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22° CAD anno 2011 LETTURE E DISCUSSIONI DI CASI CLINICI Presidente: E. LEZOCHE (Roma) Moderatori: V. BLANDAMURA (Roma) N. DE MANZINI (Trieste) A. FILIPPINI (Roma) Prevenzione e trattamento della complicanza emorragica dopo DCP P. Chirletti (Roma)
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non facciamo altro che prendere la parola e invitare gli oratori a parlare su questa
sessione di lettura e discussione di casi clinici che da quello che ho letto è molto interessante.
Allora c'è Mandala? Mandala non è arrivato. Allora Piero, porta a te per primo.
Allora Piero Chirletti che è professore ordinario dell'Università di Roma La Sapienza qui con noi
e voi qui con noi
insieme a noi siamo tutti insieme
ci parla di alcune modalità
per prevenire, se ho capito bene
le emorragie dopo duodenocefalo-pancrasettomia
giusto?
Grazie
grazie Angelo, grazie Vincenzo
un ringraziamento
a Giorgio Palazzini
che come ha detto già il professor Filippini
organizza questo meraviglioso congresso
online e live
che
che sicuramente contribuisce sicuro alla crescita personale di ciascuno di noi.
Allora, l'argomento di cui vorrei parlarvi oggi è il problema delle complicanze emorragiche dopo chirurgia pancreatica.
Non c'è dubbio che nell'ambito della valutazione delle complicanze maggiori della chirurgia di exeresi pancreatica,
quello che normalmente noi tutti conosciamo, e cioè che costituisce la fistula pancreatica la complicanza più severa,
è quasi irriducibile in qualsiasi statistica sia italiana che europea che mondiale
certamente quella che pesa maggiormente nell'ambito della problematica della mortalità
sono rappresentate dai sanguinamenti e dalle complicanze emorragiche
che seppur vedete non costituisce una elevata percentuale rispetto all'alte
però certamente incide fortemente sulla mortalità
mentre la complicanza della fistula pancreatica dopo anastomosi pancreatico-digionale o pancreatico-gastrica
incide pesantemente nell'ambito della morbilità sicuramente quelle complicanze emorragiche invece pesano
seppur non in maniera elevata nell'ambito della morbilità e veramente nella mortalità operatoria
intesa questa nell'ambito dei primi 30 giorni.
se noi consideriamo un po' le esperienze europee
che queste sono le nostre personali esperienze
ma si raggruppano un po' in quelle che sono le esperienze europee
a differenza di ciò che si realizza invece nella parte orientale del mondo
come si può vedere la maggior parte delle nostre esperienze
riguardano tumori del pancreas
quasi tutti i cosiddetti localmente avanzati
Infatti la incidenza delle resezioni pancreatiche, specialmente per tumori della testa del pancreas,
che si realizzano in Europa e anche negli Stati Uniti, sono fortemente gravate da questa elevata presenza di tumori localmente avanzati.
E questo, come vedremo, costituirà uno dei fattori che possono incidere sulle complicanze emorragiche di questi pazienti.
Anche l'età finisce per pesare nell'ambito di questo particolare tipo di complicanza.
Qui noi abbiamo distinto un po' le nostre esperienze tra pazienti al di sotto dei 70 anni e al di sopra dei 70 anni.
Vedete che ormai questo fa parte un po' di tutte le statistiche europee.
Non c'è più un limite temporale per il quale i pazienti sono candidati a ex-eresi per tumore della testa temprana
ma anche queste finiscono per essere presso poco sovrapponibili nell'ambito della complicanza emorragica.
Ma andiamo per ordine, quando è che può cominciare un'emorragia dopo exeresi per tumore del pancreas?
Può cominciare o nella fase iniziale, quella che si chiama l'emorragia precoce, al di sotto della terza giornata,
oppure l'emorragia tardiva che compare tra l'ottava, anche la dodicesima, la quindicesima giornata.
C'è un bellissimo lavoro, questo di Broschi, il quale mette in evidenza il famoso concetto del sentinel bleeding, dell'evento sentinella.
In seconda teggia giornata dal drenaggio comincia a comparire materiale ematico, il paziente però non va incontro a uno squilibrio emodinamico,
non è un evento particolarmente pesante, però quello è un piccolo segno di qualche cosa che sta avvenendo,
in particolar modo nell'anostomosi pancreatico-diginale, perché come vedremo poi quella finisce per pesare in maniera rilevante
sulla genesi di questi tipi di complicanze emorragiche.
Dov'è che si manifesta l'emorragia? O nel tratto gastrointestinale oppure in cavità peritoneale, su questo non c'è dubbio.
Come si può definire questo quadro emorragico?
Quando è che possiamo cominciare a pensare a qualche cosa di serio nell'ambito delle complicanze emorragiche?
Ebbene, quando la discesa di hemoglobina improvvisamente supera i tre punti, tre grammi per decilitro,
oppure quando c'è un'evidenza abbastanza importante sia dal tubo di drenaggio o dai drenaggi o dal sondino nasogastrico,
se la richiesta è maggiore di due unità di trasfusione di sangue per mantenere un livello emodinamico di stabilità,
oppure quando comincia a comparire un'instabilità di tipo cardiocircolatorio.
laboratorio. Ma quali sono, se andiamo a analizzare bene, le cause di queste emorragie? Sono cause che
possiamo distinguere come una inadeguata emostasi che è stata realizzata durante l'intervento
chirurgico e questo purtroppo è un po' legato anche al tipo di exeresi, al tipo di patologie
che è in causa. In questo possono giocare alcuni elementi che a mio modo di vedere sono molto
molto interessanti, e cioè alcune varianti anatomiche, specialmente nell'ambito dell'arteria
epatica, e soprattutto un elemento importante che è rappresentato da un'anomalia del tronco
celiocomesenterico, e cioè quello che si chiama il legamento arcuato. Poi vi farò vedere alcuni
casi che per questo tipo di anomalia hanno pesato nell'evoluzione generale di questi pazienti.
Un altro elemento che merita di essere sottolineato è la creazione dei cosiddetti pseudonorismi.
I psedonorismi si possono realizzare fondamentalmente per questi quattro elementi.
E come vedete sono elementi di tecnica che pesano regolarmente nell'ambito di questo tipo di chirurgia di exeresi
e che sono alla base di quel piccolo fenomeno di sentinel bleeding che diceva Broschi
che costituisce poi l'evoluzione finale di un sanguinamento molto più serio e importante
rappresentato dalla creazione di psedonorismi soprattutto o dell'arteria epatica o dell'arteria gastro-totenale
che sono stati oggetto
del nostro trattamento
un'inadeguata
mostrasi quando si può realizzare
per queste
l'ho voluto sintetizzare in queste 5 eventualità
allora quando si procede
a una dissezione della lamina idroportale
che costituisce un elemento di tecnica importante
durante questo tipo di intervento
oppure quando si distacca
quando il distacco
della testa del pancreas dal tronco mesenterico portale
è particolarmente indaginoso e difficile
per un carattere di infiltrazione
operazione oppure se l'arteria gastrodotenale non è come dovrebbe essere ma come sicuramente
facciamo tutti noi però a volte questa costituisce un elemento di decenza e l'emorragia gastrodotenale
è un'emorragia intraperitoneale mortale oppure quando non si realizza perfettamente un'emostasi
sulla nostromosi pancreatogionale.
Questi un po' sono gli elementi che volevo raffigurarvi come così per ricordo ma sono
ovviamente scontate per tutti voi, il distacco della lamina retoportale in questi casi
si costituisce un elemento
spesso qui vasilinfatici
e quelli ematici sono talmente
conglobati insieme che il rischio di microemorragia
in questi sensi sono molto frequenti
così come
quando si distacca, vi dicevo
questo è
un tumore del pancreas che vedete
infiltra appena
la parte laterale del tronco mesenterico
portale e che costituisce
tra la prima e la seconda
classificazione di Ishikawa
ma c'è un elemento molto importante
che è rappresentato dal cosiddetto mesopancreas, questo è un elemento nuovo che in questi ultimi anni si è fatto spazio
che costituisce quel tessuto adiposo ricco di sangue e vasi linfatici il cui distacco come dicevo
costituisce un elemento spesso di microemorragie che poi possono rappresentare l'evoluzione
verso un qualche cosa invece di più grande.
l'altra come vi dicevo è
la legatura
e l'attenta legatura
dell'artrea gastro-dotenale che costituisce uno
dei punti miliari
quando si decide l'exercize pancreatica
la decenza di questo costituisce
rappresenta un quadro importante
e severo di emorragia digestiva
oppure noi conserviamo
lo stomaco e facciamo uno stomaco sigastro-digionale
la sottomucosa
in questi casi deve essere ben emostatizzata
a volte la sutura meccanica
non sempre costituisce un elemento
di sicurezza per questa cosa, tuttavia
noi siamo molto attenti a questo
tipo di anastomosi. L'altra cosa
che vi dicevo è il problema delle anomalie
vascolari e dell'astenosi dell'asso celiaco
e cioè vorrei
porre la vostra attenzione soprattutto su
questo elemento. Vabbè, è noto a tutti
che l'arteria epatica destra
nel 18% dei casi
può nascere dalla mesenterica superiore
allora può costituire un problema. Quando
si decide di fare l'exeresi
a un certo punto vediamo che
dietro il tronco mesenterico portale
comincia a comparire una cosa
che è un grosso vaso
allora a volte il rischio è che
si può ledere questa oppure non ci si
accorge di questa
e può costituire un problema
nell'ambito dell'exeresi
la legatura di questa seppur non
determina, la legatura accidentale
non determina quadri drammatici
nel fegato destro però può costituire
sicuramente un altro problema
ma quello di cui voglio parlarvi è proprio
è l'astenosi dell'asse celiaco.
Il legamento arcuato in questi casi
può costituire un problema di questo tipo.
Questo era un altro caso in cui
il tumore era localizzato in questa sede
e prendeva proprio e determinava
una compressione sull'asse celiaco.
Ecco, sono questi i quadri
a cui dovremmo stare attenti.
In particolare una ricostruzione angio-tc
fatta in latero-laterale
che ci consente di vedere bene
l'origine dell'arteria mesenterica superiore
e l'origine del tripode celiaco.
Che cosa succede?
Vedete che a volte questo determina una necessità di flusso,
una riduzione di flusso nell'arteria epatica
con un'inversione di flusso attraverso la gastro-dotenale.
Tal che per vascolarizzare bene l'arteria epatica,
allora quando esiste una stenosi del legamento arcuato,
l'arteria epatica viene rivascolarizzata dall'arteria gastro-dotenale.
Guardate questo caso come un paziente esordito con un'emorragia digestiva.
noi sappiamo che aveva un tumore del pancreas
e si è esordito con una energia digestiva
per cui tutti i vari tentativi di embolizzazione
non sono riusciti
e abbiamo dovuto fare quindi
una dodenopancreatomia d'urgenza
ma il problema qual era?
è che non è riuscita questa embolizzazione
perché guardate che flusso ha
l'arteria gastro-dodenale
era totalmente invertito
l'arteria epatica a causa di una stenosi
dell'asse celiaco era rivascularizzata
totalmente l'arteria gastro-dodenale
e questo può considerare un problema
perché quando si fa l'exerice
dottorale pancreatica e la legatura
della gastro dottorale costituisce un milestone
di questo tipo di intervento
ebbene può esserci una insufficienza
di vascularizzazione del fegato
questo infatti è un altro nostro caso
guardate qui
l'arteria gastro dottorale
ci siamo trovati di fronte a questa arteria gastro dottorale
quando non sappiamo ancora bene
questo eventuale poi l'abbiamo messo a punto
ci siamo resi conto che
un'arteria
di così grosso calibro che vedete questa qui
allora siamo stati costretti a
scheletrizzarla totalmente, a distaccarla
da testa del pancreas e poi a rivascolarizzare
l'artaria epatica con una stomosi
vascolare
l'altro problema che volevo segnalare
alla vostra attenzione è il problema
dei pseudoanonismi, questi non sono altro
che il risultato finale
di una
piccolo leakage
dell'anostomosi pancreaticugionale
gli enzimi, soprattutto
soprattutto la tripsina e l'elastasi cominciano a filtrare e cominciano a erodere i piccoli vasi arteriosi
o il grande vase arterioso, in questo caso l'artarepate con l'astato donale,
che sono al di sotto, proprio posti in vicinanza della nostromosi pancreatico regionale.
E questo può rappresentare lo sviluppo dello psedonorismo che poi improvvisamente si può rompere e sanguinare.
Come in questo caso, vedete, in settima ottava giornata, dal tubo di drenaggio che noi mettiamo sempre,
che passa da questo domano a sinistra
e comincia a filtrare il materiale
il cui dosaggio dell'aminasi
era elevatissimo, dopodiché è comparso
un'emorragia digestiva. Era un
psionorismo sull'arteria epatica e bastava
embolizzarlo e tutto si è risolto.
Questo è un altro caso
anche questo con un psionorismo
che ha, in questo
caso, è stato messo un wall stent
sull'arteria epatica che ha fermato
questa emorragia.
Allora, il problema
della nostromosi pancreatogenale
non voglio affrontare questa cosa che sicuramente
ne saprete tutti benissimo
tantissime cose
adesso vi dico quella che è la nostra esperienza
nell'ambito della riduzione di queste problematiche
e complicanze
che nella varia evoluzione della mia esperienza
l'ho affinate e l'ho regate
a due eventi in modo particolare
all'utilizzo
io faccio una stomosi pancreaticogionale termino-terminale
con invaginazione
del digiuno
ma due elementi a mio modo di vedere hanno cambiato
un po' i nostri risultati
è l'utilizzo dei punti con questi
plaget che sono quelli che usano
i cardiochirurghi per fissare le valvole
poiché come tutti sapete
il pancras
soffice rispetto al
pancras invece fibroso
costituisce un elemento di rischio
che è stato calcolato tra tutti quelli
forse quello più rilevante
nell'ambito delle decenze della nostromosi pancreaticionale
ebbene con questa particolare
piccola particolare coagulazione
si riesce a far sì che il punto
abbia una tenuta maggiore e il pancreas
possa essere invaginato
all'interno del moncone. L'altra cosa
che noi riteniamo utile è l'applicazione
di questa falda
che è una falda
non solamente emostatica ma sigillante
che noi poniamo
per ricoprire
l'anastomosi pancreaticionale.
Tenete conto che, sicuramente
lo sapete meglio di me, ma questa anastomosi
finisce per cadere proprio
sul tronco mesenterico portale. Questa non è altra
che un'anastomosi pancreaticionale che è stata
ribaltata per far vedere come quasi regolarmente se si utilizza la pancreatica di giuno la linea
anastomotica finisce per cadere proprio sul tronco mesentericortale e dietro a questa c'è
l'arteria epatica, per cui quei leakage pancreatici che costituiscono la creazione di psadonismi sono
proprio in questa sete, quindi lo sviluppare fattori che consentano nei primi 4, 5, 6 giorni,
perché tanto a mio modo di vedere questa falda
resiste, un elemento
di tenuta temporanea
seppur temporanea in questo periodo sicuramente
può ridurre quelle che sono le incidenze di queste complicanze
questo è un altro caso
che fa vedere appunto questa
abbiamo allora
analizzato uno studio, abbiamo fatto uno studio
retrospettivo tra i primi
casi operati senza l'applicazione
e senza questi due elementi di
tecnica, cioè i punti con il plaget
e l'applicazione di questa falda
emostatico sigillante
rispetto al passato
che poi abbiamo pubblicato
su Giornal Cast Intestinal Surgery
e vedete questi sono un po' i nostri risultati
in termini sia di riduzione
di sanguinamento che di
filtrazione di leakage
pancreatico digiunale
un altro elemento è che
anche questo lo utilizzo
questa è una resezione cuneforme
della testa per
una metastasi da carcinoma renale
siamo riusciti a mobilizzare
in parte di staccare la testa del pancreas
e il processo incinato dall'acido denale
e a realizzare una wedge resection
che poi abbiamo protetto e ricostruito
con questi due elementi di tecnica
che a mio modo di vedere ci hanno sicuramente
cambiato un po' il risultato della nostra vita
dormiamo un po' più tranquilli
l'altra cosa è la linfranetomia
anche questa finisce per pesare
sulle complicanze emorragiche postoperatorie
dei pazienti
è noto, non voglio entrare
in questa problematica
che la linfodentomia non cambia tantissimo
nel risultato a distanza di questi pazienti
nei tumori localmente avanzati specialmente
però sta di fatto c'è una cosa
e questo il lavoro di
Pedrazzoli l'aveva ben
messo in evidenza, che
la linfodentomia estesa rispetto alla standard
non cambia, è vero, ma quando
i linfonodi che si asportano sono positivi
con l'iStandard
certamente migliora la prognosi
di questi pazienti
nei tumori non avanzati
la standard
non cambiano
però se il tumore è localmente avanzato
come purtroppo lo sono la maggior parte dei nostri
e facciamo una lettovenia estesa
e questi linfonodi
delle stazioni non morti sono positivi
certamente cambia un po' la sopravvivenza
di questi pazienti
purtroppo con questo tipo di linfoentomia
è possibile che microemorragie
si possano realizzare
e quindi questo incrementa un po' il problema
di queste complicanze
quindi la conclusione, scusate se sono stato
un po' lungo in questa cosa
sta di fatto che la possiamo sintetizzare
in questo elemento
che da quei
casi in poi abbiamo sempre fatto uno studio
della vascularizzazione, non solamente
del tronco mesenterico quartale ma anche delle arterie
sia dell'arteria ipatica
per verificare che non ci possano
essere quegli elementi che possono pregiudicare
durante il corso e l'esecuzione
dell'intervento stesso, la complicanza.
Ricorrere
a tutti i presidi possibili
per realizzare una
veramente efficace mostasi. Al termine
dell'intervento dobbiamo essere certi che abbiamo realizzato
una mostasi efficace su tutto, perché
quello può far cambiare la complicanza
e l'evoluzione intraoperatoria
e mortale di questi pazienti.
La linfostasi, anche questo,
nella linfodentomia estesa, deve essere anche questa
molto accurata e bisogna ricorrere a tutti i presidi
possibili e immaginabili
e a nostro modo
per la nostra esperienza
l'uso di queste due procedure
cioè della falda emostatica
sigillanza e dei punti messi in quel modo
hanno cambiato un po' i nostri risultati
quindi vi ringrazio
grazie Piero, ci sono domande da parte
della platea
assolutamente
sei stato esaustivo, tutti quanti sono d'accordo con te
nessuna domanda
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