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26° CONGRESSO DI CHIRURGIA DELL’APPARATO DIGERENTE INCONTRO DIBATTITO: Più morti per infezioni ospedaliere o per incidenti stradali? Presidente: G. Munegato, Ospedale di Conegliano (TV) Moderatori: M. Carlucci, Ospedale San Raffaele (MI) D. Ciccurullo, Ospedale Monaldi (NA) Coordina: M. Roncacci, Giornalista TG2 L. Mazzola, Ex Test Team Manager Ferrari F1
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Mi piace molto come sta andando questa conversazione, sapete perché? Perché adesso come vi ho detto vogliamo chiudere in bellezza, ma non altro perché abbiamo qui un ingegnere, voi vi chiederete un ingegnere che cosa c'entra in una tavola di questo tipo dove appunto stiamo parlando di medicina, una medicina stretta proprio al termine che stiamo usando.
Allora intanto lui è Luigi Mazzola, quindi grazie di essere qui e lui è un ex test team manager Ferrari Formula 1, quindi devo dire che tra i big abbiamo the biggest, no? Questo possiamo dire.
Allora intanto grazie di essere qui e il lancio non potrebbe essere altro che non abbiamo sentito appunto quanto è fondamentale il lavoro di gruppo, di equip che lei ha sempre fatto immagino, quindi grandi risultati con la Ferrari, con la Formula 1, però il lavoro di gruppo è centrale, così come abbiamo sentito dal dottor Moro e dal professor Sganga.
Esatto, esatto, tante grazie, mi avete dato tanti spunti in questi, quindi per me viene veramente quasi in discesa, quindi grazie dottor Moro, grazie professor Skang per quello che hanno detto.
Ora, io non parlerò di malattie, parliamo di cose un po' più light. Ieri ho fatto un intervento dove ho fatto vedere la corrispondenza tra quello che può essere il medico, così come può essere la guarigione, con la performance.
Ecco, parliamo di performance, ok? E quindi parliamo di raggiungere un certo risultato, raggiungere una certa competitività. Ferrari, sapete, la Formula 1, adesso la Formula 1 è un po' diversa perché è dentro il freezer, io dico sempre è congelata, non si può cambiare il motore, non si possono fare sviluppi, per motivi certamente giusti, perché parliamo di costi, però si è un po' snaturata.
Un po' di anni fa, quando ero capo di quello che era la fediabilità, la performance della vettura da dare poi all'evento gara, quindi tutto ciò che era la preparazione prima test, considerate circa 200-250 giorni all'anno in pista, quindi insomma abbastanza, non proprio così banale,
una volta c'era questa situazione
dove c'erano i vari gran premi
quindi provate a immaginare il primo gran premio della stagione
e l'ultimo gran premio della stagione
perché la macchina potesse mantenere una certa competitività
oppure accrescerla
bisognava che tra il primo gran premio e l'ultimo gran premio
ci fosse un incremento di performance
che da noi sono l'uptime
di almeno un secondo e mezzo, due
se lo andate a dividere per i vari gran premi
vedete che, insomma, se parliamo di circa 2-3 decimi a ogni gran premio,
vuol dire che tra un gran premio e un altro,
che normalmente sono 15 giorni,
il team doveva presentare un nuovo prodotto.
Quindi è un'azienda che produce una macchina,
non certamente commerciale,
ma un'azienda che produce, in questo caso, gestione sportiva,
quindi parliamo di Formula 1,
una macchina per corse che tra ogni 15 giorni è diversa, non è la stessa.
E' quindi come se io chiedessi a un'azienda che produce lavatrice di fare ogni 15 giorni una nuova lavatrice.
E il prodotto diverso sono tante le aree, perché c'è il motore, c'è il cambio, c'è l'elettronica, c'è l'idraulica, c'è l'aerodinamica, c'è le sospensioni.
Sono tanti organi all'interno di una macchina.
Quindi la macchina è vista come, ah c'è l'aerodinamica, ci sono le gomme queste, in realtà sono tutti imbullonati, sono tutti messi insieme.
E quindi da tanti organi diventa un organo, e questo fu il grosso salto che ci fece fare a livello di mentalità e di consapevolezza, che ci fece fare Ross Brown quando arrivò come direttore tecnico in Ferrari, che adesso vi dirò.
Ora, provate a immaginare, in 15 giorni c'è l'esento, il gran premio,
se arrivi secondi, terzi, quarti e quinti, quello che è?
Beh, questi ingegneri si devono mettere intorno a un tavolo
e cominciare a dire che cos'è che è andato bene,
che cos'è che potevamo fare meglio e che cos'è che invece è andato male.
Attenzione che queste tre domande ce le fece Michael Schumacher
quando venne la prima volta e vinse la prima volta.
E noi tutti belli italiani, dai, stappiamo la bottiglia e abbiamo vinto.
Lui diceva, fermatevi tutti, fermatevi tutti, prima di spegnere, prima di essere esaltati dalla vittoria, andiamo in ufficio.
E ci fece proprio queste tre domande. Cos'è che è andato bene? Cos'è che potevamo fare meglio?
E cos'è che invece è andato male, pur avendo vinto? Quindi è diventato una nostra, diciamo, modo di operare.
Bene, questi ingegneri si radunano e cominciano a fare quello che si chiama feedback.
andiamo a capire
e poi, ma potremmo fare meglio questo
ma nello stesso tempo, attenzione
gli altri vanno più veloci qua
vanno più veloci nelle curve veloci
magari nel lento, magari sono migliori in frenata
sapete, ormai
con i sistemi televisivi si possono
comparare le macchine
in maniera molto, molto puntuale
quindi si vede metro per metro
quanto effettivamente una macchina
è più veloce dell'altra
e poi, dopo da tutto questo
deve venire un'ideazione
Quindi abbiamo fatto un feedback, bene, adesso cosa facciamo per? Quindi ci sono altri ingegneri che cominciano a pensare come poter sopperire, ma tangibilmente, quindi proprio con pezzi meccanici, questo gap che noi abbiamo visto a livello di feedback.
Quindi c'è l'ideazione, e dopo l'ideazione c'è la progettazione, quindi se si tratta di una nuova sospensione, un nuovo pistone o un pezzo di carrozzeria, qualcuno li deve progettare, quindi un altro gruppo che va a progettare.
E poi magari sono gruppi diversi, no? Quindi può essere, come ho detto, motore o cambio, quindi sono categorie diverse di persone. E poi dopo c'è la produzione, perché questi nuovi pezzi devono essere prodotti e una volta prodotti devono essere messi in pista per provarli, quindi vedere effettivamente e testare la bontà.
E magari sono buoni, ma magari anche devono avere una differenziazione, quindi magari un disegno nuovo e quindi devono essere ridisegnati, riprogettati, riprodotti, ritestati e tutto questo poi ha finito questo.
Una volta che è il mio compito dire, bene, questo prodotto va bene,
questa modifica va bene, andrà in gara, bene,
qualcuno dovrà farne almeno cinque serie,
perché in gara ci servono almeno cinque set di queste cose,
perché servono quelle da montare in macchina e quelle di scorta,
perché si possono rompere, la macchina può andare a sbattere, è quello che è.
Il tutto in 15 giorni.
Quindi c'è doppia progettazione, ideazione, doppia produzione,
e un test di qualità in pista, in 15 giorni.
Beh, non è proprio così banale.
Allora oggi, prima sentivo, si parlava di prevenzione,
ho sentito di competenze,
ho sentito di diverse situazioni,
da strumenti, strumenti che entrano dentro un corpo umano,
oppure da protesi, oppure da fili,
oppure da situazioni del paziente.
Cioè, sono tante considerazioni, tante situazioni che giocano.
E noi non possiamo pensare di lavorare in serie,
perché se noi lavorassimo in serie,
e non finisce più, perché vedete, il timing è giusto anche per quanto riguarda l'infezione,
ma noi abbiamo un timing ben preciso, sono 15 giorni, non possiamo arrivare col pezzo al Gran Premio successivo,
quello dopo, perché avremo perso la possibilità di essere performanti in quello successivo a quello di tutta questa analisi.
Quindi il timing è ben preciso. Allora quello che va a produrre non può aspettare il disegno. Quello che va a produrre, sapete cosa fa? Va da quel disegnatore che dovrà fare quel pezzo e gli chiede, senti, ma questo pezzo lo dobbiamo fare dal pieno? Lo dobbiamo fare stampato?
lo dobbiamo fare in modo tale che comincia a predisporsi
con i suoi strumenti, per la produzione,
perché non può aspettare, lui già li dava a sapere in anticipo,
sarà uno stampaggio? Beh, allora dovrò fare dei modelli.
Sarà dal pieno? Beh, allora dovrò cominciare ad allestire
delle macchine utensili, e quindi comincerà a...
Ma lo stesso vale poi per me, che io devo andare in pista.
Senti, quando mi arriva quel pezzo, cosa dovrò fare?
Come lo dovrò montare? Quindi io dovrò avere un assemblaggio.
E quindi prendo il mio meccanico, che poi dopo sarà detto a montaggio, e quindi dovrò cominciare a.
E quindi c'è un timing molto preciso dove le persone sanno ben con chiarezza effettivamente che si lavora in parallelo.
Io ho vissuto in Ferrari vent'anni, vent'anni in pista.
I primi dieci anni, dall'88 al 96, io ero ingegnere di Prost, ingegnere di Berio, insomma, in pista sempre,
potevamo vincere un anno, un anno, nel 1990,
dopo che c'è stato quell'incidente, vi ricordate?
L'incidente di Prost e Senna che buttò fuori a Suzuka.
Ecco, quello era l'unico anno che potevamo vincere.
Poi ho vissuto altri dieci anni, in Ferrari,
dove in dieci anni abbiamo vinto 14 titoli mondiali, su 20.
Cioè, una bella statistica.
Ovvero, solo un anno potevamo non vincere, che era il 2005.
Quindi i primi dieci anni solo un anno potevamo vincere, gli ultimi, i secondi dieci anni solamente un anno potevamo non vincere, tutto il resto potevamo vincere, dal 97 in poi.
Le persone erano quelle, non è cambiato tanto, sì, se ne è stata una persona, due persone, non lo metto in dubbio, due persone sostanzialmente, e su mille, ok, cioè indubbiamente sono valide, ma parliamo sempre che comunque ce n'erano 998 sempre presenti.
Cos'è cambiata? La mentalità. Ed è quella che, pensando lì, perché vedete io non ho preparato niente, dico vado a braccio e ascolto e mi innesto perché sono loro quelli che devono dire le cose riguardo a questo argomento, non certamente io.
E' la mentalità. E fu una riunione, la prima riunione che ci fece Ross Brown in azienda. Provate a immaginare il capo seduto intorno a una scrivania, cioè con tutti i vari personaggi capidi, quindi il capo dell'area motore, il capo dell'area cambio, il capo dell'area terraio, quindi tutti i vari membri, tutti i vari, diciamo, compositori dell'equipe tecnica.
Ferrari è un'azienda tecnica, ok?
Quindi non è che ci deve essere l'amministrazione, direttorazione generale, no.
C'è il capo dell'aerodinamica, il capo del motore, il capo del cambio,
il capo dei sistemi informativi, il capo dell'elettronica,
il capo della pista, in quel momento ero io.
E quindi, tutto intorno, cominciò a chiederci,
come va il tuo reparto?
Perché era appena arrivato, insomma, voleva informarsi.
Ah, noi motori, magari, al capo dei motori.
E lui diceva, guarda, perfetto, non c'è nessun problema.
Sappiamo essere il motore l'elemento più powerful del lotto,
perché si sa tutto, i pizzini girano, si sa tutto,
delle potenze degli altri, insomma.
Quindi sappiamo avere il motore migliore.
Ti dirò anche di più, adesso in cella dinamica stiamo provando dei nuovi oli
e probabilmente avremo anche 20-30 cavalli in più
che arriveranno fra qualche mese o due, e quindi via.
Il motore non si rompe, è tutto a posto.
Bene, cambio, cambio perfetto, è un accessorio, il cambio non produce potenza, determina, dà al pilota la potenza necessaria in ogni istante, però non è come un motore o non è come un'aerodinamica, è un accessorio, non si deve rompere, questa è la prima cosa.
L'unico modo che si può vedere la performance è il fatto del cambio marcia perché quando c'è il cambio marcia c'è l'apertura della frizione, c'è il rilascio della farfalla, dell'acceleratore e quindi c'è un calo di potenza.
Chiaramente se quel cambio di marcia è come quello che facciamo noi con i nostri cambi manuali la macchina si pianta, la macchina di Formula 1, ma lì invece parliamo di 20 millisecondi quindi non è che è molto breve il tempo di cambio marcia.
ed era il più veloce di tutti
l'avamo misurato, quindi basta mettere
dei microfoni, un rilievo fonometrico
si capisce quanto è il cambio marcia delle varie macchine
poi è andato dall'aerodinamica
e dice, attenzione, facciamo
i tre turni in aerodinamica
Ross, tre turni, quindi vuol dire che
siamo 24 ore su 24
c'è il turno del giorno, il turno
del pomeriggio, il pomeriggio sera
il turno della notte, i vampiri, i famosi vampiri
e
più di così, cosa possiamo fare?
Noi stiamo cercando, stiamo lavorando, stiamo facendo e via.
Quindi tutti, tutti, tutti erano al massimo della loro performance.
E questo Ross l'aveva capito.
E lo sapeva, veniva fuori da due vittorie del mondiale in Benetton.
Parliamo di una persona che è stata in Benetton, ha vinto due mondiali,
è venuto in Ferrari nel 2014 e ha costruito, praticamente ha formato la Mercedes.
Poi dopo adesso ha deciso di andare a fare quello che gli piace a lui,
andare a pescare, famiglia, è finito, è chiuso.
Però ha fatto, laddove è andato, ha costruito team vincenti, cioè team che ha vinto dei mondiali.
E allora lui fece una cosa molto, molto bella, che per me è rimasta, ed è uno dei messaggi che mandò alle aziende con cui lavoro.
Ho cambiato completamente mestiere, lo vedete da qui, non sono più insieme alle macchinine rosse.
E questo, disse questo, provate a immaginare adesso su questo tavolo di poter mettere la macchina.
Quindi virtualmente, pensate che adesso su questo tavolo ci sia la macchina.
È chiaro per tutti che se vince la macchina vinciamo tutti?
Certo.
E se la macchina non vince, è chiaro per tutti che nessuno vince?
Sì.
Quindi anche se tu hai il motore migliore, però la macchina non vince,
tu hai perso, perché la macchina non vince.
E il messaggio non è banale,
perché vuol dire che la macchina è imbullonata,
il motore è imbullonato al cambio, è imbullonato al telaio,
Le sospensioni sono imbuonate al telaio.
La macchina è una, non è di diversi componenti quando gira.
Sono tutti saldati insieme, quindi quello che conta è che la macchina vinca.
Non è che ci sia il motore migliore, che ci debba essere il motore migliore.
Il teamwork è proprio questo.
Noi, prima sentivo parlare, noi siamo un teamwork meraviglioso.
Noi siamo formati da tanti organi che cooperano tutti insieme per che cosa?
Per una cosa, che è la vita.
La macchina è un insieme di tanti organi, di tanti componenti,
che cooperano per la vittoria della macchina.
Quindi è l'azienda che vince, è la macchina che vince,
è il corpo umano, è la vita che vince.
E tanti aspetti, tanti componenti lavorano per.
Allora la seconda domanda che ci fece Ross fu, bene, noi dobbiamo aumentare la nostra performance.
Voi siete i competenti, quindi voi siete tutti quelli che state operando sulla macchina,
sui vari sistemi della macchina.
Cosa dovremmo fare?
E quello che venne fuori è, indubbiamente, sapete che c'è un peso limite.
la macchina deve avere un peso minimo, non possono essere sotto un certo peso,
e quindi deve essere garantito.
Però io quel peso minimo lo posso raggiungere in diversi modi,
perché io posso fare una macchina leggera come una piuma
e metterci una marea di zavorra,
cioè metterci del peso aggiuntivo in maniera tale da rispettare il peso minimo.
Ma attenzione, che se io vado a mettere della zavorra, la metto in basso,
e quindi io diminuisco la testa del baricentro
e quindi come conseguenza acquisisco grip dalla macchina
perché vado a sfruttare meno le gomme
o posso sfruttare di più le gomme
solo per impegno di aderenza in curva o in trazione
e non di supportare quello che si chiama il momento ribaltante
perché c'è un baricentro molto alto con una massa molto alta
quindi provate a guidare un SUV e guidate un go-kart
c'è una bella differenza
il go-kart entra subito in curva, un SUV, girate, dopo mezz'ora entra in curva, quindi c'è una bella differenza.
Con il go-kart si può andare nettamente più forte.
Ma non solo, il peso lo possiamo mettere davanti o di dietro.
E' chiaro che in una Formula 1 dove ci sono forti gilaterali, parliamo di 4-5 gilaterali, quindi sono belle forze,
È chiaro che se metto del peso davanti e mi viene sottosterzo, la macchina mi va dritta.
Se invece metto il peso di dietro e mi viene sovrasterzo, la macchina mi si gira.
Il posteriore va davanti all'anteriore, che non è proprio la cosa migliore che possa succedere, perché quella è instabilità.
E quindi cosa posso cambiare con il peso?
Posso cambiare il grip e il bilancio?
Bene, la risposta fu il peso.
peso. La macchina è formata di carbonio, titanio ed alluminio. Per chi conosce i materiali,
sono indubbiamente materiali nobili. In termini di resistenza e peso. Resistenza meccanica
e peso. Bene, su 605 kg di peso, in un anno sono stati tirati giù 60-80 kg. Beh, a percentuale,
già utilizzando questi tre tipi di peso. Perché? Perché il motore ha cominciato a
a dire, beh io posso, certamente posso ridurre il peso, e posso fare le camicie più basse,
i pistoni più bassi, il cielo dei pistoni, le bielle le posso lavorare con dei raggi
più spinti, insomma posso fare tante cose, bene, e alla fine, beh sai però, attenzione,
i giri motore da 19.800 non posso stare lassù, devo scendere un po', quindi probabilmente
devo andare a 19.600, 19.500 perché perdo affidabilità facendo delle cose così più
più leggere. Bene, alla fine cosa è successo? Che il motore era meno potente dell'anno
precedente? Aveva circa 10-15 cavalli in meno, ma aveva tirato giù una marea di peso. Quindi
alla fine il motorista non ha lavorato per se stesso, ha lavorato per far vincere la
macchina. E questo è quello che si chiama il teamwork. Il teamwork, o il gioco, o il
lavoro d'equip, è considerarsi certamente un'entità importante, ma è considerare che
che il tuo successo nasce se ci sarà anche il successo delle altre componenti che fanno parte del team.
Quindi io mi devo predisporre in maniera tale che quegli altri possano lavorare esattamente con il massimo della loro competenza,
anche se io in qualche modo devo ridurre la mia performance.
Provate a immaginare il P-stop.
Il P-stop sono questi 12 meccanici che sono intorno alle ruote.
Beh, la macchina quando arriva, c'è quello che è seduto in ginocchio con l'attrezzo per cercare di svitare il bullone.
E poi c'è quello che deve tirar via la gomma.
E poi c'è quell'altro che invece la deve mettere la nuova gomma.
E beh, i tre se facessero il lavoro indipendentemente dalla presenza degli altri, probabilmente sarebbe un quick stop da dieci secondi.
O se tutti facessero il loro lavoro per cercare di fare il meglio del loro lavoro, probabilmente il pit stop neanche potrebbe essere fatto. Ma quello che è con la chiave, sa benissimo che c'è poi qualcuno che dovrà togliere la gomma e quindi chiederà a quella persona, sai mi sentire, una volta che io ho tirato via la chiave, dove vuoi che mi metta? Dimmi qualche cosa, oppure ti serve qualche cosa, perché se succede in 1,8 secondi il pit stop, ha vinto la macchina.
la macchina quando esce è davanti al competitor e quindi è ottimale.
Ma stiamo parlando di meccanici,
stiamo parlando di gente che è di terza, quarta categoria
nell'ambito del contratto metameccanico,
stiamo parlando che rispetto a un direttore ci saranno almeno 20 livelli di differenza
e quindi è una mentalità che parte da sopra fino in basso.
Lei è la squadra che vince, mai il singolo,
per quanto il singolo sia importante,
è importante, perché anche chi progetta il motore è importante, ma se quel pit stop,
purtroppo, per qualsiasi problema o per qualsiasi situazione non è andato a termine, anche
se hai il motore migliore, tu hai finito, tu hai chiuso, se arrivi secondo, questo è
lavoro di squadra. E sapete cosa vuol dire tutto ciò? Tutto ciò che in 20 anni, in
10 anni abbiamo vinto 14 titoli, esattamente con le stesse persone. Avevamo paura, io
Io poi, arriva Ross dalla Benetton, e questo si trascina a tutte le sue persone, è chiaro,
poi specialmente della pista, che sono persone particolari,
gente con certa competenza, con certa disponibilità, è un po' particolare il lavoro in pista.
Io che ero a capo, dico, verrà Paz Simons, verrà un altro sicuro?
No, lui no, non ha cambiato, intanto facciamo il primo tentativo, cambio la mentalità.
quindi da woman show che eravamo
siamo diventati a team show
e questo fa la differenza
e beh qui secondo me
è la stessa identica cosa
perché io parlo, sento parlare di chirurghi
sento parlare di infermieri
sento parlare di strumenti
sento parlare di prodotti
sento parlare di timing
sento parlare di preparazione
è tutto una...
io sono andato a vedere
due o tre interventi chirurgici
proprio per rendermi conto
L'anno scorso, due anni fa, mi hanno vestito tutto con questa mascherina, mi sono messo là, dico guarda io mi metto qui, non voglio niente, e ho visto che non cambia niente dal rispetto a quello che facevo io.
È esattamente la stessa cosa, ognuno è importante, ma chi conta? È la vita di quel personaggio che è là sotto, che sta subendo, bontà sua.
Quindi è lì dove dobbiamo metterci la nostra concentrazione, sulla vittoria della macchina, sulla vittoria della persona.
ed è un insieme i prodotti l'ultima cosa che voglio dire non eravamo solo noi
perché i cerchioni i cerchi non li producevamo noi le gomme non le
producevamo noi avevamo dei fornitori dei fornitori esterni bridgestone che
era la nostro perché c'era il duello tra bridgestone e michelin era lavorava per
noi noi mettevamo a disposizione una macchina un team provavamo 57 di gomme
ogni giorno durante una settimana e chiedevamo a loro esattamente la stessa cosa che chiedevamo
a noi stessi, facevano parte, quindi siccome deve vincere la macchina e la macchina è
fatta anche di gomme, anche se non le producevamo noi, per noi questo era squadra, quindi per
noi erano dentro i nostri team, dentro i nostri meeting, erano insieme a noi e stiamo a parlare
dei giapponesi, che se conoscete bene i giapponesi è un po' diverso come loro, filosofia, approccio
e tutto. Quindi erano coinvolti, ma quelli anche, quelli della Brembo, ovvero che fa
i caliper e i dischi, perché noi avevamo i dischi Brembo, ed era un continuo, quindi
per quel che valeva motore, cambio, idraulica, valeva anche per tutto ciò che era esterno.
E che cos'è che era? È una bella lavagna, una bella diapositiva dove Rossi diceva, sentite,
Quali sono gli elementi che concorrono alla performance?
E' questo, questo, questo.
Quindi sono persone dentro il team e persone fuori dal team.
Bene, tutti questi devono essere parte integrante.
E quindi anche tutto ciò che era esterno era parte integrante.
E alla fine Montezemolo, che era numero uno per questi aspetti,
c'era il pranzo di dicembre, invitava tutti i fornitori esterni,
li invitava e li premiava, tanto per farli rendere come squadra.
Perché se c'è nell'ambito di quel determinato lavoro
un insieme di persone che possono essere interne o esterne,
ma anche esterne, fanno parte,
se vuoi raggiungere il tuo, la tua vittoria, il tuo gol finale.
Grazie, grazie a voi.
ingegner Mazzola
allora intanto siamo fortunati
di averla avuta qui perché ci ha
sportato nel mondo dell'automobilismo
nel cuore del mondo dell'automobilismo
che tutti sogniamo, queste grandi
rosse per cui tifiamo sempre
ma c'è una cosa che voglio dire
poi ovviamente siamo in chiusura
quando lei a un certo punto ha detto
è arrivato il nostro coach e ci ha detto
provate a immaginare la macchina
e allora se questa macchina
vince avete vinto
Se questa macchina perde, avete perso.
Sa, mentre lei parlava, io per riportare tutto a quello di cui stiamo parlando oggi,
ho pensato, anche per un chirurgo è così, no?
Prova a mettere il paziente lì, se il paziente sta bene, non si prenderà un'infezione,
ha vinto l'equipe, il gruppo.
Se il paziente avrà delle conseguenze, ha perso.
Siete d'accordo su questo?
Allora, io intanto approfitto di ringraziare l'ingegnere Mazzola,
veramente grazie, grazie davvero
al professor Sganga
dottor Moro
e permettetemi di ringraziare
chi mi ha voluta qui perché
veramente oggi mi ha fatto un regalo
e quindi uscirò come vi ho detto
prima arricchita e grazie di questa platea
che vedo con gli occhi sgranati, saremmo stati
qua ore, grazie veramente
a tutti, buona giornata
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