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26° CONGRESSO DI CHIRURGIA DELL’APPARATO DIGERENTE WORKSHOP E INCONTRO DIBATTITO I grandi passi verso la rete semi-assorbibile ideale. Meta raggiunta? L’evoluzione dei materiali, le caratteristiche ottimali e l’outcome sul paziente. Presidente: G. Munegato Ospedale di Conegliano (TV) Moderatori: M. Carlucci Ospedale San Raffaele (MI) D. Cuccurullo Ospedale Monaldi (NA) Relatori: S. Bona Ospedale Humanitas Rozzano (MI) M. Godina Ospedale Civile di Dolo (VE) F. Gossetti Policlinico Umberto I (RM) C. Stabilini Ospedale San Martino (GE)
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Penso che possiamo concludere questa interessantissima e devo dire anche sapientemente organizzata
nel suo decorso così durante la mattinata perché abbiamo affrontato tanti temi.
Come Presidente forse mi va innanzitutto ringraziare e complimentarmi con Diego.
Io l'ho provata anche io due giorni fa sulla parruccele, una parruccele mediana, una rift classica
e devo dire che già io usavo l'ultra pro nella parrocelli
e devo dire che dà più l'immagine di una rete, di una protesi
perché la consistenza è aumentata
e questo suo dispiegamento automatico agevola senz'altro il posizionamento
perché rispetto alla vecchia sia meno increspatura della protesi al momento del posizionamento
tiene bene, molto bene il punto, per cui una buona sensazione, i risultati logicamente bisogna averli a distanza, però mi pare che senz'altro sia un passo in avanti per quanto riguarda questo ambito delle reti semiassorbibili o miste, cioè una parte assorbibile e l'altra sintetica.
E allora andando un po' a concludere, il futuro ci dirà appunto se avremo, ma penso che se già buoni risultati c'erano per quanto riguarda le recidive e la tenuta parietale, penso che questa ammigliori e non comporti degli elementi peggiorativi rispetto all'altra ultra pro.
E concludendo facciamo un po' un esame delle varie relazioni, io ringrazio Cesare Stabilini perché ci ha riportato un po' indietro con gli anni, con la storia bellissima del polipropilene, soprattutto al professor Stoppa e Rives che usavano il mersilene, il dibattito accesissimo fra scuola francese che usava diffusamente il mersilene e tuttora c'è una grande componente francese che usa il mersilene
e il resto degli Stati Uniti d'Europa che invece erano un po' sbilanciati verso il polipropilene.
È da dire sul polipropilene che rimane ancora una colonna, bene o male lo ritroviamo in tante protesi
da quell'elemento di stabilità e di solidità che è difficile ritrovare in altre.
Salutiamo Diego che deve di solidità e di stabilità della parete addominale. È da dire anche che il discorso delle adesioni e della reattività è legata, lo diceva Amid tantissimi anni fa, che non è legata al materiale di per sé ma al modo in cui viene lavorato il materiale.
per cui c'è tutto quanto un ambito di tipo industriale che non è secondario
cioè non tutti i polipropileni sono uguali
ci sono delle differenze di costruzione, ci sono delle differenze di concezione del polipropilene
nella sua preparazione per l'uso chirurgico che può comportare anche delle differenti reazioni
ricordiamo per esempio che il polipropilene, c'è una ditta che lo fa
può essere anche preparato come film, cioè c'è il polipropilene che è proprio tipo un sacchetto di plastica
e questo film già Amid diceva che è il materiale che dà in assoluto la minore reattività endo-addominale
e questo giustifica il fatto che non è il materiale che induce le reazioni ma il modo in cui viene lavorato, in cui viene preparato.
Per cui grazie mille per la tua relazione. Dopo abbiamo avuto Francesco Gossetti, bellissima relazione in cui sono stati analizzati tutti quanti i vantaggi che possono dare le variazioni di porosità, di peso, di struttura della rete.
mi è venuto un po' da piangere però anche perché se confrontiamo questa tua bellissima relazione
e la realtà nostra chirurgica, io parlo della realtà del Veneto non so le altre
in cui una gara regionale del Veneto la qualità ha avuto una percentuale bassissima
e sono state assegnate delle reti in cui il criterio della porosità, del peso eccetera
Non è stato assolutamente valutato e questo ci fa pensare perché se non riacquistiamo questa capacità di decidere che materiale vogliamo utilizzare, che materiale vogliamo impiantare nei nostri pazienti, questa è una gravissima perdita per tutti.
La capissima perdita di tutti perché come chirurghi saremo estromessi da un rapporto con il paziente perché non potremo più dargli delle sicurezze, perché dovremo impiantare qualsiasi protesi che ci viene imposta, perderemo il rapporto con le dite perché se ricordate bene io avevo fuori dal mio studio c'era sempre qualche promotore di casa farmaceutica fin qualche anno fa,
Sono scomparsi, perché è la farmacia che decide il farmaco che viene utilizzato nell'ospedale, per cui l'interlocutore è il farmacista, è il provveditore. Se continuiamo così, i interlocutori saranno sempre farmacisti, produttori e provveditori, noi saremo solamente i manovali della sanità chirurgica italiana.
Per cui bellissima relazione che però ci deve far riflettere.
Bona, quando vedi una protesi come l'ultra proti viene spontaneo dire ma è logico che può dar meno dolore e che può essere accettata in modo più favorevole dal paziente, con meno complicanze, con risvolti sociali anche meno pesanti per quanto riguarda ripresa del lavoro eccetera.
Per cui grazie per aver concretizzato l'impressione che uno ha, che molto spesso è frammista con un senso anche di paura, perché dice terrà, non terrà, avrò risultati non recidive, il tuo studio mi pare che abbia fugato qualsiasi dubbio a proposito.
Su Diego abbiamo già commentato il discorso dell'IPOM, io sono un po' critico sulla tecnica, non tanto la tecnica in sé, quanto parto sempre dal presupposto che meno materiale estraneo mettiamo in addome meglio è.
Non so se sia corretto, è una mia convinzione, molto ovviamente tanti la pensano al contrario, non voglio per questo così dare giudizi che possono essere sommari o affrettati.
Ecco, se non hai altro da aggiungere.
È stato un piacere perché si porta sempre qualcosa quando c'è un gruppo di persone così competenti che hanno avuto modo di dirci la loro.
Per cui ringrazio soprattutto voi colleghi della platea perché avete partecipato e vuol dire che c'è ancora sempre e costante un interesse su questo tipo di argomento e su questo tipo di patologia che ai noi ci impegna praticamente in modo quotidiano.
Di questo vi ringrazio e ringrazio Eticon per averci dato la possibilità di fare il punto della situazione e per l'impegno che continuano a dare per aiutarci nel nostro mestiere ma soprattutto per aiutare i nostri pazienti ad avere migliori risultati. Grazie di questo.
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