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31° CAD anno 2020 Dipartimento di Chirurgia Generale Ospedale S. Maria della misericordia ASUFC - Udune
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siamo collegati a ok bene benvenuti a udine tra momento facciamo partire il caso clinico io non
so se c'è qualcuno dall'altra parte che vede che ascolta in ogni caso come prima cosa ringrazio e
faccio i complimenti al professor Palazzini
nonché amico Giorgio
perché credo che se di solito questo evento
prevede un'organizzazione difficile
io credo che quest'anno abbia rasentato l'impossibile
noi per il nostro piccolo abbiamo comunque aderito
anche se con la modalità che dopo magari vi dirò
rispetto alla selezione dei pazienti eccetera eccetera
grazie a tutti, non so se ho un moderatore
che comunque se c'è ringrazio anche lui
ma io non ne ho ritorno
sono al tavolo operatorio
oltre al sottoscritto il dottor Massimo Vecchiato
la dottoressa Sara Crestale specializzanda
tra un po' presenterà il caso clinico Antonio Sant'Angelo
E poi c'è tutta l'equipe di sala operatoria, Marina, Beatrice, Angela, l'anestesista, insomma ringrazio tutti della disponibilità anche pomeridiana.
naturalmente non ultimo vengo con la sua equip che mi pare che ogni anno garantisce un output
da queste sale operatorie di livello bene antonio partiamo subito col caso clinico intanto che noi
mettiamo i trocker allora buongiorno a tutti il caso clinico che oggi presentiamo riguarda una
una calasia di tipo 3 con pseudodiverticolo dell'esofago medio da pulsione.
Un paziente di 68 anni, maschio, con un BMI di 24,6,
un APR che mostra una cardiopatia ischemica cronica trattata con PTCA,
un'ipertensione arteriosa ed un paziente fumatore.
È un paziente che da anni ha sofferto di episodi di rigurgito post-prandiale e al risveglio,
Gli associati a derutazioni frequenti però non ha mai lamentato una vera e propria disfagia con episodi sporadici di nausea, di vomito e anche di scialorea.
Inizialmente esegue una gastroscopia nel 2011 che in realtà sembra essere negativa,
tant'è che è affidata ad una valutazione gastroenterologica a diagnosi iniziale e quella di una verosimile disfagia somatizzante.
Tra i vari esami che il paziente esegue negli anni per persistenza e dei disturbi abbiamo un primo RX tubo digerente eseguito nel 2013 che evidenzia l'esofago con un segmento di calibro marcatamente ridotto a livello sovracardiale senza in realtà ancora in questa fase aggiungere ad una diagnosi tant'è che lui esegue diversi esami e continua a fare le gastroscopie dell'RX.
L'ultima più recente gastroscopia è quella del 2019 che evidenzia un esofago sipervio ma a 32 cm dell'arcata dentaria, una modesta dilatazione del solume che più avvalle a circa 39 cm assume un atteggiamento spastico, un primo segno un po' differente rispetto a quelle che erano le gastroscopie precedenti.
Fa un'ulteriore valutazione, quindi un ulteriore Rx con transito, questa volta con videoregistrazione, nelle fasi di deglutizione in cui viene evidenziato al terzo distale un esofago che presenta una dismotilità di parete in associazione ad una scarsissima apertura del cardias come se fosse uno spasmo
ed un reperto aggiuntivo, un'estroflessione di verticolare a livello sottocarenale con rigurgito in corrispondenza del terzo superiore dell'esofago.
Tenete presente che il paziente lamentando anche disfagia come disturbo in realtà alto prossimale dell'esofago
è stato anche sottoposto a una votazione ORL e delle prove deglutitorie che sono risultate negative insieme ad un attaccollo.
Qui vediamo le immagini del transito, dovrebbero partire i video e vedersi, si nota lo spasmo a livello cardiale e quindi distale e questa estroflessione diverticolare del diverticolo definito poi da pulsione.
Ecco altri due video. Si conferma questa dilatazione anche dell'esofago nella sua porzione prossimale durante la fase di deglutizione del contrasto e questo spasmo a livello di vertigo. Ecco qui la parete dell'esofago e il lume dell'esofago si mostrano più dilatati rispetto ai precedenti.
La manometria esofagia ad alta risoluzione conferma quella che è poi la diagnosi definitiva di AKL-6 tipo 3 secondo la classificazione di Chicago.
Il problema di questo paziente è che nel corso di questi anni non avendo ricevuto una diagnosi, quindi passati discreti anni, ha un peggioramento progressivo della sintomatologia, quindi peggiora il rigurgito, peggiora la disfagia, il paziente avverte questo dolore, questa sensazione di peso epigastrico al punto tale che inizia ad alimentarsi meno e perde peso, 3-4 kg.
Per tal motivo si è deciso, visto il particolare momento, di inserirlo in lista e in trattamento chirurgico con priorità A.
Fatta la valutazione con l'Hectard score per valutare la condizione di base del paziente,
lui lamentava una disfagia, un dolore toracido e un rigurgito quotidiani giornalieri
con una perdita di peso non rilevante ma comunque presente, con uno score finale di 7.
queste in realtà sarebbero delle linee guida di un PDTA regionale in fase di evoluzione
che ci permettono di delineare come il paziente è valutato poi dopo trattamento a un mese, sei mesi, dodici mesi
dovrà mostrare una variazione dell'Hectard score che ci permette di capire se il trattamento chirurgico a cui è stato sottoposto
ha avuto successo o fallimento con persistenza o peggioramento dei sintomi
per tal motivo oggi il paziente verrà sottoposto ad una soffago-miotomia secondo Heller
con plastica antireflusso secondo DOR laparoscopiche
grazie
Eccoci, quindi un caso un pochino particolare come avete sentito, allora priorità si è capito perché praticamente il paziente ormai è disfagico completo e sta procedendo sostanzialmente in nutrizione parenterale
E quindi ovviamente pur non essendo una patologia neoplastica questo lo rende una priorità perché nella nostra regione in questo periodo, per i motivi noti a tutti, tra l'altro essendo zona arancione anche da qualche giorno ancora di più, la decisione negli ospedali è di trattare solo la patologia con priorità e le urgenze.
A questo non fanno difetto nemmeno gli ospedali hub come Udine dove noi stiamo e mi pare di poter dire che il reparto, il dipartimento che dirigo ci atteniamo scrupolosamente a queste indicazioni.
Avete visto chi era collegato stamattina, il professor Terrosu della clinica chirurgica che fa parte dello stesso dipartimento, praticare una suranectomia destra, la parascopica, peraltro in maniera molto abile direi.
E questo forse è un'altra cosa che merita così sottolineata di questo periodo che una collaborazione tra i due reparti di chirurgia generale che era già iniziata, adesso anche in virtù di queste difficoltà che la pandemia sta ingenerando,
questa collaborazione sta diventando anche più importante.
L'altra cosa particolare è che, come forse avrete visto, non è il sottoscritto ad operare oggi, ma è uno dei miei collaboratori.
Come credo molti di noi stiamo dando spazio ai nostri collaboratori anche perché l'età ci impone di farlo perché altrimenti rischiamo poi quando andiamo via di non lasciare nulla e questo secondo me sarebbe la cosa più sbagliata.
Noi dobbiamo riuscire a lasciare un'eredità per cui meno si vede la nostra uscita e meglio è.
Chiaramente i tempi richiedono anche...
Ecco il grasso, prendetelo qui su.
I tempi richiedono naturalmente che, purtroppo dico io, non tutti facciano tutto.
quindi nel mio gruppo ci sono alcuni collaboratori che si occupano di A per GI, in particolare
il dottor Vecchiatto anche per la sua estrazione padovana che ho già avuto modo di ricordare
gli anni scorsi soprattutto quando avevo come moderatore il professor Ancona, da un bel
po' di anni si occupa di esofago, devo dire che lui ma anche almeno un altro mio collaboratore
ormai godono praticamente di un'autonomia anche nel trattamento delle neoplasie dell'esofago,
chiaramente il mio auspicio è che imparino non solo dal sottoscritto, integrino
quello che ormai il sottoscritto può dare come metodo di lavoro, come atteggiamento nei confronti del malato, delle malattie, dello studio, lo integrino con l'esperienza anche di altri.
E quindi ci ho sempre tenuto, ma in questo periodo a maggior ragione ci tengo, a instaurare delle amicizie lavorative per me ma soprattutto per loro. Devo dire che Massimo è un ottimo collaboratore, senza fare benchmarking con gli altri.
Allora avete visto l'indicazione, è un paziente un pochino travagliato anche nella storia clinica, con storia che è stata interpretata come di reflusso, certamente la piacometria ad alta definizione è stata fondamentale per capire che in effetti c'è una componente anche di ernea dell'oiato,
Quindi probabilmente così la sintomatologia e anche le espressioni cliniche, strumentali sono miste, poi dopo vediamo come finisce anche sul pilastro di sinistra.
Ok, allora ci siamo così confrontati un attimino anche con altri, voi sapete che in Italia adesso c'è questo gruppo del Sisme, di cui noi siamo anche orgogliosi di far parte,
che si occupano tra i centri, che hanno un numero di casi, non so se adeguato o meno,
ma insomma un numero di casi abbastanza importante di patologia esofagea.
Ci siamo confrontati anche con alcuni di questi e praticamente quello che è stato condiviso
è ovviamente di ignorare per il momento quello pseudo peraltro di verticolo
che ovviamente non crediamo centri niente nella patogenesi dei disturbi del paziente
e occuparci invece della miotomia come è stato detto da chi ha presentato il caso clinico
fare una miotomia magari un po' più lunga di come siamo abituati a fare negli ultimi anni
e vedere come va il paziente con quella e ovviamente con la hemifondoplicazio anteriore che faremo.
Se questo non fosse sufficiente per i disturbi del paziente, eventualmente vedremo il da farsi dopo.
Vedete che il dottor Vecchiato sta cercando di pulire, cosa non facilissima in questo caso, l'esofago in modo da vedere bene il più possibile lo strato muscolare.
Voi sapete che la miotomia naturalmente prevede la sezione longitudinale di tutti gli strati muscolari.
In genere tutti sappiamo che conviene iniziare sull'esofago.
Ultimamente, come dicevamo, vengono fatte delle miotomie abbastanza brevi,
3-4 cm sull'esofago e un paio di centimetri verso lo stomaco.
Diceva il professor Peracchia che il paio di centimetri di prolungamento della miotomia sullo stomaco
servono soprattutto a garantirsi che siano sezionate tutte le fibre cardiali.
ovviamente la miotomia gastrica
non ha se non quel significato
proprio dalla storia del paziente
una storia come dicevamo
anche di ernia iatale
o perlomeno di reflusso
oltre che quella recente di acalasia
ancora un pelino
vedete infatti che iato ampio
che ha questo paziente
i due trocar delle mani del primo operatore sono nei due ipocondri
e c'è un quarto trocar in epigastrio
con il quale lo strumento sta divaricando il lobo sinistro del fegato
vedete però che essendoci anche un'ernia iatale
e dovendo fare una miotomia un po' più lunga
è possibile che abbiamo bisogno di una trazione anche verso il basso
dello stomaco che faremo eventualmente con un ulteriore trocar che mettiamo sul versante
pseudolipoma da uno dei trocar, come al solito sembra molto più grande di quello che è
in realtà io pulirei l'ottica
Pronto? Buongiorno
Buongiorno
Buongiorno
Salve sono Vitellano
Milano per conto del professor
Palazzini, buongiorno come va?
Scusate un po' per i disagi
avuti oggi
ci presentate qualcosa del caso
che state operando?
Sì, noi in realtà
il caso clinico lo avevamo già
magari chiediamo al dottor Antonio
Antonio, Sant'Angelo
magari con un po' più
di sintesi
di ridirlo, ridire il caso clinico
grazie
così andrà a finire che anch'io lo imparo
dopo
sì, salve a tutti, una rapida sintesi
del caso già precedentemente esposto
è un paziente che ha
una diagnosi di acalassia di tipo 3
con uno pseudo di verticolo
dell'esofago medio da pulsione
un paziente di 68 anni
che ha una lunga storia di episodi di rigurgito post-prandiali e soprattutto al mattino
con delle frequenti ruttazioni, non segnalata in realtà disfagia, ma sicuramente nausa con vomito e scialorrea.
Quindi un paziente che nelle fasi iniziali è stato inquadrato come malattia da reflusso,
fa una prima gastro nel 2011 negativa, viene inviato al gastroenterologo
che diagnostica in realtà una verosimile disfagia somatizzante
nel corso degli anni fa una serie di esami senza mai giungere in realtà ad una vera e propria diagnosi
fa degli RX con transito, un'altra gastroscopia nel 2019
che evidenzia esclusivamente una modesta dilatazione dell'esofago a 32 cm
e a livello della porzione un po' più distale a 39 un atteggiamento che inizia ad essere spastico
fa un RX, adesso vediamo delle immagini dei video con transito con Bario che appunto mostra
questa dilatazione dell'esofago distale, uno spasmo a livello cardiale e il diverticolo
da trazione a livello medio toracico, vediamo nei tre video come l'esofago nella sua porzione
distale si è dilatato, meglio in quest'ultimo video, con lo spasmo a livello cardiale ed
ed esegue quindi una manomatria esofagia ad alta risoluzione che finalmente pone diagnosi per una calesia di tipo 3 secondo la classificazione di Chicago.
Il problema fondamentale nel corso degli anni di questo paziente è che la sua malattia peggiora nell'ottica dei regurgiti che diventano giornalieri,
della disfagia che adesso sembra essere anche per i liquidi con questo dolore epigastrico,
a tal punto che il paziente non si alimenta come prima, va avanti praticamente a nutrizione parenterale, perde addirittura peso fino a 4 kg e quindi visto il momento particolare, nonostante non faccia parte di quelle che sono le patologie da operare in questo periodo, viene assegnata una priorità e il paziente viene messo in lista per l'intervento chirurgico.
Prima dell'intervento viene fatto il classico score ECDART che calcola il grado di problematiche associato alla calassia, nel caso specifico del paziente è un paziente che ha una disfagia giornaliera con dolore toracico e rigurgito praticamente quotidiani con una perdita di peso non rilevante ma comunque presente, quindi un punteggio finale di 7.
e quindi per tal motivo oggi è stato candidato
e viene sottoposto ad un esofago
con miotomia secondo Heller
con plastica antireflusso secondo DOR
laparoscopica, grazie
grazie mille
ciao a tutti
ciao
avete sentito che è un caso appunto
un po' particolare
perché nasce sicuramente
con disturbi prevalenti
tipo reflusso
la diagnosi di
di acalasia arriva abbastanza tardivamente nel suo percorso clinico e forse anche l'indicazione,
non so se volete poi magari ne potremo discutere, ma chiaramente l'acalasia di tipo E, allora
c'è già la complicazione di questa ernia ale abbastanza robusta che sicuramente coesiste
e dicevo appunto che la calasia di tipo 3 è proprio il massimo dell'indicazione per una Heller d'Or.
Tant'è che avevamo anche proposto al paziente, se voleva che lo mettessimo in contatto con un centro dove si fa la POEM,
che questa poteva essere forse la prima scelta in questo caso
ma il paziente si è detto non in grado di andare in giro per l'Italia
quindi dopo come ho detto prima un po' di discussione anche con alcuni colleghi
che si occupano in particolare di trattamento di fisiopatologia esofagea, abbiamo condiviso
che l'alternativa, la POEM, poteva essere l'intervento che stiamo cercando di fare,
cioè una miotomia un pochino più lunga del solito sull'esofago e poi ovviamente prolungata sullo stomaco e vedere poi come va il paziente.
Ovviamente il diverticolo, che peraltro è uno pseudo diverticolo, come avete potuto vedere, mi pare abbastanza chiaramente dalle immagini, è verosimilmente secondario al disturbo motorio, non è di per sé causa di disturbi.
e poi ripeto per chi era già collegato sarà una ripetizione ma finalmente siamo riusciti a
dialogare con qualcuno prima ci sembrava di essere da soli e quindi bene con chi sto parlando che sento
ah carissimo ciao
vedo che si è trovato un bel caso
è un caso particolare
ma l'altra cosa particolare appunto
che ho detto prima ma adesso mi ripeto
scusate per chi la sentisse per la seconda volta
è carissimo che non sto operando io
sta operando uno dei miei collaboratori
che è uno che insomma
ma sono certo che
avrà sicuramente lo skill del suo maestro
quindi
no no
ha lo stile di chi si impegna
come dicevo prima io
allora di quello
che facciamo adesso io
cioè di quello
anzi che mi era stato insegnato
quando avevo l'età
di questi giovani
praticamente non c'è nessun intervento
che io faccia attualmente
Io aprirei quella roba lì, così hai spazio. Il repertorio è praticamente completamente cambiato, quello che vi assicuro non è cambiato è il metodo, ma questo ovviamente è la vera capacità di quello che fu il mio maestro,
o i miei maestri in realtà, perché poi non sto neanche a citarli tutti,
ma insomma avendo lavorato in un discreto numero di posti
e avendo girato anche un discreto numero di posti,
ho cercato di apprendere, ho trovato della gente disponibile ad insegnarmi in più parti
Devo ringraziare tutti, spero che questi giovani facciano altrettanto, ormai credo nessun primario, nessun direttore è in grado di insegnare tutto, compreso il sottoscritto, il nostro compito è ancora quello di una volta, soprattutto di insegnare il metodo.
poi
le novità
uno deve andare a cercarsele
con altri mezzi
non so se siete d'accordo
assolutamente
girando, studiando
andando su tutto quello
che
l'informatica adesso ci mette
a disposizione, compreso questo
congresso
assolutamente
quindi anche il concetto
finisci di pulire bene
forse non serve
anche il concetto di scuola
quindi va un pochino
ridisegnato
la scuola
è quella che insegna
il metodo sempre di più
secondo me
e poi l'altro aspetto è che ovviamente
probabilmente anche la figura
del capo
del direttore, del primario
chiamiamolo come vogliamo
adesso che ovviamente i tuttologi stanno scomparendo per fortuna sempre di più
bisognerà trovare una modalità che dia anche una continuità organizzativa allora sugli aspetti
professionali i miei vi potranno confermare che ormai la delega è non dico totale ma insomma
ma molto ampia
mi piacerebbe anche
che ci fosse
una pulizia adeguata
anche in alto
forse lì c'è qualcosa che traziona
ancora verso sinistra
magari stai un po' basso
di non beccare la pleura
no scusa a destra
stai un po' bassino
no c'è un po' questo problema
cosa dite?
Una volta i primari erano quelli da cui andavi quando non sapevi fare una cosa qualsiasi, adesso su molte cose i nostri collaboratori sono addirittura più bravi di noi e quindi bisognerà ripensare anche alla figura del primario, del direttore, quel che è lei.
Cosa dite?
sì, sono sostanzialmente d'accordo
su quello che stai dicendo
assolutamente
è un momento di transizione epocale
che stiamo vivendo e quindi
eh sì
come hai detto tu quando abbiamo cominciato
noi solo per il pensiero di poter vedere
queste immagini che stai facendo vedere
era praticamente impossibile
chi aveva la fortuna di essere in certi centri
magari le vedeva anche
bravo
bisogna parlare proprio di quella che era la fortuna
un tempo di potersi muovere
esatto
di essere ricevuti, di andare a vedere
bravo bravo
dillo bene
dillo chiaro
che sentano tutti anche i miei
bisogna
uno ormai non si può
formare solo in casa
capito come
uno ormai si deve per forza formare
anche muovendo
diciamo le ruote
della macchina per non dire altro
beh andare a vedere un tempo era veramente un grandissimo regalo
quello di avere la possibilità
di essere ammessi a frequentare
in un centro di chirurgia
che faceva qualcosa
che magari non si faceva a casa propria
assolutamente
non c'era la possibilità di andare su youtube
e vedere chirurgia come è possibile oggi
sì
e questo secondo me
è una delle cose da fare
ma l'altra è proprio quella
anche di fisicamente andare
prendi un po' meglio
e magari prenditi laggiù
anche dall'altra
proprio andare fisicamente
perché
si è bello vedere le immagini
imparare le tecniche
ma poi è fondamentale anche
capire dopo
che risultati ci sono
capire che comportamenti
ci sono
questo francamente
secondo me è ottenibile
solo andando sul campo
cioè della serie
un po' di sacrificio ci vuole ancora
ecco, alzarsi la mattina
presto
rinunciare ad alcune cose
magari anche un po' di ferie
o stasera
mi legnano qua
venite in mio aiuto
ma non è che i miei non lo facciano
anzi
tanto il tuo aiuto sta facendo
delle cose più difficili che c'è da fare
che è quello di cominciare
esatto
e sgrasiamo un po' meno
è la cosa più difficile
di questo intervento
beh già la lipectomia
non è stata facilissima
ma adesso
trovare il piano
sotto la muscolare
è effettivamente la cosa
un po' più difficile
tra un po' puliamo l'ottica
come dice
il mio gobbo
che naturalmente è pengo
volevo chiederti una cosa
vedo che utilizzi un incino tradizionale
per fare questa cosa qui
ho un terminale che ha la parte sul dorso
coperta
è una buona idea
perché la vicinanza
tante volte è veramente poca
è scaricare un attimo
Casomai dopo offline ti chiederò la marca
Sì
Cioè non azionare subito la corrente
Ma assicurarsi di farlo quando poi lo strumento è distante dal tessuto sottostante
Certo
c'è ancora uno strattarello
di circolari
ma insomma
allungati un po'
un po' alla volta
una Maryland
questo tempo reso difficile
dal fatto che
i colleghi endoscopisti
hanno gestito
questi pazienti per temper con sedute di dilatazioni oggi questo signore non ha fatto
no dilatazioni però evidentemente c'è un così qualche difficoltà di piani legata appunto alla
quella non sgasata, quella sicuramente sotto mucosa, quindi ci teniamo a quel piano lì,
è buona adesso, è buona
torniamo in giù un attimo
andiamo su ancora un pochino
rifatti un po' di strada con la john
sotto, sotto, sotto, lì
è che c'è ancora uno spessore del muscolo della mente
significativo ancora
non sempre
la calasia è proporzionata
allo spessore del muscolo
però in questo caso direi che lo è
si esatto hai ragione
quindi siamo più vicini
all'astenosi ipertrofica del piloro
che alla calasia
si è vero
però dai mi sembra che stia venendo
bene anche
si si si
Massimo è bravo
non abbiamo dubbi complimenti
no adesso
leggermente devi andare a sinistra
dicevo prima
vedete che iato grande
che ha a dimostrazione
proprio che questa è la
spiegazione anche
diciamo della sua storia
a elementi sovrapposti
vedo quindi hai il programma di fare
una piccola plastica dei piastri
o ti accontenti di far solo
la donna
dunque come hai visto
Visto, non so a che punto siete entrati in collegamento, avete visto le immagini,
noi non abbiamo preparato tutto l'esofago, no?
Cioè di solito per fare la Heller prepariamo solo i 180 gradi anteriori.
Certo.
Ma credo che vada bene così anche in questo caso, perché poi una door magari un po' più ampia del solito
dovrebbe bastare sia a trattenere giù l'esofago, sia anche a evitare che resti uno iato troppo grande
per un'eventuale problematica di rotazione, insomma, vediamo, mal che vada completiamo l'isolamento
dei pilastri e facciamo una piccola iatoplastica posteriore, no? Cosa dite?
Sì, bisogna capire bene perché quanto grande è quella parte lì di alto esofageo dopo che hai messo o improntato per fare la dorda, per farti un'idea, perché se no c'è il rischio che ti scivoli tutto in alto.
Eh sì, però non avendo isolato dietro questo rischio dovrebbe essere abbastanza remoto, forse c'è più rischio di rotazione.
comunque io direi
dopo facciamo la plastica
sul pilastro di sinistra
e vediamo
accostando
l'emivalva
al pilastro di destro a quanto si chiude
lo iato
se vediamo che non si chiude abbastanza
prima di mettere i punti
andiamo a fare una
la iatoplastica però posteriore
come si deve fare
vedete che adesso
non c'è dubbio del piano
ma anche lo spessore della parete muscolare
mi sembra che sia più
si si sta un po'
si sta pian piano
pulisci l'uncino
come vi arrivano le immagini?
decenti?
le immagini sono un po' focate da me
si
anche da me
a tratti
hanno un po' i pixel
come se fossero un po' rallentate
però ecco
mi raccomando
non date la colpa a chi tiene l'ottica
no abbiamo capito
che l'ottica è mani esperte
ecco lì dovresti
forse ci possiamo anche accontentare
in alto
dopo magari gli diamo una misuratina
prepari il
decimetrino
bene
adesso vediamo di scendere in basso
però adesso che abbiamo il piano
stamattina che operavano i colleghi della clinica c'erano le gherzette verdi
e gli strumenti stefano ancora questi favoritismi
Vero, si, è frequente questa associazione.
Poi così approfittiamo, così vi distraggo un po'.
In questi giorni proprio mi è capitato, per la seconda volta nella vita, di vedere un paziente con una neoplasia dell'esofago.
Il primo era stato operato tanti anni prima di una miotomia, secondo Heller, negli anni in cui non si faceva la plastica antireflusso.
e quello che ho visto in questi giorni
l'aveva fatto molti anni fa
sono rimasto anche
ho strabuzzato gli occhi dal fatto che
erano quasi 30 anni che aveva
fatto una dilatazione
senza avere più
disturbi di atalasia
e a un certo punto
ho sentito di nuovo i sintomi
si ricordava
della disfagia
ha fatto una gastro e adesso
ha una neoplasia dell'esofago
non so, questo
Questo chiaramente può essere un caso, però credo che queste osservazioni siano in qualche modo anche l'espressione della bontà della plastica antireflusso dopo Heller.
onestamente non sapevo che
perché nella mia scuola si è sempre fatta
comunque nella calasia
la dor davanti a copertura
quindi non sapevo che facessero
senza
vi parlo di 50 anni fa
ecco perché
una roba di 50 anni
forse anche più fa
era stata fatta una miotomia
evidentemente da un chirurgo
esperto perché non credo che
50-60 anni fa
tutti i chirurghi fossero in grado
di fare miotomia extramucose
fatto sta però
che non gli era stata fatta una plastica
antireflusso e questo si è beccato
e io credo che la genesi
possa essere la stessa
di chi ha fatto
prendimi un pochino
ma arrivai anche da sotto
se vedi bene
è intuibile
È intuibile, se è vero questo rapporto, è intuibile che la poem, che funziona molto bene ovviamente per la calasia, ma fatta bene funziona veramente bene, vi garantisco io.
Qui noi a Udine non la facciamo, anche perché bisogna avere numeri adeguati per farla bene, però evidentemente non permettendo per adesso, non essendoci le condizioni per adesso per fare una plastica antireflusso, sapete che il dibattito è un po' aperto.
parlandone con i colleghi
padovani
che almeno per questo tipo di chirurgia
sono quelli di cui ci sentiamo
un'indegna piccola branca
diciamo scolastica
mi dicevano che forse sarebbe il caso
di pubblicare questi due casi
perché in letteratura non c'è molto
in realtà, no? E comincia sempre con la giungla. Non manca moltissimo, vedete che l'IS è quasi già
due centimetri, cioè che la miotomia è quasi già un paio di centimetri sotto l'angolo di
Devo dire che abbiamo fatto un po' di fatica a trovare, perché Giorgio Palazzini mi chiedeva
interventi non tanto lunghi, possibilmente anche roba che la gente si aspetta di vedere
da noi, quindi esofago e cardias, ma che non fosse ovviamente una plastica antireflusso
perché in questo periodo non sarebbe corretto operare una patologia del genere.
Questo paziente che è completamente disfagico, giustamente i miei collaboratori l'hanno ruolato come priorità, per cui non essendo una neoplasia direi che siamo assolutamente autorizzati a farlo.
Comunque è vero che anche nella parte dello stomaco i piani non sono proprio così facili da…
Eh no, no.
Si mantiene sullo stesso trend dell'esofono.
Ah, se non avessimo cominciato, come è giusto fare, peraltro, sul versante esofageo, mai più, qui avremmo trovato il piano.
Pulisci?
Sì, sì.
Allora no.
In realtà, peccato che non ci siamo procurati la sonda con la lucetta, che quella forse avremmo potuto.
però francamente non mi aspettavo dei piani così difficilotti
fai fuori anche quelle fibre lì
da questa parte però
pulisci l'oncino
forse data la storia del paziente così lunga
in effetti si poteva intuire che sarebbe stato un po' meno agevole del solito
dopo però facciamo il punto che forse in giù è anche sufficiente casomai se c'è da prolungare
se hai pronto
quanti centimetri consigli
per buoni?
eh sì
direi oggi un 7
anche forse
vediamo dai
però siccome giù mi sembra
adeguato
ecco vedi sono 6 centimetri
io direi di andare ancora un centimetro
ma verso l'alto
cosa dite?
facciamo ancora un centimetro in alto dai
tira pure via
vedendo anche
le immagini radiologiche
ma io spero che dopo non ci sia bisogno
di niente ma eventualmente
chiaramente
con una toracoscopia è più facile
completare eventualmente
comunque in alto
la miotomia
forse appena appena un po' troppo
era già in realtà più in alto
infatti volevo dire
guarda che forse la misurazione
è più stimata
forse anche basta
l'abbiamo misurato davanti
in realtà l'ultimo pezzettino
andava un po' verso sinistra
fermiamoci pure
ah no va bene va bene
ok adesso via la garzina
facciamo
i punti
sei più vicino
sì, ma anche meno
anche 16
è tutto vicino
io non so cosa usate voi
noi usiamo un prolene
sì, sì, prolene
qualcuno dice che c'è il rischio
che usano un monofilamento
poi la coda del punto
decubiti
ma insomma
è un po' più teorico
che realistico
sì, sono d'accordo
il primo però
io ho sempre paura con l'extracorporeo di non capire bene la trazione che stai dando al filo
poi adesso con il robot
sarà tutto ancora più facile
Roberto credi che avremmo
il robot tutti quanti?
a breve?
ma speriamo più nel vaccino
per adesso dai
credo di aver superato
i 20 tamponi eseguiti
l'ultimo ieri
siamo tutti nella stessa barca
eh sì
ovviamente il problema
non è il fatto di sottoporsi ai tamponi, è il casino organizzativo e almeno per adesso
solo organizzativo che sta creando questa roba. Dicevo solamente organizzativo all'interno
del reparto, ovviamente in giro per il mondo non è solamente organizzativo.
Tra l'altro non potevamo neanche, avevamo pensato facciamo magari vedere la parte toracica e basta di un esofago, ma il problema è anche che non potevo essere sicuro di poter contare poi sull'eventualità della terapia intensiva, per cui la scelta della tipologia di interventi è stata forse la parte organizzativamente più...
Ora che ha finito la dissezione, sulle sopra lo posso fare una domanda, di quelle che magari prima scala anticamente non ho fatto?
Nel caso in cui si verifica un incidente e si buca l'esofago durante la preparazione, cosa fate?
Sai che non bisogna fare queste domande.
adesso che è finita la dissezione
un puntino
e speriamo di essere in zona
che dopo viene coperta
con l'emivalva
no capisco
come poi alla fine
cercando di sfruttare
la parte didattica al massimo
secondo me è anche giusto
in qualche modo poter
diciamo che hai scelto bene
il filo non largo, il filo, un po' se ti si spezza ti sia abbastanza lungo, ok, un puntino, non so gli altri cosa fanno,
magari in quel caso lì, no guarda che ci sei preso in mezzo alla branca, il secondo giro, ecco, in questo caso forse
preferirei usare
un vicry, una roba del genere
no, no, no
forse non è uscito
ma adesso si
vuoi che
ci facciamo dare un 24?
dai, tieni questo
se no, no, sempre questo
ma più lungo
no, no, no, no
vai su bene però a prenderlo
ok, così così
vedi là i vasi brevi, no?
pilastri fragilini no? Ha più muscolatura nell'esofago che nei pilastri. Sì, sembrerebbe
Ci ha insegnato un trucchetto il prof Bardini, lui in realtà lo fa nella Nissing, che è quella di fissare la fundoplicatio anteriormente al diaframma, non all'arco dei pilastri.
Tiene? Tira forte, vai che tiene.
si fissa
in questo caso
l'emivalva
al centro frenico
dopo vedrete insomma
una cosa che abbiamo visto fare da lui
perché in questo caso effettivamente
andare a isolare tutto dietro
forse aumentiamo
il rischio
dello slip piuttosto che
ridurlo
sai cosa? prendi magari anche col secondo
punto il diaframma
il pilastro scusa
è una piccola variante, ce la concediamo
si è storto
questo è quello da 22 Marina
ti hai preso ago
ok
è una specie di gastropessi
quel punto che vi dicevo
ricorda molto lontanamente una gastropessi
che abbiamo visto essere
quasi la parte fondamentale del trattamento delle ernie da rotazione o non so voi ma noi
puntino che vi dicevo tra la valva e il centro frenico del diaframma così copriamo anche quel
il difetto che rimane
l'assoloiato
anche più largo
ok, single
scusate ma sono riuscito a collegarmi solo
adesso
chi sei? Gabriele?
si sono Gabriele Roberto, scusami tanto
ciao carissimo
è un disastro
collegarsi, sono riuscito oggi a seguire
ginecologi, a seguire Maurizio Pavanello
ma oggi pomeriggio adesso finalmente sono
entrato
ti vedevo andando
con le vie normali ma non come
moderatore o come cosa
salve buonasera a tutti sono la gioia da Roma
vedo
che siete tutti connessi
sapevo che Ananiano riusciva a connettersi
l'avevo visto insomma
mi sembra pure presente giusto?
esatto esatto
sono uscito in questo momento
perfetto
va bene vi lascio qui che la vedo abbastanza
affollata come diretta. Va bene, buon lavoro.
il pezzo in più del righello, vedete, avevamo, in realtà non avevamo ancora controllato
c'è quel pochino sul fegato, probabilmente con l'ago, mettete al massimo, è al massimo,
ritirati leggermente
col divaricatore
ok
un po' pochino
forse basta però
credo sia
quello là forse
singolo
bene
meglio no?
Roberto ti devo salutare
perché ho un problemino giù nella sala ginecologica
complimenti
a domani
ciao
e non a me, ai miei collaboratori
a domani
ai tuoi collaboratori assolutamente
hai ragione
ciao
è quello lì
tieni la coda più corta
se no
ripassa solo il pilastro
solo il diaframma
si si prendi
quella plica che hai fatto
mettendo il nodo
tirati bene
bene finito noi lasceremo anche libera la linea non ci resta che dare una bella lavata e soprattutto
salutare tutti quanti che avesse avuto la pazienza di vedere una roba forse un pochino
diversa dal solito e l'altro e l'altro invece grazie mille a te per aver fatto vedere che i
titoli hanno il loro spazio e direi assolutamente ben meritato bene grazie anche di questo un caro
saluto a tutti grazie a tutti i miei collaboratori prima ho cercato di citarli tutti ma ci sono
ovviamente anche quelli che sono a lavorare mentre noi siamo qui a divertirci e ci vediamo
domani buona serata saluti buon convegno un caro saluto se c'è giorgio in linea e
complimenti per lo sforzo immane io lo facciamo avere grazie a voi grazie buona serata
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