potremmo fare degli errori di prospettiva molto spesso
e non accorgerci che la luce in fondo al tunnel piuttosto che l'uscita potrebbe essere un treno che avanza.
Dunque è per questo che il risk management è importante.
Grazie.
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