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35° Congresso di Chirurgia dell'Apparato Digerente 2024 Prof. F. Corcione ADC Giunzione Retto-Sigma Mediterranea Struttura Ospedaliera ad alta Specialità UOC Chirurgia Generale Oncologica Mininvasiva
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Sì, siamo collegati, no? Perché voglio spiegare, cosa che non ho fatto prima, la mia filosofia sull'accesso e sulla disposizione dei trogas.
Intanto qui partiamo, siamo collegati con Roma?
Sì, possiamo quindi.
Mi senti?
Sì, chi è? Guido?
Guido Guido.
Ok, ok, allora, intanto descriviamo il caso clinico, vai.
Buongiorno, per me vi presenterò il secondo caso clinico della giornata, andiamo alla prossima slide.
Il secondo caso clinico riguarda un uomo di 79 anni, rischio anestesiologico ASA2, BMI 23.7,
anamnesi patologica remota solo ipertensione arteriosa, pregresso interventi chirurgici,
una sportazione di melanoma. L'anamnesi patologica prossima inizia circa due mesi fa con calo ponderale
marcata astenia per cui il paziente invitato dal medico curante esegue SOF con esito positivo e quindi
intraprende l'iter diagnostico strumentale usuale. La colonoscopia recita a livello dell'aggiunzione
retto sigma, neoformazione ulcerata e facilmente sanguinante di circa 3,5 cm di diametro, assenza
di alterazioni macroscopiche dei restanti tratti esplorati. L'esame estologico ad enocarcinoma
del grosso intestino. L'attacco recita un irregolare spessimento della giunzione retto
sigma, assenza di linfadenopatie e di secondarismi. La diagnosi è adenocarcinoma dell'aggiunzione
retto sigma, l'intervento proposto un'emicolettomia sinistra videolaparoscopica.
Allora Guido, a beneficio dei giovani che so numerosi si collegano in diretta, io stavo
fermo ad aspettarvi perché volevo chiarire la filosofia dell'accesso dei trocar io ho
iniziato qualche mese fa come tu ben sai che è caduto complimenti e quando ho iniziato ho
iniziato o con un accesso trans ombelicale open come ho imparato da george beijan oppure laddove
il primo trocar andava posizionato fuori dall'ombelico mettevo il verres nell'ombelico
e il primo trocar dove era destinato e una volta in diretta mi dissero ma non hai paura a mettere
il verres nell'ombelico e io dissi no guarda a parte c'è un'esperienza di migliaia di casi non
è mai successo niente ma poi nell'ombelico è tutto fuso in un unico strato per cui una volta
fatto una micro incisione della cute con un solo colpo superi la fascia e il peritoneo che sono
accollati ed entri in addome quindi il sistema più rapido e sicuro non l'avessi mai detto dopo
qualche mese una giovane collega che aveva un tumore del retto faccio questa manovra e dal
verres esce fuori un fiotto di sangue ma violento per cui io istintivamente tolgo il verres e
e comprimo la parte. Aspetto qualche minuto e con l'anestesista ci guardiamo, lei mi dice
guarda no, non ci sono problemi emodinamici, allora a quel punto in open misi il primo
trocar e trovai, lo descrivo sempre, lo porto a testimonianza ai congressi, un vasto ematoma
periaortico e la paziente era stabile, cominciai a fare una toilette di questo ematoma, non
non trovai la fonte emorragica, perché evidentemente quel lago era appena entrato,
io l'avevo subito eliminato, ma da allora mai più il Verres nell'ombelico,
mai più il primo trocar con la blind inserzione.
E allora qual è la mia filosofia?
Il Verres, ecco perché ho voluto aspettarvi, sempre nell'ipocondrio sinistro,
che è il sito più idoneo anche nel paziente operato, dove ci sono meno aderenze, dove tutto può succedere, perché con questo Verres io posso penetrare nella milza, posso penetrare nel colon, posso penetrare nello stomaco, ma non posso mai determinare la morte del paziente.
Il primo trocar, il verres o il primo trocar alla cieca qui entra nella orta, entra nella cava, muore il paziente.
Questa è l'enorme differenza.
Dopodiché, avendo inserito in una zona, chiamiamola di sicurezza, il verres,
vado a testare l'introduzione, il sito dove io devo introdurre il mio primo trocar,
che per l'emicolettomia sinistra è esattamente a destra dell'ombelico,
Quindi in modo da avere una visione a 360 gradi di tutto il colon sinistro.
Vado a fare una prova idropprematica per valutare, come vedete, con una semplice siringhina,
se le bollicine mi dicono che qui non ci sono aderenze.
Il paziente non è mai stato operato, ma mai dire mai.
Fatto questo, però, incido la cute, ma non mi fermo qui.
perché ripeto anche la blind inserzione del del primo troga può determinare complicanze
importanti allora con la mia lama vedete approfondisco la mia incisione fin quando
non vedo ecco qua bollicine vuol dire che ho aperto il peritoneo e faccio scivolare il mio
primo troga senza attenzione senza forzare e verifico subito ecco qua sono in addome
come col sistema più safe che esiste, a mio avviso, oggi in chirurgia mininvasiva.
Spero che questo discorso sia stato recepito soprattutto dai giovani
e andiamo a posizionare i nostri trocar per questo intervento di amicolettomia sinistra,
uno da cinque molto laterale sull'ombelicale trasversa, per l'aiuto,
la mia mano sinistra, un altro trocar da cinque nell'ipocondrio destro
E il quarto trocar, raramente serve il quinto, lo mettiamo in basso in un punto preciso che è il passaggio tra i vasi, eccoli qua, lateralmente ai vasi epigastrici.
Perché? Perché se lo porto, per paura di letre questi vassi, molto lateralmente, durante l'intervento io avrò le anze che si decubitano qui e quindi avrò difficoltà a cambiare strumento ogni volta e nella mia esperienza, anche questo è dimostrato con video che porto in giro per il mondo, ho avuto una lesione dell'intestino, per fortuna scoperta intraoperatoriamente.
Se vado più medialmente, sono troppo vicino alla parete del rete, quindi quando vado giù avrò difficoltà, quindi vedo la corda dei vasi, spero che voi la vediate lì in alto, e mi pongo appena lateralmente alla corda stessa e vado a introdurre il mio quarto trocar, questa volta da 10.
Quindi due trocar da 10, due trocar da 5, ok, con questo ragionamento, con questa cognizione, togliamo questa cosa qui e chiediamo all'anestesista di detendere un po' lo stomaco, lo stomaco è un po' teso, ultracisio, che poi questa volta non è ultracisio, ma io li chiamo tutti ultracisio.
e andiamo
prima di tutto a vedere
se riusciamo perché è proprio
giunzione la lesione
ci sono un po' di aderenze qua
ok non ci importa
come primo step
io consiglio sempre
un abbassamento della flessura
perché
intanto
fatta all'inizio vi costa molto meno
di fatica
vi mette nelle condizioni di qualunque caso di avere una lunghezza di intestino di colon tale da
non avere problemi per qualsiasi tipo di anastomosi andate a fare e vi permette di avere sempre un
anastomosi tension free se questo passaggio lo rimandate alla fine quando non vedete che
che semmai il colo non scende bene, che fa trazione, c'è un rischio maggiore di complicanze post-operatorie,
vedrete che quasi mai, io lo vedo, ho visto spesso in diretta colleghi illustri
che vengono a onorarmi con la loro presenza qui o comunque quando sono stato al Policlino,
quando sono stato al Monaldi, alla fine dell'intervento compiacersi con se stessi nel dire
Ma sì, no, scende bene, no, ma non ci saranno problemi, sì, poco poco di tensione, ma è normale, perché poi alla fine, dopo l'anastomosi, mettersi di nuovo a giocare con l'abbassamento, come sto facendo io adesso, diciamo, non solo costa un po' di fatica, ma sembra anche superfluo.
Se invece lo si fa come primo punto all'inizio dell'intervento e dipenda uno step dell'intervento obbligatorio che più delle volte vi evita complicanze, vedete già queste aderenze che ci disturbano non poco per il nostro progetto.
Il nostro progetto che prevede diversi step nell'abbassamento. Il primo comporta la mobilizzazione delle pipron verso l'alto in modo da esporre bene il cono trasverso. È stato il motivo per cui ho effettuato l'adesiolisi di queste pipron.
Il paziente mai operato aveva queste aderenze in centro addome.
Tutto succede.
Io mobilizzo in modo da avere una migliore visione del trasverso stesso
e porto le piplon in alto, al di sopra dello stomaco.
Ecco, questo è giusto per dare un po' di mobilità a queste piplon.
Il paziente in posizione supina.
Il primo aiuto è alla mia destra, poi cambia la posizione,
come anche il secondo aiuto in corso di intervento.
Cambia la posizione.
Voglio ancora mobilizzare un po' questo epiprone che è attaccato alla parete.
Un paziente apparentemente magro, ma un paziente maschile.
Da diffidare sempre di maschi.
Meglio una paziente donna obbessa che un paziente maschio magro.
Per noi che siamo di un'altra epoca, sono meglio le femmine, Franco.
Non sei di un'altra epoca.
anche anche chirurgicamente meno grassi e vedete anche con l'uso di questi strumenti di sintesi e
taglio potete vedere questi piccoli sanguinamenti che disturbano non poco ok quindi adesso
mobilizzando tutto l'epiprono verso l'alto vedete il profilo del colon trasverso e qui inizia
all'intervento, il mio aiuto
traziona l'epipron
mai il viscere, io
traziono in alto
il grande aumento e incomincia
la mobilizzazione
dell'epipron dal trasverso
consiglio questo step
piuttosto che andare
direttamente nella retrocavità
attraverso la
lamina del boucher
perché se entrate nella retrocavità qui
lasciate l'epipron tutto adeso
alla milza, al diaframma, invece qui lasciate l'epiplon in sede e mobilizzate solo il trasverso,
quindi ha un minore rischio di avere lesioni della milza o di avere altri tipi di complicanze.
E io seguo il mio profilo, quello del colon trasverso, in senso medio laterale, sapendo
secondo che seguendo questa linea non commette errori e inevitabilmente mi ritroverò nella
retrocavità, che è il mio obiettivo, cioè quello di vedere il pancreas, la parete posteriore
dello stomaco, vedete non ci siamo ancora, questa è la parete anteriore, oh no no no,
ci siamo già, ci siamo già, ci siamo già, la parete posteriore dello stomaco è che
è trazionata in alto e dietro c'è il pancreas, ecco qua, adesso lui cambia la trazione
perché è arrivato a fine corsa, la puoi prendere qua, sempre il giallo, mai
trazionare il viscere per paura di determinare lesioni del viscere che
farebbero arrabbiare il corcione e quindi continuiamo per quello che posso
quando arriviamo senza trazionare molto, senza farmi male,
ecco qua, appena arriviamo, ecco qua, ci fermeremo e poi faremo un secondo e un
terzo step. Vedete come da questa posizione si riesce a individuare bene il passaggio tra i
piplon e trasverso, quindi con minori possibilità di avere complicanze e come sia importante come
sia stato importante quella mobilizzazione del grasso che ho fatto a quel livello in modo da
arrivare a
isolare
questo grasso che copriva letteralmente
tutta la flessura splenica
di questo colon
io approfitto, vedete
di questa posizione, di questa visione
per intensificare
questa mobilizzazione
che poi vedrà la conclusione
da un altro punto di vista
come vi farò vedere fra poco
ma fin quando potete
sia avanzare con lo strumento
sia liberare il grasso dalla flessura
ok
adesso ancora un po' poco qua
giusto per evitare che queste prime mi salti in faccia
ok adesso
primo step concluso
l'obiettivo l'abbiamo raggiunto
poniamo il paziente in posizione laterale spinta
l'aiuto solleva
prende il meso e lo solleva
e il nostro anestesista Mutti Taskin mi mobilizza, il paziente è completamente sul lato destro.
C'era qualcuno che era intervenuto?
Sì, sono Guido.
È un po' di trendello. Guido ti sento a tratti.
Non so perché. Mi senti bene?
Adesso sì, adesso sì.
ecco dicevo noi abbiamo visto perfettamente la preparazione del trasverso del ecco siccome si è
sempre visto molto bene da vicino ecco se potessimo avere una panoramica fino a dove
si è estesa la la mobilizzazione del dell'aumento dell'epicolonna vedi questo è il trasverso questo
Questa parte qui non c'è, sono sulla milza come vedete e quindi adesso approfitto con la mia mano a completare questa mobilizzazione, ma il tutto poi verrà fatto alla fine, quindi è una mobilizzazione, ecco qua.
Ecco, diciamo che la posizione dell'angolo sinistro è ancora lì.
Sì, sì, esatto. Abbiamo fatto solo il primo step. Poi tutto avverrà successivamente. Allora, successivamente significa che prima, adesso vado a preparare il Toll di Gerota. Come si fa?
Allora, si va sul TRAITS, il nostro landmark, e sul TRAITS questo è completamente coperto,
devo mobilizzare perché avete visto che la posizione sulla destra mi permette di vedere
qui è la Horta, qui si incomincia a vedere qualche basso retroperitoneale e qui è il
mio landmark, cioè il duodeno, la superficie del duodeno, perché? Perché qui è pieno
di aderenze, aderenze ataviche direi, non patologiche e il mio obiettivo adesso è mobilizzare
medialmente questo traiz da queste aderenze che lo bloccano completamente e quindi vado
dal basso in alto
dal facile al difficile
vedete io
sto quasi in campo
lo fai sempre iniziando
questo scollamento del traiz
dal basso diciamo
fino a scoprire
la vena mesenterica
esattamente, considera che
queste aderenze, questo traiz
è una cosa proprio
in onore del palazzini perché
quasi mai si assiste
a questa aderenza così importante
importante, quando si fa una diretta ormai non si scelgono più i casi facili, nel senso che questo
non è un paziente difficile, però ogni paziente ha le sue caratteristiche, bisogna, e questo è il
motivo per cui insisto, seguire sempre una strategia che deve portare a riconoscere sempre
gli stessi step, gli stessi landmarks, in modo da ridurre, non dico eliminare, ma ridurre la
possibilità di commettere errori. Quindi io prima ho liberato la superficie del duodeno,
era completamente coperta da quelle aderenze e poi grazie a questa mobilizzazione del grasso
cerco di andare adesso a mobilizzare medialmente il duodeno perché il mio obiettivo è andare a
individuare la vena mesenterica che è completamente in questo caso coperta da queste aderenze e
e che ricordo ai giovani si situa sempre medialmente all'acido odenale,
no all'acido odenale, scusate,
medialmente a questa parte del duodeno inferiore,
che sembra quasi un acido odenale, perciò mi è venuta.
E io vado al raso proprio di questo duodeno,
che è completamente affossato.
Vedete, vado proprio al raso del duodeno,
E credo che uno dei messaggi della live sia proprio quello. La live ti mette nelle condizioni di mostrare quello che fai non quando vuoi fare bella figura con i video, ma quando ti trovi a queste quotidianità a dover affrontare casi, non dico complessi, ma certamente non usuali.
Non è usuale vedere questa aderenza del duodeno a questo livello.
Ma poi sai, i video sono sempre montati, rimaneggiati e quindi il 100% delle situazioni più delle volte non ci sono.
Vedete che aderenza che aveva questo duodeno qui?
E adesso me lo sto... ok, piglia qua per piacere.
era praticamente tutto adeso
solleva
guardate era affossato direi
oltre che adeso
più che adeso era affossato
questo magma aderenziale
che copriva completamente
la superficie del
terzo duodeno
e io lo sto continuando a mobilizzare
perché
devo avere la visione
ecco qua, qui siamo sulla cava
ok
Ok, lascia tutto adesso.
Adesso ti prendi qua e continuiamo a scollare in alto.
Bisogna mai stancarsi di stabilire l'anatomia e di non andare contro l'anatomia.
La sola volta in vita mia non sono riuscito a trovare l'avena mesenterica
ed era in una diretta a Strasburgo dove c'era Hild, Berri Solchi, Cristiano Uscher, Buonanima
e dopo un'ora
di sezione
di chiarimenti
di cerchi affannose
fu Hild
che disse allora questo è un raro caso
di aggenezia
della vena mesenterica
e così fece l'intervento senza aver visto
la vena mesenterica
l'unica volta nella mia vita
allora
lascia un po' qui
prendiamoci il colon e portiamolo su
adesso bisogna vedere, tieni così, dov'è la nostra vena mesenterica. Puoi cercare il
margine inferiore del pancreas. E' coperto da quell'aderenza. Chiaramente non è questa. Ah,
sei tornato Francesco, mi fa piacere, sei tornato. C'era un problema dell'apparecchio del mio monitor.
ah pensavo che era andato su un altro schermo
ok fammi vedere qua giù
allora non è ricollegato
io ho dovuto mobilizzare il duodeno
era completamente intra-abdominale così
coperto da terreno
e allora il mio obiettivo
come sempre è quello di individuare
per poi andare
allo scollamento
tolto il genota
e qui vedo un'anatomia un po' strana
devo dire
quindi mi fa piacere che ci sei tu
Un'anatomia un po' strana perché il tuo deno era completamente immerso in questa cloaca di aderenze e normalmente io qui vado a cercarmi la vena mesenterica, la orta è qui, questa cosa così grande è la vena mesenterica?
Come che è così grande? Non ti sento Francesco, andieni qua, esci un po', eccola qua, vai, via qua, Francesco, solleva, piano piano, solleva, piano piano, qua, no, non si sente, esci, esci, Francesco, un bel caso, tutte queste aderenze, un bel caso.
è ricollegato
dove sei Francesco?
sto qui
come che non ti senti?
c'è un problema al computer
come?
c'era un problema al computer
è risistemato adesso
sistemato?
un margine inferiore del pancreas
noi troviamo
la vena mesenterica anteriore
che potrebbe essere quella
è quella che ho messo in trazione
L'unica cosa che mi meravigliava, che era un po' grande rispetto alle dimensioni normali, però l'aorta è qui, eccola qua, sopra l'aorta non c'è che l'avena e l'avena c'è anche la colica, eccola lì.
è la collica di sinistra
eccola qua
però la vedo bella grande
non l'ho mai vista così grande
ci sarà
praticamente esiste a volte
che questa vena sia
dilatata
ci stanno persone che hanno
delle ipertensioni del sistema
di Rezzi
per cui a un certo punto questa vena è dilatata
però è lei
così vedete lo vedere
se lo dici tu ci posso credere
allora sotto la vena
bisogna lavorare
per trovare il piano
tolgerota
che è il nostro piano di scollamento
che ci porterà dove vogliamo
allora come vedete
sono manovre smusse
ecco qua vi cercate la white line
una volta trovata
dovete solo seguirla
con manovre di trazione
e contro trazione
ed è l'ulteriore dimostrazione
che quella è la vena mesenterica
perché dietro la vena mesenterica
c'è questo passaggio
sul trot gerota
e una volta individuato
questa linea di dissezione
vedete io non vado
con l'uso di strumenti
coagulativi o di dissezione
vado con la
blanded assection degli autori inglesi
anche se c'è la goccina di sangue
si dice a Roma
non mi può fregare di meno
dammi la calzina
c'è una calzina dentro?
dammi la calzina
ciao Francesco
Marino da Asti
ciao che piacere Marino
ciao
prima ero in collegamento con Pozzo
che doveva fare un'ernia tale
mi fa molto piacere
sentirti e vederti operare
Che cosa stai facendo? Adesso è una micolettomia sinistra, ho preparato la flessura, stavo preparando dall'alto la flessura. Perché all'inizio della mattinata facevi un'ernia inatale.
Una grande eniatale, ho messo una protesi e adesso siamo passati invece a un tumore dell'aggiunzione e siamo partiti con la mobilizzazione dell'omento, quindi lo scollamento con l'epiproico, poi l'individualizzazione dell'avena mesenterica che non è stata agevole perché era un'operta di agrenza.
E adesso, come vedete, la mobilizzazione told gerota continua in modo smusso, vedete, la linea è quella e io per quando posso continuare sollevando la parete e abbassando l'altra vado in senso medio laterale, poi vado dall'alto in basso e vedete come una volta individuata la linea di separazione told gerota con queste manovre si riesce.
Adesso bisogna trovare l'arteria, quindi una volta individuato questo spazio, andiamo a congiungere questa linea di dissezione con quella che nasce dall'iliaca di destra, che qui è tutta occupata da queste aderenze.
Franco posso dire una cosa?
come?
Franco?
si si ti sento
allora intanto salutiamo Omeo
che è veramente
ciao Francesco mi fa piacere sentirvi
ciao mi piacevo dire
prima probabilmente
era la disposizione
l'attrazione che ci stava
deviando la vena
mesenterica inferiore dal suo percorso
e ce la sollevava verso l'alto
Quello che stai selezionando adesso, alcuni lo chiamano il legamento di Gruber, cioè sarebbe una plica mesenterico-mesocolica che copre il piano aorto-mesenterico.
infatti il mio obiettivo è scoprire
questo piano
ha aperto questa briga di Gruber
quello stesso della tiroide
dell'allegamento della tiroide
noi abbiamo lo spazio
perché uno non può toccare
perché c'è la monoscopia
quindi si deve aiutare
con dei...
c'è un piano di fusione proprio
esatto, mesenterico, mesocolico si chiama
ma come fanno queste cose?
ma perché io sono vecchio
libri vecchi
ti giuro
c'ho libri del settecento a casa
ah lì si è scritto
perché nei libri dell'ottocento
nel novecento non ci stanno scritte queste cose
no credimi veramente
io sapevo un po'
papà mio era un fenomeno
senza sapere che si chiamava
Pliga di Kluber
sono andato comunque
con l'intuito
a ripristinare l'anatomia
Franco una cosa personalissima
io c'ho avuto un padre
che era un gran signore
era un professore di radomina
non mi ha mai spiegato niente
diversamente dai padri moderni
che fanno fare i figli di interventi
lui mi ha tenuto sempre fuori
quando se ci ho fatto vecchio
mi domandava che hai fatto oggi
ho fatto un lobo polmonare
ah vabbè
gente del novecento
io veramente ho perso vent'anni
quindi
però era bravo
si vergognava a dire che ci aiutava
Allora, Francesco, l'obiettivo era quello di ripristinare l'anatomia e adesso l'abbiamo ripristinata.
Quindi io vedo lo spazio che ho determinato dall'alto, vado a cercarmi il profilo, però per trovarlo in questo grasso maschile
devo trovare l'iliaca di destra
sì ma devo tirare il meso sigma in alto e poi in basso
per poter saccare l'arteria mesenterica inferiore dal piano posteriore
quindi vado a trovarmi la orta che è qui
eccola qui
esatto
sollevo il meso sigma
sollevo il meso sigma
eccolo qua
e ci vado sotto
E qui ci devo andare, sento con le mani il profilo della orta, perché ripeto, qui stiamo andando veramente con un minimo di… e vado a congiungere questa linea con quella che ho inizialmente determinato lì a livello del…
Per la vena, perché tu vai a dimostrare che la vena mesenterica inferiore
giace in un piano più alto e tu stai scendendo,
come fa anche la discesa, praticamente, che fa anche Pugliese ed altri,
dalla vena verso l'arteria, che è più profonda, che sta dietro il gerota.
Quindi vai obbligo in basso, come se scivolassi lungo la discesa.
Quasi alla cieca sto andando, seguendo solo...
No, no, lei non va alla cieca, lei sa quello che fa.
So che qui sotto, sotto il mio strumento c'è la orta e so che lì c'è la vena.
Ecco, sospendiamo il meso sigma verso l'alto, verso l'alto.
In questo passaggio io devo trovarmi la feria,
me sento che incomincia a intravedere, Francesco, eccola qui.
da cui parte
è più profonda rispetto a
e da cui parte la colica sinistra
Francesco sono Guido
Guido
senti?
sì sì
senti come
repertata la mesenterica inferiore arteria
come pensi di trattarla
diciamo rispetto
alle possibilità
diciamo nel trattamento del giunto
ma qui
Qui la seziono completamente per due motivi, perché è un tumore dell'aggiunzione e ho paura che se lascio l'arteria si vada a legarmi solo la mesenterica dopo la coliche sinistra, sia da un punto di vista oncologico sia da un punto di vista vascolare potrei avere...
Axina di Begon.
E poi non avrei una buona mobilizzazione del colon sinistro perché ci sarebbe una corda che comunque andrebbe a inficiare la mobilizzazione che io spero di fare la più ampia possibile. Vedete io circondo l'arteria, anche l'arteria è grande come la vena, più grande del solito.
e questo paziente fa le cose in grande
il paziente è un collega anestesista
quindi si fanno le cose in grande
quella è la axilla di Bacon
posso dire una cosa franco
tante volte quando si discute
ma sotto c'è la ossa
e il tronco latero aortico
che sta sotto quel grassetto
quello noi lo vediamo senza sezionarlo
non è un motivo di discussione quello
normalmente metto una sola clip
qui ho visto l'arteria di diverse dimensioni
è un collega
è anestesista
allora meglio sabbondare
quanto deficere
ma stai facendo tutti i medici oggi
infatti quella era una collega
no mo basta
finiti i medici
allora adesso un punto cruciale
e mi fa piacere che c'è Francesco
questo è uno spazio
un spazio extraperitoneale
da dove emerge
e questo è uno spazio intraperitoneale
quindi io devo connettere
questo spazio extraperitoneale
dove proseguendo su questa linea
incontrerei i vasi retroperitoneali
l'uretere, i nervi
e quant'altro
con lo spazio
esattamente
allora qual è la migliore soluzione?
la migliore soluzione è quella di andare
molto molto vicino alla parte distale
dell'arteria sezionata, che viene quasi sollevata, vedete così, ecco qua, questi sono i tracci
infatici posteriori, e andare adesso con manovre di trazione e controtrazione a unificare i due
i due piani ecco qua questo è il grasso ok adesso per la linea di disezione che avevo
iniziato dall'alto tolto il gerota nel momento in cui c'è questa mano libera non c'è più l'arteria
che mi ostacola posso continuare vedete ad agire sul meso sigma sul meso sigma sempre con manovre
di trazione e contrattrazione
sollevando e abbassando
abbassando e sollevando
traction and contrattraction
traspagliano le strutture
retroperitoneali
la vena gonadica
la quale a quel punto
diventa esterna
rispetto all'ulitere perché lei scappa
verso l'olifizio
interno, quell'altro
scappa verso la vescica
e sono scappanti
scapponi
ecco qua
vedete questa è la white line
laterale
quindi con la mia mano destra io adesso posso lavorare
in questo modo
l'uretere e tutte le strutture
retroperitoneali sono
completamente coperte
ecco che si intravede qui
i vasi gonadici
l'uretere
tra poco vedremo l'opso
e andiamo avanti
Allora devo dire una cosa adesso, che sentire al Palazzini tanti colleghi con cui abbiamo fatto un po' un percorso difficile nei tempi dell'affermazione della chirurgia laparoscopica e che abbiamo condiviso tanti momenti formativi ma anche tra virgolette di grande amicizia, solo il Palazzini ce l'offre.
bravo Giorgio nel saper convocare
quelli che sono stati
i capostipoli
Parazzini
è un collante
è un collante
ti piace la parola collante?
è un collante
è un collante
è anche un collante
no no è solo un collante
è anche un collante
è anche un collante
io sto continuando
fiammando posso a prepararmi told gerota e tutto questo faciliterà la liberazione mobilizzazione
laterale vedete che continua ancora vedete come continuo con la trazione e contrattrazione non
coagulo niente e questo praticamente lateralmente al dice si vede un told gerota se sviluppando
tolto verso l'alto, girato verso il basso
girato in basso
tolto in alto
questo guarda, Francesco, devi dirlo tu
è una
conquista della laparoscopia
queste manovre in open
io non le ho mai viste fare
e credo
veramente difficile
poter riprodurre in open quello che facciamo
in laparo oggi
ma se uno
prende del passato le cose
E poi le cose del presente buone, le cose del presente futuro, c'è una linea di continuità, non ci sono antagonismi, sono evidenze rispetto a un cambiamento che tutti hanno voluto e che...
la laparoscopia
ci ha insegnato un sacco di cose
certo
ma sai
in passato
le distrazioni della generazione
mia che erano
l'unica cosa che c'erano da fare
erano intanto quelle che ti facevano
quegli spazi e poi adesso
qui c'è proprio l'esibizione
degli spazi, degli scollamenti
dell'embriologia
ma tutti in un canale che
continua
Ok, adesso, sempre per i giovani che ci stanno seguendo, bisogna procedere a un lato.
Che cos'è?
Molla un po', scusami, vogliamo sbizzare questo grassetto che sta qui, che mi dà fastidio.
Lascia un po' qua.
Togli tu.
C'è questo grasso qua che mi disturba non poco.
È un piacere vedere due maestri come voi oggi.
grande Francesco Corcione
che è un grandissimo chirurgo
è un grande anatomico
come Francesco Ruotolo
io parlo e lui fa le cose
diciamo la verità
lui parli molto bene
lui opera molto bene e tu parli molto bene
io faccio quello che dice Ruotolo
io guardo le distinzioni
io sono Ruotolo dipendente
no, Leo
le distinzioni sul cadavere che facevo
erano proprio matematiche
fisiche
quando tu venivi ad Asti Francesco
era un libro stampato
tutti quelli che erano presenti
a me dispiace per passare uno che chiacchiera
ma quando facevo le dissezioni
mi sono portato
tanti calzetratici
io li facevo e loro guardavano
giuro
bei tempi
diciamo tutti i tempi sono belli
però quello è stato un tempo particolare
perché
oggi l'America la conoscono tutti
ma quando l'hanno scoperta
è stata una sorpresa
bravo Francesco
Franco un'altra cosa che un capo di scuola come te
un chirurgio importante come me
come Battisti eccetera
il rapporto con i ginecologi
è fondamentale
quelli bravi, prendi Malzoni
faccio un esempio
sono veramente utili
nel lavoro insieme
io mi trovavo con Scambia
ma di un livello quello lì
Scambia, un grande amico
Scambia, ho fatto
una volta mi fa, mi cerchi la cisterna del Pequet
io dico senti
molto la trovo
a Parigi
in un'altra vita mia
allora, piccola lesione della vena
andiamo a mettere una clip
e dobbiamo recuperarla
al volo questa vena, perché se va dietro
il pancreas
dopo come disse Ambrosetti
mi tocca sollevare il pancreas
e andare a cercare
allora io ho visto anche l'avena splenica
non so se l'avete vista anche voi
che sta qui
ecco se tu non mi prendi la calzina
mi fa un piacere
perché questa finisce nella splenica
eccola qui un attimo solo
questo è il dotto di ruotolo
questo è il dotto di ruotolo
no no
è il patel
del patel
come era sembrato di averla vista
vabbè togliamo questa casina sporca
comunque la vena mesenterica inferiore
può sboccare nella splenica
può sboccare nel confluente
della mesenterica superiore splenica
può sboccare
nella vena mesenterica superiore
tre opzioni
quindi adesso io la tengo ancora
ho messo giusto le clip
e il mio obiettivo
eccola qui l'avevo vista
perfetto
allora il mio obiettivo
è quello di andare
a mobilizzare
il mesocolon
dal margine inferiore del pancreas
quindi io mi seziono intanto
la vena perché mi fa un po'
d'ostacolo, solleva bene
e vado verso il pancreas
che è lì, adesso lo vedo bene
avendo sezionato la vena
lui va
verso il pancreas
senza danneggiare il pancreas
è recente al mesocolon
perché non vuole pregare il riolano
perché se lui lacera
il tessuto
mesocolico dove c'è
il riolano, soccavo, invece lui sta
recente al pancreas, recente
all'inserzione del mesocolon
con una
pezzetta, tra poco metterà
una fettuccia
no fettuccia, una gazzetta
questo può essere a piatto
scusa, a piatto
a piatto ancora ancora ancora ancora ancora mezzo metro mamma mia chi lo vuole si chiama
pippo non è in vendita in offerta speciale pippo pippo mio specializzando storico che
in vendita ma io lo regalo perché mette a piatto a piatto questo testa piatto a piatto
Va bene, devo dare la destra curva io. Grazie. La destra curva. Devi mettere a parte. Il pancreas rimane giù e tutto questo meso va su.
Il mio obiettivo è mobilizzare il pancreas senza provocare lesioni, ma nello stesso tempo entrare nella retrocavità, che abbiamo aperto dall'alto come primo step.
Vedete come il profilo del pancreas è presente al pancreas ma non si porta nel contesto del mesocolone, ci sta proprio dove si appiccica il pancreas per evitare di danneggiare i vasi.
Non mi fermo fin quando non recupero quello spazio di dissezione che avevo determinato precedentemente.
perché il pancreas
è avvolto da fasce
cioè la fascia dietro del pancreas
la fascia anteriore
è tutto
Francesco, la retrocavità
eccola qua, sono felice
adesso non faccio altro che
continuare un po' ma non molto
perché potrei entrare nella vena splenica
nella coda del pancreas
ecco qua, e allora copro il pancreas
con questa garzina
che mi fa da landmark per la manovra successiva, che è l'ultima per la mobilizzazione della
flessura e che consiste nella mobilizzazione laterale del colon sinistro.
Quindi partiamo giù.
Ieri, Franco, io sono passato qui, ieri ho fatto un po' di lavoro, ma niente di speciale,
e c'era una dottoressina, una dottoressa Neri, che è una chirurga di Sassuolo, brava, la
la quale a un certo punto, a quel punto che stai facendoti adesso,
riceveva un angolo colico sinistro e dice
questa è la recesso sigmoideo di Dionnesco,
quello che io ripeto sempre come un pappagallo.
Cacchio che ho fatto io, meno male, mi fai contento.
Come hai detto, Gesù, se ripeti, come hai detto?
Cacchio, cacchio.
Ah, cacchio proprio.
Dico, è brava, la dottoressa si chiama Neri ed è primaria a Sassuolo,
gentile capace ma certamente non c'è l'esperienza tua ma forse è più facile capire da lei le
difficoltà che non da te perché la fai talmente facile che uno dice sei pericoloso tu e quelli
bravissimi siete pericolosi perché uno si illude capito capisco capito no sul serio non sto
sto scherzando. Praticamente a Sassuolo ci sta la dottoressa Neri, che è una primaria
chirurgica. Ieri ha operato un tumore dell'angolo colico sinistro. Lei nella doccia perietocolica
a un certo punto, dove stava giù in basso, ha detto qui c'è il recesso sigmoideo di
Ionesco. Io ho fatto, dico porca miseria, allora sei vecchia. No, no, perché queste
Queste cose sono vecchie, quando uno è vecchio si assacca le cose che ha, le fotografie, noi abbiamo fatto il gol durante una partita.
Francesco, allora adesso vedete io ho sezionato la linea di Told e devo recuperare quella di sezione posteriore che mi sembrava abbastanza esaustiva, quindi per evitare di ledere.
faccia di Monk
Monk o Told
io vado, vedete, molto vicino al colon
lui va
vicino al colon che non è
al centro della doccia
perché se no andrebbe fuori strada
è pieno di aderenze
no, troppa roba
troppa roba
non ti lascia la facilità
adesso ho recuperato la mia
guattalagna
grazie
E adesso vedrete, ecco qua, questo è il mio landmark,
significa che qui è arrivata la mia mano di dissezione posteriore,
quindi io posso andare qui senza nessun problema e senza nessun timore
di ledere le strutture retroperitoneali,
aprendo quello spazio che avevo già predeterminato con quella mia dissezione posteriore.
Questo è il punto cruciale, eccolo qua.
vedete tutta la mia dissezione posteriore quindi sono sempre e posso andare in tranquillità a
completare la mobilizzazione del colon discendente poi adesso vedrete una manovra che è interessante
perché io adesso sto lavorando con questo strumento con la testa un po' obliqua perché
mio cameraman oggi ha deciso di farmi vedere tutto obliquo però io sto andando vedete secondo una
linea di scollamento già predeterminata eccola qua per cui non corro rischi di vedere nel meso
nelle strutture retroperitoneali eccola qua vedete perfetto eccola qua però adesso io con questa mia
mano destra so un po in difficoltà perché arrivo qui arrivo perpendicolarmente secondo questa linea
di incisione mentre il colon mi fa una curva allora come ovviare a questo problema solo in
questo momento io arrivo così vedete con difficoltà e perpendicolarmente alla mia
incisione quindi solo in questo momento cambio il mio trocar operativo e mi
introduco nel trocar laterale dell'aiuto e chiedo all'aiuto invece di introdurre
la sua pinza e sostituirla alla mia prendendo sempre il giallo meso e
trazionando il colon verso di me a questo punto c'è una mano libera e
soprattutto c'è lo strumento che mi arriva più vicino e perpendicolarmente e non più in modo
obbligo ma perpendicolarmente alla mia linea di dissezione chiaro quindi un doppio vantaggio
Maria, come stai?
Veramente tutto questo a beneficio dei giovani che...
Il mio marino che ti saluta.
Va bene, senz'altro, grazie. Ci sentiamo dopo, ciao.
Francesco?
Sì, ho controllato...
Ecco, non ho spiegato perché, ho cambiato la posizione del mio trocaro operativo
e come sto procedendo, seguendo sempre quella linea di dissezione posteriore,
vedete come il colon è affossato, e quindi adesso devo vedere il mio landmark. Qual è il
mio landmark? È quella piccola garzina, eccola lì, che sta sul pancreas. Quindi io vado su quel
landmark, completo la mobilizzazione dal pancreas qui, e posso andare bene posteriormente a questo
colonna che è abbastanza alto senza creare danni né al pancreas che rimane giù né al colon che
sarà sempre ovviamente la distinzione posteriore sempre col collo curvo ecco qua ecco qui la v del
colon precedentemente preparato e vedete la la gazzina mi dice che il pancreas e ben lontano
la milza altrettanto e quindi seguendo il Land Max, anche in un caso non semplicissimo come questo,
il pancreas sta per fatti suoi, l'epipron altrettanto e quindi sono sicuro di avere
stoffa sufficiente
tutto il gerota è integro
ok
la minza non la vediamo neanche
Franco il colore è diverso
del piano di gerota che di sotto c'è
il rene rossastro
invece il giallo
del piplone, il giallo del mezzo
è un altro colore
e in questo momento mettiamo il paziente in posizione
Trendelenburg
porto via la garzina
sempre una sola in addome
massimo Trendelenburg
Ok, adesso il secondo aiuto cambia posizione, lo sa perfettamente, il nostro strumentista ci porta il monitor verso i piedi e continuiamo questa dissezione, ancora un po' lateralmente.
Come sono le immagini Francesco?
Buone, buone, buonissime.
allora Francesco
devo dire
adesso lo dico pubblicamente
non so quante persone mi sentiranno
ma molte delle cose
che avete visto
e molte modifiche che abbiamo effettuato
nel corso degli anni
derivano proprio dagli insegnamenti anatomici
di Francesco Ruotolo
no no no
veramente
una citazione negli annali
della chirurgia
Francesco è benissimo che
non è bisogno di complimenti
nel momento
abbiamo un'amicizia
e una storia in comune
però oggi sentivo di dirlo pubblicamente al Palazzini
veramente
un po' un diavolo
tutto scollato posteriormente
vedete come sono sicuro di non
andare a
danneggiare le strutture retroperitoneali
Ecco qua, adesso la white line è qui.
Francesco mi senti?
Sì, sì, sì, guido.
Volevo associarmi ai complimenti a Francesco che secondo me va citato come Cassazione dell'anatomia,
cioè non c'è nessuno in questo momento più esperto dello storico per eccellenza dell'anatomia come Francesco.
ma io non so nel mondo
quanti ce ne sono
forse in Francia
c'è qualcuno
ecco qua
adesso mi fermo
potrebbe essere pericolosa questa distezione laterale
e riprendo il discorso
che avevo fatto prima
paziente in trendelbo spiccato per piacere
e cioè
ritorno sui miei passi
prendi qua
solleva e tira verso di te
no prendi più giù
No, no, un po', qua dove sta la mia pinza, qua, questo giallo qua, questo giallo qua, stringi, solleva e tira.
Allora io recupero il mio spazio di dissezione precedente, vediamo un po', eccolo qua.
Quindi vado, vedo bene l'iliaca di destra che è qui, il paziente non è grasso ma è maschio,
Significa che c'è il grasso dentro, come dicono i francesi. Ritorno sui miei passi, cerco di recuperare
il piano tolgerota che avevo interrotto prima. Vedete, sempre cerchiamo di fare una dissezione
atramatica. Traction and contra traction, diceva Billy. Andiamo, tira verso di te, ovviamente, tira
verso di te, ecco, ancora un po'.
Pia qua, scusa, qua dentro,
qua dove sta la mia.
Solleva verso di te, stai tirando soltanto,
verso di te.
Non sono in vendita, sono in
regalia
eterna. Uno si chiama
Pippo e l'altro, meglio che non
ve lo dico, perché
io comunque adesso che
siamo soli al palazzini,
quindi nessuno mi sente,
posso dire che ho abbracciato
la croce della...
di Gesù, che dice soffrire in terra per beneficiare poi nell'altra vita.
E quindi mi sono autoflagellato, sopportando questi personaggi da tempo.
Allertiamo un attimo Taranto in caso di necessità.
Vedete, sullo scollamento praticamente è una manovra adromatica,
ha sangue e soprattutto vi permette di proteggere,
anche in un contesto non facile come questo,
tutta la fascia presacrale con i nervi, andiamo ad aspirare quel liquido, un attimo, l'aspiratore deve essere pronto, non è potente metterlo così,
senza grossi dischi
senza grossi sanguinamenti
adesso
che abbiamo mobilizzato tutto il lato destro
poniamo questa garzina
con la quale ci aiutiamo
a preparare ancora di più questo piano di scollamento
e andiamo lateralmente
ottimo Francesco
la trazione
e la dissezione smussa
è una cosa che ti mette
in piano tutti i piani anatomici
ti fa correre
meno rischi sicuramente certo poi è quello che grazie alla laparoscopia queste tensioni ti
permettono di vedere bene i piani anatomici guarda guarda sempre andando per via smussa
come stai facendo tu sei entrato a proposito del discorso guarda qua se io non avessi preparato
tutto posteriormente arrivato qui istintivamente avrei fatto così e qui c'è l'uretere invece
invece andando in questo spazio già preparato posteriormente io so che il passaggio è quasi
obbligatorio qui in questo spazio vedi i vasi gonadici stanno lì perfetto ma guarda che arterie
che c'ha, si dovrà una volta
fare cose in grande
hai visto?
quindi l'utilità di seguire sempre
ottimo manovra
grazie alla trazione
tutto il plesso spermatico
rimane laterale
e grazie a quella discezione posteriore
posso andare in modo
più sicuro
la discezione è sicura
sicura
i miei complimenti Francesco
sei affettuoso, grazie
no no, è la verità
poi lì hai
Francesco
che ti può confermare
tutto
con Francesco
abbiamo una collaborazione
ormai adesso abbiamo fatto un corso
di due giorni
vi aspetto ad Asti in futuro
ah, why not
io sono in pensione però
possiamo sempre mangiare
Asti è sempre tua, sono convinto.
Ma vai più in ospedale?
No, ormai faccio solo più la clinica, sono in pensione da 5-6 anni.
Adesso voglio sentire la lesione, se è palpabile, in modo da essere sicuri di comprenderla nella sezione.
L'endolico sigma, qui mi sembra libero, qua sembra di apprezzare la lesione, ma non mi piace, è un'endoscopia.
Allora, non mi piace, vedete, non riesco a palpare bene la lesione.
Hai ragione, il colonoscopio è un'ulteriore mano del chiuso.
allora abbiamo la fortuna di avere uno dei migliori endoscopisti
voglio dire d'Italia
ma della Campania
e soprattutto una persona molto disponibile
come Mimmo Talanto
l'ho appena chiamato
e nell'arco di pochi secondi
sicuramente sarà qui
e mi darà la certezza
che è quello che io sento per rispondere a realtà
si Francesco
ma Meo
è un endoscopista
oltre che chirurgo eccezionale
Lui è stato tra i primi in Italia, fatta un intervento esempio di una N-atale, di una galassia, di un colon, di un destro, sinistro, lui la colonoscopia, l'endoscopia per operatore, appena finito l'intervento a vedere, veramente un maestro.
È essenziale secondo me usare gli endoscopi dappertutto, nelle vie biliari, nell'esofago, nel colon.
Anche 30 anni fa era così.
Adesso è diventato difficile, perché a parte il costo delle attrezzature.
Hai ragione Francesco, è difficilissimo perché non trovi intanto il collaboratore che arriva subito,
poi l'attrezzatura non te la comprano più, sono finiti quei tempi.
Fortunatamente io quando arrivavo chiedevo sempre degli endoscopi,
se no non andavo
quando sono andato ad Asti che venivo da Chieri
ho detto o mi date gli endoscopi
se lo provo a fare o non vengono
sono d'accordo
poi addirittura
il colendocorcopio
professori buongiorno mi sentite?
si io si
io sono Filippo Panzera di Roma
buongiorno
sono di passaggio ed è un piacere
sempre vedere il professor Corcione all'opera
grazie
Meraviglioso, tutto veramente, già più volte ho avuto modo di vedere la preparazione dell'angolo fatta da lui in questa maniera che è veramente meravigliosa.
Volevo però fare una considerazione, per fare quella preparazione lei deve ovviamente interrompere la vena vicino al pancreas, no?
Sì.
Sì, ecco io chiedevo, recentemente sentivo per esempio Baldazzi che diceva che lui ritiene di interromperla più in basso quando va a fare l'arteria mesenterica per preservare il presso nervoso, allora qui ho due super esperti, anche il professor Ruotolo, che ne pensate di questo?
Poi una considerazione mia, io ho riprodotto l'intervento, la preparazione dell'angolo come ha fatto il professor Corcione, devo dirlo, alcune volte sono riuscito bene, quando il paziente non aveva un BMI eccessivo, altre volte invece no, onestamente mi sono trovato in grande difficoltà.
e quindi credo che un giovane
io non sono più giovane però un giovane
deve essere un po' eclettico
sull'angolo cioè deve avere la possibilità
di usare le tre vie
in vari modi
a seconda di come vanno le cose
questa è la mia considerazione
naturalmente
il professor Corcione ha standardizzato la tecnica
è veramente bellissima
poi le faccio un'altra domanda
professore
aspetta se no poi mi dimentico
Mi dimentico, la prima, diceva il mio maestro, nessuno è nato imparato,
eccetto mio cognato che di cognome fa imparato.
Significa che oggi vedi una preparazione che 20 anni fa io non sarei stato in grado di fare allo stesso modo.
Allora se tu trovi delle scappatoie, ogni volta che hai un problema,
tu non avanzi mai con la tua esperienza, con la tua tecnica,
e cerchi sempre di trovare una soluzione che però alla fine non è soddisfacente
perché sì, ti mette nelle condizioni di risolvere il problema
ma non di standardizzare la procedura.
Il mio consiglio è di perdere più tempo adesso a capire come andare avanti
sempre allo stesso modo, se ritieni che quello sia il modo giusto
e poi eventualmente studiare delle alternative ma in casi assolutamente eccezionali
perché altrimenti il chirurgo impara
soluzioni alternative
ma questo è un messaggio
diciamo di vita
non di tecnica chirurgica
se uno cerca sempre la scappatoia
non ritorna mai
sulla strada maestra
questo come messaggio
di saggezza senile
poi
per quanto riguarda
la domanda sulla
flessura mi hai fatto
che qualche volta mi dicevi che avevi difficoltà nei soggetti grassi o con problemi anatomici, tutti ce li abbiamo i problemi, però ripeto, insistere nel proseguire su una strada ti porterà lontano, trovare delle scappatoie non ti farà crescere, questo è il mio messaggio.
L'altra domanda era sul plesso nervoso, quello della vena.
Ah, quello della vena, ok.
Allora, dopo farò un intervento associato a una donna che ha un'astenosi diverticolare serrata e ha un'erneia tale.
Siccome è un'astenosi diverticolare, io non farò l'intervento che state vedendo adesso.
Andrò a preservare l'arteria mesenterica con tutto il plesso nervoso, ma non andrò a preservare la vena mesenterica.
e lì c'è il ruotolo che ne sa più di me,
intorno alla vena, come avete visto anche adesso,
non c'è niente, non ci sono nervi.
Si può tranquillamente andare a sezionare la vena
senza determinare lesioni nervose.
E anche solo la vena e non l'arteria,
senza determinare alterazioni del ritorno venoso.
Quindi, ma Francesco è lì, è più abilitato di me,
o più esperto di me sentiamo anche lui che dice per quanto riguarda la vena mesenterica inferiore
è vero che lei sbocca nella sprenica o nella mesenterica superiore o alla confluenza è vero
che a volte uno avrebbe la sensazione di legarla senza intaccare la vena colica alcinistica perché
che ha paura che legando la vena mesenterica inferiore
comunque ci sia una stasi
per fortuna
la vena mesenterica inferiore
ha una cosiddetta
collateralizzazione
attraverso la vena adenale
attraverso altri vini
metropitoneari
c'è Mimo Taranto che sta procedendo per un check
ma eccolo qua il tumore
già l'ha superato
c'è anche un po' di sanguinamento in dolume
se la regia può mostrare le immagini endoscopiche
io lo sento qua
sicuro
si vede
è questo?
eccolo qua, dove muovo io
perfetto
grazie mille
quindi dobbiamo
eliminare la giunzione retto sigmoidea
certo
e scendere sul retto alto
aprendo la plica
del Douglas
avete le pagine
scopiche?
Sì, la vediamo molto bene.
liberare un po di diretto che questo qualche non c'è più temi e retto ecco è solo inciderà
dublas non tira noi siamo a retto perdito in grado di generale subito sotto l'estero
più generale lui andrà al confine tra extra e via tornando alla vena se si tiene inferiore
in effetti lei è accompagnata da qualche linfatico che è vero che c'è tutto l'infarto
di Uxameselaico eccetera
però ha la fortuna
questa vena
anche nel caso in cui
sia molto dilatata
perché non depurisce
di avere degli scarichi
attraverso il sistema di Delsus
attraverso la vena lenale sinistra
per cui dicono che
con la sterilizzazione
della vena del sistema inferiore
è ottimale
però poi
no professore
la domanda era sul
il plesso nervoso
c'è un plesso nervoso intorno alla vena?
no, sulla vena non viene considerato
è quello che incontra la mesenterica inferiore
arteria
arteria
perché ti faccio un esempio
diceva Usher
che se ne è andato appunto 3-4 mesi fa
aveva messo a punto la tecnica
di risparmiare la vena mesenterica inferiore
nei casi T1, T2
T1, T2
E l'unica cosa che faceva, io denudo la vena mesenterica inferiore per gli infatici che può avere, però dei nervi non...
Ora sì, qualche nervetto ci sarà, però come anche l'azipos, non è che c'è chi testere l'intorno, eppure l'azipos, come dice il nome, è una vena che va da sola,
perché a Zegrini si dica vado da sola, un altro esempio di vena zigotica è la vena tiroidea media
che non ha una comes arteriosa e comunque quello che conta è un po' il sistema nervoso che c'è
intorno alle arterie, però poi sai le capacità sono tante ma non succede una determina denervazione
a meno per quello che si dice
poi sai
visto che
grazie
questo è interessante perché poi anche in questa
qui da Palazzini ho sentito
diversi operatori che invece
mettevano in evidenza l'importanza
di non legarla all'origine per questo motivo
quindi ha dato
non ci sono motivi
puoi non credere a Corcione ma a Rudolo si
no no no
è molto
relativo
io ti dico intanto
se so una cosa
se la assicura
certamente cerco di documentare
poi
però se asserzioni
degli altri così sicuri
a me non mi piacciono
le persone che sono sicurissime
in tanti anni vedo che molte cose cambiano
non è una pena
che è circondata
se tu la prepari qualche volta
lo vedi
invece l'arteria
c'è tanta roba in sotto
va bene grazie
posso approfittare per chiedere
un'altra cosa a professor Corcione
posso approfittare per chiedere
un'altra cosa
mi sentite?
si
dicevo ha qualche
scannotage quando
diciamo finita quella
disezione
diciamo del retto
del sigma retto
per trovare bene
il piano della fascia mesorettale
c'è un escamotage
chiedo e poi qui
se lei si trova in difficoltà aggiunge un trocar
per caso
allora se è difficoltà
le aggiungo anche i 3 di trocar
aspetta lascia qua
allora
il segreto qual è?
bella domanda
il segreto non so se hai notato
Io ho aperto lo spazio posteriore e sono andato sulla fascia presacrale lasciandola integra, questa, e scollando semplicemente come ho fatto finora, senza andare con i miei strumenti elettronici.
Poi lateralmente, questo è tutto mesoretto, e inizialmente l'avevo fatto anteriormente e adesso io voglio vedere bene perché l'ho sentito prima il tumore che è proprio qui.
Eccolo qua. Allora me ne devo andare qua. Ultrasceso. Almeno 4-5 cm al di là del
tumore. Inizia la mia dissezione della fascia mesorettale. Anteriormente il ruotolo ci ricorda
che abbiamo
un piano
predeterminato che la facciano via
e tu ci puoi andare davanti
o dietro, se la incidi
vai nel piano
l'ho liberata tutta, però qui
vedi, adesso
sono andato nello spazio
comunque Franco, il giovane collega
che si è fatto delle facce
eccolo qua, diretto
il sistema fascale
le fasce retrofoglie, sulla fascia tipogastrica, se lui la conosce, sui lavori di Albanese,
ci sono mille cose proprio in questo periodo che sono state riesumate, per cui il discorso
è più complesso, ecco perché c'è gente che si cura, qui non c'è niente intorno.
La vena di sentieri inferiore non è che quando la prepari ci vedi che c'è intorno un po'
po' di cosette, mentre l'arteria
la devi inundare alla grande
basta pensare al professor Baldoni
che faceva
l'intervento in cui
praticamente raschiava
ma ai tempi che ero ragazzo io, noi facevamo i tumori
facendo la orta
pulita come una cosa, poi i desiderati
che avevano detto, ma che fai?
insomma, l'evoluzione continua
comunque
ok, un po' Gesù, un po' Maria
lascia, significa un po' a destra
un po' a sinistra
Questa è la mia linea di sezione, cerco di andare in senso orario.
Franco, anche il mio collega, anche il professor Ilve dice che io faccio una distinzione del piano mesorettale, benissimo, però lui che fa?
lui va all'esterno del complesso retto-mesoretto e poi quando si porta sulla derombie ci passa
davanti invece la derombie copre la fascia mesorettale quindi è anche lì una cosa da
chiarire e la fascia di derombie prosegge ai nervi se la lasci tranquilla i nervi passano
all'esterno. Insomma, tra il dire e il fare c'è di mezzo il mare.
Pensate che l'intervento di Hilde viene considerato tipo B. Il tipo A è un intervento invece
che tiene la fascia uro-gentale, che è all'esterno ancora, è più sofisticato, ma dovremmo vederlo
lo insieme. Scusa non ho sentito
Francesco
non dicevo che
sì sì c'è dal punto di vista
delle definizioni
il cosiddetto sistema
fasciale, la cosiddetta
fascial anatomia
anatomia, cioè praticamente
si è passati dall'intervento
di Hilde
che sarebbe di tipo 2
a un intervento di tipo 1
che è ancora più
sofisticato
nel risparmio dei nervi
sono cose da seguire
intanto
allora vedete
l'aggiunzione è esattamente qui
qui c'è la lesione
che palpo qui proprio nell'aggiunzione
ha descritto bene l'endoscopista
quindi Franco
è un passaggio tra il retto pellico
intraperitoneale e quello
sottoperitone
tira
ecco questo è il retto che non c'è più peritone
Eh sì, quasi sto sul retto, non dico medio, ma quasi.
Poi a volte io dico, uno si dovrebbe contentare tanto di dire
retto pelvico intraperitoneale, retto pelvico sottoperitoneale,
retto perineale al canale chirurgico, quali sono i punti di passaggio,
che c'è intorno, però siamo alle cose anche più complesse,
ma io mi ricordo che gente bravissima queste cose che sarebbero a bici
però gli è dato spontaneo
dire retto o basso
che significa retto o basso?
c'è una linea che va dal pub
ai muscoli elevatori
che ti dice ciò che è sopra è retto
più alto
e il resto è basso
punto
uno fa come coglia coglia
lascia
esci
o lascia
esci
la stessa cosa
ok
adesso
siamo pronti per la sezione angela angela che stai facendo angela angela pezzolla
angela pezzolla è a fianco i miei saluti angela angela non ti senti perché
usiamo una 45 articolabile
professore sempre così per scopo provocatorio
C'è qualche scopo provocatorio, ma cosa è già detto e ridetto. Cosa può dirci su questo tempo della sezione? Cercare di farla con una sola sparata, meglio due sparate da 45. Cosa ci vuole dire?
Allora, io ho provato, quando è uscita la 60 sembrava la soluzione del problema, però subito mi sono reso conto di un grave problema legato all'impiego di una 60 che ancorché articolabile non entrava perpendicolarmente all'asse del colon,
perché per quanto poteva essere articolabile mi faceva sempre una sezione obliqua, quindi segno che da un lato il retto era più prossimo e dall'altro era più distale e questo nella mia esperienza potrebbe determinare una maggiore esposizione a un'ischemia post-operatoria, è rimasto un angolo proprio e quindi sono ritornato sui miei passi con la 45.
Anche per le sezioni del retto, questo è un po' di messo lì, però preferisco comunque mettere una suturatrice, in modo da avere una, non una linearità, ma una minore diseguaglianza nella linea di sezione.
Anche qui ci sta, però non va a inficiare quella che può essere la vascolizzazione del tratto di stale della linea di sutura.
Fai bene a farci queste domande comunque.
Beh, anche per animare un po'.
Dove lavori?
A San Robertini, Roma.
Dove?
Sandro Pertini. Ah, Sandro Pertini, ok. Marco Catarci. Sì, sì. Ok, datemi una calzina pulita. Vedete come la fascia è integra? Il sacro non si vede proprio. Lasciamo una calzina a dimora.
e a questo punto teniamo repertato il moncone rettale,
desuffriamo e siamo pronti per l'incisione sovrapubblica.
Dai bisturi, desuffla.
Ma Marco è in diretta.
Bisturi, girate un po' il paziente.
Che deve fare?
Adesso deve fare l'estomosi, cioè deve fare l'estrazione del petto.
Che ha fatto un retto?
un retto alto
sento la voce
della professoressa Pezzolla
della professoressa Pezzolla
non ci puoi parlare
non chiedere di parlare al sonno
ti sento
ti sento
togli la posizione laterale
le souffle
ho detto che tu c'eri
e ha detto di salutarti.
A me non mi conosceva niente.
E' in basso.
Io l'ho conosciuto da Grappa.
Ho stato conosciuto da...
da...
Eh?
No, chi ci sta qua come infermiera?
Ho capito, chi ci sta come infermiera?
Mi viene da domani.
Ma se metti su in gezione, è talmente bravo.
E' bravo, ma ha fatto uno stomaco
che non esiste da uscire.
Lui poi parte da sinistra con lo stomaco, lui ha fatto l'arteria prima, lo spiretto prima l'arteria, poi ha fatto il piano e poi la vena.
Qui ci puoi fare delle belle lezioni ai tuoi...
Avete le immagini esterne, Francesco?
Sì, sì, vediamo.
Proteggiamo l'incisione.
Travaiamo in verde.
Verde e blu.
Allora, il tumore sta qui, sono tre dita mie, grosso, otto, perfetto.
Identifichiamo l'arteria e la vena.
Ecco lì, una chella.
E ci date l'ultracisio.
Ecco l'arterio, l'ultracisio non me.
Dobbiamo riportare un colonno morbido.
Ok, direi così, cocker.
fai delle legature secondarie
per
Francesco ce l'hai con me?
si ma non
hai fatto
sul meso delle legature
vascolari secondarie
prima hai legato l'arteria
la vena infacciata prima
e adesso per allungare il meso
fai delle legature secondarie
così detto
allora per quanto riguarda
la vascolarizzazione
Qua abbiamo anche un tolico sigma che secondo me, voglio sentire anche il parere degli esperti in sala, è comunque un pericolo perché conservare questo sigma lungo comporta a mio avviso maggiori rischi di devascularizzazione, di ischemia postoperatoria.
Per cui io l'idolico sigma non lo considero, vado sempre sul discendente come sempre.
professore, io do già il suo aiuto sotto che sta cominciando a introdurre la suturatrice?
Sì, non perdiamo tempo come devo dire. Fate bene. Volevo chiedere, fate un lavaggio prima?
No, l'abbiamo fatto prima dell'intervento. Diciamo che il paziente è in anestesia,
però in questo momento no. Allora è tutto pronto, facciamo adesso la prova al verde,
che non è la panacea per tutti i mali, nel senso che noi nonostante una prova buona,
abbiamo avuto un'ischemia post operatoria. Però visto che c'è questa possibilità ce
la giochiamo per ridurre i rischi di un bello verde. Il problema di questo verde è che noi
non abbiamo idea dell'intensità del verde vediamo che è verde vediamo che giù è meno verde quindi
siamo contenti che fino alla linea di sezione l'intensità del verde è sicuramente superiore
ma io quel verde non so se vale 100 o 10
e questo sarà il prossimo step
perché ti aiuta ma non è la panacea per tutti i mali
ti aiuta perché qualche volta abbiamo visto proprio
una zona completamente avascolare che non appariva all'occhio
mentre quel verde l'abbiamo potuto valutare bene
e abbiamo riresecato, abbiamo il video dimostrativo
però sono rari i casi
come pure abbiamo avuto come ripeto
un'ischemia post-opera
dove un soggetto in cui il verde ci sembrava perfetto
come in questo momento
dai sezione taglia i punti
dacci un lama d'abisso
il betadine
pezzo fuori
grazie
terza
togli e fai uscire il pistoletto
raddoppiamo la legatura
ok tagliamo
senza forbice a me
andiamo senza esagerare
eliminare tutto questo grasso peri anastomotico, diceva l'amico mio, né troppo né poco, ok?
Professore, scusi se glielo domando, ma lei dove si trova adesso?
Io in sala operatoria, alla clinica mediterranea di Napoli, per chi non la conoscesse è una
struttura che ha due grossi vantaggi rispetto agli ospedali, uno è che si affaccia sul
Golfo di Napoli, il che è una cosa non trascurabile, il secondo è che è più attrezzato di un
ospedale e funziona come ospedale, abbiamo quindi le convenzioni, abbiamo il settore
privato, abbiamo la cardiochirurgia, abbiamo la scolare, l'urgenza, insomma è un ospedale
clinicizzato
però con una
abnegazione del personale
che si può riscontrare solo nel privato
questo ve lo dice uno che ha lavorato
42 anni nel pubblico
stamattina alle 7 e mezza il paziente dormiva
non mi era mai capitato
nella mia vita
questa è la sesta giornata di diretta
che facciamo questo mese
lo dicevo prima, due su Strasburgo
due giornate
un corso mio
anzi tre su Strasburgo
e questa è la sesta
quindi sei diretta in un mese
credo che sia un piccolo record
e quando si tratta
di iniziare alle 8
alle 7 e mezza il paziente è già pronto
insuffriamo
un po' di lateralità verso di me
ho anche qualche specializzante
gli scarti della scuola di specializzazione
rimandano da me
e quindi sono costretto purtroppo a lavorare
con persone
incompetenti, scarse
senza futuro chirurgico
di basso vignaggio
povero Pippo
povero Pippo, l'hai capito
Pippo dove sei qua?
Pippo hai capito dove sei?
ecco bravo Pippo hai capito che stavi nel senso
ah stavi dentro di lui, quello è Sacchettino
Pippo
ma cosa da fare, tutti io li ho chiamati
sapete che fanno i direttori della scuola
dice vuoi andare un po' da Corcione
vai vai
e quelli se li tolgono dai coglioni per
scusate il termine
Vediamo se mi sente
Pronto? Mi senti Franco?
Non siatino mio
Ah ecco di qua
La voce tua è inconfondibile
Con il tuo allievo preferito
Ti aspettavo
Ti aspettavo da stamattina
Eh lo so
Da stamattina però
Mi hanno messo sul tuo allievo preferito
Iroxicam
Che non è un infiammatore
Ok diritto?
No no no
esci
come stavi prima
esci un po'
stavi andando bene
diritto verso di là
ok
entro
stai andando sordo
fermo così
perfetto
vai
Alberto Porcelli è pronto
via
andiamo a far uscire
vedo che hai un'equipe
numerosissima
e ti ho detto
a parte Porcelli
che
chirurgo ha fermato
gli altri sono tutti specializzanti
di quelli che non servono la scuola
No, ma io so che c'hai proprio degli specializzati e degli specialisti di primo livello.
Sì, sì, primo livello a partire dal basso.
Allora, il messaggio importante da segnalare ai giovani è valutare a questo punto se non ci sono torsioni del colon, soprattutto in colon così esuberanti.
Quindi partire dall'alto individuando la tenia, che è questa, seguire la tenia, eccola qua, questo è tutto l'epipron che copre, che ci disturba, ecco la nostra tenia, fammi seguire la tenia per piacere.
Vedete come la live serve a dare i giusti messaggi? Era completamente torto,
quindi prima di procedere alla chiusura della suturatrice ho verificato la giusta posizione
dell'Atenia, il mio landmark, eccola qui, eccola qui, eccola qui, rivediamo per piacere, rivediamo per
piacere, ok, ecco la nuova fessura, scendi, scendi, scendi, no questo è diritto, sì sì, diritto, scendi,
scendi, scendi, stringi, stringi, ok. Adesso l'intervento non è finito perché prima di
staplerare andiamo a chiudere quello spazio posteriore dove io ho avuto ben tre complicanze
post-operatoria
dammi da lavare
ho avuto la migrazione
di Ansel
dietro il meso 2
e hanno determinato
in tutti e tre i casi un'occlusione post-operatoria
forte della seconda
esperienza, perché la prima
non ti insegna mai niente
ho pensato di chiudere questo spazio
come chiuderlo?
non è uno spazio a girare
esatto
quindi sei preparato
con la colla
è uno spazio molto ampio
per cui ho pensato di
chiuderlo con la colla
e abbiamo
scusa non riesco a vedere
abbiamo pubblicato
su Sagi Calendoscopy
la nostra esperienza
concernente
più di 200 casi
200 casi
che cosa è successo?
questo non lo sai
te lo dico adesso
Ecco, ho sentito borcelli tossire, è così.
No, no, borcelli non tossisce.
Abbiamo avuto un'altra occlusione nonostante la colla,
perché si era incollato tutto, era rimasto un piccolo percolo in cui si era insinuato un'ansa,
che era il traizio.
Allora, a scansa di equivoci, chiudiamo con la colla prima,
e poi un punto proprio nell'angolo del traizio,
C'è ancora il professor Ruoto, no?
Sì, spero.
Forse sì, forse no.
Forse sì, forse no.
Dipende.
Sì, mi hanno insegnato che il primo tratto digiunale è quello che guida tutto l'intestino.
Cosa ne pensa lei?
Quindi è importante posizionarlo bene alla fine dell'intervento sopra l'intestino.
Dice bene?
Sì.
chiedevi a me?
non so, chiedo a tutte e due
ruotolo se tu ruotolo
allora ascolta bene
hai fatto qualche
diserzione su
persona che non c'è più?
cioè hai rispettato mai?
allora quando noi
rispettavamo
partivamo
come hai detto
dalla prima alza regionale
il modello regionale
con i listori, con i taglienti
che taglievamo, cia cia cia cia, fino a arrivare al lago.
Quindi, la disposizione della prima...
Cioè, tu forse devo dire un'altra cosa, siccome quando fai un colon sinistro
il colon, la cornice del colon si restringe, si fa discentrare,
il botano, il botano di giù può infilarsi sotto.
Questo è il motivo per cui il colcione ha messo un punto per ancorare bene l'angolo del dedeno digiunale, la quarta porzione soprattutto, in modo che non si vada a infilare sotto la cornuccia del mesocolo che si è meccanizzato.
C'è un nome a questa manovra, adesso non me la ricordo bene, non perché sono accoglionito ma perché la pronuncia per me era difficile, comunque al termine dell'intervento tra le tante mosse che si fanno,
e quindi prende il tuo dedo e il tuo giugno e lo solleva al di sopra del piano dove c'è il colon che ti ha medializzato
in modo che non si vada in fila stretta, per questo motivo il professor Corcione ha messo un punto lì
per ancorare il punto che dici te in una situazione che non lo costringesse a infilarsi sotto il colon
può essere bene?
esattamente
ma tu stai
col grande Marco
esatto
noi di Benito iniziamo
non con la colla
e quindi arriviamo
su proprio a quell'angolo
ma quell'altro c'è un nome
è una manovra
1, 2, 3
4, 5, 6
7, 8, 9, 10
controllo c'è delle rotelline
state parlando tra di voi
secondo me non
ho controllo delle
rotelline
sono perfette
non le vediamo
non le vedete
la visione interna
diamo le immagini esterne un attimo
adesso si
ok
caro Franco mi hanno fatto
che non ha assolutamente ceduto il suo posto
avremo giorni migliori Angela
spero nel pomeriggio che qualcuno parta
e quindi mi lasciano nel campo
ma guarda Angela
tu sei la padrona
quando parli tu io mi taccio
scusate
Scusate, voglio fare un saluto affettuoso ai grandi maestri Franco e Francesco. Mi devo distaccare perché devo andare da Pozzo nell'altra sezione.
Ciao, stami bene? Piacere di averti sentito. Il blu è negativo, grazie.
Saluta Maria, ciao.
Grazie, il blu è negativo, e quindi dopo c'ho una cisti splenica, spero di fare una hemisplenectomia o una near total splenectomy,
e poi c'ho un'altra signora che ha una duplice patologia, una grossa eneatale con una stenosi di verticolare del colon.
poi dicevo prima
c'è stato operato di policisti
allora io qui ho finito
è anche stato operato di policisti
quindi c'era una triade
non ti sento
professore c'era una triade
la triade di Sente
di Sente
di Sente che cosa?
no la triade di Sente
il professore Ruoto
diceva della triade di Sente
ma non c'è il calcolo della golicisti
togliamo la Trendelenburg
togliamo i trocar sotto visione
e a questo punto
io mi vado a cambiare
5 minuti
10 massimo e ci colleghiamo sull'altra sala
togliete il Trendelenburg
lasciamo Porcelli
a completare l'ora
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