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27° CAD anno 2016 Napoli - Corcine
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Professore Di Matteo, buongiorno.
Pronto Corcione?
Sì, pronto, buongiorno.
Pronto, vedo il numero.
Mi vede, professore, mi sente?
Ecco, sì.
Lo sente?
Professore, mi sente?
Sì, ti sento.
Buongiorno, come stai?
Bene, grazie.
Piacere di sentirla e di contribuire a questa ulteriore manifestazione organizzata da Giorgio
Palazzini e credo come sempre farà l'unplanned. Sì, lo sta già facendo, lo sta già facendo.
Allora, beh, continua la sua tradizione, caro professore, quindi non può non farlo. Grazie,
grazie, complimento. Comunque io aspetto di complimentarti con te per l'intervento. Che
cosa fai? Allora, io faccio, ho deciso questa edizione Palazzini di dedicarmi,
il colon sinistro ormai penso che rappresenti
uno standard ben conosciuto
ormai da tutti i chirurghi
esistono, secondo me
dei punti ancora oscuri
di alcuni tipi di chirurgia
come quello della diverticolite complicata
e tra oggi e domani
avremo tre interventi
per diverticolite complicata
perché nel tempo
ho messo a punto una strategia
che adesso spiegherò in corso d'opera
che ci permette
Oggi da qualche annetto, un annetto e mezzo, di avere dei risultati nettamente migliori rispetto a quella che era la chirurgia per questa patologia fino a qualche anno fa.
Sì, strategia di ordine tecnico oppure per le indicazioni e le tempistiche?
No, di ordine tecnico, su quelle ne possiamo discutere ma sono più o meno codificate. Parlavo proprio dell'aspetto tecnico perché per la diverticolite io personalmente, ma un po' se interroghiamo tutti i chirurghi, c'è una gran parte di chirurghi che esegue lo stesso intervento che normalmente esegue per patologie oncologiche, altri che fanno una scheletrizzazione della mesenterica.
per cui io invece
lo spiegherò che cosa faccio
e come sono arrivato a questa
diciamo a questa strategia
intanto per andare in ordine
la presentazione del caso in modo che
diamo
delle giuste informazioni
per quello che riguarda anche l'indicazione
quindi prego Vicky
Guerrieri che stava
descrivendo il caso
di ritornare con la diapositiva
in modo rapido in modo che poi partiamo
vai Vicky
La diapositiva la vediamo però e siccome è un po' fitta
Allora la spiega la dottoressa
Allora ritorno rapidamente, si tratta di una donna di 46 anni con un BMI di 24
che giunge alla nostra osservazione per una diverticolite complicata come ha già accenato il professore
non ha comorbidità importanti e non ha mai subito interventi chirurgici
La storia inizia nel 2013 con un ricovero in pronto soccorso per dolori addominali ricorrenti e alterazioni dell'alvo in senso diarroico. Durante il ricovero pratica una prima colonoscopia che viene condotta fino al ceco e evidenzia al sigma e al colon discendente alcuni diverticoli di cui uno al sigma con evidenza di esiti cicatriziali.
Durante lo stesso ricovero esegue anche un'attacca dell'addome col mezzo di contrasto che conferma la diverticolosi sigmoidea ed esclude raccolte per i diverticolari o ambibizione dell'asso periviscerale.
La paziente però negli anni continua a lamentare dolori addominali persistenti, anzi riferisce un peggioramento della sintomatologia, per cui si rivolge allo specialista chirurgo, il quale di recente le fa praticare una colonoscopia virtuale che mette in evidenza di verticoli lungo tutto il colon, particolarmente al discendente e al sigma, e in quest'ultimo tratto si osserva anche un diffuso espessimento delle pareti coliche come da fenomeni infiammatori ricorrenti.
La conoscopia esclude lesioni stenosanti o vegetanti di diametro superiore a 5 mm. In queste immagini, che mi auguro vediate bene, potete notare i colletti diverticolari in alto a sinistra e tutti gli ossidi diverticolari a destra.
Nell'immagine verticale, oltre a un'aptosi del trasverso, anche il tratto di sigma stenosante o comunque con l'ispessimento notevole delle pareti.
Bene, grazie. Microfono a me Stefano. Grazie professore Matteo, ci siamo?
Bene, bene, si sente bene. Abbiamo ascoltato la storia e l'obiettività e anche la documentazione per immagini.
Bene, allora volevo partire mostrandovi la disposizione dei trocars che è classica per quella che mi riguarda per l'emicolettomia sinistra, ovvero sia il primo trocar per l'ottica sulla destra della linea alba, un po' lontano dall'ombelico, praticamente al centro dell'addome, i due trocar dell'operatore destra e sinistra in questo piccolo triangolo, l'altro trocar per il collaboratore molto laterale sull'ombelicale trasversa.
È una disposizione classica che a mio avviso standardizza tutto quello che avviene all'interno di questa procedura per emiopatemia sinistra sia per cancro sia per patologia benigna.
Una cosa la dico sempre e la ribadisco, dietro questa disposizione dei trogas c'è una strategia, quindi non è importante dire a che distanza c'è un troga rispetto all'altro o io faccio un po' nell'altro.
Se uno abbraccia una strategia, l'abbraccia dall'inizio alla fine, come l'incisione, se abbraccio l'incisione mediana o sottocostale per un determinato tipo di intervento, approccio la patologia in modo diverso rispetto all'altro.
Quindi questo è molto importante secondo me perché ancora oggi si discute sui centimetri che separano un troga dall'altro, non è importante.
L'importante è la filosofia, la strategia che c'è dietro ogni disposizione di troga.
Avete visto le immagini della coloscopia virtuale molto suggestive sia per l'espessimento parietale sia per quel dolico colon e infatti le immagini operatorie sono corrispondenti.
Il primo step concerne, a differenza della patologia oncologica dove noi non andiamo a toccare niente, l'esplorazione della sigma che voi vedete è molto spessibile, è quasi cartonaceo.
Il primo step di questa procedura è quello di identificare il passaggio tra il colon patologico che noi sentiamo, apprezziamo e che continua qui, con la parete del discendente che invece è molto morbida.
Perché questa manovra? Perché questa manovra fatta adesso a inizio intervento all'interno dell'addome permette di chiarire quelli che dovranno essere i margini di sezione prossimali. Quindi io vado a identificare con questi due clip l'ipotetica sezione che dovrà avere questo colon.
Pronto Corcione? Stai parlando?
Sì, sì. Sto spiegando perché ho messo le due clip.
Sì, perché a questo punto non sentiamo più.
La patologia può essere variabile, allora il primo step di questo intervento consiste nell'identificare la zona patologica e quindi identificare il passaggio tra zona patologica e zona normale, identificare questo passaggio e marcarlo con due clip.
Ci serviranno alla fine per identificare quella che dovrebbe essere la linea di sezione.
Adesso le immagini della coloscopia virtuale hanno mostrato questo dorico sigma e queste aderenze embriologiche tra il colon trasverso e il colon discendente.
Quindi come primo step in questo caso io sono costretto a ristabilire l'anatomia, quindi vado a mobilizzare il colon trasverso, a sezionare queste aderenze embriologiche, vedete c'è quasi una cicatrice, questa linea bianca che noi seguiamo e che ci permette adesso di allontanare il colon trasverso dal colon discendente.
fatto questo passaggio
in modo da stabilire
un po' di anatomia
adesso ci portiamo
al primo step di questa procedura
che è uguale a quello della chirurgia oncologica
cioè la mobilizzazione
della flessura
mobilizzazione della flessura che anche in questa patologia
ritengo importante perché
alla fine noi dovremmo avere
un'anastomosi tension free
hai detto molto bene perché
in effetti la liberazione
dell'angolo sinistro
è fondamentale per la chirurgia del colon
e per fare questo
ci sono varie possibilità
come tutti sanno
la più semplice è quella di
accedere alla retrocavità
attraverso la lamina del boucher
che io identifico qui
quindi basterebbe entrare qui
e accedere alla retrocavità
l'unico problema è che con questa
strategia io tutto l'epipron
lo lascerei agganciato al colon
trasverso perché andrei in questa via e arrivato verso la milza mi troverei più vicino al lino,
quindi con più possibilità di andare a danneggiare, avere delle lesioni atrogene della milza e allora
io preferisco un'altra strategia, cioè quella dello scollamento con l'epiproico, per cui mi
porto l'epiplon verso l'alto, verso il fegato di sinistra, il collaboratore, l'assistente prende
il mesocolon e lo stira verso il basso
e io stiro in alto
invece l'epipron
in modo da delineare
quello che sarà il mio percorso
in senso medio laterale
partendo dal
come vedete
da metà trasverso
e mi porto in senso medio laterale
il più lateralmente possibile
quindi come
anche come landmark io
sono facilitato
perché ho un landmark
marca chiaramente visibile che è il profilo del colon trasverso e come vedete per me anche per
un neofite è molto più semplice andare per questa strada vedete lasciando integro ovviamente il
mesocolon quindi non preoccupandosi in questo momento di verificare se entriamo o no nella
retrocavità perché inevitabilmente continuando con questo scollamento noi sicuramente entreremo
nella retrocavità. Adesso il mio obiettivo è continuare, come state vedendo. Si vede
molto bene, si vede la discezione a ridosso del colon trasverso, sia a sinistra, verso
sinistra. Man mano che procedo, io chiaramente cambio la presa della mia mano sinistra in
modo da avere più possibilità di varicare in alto l'epipron, ma anche il mio collaboratore,
il dottore Sterex
continua a lavorare
in parallelo alla mia mano
e quindi come io mi sposto
in senso medio laterale anche lui
prende il mesocolon
in modo da
si vede che ti sta seguendo
perfetto
e mi espone meglio
il mio percorso
quindi è una strategia che diciamo
può essere ben
applicata
anche da chi non ha grossa esperienza
non può provocare grossi danni, può essere un utile esercizio all'inizio dell'esperienza laparoscopica
per cercare di incominciare a eseguire degli step.
Poi solo alla fine vedrò l'accesso alla retrocavità.
E adesso si vede bene la retrocavità.
Esatto, i pettini peritoneali.
Sì, perché lì c'è un intrito di aderenze in parte neologiche.
clinico del maestro sì allora è chiaro che ritornando su quella che la strategia chirurgica
questa è una patologia benigna e se il paziente si opera si opera per ecco qua si vede bene la
parete posteriore dello stomaco quindi sono entrato nella retro cavità sì sì sì si opera
Si può anche vedere il versante mesenterico del colon, mesocolico, insomma.
Quindi a ridosso proprio dell'organo.
Esatto.
Non ci sono esigenze demolitive particolari perché non si tratta di tumore, quindi questo è legittimo.
Perfetto.
Adesso perfeziono questo passaggio qui in modo da avere ancora più mobilità e poi mi fermo e mi dedico adesso all'altro step.
Finora è tutto uguale alla chirurgia oncologica, lo scollamento con l'epiploico, adesso un po' di Trendelenburg e poi lateralità.
Ci sono queste aderenze embriologiche che vanno lisate in modo da avere maggiore mobilità dell'ilio.
E adesso lateralità massima verso di me. Ok, benissimo. Questa lateralità massima ci permette di srotolare tutto l'ilio e di avere quindi una panoramica sul retroperitoneo. Il mio punto di repere è il traiz.
Qua si vede bene il pancreas, la colica di sinistra, la mesenterica, il dotto miseraico, la orta.
Quindi io vado a mobilizzarmi un po' il TRAIDS in modo da allontanarlo il più possibile dal mio campo di azione.
Stiamo lavorando in 3D, voi state vedendo in 2D purtroppo, le immagini sono completamente diverse,
Però ormai siamo affezionati a questa tecnologia che soprattutto per interventi un poco più complessi certamente ci fa fare un salto di qualità e credo che ormai tutte le sale operatori si stanno attrezzando per far sì che il chirurgo possa lavorare meglio vedendo meglio.
Vado a perfezionare questa mobilizzazione in modo da tenere la vena mesenterica libera dal traiz.
A questo punto, come in chirurgia oncologica, Sterex solleva la vena mesenterica
e come in chirurgia oncologica vado a prepararmi il piano di scollamento a told geroda,
che è quello di salvataggio.
Quindi finora abbiamo fatto tutti gli step della chirurgia oncologica.
Per accedere allo spazio nel modo migliore, più semplice, più adromatico, suggerisco di sollevare la vena come una tenda e senza coagulare andare al di sotto della tenda a scolpire letteralmente, invece di sezionare, di tagliare, di coagulare, scolpire il fogliettino peritoneale.
Ecco qua il nostro gerota, che non viene inquinato da manovre di coagulazione, è una manovra atraumatica, avascolare, direi anche semplice, una goccina di sangue ci può stare, ci mettiamo una garzina.
Una volta che abbiamo identificato questo passaggio che è fondamentale per tutta la chirurgia del colon perché ci mette a riparo da lesioni atrogene delle strutture retroperitoneali, ci fa lavorare in un piano praticamente sangue, come in chirurgia oncologica vado a prepararmi il passaggio verso l'arteria.
Quindi scendo dall'alto in basso sotto la guida di questa tenda determinata dalla vena e continuo a mobilizzare il gerota che va giù e il told che va su, sempre con manovre di spatolamento, di trazione e di controtrazione, alternando la mano destra con la sinistra, cercando di coagulare il meno possibile.
anzi se vedete non coaguliamo affatto non so se abbiamo l'occhio sinistro sporco e allora
vai a lavarti in 3d voi forse non l'apprezzate ma in 3d abbiamo la necessità di avere l'ottica
pulitissima perché anche una microscopica piccola macchiettina fastidisce l'occhio per cui forse
voi non l'avete neanche apprezzato in 2D ma in 3D si ha questa necessità. Allora vedete
alternativamente sollevo la mano sinistra e la mano destra e vado a continuare, io dico
sempre all'infinito, mai accontentarsi, mai dire che bello scollamento che ho fatto, mi
posso fermare, no, perché quando avete detto questo avete un altro mezzo metro di scollamento
da dover continuare a fare, fin quando non si vede bene, come spero di mostrarvi, la
parete posteriore del colon discendente, in alto il pancreas, il bordo inferiore del pancreas
e lateralmente il colore discendente.
Fin quando non vediamo, ecco qua io individuo il percorso dell'arteria mesenterica, quindi
Quindi sarebbe facile continuare così come avviene in campo oncologico, sezionare quell'arteria e farla finita.
Invece io mi porto a ridosso dell'arteria, qui, perché come dicevo prima questa è una chirurgia assolutamente benigna
e il paziente che si opera vuole raggiungere due obiettivi.
Il primo ovviamente è quello di evitare le urgenze, di andare in pronto soccorso e beccarsi un Hartmann per una complicanza importante.
Il secondo obiettivo è di avere una migliore qualità di vita perché nel momento in cui ci si ritrova con una diverticolite complicata,
lui dice non mangiare questo, non mangiare quello, attenzione a questo, attenzione a quello, il paziente, soprattutto un paziente giovane psicologicamente non ci sta.
Quindi avere una buona qualità di vita significa non solo poter avere la tranquillità in un regime alimentare certamente più favorevole, ma soprattutto a mio avviso eliminare quelli che possono essere i fastidi che molte volte ho osservato nella mia prima esperienza che colpiscono questi pazienti dopo che hanno subito un intervento come quello oncologico.
allora come quello oncologico significa avere una denervazione del retto, una denervazione del colon discendente
un rischio maggiore di ischemia per legatura della mesenterica
cioè tutte situazioni che noi con questa strategia invece andremo probabilmente a evitare
allora abbiamo fatto il nostro passaggio
ripeto finora niente di nuovo rispetto a quello oncologico
Voglio continuare anche se sto in difficoltà con la mia mano destra perché ho la corda dell'arteria mesentere che impedisce di fare di più, però come vedete insisto a continuare in questo scollamento in modo da facilitarmi poi l'ulteriore passaggio che è quello a mio avviso cruciale ed è quello che devo dire con l'aiuto di Patrick Ambrosetti, con l'aiuto di tanti esperti con cui mi incontro a Strasburgo tre volte all'anno abbiamo messo a punto
e abbiamo individuato che potrebbero essere dei passaggi cruciali in laparoscopia.
Allora, se io adesso vado qui sull'arteria mesenterica e vado su questo piano posso preservare tutto il plesso come il professore Di Matteo ci ha insegnato con i suoi bellissimi video,
però non vado a preservare i nervi motori del colon e soprattutto quelli dell'arretto.
Quindi molte persone che hanno gli interventi di questo tipo oncologico possono conservare, anzi conservano la loro attività sessuale, non hanno disfunzioni urogenitali, ma hanno dei problemi legati alla denervazione del colon e del retto.
Quindi molte volte l'incontinenza, la necessità dell'urgenza dei fegatori e quant'altro.
Quindi per evitare questo si è pensato, devo dire in Italia ci sono stati dei grandi esperti che hanno un po' messo il dito su questa piaga, parlo di casciola, di spinoglio,
e sono stati loro i primi che hanno detto
noi dobbiamo cercare di non alterare questo equilibrio nervoso
per cui andiamo a scheletrizzare la mesenterica
la portiamo giù e andiamo a legarci tutti i rami sigmoidei
in modo che abbiamo una buona vascularizzazione e una buona innervazione del retto
il problema della scheletrizzazione che è bellissimo come intervento
mi ha entusiasmato non poco
è che il risultato finale che abbiamo studiato da un punto di vista fisiopatologico è estremamente deludente, mentre l'intervento è assolutamente affascinante e di grande eleganza, il risultato funzionale è di poco superiore a quello oncologico, cioè a quello della legatura. Perché? Perché la devascularizzazione della mesenterica determina comunque un'alterazione dei nervi motori del colon.
Questa è la verità. Allora la necessità non solo di preservare la mesenterica ma di non scheletrizzarla. Per cui come si fa? Allora avete visto tutti questi passaggi? A questo punto noi dobbiamo accedere a uno spazio che ci permette di andare in tranquillità a sezionare i vasi stando lontano dalla mesenterica.
Allora per fare questo il passaggio cruciale sembra banale ma è questo. Noi dobbiamo preservare l'arteria che è qui, dobbiamo preservare la colica di sinistra, dobbiamo accedere allo spazio retroperitonale.
Allora, Sterex mi solleva qua. Io vado a identificarmi la corda dell'avena, che è questa, che avevamo già sollevato prima. La vedete? Al di là della corda dell'avena, qui, c'è questo spazio che è già scollato, che io vado ad aprire.
e mi vado a riportare a questo livello
nello spazio
told geroda che avevo già preparato
prima, eccomi qua
la mia garzina è qui
allora attraverso questo spazio
io adesso continuo
prendimi qua
a prepararmi
ok, esce un poco poco
allora io vado, esce esce esce
fai vedere la mesenterica
allora qui abbiamo la mesenterica
la collega di sinistra
Quindi in questo spazio, come avete visto, io vado a continuare la preparazione, vado a preservare chiaramente questo vaso, che corrisponde, vedete, alla vascularizzazione che dovrà rimanere di questa parte di colon, perché qui avverrà la sezione, e mi porto al ridosso del colon.
colon, ecco qua, mi sono portato al ridosso del colon, quindi adesso il nostro obiettivo
è quello di mobilizzare il colon e di andare a legare tutto quello che incontriamo a questo
livello, tenendoci su una linea a stretto contatto col profilo del colon, quindi trascurando
il decorso della mesenterica e andando nello spessore del mesocolon a sezionare tutti i
vasi che incontriamo, tenendo presente che più ci avviciniamo al retto, più questa
Questa sezione deve essere più vicino, prossimale al lume del colon. È un intervento poco elegante, a differenza di quello che ho descritto prima, però è un intervento più efficace.
Quando l'ho mostrato per la prima volta a Strasburgo, il mio moderatore si chiamava Bill Hild e quando io dissi è un intervento brutto, poco elegante, quasi quasi mi vergogno a farlo,
lui mi disse Francesco questo intervento è molto brutto ma è il migliore che puoi fare al tuo paziente
quindi questa parola che è stata dettata da un chirurgo che non è l'ultimo arrivato in tema di chirurgia colorettale
mi ha sollecitato a portare avanti questo discorso che credo ancora pochi affrontano in questo modo
che è sicuramente un modo più complesso e un po' più articolato, però è certamente più efficace per il risultato finale.
Allora adesso io completo tutta la mobilizzazione della flessura prima di dedicarmi allo step della sezione vascolare, quindi mi porto verso il pancreas, mi vado a sezionare comunque la vena mesenterica, il professore Di Matteo la vena mesenterica non dà problemi a differenza dell'arteria, lei me lo insegna.
La sezione dell'avena mi permette di esporre ancora meglio il passaggio tra mesocolon e pancreas. Ecco, sollevando l'avena con la mano dell'aiuto e io con la mia mano sollevando il mesocolon, espongo il bordo inferiore del pancreas.
anche questo ormai credo che sia ben codificato in campo chirurgico laparoscopico
questo passaggio che all'inizio sembrava molto difficile, molto complesso da comprendere e da realizzare
invece vedete, credo che sia il passaggio migliore per la mobilizzazione del mesocolon dal bordo inferiore del pancreas
perché con questa visione che abbiamo e con questa esposizione io spatolando sempre
retrocavità anche dal basso. Matteo, Giorgia ha fatto già l'unplanned? Sì, come dici? Giorgia
ha fatto già l'unplanned? Sì, quasi, quasi. Ecco qua, sotto controllo visivo mi porto in
senso medio laterale mi abbasso il pancreas mi sollevo il mesocolo le immagini sono buone
professore ecco qualche adesso mi fermo andiamo a posizionare la solida garzina sul pancreas che
quello scollamento realizzato precedentemente mi faciliterà questo passaggio che sempre a ridosso
del colon, la white line, per il momento sto lavorando a due mani, però fra poco, siccome
arrivo con difficoltà alla flessura, chiederò a Sterex di posizionarsi con la sua pinza
nel mio trocar della mano destra e Ernesto, che è rimasto a destra, passa poi a sinistra.
Allora, è importante in questo passaggio non andare verso la missa, continuare a circondare il colon come stiamo facendo.
E adesso il mio strumento entra direttamente nel trocar laterale in modo da avere una migliore visione della...
Ok.
Siamo nella parte finale della liberazione dell'angolo.
lì c'è il cosiddetto inesistente legamento colo parietale che poi non esiste
a volte si discute per anni su un legamento e poi si scopre che non esiste
ecco sì, in effetti è un'amaca su cui poggia il polo inferiore della milsa
che tu hai evitato perché l'amaca è rimasta integra come stiamo guardando
Prof, è esattamente quello che volevo chiarire, che con questa procedura io evito di vedere la milza.
Sì, ti sei messo su un piano indipendente dalla milza.
E adesso vedo invece la garzina che so che mi sta proteggendo dal pancreas, quindi non posso avere contatti col pancreas, non posso avere quindi contatti con la milza e vado a fare una chirurgia in sicurezza.
che è quello che cerchiamo di fare sempre
con l'obiettivo di avere meno complicanze e meno problemi
quindi questa garzina
ci dice che il nostro passaggio
eccolo qua
è praticamente dall'alto per piacere
si è visto il polo inferiore della milza completamente libero
è distante dalla sezione che stai eseguendo.
Si vede la parete posteriore dello stomaco.
Si.
Si vedono le ultime aderenze tra pancreas e mesocolon.
Ecco qua.
Ecco, adesso...
Adesso il pancreas è completamente libero, la milza non l'abbiamo vista,
l'epipron rimane qui, la parete posteriore dello stomaco è libera,
Il colon adesso scende bene e in sicurezza, e devo dire credo anche in tempi rapidi, abbiamo mobilizzato la flessura.
A questo punto inizia l'intervento brutto, cioè quello per cui dovremmo legare tutti i vasi a contatto con la parete del colon praticamente senza identificarmi.
a questo punto
se mi date ancora un po' di
la calzina la mettiamo giù
prendere, perfetto
la calzina, ok
adesso siamo in Trendelenburg
le anze in questo modo
vanno a decumbere
verso l'ipocondrio destro
esponiamo bene la pervi
vediamo il nostro end point
che chiaramente è più giù
ancora, datemi di aspirare
ok
Ok, e noi dobbiamo arrivare alla parte alta del retto, qui dove finiscono le tenie.
Ok, adesso esci un po', prenditi un poco qui il colo, continuiamo a mobilizzarlo, scusami.
Ecco, tutte le strutture e le proprietà sono ok.
Adesso ritorniamo sul... ah qui c'è la clip che abbiamo messo.
Meno male che ne abbiamo messe due, ne metto sempre due, come vedete adesso si capisce anche perché.
Alzate un po' il tavolo per piacere.
allora andiamoci a ritrovare
fai vedere qua che tira
c'è una cosa qua
c'è ancora questa aderenza fra
colo colica
questo conviene comunque
sì ma è comune
che si possano trovare queste aderenze
in prossimità
dell'angolo
bisogna fare attenzione
a non andare
alterare poi la vascolizzazione
del mesocolon
il mesocolon è un po' più profondo
quindi non si dovrebbe
ledere
c'è un passaggio qui
c'è un'arteria che mi ha insospettito
perciò mi sono fermato
ecco qua
perché queste aderenze
sono sempre più superficiali
rispetto al
piano mesocolico
d'angolo
di fatti giustamente
non va alterata
no no no
si vedono un po' in trasparenza i vasi
in questo modo ce lo allunghiamo
e questi sono i vasi che non dobbiamo alterare
qua si è allungato
adesso continuiamo
sulla strada che ci siamo dati
questa è la clip
prendi qua il colon
quindi siamo entrati
qui nella retrocavità
qui abbiamo
lasciamo in modo statico tutta la vascolarizzazione adesa al retroperitoneo,
ci siamo fatti la finestra di qua alla collega di sinistra e di qua verso il basso,
quindi partiamo da qui dove sta la clip, eccola qui,
e adesso qua si vede bene la sigmoidea, biforcazione delle sigmoidee.
è una domanda che posso interessare
vado a fare una sorta di tatuaggio
della zona
è chiaro che queste tecnologie
oggi sono indispensabili per questa chirurgia
perché è una chirurgia che non si può fare
con le forbici
e con il croce
rende più spedito l'atto
ci assicura
una migliore emostasi
e ci velocizza l'atto
adesso ci siamo aperti quest'ampio percorso
la tentazione
di andare sempre in questo senso
invece bisogna
questo l'ho imparato a spese mie
andare sempre più verso l'alto
non verso il basso
quindi puntare sempre alla parete del colon
e questo è un intervento
un chirurgo elegante come lei
me lo boccia
però come diceva Hild
io non vado a alterare
niente né della vascolarizzazione
né della
innervazione
sì sì fortemente conservativo
E poi risparmiare i tronchi arteriosi risparmia anche tutte le direvanzioni nervose che sono prossime ai tronchi, quindi è un risparmio generalizzato del sistema nervoso.
Vedete io adesso sto proprio a ridosso della parete del colon.
Sì, sull'inserzione mesopolica.
Il rischio è che se noi andiamo un po' più distalmente andremo a vanificare poi tutto questo risparmio nervoso perché l'arteria mesenterica una volta entrata nel mesoretto qui diventa molto superficiale.
Con questi strumenti è facile andare a legare uno dei due rami di biforcazione dell'arteria mesenterica e alla fine quindi abbiamo vanificato tutto il lavoro fatto precedentemente.
Quindi man mano che si scende bisogna essere ancora più prossimati al lume del colon e al lume del retto, quindi io questo intervento lo definisco non l'intervento di scheletrizzazione della mesenterica, che è quello che è stato proposto e fatto per tanto tempo anche da me, ma scheletrizzazione del sigma.
alla fine
la famiglia di qua
perché ti incroci con me scusa
il cavo
non avete girato il cavo
bravo
ecco qua
credo che sia l'ultimo ramo
importante
e adesso mi porto quasi sulla parete del colon
vedete
quindi scheletrizzazione del colon
però con tutti gli step
che avete visto
che ci permetteranno alla fine di avere comunque un'anastomosi tension free.
Professor Di Matteo, un commento tuo critico e illuminato su questa strategia,
che credo per la prima volta presento a Palazzini.
No, no, è un intervento logico, un intervento adatto a mantenere le funzioni
per quanto possibile la qualità di vita del malato,
Un intervento che d'altra parte non deve presentare pericoli per l'ammalato perché si tratta comunque di malattie non tumorali e richiama un po' quelle colettomie totali che si fanno in emergenza per malattie infiammatorie acute e generalizzate gravi del colon.
in cui l'interesse è asportare il colon e lasciare integro tutto il resto
perché non avrebbe senso in quelle malattie procedere a delle sezioni vascolari importanti.
Grazie.
Allora io mi sto portando verso il mio punto di sezione.
Esci un po', prenditi il colon, esci, esci, esci, esci, prenditelo un po' più giù, ok.
Vedete che tutta la statica nervosa della mesenterica viene completamente lasciata al suo destino e io vado a circondarmi il retto, quindi anche eventuali mobilizzazioni del mesoretto che potrebbero essere, secondo alcuni autori, responsabili di alterazioni, di lacerazioni dei micronervi che girano intorno al mesoretto,
noi le evitiamo perché
il mesoretto lo lasciamo lì dov'è
sì sì
e la telemesenterica rimane
più profondamente
esatto, non la vediamo proprio
protetta da
quella compagine
mesoretto sigmoidea
che tu stai
risparmiando
che si vede molto bene nel campo a destra
ok
chiaramente dobbiamo andare
in un punto dove finiscono le tenie e qui credo che ci siamo come livello credo che sia siamo
arrivati si si vede bene tutta la circo perenza del del retto certo è molto più semplice legare
l'arteria mesenterica all'origine e scendere rapidamente su questo piano si capisce però
però la chirurgia non è fatta sempre di cose semplici.
Mi completo la preparazione del retto.
Credo che questo sia un buon livello per posizionare la nostra stapler.
Ok, datemi la stapler.
Uno dei problemi di questa chirurgia, l'unico importante a mio avviso,
è quello del sanguinamento post-operatorio.
dell'anastomosi perché io ho visto che abbiamo calcolato praticamente un 10% in più
rispetto alla tecnica oncologica di sanguinamenti postoperatori o anche intraoperatori
dopo l'anastomosi e questo lo si capisce perché noi preservando l'arteria
abbiamo una buona vascolarizzazione dei monconi che andiamo ad anastomizzare.
Allora per questa chirurgia adesso da un anno nel nostro protocollo c'è il controllo endoscopico intraoperatorio che ci permette di essere perlomeno tranquilli al momento, poi è chiaro che il paziente può sanguinare anche la notte dell'intervento o il giorno dopo ed è capitato, però se sangue intraoperatoriamente noi abbiamo il tempo di mettere una clip per via endoscopica a un punto,
Se sangue nel posto operatorio ovviamente bisogna comunque chiamare gli endoscopisti che fanno il loro bravo lavoro e ci impediscono di avere poi eventuali reinterventi e quant'altro.
Ne abbiamo avute e credo abbiamo un 10% di questa sequela nel posto operatorio ma sempre controllata in modo conservativo con gli endoscopisti.
Un'altra strutturatrice, vedete come è vascolarizzato il moncone? Mi date anche un po' di bipolare dopo? Allora uso la 45, sono ritornato indietro sui miei passi sulla 60 perché la 60 si articola male in una pelle anche abbastanza ampia come quella femminile e allora prevesco i due colpi piuttosto che uno molto laterale.
un po' di bipolare
ok, datemi le forbici
forbici
un attimo le forbici
e a questo punto poi andiamo
classicamente con la nostra
con la nostra incisione
sovrapubblica
una cosa interessante, datemi una Giovanna
lascia tutto
adesso voglio vedere
il nostro livello
la collega di sinistra non mi tira
mi tira un po' qua il meso
di questo signore
però qui c'è un'arteria
marginale che non possiamo alterare
vabbè andiamo a vedere
esci
vedete com'è vascularizzata bene questa parte
andiamo a prenderci
la parte distale del colon
vedete il colore com'è cambiato
chiaramente la parte dei vascolizzati si vede subito ci vediamo vediamo il trend
era passiamo alla mini laparotomia immagini esterne le soffriamo datemi
Bistoli? Pronti? Bistoli elettrici?
Che successo?
Un po' di bipolare? Vai?
Bipolare.
chirurgia che deve interessare molto il chirurgo perché la patologia di
verticolare è in grande incremento a mio avviso soprattutto nei giovani e quindi
sempre di più un intervento funzionale in un giovane si rende ancora più
necessario proprio per permettergli una buona qualità di vita
Questa chirurgia deve interessare molto il chirurgo perché la patologia di verticolare è in netto incremento rispetto anche a vent'anni fa, soprattutto nei giovani.
Sono quelli poi di quali questa chirurgia può essere più indicata proprio per offrire loro una migliore qualità di vita e migliori rischi di complicanze chirurgiche, di complicanze della patologia che possono richiedere un intervento chirurgico.
ovviamente
abbiamo fatto questa mini laparotomia
devo dire ancora vascolarizzato
questo colon
ah hai visto Giorgio
veramente
infatti prossimamente il colon
è perfettamente irrorato
eh sì
bene
l'abbiamo persa
non ricordo
non voglio forzare molto
perché uno dei rischi è quello poi di
darmi una bipolar
questo è il punto di partenza
solleva
eccola qua, ok ci siamo
permesso, datemi il tuo sciso
la indichi per favore
eccola qua, se ne stava andando
si si ho capito
adesso vado in rapidità
ecco qua, infatti qui sento
che il colon ha cambiato
consistenza
si si
vado al di sotto di questa
zona infiammatoria
ok
ok mi date il rastrellino
perfetto mantieni
tira un po'
bisogna prendere accortezza di non tirare
molto sul colon
per evitare lacerazioni della colica
di sinistra che è sempre
abbastanza corta qualche volta si è costretta a sezionarla dai quindi perderemo in parte il
vantaggio vascolare dai betadine pezzo babcock perciò siamo attenti a non trazionare molto
questo livello in genere la chirurgia del colon ci permette di essere un po più esaustivi nella
questa è una parte un po' noiosa
che tutti conoscono
il bello del palazzino è che quando si vedono
le cose noiose uno volge lo sguardo
altrove, qualche volta
ci si ritrova
su diverticoli della rima di sutura
bisogna assolutamente evitare
di inglobarli nell'anastomosi
vai, poi forse
ce n'è uno, si ce n'è uno
bipolare
dammi la calzina, questo è un diverticolo
lo tieni qua
allora ecco qua e c'è uomo dicevamo bisogna evitare di lasciare diverticoli
sulla rima di sutura in queste patologie facile ritrovarsi diverticoli sulla
linea di sutura quindi bisogna prepararlo in modo da non coinvolgerlo
così, qua una, ok, vi facciamo un po' le mostre, un po' di bipolare, ok, ok, adesso
li mettiamo tutto dentro, vediamo come scende, mi date un attimo, Joan, un po' più giù
il monitor, capito, vai, l'aspiratore a me, bipolare a me, allora le anze le portiamo
in alto, preparate anche la colla, professore Di Matteo, acqua, un po' di bipolare a me,
ok, esce un po', esce un po', fai una panoramica, una panoramica, ok, ok qua, guarda questa
era pericolosissima, scendi, scendi, scendi, scendi, vai, togliamo la cazzina, professore
di Matteo, ma giovane a me
mi sentite in sala, chi c'è?
metti, abbassa la mano
no, no, abbassa, no
ok, no, esci un po'
abbassa la mano, ok
entra, solleva, abbassa la mano
tiri troppo, eh così
basta, ok, dammi un po' di
bipolare, Gaetano
mi sentono in sala? Gaetano?
Stefano?
Sì, professore, mi sto informando
noi non abbiamo il ritorno, scusa
vai, Giovanni
Vai, vai, vai, vai. Ok. Professore Di Matteo, mi sente? Professore, aspetta. Professore Di Matteo, vai giù, su, la colla. Vai, stringi. Ok, stringi tutto. Allora, dammi la colla. Non mi sentono in sala? Se mi sentono parlo. Come si chiama? Gaetano? Caduta la linea? Le immagini le vedono?
Sì professore, il collegamento è sempre in piedi, adesso sto chiamando Gaetano che non risponde, appena so qualcosa le faccio sapere perché non so se hanno problemi sull'audio oppure si è allontanato un attimo il professore Di Matteo.
Per quelli che mi sentono io dico che questa colla serve a far sì che non dovremmo avere le complicanze di scivolamento delle anze all'indietro del mesocolon, cosa che è capitata anche se aneddoticamente un po' a tutti i chirurghi che hanno approcciato all'inizio questa chirurgia.
La vascolizzazione mi sembra ottimale, la tensione non c'è grazie alla mobilizzazione della flessura. Abbiamo messo la colla, possiamo partire con, vai, puoi sparare, go, 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10.
no la rettoscopia facciamo adesso una rettoscopia che serve a valutare giusto
giusto è sì allora rettoscopia intraoperatoria per piacere un po di
preparare prima tutto questo allora rettoscopia intraoperatoria per valutare
non tanto la tenuta in anastomosi
che in genere valutiamo con l'insufflazione
di aria e blu di metilene
quanto per valutare eventuali
perdite ematiche, entra il nostro
amicare trombetti con rettoscopio rigido
per 10-10 cm
giusto per vedere se ci sono sanguinari
mi insuffla un poco anche per vedere
se ci sono perdite
mi chiami a cattaneo poi
ok
superato eh?
ritiratelo un po' e ci dai un po' di aria
ritiratelo un po', lava un po'
acqua ok acqua e non ci sono domande da minima giovanna lascia vediamo le people
mettere le piccole toglie di trenderenburg vai entra c'è manca la
prova blu niente ok thank you aspira lava un po le
Le soufflate, no, togliamo il trocar là, fai vedere, c'è una corda qui, conviene selezionarcelo questo, no?
De Souffla, non dreno, togli quello di sopra, non ti sforcare, vabbè io vi saluto, grazie e ce ne andiamo di là, via, ok, thank you so much.
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